Crea sito

Quanto la nostra salute è legata all’inquinamento plastico degli oceani?

Quanto la nostra salute è legata all’inquinamento plastico degli oceani?   Ogni anno si tengono centinaia di conferenze, meeting, incontri e dibattiti di ogni tipo sugli oceani e sulla salute umana. Tutte More »

Canapa: da prodotto tradizionale a tessuto del futuro

Canapa: da prodotto tradizionale a tessuto del futuro di Matteo Gracis – La Canapa è la più antica fibra tessile utilizzata dall’uomo. I primi frammenti fossili di corde e nodi risalgono a More »

Economia circolare

Economia circolare   di Beppe Grillo – La scorsa settimana ho fatto visita all’impianto della Mater-Biotech, di Bottrighe Adria, azienda prima al mondo per la produzione industriale di bio-butandiolo da materie prime More »

Ecco come l’austerity viola i diritti umani: il rapporto shock che imbarazza Bruxelles

  Ecco come l’austerity viola i diritti umani: il rapporto shock che imbarazza Bruxelles di MoVimento 5 Stelle   di MoVimento 5 Stelle L’austerity viola i diritti umani. Lo afferma una relazione More »

Reddito di Cittadinanza: aiutiamo i nostri ragazzi a costruirsi un futuro

  Reddito di Cittadinanza: aiutiamo i nostri ragazzi a costruirsi un futuro di MoVimento 5 Stelle     di MoVimento 5 Stelle Save The Children ci dice che 1,2 milioni di bambini More »

Per la Libia con la Libia: un grande successo dei popoli

  Per la Libia con la Libia: un grande successo dei popoli di MoVimento 5 Stelle     di Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Il 12 e 13 More »

Nicola Morra presidente della Commissione Antimafia

  Nicola Morra presidente della Commissione Antimafia di MoVimento 5 Stelle   di Nicola Morra Quella contro le mafie deve essere una battaglia condotta da tutti. Troppe volte è accaduto che minacce, More »

Trasformiamo le nostre città da deserti di asfalto e di cemento in foreste urbane

  Trasformiamo le nostre città da deserti di asfalto e di cemento in foreste urbane di MoVimento 5 Stelle ore 14:10 Il commento   di Davide Casaleggio L’epoca che viviamo sta conoscendo More »

Il MoVimento 5 Stelle pagherà il viaggio a Boston ai tre giovani geni dei robot

  Il MoVimento 5 Stelle pagherà il viaggio a Boston ai tre giovani geni dei robot di MoVimento 5 Stelle ore 08:22 Il commento   di Luigi Di Maio Oggi ho letto More »

La Blockchain spiegata a mia nonna

La Blockchain spiegata a mia nonna   More »

Daily Archives: ottobre 6, 2018

MoVimento 5 Stelle Camera Ecco come funziona, nel dettaglio, il #RedditoDiCittadinanza

MoVimento 5 Stelle Camera Ecco come funziona, nel dettaglio, il #RedditoDiCittadinanza

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

IL REDDITO DI CITTADINANZA SPIEGATO BENE

È una misura per sostenere i consumi, rilanciare l’economia e combattere la povertà. Togliamo dal divano i giovani disoccupati e permettiamo a padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro di sfamare i propri figli. Diamo un reddito solo a chi farà formazione continua e si metterà al servizio del proprio Comune e della propria comunità per 8 ore a settimana. Attraverso la riforma dei centri per l’impiego offriamo tre proposte di lavoro. Questo deve essere molto chiaro: se rifiuti le proposte di lavoro o non ti formi, perdi il reddito. Se fai il furbo, finisci in galera.

MoVimento 5 Stelle OGGI, COME SEMPRE, SEMPLICEMENTE IMBARAZZANTE

MoVimento 5 Stelle OGGI, COME SEMPRE, SEMPLICEMENTE IMBARAZZANTE

OGGI, COME SEMPRE, SEMPLICEMENTE IMBARAZZANTE

Questo individuo non si smentisce mai, prima prova a copiarci il Reddito di Cittadinanza e, ora che finalmente grazie al MoVimento 5 Stelle diventerà realtà, cambia improvvisamente idea e annuncia l’imminente ESPLOSIONE del bilancio dello Stato.
Adesso è ancora più chiaro che la sua non era altro che l’ennesima presa in giro elettorale.
Solo a noi Berlusconi sembra sempre più imbarazzante?

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, testo 
 
 

 

MoVimento 5 Stelle PENSIONI DI CITTADINANZA

MoVimento 5 Stelle PENSIONI DI CITTADINANZA

Tutte le pensioni minime saranno aumentate fino a 780 euro e i nostri pensionati avranno la possibilità di arrivare a fine mese e vivere dignitosamente.
È impensabile che in un Paese civile migliaia di persone ricevano pensioni che sono al di sotto della soglia di povertà.

Altro…

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, testo
 

 

Luigi Di Maio i racconto tutti i dettagli della Manovra del Popolo che abbiamo portato a casa per tutti gli italiani!

Luigi Di Maio i racconto tutti i dettagli della Manovra del Popolo che abbiamo portato a casa per tutti gli italiani!

 

 

Luigi Di Maio Oggi il presidente della Repubblica ha firmato la nomina del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Luigi Di Maio Oggi il presidente della Repubblica ha firmato la nomina del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Oggi il presidente della Repubblica ha firmato la nomina del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il Generale dei carabinieri, Leonardo Alestra che inizia oggi ufficialmente il suo mandato.

Il generale Alestra è stato comandante provinciale dei carabinieri in Calabria e capo di tutte le specialità dei carabinieri tra cui quella del nucleo tutela del lavoro. Ho fortemente voluto che ci fosse nell’Ispettorato un radicale cambio di passo per contrastare il lavoro nero, il lavoro sottopagato e il caporalato. E’ la prima volta nella storia che l’Ispettorato del Lavoro è guidato da un carabiniere.

La tutela del lavoro è una priorità assoluta. Nella aziende si deve rispettare il lavoro e contrasteremo con tutte le nostre forze chi sfrutta i lavoratori. Per l’Ispettorato del Lavoro in legge di Bilancio abbiamo previsto un forte rafforzamento per il personale. Saranno banditi dei concorsi pubblici per reclutare nuovi Ispettori. Faremo in modo di far funzionare una macchina che negli ultimi anni è andata avanti a singhiozzo.

La legalità la pratichiamo con atti concreti, dimostriamo con i fatti il nostro attaccamento alla Costituzione ed alla Repubblica italiana.

L'immagine può contenere: una o più persone 
 
 

Costruire con la canapa: la nuova frontiera della bio-edilizia

Costruire con la canapa: la nuova frontiera della bio-edilizia

di Matteo Gracis – Ristrutturare le fondamenta di Venezia con la canapa? Costruire abitazioni a prova di terremoto in zone sensibili o nuovi edifici futuristici ma a impatto zero con materiali naturali? Si può fare!

