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Basta morire di inquinamento: il caso del “triangolo della morte” in Sicilia

Basta morire di inquinamento: il caso del “triangolo della morte” in Sicilia

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di Piernicola Pedicini
, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa.

“L’inquinamento non uccide solo nel Nord Italia. Una delle situazioni più drammatiche e inaccettabili si registra in Sicilia, dove nell’ormai tristemente famoso “triangolo della morte” tra Priolo, Melilli e Augusta, il tasso di mortalità per tumore provocato dai fumi di 18 stabilimenti industriali, tra centrali elettriche e impianti di raffinazione, è superiore al 30%. Purtroppo ad essere colpiti sono anche molti bambini che nascono con malformazioni.


Fra le cause, secondo i dati dell’EEA riferiti alla situazione in 28 Statii dell’Unione europea, ci sono le polveri sottili, come la PM 2,5 (con un diametro inferiore a 2,5 micrometri), ma anche il diossido di azoto – sempre più mortale – oltre all’ozono.


Ad incidere fortemente sulla qualità dell’aria sono anche le emissioni mortali degli inceneritori. La pratica di bruciare i rifiuti è una pratica che va nella direzione opposta all’economia circolare, dove invece le risorse devono essere recuperate e riutilizzate.

A parole, tutti i partiti sono bravi a decantare l’economia circolare ma quando si richiedono misure specifiche, non vengono votate! Qualche mese fa, infatti, al Parlamento europeo, abbiamo votato per la revisione della legislazione europea sui rifiuti. Si tratta di un pacchetto legislativo importante per tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e per avviare la transizione verso l’economia circolare.


Vogliamo raccontarvi cosa è successo: noi del gruppo Efdd-MoVimento 5 Stelle avevamo proposto diversi emendamenti e due in particolare hanno avuto dei risultati clamorosi. Ecco cosa prevedevano:

La progressiva eliminazione della pratica dell’incenerimento dei rifiuti.

- L’eliminazione dei sussidi dannosi all’ambiente, inclusi quelli agli inceneritori.


PD, Forza Italia e Lega hanno votato contro a entrambi. Voglio ricordare a questi partiti che oltre l’85% del particolato emesso dagli inceneritori di ultima generazione appartiene alla frazione PM2.5 e, secondo il rapporto 2017 sulla qualità dell’aria dell’Agenzia europea dell’ambiente, i microparticolati PM 2.5 sono al primo posto fra gli inquinanti più tossici e sono anche loro causa delle 500.000 vittime premature che ogni anno avvengono in Europa, di cui circa 80.000 in Italia. Basta morire di inquinamento”.

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