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Category Archives: M5S in Calabria

INTERVISTA A L’ALTROCORRIERE TV

INTERVISTA A L’ALTROCORRIERE TV

Ringrazio il giornalista Sergio Pelaia, che mi ha intervistato per L’altroCorriere tv. L’intervista sui temi cruciali della sanità calabrese e dell’attualità politica  la potrete rivedere qui di seguito:

Oliverio non faccia lo gnorri sulla discarica di Scala Coeli

Oliverio non faccia lo gnorri sulla discarica di Scala Coeli

 

Il governatore Oliverio dimostri di voler passare dalle parole ai fatti e trasformi in realtà lo slogan ‘Discariche Zero’ iniziando da quella di Scala Coeli (CS).
Il diniego all’ampliamento della discarica votato recentemente dall’assise di Scala Coeli è un passo importante da parte della politica, che dopo anni di lotte di cittadini e comitati della zona, ha finalmente dato ascolto alla volontà popolare che da sempre ha rifiutato l’ipotesi dell’importante ampliamento della discarica. Ora la palla passa alla Regione Calabria, che deve convocare prima del 2018 la conferenza dei servizi che potrà mettere definitivamente la parola fine sulla vicenda.
In questi anni ho inondato la Regione Calabria ed il governo nazionale di missive e interrogazioni parlamentari volte a rinunciare all’ampliamento della discarica, che sorge in un territorio in cui l’economia si basa essenzialmente sull’agricoltura e allevamento di qualità e che quindi non può permettersi la presenza di una discarica così enorme. Fino a questo momento la risposta della politica regionale e nazionale non è andata oltre un assordante silenzio. Il pericolo, ora, è che in assenza della conferenza dei servizi, possa subentrare un commissario che potrebbe rendere vani gli sforzi di associazioni, comitati e cittadini rendendo operativo l’ampliamento della discarica.
Oliverio e la sua Giunta si affrettino a compiere il loro dovere ed adottino le procedure necessarie a scongiurare definitivamente l’ampliamento della discarica. Non vorrei che il loro silenzio fosse solo un mezzo per scaricare la patata bollente al commissario. Il che sarebbe l’ennesima presa in giro per i calabresi.

LEGGI ANCHE:
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– Oggi ho visitato la discarica di Scala Coeli, Oliverio intervenga al più stresto!
– Discarica a Scala Coeli: un atto dovuto sospendere i conferimenti
– Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l’apertura della discarica a Scala Coeli 
– Si eviti l’apertura della discarica di Scala Coeli!


APPROFONDIMENTI:

– INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE (Parentela)
– INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08335 del 10/03/2015 (Parentela)– INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00868 del 13/06/2013 (De Rosa e altri)

 

SANITÀ, ANCORA UNA VOLTA LA LEGA ROVESCIA LA VERITÀ

SANITÀ, ANCORA UNA VOLTA LA LEGA ROVESCIA LA VERITÀ

È successo ieri, in Rai. Contro le menzogne del potere, vi dico esattamente come stanno i fatti sui soldi che le regioni ricevono dallo Stato per curare i pazienti. Ho presentato una proposta di legge e un emendamento per riequilibrare l’assegnazione delle risorse statali dedicate alla sanità.

Ci risiamo. Mancavano da un pezzo le “boiate” dei leghisti sull’inferiorità dei meridionali. Ieri al programma di Rai 3 “Agorà”, la sindaca di Cascina (Pi), Susanna Ceccardi, ha detto che i medici calabresi devono essere pagati meno dei medici dell’Emilia Romagna, addirittura sostenendo che in Calabria si lasciano i bisturi nello stomaco. La Rai è tenuta a fare servizio pubblico, rammento.

Da commissario della Vigilanza Rai, esprimo ferma riprovazione per questo episodio, emblematico di come la verità sia volutamente rovesciata, a discapito dei cittadini. Infatti, come ho dimostrato in parlamento, dal ’99 ad oggi la Calabria ha ricevuto 2miliardi in meno per la sanità, a causa di un criterio di ripartizione del Fondo sanitario che penalizza le regioni meridionali e che prescinde del tutto dal fabbisogno effettivo di cure nei singoli territori.

