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CALABRIA; ‘NDRANGHETA: 170 ARRESTI IN UN TERRITORIO DEPRESSO DAL SISTEMA

CALABRIA; ‘NDRANGHETA: 170 ARRESTI IN UN TERRITORIO DEPRESSO DAL SISTEMA

170 arresti per affari di ‘ndrangheta tra la Sila e la ionica crotonese, su richiesta della Dda di Catanzaro. La notizia è già finita sui media nazionali e non solo. La ricostruzione degli inquirenti conferma che quel territorio è fortemente inquinato, come contribuii a sostenere più di 10 anni fa da attivista antimafia. Ne ho le prove. Stavolta sono finiti in manette una decina amministratori locali tra sindaci, vicesindaci, assessori e presidenti o ex dei consigli comunali di Cirò Marina, Strongoli, Mandatoriccio, Casabona e San Giovanni in Fiore. In manette anche il presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, eletto un anno fa con il 62,2% dei voti.

Ora voglio vedere chi nega, chi ha il coraggio di alzarsi e parlare di voto libero alle comunali in Calabria, chi ha la faccia di dire che il Movimento 5stelle non ha una storia di impegno e monito e non ha presa sui territori.

Questa vicenda riporta nell’agenda politica, che richiede una coscienza presente, la necessità di una seria riflessione sulle infiltrazioni in ambito pubblico, sulla gestione di finanziamenti e pratiche, anche nei settori dell’agricoltura e della forestazione, che avvantaggia la criminalità organizzata e impedisce lo sviluppo di aree depresse della Calabria, depredate da una politica che ha ormai sposato la ‘ndrangheta senza pudore e riserve.

A voi cittadini: mettete in relazione questi fatti, incontrovertibili, con l’emigrazione spaventosa dei più giovani e di intere famiglie. Si tratta di un intero sistema, che possiamo fermare col voto dell’onestà, di un un sistema sta spopolando la Calabria per continuare a rubare alle nostre spalle, lasciando povertà, degrado e solitudini.

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