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Category Archives: Informazione

Il gioco d’azzardo nuoce gravemente alla salute: stop spot!

Il Blog delle Stelle

 
Il gioco d'azzardo nuoce gravemente alla salute: stop spot!

Il gioco d’azzardo nuoce gravemente alla salute: stop spot!

di Vito Crimi

Il gioco d’azzardo “nuoce gravemente alla salute“, questo è chiaro al MoVimento 5 Stelle e tutti ne devono essere consapevoli. Finalmente abbiamo la possibilità di dire “stop alla pubblicità del gioco d’azzardo” e sarà fatto nel decreto dignità annunciato dal ministro Luigi Di Maio. La lotta alla povertà passa anche dalla lotta al gioco d’azzardo e alla sua diffusione, ed è arrivato il momento di dire basta alla sua diffusione tra le fasce più deboli sfruttando i canali della sponsorizzazione e della pubblicità.

Un giro d’affari multimiliardario, che si stima dirotti 20 miliardi di euro dall’economia reale al profitto di multinazionali, la maggior parte delle quali hanno sede all’estero. Un fattore che uccide l’economia, che crea depressione dei consumi, che frena la produzione e le opportunità di impiego.

Non ci sono più scuse e giustificazioni nei confronti di questa vera e propria sciagura che si abbatte su un intero popolo, e chi resiste lo fa sicuramente per un interesse personale. Ma i cittadini sono sempre più dalla nostra parte. Sono infatti sempre di più i commercianti, gli albergatori, i ristoratori che hanno capito: ogni euro scommesso è un euro in meno al commercio e all’indotto industriale.

 

Continuiamo a scrivere insieme il nostro futuro, con Rousseau!

Il Blog delle Stelle

 
Continuiamo a scrivere insieme il nostro futuro, con Rousseau!

Continuiamo a scrivere insieme il nostro futuro, con Rousseau!

di Manlio Di Stefano, responsabile LEX Parlamento e LEX Europa

Amici e amiche della piattaforma Rousseau,

Stiamo vivendo giorni di straordinario entusiasmo frutto di anni di lavoro e, soprattutto, frutto di un progetto ben preciso che fin dall’inizio ha puntato ad accrescere lapartecipazione popolare al processo politico decisionale fino alla definizione di un meccanismo strutturato di controllo e proposta sull’operato dei portavoce, a tutti i livelli istituzionali, da parte degli elettori, concretizzatosi col lancio delle piattaforme LEX Parlamento e LEX Europa.

Molti di voi hanno avuto modo, in questi ultimi 3 anni, di partecipare e apprezzare direttamente la bontà del progetto e la finalità nobile di interferire positivamente nella stesura delle leggi di noi portavoce, oggi che siamo finalmente al governo, credo sia arrivato il momento di darvi una visione d’insieme di quanto il vostro lavoro sia stato effettivo e determinante per la stesura del programma di governo del MoVimento 5 Stelle e quindi del contratto sul quale si sostiene la maggioranza.

Ecco a voi qualche esempio concreto verificabile direttamente su Rousseau:
REDDITO DI CITTADINANZA: è da sempre il nostro cavallo di battaglia, la sua discussione è terminata il 31/1/2014, ed è stata la legge più dibattuta in assoluto su LEX raccogliendo oltre 4.328 commenti di cui buona parte integrati nel testo finale depositato in Parlamento.
PRESCRIZIONE DEI REATI: una delle riforme fondamentali per far ripartire la giustizia, è stata discussa fino al 12/5/2014 raccogliendo 342 interventi.
AGENTE PROVOCATORE: per eliminare i fenomeni corruttivi è fondamentale dotare il Paese degli strumenti migliori, l’avete discussa fino al 17/2/2015 fornendoci 227 interventi.
TUTELA DEL MADE IN ITALY: le nostre eccellenze vanno protette e rafforzate, per questo vi abbiamo chiesto una mano raccogliendo, il 23/1/2016, ben 313 interventi.
CONTRASTO AL GIOCO D’AZZARDO: è una vera e propria piaga sociale per la quale serviva una soluzione, l’abbiamo trovata insieme il 15/4/2017 grazie ai vostri 114 interventi.
REATO DI VIOLENZA SESSUALE: è uno dei crimini peggiori e non potevamo che definire un ambito legislativo adatto a contrastarlo, grazie ai vostri 153 interventi, il 13/2/2018, ci siamo muniti di un’ottima legge.

Questi sono solo alcuni esempi tra le centinaia disponibili, servono a ribadire un concetto per noi fondamentale: il nostro programma e con esso il futuro del nostro Paese, l’abbiamo scritto insieme. Siamo tanto orgogliosi di questo processo che anziché adagiarci sugli allori stiamo utilizzando ogni momento e ogni risorsa a disposizione per sviluppare nuove meravigliose novità che efficentino l’usabilità del sistema e la vostra esperienza utente.

Dopo una lunga e dettagliata analisi delle criticità siamo passati già alla fase di sviluppo di un aggiornamento sostanziale che faccia diventare LEX Parlamento, e più in generale l’intera piattaforma Rousseau, un punto di riferimento sempre a portata di mano per la vostra vita socio-politica. Vogliamo che vi sentiate sempre più coinvolti e protagonisti perché abbiamo ben chiaro che siete voi la ragione del successo del nostro progetto condiviso.