E’ oggi possibile infatti sviluppare una nuova edilizia, più in sintonia con l’uomo e attenta all’ambiente.
La bio-edilizia in Italia può essere una chiave per risollevare un settore importante per il nostro Paese in un momento di difficoltà, venendo incontro alle necessità di sviluppo sostenibile. Dall’unione di canapulo, (una parte legnosa dello stelo di canapa considerata come materia di scarto) acqua e calce, nasce infatti un materiale naturale. Questo può essere impiegato nella costruzione di muratura alla stregua del cemento, come riempimento in una struttura di legno o tufo, ad esempio, e può inoltre essere utilizzato in forma di mattoni e come intonaco isolante.
E’ un materiale che nella modernità ha iniziato a diffondersi nell’industria edile intorno ai primi anni ’90, ma che viene utilizzato da centinaia di anni: nel sud della Francia, gli archeologi hanno infatti ritrovato un ponte costruito con un conglomerato di calce e canapa durante il periodo Merovingio, tra il 500 ed il 751 d.C.
Il bio-composto in calce canapa si presta ad una vasta gamma di applicazioni, incluse quelle domestiche, commerciali ed industriali: da riempitivo per muri ad isolante per tetti, passando per intonaco isolante per muri esterni ed interni, fino ad arrivare all’uso come soletta e massetto isolanti per pavimenti.

Ancora più importanti sono le proprietà di questo materiale. Innanzitutto la sua capacità di isolamento: il bio-composto elimina infatti ogni forma di ponte termico isolando completamente la struttura. Inoltre le costruzioni in canapa e calce hanno dimostrato di essere a tenuta d’aria, evitando così ogni perdita di calore dall’interno. Inoltre, grazie alla capacità del canapulo di assorbire elevate quantità di vapore acqueo, i muri ed i pavimenti di un edificio in canapa e calce possono “respirare” assorbendo l’umidità e successivamente rilasciandola attraverso l’evaporazione. Questa caratteristica evita lo sviluppo di umidità ed il relativo deterioramento all’interno del materiale.

L’effetto complessivo è un ambiente più salubre e naturale, che necessita di un minore utilizzo di riscaldamento in inverno e di raffreddamento in estate, abbattendo in questo modo le bollette energetiche. Ha inoltre ottime capacità per quanto riguarda l’isolamento acustico, di resistenza agli incendi senza l’aggiunta di sostanze tossiche ritardanti di fiamma e di protezione dalle infestazioni.

Altra importante caratteristica è la capacità della canapa di sequestrare CO2 dall’atmosfera. Parlando di bio-edilizia si potrebbe ricordare come l’edilizia tradizionale incida per circa il 30/40% sulle emissioni totali di CO2 e come invece tutta la filiera di produzione di calce e canapa sia carbon negative, cioè tolga più CO2 dall’ambiente di quanta ne verrebbe immessa lavorandola. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa sequestrare 325 kg di CO2. L’università di Bath ha calcolato che al netto delle emissioni di trasporto e lavorazione, un metro quadro di muratura in canapa e calce ha sequestrato 35 chilogrammi di CO2.
Infine va ricordato che si tratta di materiali bio-degradabili che, alla fine del loro utilizzo, possono essere riutilizzati semplicemente re-impastandoli per ricreare la giusta miscela.

In Italia il primo esempio di casa costruita in canapa e calce è quella realizzata dal geometra Olver Zaccanti di ANAB (Associazione Naturale Architettura Bioecologica) a San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna, per i coniugi Franchini. Ci vivono da quasi 6 anni ed il bilancio che tracciano è davvero positivo. “Sono meravigliato di come si vive in questa casa”, ha raccontato il signor Franchini a canapaindustriale.it spiegando che: “Ero abituato alle case normali e a sentire l’umidità, ora quella sensazione sulla pelle è solo un ricordo e secondo me è una cosa eccezionale”. A maggior ragione se si pensa che la zona è in piena pianura Pianura Padana con temperature e tassi di umidità che in estate sono davvero elevati. “Quando vieni da fuori ed entri in casa è una sensazione bellissima, ormai ci sono abituato ma le prime volte rimanevo stupito e sono davvero contento di questa scelta”.

Il progetto è iniziato nel 2009 ed è stato completato nel 2012. Nel mezzo c’è stato il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna e fatto crollare o danneggiato diverse abitazioni della zona, ma quella dei signori Franchini ne è uscita indenne grazie alle caratteristiche degli elementi con cui è stata costruita. Come ha spiegato Zaccanti “dal punto di vista antisismico la canapa e la calce sono perfettamente in sintonia con la struttura in legno all’interno e quindi si muovono in armonia tra di loro senza creare lesioni. Naturalmente per terremoti di un certo tipo: se si va oltre il sesto-settimo grado della scala Richter cominceranno ad esserci delle lesioni anche in questo caso, però anche da questo punto di vista abbiamo a che fare con un materiale che eventualmente si potrebbe frantumare ma non rovesciare, migliorando anche in questo caso la sicurezza delle persone”.

Ed anche per ciò che riguarda i consumi energetici e le bollette canapa e calce si rivela un materiale dalle ottime prestazioni. Non c’è l’impianto di raffreddamento, perché non necessario, mentre quello di riscaldamento è alimentato da una pompa di calore. Sono inoltre presenti pannelli solari.
“Non accendiamo i caloriferi fino a dicembre”, ha spiegato il signor Franchini, puntualizzando che “essendo tutto elettrico ed avendo i pannelli fotovoltaici, è una casa a costo zero; anzi, mi rimane in tasca qualcosa. “La casa è stata costruita pensando al massimo risparmio energetico”, ha sottolineato Zaccanti: “Sono indipendenti e la casa è staccata dalla rete del gas”.

Altro importante progetto italiano per la bio-edilizia di questo tipo (premiato con il prestigioso Green Building Construction Award nel 2016) è Case di luce, il complesso abitativo in canapa più grande d’Europa progettato dallo studio di architettura Pedone Studio e realizzato dalla Pedone Working srl in collaborazione con diverse aziende, tra le quali Equilibrium che ha fornito i materiali in canapa e calce.

Le persone che abitano queste case non apprezzano solo il risparmio energetico, che si potrebbe pensare sia la prima cosa, quanto apprezzano il comfort, la qualità di vita e la qualità dell’aria interna, oltre al fatto di essere sicuri di non avere agenti inquinanti dentro e di respirare sano, a prescindere dalle macchine e dai condizionatori.

