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Category Archives: M5S in Calabria

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente

Dalila Nesci

L’Asp di Vibo Valentia chiarisca subito rispetto alle evidenti anomalie della selezione pubblica in corso per il conferimento dell’incarico temporaneo di dirigente dell’area Provveditorato, Economato e Gestione logistica, rilevate dall’Anaao-Assomed e riportate dal Corriere della Calabria. Si tratta del terzo episodio consecutivo che riguarda la mancata applicazione delle norme di legge nell’Asp di Vibo Valentia, dopo la vicenda del concorso per primario di Ginecologia e Ostetricia, che già denunciai, e la recente nomina, sospesa, del direttore del distretto sanitario unico. Anche stavolta aspettiamo precise risposte da parte del direttore generale dell’Azienda, Angela Caligiuri. Al di là di questo ultimo caso per niente leggero, che stiamo seguendo con attenzione insieme al collega Francesco Sapia, vale ribadire un messaggio: oggi il Movimento 5stelle, che da sempre non tollera irregolarità ed abusi, guida il Ministero della Salute. In Calabria le pratiche clientelari e il taroccamento dei concorsi pubblici hanno fatto sprofondare la sanità in un terribile abisso, come si legge, peraltro, nella relazione conclusiva della commissione ministeriale d’inchiesta Serra-Riccio, del 2008. Se qualcuno, col grembiule o meno, pensa che nella gestione sanitaria possano proseguire forzature e imbrogli, si sbaglia di grosso. Non tarderanno ad arrivare segnali, inequivocabili, di bonifica dell’amministrazione della sanità regionale.

 

Bianca Laura Granato CALABRIA, AIUTIAMO I DEBOLI

CALABRIA, AIUTIAMO I DEBOLI

Assistenza e politiche sociali, Calabria all’anno zero. Ieri sono intervenuta nell’Aula del Senato, riassumendo i problemi del III settore nella mia regione, in cui la riforma non è stata attuata a modo, intanto per incapacità e insensibilità del governatore Gerardo Mario Oliverio. Lì le strutture non possono lavorare e i loro dipendenti non ricevono lo stipendio da 10 mesi, pertanto ho chiesto alla Regione risposte immediate. Ho parlato anche di un caso simbolico che sto seguendo da settimane: per il giovane catanzarese Saverio Corasoniti, affetto da autismo e proveniente da una famiglia con serie difficoltà, non c’è posto in centri che lo seguano. Il diritto alla salute e all’assistenza è prioritario. Mi batterò con tutte le forze perché venga tutelato NELLA MIA TERRA, che soffre per la ‘ndrangheta infiltrata e per un sistema locale di clientele che stiamo combattendo sul piano politico e culturale.

 

Arresti “Villa Aurora”: Verificare la possibilità di sottrarre alla giunta regionale nomina dg

Arresti “Villa Aurora”: Verificare la possibilità di sottrarre alla giunta regionale nomina dg

Dalila Nesci

COMUNICATO STAMPA

«Gli arresti per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio nella gestione della clinica privata Villa Aurora di Reggio Calabria confermano quanto avevo denunciato da tempo. La struttura è stata usata come un bancomat a discapito del personale e dell’assistenza sanitaria nel territorio». Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, della commissione Sanità, che aveva trasmesso uno specifico esposto alla Procura di Reggio Calabria. Poi l’inchiesta. «Su nostra insistenza seguirono – ricorda la parlamentare 5stelle – tavoli in Prefettura sul futuro della clinica e dei lavoratori. Da subito capimmo che la situazione era molto pesante e lanciammo l’allarme, anche con la proposta di riattivare lì il Punto nascita, dato il perdurante sovraccarico del reparto di Ginecologia e Ostetricia nell’ospedale pubblico reggino». «Purtroppo – prosegue la parlamentare – restammo inascoltati, credo pure a causa di quell’ostracismo politico riservatoci dalle forze politiche tradizionali, spesso incapaci di cogliere la gravità dei problemi e le nefaste conseguenze dell’attendismo». «Ancora una volta – conclude Nesci – per la sanità della Calabria si registra una pagina molto drammatica, che avrebbe potuto essere evitata se alla direzione dell’Asp e dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, nella struttura commissariale per il Piano di rientro, al tavolo interministeriale di verifica e al vertice del governo regionale ci fosse stata più coscienza, razionalità e consapevolezza. Alla luce dei fatti, credo che occorra presto verificare la possibilità di sottrarre la nomina dei direttori generali alle giunte delle regioni commissariate per disavanzo che dimostrino di non volersi mettere a posto».

