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Alitalia, Dieni (M5S): “Oliverio dica se ha pagato debiti della Regione”

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#AscoltoTour Prima Tappa “Sant’Agata di Esaro”

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Category Archives: M5S in Calabria

Alitalia, Dieni (M5S): “Oliverio dica se ha pagato debiti della Regione”

Alitalia, Dieni (M5S): “Oliverio dica se ha pagato debiti della Regione”

 

Oliverio dica se ha pagato i debiti della Regione ad Alitalia. Questa la mia reiterata richiesta rivolta al Governatore della Calabria.

Mentre l’aeroporto di Reggio va avanti a scartamento ridotto ed i pochi voli sono presi d’assalto dai passeggeri, è incredibile che non si sia ancora spesa da parte della Regione una parola di chiarezza sul pagamento dei debiti pari a 1,8 milioni che questa deve ad Alitalia. Questa compagnia, com’è noto, versa in una condizione di crisi e certamente non sono i soldi che la Calabria deve a poterla risanare. Tuttavia ricostruire le condizioni per tornare alla piena operatività di uno scalo che certamente ha un grande bisogno di vettori aerei e potrebbe essere remunerativo per le società di trasporto e per il territorio se gestito in modo opportuno, sarebbe un’opportunità tanto per la stessa Alitalia, quanto per la città di Reggio e per tutti i reggini.

E’ anzitutto una questione di trasparenza dato che credo che i cittadini abbiano diritto alla chiarezza da parte di chi li governa. Non è possibile che dopo ripetuti appelli non si sappia ancora quali sono le intenzioni della Regione e dobbiamo accontentarci di vaghe promesse. Oliverio, se ci sei batti un colpo.

#AscoltoTour Prima Tappa “Sant’Agata di Esaro”

#AscoltoTour Prima Tappa “Sant’Agata di Esaro”

Qui troverete tutti i materiali prodotti nella prima tappa del tour. Le ragioni di #AscoltoTour li trovate qui

 

 

 

DAL GARANTE PER L’INFANZIA, C’ERA ANCHE UNA RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE DEL SOLITO OLIVERIO

DAL GARANTE PER L’INFANZIA, C’ERA ANCHE UNA RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE DEL SOLITO OLIVERIO

Presso il Consiglio regionale della Calabria sto seguendo di persona la relazione annuale del Garante dell’Infanzia, Antonio Marziale.
La Regione di cui è Presidente Mario Oliverio tace però sulla difesa dei minori, intanto in materia di assistenza sanitaria.
Ho già denunciato l’immobilità e il teatro del Governatore rispetto al decreto commissariale sulle assunzioni negli ospedali. Tali suoi comportamenti contrastano in modo netto con l’impegno che le istituzioni devono garantire in favore dei minori.
Col Garante, invece, ho collaborato a lungo: su casi di recupero scolastico di minori e sul problema della carenza, diffusa, di neuropsichiatri e della rianimazione pediatrica in Calabria.
Quando si vuole, si può sempre lavorare per il bene comune, ma Oliverio non ci sente e non vede.

“ASCOLTO TOUR”: DAL 24 GIUGNO ANDRÒ NEI BORGHI DELLA CALABRIA

“ASCOLTO TOUR”: DAL 24 GIUGNO ANDRÒ NEI BORGHI DELLA CALABRIA

 

L’emigrazione in Calabria è devastante.

 

 

Spesso si parte per lavoro, salute, libertà. Interi paesi si stanno svuotando, ma il sistema politico-mafioso finge di non vedere e resta chiuso a palazzo, nelle sale di comando. Le persone si ritrovano abbandonate, non ricevono ascolto né risposte. Così si perdono opportunità, energie, economie.

I giovani non rientrano e le famiglie tendono a raggiungerli, anche perché la sanità calabrese non offre garanzie, prevenzione e cure adeguate. Oltretutto, i fondi europei rimangono un miraggio, una promessa senza riscontro, tra difficoltà e inadempienze burocratiche, ritardi e omissioni imperdonabili.

