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Emissioni dei veicoli, Parlamento europeo ci ascolta: nuovi standard e controlli indipendenti

Emissioni dei veicoli, Parlamento europeo ci ascolta: nuovi standard e controlli indipendenti

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di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’introduzione di regole per il monitoraggio e la comunicazione dei dati sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante dei veicoli pesanti. Un voto estremamente importante considerando che si tratta di un Regolamento nuovo e ancor più importante se si pensa che andrà a incidere su una parte del settore traporti: responsabile da solo per il 30% delle emissioni totali dovute al traffico stradale e per il quale – in assenza di efficaci misure di contenimento – le proiezioni parlano di una crescita di CO2 emessa del 10% entro il 2030 e del 17% entro il 2050.

NUOVI STANDARD E SANZIONI
Va riconosciuto che è stato compiuto un passo avanti rispetto alla proposta della Commissione che, avendo imparato poco e niente dallo scandalo dieselgate, aveva addotto ragioni di riservatezza e di protezione della concorrenza per giustificare la sua proposta iniziale. Quest’ultima precludeva totalmente al pubblico la possibilità di conoscere i numeri identificativi dei veicoli pesanti, nonché i nomi dei costruttori delle componenti dei motori.Grazie a noi si sono rafforzati molti aspetti positivi del testo approvato, che chiede al legislatore di presentare il prima possibile una proposta legislativa per fissare standard ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti al 2025; di imporre sanzioni all’industria automobilistica in caso di errata comunicazione dei dati sulle emissioni; di mettere a punto entro il 2020 una procedura di verifica su strada per le emissioni di CO2 ed il consumo di carburante dei veicoli pesanti, affinché sia possibile identificare con precisione eventuali discrepanze con i valori simulati e misurati in laboratorio.

POCA TRASPARENZA DALLA COMMISSIONE
Abbiamo presentato emendamenti per aumentare il più possibile il grado di trasparenza dei dati che gli Stati membri – ma soprattutto i costruttori di veicoli pesanti – dovranno monitorare e comunicare alla Commissione europea, incaricata di mantenere un registro centralizzato sulle emissioni e sul consumo di carburante dei mezzi pesanti, anche sulla base dei risultati dello strumento di simulazione VECTO (Vehicle Energy Consumption Calculation Tool) previsto dal Regolamento (UE) n. 2017/2400. Ma il risultato ottenuto su questo punto non è ideale. Alcuni dati del registro centralizzato, come ad esempio i risultati di conformità dei test di produzione e dei cicli WHSC e WHTC (negli Stati Uniti già pubblici senza restrizioni), saranno infatti consultabili esclusivamente su richiesta di accesso alle informazioni ambientali alla Commissione UE.

LA PRESSIONI DELLE LOBBY
La via indicata dal Parlamento resta però inequivocabile: le verifiche dovranno essere svolte obbligatoriamente dai costruttori sotto la supervisione di organismi indipendenti e la possibilità per i terzi (ad esempio NGOs, associazioni di consumatori, centri di ricerca) di svolgere o far commissionare verifiche indipendenti presso servizi tecnici e laboratori accreditati. Peccato che in questo dossier i popolari, i conservatori e i liberali europei –evidentemente troppo inclini a dare ascolto alla lobby dei costruttori di veicoli pesanti – non abbiano sostenuto le nostre posizioni in merito alla ferma condanna di un settore che per 14 anni ha tenuto illecitamente in piedi un cartello. Riversando anche sui consumatori finali i costi per conformarsi agli standard di emissioni, e che continua a contribuire pesantemente alla scarsa qualità dell’aria in Italia e in Europa.

Ora il relatore riceverà l’incarico di guidare a nome del Parlamento UE i negoziati con il Consiglio e la Commissione, dai quali uscirà i testo definitivo del regolamento. Solo all’esito di questi negoziati potremo sapere se il Parlamento avrà mantenuto la schiena dritta, oppure se le pressioni della lobby dei costruttori di mezzi pesanti avranno avuto la meglio ancora una volta.

 

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