Ho presentato una proposta di legge e di recente un emendamento, prossimo alla discussione nell’ambito della Legge di Stabilità per il 2018, al fine di modificare il criterio di assegnazione delle risorse sanitarie alle regioni, che deve basarsi sui dati epidemiologici e di morbilità, non – come adesso – sul calcolo della popolazione pesata. Questo consentirebbe alla Calabria di avere almeno 120milioni all’anno in più, e dunque di uscire dal commissariamento, dal Piano di rientro e dalla subordinazione a logiche di potere che stanno cancellando il diritto alla salute dei miei conterranei.

Ricordo, infine, che l’emigrazione sanitaria dalla Calabria verso le regioni centrali e settentrionali è voluta da un sistema di poterecontro cui il Movimento 5stelle sta lottando senza sosta. La sanità deve essere uguale in tutta Italia, punto. Il costo dei “viaggi della speranza” dei calabresi è di 300milioni all’anno, più gli altri soldi che le famiglie sono costrette a sborsare per i loro soggiorni fuori sede. Ciononostante, la Lega di Salvini si prende anche il lusso di sbeffeggiare i sanitari della Calabria, vittime della disorganizzazione e dell’opportunismo di una classe politica e burocratica che mantiene diseguaglianze e disservizi. Gridatelo al nuovo leghista Giuseppe Scopelliti!

Sono solidale con i medici e gli altri operatori sanitari calabresi, che ogni giorno si impegnano, con gravi rischi personali, per curare i pazienti, malgrado l’insufficienza e l’irresponsabilità croniche del governo regionale e del governo nazionale.

Oliverio non si incatena più, la sceneggiata finisce

Oliverio non si incatena più, la sceneggiata finisce

Il governatore della Calabria non si è più incatenato. Mario Oliverio Dice che chiederà l’interruzione del commissariamento per l’attuazione del Piano di rientro, ma mente ancora. Egli non ha mai voluto presentare un nuovo Piano, che per legge avrebbe fatto cessare il commissariamento. Inoltre non ha mai impugnato i decreti sulla rete ospedaliera e non è intervenuto sulla mancata pubblicazione del decreto assunzioni, per cui ho presentato un esposto in Procura.

Se non bastasse, Oliverio ha nominato fuori legge commissari delle aziende sanitarie e poi direttori generali che hanno prodotto debiti ma sono stati premiati con migliaia di euro. Anche questo l’ho denunciato pubblicamente.

Infine Oliverio non ha fatto nulla sul vero problema della sanità calabrese: i 2 miliardi in meno che la Regione ha ricevuto dallo Stato, su cui abbiamo proposto un disegno di legge a mia prima firma.

Oliverio è complice di un’alleanza di potere tra Pd e Ap che sta distruggendo la sanità calabrese e utilizzando il Piano di rientro come un bancomat, a discapito dei malati, costretti a partire, a subire, a sperare invano.

Lotta alle tasse (ingiuste), a Vibo parliamo dell’impegno 5stelle

Lotta alle tasse (ingiuste), a Vibo parliamo dell’impegno 5stelle

Vi diremo di come si può reagire all’aumento delle bollette e i pagamenti sempre più pesanti richiesti ai cittadini.
L’Italia è la patria del caos tasse. Solo nel 2016 sono state approvate 11 leggi che hanno modificato 110 normative esistenti;. Inoltre sono stati emanati 36 decreti, 50 circolari e 122 risoluzioni del Ministero delle Finanze, nonché 72 provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Numeri da brivido! La gran parte di queste disposizioni sono destinate a gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini e a ridurre i loro diritti. In compenso, la grande evasione e le rendite dei potentati finanziari non sono toccate. Oggi solo il Movimento 5stelle è dalla parte dei cittadini e delle piccole e medie imprese: facendo quotidianamente barriera, in parlamento, alla legalizzazione dei soprusi e assistendo sul territorio, con i nostri Punti d’ascolto regionali, i contribuenti oppressi. L’ultimo caso dell’illegittima applicazione della tassa sui rifiuti (TARI) in moltissimi Comuni italiani, scoperta grazie all’attività dei parlamentari M5s, ne è la prova più tangibile insieme alle decine di milioni di euro che i Punti SOS del Movimento stanno facendo restituire ai cittadini ingannati. Di questo parleremo a Vibo Valentia, il prossimo SABATO 9 dicembre, nella sala della Biblioteca comunale. Ci troviamo alle ore 17,30. Non mancate, per combattere la pressione fiscale bisogna essere informati. E noi mettiamo a disposizione strumenti per aiutare in concreto i cittadini.