Infine vale la pena ricordare che, sempre in Italia, è stata pensata e realizzata la prima casa al mondo con i riempimenti in paglia di canapa, invece che canapulo mischiato alla calce. Nata nelle Marche, nell’azienda agricola di Antonio Trionfi Honorati che, dopo essersi dedicato per anni all’agricoltura ed alla canapa da seme per produzioni alimentari, ha rispolverato la laurea in architettura per coinvolgere un gruppo di amici ed auto-costruire questo piccolo gioiello di bio-edilizia nei terreni dove sorge l’azienda.

Una piccola casa nata da una grande idea, che può essere un esempio di edilizia sostenibile a basso costo (circa 30mila euro per la realizzazione di un’abitazione di 45 metri quadrati) che si può rivelare come un volano per l’utilizzo delle paglia di canapa che ad oggi spesso non vengono utilizzate dai coltivatori.

Ancora una volta la canapa ci sorprende e si rivela pianta amica dell’umanità, dalle mille risorse.

 
L’AUTORE

Matteo Gracis – Direttore editoriale di Dolce Vita magazine. Editore e giornalista
indipendente. Si occupa di stili di vita alternativi e cultura della
canapa da oltre 15 anni. Viaggiatore seriale.

Così il Ministero dell’Ambiente diventa #plasticfree

Il Blog delle Stelle

 
Così il Ministero dell'Ambiente diventa #plasticfree

Dona

 

di Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente

Lasciateci gioire di un piccola grande conquista. Distributori di acqua alla spina, munire tutti i dipendenti del ministero di una borraccia, togliamo i cibi confezionati con plastiche non riciclabili sostituiti con imballaggi eco-compatibili. Anche l’asilo aziendale è plastic free.

In 4 mesi ci siamo riusciti.

La riduzione dei rifiuti è importantissima per tutta la filiera di gestione successiva, e ognuno di noi deve dare il proprio contributo. Ma si può chiedere questo solo se il buon esempio viene dalla politica e dalle amministrazioni pubbliche.

Presto sul sito del Ministero dell’Ambiente sarà inserito un contatore dove verranno elencati tutti i soggetti pubblici, gli enti, le associazioni e le aziende che hanno aderito alla campagna #plasticfree

Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto.

Ps: lo so, dobbiamo ridurre tutti gli imballaggi. Anche su questo stiamo scrivendo una legge, che porterà grandi e belle novità per gli imprenditori e per ciascuna famiglia!

 

bannerdoni5s2018.jpg

Con la Manovra del Popolo l’Italia è più forte in Europa perché ritorna a crescere

Il Blog delle Stelle

 
Con la Manovra del Popolo l'Italia è più forte in Europa perché ritorna a crescere

Dona

 

Di seguito l’intervista a Fabio Massimo Castaldo, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Politico e tradotta in italiano

I numeri della manovra dimostrano che ci sono obiettivi diversi tra Lega e M5S, ci spiega come stanno le cose?
In Italia è in corso un processo di grande cambiamento. In passato le manovre economiche erano sinonimo di macelleria sociale in nome della stabilità dei conti pubblici, oggi invece si restituiscono risorse e dignità ai cittadini, puntando sulla crescita per il nostro paese e sull’occupazione. Con questa manovra c’è la precisa volontà di ridurre il debito attraverso la crescita trainata dagli investimenti e i tagli agli sprechi. Movimento 5 Stelle e Lega hanno firmato un contratto di governo e su questo c’è grande sintonia. Saremo sempre pronti a dialogare, ma sia chiaro che non vogliamo compiere passi indietro sulle misure che ci stanno a cuore: reddito e pensione di cittadinanza, superamento della Fornero e fondo truffati alle banche.

La Commissione europea e i mercati però stanno reagendo molto male. Perché?
Nel 2016 rispondendo a una domanda su una ipotetica procedura di infrazione alla Francia, lo stesso Juncker ammise: no, perché la Francia è la Francia. Ecco, la Commissione europea dovrebbe essere super partes e invece, per sua stessa ammissione, applica le regole per alcuni e le “interpreta” per altri, privilegiandoli di fatto. La Francia ha sforato ripetutamente la soglia del deficit, per ben 9 anni consecutivi, la Germania ignora i parametri dell’equilibrio macroeconomico con il suo enorme surplus commerciale, eppure tutta l’attenzione è sull’Italia. Lo ribadisco, bisogna fare più investimenti per rimettere in moto l’economia italiana che da troppi anni è in stagnazione. Se l’Italia torna a crescere, sarà tutta l’Europa a beneficiarne. A Bruxelles questo dovrebbe essere chiaro. Come chiaro dovrebbe ormai essere che non è nostra intenzione uscire dall’euro. Noi lo ribadiamo da sempre e, in ogni caso, non è nel contratto di governo.

I ministri Di Maio e Savona hanno parlato di una significativa crescita del PIL nel prossimo triennio. Come?
Innanzitutto, il reddito di cittadinanza che di fatto è una manovra economica a sé stante, finalizzata non all’assistenzialismo ma alla riconversione della forza lavoro. Nostro obiettivo è ridurre la povertà (ricordo che in Italia ci sono oggi oltre 5 milioni di poveri), certo, ma soprattutto permettere l’acquisizione di nuove competenze professionali a chi è fuori dal mercato del lavoro, e creare quindi occupazione. Gli imprenditori avranno risorse qualificate funzionali alle loro esigenze e il reddito rilancerà il consumo interno. Per favorire la crescita puntiamo, inoltre, alla riduzione delle tasse per le PMI fino ai 65mila euro di fatturato che sono la spina dorsale dell’economia italiana. È allo studio anche una “mini flat tax” del 5% per le startup di giovani under 35. Siamo molto orgogliosi, infine, dell’Ires verde, incentivi fiscali per tutte le imprese che riducono l’inquinamento e usano tecniche di produzione rispettose dell’ambiente.

I precedenti governi hanno avuto un certo grado di flessibilità in termini di deficit ma in cambio hanno fatto alcune riforme strutturali. Avete un piano su questo?
Le rispondo con un esempio. In Italia noi governiamo molte città. Roma e Torino erano sull’orlo della bancarotta. I debiti li hanno creati i partiti di centrosinistra e centrodestra, non noi! I cittadini ci hanno eletto per risanare gli sprechi, togliere i privilegi e restituire un po’ di dignità alla politica. L’Unione europea dovrebbe incoraggiare questo processo di cambiamento. La riforma strutturale di cui ha bisogno l’Italia è la crescita quindi non ci aspettiamo un do ut des con l’Europa, ma un cambio di atteggiamento. Senza investimenti non c’è crescita e senza crescita non si riduce il debito. La politica di austerity è ormai stata riconosciuta come dannosa perfino dall’FMI; è urgente un cambio di paradigma, in Italia come in Europa.

