Il Partito dello Spread tifa contro i cittadini

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Il Partito dello Spread tifa contro i cittadini

Il Partito dello Spread tifa contro i cittadini

di MoVimento 5 Stelle

Ora che la Manovra del Popolo sta diventando realtà il Pd ha deciso di riciclarsi come Partito dello Spread. Le dichiarazioni a caldo dei vari Renzi, Gentiloni e Martina hanno il solo scopo di aizzare i mercati, nella vana speranza che la prossima Legge di Bilancio sia respinta dalla finanza speculativa.

Per questi cinici nemici del popolo l’anticamera della catastrofe sarebbe un deficit al 2,4% del Pil. Peccato che proprio il Pd abbia collezionato deficit anche superiori quando era al governo: 3% nel 2014 (manovra Letta), 2,6% nel 2015 (prima manovra Renzi), 2,5% nel 2016 (seconda manovra Renzi), 2,4% nel 2017 (terza manovra Renzi). Per il 2018 Gentiloni aveva promesso di scendere abbondantemente sotto il 2%, ma il deficit potrebbe essere di nuovo superiore a causa della minor crescita. Già, perché il punto è proprio questo: il Pd ha utilizzato il deficit nel peggior modo possibile, l’Italia non è riuscita ad agganciare la ripresa internazionale e si è confermata fanalino di coda in Europa. La catastrofe per cui tifano i dirigenti del Partito Democratico è già avvenuta, ma quando erano loro al governo: esplosione della povertà, disoccupazione di massa e ulteriore calo degli investimenti produttivi.

Ci immaginiamo lo sconcerto in casa Pd ieri, quando lo spread invece di sfondare quota 300 si è attestato sui valori di due settimane fa. D’altra parte qualche oscillazione sui mercati in questa fase è fisiologica ed il motivo è molto semplice: c’è chi fa di tutto per spaventare gli investitori, per alimentare lo scontro tra il governo e l’Unione Europea, per far credere che MoVimento 5 Stelle e Lega vogliano uscire dall’euro. Ma passeranno pochi giorni e i mercati capiranno che la Manovra del Popolo è la premessa di una maggiore crescita e di una conseguente riduzione del rapporto debito/Pil. Gli investitori possono essere istintivi quando cambiano gli equilibri politici, ma sono pronti a riconoscere le opportunità di investimento che si stanno aprendo in Italia proprio grazie alla nostra manovra coraggiosa.

Abbiamo programmato un deficit del 2,4% per i prossimi tre anni, lanciando un messaggio di stabilità e coerenza nella politica economica che presto i mercati coglieranno.

Il deficit ci consentirà di agire su tre fronti: il primo è quello della giustizia sociale, con il reddito di cittadinanza e il superamento della Fornero che daranno impulso ai consumi. Il secondo è quello delle tasse, visto che andremo a ridurle per professionisti ed imprese stimolando investimenti privati e occupazione. Il terzo è quello degli investimenti: riattiveremo quelli già previsti ma ancora non realizzati a causa del pessimo codice degli appalti in essere, che andremo a modificare, e lanceremo un grande piano di investimenti diffusi sul territorio, che riguarderà sia le infrastrutture materiali che quelle immateriali.

Agli avvoltoi lo diciamo forte e chiaro: non siamo ricattabili. Già un governo in Italia è caduto sotto i colpi dello spread, e fu quello l’inizio della fine per lavoratori, piccole-medie imprese e risparmiatori. Iniziò l’era dell’austerità e dei sacrifici, con il Pd che sostenne in Parlamento Monti mentre infliggeva agli italiani tagli lineari ai servizi pubblici, riforma Fornero sulle pensioni e nuove tasse su famiglie e imprese.

Con il governo del cambiamento si volta pagina: il deficit è messo al servizio dei cittadini e delle imprese. Solo così potrà dare forza a quella crescita stabile che i mercati chiedono da troppo tempo, fino ad oggi inascoltati.