Allora ho deciso di andare in alcuni comuni della regione a torto considerati marginali. Partirò il prossimo sabato 24 giugno, da Sant’Agata di Esaro (Cs). In questo mio giro, significativamente intitolato “Ascolto Tour”,  incontrerò operai, pensionati, studenti, lavoratori, agricoltori, professionisti, casalinghe, madri e donne che mi espongano faccia a faccia le loro storie, i loro sogni, i problemi locali, l’indifferenza delle amministrazioni pubbliche, le ritorsioni subite dal potere.

Da tempo sento di avvicinarmi ancora di più alla mia gente, che patisce i drammi della crisi e dello spopolamento, che soffre in silenzio e a cui serve dialogo, conforto, prospettiva.

Troppo spesso la politica chiede fiducia ma è assente, lontana, impegnata nei contatti, negli accordi con capi e segreterie di partito. Dunque non riconosce le esigenze e le idee dei singoli, le risorse collettive e il bisogno di tornare alla comunità come luogo di aiuto reciproco, di progetto e di sviluppo.

Perciò nei fine settimana, senza togliere tempo ai lavori parlamentari, mi immergerò nella vita reale.Visiterò piazze, monumenti, centri storici, case e campagne, insieme a quanti vorranno illustrarmi ricchezze, paradossi e dimenticanze nei vari territori.

Cercherò anzitutto il rapporto umano, disponendomi a ricevere la bellezza di posti e interlocutori; anche a pranzo, dove crolla ogni muro. Da parte mia dirò a tu per tu ciò che dai palazzi del potere non traspare: risponderò del lavoro che svolgiamo ogni giorno.

A futura memoria, pianterò ovunque un pioppo, dagli antichi identificato come l’albero del popolo, che va verso l’alto, il cielo.

Con “Ascolto Tour” proverò a dare un altro esempio di politica, che non può dimenticare il suo ruolo di servizio. L’obiettivo è cambiare le abitudini consolidate; occorre tornare a parlarci dal vivo.

Sul mio blog pubblicherò dei servizi video su ogni tappa, di cui racconterò le voci, i desideri, le aspettative e le speranze condivise.

Cosenza, effetto Nesci: La regione trasferisce le pratiche del demanio

Cosenza, effetto Nesci: La regione trasferisce le pratiche del demanio

Tuttavia mancherebbero atti e inventario. C’è da recuperare un milione di euro di canoni e il governatore Oliverio tace, anche sui dipendenti da assorbire.

Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, chiarisca, come gli ho chiesto in via formale, se esistono atti specifici sul trasferimento delle pratiche del Demanio dalla Provincia di Cosenza, avvenuto oggi e pare senza disposizioni scritte. La vicenda riguarda il remoto passaggio di legge del Demanio alla Regione, inspiegabilmente non accompagnato da quello dei dipendenti provinciali che ci lavoravano. A riguardo ci furono precise obiezioni sindacali sul trasferimento di altro personale dalla Provincia di Cosenza alla Regione Calabria. I fascicoli del Demanio giacevano da anni presso la Provincia di Cosenza, come ho denunciato alla magistratura ordinaria e contabile, fornendo le prove. Inoltre, mancando il personale addetto si sono cumulati ritardi enormi e la Regione non ha incassato almeno un milione di euro di canoni del Demanio. Oliverio dica se prima del trasferimento di quelle pratiche è stato redatto un inventario, spieghi come la Regione intenda recuperare i canoni arretrati e riferisca perché gli addetti della Provincia cosentina non sono stati collocati negli uffici regionali del Demanio. La questione merita risposte pubbliche, per un fatto di trasparenza e perché, piaccia o meno al governatore, c’è da recuperare una cifra significativa, da agricoltori e da gestori di servizi di pubblica utilità. Purtroppo Oliverio è rimasto ancora in silenzio, il che non lo aiuta, specie in un momento in cui sono al centro delle cronache i suoi metodi di gestione e parte dei dirigenti che ha scelto. 