 

bannerdoni5s2018.jpg

Reddito di cittadinanza e centri per l’impiego: una politica attiva del lavoro

Il Blog delle Stelle

 
Reddito di cittadinanza e centri per l'impiego: una politica attiva del lavoro

Dona

 

di Luigi Di Maio

“Ritengo il reddito di cittadinanza una manovra che può avere un valore positivo e siamo pronti a supportare i centri per l’impiego con una proposta di formazione. Siamo pronti anche a garantire delle borse di studio a chi parteciperà alla formazione attraverso i Centri per l’impiego.” Queste parole sono di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la principale banca italiana, uno che di economia reale se ne intende e che ha chiari i benefici che ci possono essere da questa misura.

Quando le banche si occupano di economia reale svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle nostre piccole e medie imprese, per la nascita di nuove e per la creazione di posti di lavoro. Il Reddito di Cittadinanza è una politica attiva del lavoro, ma è anche una vera e propria manovra economica che finalmente farà circolare un po’ di soldi perché aumenta il potere d’acquisto di chi che ne ha più bisogno e ha una maggiore propensione al consumo, innescando un virtuoso processo di crescita di cui beneficeranno anche commercianti e artigiani.

Ringrazio Messina per la disponibilità a supportare i centri per l’impiego che saranno il fulcro della rivoluzione per il lavoro: abbiamo stanziato un miliardo per rifarli da cima a fondo. Mi auguro che anche altre imprese partecipino a questo percorso. Abbiamo bisogno di sapere dagli imprenditori le competenze di cui hanno bisogno per poter intervenire nel processo di formazione al lavoro e andare incontro alle loro esigenze. Ci sono tanti nuovi lavori, tante nuove competenze richieste e tanti giovani che non vedono l’ora di dare il proprio supporto al Paese. Se camminiamo insieme con l’obbiettivo di dare un futuro all’Italia otterremo tanti successi!

 

bannerdoni5s2018.jpg 

Cari italiani fidatevi di me

Il Blog delle Stelle 
Cari italiani fidatevi di me

Cari italiani fidatevi di me

Authordi MoVimento 5 Stelle
ore 15:14
Dona

 

Di seguito l’intervista rilasciata dal premier, Giuseppe Conte, a Famiglia Cristiana

di Luciano Regolo

ll decreto sicurezza ha suscitato varie reazioni indignate nello scenario internazionale; la manovra economica ha scatenato critiche roventi, ma anche paure. E non lo dicono solo le temibili oscillazioni dello spread, ma anche la folla pro Pd tornata numerosa, contro ogni previsione, a protestare in un raduno romano a Piazza del Popolo dove, in modo paradossale ma non troppo in un momento politico in cui la propaganda elettorale diventa una sorta di priorità trasversale, si respirava più aggressività contro i pentastellati che non verso Salvini e la Lega. Ma il premier Giuseppe Conte non cede alla polemica, né sembra vacillare nella tranquillità che ha dipinta sul volto dal primo giorno del suo mandato. Anzi, nel rilasciare a Famiglia Cristiana questa intervista a tutto tondo, al di là delle risposte, manifesta una sicurezza e pacatezza del tutto naturali. Il suo sembra un ottimismo reale, convinto, e anche modi e toni ai quali ricorre riportano a un’epoca più felice della politica, dove la correttezza istituzionale non era quasi mai in discussione e dove il senso dello Stato e i valori più alti, il più delle volte, trascendevano l’appartenenza a questo o quel partito. Conte guarda con estrema attenzione, non semplice interesse elettorale, al mondo cattolico, un mondo che ha “respirato”, come ci lascia intendere in questa conversazione, fin dall’infanzia. Ma anche i cattolici potrebbero trovare in lui un valido punto di riferimento nella sua azione politica, incognite populistiche e sovranistiche permettendo. Ma ecco l’intervista.

Presidente, lei si dice devoto di Padre Pio. Come traduce questa devozione e il suo credo religioso nell’attività politica? Può farci qualche esempio?

La devozione per Padre Pio l’ho ereditata dai miei genitori e l’ho alimentata anche in ragione dell’adolescenza trascorsa a San Giovanni Rotondo, il paese dove egli ha vissuto il suo ministero sacerdotale sino alla morte. La sua testimonianza di vita è un costante richiamo all’importanza di adoperarsi per il bene comune evitando la dedizione agli interessi di parte. Chiunque si assume la responsabilità di gestire la cosa pubblica deve orientare le scelte in questa direzione. Questo è un governo che lotta contro le ingiustizie e che ha messo gli “ultimi” al centro della propria azione politica, accogliendo e garantendo protezione a chi fugge da guerre o persecuzioni, elaborando le premesse per ridare dignità ai lavoratori, per sollevare dalla povertà milioni di italiani, per ripristinare sicurezza e legalità, per assicurare il diritto alla salute a tutti e non lasciare nessuno ai margini della società.

Qual è la sua opinione su papa Francesco? Che ne pensa degli attacchi che ha ricevuto nelle ultime settimane da correnti della destra radicale e sovranista e da prelati come monsignor Viganò?

Non ho elementi di conoscenza diretta e per questo non sono in grado di esprimere una puntuale valutazione nel merito della vicenda. Osservo però che le accuse rivolte a papa Francesco appaiono visibilmente assurde e pretestuose. Il Santo Padre ha sempre svolto il suo apostolato e interpretato il suo ruolo con profonda umanità, sensibilità e umiltà. Il suo spessore religioso e umano lo pongono ben al di sopra di questi vili e meschini attacchi.

Papa Francesco non si stanca di ricordare i valori evangelici e umanitari dell’accoglienza e dell’integrazione. Come cattolico non si sente a disagio per le politiche anti-immigrati del Governo?

Gli unici nemici di questo Governo sono gli scafisti e tutti i trafficanti di esseri umani che alimentano le rotte della disperazione. I migranti che cadono nelle trappole di un futuro migliore e vengono derubati e sfruttati sono le vittime di questo indegno commercio. Noi abbiamo salvato migliaia di persone, ci siamo sempre precipitati a soccorrere i migranti che erano in pericolo di vita e abbiamo sempre fornito loro assistenza sanitaria e vitto. Sarebbe ingeneroso sostenere il contrario. Ci siamo resi conto, tuttavia, ed è qui il cambiamento, che le nostre coste non possono continuare ad essere il luogo di sbarco di centinaia di migliaia di migranti nell’indifferenza degli altri Paesi europei. Per questa ragione abbiamo elaborato una strategia politica che mira a regolare e a gestire i flussi migratori in via strutturale e che offre una puntuale risposta a tutti i complessi aspetti del fenomeno dell’immigrazione. La politica deve anche assumersi la responsabilità di riconoscere che l’accoglienza indiscriminata non genera integrazione. Anche papa Francesco, alcuni giorni or sono, ha osservato che bisogna accogliere i migranti nella misura in cui si integrino, con la prudenza dei governi, e che non sia una minaccia contro la propria identità. È un principio a cui ispiriamo la nostra azione di governo.