 

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I nemici dell’Italia

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I nemici dell'Italia

I nemici dell’Italia

Authordi Luigi Di Maio
 

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“La perfetta manovra maldestra” “Sull’euro una partita pericolosa”
(Corriere), “Mattarella, primo stop al governo” “I diritti dopo di noi” (Repubblica), “La classe media dimenticata” (La Stampa), “La tassa di cittadinanza” (Il Giornale). Tutti i giornali di partito hanno dichiarato guerra alla Manovra del Popolo perchè fissa il deficit per il prossimo anno al 2,4%. Il Pd nel 2014 ha fissato il deficit al 3%, nel 2015 al 2,6%, nel 2016 al 2,5%, nel 2017 al 2,4% e l’anno scorso al 2%. Nessuno ha mai fiatato nonostante questo deficit non sia servito a nulla perchè i governi del Pd non hanno fatto deficit per i cittadini, ma per i loro interessi e mancette elettorali.

 
 
 
 
 
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Sappiamo bene come hanno impiegato i nostri soldi. Opere inutili mai realizzate. Air Force Renzi. 7 miliardi alle banche. Banca Etruria. F35. Pensioni d’oro. Superconsulenze. E così via. Per i piccoli imprenditori, per i 6 milioni di poveri, per i pensionati normali, per le famiglie, per la sanità, per i risparmiatori: niente, anzi solo tagli. Infatti in questi anni il debito pubblico è aumentato e la ricchezza degli italiani è diminuita. E ora questi vogliono venire a dire a noi e a tutti gli italiani come bisogna spendere i soldi? Ma per piacere! ‘cca nisciun è fesso! L’accanimento dei partiti è dovuto al fatto che con la Manovra del Popolo sarà evidente che i soldi per far stare meglio gli italiani c’erano e ci sono sempre stati. Bastava non usarli come hanno fatto loro.

Noi abbiamo stravolto tutto e abbiamo messo al primo posto l’interesse dei comuni cittadini, andando a intaccare gli interessi di partito che ormai restano difesi soltanto dai tecnocrati piazzati dai partiti all’interno dei ministeri. La nostra manovra è per la crescita della ricchezza dell’Italia. Economisti del calibro di Giovanni Dosi hanno detto che con la Manovra del Popolo e il deficit al 2,4% l’economia reale crescerà.

Il Pd e Forza Italia non riescono a fare un’opposizione politica e quindi con i loro giornali creano terrorismo mediatico per far schizzare lo spread sperando in un altro colpo di stato finanziario: sono degli irresponsabili nemici dell’Italia. Ma nonostante il loro cinico impegno lo spread non è schizzato perchè gli investitori tutto questo lo sanno. In Italia c’è un governo forte, compatto e destinato a durare che ha il consenso popolare più alto d’Europa e che fa gli interessi del Paese.

Le innovazioni che risolveranno l’inquinamento plastico nell’oceano

Le innovazioni che risolveranno l’inquinamento plastico nell’oceano

Esiste una grande quantità di piccoli oggetti di plastica, come bustine, piccoli contenitori, involucri, cannucce e coperchi per tazze di caffè, che non vengono riciclati e che finiscono nell’ambiente.

La Circular Materials Challenge ha preso di mira il packaging leggero e flessibile utilizzato per alcuni dei nostri prodotti preferiti. Circa il 13% delle confezioni odierne, come gli involucri per alimenti, sono costituite da strati di materiali diversi fusi insieme. Queste confezioni multistrato mantengono freschi gli alimenti ma rendono anche difficile il riciclo.

Le innovazioni dei vincitori della Circular Materials Challenge potrebbero impedire l’equivalente di 100 sacchetti di immondizia al secondo.

Ciò è particolarmente importante. Infatti negli ultimi anni c’è stato un incremento senza precedenti dell’inquinamento plastico oceanico. Ed è diventato chiaro che, nonostante i significativi miglioramenti nell’innovazione, negli investimenti e nell’impegno, non si riesce davvero a ripulire l’oceano. Il fatto è che per quanto ripuliamo, si inquina troppo velocemente.