Arriverà il giorno in cui guarderemo alla democrazia rappresentativa come oggi guardiamo alla monarchia, ci arriveremo grazie ai nostri sforzi a sostegno della democrazia diretta e tutti insieme potremo dire di avercela fatta.

Ad aspera per astra.

 

Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l’Italia

Il Blog delle Stelle

 
Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l'Italia

Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l’Italia

di Laura Ferrara, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo

Ricapitoliamo:
PD et similia, quelli che hanno firmato il regolamento di Dublino (che prevede il principio del primo Paese di ingresso responsabile per le domande d’asilo) e che hanno negoziato e firmato l’operazione Triton (che prevede che l’Italia sia l’unico Paese ospitante per gli sbarchi da effettuare a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio) oggi sentenziano sulle conclusioni del Consiglio europeo “grave sconfitta!” alternato a “resta tutto come prima!”.

Mi chiedo se, ad esempio, abbiano letto il punto 5 del testo, che per la prima volta prevede, scritto nero su bianco, che lo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e salvataggio dovrà basarsi su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. E mi chiedo se abbiano colto, sempre nel punto 5 del testo, che per la prima volta si comincia a parlare di vie legali di accesso all’UE, cosa a mio avviso fondamentale e rivoluzionaria per tutelare chi fugge da guerre e persecuzioni e per combattere i trafficanti di esseri umani. È poco? Non mi sembra affatto.

Forza italia parla addirittura di “passo indietro”. Ma indietro rispetto a cosa? Ricordano il regolamento di Dublino, tuttora in vigore, che anche loro hanno firmato? Più indietro del testo che hanno firmato, non si può andare.

Allora anche in questo caso mi chiedo se ad esempio abbiano letto, oltre al punto 5, anche il punto 12 del testo, dov’è scritto a chiare lettere “È necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso”.
Per la prima volta, anche in questo caso, si evidenzia come la riforma di Dublino non possa essere affrontata senza tenere conto dei flussi migratori e delle loro rotte. E poi, non erano loro quelli del “aiutiamoli a casa loro!”? Chissà se avranno letto i punti 7 e 8 del testo, che mirano a impegnare l’Unione Europea nel garantire uno sviluppo dei Paesi africani, con particolare attenzione all’istruzione, alla salute, alle infrastrutture, all’innovazione, al buon governo e all’emancipazione femminile.

Di tutti i commenti e le dichiarazioni che ho letto, l’attenzione si è concentrata solo sul punto 6, ovvero sulla vittoria (di Pirro) di Macron. In puro stile politichese, hanno letto e commentato il ricollocamento dei migranti su base volontaria lì previsto, slegato dal contesto. Il contesto sono i centri da istituire negli Stati membri per individuare chi ha diritto alla protezione internazionale e chi questo diritto non lo ha. Ma attenzione: anche questi centri potranno essere creati su base volontaria!! Dunque? Un nulla di fatto. Già tutti i Paesi -noi compresi- si sono dichiarati non disponibili ad istituirli sul proprio territorio.

Cosa resta allora delle lunghe negoziazioni del Consiglio europeo?
Resta, tra l’altro, l’introduzione delle vie legali di accesso, il potenziamento del partenariato con l’Africa, operazioni di ricerca e salvataggio e relativi sbarchi da gestire in maniera condivisa e solidale e una riforma di Dublino ancora sul tavolo che dovrà tener conto degli sbarchi e dell’equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Dunque, una partita tutt’altro che chiusa.

E se si pensa alle posizioni diametralmente opposte da cui si partiva, personalmente leggo in questo testo un buon risultato e un gran lavoro fatto dal nostro premier Giuseppe Conte.

 

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente

Dalila Nesci

L’Asp di Vibo Valentia chiarisca subito rispetto alle evidenti anomalie della selezione pubblica in corso per il conferimento dell’incarico temporaneo di dirigente dell’area Provveditorato, Economato e Gestione logistica, rilevate dall’Anaao-Assomed e riportate dal Corriere della Calabria. Si tratta del terzo episodio consecutivo che riguarda la mancata applicazione delle norme di legge nell’Asp di Vibo Valentia, dopo la vicenda del concorso per primario di Ginecologia e Ostetricia, che già denunciai, e la recente nomina, sospesa, del direttore del distretto sanitario unico. Anche stavolta aspettiamo precise risposte da parte del direttore generale dell’Azienda, Angela Caligiuri. Al di là di questo ultimo caso per niente leggero, che stiamo seguendo con attenzione insieme al collega Francesco Sapia, vale ribadire un messaggio: oggi il Movimento 5stelle, che da sempre non tollera irregolarità ed abusi, guida il Ministero della Salute. In Calabria le pratiche clientelari e il taroccamento dei concorsi pubblici hanno fatto sprofondare la sanità in un terribile abisso, come si legge, peraltro, nella relazione conclusiva della commissione ministeriale d’inchiesta Serra-Riccio, del 2008. Se qualcuno, col grembiule o meno, pensa che nella gestione sanitaria possano proseguire forzature e imbrogli, si sbaglia di grosso. Non tarderanno ad arrivare segnali, inequivocabili, di bonifica dell’amministrazione della sanità regionale.