Il Decreto immigrazione e sicurezza ha suscitato numerose critiche anche da parte della Cei, per alcune misure restrittive in contrasto con la tutela dei diritti umani. Preoccupa la riduzione del soggiorno per motivi umanitari, che rischia di esporre tante persone a un futuro incerto o all’espulsione dopo il primo grado di condanna, che non tiene conto dei tre gradi di giudizio. Cosa replica a queste critiche?

Questo decreto nasce dalla duplice esigenza, da un lato di fronteggiare in maniera efficace le minacce terroristiche che possono annidarsi anche nei flussi migratori, e dall’altro lato di regolamentare il sistema dell’accoglienza degli immigrati, adeguandolo agli standard europei e internazionali. La premessa, però, è ribadire che alle persone che hanno diritto allo status di rifugiato, cioè coloro che fuggono da gravi situazioni come guerre, persecuzioni, calamità naturali o varie forme di violenza, non verrà mai negata l’accoglienza. Inoltre, nessuno sarà rimpatriato se nel paese di origine non persistono adeguati standard di sicurezza. Introduciamo, questo sì, una puntuale regolamentazione del “permesso speciale”, che prevede permessi di soggiorno di un anno poi convertibili anche in permessi di lavoro e di studio, evitando l’uso strumentale e abusivo della domanda di protezione internazionale. Credo che per una persona che vuole integrarsi in un altro Paese non commettere reati sia un requisito fondamentale.

Mentre a Milano il ministro dell’Interno Salvini vedeva il premier ungherese Orbán, inneggiando all’asse con un Stato xenofobo e sovranista, lei incontrava a Roma il premier ceco Andrej Babis e usava parole agli antipodi, affermando che è necessario «un sistema condiviso del fenomeno migratorio da tutta l’Unione europea». Non c’è contraddizione tra queste condotte? E qual è comunque la linea del suo Governo sull’U.E.?

Io ho incontrato il premier ceco Babis che era a Roma in visita ufficiale alla Presidenza del Consiglio. Matteo Salvini ha incontrato a Milano il premier Orbán per un confronto tra due leader di partito. Sono prospettive diverse. All’esito dell’incontro che ho avuto a Palazzo Chigi con il premier Babis ho riassunto la linea del Governo sul fenomeno dell’immigrazione. Questa linea l’abbiamo elaborata insieme con tutti i ministri competenti e l’abbiamo portata avanti in modo compatto, senza tentennamenti. Quel che ho detto al premier Babis l’ho ribadito in varie occasioni ufficiali e in tutte le sedi internazionali, prospettando la necessità di un approccio al fenomeno migratorio basato su una responsabilità condivisa e su misure efficaci e articolate. Confidiamo di poter tradurre a breve le conclusioni sottoscritte al Consiglio europeo dello scorso giugno e attendiamo di vedere come cambierà la fisionomia del Parlamento europeo, fiduciosi che la nuova Commissione saprà assumersi la responsabilità di contribuire a risolvere efficacemente questo problema.

Davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite lei ha giustamente rivendicato il ruolo di soccorso della nostra Marina nei confronti di centinaia di migliaia di vite umane. Ma con il caso “Diciotti” il Governo ha scelto la linea dura con Bruxelles per far capire che l’Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei migranti. Questa strategia sembra isolarci ancora di più. Non sarebbe stata più efficace una politica del dialogo?

Sono anni che l’Italia si ritrova isolata a gestire il fenomeno degli sbarchi. La nostra Marina ha operato in modo encomiabile in condizioni difficilissime. Non è mai venuta meno ai suoi doveri di soccorso ed è sempre intervenuta a salvare e ad assistere vite in pericolo. Questo vale anche per il caso “Diciotti”, dove abbiamo prontamente fatto sbarcare 13 persone che erano in situazioni critiche e, successivamente, i bambini e le donne vulnerabili. In molteplici occasioni ci è stato ufficialmente riconosciuto il merito di avere “salvato l’onore dell’Europa”. Non è più tempo, tuttavia, di attestati di solidarietà. Né tantomeno possiamo accettare lezioni di umanità da chi si affida alla retorica dei proclami, smentita però dalla verità delle azioni. Il dialogo rimane in ogni caso lo strumento privilegiato per giungere a dei risultati, ma occorre che le conclusioni sottoscritte al vertice europeo dello scorso giugno si traducano in efficaci protocolli operativi. I soccorsi in mare e gli sbarchi devono essere gestiti in base a un meccanismo europeo pienamente condiviso.

Il presidente della Camera Fico è intervenuto a sostegno del diritto d’asilo. Salvini gli ha detto sostanzialmente di non ingerirsi nelle sue competenze. Lei che cosa ne pensa?

Il presidente della Camera ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, nel rispetto dei ruoli. Il confronto delle idee è la linfa vitale della democrazia. Al Governo spetta assumersi la responsabilità di esprimere una politica sul fronte della sicurezza e della immigrazione. Il Parlamento interverrà in sede di conversione esercitando le proprie prerogative, se del caso modificandolo e migliorandolo ulteriormente.

Nel Documento di programmazione economica e finanziaria si è deciso di sforare sul deficit fino al 2,4 per cento del Pil. Non teme che questa decisione possa avere conseguenze drammatiche: non solo le sanzioni UE, ma soprattutto i mercati, l’impennata dello spread, i maggiori interessi sul debito pubblico e così via, e che questo si ritorca sulle famiglie, deprimendo i consumi e frenando una ripresa ancora flebile?

Le famiglie non devono temere. La nostra è una manovra che per la prima volta, davvero, mette al centro i cittadini, che fa del bene al Paese, che guarda al ceto medio e al nostro tessuto produttivo. Puntiamo alla crescita, attraverso una manovra seria, responsabile e coraggiosa. Negli ultimi anni abbiamo visto che i tentativi di ridurre il debito pubblico con l’austerity, tagliando le spese sociali e gli investimenti hanno sortito l’effetto contrario. Questo Governo, invece, si è impegnato in maniera credibile e nell’interesse del Paese a ridurre il debito attraverso misure strutturali per generare crescita. Abbiamo predisposto non soltanto interventi che danno impulso ai consumi e che tagliano le tasse, ma anche il più ampio programma di investimenti della storia italiana. Abbiamo previsto poi un piano di riforme strutturali necessario per rimuovere gli ostacoli che impediscono alle imprese di investire: la deburocratizzazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la semplificazione del Codice degli appalti, la riforma del Codice Civile, del Processo civile per diminuire i tempi della giustizia civile e molto altro. Quando i mercati conosceranno nei dettagli la nostra manovra, lo spread sarà assolutamente coerente con i fondamentali della nostra economia.

