Un piano per rilanciare il Pescaturismo in Italia

Un piano per rilanciare il Pescaturismo in Italia

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di Rosa D’Amato
, Efdd – MoVimento 5 Stelle

“Il Parlamento europeo sta discutendo un rapporto sulle attività turistiche legate alla pesca. La maggior parte delle regioni costiere e delle isole italiane sono vittime di un grave declino economico a causa delle carenze di risorse ittiche e di politiche eccessivamente restrittive. In questi ultimi anni, la cosiddetta pescaturismo ha contribuito invece a creare nuovi posti di lavoro, promuovere l’inclusione sociale e rivitalizzare le comunità dipendenti dalla pesca. Pescaturismo oggi è fonte di guadagno importante per molte famiglie di pescatori che, durante le stagioni estive, lavorano no stop per poter vivere il resto dell’anno in maniera dignitosa. Molti pescatori hanno riadattato le loro navi per integrare la pesca commerciale e fornire un reddito supplementare alle loro famiglie.

L’obiettivo strategico dell’iniziativa della Commissione è quello di promuovere le attività turistiche legate alla pesca, i servizi turistici nelle regioni costiere e il turismo sportivo connesso alla pesca. Si vuole sviluppare questa pratica per aiutare le zone più periferiche d’Europa a crescere economicamente. Per far questo servono investimenti a livello nazionale, regionale e locale per fornire le infrastrutture necessarie, una migliore connettività internet a costruire nuove e migliori strade che garantiscano un buon accesso ai villaggi di pescatori anche più remoti. Tutto questo dovrà essere implementato assicurandosi che sia fatto in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Nello specifico si dovrà procedere a:


• armonizzare la definizione delle attività di pesca legate al turismo a livello dell’Unione europea, con particolare riguardo alle escursioni, alla pescaturismo, al turismo connesso all’acquacoltura e al turismo relativo alla pesca sportiva e ricreativa.
• definire una base giuridica comune per il turismo in materia di pesca.
• favorire la creazione e lo sviluppo del turismo legato alla pesca, con l’obiettivo di applicare una strategia aziendale differenziata adeguata alle potenzialità di questo segmento e in grado di soddisfare in modo più efficace le proprie esigenze.
• promuovere e sostenere gli investimenti nella pesca nel settore del turismo.
• istituire una rete europea di pesca turistica e una rete europea per i servizi turistici connessi alla pesca sportiva.
• adottare norme comuni in materia di sicurezza di navigazione, di sanità e di igiene per le navi utilizzate per effettuare attività turistiche ed eventuali concessioni fiscali, a condizione che le suddette misure siano sufficientemente flessibili per accogliere le principali differenze in termini di singole attività di pesca e navi da pesca, rispettando le diverse caratteristiche regionali.
• promuovere il coinvolgimento dei pescatori e degli operatori del settore anche nei progetti relativi al turismo culturale, come la riscoperta delle attività di navigazione marittima tradizionali.

Unico punto critico da non sottovalutare, infine, è che questa relazione non deve in nessun modo rappresentare un cambio di rotta rispetto alla nostra pesca: la pescaturismo e in generale tutte le attività ricreative legate alla pesca non sono la soluzione ai problemi di questo settore, soprattutto per il Mar Mediterraneo. I pescatori devono mantenere la loro identità e devono poter continuare a portare avanti un mestiere ereditato negli anni. Queste proposte non devono in alcuna maniera diventare una pezza con cui coprire i buchi fatti negli anni da politiche sbagliate e inadatte: devono solo rappresentare delle forme di integrazione economica necessarie in determinati periodi dell’anno ed in circostanze ben definite.

 

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