Post precedenti sul tema: https://goo.gl/MWsfqRhttps://goo.gl/WcUJKs

 

Chirurgia Soverato, quel ritardo ingiustificabile

Chirurgia Soverato, quel ritardo ingiustificabile

Con il collega deputato M5s Paolo Parentela ho sollecitato il dg dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, a concludere la relativa procedura pubblica. Che cosa aspetta? Si vorrà attendere il ballottaggio a Catanzaro?

Senza ulteriori lungaggini, l’Asp di Catanzaro concluda la comparazione dei curricula per assegnare l’incarico di primario di Chirurgia generale nell’ospedale di Soverato. Lo affermo con il collega deputato M5s Paolo Parentela. Non si comprende la ragione per cui l’Asp di Catanzaro non abbia concluso la pratica, che doveva definire già prima del pensionamento del primario del reparto, in quiescenza dal primo gennaio 2017. A riguardo ricordiamo che, solo a seguito delle nostre iniziative di sindacato ispettivo parlamentare dei mesi scorsi, il dg dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, aveva attivato una procedura pubblica, assicurando tempi rapidi e rispetto delle regole, a fronte del nostro dubbio, non peregrino ed esposto alla Procura di Catanzaro, di anomalie e possibili condizionamenti di tipo politico. Ad oggi l’Asp di Catanzaro non ha mantenuto quelle promesse. Non vorremmo che l’imminenza del ballottaggio a Catanzaro pesasse su una scelta che deve restare lontana dai giochi della politica. Nello specifico, i gravi ritardi cumulati non trovano alcuna giustificazione, perché al massino servono due giorni per la comparazione dei curricula degli aspiranti. Il dg Perri sia coerente con i propositi annunciati, per ora soltanto a parole. Nell’interesse pubblico e della tutela del diritto alla salute, vigileremo sulle determinazioni dell’Asp di Catanzaro, che abbiamo sollecitato ancora una volta per iscritto, informando anche la Procura guidata da Nicola Gratteri. 

Villa aurora, avviate tutele attività e personale

Villa aurora, avviate tutele attività e personale

Oggi ho partecipato al tavolo presso la Prefettura di Reggio Calabria, eccovi un resoconto.

Con il tavolo prefettizio sulla clinica Villa Aurora di Reggio Calabria è stato finalmente avviato un percorso istituzionale per salvaguardarne le attività sanitarie e i lavoratori. Avevo caldeggiato il confronto delle parti presso la Prefettura di Reggio Calabria, al quale ho dato il mio contributo personale per dovere nei confronti dei pazienti del Reggino e verso i dipendenti della clinica, che hanno mesi di stipendi arretrati, per i quali ci sarà un contributo di solidarietà e la garanzia di mantenere i posti sino all’approvazione di un nuovo piano industriale. Registro l’impegno degli amministratori giudiziari, che traghetteranno la clinica sino all’uscita da questa brutta fase. La crisi attuale era stata ampiamente annunciata dai segnali dei mesi scorsi, ma il governatore regionale Oliverio e il sindaco reggino Falcomatà sono rimasti a lungo latitanti. Vigileremo sull’andamento della situazione, nell’interesse primario dei pazienti reggini e del personale della struttura.

NOMINE SACAL ILLEGITTIME, AVEVAMO RAGIONE

NOMINE SACAL ILLEGITTIME, AVEVAMO RAGIONE

Stamani il governo ha risposto così a una mia interpellanza urgente sull’argomento, preceduta da un esposto che avevamo presentato come parlamentari calabresi 5stelle, insieme al Meet Up Lamezia 5stelle. Pronta la diffida del governo, ennesima illegalità sotto la gestione del governatore Oliverio.