 

COMUNICATO STAMPA: Calabria: Sapia e Nesci (M5S) contestano nomina primario da parte del dg Mauro, “pronto nostro dossier al ministro Grillo” .

COMUNICATO STAMPA: Calabria: Sapia e Nesci (M5S) contestano nomina primario da parte del dg Mauro, “pronto nostro dossier al ministro Grillo” .

Dalila Nesci

È diventato un vizio della direzione generale dell’Asp di Cosenza conferire per transazione l’incarico di primario nell’inesistente ospedale Praia a Mare, non aperto ai cittadini ma utile a carriere di dirigenti medici. Con il collega Francesco Sapia abbiamo posto all’attenzione sulla recente deliberazione con cui il vertice dell’Asp di Cosenza ha nominato il primario della Chirurgia generale del presidio pubblico di Praia a Mare.

Il direttore generale di quell’azienda sanitaria, Raffaele Mauro, pensa di poter fare come gli pare e crede che al Ministero della Salute ci sia il vecchio Nicola Adamo, dimenticando che il Pd, che finora l’ha protetto politicamente, siede in parlamento all’opposizione. Il commissario alla Sanità regionale  sia celere nel rimediare a questa ulteriore presa per i fondelli della depressa Asp di Cosenza, che non ha fondamento giuridico e tocca proprio lo stesso Scura, in quanto deve riattivare subito l’ospedale di Praia a Mare. Posto che il Movimento 5stelle sta muovendosi perché ciò avvenga in modo da tutelare appieno il diritto alla salute, il commissario per il Piano di rientro deve intervenire con la massima solerzia su tale ennesimo abuso. Sulla gestione da parte di Mauro dei servizi sanitari pubblici nell’area del Tirreno cosentino stiamo preparando un dossier per il ministro Grillo, contenente una serie di anomalie che sembrano riconducibili a interessi politico-elettorali del Partito democratico.

 

OSPEDALE (CHIUSO) DI PRAIA A MARE, L’ASP DI COSENZA NOMINA L’ENNESIMO PRIMARIO PER TRANSAZIONE

OSPEDALE (CHIUSO) DI PRAIA A MARE, L’ASP DI COSENZA NOMINA L’ENNESIMO PRIMARIO PER TRANSAZIONE

Dalila Nesci

È diventato un vizio della direzione generale dell’Asp di Cosenza conferire per transazione l’incarico di primario nell’inesistente ospedale Praia a Mare, non aperto ai cittadini ma utile a carriere di dirigenti medici. Con il collega Francesco Sapia abbiamo posto all’attenzione sulla recente deliberazione con cui il vertice dell’Asp di Cosenza ha nominato il primario della Chirurgia generale del presidio pubblico di Praia a Mare.

Il direttore generale di quell’azienda sanitaria, Raffaele Mauro, pensa di poter fare come gli pare e crede che al Ministero della Salute ci sia il vecchio Nicola Adamo, dimenticando che il Pd, che finora l’ha protetto politicamente, siede in parlamento all’opposizione. Il commissario alla Sanità regionale  sia celere nel rimediare a questa ulteriore presa per i fondelli della depressa Asp di Cosenza, che non ha fondamento giuridico e tocca proprio lo stesso Scura, in quanto deve riattivare subito l’ospedale di Praia a Mare. Posto che il Movimento 5stelle sta muovendosi perché ciò avvenga in modo da tutelare appieno il diritto alla salute, il commissario per il Piano di rientro deve intervenire con la massima solerzia su tale ennesimo abuso. Sulla gestione da parte di Mauro dei servizi sanitari pubblici nell’area del Tirreno cosentino stiamo preparando un dossier per il ministro Grillo, contenente una serie di anomalie che sembrano riconducibili a interessi politico-elettorali del Partito democratico.

 

Sull’assassinio di Soumayala Sacko ed il riscatto della Calabria dalle mafie

Sull’assassinio di Soumayala Sacko ed il riscatto della Calabria dalle mafie

Dalila Nesci

Lo Stato deve scavare a fondo sull’assassinio di Soumayala Sacko e il ferimento di Madiheri Drame e Madoufoune Fofana presso l’ex fornace “La tranquilla” di San Calogero, nel Vibonese, per accertare se nella vicenda vi sia, come pare probabile, il coinvolgimento della ‘ndrangheta, che in quella provincia ha risapute radici e ramificazioni.