Diamo qualche dato. Più di 8 milioni di tonnellate di plastica entrano nell’oceano ogni anno, tuttavia i tre maggiori disinvestimenti riguardano solo lo 0,5% dell’inquinamento. Questa crisi richiede urgentemente un cambio di passo, cioè soluzioni che impediscano alla plastica di diventare spreco.

Così la Ellen MacArthur Foundation, istituzione leader nel mondo per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare, ha lanciato il suo nuovo premio per l’innovazione in materia plastica per 2 milioni di dollari lo scorso maggio.

Scienziati, designer e altri innovatori sono stati sfidati a ripensare radicalmente il modo in cui realizziamo, usiamo e riutilizziamo le materie plastiche. La sfida è stata suddivisa in due categorie, con ogni vincitore che ha ricevuto una quota del premio da 2 milioni di dollari da investire nello sviluppo delle proprie idee.

1. Miwa, dalla Repubblica Ceca, presenta un’app che consente agli acquirenti di ordinare le quantità esatte di cui hanno bisogno. Queste vengono poi consegnate in imballaggi riutilizzabili dal produttore. http://www.miwa.eu/

2. Algramo, un’impresa sociale cilena, offre prodotti in piccole quantità in contenitori riutilizzabili attraverso una rete di 1.200 negozi di alimentari locali in Cile.https://www.algramo.com/

Centinaia di miliardi di bustine vengono vendute ogni anno. Possono contenere prodotti per la cura personale, prodotti alimentari, oppure shampoo e salsa di soia. Queste bustine non sono riciclate e molte finiscono per inquinare l’oceano.

3. Evoware, una start-up indonesiana, disegna involucri e bustine di cibo (contenenti, per esempio, caffè istantaneo o condimento) fatte di un materiale a base di alghe, che può essere sciolto e mangiato. http://www.evoware.id/

4. Delta, dal Regno Unito, offre una tecnologia che consente ai ristoranti di preparare e servire salse in bustine commestibili e compostabili.http://www.deltapackltd.co.uk/index.html

Oltre 100 miliardi di tazze di caffè usa e getta vengono vendute a livello globale ogni anno, ma oggi quasi nessuna di loro (né i loro coperchi) vengono riciclati.

5. CupClub, con sede nel Regno Unito, introduce un servizio di abbonamento in cui le tazze riutilizzabili possono essere ritirate presso qualsiasi negozio partecipante. https://www.cupclub.com/

6. TrioCup dagli Stati Uniti offre un bicchiere di carta usa e getta realizzato con una tecnica simile agli origami che elimina la necessità di un coperchio di plastica. Il team ha scelto un materiale compostabile al 100% e sta lavorando a un’alternativa riciclabile al 100%. https://www.triocup.com/

7. Il team dell’Università di Pittsburgh ha applicato la nano-ingegneria per imitare la natura e creare un materiale riciclabile in grado di sostituire complessi imballaggi a più strati non riciclabili.

8. Aronax Technologies Spain propone un additivo magnetico che può essere applicato ai materiali per creare un migliore isolamento dall’aria e dall’umidità, rendendolo adatto alla protezione di prodotti sensibili, come quelli alimentati o i medicinali, pur essendo ancora possibile riciclarli. http://aronaxtech.com/

9. Il Centro di ricerca tecnica VTT della Finlandia ha creato un materiale multistrato compostabile da sottoprodotti agricoli, che può essere utilizzato per sacchetti alimentari.

10. L’Istituto Fraunhofer ha sviluppato un rivestimento con silicati e biopolimeri che possono essere utilizzati in diverse applicazioni di imballaggio alimentare ed è completamente compostabile. https://www.fraunhofer.de/en.html

Queste innovazioni dimostrano le grandi possibilità dei principi dell’economia circolare, ma il loro raggiungimento richiederà nuovi livelli di impegno e collaborazione da parte dell’industria, dei governi, dei progettisti e delle start-up.