 

 

Il governo ci ha dato ragione sull’illegittimità delle nomine dei nuovi vertici di Sacal, ritenendole contrarie alla normativa vigente e allo statuto del gestore aeroportuale, poi anticipando l’avvio del procedimento di diffida verso la stessa società, che dunque dovrà adeguarsi. Lo annuncio da prima firmataria di un’interpellanza urgente che, nel merito, il collega 5stelle Michele Dell’Orco ha svolto stamani alla Camera. La sottosegretaria dell’Economia, Paola De Micheli, ha chiarito che nello specifico non sono state rispettate né le regole sulla parità di genere né quelle sull’obbligo di bandire un avviso pubblico per la scelta del rappresentante della Regione Calabria in Sacal, violazioni che avevo denunciato alla Procura della Repubblica con gli altri parlamentari M5s calabresi, Paolo Parentela, Laura Ferrara, Nicola Morra e Federica Dieni, insieme al Meet Up Lamezia 5stelle. Con il collega Dell’Orco abbiamo anche posto il problema della gestione unitaria, vinta in modo controverso da Sacal, degli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria, fermi per incapacità politica e su cui va sottolineato il silenzio di Enac, pur consapevole dell’inconsistenza del piano industriale della società. Adesso il governo nazionale targato Pd prenda atto dell’assoluta pericolosità amministrativa del governatore Mario Oliverio, protagonista di questa brutta vicenda di illegalità.

Cosenza, metro leggera: firmato l’accorduni Occhiuto-PallaPalla

Cosenza, metro leggera: firmato l’accorduni Occhiuto-PallaPalla

Davanti a un piatto milionario (dall’Europa) sono tutti d’accordo. E pronti a cambiare idea, convertiti dall’odore dei soldi, leggi voti. È successo per la metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical, per cui la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza e i Comuni di Cosenza e Rende hanno firmato l’Accordo di programma, suggellando un’intesa che sembrava impossibile.

Infatti il sindaco cosentino Mario Occhiuto aveva condotto una campagna elettorale sul «no» all’opera. Il primo cittadino di Rende, Marcello Manna, galleggiava come un limone; il governatore Mario Oliverio si aggrappava sugli specchi e il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, sembrava il nemico giurato di quest’ultimo, già compare di storiche abbuffate, non solo di consensi.

Alla fine l’alleanza improbabile è stata sottoscritta, come da copione. Sullo sfondo i 160 e passa milioni per la realizzazione dell’opera, secondo noi insufficienti, in nome di una modernità tutta calabrese, fondata sull’impatto mediatico, sulla propaganda e sulla spesa pubblica senza freni, utilità e futuro.

Sarà una prova di grande coalizione per le prossime politiche?

Alcuni segnali lo fanno pensare. Come il commento del camaleontico consigliere regionale Orlandino Greco, per cui «il sindaco di Cosenza si dimostra un abile stratega in grado di dettare la linea al governo regionale», cui ha fatto seguito la consueta “vibrante indignazione” del compagno di maggioranza Giuseppe Giudiceandrea, secondo il quale «l’afa rende frizzanti gli interventi del collega» ed è «giusto discutere con chi amministra i territori». Un po’ come dire che «bisogna voler bene alla mamma».

Con questo teatro dell’apparenza, intervallato da un insulso cinguettio, nella polveriera cosentina si preparano i cantieri del domani: politico-elettorali e di cattedrali nel deserto, in una città squassata dalla ‘ndrangheta imprenditrice e dalla massoneria deviata, ma anche scossa dal possibile processo al potere principesco. Prendete nota.

Noi 5stelle abbiamo sempre detto che la metro leggera non serve ai cittadini. Abbiamo contestato le procedure seguite: con interrogazioni alla Camera di Paolo Parentela, Federica Dieni e della sottoscritta; con segnalazioni all’Anac da parte di Parentela; con la coraggiosa opposizione del nostro consigliere comunale di Rende, Domenico Miceli; con atti specifici di Laura Ferrara alla commissione Ue e con il monito diretto di Nicola Morra, che sull’infrastruttura ha parlato di interessi di pochi.