Con gli altri parlamentari Calabresi presenteremo un’interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per chiedere di quali elementi disponga a riguardo e che cosa risulti in merito alla presenza sul posto dell’indiziato Antonio Pontoriero, che sembra presidiasse da furti l’ex fornace in cui per l’inchiesta ‘Poison’ della Procura di Vibo Valentia, nell’ambito della quale è indagato un suo parente, sarebbero state intombate 130mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi provenienti dall’Enel di Brindisi, Priolo Gallo (Sr) e Termini Imerese (Pa). Nel settembre 2017  interrogammo con Paolo Parentela l’allora ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, per conoscere soprattutto «lo stato d’inquinamento ambientale» di tutta la zona interessata e le iniziative di competenza «a tutela della salute» nelle aree coinvolte, con risposta del 23 marzo scorso in cui è attestata «una situazione di pericolo», stando agli esami di laboratorio disposti dalla magistratura, e la richiesta di un finanziamento straordinario alla Regione, per la bonifica, da parte del Comune di San Calogero.

La ‘ndrangheta è il cancro della Calabria, spesso resa terra di nessuno, luogo di sfruttamento che non guarda al colore della pelle e teatro di sangue umano che chiede unità e giustizia. Per questo il presidente della Camera, Roberto Fico, lunedì prossimo sarà a San Calogero, intanto a testimoniare che lo Stato è presente e reagisce.

 

L’ipocrisia di PALLA PALLA sulla sanità

L’ipocrisia di PALLA PALLA sulla sanità

 
 

L’ipocrisia di PALLA PALLA sulla sanità

Sul disavanzo sanitario della Calabria il governatore Oliverio usa d’ufficio l’alibi del disastro a sua insaputa, confermando un’ipocrisia politica senza eguali!
Sia chiaro una volta per tutte, il disavanzo sanitario regionale è la sommatoria delle perdite di bilancio prodotte dai direttori delle aziende della sanità calabrese, nominati dallo stesso presidente della Regione, bravissimo a fare lo gnorri.
Su 9 aziende del Servizio sanitario regionale, 7 hanno confezionato deficit milionari. Ciononostante, i rispettivi direttori generali, sanitari e amministrativi sono stati premiati con un lauto bonus, nell’indifferenza fissa del pallonaro Oliverio, che seguita a ignorare la decadenza automatica di questi manager, prevista a chiare lettere dalla legge regionale.
Oliverio continui pure a fingersi incolpevole, prometta un’altra volta l’incatenamento davanti a Palazzo Chigi, lasci ancora la materia sanitaria al suo consulente abusivo Franco Pacenza e adombri a oltranza il fallimento di Giacomino Brancati quale direttore dell’Asp di Reggio Calabria, che è una polveriera prossima a esplodere.
La struttura commissariale ha commesso errori di programmazione, ma il Consiglio regionale ha rinunciato da tempo alle sue prerogative sulla sanità. Intanto il deficit complessivo ha superato di molto i 100milioni, pur se ritoccato al ribasso dal tavolo interministeriale di verifica, allo scopo di evitare tassazioni a danno degli utenti.
Oliverio scarichi a piacimento le responsabilità sul commissario Massimo Scura, ma questo non lo assolverà dalle sue, che sono senz’altro più gravi, nonostante prosegua a recitare a soggetto, anche nascondendo il caos infinito al vertice del dipartimento regionale Tutela della salute.

Lo scandalo delle tariffe illegittime della Sorical non verrà insabbiato

Lo scandalo delle tariffe illegittime della Sorical non verrà insabbiato

 

Nei prossimi giorni gli enti dell’Autorità idrica regionale (Aic) non votino per il nuovo gestore del servizio idrico. Lo facciano solo dopo la conclusione, prevista a strettissimo giro, dell’istruttoria che grazie al MoVimento 5 Stelle Arera, l’autorità nazionale di controllo, ha avviato sulla tariffazione dell’acqua all’ingrosso in Calabria. Si tratta di un fatto dirimente.

Sulle tariffe illegittime applicate negli anni da Regione Calabria e Sorical, con arbitraria maggiorazione degli importi dovuti per circa 140milioni di euro, io e Giuseppe d’Ippolito – Portavoce M5s alla Camera dei Deputati abbiamo a lungo discusso con il presidente di Arera, Guido Pier Paolo Bortoni, il responsabile delle Relazioni esterne Cecilia Gatti, il segretario generale Giandomenico Manzo e i dirigenti Lorenzo Barbelli e Maria Cristina Colorito. Il commissario liquidatore di Sorical, Luigi Incarnato, già assessore regionale per la materia, ha vergognosamente mentito replicandoci che Arera ha validato la tariffa applicata dal 2010 per la fornitura di acqua potabile ai serbatoi. Arera ci ha infatti chiarito di non aver validato alcunché, in quanto per l’approvazione delle tariffe occorre un apposito provvedimento, mai adottato dalla stessa autorità, e che nello specifico non vale il principio del silenzio assenso.