“Citizen Kane” come antidoto contro le fake news

“Citizen Kane” come antidoto contro le fake news

di Michele Diomà – Quel ragazzo del Wisconsin, all’anagrafe George Orson Welles, a poco più di 20 anni, ignorando “le buone maniere” del politicamente corretto, era riuscito a far percepire vividamente all’America quanto poteva essere labile il confine tra la testimonianza di un fatto realmente accaduto ed una “fake news”, tutto questo attraverso il leggendario scherzo radiofonico dello sbarco degli alieni sulla Terra, passato alla storia come “La guerra dei mondi”.

Un esperimento che mise tutti in guardia dalle “fake news” e dal potere che la stampa poteva avere nel deformare completamente la realtà.

Pochi anni dopo, nel 1941, la RKO, potentissima casa di produzione cinematografica, permise ad Orson Welles, di realizzare addirittura un colossal per raccontare al mondo il rischio che poteva derivare dalla manipolazione della realtà da parte della stampa.

Ed infatti in “Citizen Kane” lo stesso Orson Welles interpreta un personaggio che grazie ad un efficientissimo team di cronisti ingaggiati per costruire all’occorrenza anche “fake news”, rischia persino di diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tutto ciò è stato raccontato in un film più di 70 anni fa. Non a caso quando rivedo “Citizen Kane” mi chiedo come sia possibile che nel 2018 in un paese mediamente colto ed industrializzato come l’Italia, le “fake news” riescano ancora a proliferare.

L’antidoto? Da cinefilo rispondo che per non cadere nella trappola delle “fake news” sarebbe bene rivedere almeno un paio di volte l’anno “Citizen Kane”, quasi come un vaccino antinfluenzale!
Anche perché il film di Welles mostra un particolare, ovvero che quando la stampa risponde agli interessi di un gruppo di potere, nel caso specifico dell’impero di Mr. Charles Foster Kane, il racconto veritiero della realtà offerto ai lettori sarà sempre messo a rischio.

Oggi ho potuto divulgare questa storia, mostrando liberamente anche un’immagine tratta da “Citizen Kane”, mi auguro che le nuove norme sul “diritto d’autore” votate dal Parlamento Europeo, in futuro non impediscano a nessuno di meditare su opere come quella di Orson Welles.

299 792 458 m / s

299 792 458 m / s

di Beppe Grillo – Italia, un processo che è durato oltre dieci anni ha provocato un cambiamento dei cosiddetti equilibri politici. Il modo più sintetico di riassumere il cambiamento è questo: siamo passati da una politica che rappresenta e sostiene gli interessi della finanza speculativa ad un’altra che li vuole contenere.

Nel 2008 la grande bisca sembrava essersi sgretolata, però loro sono rimasti lì mentre la gente vede restringersi le libertà con cui partecipa al mondo, le fondamenta della felicità stessa. Ricordate le decine di migliaia di impiegati delle grandi banche d’affari che uscivano con lo scatolone appena licenziati? Erano gli impiegati dei call center dell’avidità, belle provvigioni e nessuna sicurezza, non erano loro i privilegiati.

La velocità… Il processo di sgretolamento sembrava fulmineo e catartico. In molti hanno identificato in quegli impiegati/broker il potere, invece si trattava di semplici commessi telefonatori. Non erano nessuno, al “massimo” dei cani da combattimento scatenati da padroni indecenti per infiammare le speranze e l’avidità della gente, per poi azzannarla.