Non solo, abbiamo anche sostenuto, inascoltati dai signori degli anelli (e degli abbracci), che bastavano 35 milioni per dotarsi di moderni bus ecologici e utilizzare fondi d’avanzo per migliorare i trasporti nell’area cosentina. Ma niente, le solite logiche hanno avuto il sopravvento; malgrado la metro leggera sia una follia, come ha sottolineato, tra gli altri, il docente universitario Domenico Gattuso, autorevole studioso della materia.

In conclusione: la Calabria viaggia lenta, con tutta la pesantezza di un regime politico rivolto agli affari, abituato al trasformismo e indifferente rispetto all’emigrazione e ai bisogni urgenti delle comunità.

Gestione Aereoporti di Reggio Calabria e Crotone

Gestione Aereoporti di Reggio Calabria e Crotone

 

 

 

A fine ottobre 2016 l’aeroporto di Crotone ha chiuso. Lo scalo garantiva voli a basso costo per Bergamo, Roma e Pisa; anche sotto il controllo del Tribunale di Crotone.

Infatti il gestore “Sant’Anna spa” era stato dichiarato fallito per le perdite economiche accumulate negli anni, ogni volta coperte dal Comune e dalla Camera di Commercio di Crotone.

Per un anno dal fallimento, sono arrivati fondi da più Comuni del Crotonese, che hanno devoluto i proventi del metano per l’esercizio provvisorio dell’aeroporto.

A un certo punto i curatori fallimentari hanno rilevato la mancanza di risorse per voli e servizi.

L’Enac ha quindi ritirato la licenza di volo all’aeroporto. Poi la gara per affidare un’unica concessione di 30 anni per gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria.

Pervenuta l’adesione di Sagas, di imprese private e infine della lametina Sacal, che tra i soci annovera pure la Regione Calabria.

L’aggiudicazione è andata a Sacal, malgrado un piano industriale –  presentato ad Enac – del tutto inconsistente. Enac non ha mai agito verso Sacal, i cui vertici sono stati di recente colpiti da arresti per reati molto gravi.

Da qui i ritardi inammissibili per la gestione degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, vinta da Sacal.

 

La Regione Calabria e il governatore Oliverio hanno forzato la mano sulle nomine dei nuovi vertici di Sacal, avvenute fuori legge e senza procedura pubblica.

 

Lo abbiamo denunciato alla magistratura e al governo, ancora immobile.

 

Insomma, per colpa di vecchi giochi di potere, i calabresi devono subire disservizi pesantissimi, alla faccia del rilancio promesso dall’esecutivo Gentiloni-Renzi. Vergogna nera!

Sospeso nuovo sindaco di Villa S. Giovanni. D’ascola ne risponda ai cittadini

Sospeso nuovo sindaco di Villa S. Giovanni. D’ascola ne risponda ai cittadini

Il candidato Siclari aveva problemi giudiziari. Per legge, il prefetti di Reggio Calabria l’ha sospeso, eletto eletto alla guida del Comune. Ecco i danni dei partiti.

In bocca al lupo ai nuovi consiglieri comunali calabresi del M5S!

In bocca al lupo ai nuovi consiglieri comunali calabresi del M5S!

Sul territorio è davvero difficile. È una lotta ad armi impari. Noi non promettiamo nulla e non facciamo coalizioni con accozzaglie di liste civiche. Sappiamo benissimo che ai partiti piace vincere facile, tutto fa brodo pur di raccogliere voti. Come una rete a strascico, il voto di opinione viene intrappolato in logiche ormai note a tutti.
La maggior parte delle città sono state conquistate da ammucchiate di liste civiche, capitanate da foglie di fico, fatte ad hoc per accaparrarsi voti sul territorio nascondendo il vero volto dei partiti.