 

Con la Legge Viareggio riformiamo la prescrizione

Il Blog delle Stelle

 
 

di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia

Nove anni fa, alle 23.48 del 29 giugno 2009, a Viareggio si è consumato il più grave incidente ferroviario in Italia e in Europa degli ultimi 30 anni. Trentadue persone, tra uomini, donne e bambini, furono uccisi mentre riposavano ignare nelle loro case.
La prima volta che ho partecipato all’anniversario della “strage di Viareggio” ho chiesto “scusa” da parte delle istituzioni che rappresentavo da semplice parlamentare. “Scusa” perché, questa tragedia poteva essere evitata. “Scusa” perché lo Stato doveva fare la sua parte a difesa di famiglie di innocenti che nessuna colpa potevano avere. “Scusa” perché l’ombra della prescrizione stava già avanzando, coprendo alcuni degli imputati per determinati reati consegnando a tutti noi un messaggio disarmante: anche di fronte a una tragedia di tale portata, qualcuno potrebbe farla franca di fronte a responsabilità accertate.

A fine gennaio 2017 è arrivata la sentenza che ha condannato 23 persone.Disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. Reati che io ritengo gravi. Molto gravi, soprattutto quando di mezzo ci sono delle vite spezzate e famiglie distrutte. E due dei reati alla base dei quattro capi di imputazione – lesioni colpose plurime gravi e gravissime e incendio colposo – hanno raggiunto i termini di prescrizione e gli imputati non saranno oggetto del processo d’appello.

Sento forte il dovere morale e istituzionale di dire “mai più”. Non deve accadere mai più. Ma soprattutto non deve accadere che chi ha delle responsabilità accertate con un regolare processo possa farla franca. Questo uno Stato di diritto non può accettarlo. Lo Stato di fronte a una tale tragedia deve accertare le responsabilità, garantendo i diritti di tutti. E chi ha sbagliato deve pagare. Ciò non restituirà alle proprie famiglie tutte le vite spezzate, ma ridà un equilibrio a queste terribili storie. Non in nome della “vendetta” o di quel “giustizialismo” di cui troppo spesso si parla a sproposito, ma semplicemente per fare giustizia.
Per questo procederemo a una riforma della prescrizione. Stiamo raccogliendo tutti i dati e siamo già al lavoro. E’ un tema che abbiamo sempre sostenuto con forza come MoVimento 5 Stelle, portato avanti anche dal nostro fondatore nonché ispiratore, Gianroberto Casaleggio.

Fino ad ora la prescrizione, così come tutti i temi che riguardano la giustiziasono stati trattati dalla politica a seconda della propria convenienza: la giustizia, di fatto, è stata piegata ai voleri della politica, come se quest’ultima ne fosse proprietaria. Ecco, ora questa storia è finita, si volta pagina. Adesso la giustizia appartiene ai cittadini e tutto quello che faremo, lo faremo solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini.
La riforma della prescrizione è nel contratto per il governo del cambiamento. Non vogliamo una legge che sia meramente punitiva, vogliamo una legge che sia giusta, che abbia riguardo nei confronti delle parti offese e delle famiglie delle vittime. A loro dobbiamo giustizia.

E a questo testo legislativo daremo un nome, che non sarà la “legge Bonafede”come in genere si fa associando il nome del principale artefice. Questo testo si chiamerà “Legge Viareggio”, così ogni volta che se ne parlerà ci si dovrà ricordare di tutte le vittime di questa tragedia. Ci si ricorderà della ragione per cui siamo intervenuti in questo settore, che non è solo una questione sistemica, ma è una questione di rispetto della vita e del dolore dei cittadini.

 
 

Il concetto di ‘pubblico’ ritorna ad essere ‘delle persone’, grazie alla blockchain

Il Blog delle Stelle

 
 Il concetto di 'pubblico' ritorna ad essere 'delle persone', grazie alla blockchain

Il concetto di ‘pubblico’ ritorna ad essere ‘delle persone’, grazie alla blockchain

di Davide Casaleggio

In questi giorni sono stato al Blockchain Summit a Londra per discutere e capire lo stato degli sviluppi mondiali della tecnologia che come Internet venti anni fa sta per rivoluzionare il modo in cui si interagisce e il modo in cui opereranno le aziende.

E’ una tecnologia che mi ricorda quando ho creato la mia prima email senza l’utilizzo di un browser nel 1995 con il sistema Telnet, uno schermo nero con comandi scritti con caratteri verdi, pochi sapevano cosa fosse l’email e ancora meno ne apprezzavano l’utilità. Oggi i browser e i sistemi di email delle blockchain stanno ancora per nascere.

In tutti i casi in cui oggi non facciamo un’azione perché ‘non ci fidiamo’ della controparte e il costo di un ente di garanzia é troppo elevato sarà possibile ricorrere a una blockchainper avere un garanzia pubblica e distribuita.

Il concetto di ‘pubblico’ ritorna ad essere ‘delle persone’ e non necessariamente sempre ‘dello Stato’.

Esponenti dell’ONU hanno parlato di un possibile progetto di criptovaluta universale emessa dalle Nazioni Unite. Imprenditori hanno descritto molti casi in cui le raccolte fondi o la condivisione della proprietà di oggetti fisici e digitali sono oggi gestite con la vendita di token sulla blockchain. La cosiddetta tokenomics. Esponenti governativi hanno parlato della possibilità di utilizzare la capacità computazionale non utilizzata delle server farm pubbliche per creare criptovaluta. Sono stati discussi esempi di controlli esterni su processi esistenti come quello sulle vendite giudiziarie in Ucraina soggette a possibili manipolazioni e ora verificate con un sistema su blockchain che ne certifica ogni passaggio. Sono state presentate gestioni di filiera che permettono una migliore comunicazione tra imprese e sistemi per tracciare l’intera vita di un prodotto per evitarne la contraffazione.