Sorical non ha piano di emergenza idrica e Catanzaro rimane senza acqua!

Sorical non ha piano di emergenza idrica e Catanzaro rimane senza acqua!

 

L’ennesima crisi idrica a Catanzaro dimostra che Sorical non ha un piano di emergenza né alimentazione alternativa per i serbatoi cittadini.
Le soluzioni tecniche per fronteggiare una simile evenienza vanno previste nell’ambito di una gestione corretta ed efficiente degli acquedotti. Gli schemi di Catanzaro, al contrario di quanto sostenuto da Sorical, sono tutti interconnessi o lo erano quando realizzati. Si dovrebbe presto riattivare l’impianto di sollevamento di Sansinato vecchio, se non fosse stato smantellato forse da Sorical, che comunque ha l’obbligo di sorvegliare, stando alla convenzione di servizio. Risultano smantellate o dismesse anche le interconnessioni idrauliche esistenti, indispensabili per alternative in casi di emergenza.
Pertanto, al fine di sopperire all’emergenza idrica bisogna assicurare il buon funzionamento degli acquedotti di Campo-pozzi Corace, Campo-pozzi Alli basso e Sansinato. Rammento che la convenzione sugli acquedotti calabresi non prevede la modifica degli schemi.
Insomma paghiamo tariffe illegittime dagli esordi di Sorical, a Catanzaro per circa 10milioni di euro. Ciononostante ci tocca finanche pagare un disservizio tanto scandaloso, che ha lasciato a secco il capoluogo di Regione. Il sindaco Sergio Abramo, già presidente di Sorical, intende muoversi oppure a casa sua l’acqua arriva in altro modo?

 

Restituzioni indennità, € 131.977,95 per il fondo pmi.

Restituzioni indennità, € 131.977,95 per il fondo pmi.

Dalila Nesci

Restituzioni indennità, € 131.977,95 per il fondo pmi.

Restituire parte dell’indennità è un piccolo atto rivoluzionario, con cui M5S ha dato speranze e prospettive d’impresa. Arricchirci non è tra i nostri obiettivi. Passo per passo, ci avviciniamo alla profezia di Gioacchino da Fiore, che diceva della storia: “Il primo periodo è quello degli schiavi, il secondo è quello dei figli, il terzo è quello degli amici”.

Portale tirendiconto.it con la mia scheda personale delle restituzioni -> Restituzioni Dalila Nesci, clicca qui.

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Tutela minori: Cara dirigente, così non si fa.

Tutela minori: Cara dirigente, così non si fa.

Dalila Nesci

Interrogherò il ministro dell’Istruzione sulla sanzione che la dirigente di una scuola di Soriano Calabro (Vv) ha notificato ai genitori di un bambino, destinatario del provvedimento, che per la preside si sarebbe picchiato da solo.

Sugli sviluppi della denunciata aggressione a scuola di un bambino di Soriano Calabro, presenterò un’interrogazione parlamentare per un’ispezione ministeriale, avendo appreso dal Garante regionale dell’Infanzia, Antonio Marziale, che la dirigente dell’istituto scolastico coinvolto ha notificato ai genitori del bambino un avviso di sanzione nei suoi confronti. Stando al provvedimento, secondo la dirigente il minore avrebbe avviato la lite con il collaboratore scolastico e poi si sarebbe provocato da solo le evidentissime tumefazioni ed escoriazioni sul corpo. Resto dunque basita. Proprio nei giorni scorsi avevo manifestato compiacimento per la necessità, espressa concordemente dalle parti davanti al Garante, di garantire la massima serenità al minore. A riguardo avevo dato la mia disponibilità a partecipare a percorsi mirati di formazione, aderendo alla specifica proposta dell’attento Garante, col quale concordo sul fatto che la dirigente scolastica ha da ultimo agito al di fuori delle proprie competenze, mandando all’aria la strategia pedagogica concordata proprio nell’ufficio di Marziale. La scelta della dirigente è irresponsabile e alimenta il disagio del bambino, che ha diritto all’istruzione dell’obbligo, e della famiglia, che adesso si ritroverà in contrasto con la scuola, indipendentemente dalla vicenda penale, che farà il suo corso in separata sede. Ricevuta la relazione del Garante, interrogherò il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. 