Questo modus operandi a noi è del tutto estraneo perchè riteniamo questa rivoluzione culturale più importante di una semplice competizione elettorale. Noi ci presentiamo soli con un unica lista e i nostri candidati non vengono scelti in base al pacchetto di voto in loro possesso. I nostri candidati non sono politici di professione e vengono scelti dagli attivisti in base ad un processo di selezione democratico dal basso. Chi partecipa attivamente nei meetup decide. Nessuno fa calcoli o strategie su chi può portarci più voti legati alla famiglia o amici. Per noi sono più importanti le idee e i contenuti non i contenitori. E chi decide con coraggio di esporsi in prima persona con il m5s sa di non avere una vita facile sul territorio.

È dura, noi parlamentari ce la stiamo veramente mettendo tutta e sarebbe stupido combattere questo sistema con la stesso metodo che usano i partiti. Questa rivoluzione culturale purtroppo si scontra con una triste realtà. Noi chiediamo un voto libero. Un voto coraggioso e di partecipazione in prima persona che spezza veramente le catene dal sistema clientelare. E invece la risposta che spesso abbiamo sul territorio va più o meno verso questa direzione: “io sono con voi a livello nazionale ma per il comune il mio voto purtroppo è già impegnato”. Oppure addirittura: “io voto m5s ma mi sono dovuto candidare in una lista civica…”
Non basta lamentarsi e commentare dietro una tastiera. La politica vera sia fa sul campo con costanza e coerenza. E per farla sul campo bisogna esporsi fisicamente sul territorio con più coraggio e determinazione. Perchè nonostante le macerie che lasciano i partiti nei comuni e i dati allarmanti sull’emigrazione giovanile, i calabresi hanno troppa paura di spezzare quelle maledette catene e di cambiare veramente lo status quo.

Ne prendiamo atto ma non ci arrendiamo. Non molliamo di un centimentro. È SEVERAMENTE VIETATO CALPESTARE I SOGNI! Continueremo a lavorare e a seminare consapevoli che il terreno sotto i nostri piedi è pieno di insidie. Dobbiamo migliorare imparando anche dai nostri errori. Ma la via è tracciata! I risultati in Calabria sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile.
È davvero un peccato non essere riusciti a vincere ad Amantea dove la nostra coraggiosa consigliera Francesca Menichino ha fatto un lavoro eccezionale che meritava ben oltre il 22,02% ottenuto. Ma anche ad Amantea abbiamo un portavoce in più, Francesca Sicoli.
A Luzzi abbiamo preso il 20,61% ed entra in consiglio comunale Michele Federico.
A Pizzo con l’8,47% entra in consiglio comunale la nostra Carmen Manduca e a Villa San Giovanni entra in consiglio con il 10,91% Milena Gioè. Ai ragazzi di Paola purtroppo non basta il 4,27% a Catanzaro invece stiamo incrociando le dita per entrare in consiglio comunale con Bianca Laura Granato che ha preso il 6,14%. Occorrerà aspettare ancora prima di avere la certezza. Ci aspettavamo di più ma questo risultato deve spronarci a lavorare meglio nel capoluogo di Regione che ha estremamente bisogno della presenza del MoVimento nel consiglio comunale.

Quando il MoVimento entra nei consigli comunali può finalmente gettare le basi per affermarsi meglio sul territorio. Fare politica dentro le istituzioni ci permette di crescere, maturare e migliorare in quel comune svolgendo un lavoro serio e concreto di opposizione. In fondo nei comuni dove siamo riusciti a vincere spesso c’è stato un buon lavoro all’opposizione prima. E la sola presenza di cittadini sentinella dentro i comuni per noi è molto importante. Quando siamo dentro nei consigli comunali è più facile per noi lavorare meglio e accendere quel famoso faro dentro le istituzioni. Una luce che prima non c’era e che servirà a creare quella trasparenza tanto temuta dalla solita politica del malaffare.

