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Ridiamo forza alle imprese italiane

Ridiamo forza alle imprese italiane

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Migliaia di imprese italiane ed europee soffrono le misure protezionistiche illegittime che la Turchia oggi impone e la contraffazione delle nostre eccellenze che in quella regione troppo spesso viene praticata.

Siamo al lavoro per ridare forza a queste imprese. David Borrelli è relatore nella Commissione Commercio Internazionale del rapporto sull’aggiornamento dell’attuale Unione Doganale con la Turchia. Vogliamo equità nei rapporti commerciali e soprattutto rispetto dei valori e dei principi costitutivi dei Trattati europei. Solo negoziando si potranno tutelare meglio i comparti fitosanitari e quello agricolo, soprattutto sul versante europeo più esposto alla concorrenza turca. Pur considerando congelato il processo di Adesione della Turchia all’Europa, il dialogo nel settore commerciale è utile perché può spingere il governo turco a praticare di nuovo i valori di libertà, democrazia e uguaglianza. Inoltre, nuove relazioni commerciali possono avere effetti positivi su cittadini, lavoratori e imprese europee. Queste sono le linee guida del rapporto presentato da David Borrelli in Commissione Commercio Internazionale:

di David Borrelli, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa.

“La politica commerciale dell’Unione europea è parte della sua azione generale e deve contribuire a diffonderne i valori e i principi. Il rapporto sull’aggiornamento dell’attuale Unione Doganale con la Turchia, di cui sono relatore, in una prima parte delinea il contesto generale e l’ambito di applicazione, una seconda si occupa della modernizzazione doganale e una terza che si concentra sul nuovo quadro commerciale. Vogliamo aiutare le imprese italiane ed europee a difendersi dalla concorrenza sleale e dalla contraffazione sistematica che danneggia le nostre eccellenze.

Per quanto riguarda il Contesto Generale, abbiamo sottolineato che:

la Turchia è un partner strategico per l’Unione europea ma, se vuole un rafforzamento delle relazioni commerciali, deve voltare pagina e richiamare i valori e i principi costitutivi dei Trattati europei.
i negoziati non possono prescindere dalla concreta situazione politico-istituzionale turca e adottare la dovuta prudenza a difesa dei valori e degli operatori europei.
il Parlamento Europeo può contribuire attivamente al monitoraggio e alla valutazione d’impatto dei negoziati e degli accordi che saranno raggiunti, attraverso un’azione costante di raccordo con gli stakeholder turchi ed europei.

In merito alla Modernizzazione dell’Unione Doganale:

la Turchia deve cessare le misure protezionistiche e restrittive illegittimamente messe in campo in questi anni nei confronti delle imprese italiane ed europee.
ci deve essere un reale allineamento alla legislazione europea e alla lotta alla contraffazione e ai commerci illeciti.
bisogna individuare un meccanismo efficace di risoluzione delle controversie e migliorare la cooperazione negli ambiti decisionali di comune interesse

In merito al Nuovo Quadro Commerciale, abbiamo ricordato che:

le liberalizzazioni devono avvenire in modo progressivo e vincolante
deve essere prestata particolare attenzione all’impatto su PMI, lavoratori, consumatori e ambiente.
vogliamo una reale armonizzazione nel settore fitosanitario e agricolo, ma prestando attenzione ai comparti agricoli europei esposti alla concorrenza
devono essere esclusi i servizi audiovisivi e quelli di interesse economico generale.

I CAMION TURCHI
Vogliamo impedire che la liberalizzazione delle “quote trasporto” possa favorire il dumping sociale, ovvero la coesistenza di “trasportatori di serie A” e “di serie B”, cioè con standard, obbligazioni e diritti ben diversi per quanto entrambi operanti nello stesso mercato. Occorre lavorare sulla ricerca di standard comuni e sull’adeguamento della normativa turca a quella europea in modo da garantire un trasporto efficiente, dignitoso e soprattutto rispettoso degli standard dei lavoratori di questo settore, evitando forme di concorrenza sleale derivanti da asimmetrie normative più che da maggior efficienza o capacità dei singoli trasportatori”.

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