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Governo muto su business nuovi ospedali calabresi

Governo muto su business nuovi ospedali calabresi

 

Mio comunicato stampa sulla vicenda dei “nuovi ospedali Calabresi”

«Sui nuovi ospedali calabresi il governo non ha detto dove siano finiti i milioni erogati né ha contestato l’intesa tra Regione Calabria e Infrastrutture Lombarde». Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, che venerdì 20 ottobre ha svolto una specifica interpellanza urgente, cui ha risposto il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci. Durissima la parlamentare 5stelle, che a Bocci, il quale ha informato dell’approvazione del progetto per il nuovo ospedale di Vibo Valentia, ha replicato: «Suona strano che proprio il governatore Oliverio, soprannominato “Pallapalla”, annunci a tre anni dal suo insediamento eventuali iniziative legali contro Infrastrutture Lombarde, ritenuta responsabile di gravi errori di progettazione. Ma la società non era una garanzia, ripetendo le parole riferitemi dal dirigente Pasquale Gidaro, del dipartimento regionale Lavori pubblici?». «Dovrebbe chiederselo – ha proseguito la parlamentare – anche il governo nazionale, visto che ha messo la quota maggioritaria». La deputata ha tirato poi una bordata al sottosegretario Antonio Gentile (Ap), per cui il mancato avvio dei lavori va imputato all’incapacità delle strutture regionali che hanno seguito l’iter procedurale. Nesci ha ricordato a Gentile che «proprio quelle strutture erano sotto la guida politica di suo fratello Pino, ai tempi assessore della giunta Scopelliti». Quindi l’attacco della 5stelle a Oliverio: «Pallapalla mente ancora. Le procedure furono gestite dal suo dirigente plenipotenziario, Domenico Pallaria, già dg del dipartimento regionale Lavori pubblici all’epoca del governo regionale Scopelliti». Infine Nesci ha tuonato al governo centrale:«Sui nuovi ospedali dite come stanno le cose alle migliaia di pazienti che dalla Calabria partono per il Centro-Nord, per cure che alla Regione costano circa 300milioni all’anno. Ditelo alle loro famiglie, spiegate che l’emergenza sanitaria in Calabria è stata un business. Vi bracchiamo e vi braccheremo».

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