SCIOGLIMENTI, M5S: ‘NDRANGHETA NELLA P.A. PER CAUSA POLITICA

SCIOGLIMENTI, M5S: ‘NDRANGHETA NELLA P.A. PER CAUSA POLITICA

Se la politica non vorrà assumersi la responsabilità di controllare le liste elettorali e la gestione degli uffici, proseguiranno gli scioglimenti per mafia dei consigli comunali, a danno della Calabria, del futuro comune e dei calabresi che ogni giorno lavorano onestamente per vivere a casa propria.

Lo scioglimento dei consigli comunali di Lamezia Terme, Cassano allo Ionio, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Ionica e Petronà conferma che la politica calabrese non sa né vuole esercitare un controllo vero nella scelta dei candidati e sull’operato degli uffici, preferendo vincere a ogni costo e così alimentando la sfiducia nelle istituzioni elettive. L’abbiamo affermato in una nota con i colleghi parlamentari 5stelle Paolo Parentela, Nicola Morra, Federica Dieni e Laura Ferrara (Ue). In Calabria c’è una pesante emergenza democratica e cresce il condizionamento, non solo mafioso, dell’amministrazione pubblica, che invece non può rinunciare alla necessaria imparzialità. A riguardo vi sono responsabilità politiche innegabili, a partire dall’atteggiamento tenuto dai partiti di governo sulla pubblicazione degli elenchi dei massoni in rapporti certi o presunti con l’organizzazione criminale. Ricordiamo che per Lamezia Terme e Cassano allo Ionio avevamo chiesto al ministro dell’Interno la commissione di accesso agli atti, poi insediata. Allora subimmo attacchi politici, oggi i fatti ci danno ragione. Se la politica non vorrà assumersi la responsabilità di controllare le liste elettorali e la gestione degli uffici, proseguiranno gli scioglimenti per mafia dei consigli comunali, a danno della Calabria, del futuro comune e dei calabresi che ogni giorno lavorano onestamente per vivere a casa propria. 

Calabria, 5 Comuni sciolti per mafia: il MoVimento aveva denunciato tutto

Il Blog delle Stelle

 
Calabria, 5 Comuni sciolti per mafia: il MoVimento aveva denunciato tutto

Calabria, 5 Comuni sciolti per mafia: il MoVimento aveva denunciato tutto

di Nicola Morra

Cinque consigli comunali calabresi sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose(fonte). Si tratta di Cassano allo Jonio, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica, Petronà e Lamezia Terme. Complessivamente più di 105.000 calabresi saranno amministrati da Commissari e non da organismi democraticamente eletti. Se si considera che già altri importanti comuni vivono questa situazione, si scopre che circa il 10% dei calabresi non possono godere di istituzioni democraticamente e liberamente elette.

Come MoVimento 5 Stelle denunciamo da tempo le anomalie di questi territori dove ’ndrangheta e politica vanno a braccetto. Lo abbiamo fatto durante le campagne elettorali in questi comuni, dove i nostri attivisti e candidati hanno rischiato la loro incolumità, e lo abbiamo fatto in Parlamento, mettendoci sempre la faccia.

Nel caso di Cassano Jonio io ed i miei colleghi al Senato del MoVimento 5 Stelle nel novembre 2016 avevamo chiesto lo scioglimento a seguito di un’interrogazione parlamentare in cui si segnalava la presenza all’interno del comune di parenti ed affini di condannati per l’operazione Omnia (circa 60 arresti per associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti e clandestini), ma anche affidamenti diretti riconducibili all’azienda Garofalo Group, la quale nonostante fosse sottoposta ad interdittiva antimafia ha potuto avere lavori pubblici soprattutto tramite affidamenti diretti.