Tutto parte dalla possibilità di identificare in modo univoco le persone, gli oggetti e gli eventi. Per questo é essenziale avere un sistema di identificazione personale sovrano, dove le persone possano possedere la propria identità digitale. E a catena una serie di oggetti e sensori collegati a Internet.

Il paradigma di fornire i propri dati a società terze per migliorare la profilazione della pubblicità che riceviamo può essere ribaltato. Come individui possiamo usare i nostri dati per identificare i prodotti che fanno al caso nostro.

La blockchain permette di decentralizzare veramente i processi e non avere bisogno di enti centrali di gestione e organizzazione. Non a caso uno dei primi settori che ne risentirà é quello delle piattaforme, dei marketplace. L’era dei marketplace come li conosciamo é al tramonto. Non sarà più necessario il marketplace in tutti i settori della sharing economy. Le persone potranno accedere direttamente e avere le transazioni garantite dalla blockchain stessa. Un primo esempio sono le assicurazioni per il tempo atmosferico o per i ritardi di voli entrambi già completamente automatizzabili senza la necessità di avere una società che incassi e redistribuisca i premi. Questi sistemi oggi funzionano usando gli smartcontract, contratti che si eseguono in automatico senza l’intervento umano.

Oggi si pensa alla blockchain quasi esclusivamente per le criptovalute. E visto che il tempo medio di possesso di un token é di 17 secondi é ovvio si stia parlando di speculazione pura. Non a caso ogni giorno si transano criptovalute per 12 miliardi di dollari in controvalore.

Anche nel 2000 l’attenzione era sul valore di borsa delle newco valutate spesso per il numero di persone che ne parlavano, dopo la bolla ci si è concentrati sul valore economico del business portato dalla Rete e oggi le prime aziende per capitalizzazione di borsa sono proprio quelle sopravvissute alla bolla del 2000 perchè concentrate sul business.

L’entusiasmo per le criptovalute sarà presto superato da quello per la potenzialità della blockchain di impatto sul mondo reale.

Non é necessario aspettare di vedere i nuovi browser e applicazioni delle blockchain per apprezzare l’impatto dirompente che avranno. É necessario iniziare a inventarli e costruirle.

 

La delibera del MoVimento 5 Stelle che taglia i vitalizi è un atto di giustizia: parola di Mario Giordano

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La delibera del MoVimento 5 Stelle che taglia i vitalizi è un atto di giustizia: parola di Mario Giordano

La delibera del MoVimento 5 Stelle che taglia i vitalizi è un atto di giustizia: parola di Mario Giordano

 



di Mario Giordano, giornalista

Negli ultimi 20-25 anni le pensioni degli italiani sono state massacrate in varie forme: dalla riforma Amato alla riforma Fornero, in tutti i modi. Invece, si è tenuto il privilegio dei vitalizi e si è detto che quello è un diritto acquisito.

Ma quello non è un diritto acquisito di chi ha lavorato 41 anni, quello non è un diritto acquisito, ma è il diritto – di chi ha fatto una settimana, UNA SETTIMANA in Parlamento – di continuare a prendere 2.000 euro al mese non avendo versato contributi per tutto quello che richiede.

Voi capite che questa è una ferita nel corpo stesso della democrazia e che ha un valore economico rilevante. Solo i vitalizi dei parlamentari valgono oltre 200 milioni di euro ed è una cifra che anno dopo anno cresce, poi bisogna aggiungere i vitalizi dei consiglieri regionali, quindi non è come qualcuno dice “insignificante”. Tutto ciò ha un valore economico rilevante, ma ha anche un valore simbolico molto più grande, perché se si vuole ristabilire un rapporto fra i cittadini e le istituzioni, fra i cittadini e i loro rappresentanti, non si può non partire dall’eliminazione di questo privilegio che simboleggia una classe politica che ha pensato a difendere i propri privilegi anziché i cittadini.

Come faccio io a fidarmi delle persone che vengono elette se queste, una volta elette, non pensano a difendere le pensioni dei cittadini, ma pensano a difendere i loro privilegi?
Ecco perché diventa fondamentale partire da qua!

2.600 sono tutti gli ex parlamentari, più tutti i consiglieri regionali, che adesso chiaramente stanno facendo la battaglia. È giusto, ovviamente. È legittimo che ognuno faccia la sua battaglia per l’amor del cielo, ognuno ha le sue idee, ma quello che trovo indegno e inaccettabile in queste ore, su tutti coloro che mettono in mezzo la difesa dei pensionati, coloro che dicono non si possono toccare i vitalizi perché altrimenti si vanno a toccare poi i pensionati.

C’è un fine: toccare i vitalizi per arrivare ai pensionati. Ah ciccibelli i pensionati son 20 anni che li massacrate in ogni modo!
L’unica cosa che non si è mai toccata sono i vitalizi. Adesso che per la prima volta si va ad intervenire sullo stock di vitalizi passati, perché qualcosa coi vitalizi del futuro è stato fatto: i parlamentari attuali non hanno quei privilegi anche se anche lì qualcosa bisognerebbe fare.

Adesso finalmente si interviene sullo stock massiccio dei vitalizi, stock che non è un problema del passato è un problema del presente, perché quei soldi che alla fine del mese vanno, e sempre aumentando, a pagare i vitalizi non vanno per i disabili, non vanno per le persone che hanno bisogno, non vanno per i poveri.
Ecco che per la prima volta si interviene su quelle somme e si dice: “No, ci sono degli altri italiani che hanno più diritto di queste persone” e la cultura è: “Non si possono toccare, perché noi vogliamo difendere i pensionati!”.