Più di 5 milioni di italiani in povertà assoluta: che farà il Governo?

Mi tormenta il pensiero delle persone che vivono in assoluta povertà, delle persone che sono completamente esiliate dal consesso sociale. Risponderemo a questa emergenza stanziando somme cospicue per introdurre il reddito di cittadinanza. Ma eviteremo che questa misura esaurisca le sue finalità sul piano meramente assistenziale. Condizioneremo l’erogazione di queste somme all’impegno dei destinatari a riqualificarsi presso i centri per l’impiego, che potenzieremo in linea con le migliori prassi internazionali. Il nostro obiettivo è recuperare i cittadini svantaggiati al circuito lavorativo, in modo da restituire loro dignità, e coniugare equità, efficienza e produttività, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali.

Alleanze internazionali: Trump o Putin? La conferma del rapporto con Washington e con i Paesi Nato o un’inedita intesa con il Cremlino?

La Guerra Fredda è finita ormai da anni. Al segretario generale dell’Onu Guterres ho ribadito l’impegno del nostro Paese per un “multilateralismo efficiente”. L’attuale geo-politica definisce scenari multipolari, che vedono i grandi Paesi competere e collaborare contemporaneamente. Ovviamente l’appartenenza all’Alleanza atlantica è uno dei capisaldi della nostra politica estera e di difesa. Il legame con gli Stati Uniti è consolidato e vive attualmente un momento di particolare intensità anche in virtù dei rapporti personali che intrattengo con il presidente Trump. Anche la Russia, tuttavia, è un nostro partner di particolare rilievo storico, con cui vantiamo salde relazioni commerciali e industriali. In ogni caso la nostra politica estera, pur risentendo delle tradizionali collocazioni, non è condizionata da pregiudiziali ideologiche, ma dalla determinazione a tutelare gli interessi degli italiani.

I costosi cacciabombardieri F-35, tanto osteggiati dai 5Stelle, sono stati confermati. A dispetto dei programmi elettorali di alcune forze che lo sostengono, il Governo ha annunciato di voler arrivare al 2 per cento del Pil per la Difesa, che significherebbe 16 miliardi annui in più entro il 2024. Dove si attingeranno? Abbiamo 6.190 militari impiegati in 24 Paesi diversi, tra cui Libano, Afghanistan, Iraq e Libia e (new entry del 2018) Niger. Conta di mantenere tutte queste presenze?

Questo governo non ha speso un solo euro per l’acquisto di nuovi F-35. Tutto quello che è stato fatto fino ad ora è frutto delle decisioni di chi ci ha preceduto. Noi oggi stiamo valutando gli impatti occupazionali ed economici della riduzione del programma. Un ridimensionamento ci sarà sicuramente, con modalità e tempi che chiariremo in modo chiaro e preciso. Gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate contribuiscono in modo eccezionale a portare sicurezza nelle aree di crisi e rendere possibile la pace. Sono un’eccellenza che ci è riconosciuta a livello internazionale. Per questo stiamo studiando modalità di impiego sempre più efficaci. Dalla riduzione della nostra presenza in Afghanistan e Iraq, allo sblocco, avvenuto finalmente dopo otto mesi, della missione in Niger. Con l’addestramento di personale lì sul posto puntiamo a scoraggiare l’odioso traffico di esseri umani.

Più volte i vicepremier Salvini e Di Maio di fronte ai moniti del capo dello Stato o alle critiche provenienti da altre istituzioni (come il Csm) si sono appellati alla legittimità che deriverebbe loro direttamente dal consenso popolare, come se questo desse il diritto di andare oltre la legge. Lei è un giurista: non è contrario a qualunque principio giuridico questo continuo appellarsi al popolo, scavalcando il tessuto democratico delle istituzioni previste dalla Costituzione?

In realtà, non c’è alcuna intenzione di scavalcare altre istituzioni del Paese o di andare oltre la legge. C’è solo il sacrosanto obiettivo di realizzare finalmente la “repubblica dei cittadini”, in modo da orientare il Governo a servizio dei cittadini e dei loro reali bisogni, scardinando le incrostazioni del vecchio sistema partitocratico, rifuggendo i privilegi tradizionalmente accordati ai potentati economici, evitando le estenuanti mediazioni offerte dalle associazioni di categoria.

L’Italia ha forse il più grande patrimonio artistico e naturale del mondo, che, se messo a frutto, potrebbe garantire occupazione e sviluppo. Nel programma di governo non c’è quasi traccia di una sua valorizzazione. Perché?

L’attenzione alla tutela del nostro inestimabile patrimonio culturale è una delle priorità di questo Governo. Allo stesso tempo siamo convinti che la valorizzazione dei nostri beni artistici e naturali giocherà un ruolo strategico nel favorire lo sviluppo dell’occupazione e del turismo in tutto il territorio italiano. Il Contratto di Governo è molto chiaro su questo punto. L’intenzione è quella di sviluppare politiche in grado di liberare l’enorme potenziale del nostro patrimonio culturale come motore di crescita economica per generare nuovi posti di lavoro.

Di recente ha incontrato il presidente della Cei Bassetti. Che cosa vi siete detti? C’è un buon dialogo, tra la Chiesa e il suo Governo?

Con il presidente della Cei ho avuto un proficuo scambio di opinioni. Abbiamo in comune l’amore per Firenze. Ci siamo soffermati a ragionare, in particolare, sull’azione del governo a favore dei poveri e degli emarginati: gli ho anticipato le linee fondamentali della riforma sul reddito di cittadinanza, che introdurremo per restituire la dignità a milioni di persone.

È venuto il momento per il ritorno di un partito dei cattolici? Una sorta di “Dc 2.0”?

Penso che il rinnovato impegno dei cattolici nella vita pubblica sia una risorsa etico-politica di cui il nostro sistema democratico può senz’altro giovarsi. Non credo, tuttavia, che questo impegno debba tradursi nelle forme della costituzione di una nuova compagine partitica. Per parafrasare liberamente il pensiero di Scoppola, più che a una rinnovata “democrazia cristiana” penso piuttosto a una “democrazia dei cristiani”, che intendo come spazio pubblico in cui i cristiani si cimentano e confrontano, muovendo da angoli visuali e, quindi, formazioni politiche anche differenti, con lo scopo di individuare i percorsi più efficaci per realizzare il bene comune.

In tanti sostengono che lei sia una sorta di figura meramente “rappresentativa” di una compagine governativa in cui Di Maio e Salvini la farebbero da padrona…

Di Maio e Salvini oltreché vicepresidenti sono anche leader delle rispettive forze politiche. Per questa ragione hanno particolari esigenze comunicative e sono sollecitati a esprimersi sulle varie questioni di rilievo politico. Io non avverto la loro medesima esigenza comunicativa. Preferisco parlare con i fatti. Ma il mio ruolo è insostituibile: sono chiamato a esprimere la sintesi politica e a riassumere l’indirizzo generale del Governo. Dell’autorità di Governo mi assumo tutta intera la responsabilità.