Ora Incarnato tiri fuori, se esiste, il provvedimento con cui a suo dire Arera avrebbe legittimato le tariffe Sorical, la smetta di farci inviti all’inciucio e di sostenere che Oliverio è paladino della gestione pubblica dell’acqua, in quanto con un silenzio letale il governatore ha coperto la vicenda delle tariffe gonfiate a danno delle comunità, su cui Arera sta per esprimersi in via definitiva. Incarnato può raccontare tutte le favole che vuole, ma il punto è uno: lo scandalo delle tariffe illegittime, forse il più grosso in assoluto di tutta la storia della Calabria, è stato denunciato da tre anni dal MoVimento 5 Stelle e trasversalmente coperto dalla politica calabrese e da una burocrazia regionale complice e inadempiente, con in testa il dirigente tentacolare Domenico Pallaria.

Perciò gli enti dell’AIC ci pensino molto bene prima di riaffidare incoscientemente la gestione del servizio idrico a Sorical, che per Arera non è in grado di garantire l’equilibrio economico-finanziario e che, nonostante i milioni avuti dalla Regione, ha la responsabilità di un fallimento gestionale spaventoso, permesso da un sistema di potere pronto a caricarne le spese sulle spalle dei calabresi.

💧Scarica <QUI> e diffondi la mozione per l’acqua pubblica in Calabria!

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Mozione per i comuni calabresi sull’acqua pubblica

Accertare eventuali reati sulla vecchia discarica di Celico

Accertare eventuali reati sulla vecchia discarica di Celico

 

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cosenza, a firma di 13 parlamentari di Camera, Senato e Parlamento Europeo, sul caso della discarica di Celico. Lo annunciamo noi portavoce calabresi, da anni in prima linea per fare chiarezza sulla situazione drammatica in cui versa la discarica di contrada San Nicola e sulle eventuali irregolarità nelle procedure di autorizzazione e di bonifica della vecchia discarica chiusa nel 2003.

Abbiamo ricostruito le tappe che hanno portato alla realizzazione di una discarica nel cuore della Sila, in un bosco in Contrada San Nicola sulla cresta di una montagna, per capire come sia stato possibile che dal 1995 al 2003 si siano sversati ben 107 mila metri cubi di rifiuti, invece dei previsti 78 mila metri cubi e perché, nonostante l’accertato sversamento di percolato all’esterno di questa vecchia discarica, non sia mai stato predisposto un vero e proprio piano di caratterizzazione e di bonifica. I procedimenti amministrativi si sono avvicendati, poi, in maniera disordinata, tra autorizzazioni concesse e poi negate e poi concesse nuovamente, tra pareri negativi, prontamente superati, e mancata considerazione di vincoli e prescrizioni. L’emergenza rifiuti, ormai cronica, in cui versa la Regione Calabria ha fatto il resto e ai cittadini di Celico e dei paesi confinanti non è restata che la protesta, purtroppo ad oggi inascoltata.

Alla base dell’esposto ci sono le analisi chimiche che hanno evidenziato un inquinamento di metalli pesanti, nello specifico manganese e nichel, delle acque sotterranee nell’area circostante la discarica di San Nicola. Valori sopra soglia che avrebbero dovuto dar luogo immediatamente alle procedure di ripristino ambientale previste per legge. Ma invece nulla è stato fatto. La politica è rimasta a guardare, mentre associazioni e comitati denunciavano le condizioni della discarica e mentre i cittadini soffrivano per gli odori nauseabondi e temendo per la propria salute. Adesso vogliamo che si faccia piena luce riguardo al preoccupante inquinamento della falda e che si capisca come si sia potuto arrivare a queste condizioni, insopportabili e lesive della qualità della vita degli abitanti dei comuni vicini alla discarica.

 

L’estate arriva ma l’inquinamento resta!

L’estate arriva ma l’inquinamento resta!

