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Virginia Raggi: la candidata sindaco favorita a Roma, da The Guardian #VirginiaRaggiSindaco

Virginia Raggi: la candidata sindaco favorita a Roma, da The Guardian #VirginiaRaggiSindaco

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Di seguito la traduzione, concordata con l’autrice dell’articolo, del pezzo uscito oggi sul Guardian dal titolo “Corruzione e rifiuti, temi top nell’agenda dell’inaspettata e favorita candidata sindaco di Roma

L’avvocatessa Virginia Raggi rappresenta il partito euroscettico fondato da un comico, e cerca di scuotere la Città Eterna. Nella Roma che ha in mente Virginia Raggi, che compete per diventare il prossimo sindaco della città, una nuova flotta di autobus viaggia in corsie preferenziali, il traffico scorre senza intoppi grazie a un sistema di semafori intelligente, la raccolta dei rifiuti avviene regolarmente e i contratti pubblici sono vagliati e gestiti con attenzione.
Potrà non sembrare un piano particolarmente ambizioso per una delle principali capitali europee. Ma per chi abita nella Città Eterna e conosce molto bene l’enorme gap tra la visione romantica della città e la realtà quotidiana di chi ci vive – i cassonetti strapieni, i trasporti pubblici inaffidabili, i parcheggi illegali dilaganti e i parchi pubblici trascurati, questo non è azzardato definirlo una rivoluzione.
La nostra visione è quella di una città vivibile, prima di tutto, cosa che al momento non è, per tutti i Romani che vivono qui e per tutti i turisti che si ritrovano in una città devastata a molto difficile,” dichiara Raggi.