Continueremo ad andare avanti per la nostra strada che nonostante le mille difficoltà, è ormai tracciata. Con la consapevolezza che la comunità del M5S rispetto a ieri è cresciuta e inoltre: “NON POSSONO VINCERE CON CHI NON SI ARRENDE MAI!”
Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto, a tutti gli attivisti per l’impegno e in bocca al lupo ai nostri nuovi guerrieri portavoce calabresi.

#ForzaECoraggio!

Sant’antonio di Padova e la lotta M5S ai crimini bancari

Sant’antonio di Padova e la lotta M5S ai crimini bancari

Oggi, 13 giugno, si festeggia Sant’Antonio di Padova, protettore degli usurati. Di origine portoghese, il religioso, vissuto tra il 1195 e il 1231, condannò con fermezza la pratica dell’usura. Riservò parole di fuoco agli strozzini e condusse una battaglia fortissima sull’argomento, che non può essere dimenticata.

Da deputata ho dato un ampio contributo sul tema dei crimini bancari, anche con una proposta di legge, presentata nel 2015, per istituire una specifica commissione parlamentare d’inchiesta.

In Italia non c’è tutela vera del risparmio né una vigilanza credibile sul prestito di denaro. Alla Camera ho denunciato senza mezzi termini la vicenda dell’imprenditore calabrese Antonino De Masi, vittima di usura riconosciuta in Cassazione.

Vi ripropongo, sembrandomi utile, il video di una mia interpellanza nel merito, in cui osservavo che«il risparmio ed il lavoro sono le basi del futuro di tutte le generazioni e di tutte le categorie».«Ciononostante, diverse banche – aggiungevo – hanno intaccato l’uno ed offeso l’altro, decurtando somme di denaro ai correntisti con motivazioni illegittime, prima che furbe». «L’aspetto più grave – evidenziavo – è che vari istituti di credito hanno compiuto in libertà dei reati molti gravi, come truffa e usura, nonostante gli organi di controllo».

«Dov’era – chiedevo nell’interpellanza – la Banca d’Italia, sulla cui autonomia si fonda la tutela del valore monetario di fatiche, sacrifici e rinunce individuali? Che cosa sapeva la Banca d’Italia di pesanti distorsioni del credito, contrarie al bene pubblico? E, soprattutto, è sufficiente tale autonomia, se la Banca d’Italia è, per oltre il 90 per cento, di proprietà delle banche su cui la medesima ha il compito di vigilare

«Mentre noi siamo qui – ammonivo – a interpretare i rispettivi ruoli di opposizione e di maggioranza, ci sono imprenditori che rischiano di chiudere, famiglie che potrebbero precipitare nello sconforto e nella disperazione, attività e redditi che si perdono per l’assenza di uno Stato realmente pronto ed efficace».
«Tutti i discorsi sulla crescita e sull’economia sono vuoti – rimarcavo – se la Repubblica non protegge il risparmio privato, se lo lascia all’arbitrio e all’appetito di poteri che sfruttano vecchi rapporti di forza, certi che la sanzione non sarà pari al reato e ai suoi più pesanti effetti, o magari non arriverà mai».

«Occorre – incalzavo – fermare definitivamente abusi, irregolarità, arbitri e alterazioni, rendendo presto giustizia alle vittime».

Il governo diede una risposta inutile, cui replicai: «Essa non tiene conto delle tante persone truffate, usurate e costrette a subire. In secondo luogo, non considera a modo l’impunità di chi ha rubato denaro sfruttando commissioni bancarie equivoche, tassi da usura ben nascosti, giochi sulla data delle valute e altri raggiri d’alta scuola. Per ultimo, la risposta lascia aperto il libro bianco delle vittime, che da oggi hanno una certezza in più, oltre alla perdita dei loro averi e risparmi; questa ennesima, dolorosa certezza è che lo Stato è forte con i deboli ed è debole con i forti».