Non prendeteci per i fondelli! Non cercate di difendere un privilegio mettendo in mezzo le persone che hanno bisogno. Questi provvedimenti servono ad aiutarli. Blocco dei vitalizi e il taglio dei vitalizi, servono ad aiutare le persone che hanno bisogno, soprattutto se sono estese anche alle regioni!
Faccio un esempio: la Sicilia spende 18 milioni di euro al mese per i vitalizi, con una cifra che va sempre crescendo. Ecco se la Regione Sicilia tagliasse un po’ di quei vitalizi, forse avrebbe i soldi per aiutare i disabili no?
La delibera del MoVimento 5 Stelle va esattamente nella direzione che ci siam detti fino adesso, cioè ricalcola quelli che sono i vitalizi del passato in base ai contributi versati. Quindi è un atto di giustizia!
Io non sono un tecnico, non sono un giurista e non sono nulla. Sono un giornalista che si è occupato di questa materia e che ha la sensibilità della gente che su questa materia è molto sensibile.

Perché vedete, quando si dice che non ci sono i soldi per i disabili, non ci sono i soldi per i poveri e poi ci sono vitalizi da pagare a un ex parlamentare come Giuseppe Gambale, tanto per fare un nome, che ha 54 anni e prende il vitalizio da quando ne aveva 42. Oltre 8.000€ al mese, OLTRE 8.000€ al mese! E si dice: “Quello è un diritto acquisito” e poi non ci sono i soldi per i disabili. Voi capite che è una cosa inaccettabile. Una cosa che ha un valore economico: 40 milioni. E stiamo parlando solo di Montecitorio, poi ci sarebbe il Senato.
Senato sveglia!! Intervenire al Senato! Poi ci sono le regioni di cui abbiamo parlato. Le regioni che continuano a crescere: la Sicilia, la Puglia e tutte le regioni.
Quindi stiamo parlando anche di cifre economiche rilevanti, non irrilevanti!

Ma accanto a queste cifre, come dicevo prima, c’è un valore simbolico fondamentale. Se si vuole ristabilire un rapporto di fiducia fra cittadini e la politica, non si può non partire da delibere come questa. Da un cambiamento così sui vitalizi, che è un momento, e lo ripeto, per ristabilire la fiducia dei cittadini sul fatto che ci sia, fra le persone elette, qualcuno che non pensa a difendere il proprio privilegio, ma pensa a difendere gli interessi dei cittadini.
I soldi che vadano per i diritti dei cittadini non per i privilegi degli eletti.

 

Zone terremotate priorità per il Governo

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Zone terremotate priorità per il Governo

Zone terremotate priorità per il Governo

di Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato e relatore del “decreto terremoto”

L’Aula del Senato ha approvato il decreto terremoto. Un forte segnale per tutta l’area appenninica colpita dalla drammatica serie di eventi sismici del 2016. Nonostante siano passati quasi due anni, infatti, i cittadini delle zone interessate di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio sono costretti ancora ad affrontare infinite difficoltà. Per questo motivo, nel lavoro fatto in commissione speciale, siamo stati guidati da un’unica stella polare: dare più risposte possibili a chi da troppo tempo le chiede.

Il decreto raggiunge un grande obbiettivo: allineare la lunga sequela di scadenze, proroghe e sgravi alla giornata del 31 dicembre, al fine di fornire un quadro più chiaro e rassicurante. Alla stessa data è stato prorogato quindi lo stato d’emergenza, con 300 milioni di euro di stanziamento. Arriverà a fine anno anche la cosiddetta “busta paga pesante”, la sospensione del versamento dei contributi per i datori di lavoro, lo stop per canone Rai e bollette varie.

Sono tante però le migliorie fatte al Senato: contributi per la ricostruzione anche per l’adeguamento antincendio e l’abbattimento delle barriere architettoniche; una sanatoria provvisoria per le casette auto- costruite; la norma cosiddetta “salva-Peppina”; possibilità per i comuni di attrezzare aree ad hoc per i possessori di seconde case danneggiate dove poter ospitare camper o roulotte; nuove linee guida sulla ricostruzione; opportunità di depositare agli uffici di competenza la documentazione necessaria per effettuare immediatamente gli interventi per danni lievi.
Non solo. In sede di commissione speciale, con grande senso di responsabilità, siamo stati pronti a votare emendamenti, ritenuti di buon senso, seppur provenienti da altre forze politiche. Mi riferisco, per esempio, a quello relativo allo stabilimento Whirlpool di Comunanza (AP), per il quale è stata prolungata la cassa integrazione per i primi sei mesi del 2019.

Infine, come Movimento 5 Stelle, siamo riusciti in queste settimane di lavoro adaccendere i riflettori sulla situazione di Ischia con l’approvazione di tre odg che impegnano il governo a varare misure precise nei prossimi mesi, mettendo così fine a dieci mesi di silenzi del governo a guida Pd.
Lo stesso Partito Democratico che ora ci attacca su emendamenti respinti, perché rivelatisi senza coperture, come evidenziato in aula dal viceministro dell’Economia Laura Castelli.

Inoltre, solo nell’ultimo mese, si sono recati nelle aree terremotate il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Segnale lampante di come le zone terremotate siano una priorità per il governo.