VIDEO La Raggi è la donna giusta per Roma

La ribelle avvocatessa di 37 anni, ex consigliera comunale di Roma, è emersa come una dei favoriti nelle elezioni che dovrebbero tenersi a Giugno, otto mesi dopo che Ignazio Marino, l’ex sindaco del PD e chirurgo che aveva promesso di resuscitare la città, è stato fatto fuori in seguito a uno scandalo che riguardava le sue spese.
Se vincesse, Virginia Raggi non solo sarebbe la prima donna ad amministrare la città, ma segnerebbe anche una vittoria significativa per il Movimento 5 Stelle, il partito euroscettico populista fondato dall’ex comico Beppe Grillo, che ora è il secondo partito in Italia.
Mentre il M5S di Grillo è stato visto per tanto tempo come partito di protesta a corto di strategie politiche e decisamente bizzarro, l’ascesa di raffinate figure politiche come la Raggi segna in Italia un importante punto di svolta per il partito ed è un segno che questo potrebbe andare oltre Grillo. Sarebbe anche una sconfitta umiliante per il Primo Ministro del PD Matteo Renzi. Alla domanda che opinione abbia del premier, anche lui ex sindaco, la Raggi non esita a dire in modo tranchant che “sta lavorando per le banche e non per i cittadini.”
Per quanto riguarda l’altro uomo importante a Roma – Papa Francesco – la Raggi dice che ha pensato che fosse un grillino, come sostenitore delle idee del M5S sull’ambiente e per le sue dichiarazioni contro la corruzione. Se venisse eletta, uno dei suoi obiettivi sarebbe richiedere il pagamento di una somma che oscilla tra i 250 e i 400 milioni di € di tasse apparentemente dovute su beni immobili del Vaticano non destinati a fini religiosi, che- a quando dichiara- non sono mai stati riscossi dalle precedenti amministrazioni per il timore di sfidare la Chiesa.
Io penso che su questo punto potremmo avere una discussione franca” dice, e fa notare che il Papa ha già sollevato la questione in passato. In un’intervista al Guardian in un ufficio che è a pochi metri dalla residenza del Primo Ministro, Palazzo Chigi, e nel bel mezzo di una corsa che è stata dominata ultimamente dai battibecchi tra rivali di destra – sul fatto che una donna che è anche madre possa fare il sindaco – Virginia Raggi si è mostrata felice di potere parlare dei temi che sono le tre priorità: mobilità, trasparenza e gestione dei rifiuti.
Lei è contraria al fenomeno tipicamente romano e che “praticamente non esiste all’estero” di persone che viaggiano sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto (è un sistema che si basa sulla fiducia e che effettua controlli molto raramente).
C’è bisogno di più controllori, e pensiamo di rendere obbligatoria la salita dalla parte anteriore dell’autobus. Faremo piccole cose, cose di buon senso, cose che non sono mai state fatte”.
Dobbiamo riportare la legalità, qualcosa che a Roma, in Italia non c’è” dice.
Raggi si focalizza sul tema del trasporto pubblico: intende sostituire i bus cittadini vecchi di 15 anni con una nuova flotta di mezzi ibridi e dice che non una fan di Uber, che lei ritiene crei “concorrenza sleale”. Intende anche riorganizzare la circolazione dei furgoni in città, e afferma che non è sostenibile che ce ne siano migliaia che circolano per Roma a volte solo per trasportare un pacco o due.
Ma Raggi riconosce che per ottenere risultati a Roma bisogna fare i conti con l’alto livello di corruzione. Mentre Roma prima era considerata esterna alle capitali ufficiose del crimine organizzato italiano, la Sicilia, Napoli, Reggio Calabria – la serie inarrestabile di scandali conosciuti come “Mafia Capitale” ha mostrato chiaramente che praticamente tutti i servizi pubblici della capitale d’Italia sono macchiati dalla corruzione e da una gestione inefficiente. La risposta di Raggi è più trasparenza, più controlli e un sistema open data.
Ci sono dipendenti che vogliono lavorare onestamente a Roma e che vogliono aumentare i controlli interni ed esterni”, dice.
Si tratta di un tema su cui lei è chiaramente allineata con il leader Beppe Grillo. Ma è più morbida su altre, controverse, opinioni di Grillo, che è stato sostenitore di Nigel Farage ed altre figure anti EU.
Alla domanda se lei è d’accordo sul fatto che in Italia ci debba essere un referendum sull’Euro, Raggi dice che i cittadini dovrebbero potere “esprimere la loro opinione” sull’Eurozona, ma riconosce anche che per l’Italia è meglio essere parte dell’Europa che non esserlo.
Penso che sarebbe difficile uscire dall’Europa, ma l’Europa deve cambiare.
Mentre difende una recente e controversa mossa di Grillo, che ha respinto un un accordo politico in cui il M5S avrebbe supportato i diritti genitoriali di coppie dello stesso sesso come parte di un decreto più ampio sulle unioni civili – la proposta ha dovuto essere ritirata – dichiara di essere personalmente a favore dei diritti di genitori dello stesso sesso.
Mostra punti di vista diversi anche rispetto alle opinioni a volte xenofobe di Grillo sull’immigrazione, e afferma che Roma ha bisogno di identificare più rapidamente chi sono i richiedenti asilo, ma che la città ha degli obblighi di legge rispetto all’accoglienza dei migranti.
Dobbiamo capire i motivi per cui queste persone lasciano i loro Paesi – si tratta di guerre che tutti noi abbiamo contribuito a generare”, dice.
Per ora, la sua candidatura è stata offuscata solo da un’unica controversia: il suo apprendistato, da neolaureata, in uno studio legale dell’avvocato dell’ex premier Silvio Berlusconi, Cesare Previti, che è stato poi condannato per corruzione di un giudice.
Lei denuncia un dibattito che ha generato molta confusione ed afferma che si trattato di un attacco a tutta la categoria degli avvocati.
Il messaggio che hanno trasmesso è che se si un avvocato e difendi un criminale, anche l’avvocato è un criminale. Se sei un medico e operi un mafioso, sei anche tu mafioso?”, chiede.

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