Sanità Calabria: Urbani presenti dimissioni

Sanità Calabria: Urbani presenti dimissioni

 

Il sub-commissario del governo si contraddice, mi auguro che la Procura di Catanzaro faccia presto piena luce sui fatti

Non vale a nulla l’annuncio vago di dimissioni da parte del sub-commissario Andrea Urbani, in seguito alla discussa vicenda del decreto commissariale sulle assunzioni di personale sanitario in Calabria. Di regola le dimissioni si presentano, non si lasciano intendere con comunicati, peraltro caratterizzati da più contraddizioni. Attenderemo, allora, l’atto formale di Urbani, che è il primo responsabile dei problemi del rientro della sanità calabrese dal disavanzo e delle evidenti discrasie che ho sempre segnalato in tutte le sedi istituzionali». La strategia mediatica non serve a nessuno e non dà ai calabresi garanzie di efficienza dei servizi sanitari. Avevo posto sul piano formale la questione dell’incompatibilità di Urbani, nel contempo dg della Programmazione sanitaria nazionale. Oltretutto alla Camera avevo denunciato le contraddizioni rilevate dal commissario Scura in merito al comportamento di Urbani su quel decreto, correlato all’obbligo di rispettare la normativa europea sui turni e i riposi obbligatori, per cui dal 25 novembre 2015 è necessario incrementare il numero di medici, infermieri e altri operatori della sanità, il che non è ancora avvenuto, nel silenzio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Dati l’ambiguità, l’opportunismo e l’immobilismo del governatore Oliverio, mi auguro che la Procura di Catanzaro faccia al più presto piena luce sui fatti esposti dal commissario Scura e da me, nell’interesse dei pazienti e dei cittadini calabresi.

CALABRIA: ELEZIONI AMMINISTRATIVE, IL MIO COMMENTO A CALDO

CALABRIA: ELEZIONI AMMINISTRATIVE, IL MIO COMMENTO A CALDO

Parte della stampa sta definendo un flop i risultati del Movimento 5stelle alle amministrative in Calabria. Andiamo ai fatti, respingendo le suggestioni.

Grazie al lavoro sul campo, ad Amantea (Cs) abbiamo superato il 22% ed eletto 2 consiglieri comunali, in un territorio segnato dal dominio politico di vecchi esponenti del sistema: La Rupa, Signorelli, Pirillo, Bruno Adamo e Bruno Bossio.

Contro le previsioni, a Luzzi (Cs) passiamo il 18% ed eleggiamo un consigliere. Entriamo bene a Pizzo Calabro, dove tanto per cambiare erano candidati il sindaco uscente Callipo e l’ex consigliere regionale Borrello. Entriamo bene anche a Villa San Giovanni, dove l’eletto sindaco, Giovanni Siclari, era sostenuto da Alternativa popolare e dal big (del partito di potere) Nico D’Ascola.

A Catanzaro, dove comunque non abbiamo inciso, al contrario del candidato Fiorita, a scrutinio in corso il Pd sta sotto il 5,5% e il candidato Ciconte ha preso il 13% in meno rispetto alle sue liste. Lì la partita si è giocata su un terreno di potere: Abramo è il sindaco uscente, Ciconte è consigliere regionale e presidente dell’Ordine dei Medici.

Le elezioni amministrative sono state caratterizzate, in Calabria, da un astensionismo vicino al 40%.

Il percorso di emancipazione culturale e politica che stiamo portando avanti richiede tempi lunghi, costanza e visione di profondità, per rompere logiche di dominio e dipendenza dal potere, evidenti nella composizione delle liste a sostegno dei candidati dei partiti tradizionali.

A Palmi (Rc), per esempio, sono state presentate soltanto liste civiche, a conferma che i vecchi partiti perdono consenso nel corpo sociale.

Alle 11 sarò in diretta, a Rai Calabria, per commentare i risultati elettorali.

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