In Calabria avremo un mare in largo ancora molto inquinato e non balneabile. A causa dell’incapacità gestionale del governatore Oliverio, dell’immobilismo cronico del suo assessore Antonella Rizzo e del comportamento del già commissario regionale per la Depurazione, Domenico Pallaria, che peraltro mantiene poteri enormi, per la prossima estate e per quelle future il sistema depurativo e fognario non funzionerà.
Questo è quanto ho affermato, in una nota stampa, insieme al collega Giuseppe d’Ippolito, dopo aver incontrato il commissario straordinario unico per la Depurazione, Enrico Rolle, e alcuni tecnici della struttura correlata.
Uscire dalle attuali 13 procedure di condanna per infrazioni richiederà ancora degli anni, con conseguente pagamento delle multe dell’Unione europea. Nel frattempo sopraggiungeranno ulteriori sentenze di condanna, da parte della Corte di Giustizia, per altri agglomerati non a norma. Quindi la situazione rischia di trascinarsi addirittura per decenni.
Al Vinitaly Oliverio ha pensato al palato e poi si è distratto con la “carrambata” in Argentina. Ora ha già chiuso la valigia per il Salone del Libro di Torino, dove andrà col solito codazzo, ma non ha idea del disastro della depurazione e dei relativi danni per i calabresi e l’economia. Vi sono pesanti e innegabili responsabilità della Regione, di alcuni comuni e dell’assente governo Renzi.
Occorre con urgenza programmare un intervento complessivo con fondi adeguati, atteso che quelli del cosiddetto “Patto per la Calabria” sono del tutto insufficienti, per arrivare a una gestione regionale ordinaria, rendere efficiente l’intero sistema della depurazione e intervenire sulle reti fognarie portandole a norma. Intanto continueremo a fare il bagno nei liquami, con tanti saluti al turismo e alla tutela dell’ambiente. Altro che Calabria verde.

 

Oliverio chiarisca ai calabresi!

Oliverio chiarisca ai calabresi!

 
Il governatore Mario Oliverio chiarisca anzitutto ai calabresi, in merito al reato di abuso di ufficio contestatogli della Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, circa il proseguimento del distacco di un dipendente del Comune di Francica presso l’azienda Calabria Verde.
Oliverio ha il dovere di dare precise spiegazioni all’opinione pubblica, fermo restando il suo pieno diritto di difesa. Ciò perché Calabria Verde è ormai un capitolo troppo scottante, come indica l‘inchiesta della Procura di Castrovillari sui tagli boschivi, a seguito della quale è finito sotto processo il capo di gabinetto della Presidenza della Regione, da sempre fedelissimo dello stesso governatore. Se non bastasse, i recenti arresti domiciliari ordinati nei confronti di una dirigente regionale e di un professionista ritenuti politicamente vicini a Oliverio, nonché l’arresto per presunta appartenenza alla ‘ndrangheta di uno dei finanziatori della sua campagna elettorale per le regionali del 2014, sono argomenti che richiedono senz’altro pronta chiarezza politica, al di là dello specifico penale.
Perciò Oliverio non si barrichi nel suo proverbiale mutismo e fornisca, sul piano politico, puntuali risposte. In caso contrario penseremo, come tutti gli altri calabresi, che il governatore, molto abituato a firmare protocolli di legalità e a predicare rigore nella gestione pubblica, ritiene insignificante il dovere morale di spiegare alla comunità.

Giuseppe d’Ippolito – Portavoce M5s alla Camera dei Deputati.

 

Anche quest’anno la Calabria brucerà?

Anche quest’anno la Calabria brucerà?