Quella crisi è stata la prima a non essere seguita da cambiamenti sensibili delle regole del gioco, leggi per contenere la tendenza naturale della finanza speculativa a finire in bisca. La crisi del 2008 si è trasformata da tigre in un lento parassita. Le stesse agenzie di rating che davano la tripla A ai titoli tossici il giorno prima del crack, continuano ad essere considerate giudici inappellabili dell’affidabilità economica di interi stati sovrani, ed il mantra europeo lo decidono sempre gli stessi. Così, una crisi destinata a passare alla storia, non è stata seguita da un’analisi e da un cambiamento significativi. Quelli che avrebbero dovuto diventare gli stati uniti d’Europa si sono ridotti ad una gabbia monetaria, una gabbia con le sbarre invisibili, eppure in grado di provocare il panico.

Nel frattempo oltre dieci anni di dibattito politico hanno portato ad un serio tentativo di invertire il lento processo degenerativo della politica italiana, in una sola notte la rete della paura ha già alzato il “famigerato spread”.

Come è possibile che termini come spread possano effettivamente preoccupare la gente?

La gente è depressa per la disoccupazione reale, per l’annichilimento della speranza, e non per via di qualche disappunto dei Benetton o degli altri amici dei governanti che ci hanno preceduto.

Eppure è evidente come sia diffusa la convinzione che i cittadini identifichino le mattane dei banchieri con le loro stesse vite, ed i rischi per il capitalismo speculativo con quelli della loro esistenza. Questa confusione è l’unica speranza di chi pretende il popolo italiano, e coloro lo rappresentano, sottomessi a delle percentuali astratte: quasi di soppiatto il 3%, la percentuale istituzionale di anni, si è trasformata in 0,8 e poi in 1,6.

Intanto gli “esperti” fanno di tutto perché i timori degli speculatori diventino quelli dei cittadini.

C’è da chiedersi cosa potrebbe portare la gente comune ad identificarsi con gli speculatori, non può certo bastare la solita frase di rito: “perché in fondo i risparmiatori siamo noi.” Per quanti sforzi vengano fatti dai media, è difficile che milioni di persone in difficoltà si percepiscano come “risparmiatori” che investono in borsa.

Forse è la sensazione di essere imprigionati nello stesso casellario algoritmico a spaventare la gente.

I cittadini si confrontano tutti i giorni con reti informatissime su di loro, regolate da meccanismi predisposti ed automatici, veloci come vipere che potrebbero stare sotto una qualunque delle pietre che incontrano. Le persone percepiscono che la rete globale della finanza, con le sue reazioni da galline in fuga al minimo segno di incertezza, sia la stessa che governa le loro vite nei rapporti con lo stato.

E’ un network, dove debito pubblico e privato si confondono in una piovra di discorsi e pretese: le cartelle pazze sono diventate PEC schizoidi, ed è la paralisi.

Ad essere veloce non è più ciò che ti serve ma quello a cui tu servi.

Così, il singolo cittadino che cerca di vivere a modo suo ed un intero paese sovrano appaiono sullo stesso piano: indifesi.

Ma è solo un’illusione, i governi possono ancora cambiare le regole e farsi rispettare dai banchieri, in alto i cuori.

Pd, obbiettivo estinzione?

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Pd, obbiettivo estinzione?

Pd, obbiettivo estinzione?

di Alessandro Di Battista

Guardate qui. Luglio 2017, l’attuale senatore semplice di Firenze, Scandicci, Signa e Impruneta Matteo Renzi scrive un lungo capitolo del suo libro (riportato in prima pagina dal Sole 24 ore) dove spiega “la base della proposta economica del PD per le prossime elezioni”. E cosa scrive il senatore semplice, all’epoca segretario del PD? Decifit al 2,9% per 5 anni per avere miliardi di euro da investire in crescita.

Adesso che un governo (non più il loro) decide di arrivare ad un decifit del 2,4% non per trovare denari da dare alle banche ma per dare una mano a chi vive in povertà, per alzare le pensioni minime, per abbassare le tasse alle partite IVA e per sostenere i truffati dalle banche (e dallo stesso governo Renzi) il PD che fa? Scende in piazza per mettere in pericolo gli italiani da questi barbari, “ladri di futuro” che non pensano ai conti pubblici.

