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L’intelligenza artificiale spiegata alle PMI

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L'intelligenza artificiale spiegata alle PMI

L’intelligenza artificiale spiegata alle PMI

dall’inserto Corriere Economia del 13 novembre 2017: intervista di Francesca Gambarini a Davide Casaleggio

Perché vi siete dedicati all’intelligenza artificiale quest’anno? Perché lo definite un treno da non perdere?

Il mercato dell’intelligenza artificiale varrà 18,3 miliardi di dollari a livello mondiale a fine 2017 e potrà far quasi raddoppiare la crescita del PIL italiano in meno di dieci anni portando ulteriori 200 miliardi di euro di valore aggiunto annuo. Quando alla fine degli anni ’90 si diffuse Internet poche aziende ne colsero subito il valore strategico. Oggi quattro delle dieci società con maggiore capitalizzazione in borsa a livello mondiale sono nate proprio in quegli anni o hanno basato il loro modello di business sulla Rete, innovando e superando società storiche. La principale potenzialità al momento consiste nella combinazione dell’Intelligenza Artificiale con altre innovazioni già a disposizione come l’Internet of Things, il riconoscimento automatizzato di immagini e audio, le Blockchain e gli Smart Contract. Siamo agli albori di una rivoluzione industriale molto più importante e rapida di quelle precedenti. Se le aziende italiane vogliono esserne parte, questo è il momento.

Non è un modello ancora molto distante da molte delle Pmi che rappresentano il tessuto economico italiano?

La genialità, la cura per i dettagli, la passione e la capacità di pensare fuori dagli schemi di molti imprenditori italiani potranno fare la differenza anche in futuro. Nelle nostre costruzioni di scenari futuri per le imprese, ci troviamo a considerare l’Intelligenza Artificiale come una commodity su cui poter costruire nuovi campi di applicazione e creare nuovi mercati. Da anni l’Italia ha perso una posizione di primo piano nello sviluppo tecnologico. Se produrre software non è la cosa che riesce meglio al nostro Paese, questo non significa che non possa diventare uno dei Paesi dove se ne fa l’uso migliore. Sogno una futura Olivetti nel campo delle applicazioni di Intelligenza Artificiale che nasca in Italia e che abbia successo in tutto il mondo. Sarebbe un traino per il Paese.

Nella ricerca vengono definiti 4 ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale in azienda. Ma quanto può impiegare un’azienda a innovare attraverso l’intelligenza artificiale? Qual è lo step più difficoltoso secondo lei?

Nella ricerca abbiamo visto che già oggi esistono applicazioni di Intelligenza Artificiale applicabili a tutti i settori aziendali: dalla relazione con i clienti, al marketing, alla vendita per arrivare all’organizzazione aziendale. Tutti i case study che abbiamo analizzato indicano sempre miglioramenti percentuali nelle due cifre in termini di risparmi di costi o maggiori ricavi per le singoli funzioni a cui sono state applicate queste tecnologie. L’innovazione con l’Intelligenza Artificiale richiede quindi di partire dagli obiettivi di business che si vogliono raggiungere. Il passo più complicato per le aziende italiane è lo scontrarsi con un mercato dell’innovazione che sempre più spesso è all’estero sia in termini di soluzioni adottabili, di finanziamenti ottenibili e aziende con cui creare partnership. Più aziende italiane investiranno in questa direzione e più si innescheranno dinamiche positive.

In che modo voi come Casaleggio Associati potete dare una spinta all’innovazione?

Innovare non significa adottare una tecnologia che va di moda, quanto tradurre il futuro in azioni presenti. Il nostro spirito è stato sempre quello di unire lo studio e la ricerca alle nostre attività di consulenza strategica alle imprese. Per noi è fondamentale condividere e promuovere la discussione su temi strategici per le imprese italiane come l’Intelligenza Artificiale.

Innovazione e occupazione: un tandem pericoloso?

L’innovazione è pericolosa per l’occupazione delle aziende che non l’adottano.

Chi sono i vostri interlocutori al convegno di martedì? Come li avete selezionati?

All’evento di domani verranno condivisi i percorsi di imprese che hanno adottato soluzioni di Intelligenza Artificiale per creare nuovi servizi per il mercato e di imprese che hanno iniziato ad offrire soluzioni di AI per attività all’interno delle organizzazioni. Saranno presenti imprese che racconteranno esperienze molto interessanti oltre ai main sponsor dell’evento Poste Italiane e Microsoft.

In che modo produttività e intelligenza artificiale sono collegate?

Si stima che entro otto anni la produttività del lavoro possa migliorare fino al 40% in alcuni Paesi grazie all’Intelligenza Artificiale. Per l’Italia la stima si ferma al 12%.
A creare questa differenza con altri Paesi sono elementi su cui l’Italia deve ancora agire in modo deciso. Tra i principali colloco senza dubbio l’infrastruttura tecnologica, il supporto legislativo all’innovazione e l’ecosistema del finanziamento pubblico e privato per l’economia digitale. E’ importante lavorare su questi aspetti prima di raggiungere gap incolmabili con gli altri Paesi.

Anche in Italia il venture capital ha investito sull’intelligenza artificiale? Se sì, mi può fare degli esempi?

Il venture capital italiano ha ancora dimensioni troppo piccole. In Italia lo scorso anno abbiamo avuto investimenti pari a un quinto della Spagna e un ventesimo della Francia. Per questa ragione molte società fondate da imprenditori italiani devono poi andare all’estero per trovare finanziamenti. Un esempio molto interessante è Loop.ai, tra i relatori del nostro convegno, che ha creato un algoritmo cognitivo che non necessita supervisione e che oggi è basata a San Francisco. Tuttavia esistono anche realtà italiane finanziate da venture capital come Moneyfarm che ha recentemente investito in Ernest, un personal investor automatizzato che combina la tecnologia di elaborazione delle lingue naturali con l’apprendimento automatico. O ancora Selfiewealth, altra iniziativa di cui si parlerà al convegno, uno dei primi consulenti per i propri investimenti totalmente basato su intelligenza artificiale e accessibile online.

Avete già in mente temi da sviluppare per il 2018 per quanto riguarda la trasformazione digitale delle imprese?

Riteniamo che il tema dell’Intelligenza Artificiale applicata al business rivestirà grande importanza durante il prossimo anno. Insieme a questo, sono diversi i temi che stiamo sviluppando. Dalla costruzione di Future Studies per la strategia digitale, agli investimenti nel venture capital, all’utilizzo delle Blockchain, fino all’evoluzione del Brand sulla Rete ed il Made in Italy online.

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