Per il mio intervento in merito sono stato fatto oggetto di polemiche importanti. Ma i fatti ci stanno dicendo che abbiamo fatto bene.

Noi continuiamo così, senza paura, a denunciare ciò che tutti sanno e che fingono di non sapere.

Date fiducia all’unico movimento con le mani libere per farlo e vedrete che la ‘ndrangheta, in Calabria e in tutta Italia, la sconfiggeremo.

Carcere di Vibo Valentia: Governa annuncia buone notizie

Carcere di Vibo Valentia: Governa annuncia buone notizie

Sul necessario aumento degli agenti della Polizia penitenziaria in Calabria, nel rispondere mercoledì 22 novembre a un mio question time sottoscritto da colleghi 5stelle, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha assicurato che sarà tenuta nella massima considerazione anche la situazione della Casa circondariale di Vibo Valentia, resa delicata sia dal numero di presenze complessive sia dall’alta percentuale di detenuti in regime di alta sicurezza. A riguardo avevo interrogato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, anche scrivendogli una successiva nota personale per risolvere le carenze di organico nel carcere vibonese, per cui il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria (Sappe) aveva di recente protestato a Vibo Valentia. Il sottosegretario Ferri ha inoltre riferito, rammentando che con il recente D. M. del 2 ottobre 2017 alla Calabria è stato assegnato un contingente pari a 1.991 di unità di personale a fronte delle precedenti 1.478, che la situazione della Casa circondariale di Vibo Valentia è da tempo all’attenzione del Ministero anche in ragione di manifestazioni sindacali che di recente hanno visto per protagonisti alcuni dipendenti della Polizia penitenziaria. Pertanto, ha esplicitato il sottosegretario, la situazione dell’istituto di Vibo Valentia sarà tenuta nella massima considerazione anche in occasione delle nuove assegnazioni di personale, ormai imminenti. Ringrazio il Sappe e i vertici del Ministero; il primo per aver evidenziato il problema, i secondi per il preciso impegno assunto, di cui attendo riscontro.

POTABILITÀ ACQUA INVASO ALACO, CHIEDIAMO URGENTE RISPOSTA

POTABILITÀ ACQUA INVASO ALACO, CHIEDIAMO URGENTE RISPOSTA

Testo dell’intervento

Presidente, Colleghi Deputati,

sollecito risposta all’interrogazione n. 4/00244 del 6 aprile 2013, nella quale con gli altri firmatari ponevamo la questione della potabilità dell’acqua proveniente dall’invaso artificiale dell’Alaco, che rifornisce un terzo della popolazione calabrese nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria.

Nell’atto in parola segnalavamo anche la vicenda, gravissima, del ritrovamento di valori di benzene in quantità 800 volte superiori al consentito.

Oltretutto, citando servizi giornalistici e inchieste della magistratura, per l’invaso e il suo schema idrico rendevamo conto di una serie di problemi aperti: un danno erariale – certificato dalla Corte dei conti – di quasi 70milioni; una sequela di errori amministrativi e tutto un quadro di insane pratiche di gestione, accompagnate da procedimenti penali avviati con pesantissime ipotesi di reato.

Con il collega deputato Parentela – co-firmatario della predetta interrogazione – informammo le Prefetture delle tre citate province e promuovemmo un tavolo tecnico, presso la Prefettura di Catanzaro per la risoluzione del problema principale, relativo alla molto dubbia potabilità dell’acqua proveniente dall’invaso Alaco.

Il Prefetto catanzarese, Dottoressa Luisa Latella, fu immediata nell’agire, ma la Regione Calabria – guidata dall’Onorevole Mario Oliverio, del Partito democratico – non ha dato più risposte, come se il caso fosse uno scherzo.

Questa storia è piena di silenzi, omissioni e indifferenza istituzionali. Il punto è che 600mila e passa calabresi potrebbero ammalarsi di tumore, ma il governo nazionale non risponde alle nostre precise domande, malgrado i ripetuti solleciti finora effettuati.

Questo è immorale, disumano e assieme inaccettabile.