Io penso veramente che strateghi e comunicatori del PD abbiano come obiettivo l’estinzione. Non c’è altra spiegazione. Avete presente gli obiettivi del Risiko? Probabilmente i dirigenti del PD ne avranno pescato uno nuovo: “dovete estinguervi il più presto possibile”.

Per carità la strada mi pare assolutamente quella giusta ma per fare prima meglio andare dal notaio che in piazza. Meglio una bella dichiarazione di “bancarotta politica” che un video della Morani e della Ascani (uguali a Elias e Tisini come dice Osho). Lo dico davvero, l’agonia deve finire il più presto possibile. Non si può soffrire così!

 

Con la #ManovraDelPopolo anche l’Europa cambia

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Con la #ManovraDelPopolo anche l'Europa cambia

Con la #ManovraDelPopolo anche l’Europa cambia

di MoVimento 5 Stelle Europa

Con la manovra del popolo si chiude la lunga era dell’austerity che ha portato solo stagnazione e disoccupazione. Con la manovra del popolo è anche l’Europa che cambia. Finalmente c’è un governo che mette la giustizia sociale al centro delle proprie politiche e che scommette con coraggio sul rilancio dell’economia. Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto:l’austerity e qualche decimale di deficit non possono essere scuse per non occuparsi delle persone in difficoltà.

Non abbiamo mai avuto l’intenzione di distruggere i conti pubblici o di andare allo scontro coi mercati, l’esatto opposto. Gli investimenti e le politiche economiche espansive sono quello che oggi servono a rilanciare un Paese come l’Italia e l’Europa tutta. Al contempo, sappiamo bene che dobbiamo tagliare tutta la spesa improduttiva che negli anni ha fatto accumulare un debito eccessivo: su questo saremo inflessibili, la nostra storia parla per noi.

Finora i cittadini hanno sempre vissuto le manovre economiche varate dai loro governi con paura e ansia, adesso con noi la manovra è sinonimo di speranza e riscatto. In particolare, siamoorgogliosi del superamento della legge Fornero che aprirà ai giovani nuove opportunità di lavoro, delle misure di contrasto alla povertà come il reddito e la pensione di cittadinanza, del taglio delle tasse e del Fondo per risarcire i truffati delle banche.

Nei prossimi mesi lavoreremo al Parlamento europeo per affermare questa nuova idea di Europa, una comunità dove gli ultimi vengono messi al primo posto e dove i privilegi e gli interessi dei potenti vengono cancellati. Le prossime elezioni europee saranno uno spartiacque e un’occasione di rilancio dell’Europa stessa: chi l’ha condotta in un vicolo cieco, allontanandola dalle priorità che dovrebbero esserle proprie, verrà accompagnato alla porta dal voto dei cittadini.

 

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Raccolta Firme Taglio ai Privilegi Regione Calabria (Sellia Marina)

Raccolta Firme Taglio ai Privilegi Regione Calabria (Sellia Marina)

i moduli per la raccolta firme per il taglio Privilegi del consiglio della regione Calabria sono stati depositati al Comune di Sellia Marina invitiamo i cittadini ad andare negli uffici anagrafe con un documento D’identità valido e chiedere di firmare i moduli, gli orari di apertura al pubblico sono

Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì

dalle ore 09:00 alle ore 12:00;

Mercoledì

dalle ore 15:00 alle ore 17:30

Banchetto informativo

Martedì 02/10/2018 dalle 10,00 in Via San Francesco da Paola (Via Mercato) 

 

 

La Calabria, la regione più povera d’Italia ha il Consiglio più costoso, si spende quasi 9.5 milioni di euro all’anno per i vitalizi

LA REGIONE Lombardia ne spende 6.5 milioni pur avendo un reddito pro capite doppio rispetto alla Calabria

Con la nostra proposta vogliamo:

  • L’archiviazione della proposta di legge PD alla reintroduzione dei vitalizi
  • Risparmiare 4 milioni di euro annui per il consiglio regionale
     

Un miliardo e mezzo per rifare completamente i centri per l’impiego

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Quello nella foto accanto è Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. È il direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center e si occupa dei centri per l’impiego degli Stati Uniti, che sono un modello di efficienza. Ci darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego dell’Italia. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri. Abbiamo un miliardo e mezzo da investire per questa missione.