 
 

Il superamento dei vitalizi per ritrovare fiducia nelle istituzioni. E i ricorsi non ci fermeranno

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Il superamento dei vitalizi per ritrovare fiducia nelle istituzioni. E i ricorsi non ci fermeranno

Il superamento dei vitalizi per ritrovare fiducia nelle istituzioni. E i ricorsi non ci fermeranno

di Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati

Ho presentato la delibera per il superamento dei vitalizi, una delibera su cui ho lavorato in maniera meticolosa per diverse settimane e a cui credo, perché è un tassello ulteriore per il superamento di privilegi che fanno parte di una stagione politica ormai passata. Sento parlare in queste ore di possibili ricorsi. Ribadisco, come detto già durante l’Ufficio di presidenza, che non mi avvarrò dell’immunità parlamentare di fronte all’eventuale presentazione di questi ricorsi. Questo perché ritengo anche che sia necessario partire da sé stessi, dal proprio agire e dal proprio esempio, prima di chiedere qualcosa agli altri.

Anche per questo tra i primi atti come presidente della Camera ho totalmente rinunciato all’indennità aggiuntiva a cui avrei avuto diritto, pari a 280 mila euro per l’intera legislatura. Allo stesso modo da presidente della commissione di Vigilanza Rai ho rinunciato a circa 130 mila euro. Tutto questo dimezzandomi lo stipendio da deputato, nella scorsa legislatura e in quella attuale. Sono fatti concreti, che dimostrano la coerenza di un percorso. Il cambiamento culturale e la fiducia tra cittadini e istituzioni passano anche da queste scelte.

 

Un nuovo Regolamento contro i privilegi della Politica #Tirendiconto

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Un nuovo Regolamento contro i privilegi della Politica #Tirendiconto

Un nuovo Regolamento contro i privilegi della Politica #Tirendiconto

di MoVimento 5 Stelle

Nella scorsa legislatura i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno restituito oltre 23 milioni di euro finanziando il Fondo per il Microcredito alle imprese e contribuendo a creare più di 16.000 posti di lavoro. Nella nuova legislatura vogliamo fare ancora meglio, ed è per questo che il Comitato di Garanzia del MoVimento ha approvato un nuovo Regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei consigli regionali.

Sarà la stella polare che tutti i nostri eletti dovranno seguire, ma non ci basta. Vogliamo che il nostro esempio virtuoso diventi presto obbligo di legge, estendendo la nuova disciplina economica a tutti gli eletti di tutti i partiti ed eliminando finalmente gli odiosi privilegi della politica. Con il M5S al Governo possiamo realizzare ciò che abbiamo sempre sognato.

L’obiettivo è lo stesso di sempre, cioè garantire il corretto utilizzo dei soldi pubblicinel rispetto dei contribuenti, ma il nuovo Regolamento ci aiuterà a raggiungerlo con ancora maggiore efficienza.

I punti chiave del Regolamento, che trovate a questo link, sono pochi e semplici: il taglio delle indennità e dell’assegno di fine mandato, il rinnovato impegno a superare ilprivilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e, infine, la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, deirimborsi e delle spese sostenute per l’organizzazione di eventi M5S e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni.

Nello specifico, i parlamentari dovranno restituire almeno 2.000 euro al mese e potranno trattenere un importo forfettario di 3.000 euro mensili, che diventano 2.000 per chi risiede in Provincia di Roma. Per cosa? Per far fronte alle spese di soggiorno, vitto, trasporti e telefoniche.

I risparmi così ottenuti ci consentiranno di finanziare diverse iniziative di natura sia politica che economica. Anche nella XVIII legislatura il MoVimento 5 Stelle dimostrerà che *una politica a costo zero è possibile e desiderabile*.

 
 

La trasparenza prima di tutto

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La trasparenza prima di tutto

La trasparenza prima di tutto

 

 

di Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente

Uno dei primi atti che ho inteso fare come ministro dell’ambiente, è quello la di revocare la commissione di valutazione di impatto ambientale che si chiama tecnicamente VIA. Perché è stata oggetto di osservazione dalla Corte dei Conti. Cioè l’autorità giudiziaria contabile, secondo i profili di legittimità, in buona sostanza aveva detto che le nomine non erano state articolate secondo la legge Pertanto l’ho revocata, da servitore dello Stato, ponendomi affianco a quanto l’autorità giudiziaria di leggittimità aveva sostenuto di fronte al ministero.

L’ho revocata in autotutela, vuol dire che praticamente ho ritirato l’atto e adesso provvederò con un avviso pubblico trasparente secondo i principi della piena e trasparente e solare legalità a ricostituirla.