IGRECO NON MI SPAVENTANO, SO IL FATTO MIO

IGRECO NON MI SPAVENTANO, SO IL FATTO MIO

Andrò io in Procura, carte alla mano. Inutile che dal gruppo sanitario cosentino chiedano un confronto televisivo con me. A stretto giro interesserò la magistratura, il parlamento e il governo, a proposito della vicenda dell’assegnazione a iGreco – revocata grazie al Movimento 5stelle – dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza chirurgica.
 
Saverio Greco sostiene che ho danneggiato la sua azienda, perciò non vedo perché debba accettarne l’offerta di perdono subordinata a un confronto televisivo. Gli ricordo che egli non è ministro e non ha responsabilità politiche sulla gestione della sanità, benché abbia soldi e appaia in rapporti con big nazionali del Pd e di Ap. Vada in Procura e in Tribunale, ma lo faccia sul serio e senza perdere altro tempo. Così rispondo alla minaccia del rappresentante del gruppo “iGreco” di azioni legali contro di me, se non dovessi accettare la sfida di un confronto televisivo dopo aver determinato la revoca della recente delibera con cui, in spregio alle conclusioni del dipartimento regionale Tutela della Salute, l’Azienda ospedaliera di Cosenza aveva assegnato il servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza Chirurgica all’azienda “iGreco”, nello specifico non autorizzata dalla struttura commissariale per il Piano di rientro. I fatti contestati devono finire all’attenzione della Procura della Repubblica, del parlamento e del governo, il che farò a breve, come sempre carte alla mano. Non mi spaventarono le grandi banche quando con un disegno di legge proposi una commissione d’inchiesta sui crimini bancari, oggi insediata, sicché non mi smuove alcuna forma di intimidazione. Sarò io stessa a interessare la magistratura, che non è una tv, nonché il parlamento e il governo sulla vicenda della delibera in argomento, perché sul caso sia fatta piena luce nell’esclusivo interesse dei calabresi.

NO all’ecodistretto di Castrovillari (CS)

NO all’ecodistretto di Castrovillari (CS)

 
 

L’Amministrazione del Comune di Castrovillari, in data 3 ottobre 2017, ha approvato in Consiglio comunale una Manifestazione di Interesse circa l’allocazione, sul proprio territorio, dell’Ecodistretto relativo all’ATO 1, previsto dal vigente Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR), nell’immediata adiacenza di coltivazioni di prodotti riconosciuti dall’Unione Europea con Marchio di Qualità, nonché ad attività di lavorazione e trasformazione di prodotti alimentari (stabilimento caseario, di lavorazione di carni, aziende olearie e vitivinicole) assolutamente incompatibili con l’impianto stesso.

Il Comune di Castrovillari, infatti,  rientra nel distretto agroalimentare di qualità di Sibari (DAQ) che produce circa il 45 per cento dei prodotti agro-alimentari calabresi – di cui il 70 per cento destinati all’esportazione – ove si registrano oltre 5.000 occupati, tra diretti e indotto; tra le eccellenze locali vi sono i prodotti tipici DOP e IGP (denominazioni registrate presenti nel SL di Castrovillari): soppressata, capocollo, salsiccia, pancetta; caciocavallo, olio extra-vergine di oliva, liquirizia, fichi, clementine ed i vini Pollino DOC Calabria e IGT Esaro.

L’insediamento industriale in questione è classificato come “Industria insalubre di prima classe” dalla vigente normativa (Decreto Ministeriale 5/9/1994: Elenco delle industrie insalubri di cui all’art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie). Preme evidenziare come l’abitato del Comune di Frascineto disti dall’area del cementificio – ove si propone di allocare l’impianto – soltanto pochissime centinaia di metri. Inoltre l’area del cementificio è interessata da un reticolo idrogarfico di corsi d’acqua sotterranei e superficiali che confluiscono nel torrente Raganello ed in prossimità dello stesso sito, è censito un pozzo di emungimento di acqua per irrigazione alla profondità di m. 40 ed è situata proprio a cavallo di faglie sismiche attive e precisamente le cosiddette Faglie di Frascineto e faglie del Pollino.