Sempre i due vicepremier hanno mostrato in più occasioni di non tollerare critiche da parte dei giornalisti…

La libertà di stampa è un principio che mi sta particolarmente a cuore. È un bene prezioso che i giornalisti sono chiamati ad amministrare con la massima cura. Per parte mia, sin dall’inizio del mio mandato ho fatto la scelta di non agire in giudizio anche al cospetto di articoli palesemente diffamatori. Anche il Governo è sotto quotidiano attacco, e non sempre gli articoli si inquadrano nel segno della critica legittima. Ma la libertà di espressione deve potersi esprimere senza censure. Spetta solo ai lettori sindacare l’esercizio di questa libertà. Questo ci rimette al problema del finanziamento all’editoria. I giornali e i media, ove riconducibili ad aziende private, dovrebbero affidarsi esclusivamente al giudizio dei lettori e dovrebbero stare sul mercato, in modo da poter realizzare la condizione ottimale di essere “puri e liberi”.

 

bannerdoni5s2018.jpg

La salute una priorità di questo governo

Il Blog delle Stelle

 
La salute una priorità di questo governo

La salute una priorità di questo governo

Authordi MoVimento 5 Stelle
ore 10:24
Dona

 

di Giulia Grillo

Come da mio impegno, per la sanità abbiamo ottenuto oltre 1 miliardo per garantire al sistema le risorse necessarie. Il nostro lavoro non si ferma però alla legge di bilancio. Stiamo studiando un piano di rimodulazione della spesa della Pa e con le risorse recuperate potremo effettuare nuovi investimenti.

Il governo ha messo la salute in cima alla lista degli investimenti e delle priorità per i prossimi anni.

 

bannerdoni5s2018.jpg

#FacciAmoScuola: 107mila euro di tagli ai nostri stipendi per migliorare la qualità della vita scolastica

Il Blog delle Stelle

 
#FacciAmoScuola: 107mila euro di tagli ai nostri stipendi per migliorare la qualità della vita scolastica

Dona

 

di MoVimento 5 Stelle Liguria

Un assegno da 107.592 euro per 11 progetti di altrettante scuole, su 19 partecipanti in totale. Sono i numeri del Bando Progetti FacciAmo Scuola in Liguria, l’iniziativa lanciata a livello nazionale dal MoVimento 5 Stelle che consentirà di migliorare la qualità della vita scolastica, grazie alle restituzioni degli stipendi da parte dei consiglieri regionali: un aiuto concreto, immediato, che dimostra come si possa fare buona politica e mettere in campo pratiche virtuose anche al di fuori dell’ambito istituzionale, con coerenza e passione.
Dalla robotica ai laboratori didattici innovativi, dalle aule verdi allo sport, i progetti vincitori sono diversi e molteplici ma con un unico obiettivo: migliorare l’offerta didattica delle scuole liguri.

Al primo posto si è piazzato il Liceo scientifico King di Genova con un progetto che punta a innovare e rinnovare i laboratori didattici di fisica e di chimica. Medaglia d’argento per la scuola media genovese Della Torre, che ha messo al centro la robotica educativa. Come prevedibile, in tanti hanno optato per l’acquisto di materiale didattico, ma non sono mancate incursioni nel sociale.

È il caso, ad esempio, dell’Istituto Avegno di Recco, che ha ottenuto 10mila euro per promuovere, tra le altre cose, l’integrazione di alunni stranieri e l’educazione a stili di vita sani. Nell’imperiese, il Riva Ligure di San Lorenzo al Mare è salito sul podio con la creazione di un orto e un punto di avvistamento dell’avifauna, nell’ottica della salvaguardia della biodiversità. Ma la vera vittoria è stata la grande partecipazione da parte delle scuole e degli insegnanti liguri, che hanno raccolto l’invito del MoVimento 5 Stelle mettendosi in gioco in prima persona per fare della scuola un luogo migliore in cui vivere, crescere e imparare.

 

bannerdoni5s2018.jpg

Via le pensioni d’oro, dentro il reddito di cittadinanza. Così l’Italia diventa un Paese civile

Il Blog delle Stelle

 
Via le pensioni d'oro, dentro il reddito di cittadinanza. Così l'Italia diventa un Paese civile

Dona

 

di MoVimento 5 Stelle Europa

In tutto il resto d’Europa le pensioni d’oro non esistono, in Italia sì. In tutto il resto d’Europa il reddito di cittadinanza esiste, in Italia no. Perché i Commissari europei, così solerti nell’applicare l’austerity, non chiedono e pretendono all’Italia tagli su sprechi e privilegi delle troppe caste che per anni hanno ammorbato l’Italia? In questo caso, saremmo felicissimi di accontentali.

Il Movimento 5 Stelle è al governo per ribaltare questo schema: fra poco in Italia diremo addio alla pensione d’oro e vareremo quei provvedimenti necessari ad abolire la povertà. Restituiremo dignità a tutti i cittadini e non sarà qualche Commissario attaccato alla poltrona a fermarci.

Secondo i servizi di ricerca del Parlamento europeo, che ha incrociato i dati del databaseMissoc, l’Italia è la pecora nera d’Europa, l’unica che elargisce l’obolo medioevale della pensione d’oro a una casta di privilegiati. Vediamo come stanno le cose in Germania, Belgio, Gran Bretagna, Francia e Spagna.

GERMANIA
Tutti i lavoratori devono sottoscrivere una sorta assicurazione sociale che poi darà diritto alla pensione. Il sistema è dunque interamente finanziato dai contributi e dalle tasse secondo un principio che viene definito “pay as you go”, paghi per andare in pensione. In questo tipo di piano pensionistico i beneficiari decidono quanto vogliono contribuire sia detraendo l’importo dalla loro busta paga o contribuendo in maniera volontaria l’importo desiderato in una somma forfettaria. Nel 2017 lo Stato ha erogato un assegno di pensione a 1.263.920 pensionati (tutti gli altri erano coperti da assicurazioni private). Di questi appena 14.315 percepiscono una pensione d’oro, appena l’1,1% del totale.

BELGIO
Anche in Belgio il sistema è contributivo per tutti, ma leggermente differente da quello tedesco. Il principio base è definito “pay as you earn”, paghi un contributo che varia in base al proprio salario. I dati aggiornati sono del 2018 e dicono che sono state erogate in totale 39.537 pensioni d’oro.