Considerate che questa è una commissione importante, perché dentro seggono tantissimi professionisti che si pronunciano sulle opere che riguardano la nostra vita di tutti i giorni: pensate ad esempio ad una strada, pensate ad un opera pubblica di grosso rilievo, pensate all’apertura ad esempio di un’azienda particolare, particolarmente impattante per il nostro territorio, o che altro potete immaginare. Quindi con una ripercussione significativa sulla vita del cittadino. Allora proprio per questo motivo, va gestita nella massima trasparenza, nella massima solarità e nella linearità che è propria di questo ministero, della mia storia personale e di questo governo

 

5 buone ragioni per vietare la pubblicità sull’azzardo

Il Blog delle Stelle

 
5 buone ragioni per vietare la pubblicità sull'azzardo

5 buone ragioni per vietare la pubblicità sull’azzardo

di MoVimento 5 Stelle

Luigi Di Maio lo ha detto a chiare lettere: “Questo è un sistema che va cambiato, nel primo decreto di questo governo aboliamo la pubblicità sul gioco d’azzardo”. È una battaglia che il Movimento 5 Stelle combatte insieme alle associazioni da anni e gli ultimi dati Caritas sulla dipendenza degli adolescenti bastano a spiegarne i motivi. Inauguriamo la legislatura ponendo un freno a un fenomeno dilagante eppure fin qui ignorato: uno stop a pubblicità, sponsorizzazioni, liberalizzazioni selvagge, conflitti d’interesse che il Movimento 5 Stelle denuncia da 5 anni in Parlamento e che hanno reso l’Italia una Las Vegas diffusa, dove il settore è il più fiorente in Europa e tra i primi quattro al mondo.

Ecco, in sintesi, perché è importante abolire la pubblicità e vietare ogni forma di sponsorizzazione.

1. L’azzardo distrugge famiglie ed economia sana
Da circa 15 anni l’offerta di azzardo è in ascesa e ed erode sempre più il reddito delle famiglie, con danni pesanti anche per l’economia sana e produttiva. Il professor Maurizio Fiasco, presidente di Alea, associazione che studia il fenomeno ed esperto della Consulta Anti-Usura della CEI, ha calcolato che l’azzardo allunga i tempi della crisi economica. Uno studio del 2013 (e in questi ultimi 5 anni i dati sono vertiginosamente peggiorati) dimostra che con l’espandersi dell’azzardo si sono persi 115.000 posti di lavoro (90.000 nel commercio e 25.000 nell’indotto industriale), dirottando 20 miliardi di euro dall’economia reale e bruciando 70 milioni di ore di lavoro. In pratica, ogni euro buttato nel “tentar la sorte” è un euro in meno al commercio e all’indotto industriale, con un mancato incasso in Iva sui consumi che si aggira intorno ai 3,5-4 miliardi.

2. L’illusione del tentar la sorte
Una società sana punta su merito, cultura e impegno. L’azzardo invece genera l’ingannevole illusione del “tentar la sorte”. Una illusione, come spiegano le ricerche, che colpisce soprattutto chi è in difficoltà economica. Come spiega il professor Fiasco “la stragrande maggioranza dei premi corrisposti ai giocatori è di minima entità per rinforzare la propensione a puntare ancora”. Chi azzarda ha così la percezione della vittoria possibile e a portata di mano ed è spinto a riprovare. “Le frequenti mini-vincite trasmettono l’illusione di essere vicini al risultato, e la compulsività diviene la norma. Un meccanismo siffatto è l’architettura del gioco d’azzardo industriale di oggi. Niente è affidato al caso, nell’economia dell’alea”.

3. La tutela della salute prima di tutto: quasi un milione di ‘azzardopatici’
Come si è vietata la pubblicità sul tabacco, lo stesso va fatto con l’azzardo. Si stima che in Italia ci siano quasi 1 milioni di persone affette da gioco d’azzardo patologico. A questi si aggiungono i “giocatori a rischio”, che ammontano a 1,7 milioni, mentre in trattamento presso i centri specializzati per le dipendenze ci sono 12mila persone. Oltre alle ricadute economiche legate al denaro perduto e spesso all’impoverimento della famiglia, l’azzardo comporta disagi psicologici e un drastico peggioramento delle relazioni personali, lavorative e familiari. A questo si aggiunge un problema di sicurezza: in molti casi si registra il coinvolgimento in attività criminali, come il ricorso a furti o a usurai per procurarsi il denaro. L’azzardopatia è stata recentemente inserita tra i Lea, Livelli essenziali di assistenza: ciò implica nuovi costi a carico della collettività per curare una patologia legata a un business incentivato dallo Stato.

4. I costi sociali
I costi sociali e i danni all’economia reale sono superiori alle entrate fiscali. Nel 2017 il volume dell’azzardo è salito a 102 miliardi di euro contro i 96 del 2016 e gli 88,2 del 2015. Ma allo Stato arrivano solo le briciole: nel 2017 solo 9 miliardi, sull’online un ottantesimodi quanto azzardato. Utilizzando i parametri di uno studio dell’Università di Neuchatel, si calcola che in Italia i costi sociali ed economici in Italia si aggirerebbero ogni anno intorno ai 5,5-6 miliardi di euro, ai quali vanno sommati i flussi di denaro sottratti all’economia reale e produttiva e la mancata Iva sui consumi.

5. L’azzardo legale grande affare per le mafie
A livello globale le mafie fatturano con l’azzardo 470 miliardi di euro. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ha sottolineato di recente come anche in Italia, assieme al traffico di droga, sia diventato “l’affare più lucroso col quale rimpinguare le casse delle cosche”. Stando a uno studio del Cnca, sono circa 60 i clan che da Nord a Sud fanno affari con l’azzardo legale e illegale. Da tempo ormai, laDirezione nazionale antimafia ha evidenziato come la liberalizzazione selvaggia voluta dai governi precedenti non si sia rivelata uno strumento di emersione del “nero” ma piuttosto un’occasione per le mafie di espandere il loro giro d’affari e riciclare denaro. Inchieste giornalistiche e operazioni delle forze dell’ordine hanno dimostrato, negli anni, quanto il crimine organizzato punti sia sull’apertura di sale slot-vlt sia sul business dell’azzardo on line, spesso affidandosi a siti internet con sede in Paesi esteri e paradisi fiscali per eludere il fisco e rendere più complicato il lavoro degli inquirenti.