Il sito proposto per l’allocazione dell’Ecodistretto, è adiacente all’area protetta del Parco Nazionale del Pollino, dalla quale dista solo poche centinaia di metri, mentre ancor più vicino si trova una Zona di Protezione Speciale (ZPS) appartenente alla Rete Natura 2000 – la IT9310303 Pollino e Orsomarso- che comprende e sopravanza l’area del Parco. Ma, sempre alla stessa distanza –poche centinaia di metri-, si trova anche un Sito di Interesse Comunitario – il SIC IT9310008 La Petrosa-, anch’esso appartenente alla Rete Natura 2000. nella Parte II. “La Nuova Pianificazione del Piano  Regionale Gestione Rifiuti” del PRGR, al Capitolo 13, “Gli Ecodistretti”, a pag. 186, allorchè si indica la localizzazione delle piattaforme previste sul territorio regionale per lo smaltimento dei RSU, si afferma testualmente che l’impianto già esistente a Lamezia Terme “sarà delocalizzato in quanto quello attualmente esistente ricade in prossimità del SIC (Sito di Interesse Comunitario) “Dune dell’Angitola”. Se dunque la Regione ritiene di dover delocalizzare un impianto già esistente, a motivo della sola prossimità con un’area protetta -invero di pregio assai inferiore e a distanza nettamente maggiore rispetto a quella che separa l’area proposta dal Comune di Castrovillari dal Parco Nazionale del Pollino, dalla ZPS IT9310303-Pollino e Orsomarso e dal SIC IT9310008-LaPetrosa –entrambi facenti parte della Rete Natura 2000-, sarebbe del tutto assurdo localizzare  un impianto ex novo a poche centinaia di metri da un’area così fortemente vincolata e protetta.

 

E’ una pura follia politica portare i rifiuti di quasi tutta la provincia di Cosenza nell’area del cementificio del comune di Castrovillari, che rientra nel distretto agroalimentare di qualità e a poche centinaia di metri da un’area fortemente vincolata e protetta.
Sulla vicenda ho presentato un’ interrogazione parlamentare per portare il caso in Parlamento senza dimenticare che in quel territorio è previsto un’altro progetto privato per trattre i rifiuti che provengono anche da altre regioni.

I ministri Galletti e Martina dovranno darci la loro opinione riguardo i vincoli ambientali ed il rischio idrogeologico e sismico esistente nell’area del cementificio di Castrovillari e come intendano salvaguardare i prodotti agricoli e alimentari tutelati con marchi Dop ed Igp. Se la mia proposta di legge per vietare la costruzione di impianti nei pressi di colture di pregio fosse stata approvata, queste scelte folli di Oliverio e del Pd non sarebbero state possibili.

Aborti volontari: Abbiamo impedito un “regalo” a Igreco

Aborti volontari: Abbiamo impedito un “regalo” a Igreco

Dopo il nostro intervento di ieri, l’Azienda ospedaliera di Cosenza ha revocato all’istante la delibera con cui aveva assegnato alla privata IGreco il servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza chirurgica. Ecco i fatti del Movimento 5stelle a difesa della sanità pubblica.

Il Movimento 5stelle ha fatto revocare all’istante la delibera con cui l’Azienda ospedaliera di Cosenza aveva regalato alla privata IGreco Ospedali Riuniti il servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza chirurgica. Sulla vicenda, però, andremo sino in fondo come già annunciato. È singolare che a poche ore dal nostro intervento l’Azienda ospedaliera di Cosenza abbia fatto retromarcia su quella concessione, peraltro con inespresse motivazioni, frettolose quanto vaghe e direi criptiche. Occorre accertare il ruolo, rispetto alla riferita concessione, svolto dal dipartimento della Programmazione sanitaria, diretto dall’ex sub-commissario ad acta, Andrea Urbani, e gli atti autorizzativi della struttura commissariale e della Regione Calabria alla base della delibera dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, revocata in tempi record grazie al controllo che abbiamo esercitato col solito tempismo e rigore. Ribadisco l’assoluta gravità della vicenda, che avuti gli atti potrà indurmi a chiedere le dimissioni immediate degli eventuali responsabili. Sarebbe bene che anche il governatore Mario Oliverio esaminasse le carte e si determinasse di conseguenza. Nel Servizio sanitario il privato integra il pubblico, che non può mai favorirlo, soprattutto con atti abusivi ed illeciti.

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