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Cosenza, metro leggera: firmato l’accorduni Occhiuto-PallaPalla

Cosenza, metro leggera: firmato l’accorduni Occhiuto-PallaPalla

Davanti a un piatto milionario (dall’Europa) sono tutti d’accordo. E pronti a cambiare idea, convertiti dall’odore dei soldi, leggi voti. È successo per la metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical, per cui la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza e i Comuni di Cosenza e Rende hanno firmato l’Accordo di programma, suggellando un’intesa che sembrava impossibile.

Infatti il sindaco cosentino Mario Occhiuto aveva condotto una campagna elettorale sul «no» all’opera. Il primo cittadino di Rende, Marcello Manna, galleggiava come un limone; il governatore Mario Oliverio si aggrappava sugli specchi e il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, sembrava il nemico giurato di quest’ultimo, già compare di storiche abbuffate, non solo di consensi.

Alla fine l’alleanza improbabile è stata sottoscritta, come da copione. Sullo sfondo i 160 e passa milioni per la realizzazione dell’opera, secondo noi insufficienti, in nome di una modernità tutta calabrese, fondata sull’impatto mediatico, sulla propaganda e sulla spesa pubblica senza freni, utilità e futuro.

Sarà una prova di grande coalizione per le prossime politiche?

Alcuni segnali lo fanno pensare. Come il commento del camaleontico consigliere regionale Orlandino Greco, per cui «il sindaco di Cosenza si dimostra un abile stratega in grado di dettare la linea al governo regionale», cui ha fatto seguito la consueta “vibrante indignazione” del compagno di maggioranza Giuseppe Giudiceandrea, secondo il quale «l’afa rende frizzanti gli interventi del collega» ed è «giusto discutere con chi amministra i territori». Un po’ come dire che «bisogna voler bene alla mamma».

Con questo teatro dell’apparenza, intervallato da un insulso cinguettio, nella polveriera cosentina si preparano i cantieri del domani: politico-elettorali e di cattedrali nel deserto, in una città squassata dalla ‘ndrangheta imprenditrice e dalla massoneria deviata, ma anche scossa dal possibile processo al potere principesco. Prendete nota.

Noi 5stelle abbiamo sempre detto che la metro leggera non serve ai cittadini. Abbiamo contestato le procedure seguite: con interrogazioni alla Camera di Paolo Parentela, Federica Dieni e della sottoscritta; con segnalazioni all’Anac da parte di Parentela; con la coraggiosa opposizione del nostro consigliere comunale di Rende, Domenico Miceli; con atti specifici di Laura Ferrara alla commissione Ue e con il monito diretto di Nicola Morra, che sull’infrastruttura ha parlato di interessi di pochi.

Non solo, abbiamo anche sostenuto, inascoltati dai signori degli anelli (e degli abbracci), che bastavano 35 milioni per dotarsi di moderni bus ecologici e utilizzare fondi d’avanzo per migliorare i trasporti nell’area cosentina. Ma niente, le solite logiche hanno avuto il sopravvento; malgrado la metro leggera sia una follia, come ha sottolineato, tra gli altri, il docente universitario Domenico Gattuso, autorevole studioso della materia.

In conclusione: la Calabria viaggia lenta, con tutta la pesantezza di un regime politico rivolto agli affari, abituato al trasformismo e indifferente rispetto all’emigrazione e ai bisogni urgenti delle comunità.

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