 

Il Veleno della Mafia e la Legge Europea del Silenzio

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Il Veleno della Mafia e la Legge Europea del Silenzio

Il Veleno della Mafia e la Legge Europea del Silenzio

di Giuseppe d’Ippolito, portavoce alla Camera del Movimento 5stelle

Grazie al Movimento 5stelle al governo, finalmente è partito l’iter per la bonifica della discarica abusiva di Bagni, a Lamezia Terme (Catanzaro), piena di rifiuti, arsenico, metalli pesanti, inerti e idrocarburi e causa di terribile incidenza, nella zona, di malformazioni neonatali, tumori e patologie respiratorie. Nel luglio 2015 il Meet Up lametino del Movimento 5stelle ne denunciò l’esistenza e i pericoli per l’ambiente e la salute, investendo la Procura locale e mantenendo sempre alta l’attenzione sul caso.

La Calabria è terra di ecomafie e veleni nascosti. Basti ricordare le indagini della recente inchiesta “Stige”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, in cui si ipotizza lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dall’Ilva di Taranto. Si aggiunga, poi, il capitolo sul possibile inquinamento da fusti radioattivi che, secondo quanto emerso da verbali desecretati del Side, interesserebbe i comuni vibonesi di Serra San Bruno, Mongiana e Fabrizia, corroborato da un rapporto del maggio 2016 dell’Istituto superiore di Sanità. Ci sarebbe anche da rivedere la storia mai conclusa delle «navi a perdere», con il concorso della ‘ndrangheta e l’acquisizione di documenti, non solo da parte dell’eroico capitano Natale De Grazia, sullo smaltimento in mare di scorie mortali.

Lunga e forte, fatta di condivisione delle informazioni e di un approfondimento sul campo tipico del Movimento 5stelle, la battaglia del Meet Up di Lamezia Terme a proposito della discarica di Bagni è raccontata nel documentario “Das Gift der Mafia und das europäische Gesetz des Schweingens” (“Il Veleno della Mafia e la Legge Europea del Silenzio”), scritto e diretto da Christian Gramstadt con la collaborazione di Sandro Mattioli; produzione di Arte France e ARD/Radio Bremen. Il filmato, che, in collaborazione con il Comitato per il Bene comune di Sant’Eufemia (Cz), a Lamezia Terme proietteremo in italiano il prossimo 30 giugno alle ore 17 nella sala convegni di Unioncamere, ricostruisce la situazione di rischio della Calabria e la coraggiosa lotta degli attivisti a difesa del proprio territorio. Una lotta che, proprio con il Movimento 5stelle al governo, ha portato all’avvio della necessaria bonifica della discarica. Una lotta caratterizzata da un’intensa opera di informazione e divulgazione: dal basso e con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini in un contesto segnato da forti appetiti criminali, come dimostra l’ultimo scioglimento, il terzo, del Comune di Lamezia Terme per infiltrazioni mafiose.

 

Cari ex parlamentari, potete pure piangere: noi i vitalizi ve li togliamo

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di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Oggi ho letto un articolo divertentissimo sul Corriere della Sera (lo trovate qui). Raccoglie le lamentele di alcuni ex parlamentari a cui toglieremo i vitalizi tra pochi giorni. Uno piange miseria perché da 4.700 euro al mese grazie alla nostra delibera prenderà 2.500 e parla di atto illiberale.

Ma dico io: ma se hai versato contributo per avere una pensione di 2.500 euro perché te ne davo dare il doppio? Questa è giustizia, altro che illiberalità. Un altro dice che da 2.000 passerà a 400 ed è una rapina. Quindi parliamo di un ex parlamentare che ha versato contributi solo per avere una pensione minima. Capite questa gente?Quando erano in parlamento non hanno mosso un dito per alzare le pensioni minime perché tanto loro avevano il vitalizio che valeva 5 volte tanto. Adesso lo Stato se ne frega di difendere chi ha i privilegi e pensa a proteggere i più deboli. Potete piangere e strepitare quanto volete, tanto non si torna indietro.

NOI I VITALIZI VE LI TOGLIAMO. Mettetevi l’anima in pace.

 

Bianca Laura Granato CALABRIA, AIUTIAMO I DEBOLI

CALABRIA, AIUTIAMO I DEBOLI

Assistenza e politiche sociali, Calabria all’anno zero. Ieri sono intervenuta nell’Aula del Senato, riassumendo i problemi del III settore nella mia regione, in cui la riforma non è stata attuata a modo, intanto per incapacità e insensibilità del governatore Gerardo Mario Oliverio. Lì le strutture non possono lavorare e i loro dipendenti non ricevono lo stipendio da 10 mesi, pertanto ho chiesto alla Regione risposte immediate. Ho parlato anche di un caso simbolico che sto seguendo da settimane: per il giovane catanzarese Saverio Corasoniti, affetto da autismo e proveniente da una famiglia con serie difficoltà, non c’è posto in centri che lo seguano. Il diritto alla salute e all’assistenza è prioritario. Mi batterò con tutte le forze perché venga tutelato NELLA MIA TERRA, che soffre per la ‘ndrangheta infiltrata e per un sistema locale di clientele che stiamo combattendo sul piano politico e culturale.

 
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