 
La giunta regionale della Calabria approvi presto il piano Aib 2018, per non ripetere il disastro dello scorso anno, in cui andarono in fumo più di 400 chilometri quadrati di bosco.
A differenza della Sicilia, la nostra regione non si è ancora dotata del nuovo piano. Calabria Verde è coinvolta da grossi scandali e non si vedono azioni concrete per la prevenzione, l’eterna assente. Ad esempio, servono azioni efficaci per rispettare la legge 21 novembre 2000 n. 353, in particolare la manutenzione delle piste taglia fuoco, le operazioni silvicolturali di pulizia e manutenzione del bosco con facoltà di previsione di interventi sostitutivi del proprietario inadempiente in particolare nelle aree a più elevato rischio.
Inoltre i Comuni, secondo l’attuale normativa nazionale, dovrebbero gestire un catasto delle aree percorse dal fuoco, essenziale per applicare la legge stessa, che impedisce per dieci anni di costruire sulle aree percorse dal fuoco. La legge c’è, ma i Comuni devono censire le aree bruciate, altrimenti il divieto viene aggirato.
Lo scorso anno per verificare quanto disposto dalla normativa nazionale ho inviato a tutti i comuni della Calabria una richiesta per sapere e conoscere se avevano mai attivato e aggiornato il catasto incendi. Su 404 comuni mi hanno risposto solo in 5 e tra questi nessuno aveva ancora aggiornato il catasto all’anno 2017. In questo triste quadro occorre ricordare che il disastro dell’anno scorso è stato determinato in particolare alla distruzione, qualcuno lo chiama ‘riassorbimento’ – del Corpo Forestale dello Stato, voluta dal ministro Madia insieme a Renzi, che hanno fatto sparire anche la funzione del Dos, il Direttore operativo dello spegnimento, fondamentale nel coordinare le operazioni contro gli incendi.
Se non bastasse, di 32 elicotteri degli ex forestali 16 sono stati assegnati ai Vigili del fuoco e 16 ai Carabinieri, questi esonerati dal servizio antincendio e con i velivoli ricevuti non più impiegabili per lo spegnimento in aree impervie.
Circa la prevenzione, oggi più che mai occorre avviare una campagna di informazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul fenomeno degli incendi boschivi e dei roghi tossici dei rifiuti e dei conseguenti danni ambientali e sanitari, eventualmente anche utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo.
Per fortuna nel frattempo il capo della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, che ringrazio, ha lavorato per la creazione dell’applicazione ‘EasyAlert‘, un sistema ad oggi unico in Italia, dedicato alla segnalazione, localizzazione e gestione di calamità in corso che intende coinvolgere, grazie alla semplicità di uso, tutti i cittadini soprattutto nella fase di segnalazione di eventi calamitosi.
Senza un piano concreto Aib anche quest’anno gli incendi potrebbero continuare a devastare il nostro patrimonio boschivo, il nostro capitale naturale e le tasche dei calabresi. Con la gioia immensa della mafia dei boschi, pronta a divorare altra biomassa utile per fagocitare gli impianti per la produzione energetica. Un business milionario su cui le procure, anche grazie alle nostre denunce pubbliche, stanno finalmente rendendo giustizia.
 
NON C’È ALTRO TEMPO DA PERDERE!

 

Valle del Noce: una vittoria del territorio!

Valle del Noce: una vittoria del territorio!

È un risultato delle proteste dal territorio e dell’impegno costante del sindaco di Tortora (Cs) il fatto che il dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabriaabbia sospeso l’Autorizzazione integrata ambientale all’impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non ubicato in località San Sago e gestito da Cogife Srl.
Qualche settimana fa avevo sollecitato il governatore regionale, Mario Oliverio, a determinarsi proprio in questo senso, ricordando il datato impegno del MoVimento 5 Stelle sulla specifica vicenda, anche con una mia interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e della Salute. In proposito avevo sottolineato che non si poteva continuare nell’irregolarità, dato che l’impianto stava funzionando nonostante le ultime prescrizioni dell’Arpacal.
Mi auguro che da qui in avanti Oliverio e la sua amministrazione non sottovalutino più il patrimonio naturalistico della Valle del Noce e dell’intera Calabria, da tutelare e promuovere.

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La Regione Calabria sta avendo comportamenti che penalizzano molto i piccoli agricoltori, come ha già denunciato l’Anpa a proposito dell’indennità compensativa, peraltro rilevando le contraddizioni di Arcea sull’uscita di un apposito bando per il 2018.

È vero quanto riassunto dall’Anpa, per cui la Regione ha nel merito ceduto alle pressioni di un pugno di aziende latifondiste, prevedendo un aiuto per superficie e importo illimitati a discapito di una ripartizione razionale ed equa delle risorse disponibili.
Il governatore Mario Oliverio sia chiaro, si assuma le sue responsabilità ed eviti che si aprano vertenze legali. Risponda, inoltre, sul ritardo nei pagamenti e si attivi in prima persona perché gli agricoltori delle aree montane e svantaggiate siano più tutelati dalla Regione.

Infine occorre avviare un processo di sostegno all’agricoltura delle aree montane, che può beneficiare del marchio ‘Prodotti di montagna’, ancora poco conosciuto benché disciplinato nello scorso luglio con specifico decreto ministeriale. Il MoVimento 5 Stelle eserciterà ogni pressione, intanto presso il governatore, perché sullo sviluppo dell’agricoltura, su cui bisogna puntare, ci siano massima attenzione e ferma imparzialità.

 
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