GRAN BRETAGNA
Il sistema pensionistico è basato su una assicurazione sociale che si basa su una ‘flat rate’, una tariffa fissa che è una base di contribuzione. L’importo della pensione si basa su quanto versato durante la propria vita professionale. A 66 anni si matura il diritto alla pensione, ma i cittadini possono prolungare la loro vita lavorativa e ottenere in cambio un bonus fisso che si aggiunge alla propria pensione. Più si lavora, più si contribuisce, più alto sarà dunque la propria pensione. L’assegno pensionistico non viene erogato mensilmente ma settimanalmente. Il servizio di ricerca del Parlamento sostiene che “è impossibile per un cittadino inglese raggiungere il livello di 4.500 euro al mese di pensione”.

FRANCIA
In Francia il sistema è misto e si prende in considerazione contributi, età e salario del lavoratore. Secondo DREES, studi di ricerca e statistica del Ministero della Sanità francese, l’1,6% dei pensionati francesi percepisce un importo superiore ai 4.500 euro.

SPAGNA
Il sistema spagnolo (PAYG) è finanziato dai contributi, non esiste il sistema retributivo.

La Camera dei deputati ha votato per la calendarizzazione urgente della proposta sul taglio delle pensioni d’oro. La nostra proposta è semplice: tagliare la parte eccedente i 4.500 euro che non corrisponde ai contributi effettivamente versati, eliminando il privilegio. I cittadini percepiscono la pensione in base ai contributi che hanno versato. È arrivato il momento di applicare questo principio per tutti.

 

bannerdoni5s2018.jpg

Il reddito di cittadinanza si farà: il dibattito al Parlamento europeo

Il Blog delle Stelle

 
Il reddito di cittadinanza si farà: il dibattito al Parlamento europeo

Dona

 

di Laura Agea, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

Siamo molto soddisfatti che in questo Parlamento si discuta, su nostra richiesta, di reddito di cittadinanza. Già qualche mese fa, grazie al nostro lavoro, quest’Aula approvò un nostro testo sul reddito minimo come misura per ridurre la povertà. Colleghi, per me e per i miei colleghi questo è un tema molto caro per due motivi.

1) Siamo italiani, e in Italia non esiste il reddito di cittadinanza. È presente in 26 Paesi europei su 28, ma non nel nostro.

2) Siamo espressione di una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che oggi è al governo del Paese, una forza giovane fondata soltanto il 4 ottobre 2009.

Il reddito di cittadinanza è nel nostro DNA da quel 4 ottobre del 2009. E’ stato fin da subito il sogno di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio. C’è rimasto in tutti questi anni, è entrato nel nostro programma. Lo abbiamo portato in tutte le piazze, abbiamo fatto più volte a piedi il cammino da Perugia ad Assisi e lo abbiamo fatto diventare un tema al centro del dibattito politico.

VIDEO. Ecco l’intervento di Laura Agea nella plenaria di Strasburgo

Ricordo ancora quei primi anni. Si trattava di un’idea semplice, ma è anche vero che le cose semplici sono le più straordinarie. Non ci sembrava neppure qualcosa di nuovo: togliere dalla disperazione e dalla povertà milioni di poveri. In tutti questi anni lo abbiamo vissuto come un obbligo morale.

E vi dirò di più: ci sembrava una battaglia di civiltà in cui le appartenenze politiche dovevano scomparire. Pensavamo: chi si oppone al reddito di cittadinanza si oppone agli italiani e non al M5s. E invece, in Italia, è stata fatta una stupida devastante guerra ideologica alla nostra proposta. Credevano di colpire noi, ma non si accorgevano di far del male ai milioni di poveri, che le loro politiche sociali continuavano a far aumentare.

In quegli anni lo continuavamo a dire: state tranquilli, quando andremo al governo faremo il reddito di cittadinanza. Lo voglio dire a tutti i cittadini che vivono in povertà assoluta, come Anna, che qualche anno fa mi scrisse per raccontarmi la sua storia.

La sua è una storia come tante, moglie e marito con un’attività fallita per colpa della crisi, la ricerca di un lavoro che non si trova, la disperazione, il dramma infinito di non saper più come arrivare a fine giornata. E la vigliaccheria di uno Stato che non dava risposte e che girava la testa dall’altra parte, perché ad alcuni politici le tabelle e i numeri scaldano il cuore più che la sofferenza di una persona.

La tua storia l’ho portata con me al Parlamento europeo. La tua esperienza di vita è stata la mia agenda di lavoro. Te l’avevo promesso, anzi te l’avevo giurato. A te e a tutte le persone che non riescono a trovare un posto di lavoro. A tutte le Anna, figlie e vittime di una devastante crisi economica.

In questi anni ho desiderato che arrivasse questo momento come nulla al mondo per abbracciarti e poterti dire: non ti abbiamo lasciata sola, abbiamo mantenuto la promessa.

Con il governo del cambiamento in Italia ci sarà il reddito di cittadinanza per più di 6 milioni di cittadini. È una misura epocale, stiamo cancellando la povertà in Italia ridando anche uno stimolo ai consumi per rilanciare l’economia. Non si può vincere chi non si arrende mai, dicevaGianroberto Casaleggio. Noi non ci siamo mai arresi, e il sogno che 9 anni fa era di pochi oggi è di tutti. In alto i cuori dei più deboli.

 

bannerdoni5s2018.jpg

Buon compleanno MoVimento 5 Stelle

Il Blog delle Stelle

 
Buon compleanno MoVimento 5 Stelle

Buon compleanno MoVimento 5 Stelle

Authordi MoVimento 5 Stelle
ore 09:25
Dona

 

di MoVimento 5 Stelle Europa

Il 4 ottobre 2009 nasceva il MoVimento 5 Stelle, un’utopia partorita dalle menti visionarie di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo.

Allora sembrava una follia, abbiamo iniziato con i banchetti nelle piazze e i primi consiglieri comunali dentro le istituzioni, e oggi dopo 9 anni siamo al governo del Paese, ma non abbiamo perso la nostra natura, restiamo cittadini prestati alla politica e sempre in lotta contro i poteri forti e contro chi è attaccato alla poltrona.

Ognuno in questo lungo viaggio ha dato il suo contributo, anche una semplice pacca sulla spalla è stata fondamentale soprattutto nei momenti difficili di questa lunga corsa, ed è per questo che oggi non è solo il compleanno di tutti gli attivisti del MoVimento ma anche di tutti quei cittadini che hanno fortemente voluto questo cambiamento epocale.

Oggi è il giorno della festa, e sarà bello rivederci tra un anno per celebrare i successi del Governo del cambiamento e festeggiare i primi 10 anni della nostra grande famiglia.

Buon compleanno a tutti!

 

bannerdoni5s2018.jpg

Powered by WordPress | Designed by: diet | Thanks to lasik, online colleges and seo
Caricando...
Vai alla barra degli strumenti