Grazie al Reddito di Cittadinanza, inserito nella Manovra del Popolo, e ai nuovi centri per l’impiego reintrodurremo e avvieremo al lavoro milioni di italiani. Sono entusiasta perché stiamo facendo quello che abbiamo promesso in campagna elettorale a dispetto di chi diceva era impossibile!

 

La manovra del popolo fa impazzire il Pd

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La manovra del popolo fa impazzire il Pd

La manovra del popolo fa impazzire il Pd

di MoVimento 5 Stelle

È straordinario vedere i soldatini del Partito Democratico rosicare per una Manovra del Popolo che quando erano al governo non hanno mai avuto il coraggio di approvare.

Eppure c’è un tale che nel 2017 scriveva queste parole in un libro intitolato “Avanti”:“ritorno per almeno cinque anni ai criteri di Maastricht con il deficit al 2,9%. Ciò permetterà al nostro paese di avere a disposizione una cifra di almeno 30 miliardi di euro per i prossimi cinque anni per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita”.

2,9%! Per cinque anni! Per i soldatini del Pd questo irresponsabile avrebbe indebitato i cittadini italiani per centinaia di miliardi di euro. Il suo nome però è Matteo Renzi, che nei tre anni precedenti aveva guidato proprio il Pd governando il Paese.

Peccato che quel coraggio da leoni Renzi lo tirò fuori solo nel libro, perché da Presidente del Consiglio ridusse il deficit, e con esso investimenti e servizi pubblici, salvò le banche (anche di famiglia) sulla pelle dei risparmiatori e distrusse la stabilità del posto di lavoro con il Jobs Act.

Non è un caso che dal 2014 al 2017 il rapporto debito/Pil sia rimasto su livelli altissimi, e che l’Italia sia tuttora fanalino di coda in Europa per crescita, essendo stata incapace di sfruttare la ripresa dell’economia internazionale e la congiuntura favorevole (basso prezzo del petrolio, svalutazione dell’euro e Quantitative Easing di Draghi).

Il governo del cambiamento non ha intenzione di stare a guardare un Paese come l’Italia morire lentamente, ristagnare nella povertà dilagante e nell’ingiustizia sociale. Abbiamo programmato un deficit al 2,4% per i prossimi tre anni, così da dare impulso alla ripresa, combattendo la povertà delle famiglie, riducendo la pressione fiscale sulle imprese, superando la legge Fornero e rilanciando gli investimenti produttivi. In tutto ciò abbiamo trovato anche 1,5 miliardi per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche e ignorati dal Pd. Risorse 15 volte superiori al ridicolo fondo Baretta del governo Gentiloni.

Per il popolo questo ed altro. I
l cambiamento non lo scriviamo nei libri ma lo realizziamo nella realtà.

 

Oggi è cambiata l’Italia! Abbiamo portato a casa la #ManovraDelPopolo

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Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l’Italia! Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al Reddito di Cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego. Restituiamo finalmente un futuro a 6 milioni e mezzo di persone che fino ad oggi hanno vissuto in condizione di povertà e che fino ad oggi sono stati sempre completamente ignorati.

Nella Manovra del Popolo abbiamo inserito anche la pensione di cittadinanza che restituisce dignità ai pensionati perché alza la minima a 780 euro. E con il superamento della Fornero, chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un’opportunità.

I truffati delle banche saranno finalmente risarciti! Abbiamo istituito un Fondo ad hoc di 1,5 miliardi.

Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono. Tra poco in diretta su Facebook vi racconterò tutti i dettagli!

 

Un giorno storico per l’Italia

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Un giorno storico per l'Italia

Un giorno storico per l’Italia

di Alessandro Di Battista

È un giorno storico! Sarà contento Gianroberto che ha lottato come un leone fino all’ultimo per il reddito di cittadinanza. Finalmente un governo inizia una lotta senza precedenti contro la povertà. Finalmente i truffati dalle banche potranno tornare a vedere il futuro.

Finalmente i pensionati minimi avranno dignità. È davvero la manovra del popolo e sono orgoglioso. Ci hanno sbeffeggiato per anni. Ci hanno trattato con supponenza, con disprezzo.

Volevamo solo dare una mano agli ultimi e abbiamo dimostrato di poterlo fare. So che tanti attivisti stanno andando a Palazzo Chigi. Le persone festeggiano in piazza un decreto del governo. Davvero non si era mai visto. Un grazie speciale a Luigi, mio favoloso compagno di mille battaglie.

 

Giovanni Dosi sulla Manovra del Popolo: con il deficit al 2,4% l’economia reale crescerà

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Giovanni Dosi sulla Manovra del Popolo: con il deficit al 2,4% l'economia reale crescerà

Giovanni Dosi sulla Manovra del Popolo: con il deficit al 2,4% l’economia reale crescerà

Riprendiamo questo intervento di Giovanni Dosi su AffariItaliani.it. Dosi è professore di Economia alla scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

di Giovanni Dosi

C’è qualcosa di surreale nella discussione sulla legge di bilancio. Già quando si parlava del 3% come di un totem magico io ed altri colleghi ci chiedevamo perché tre e non qualche numero più “universale”, per esempio, per i keynesiani avrebbe potuto essere pi greco o addirittura due pi greco, e per i rigoristi, che so la “e” di Nepero o addirittura la costante di Plack.

Adesso sono usciti altri numeri magici che sono diventati addirittura delle “linee Maginot” (nonostante la jella che porta quell’evocazione!) . Forse allora è meglio tornare a parlare di economia e chiederci a) quali sono gli effetti reali di un (modesto) aumento del deficit e b) come la prenderebbero i mercati. Sul primo punto, la risposta, in breve, è che farebbe solo bene, specialmente se dovuto ad un aumento delle spese e non ad un taglio delle tasse e specialmente non quelle sui ricchi. La ragione è molto semplice. Se ci sono risorse inutilizzate – ed è difficile pensare che non ci siano con una disoccupazione sopra l’11%! -allora un aumento della spesa anche (specialmente) in deficit produce un aumento piu’ che proporzionale del PIL (piu’ tecnicamente si dice che il moltiplicatore è molto maggiore di uno e questo lo dice anche il Fondo Monetario dove non sono certo comunisti!).

Esempio. Supponiamo che il rapporto debito /PIL sia 100/100. Adesso aumentiamo (temporaneamente) il debito a 101 finanziando un aumento della spesa in deficit .

Ma se il moltiplicatore è 2 , il rapporto debito /PIL diventa 101/102 , cioè piu’ BASSO. Questioni correlate – L’Italia in Europa è stato il paese piu’ virtuoso in assoluto, con alti surplus di bilancio al netto degli interessi, ma proprio questo è stato pernicioso sul lato della crescita. Un paese come la Francia ( che ha circa 2/3 del nostro debito in proporzione al PIL ) nel 2016 ha fatto un deficit del 3% e nessuno ha detto niente .

– Il nostro prodotto potenziale rispetto al quale è calcolato il deficit “permesso” è ottenuto con algoritmi senza alcun senso: per Bruxelles e per quelli che in passato l’hanno avvallato a Roma, il livello di “piena occupazione” in Italia sarebbe con circa l’11% di disoccupati ! ? ! Se c’è qualche economista serio che ci crede alzi la mano .

– Un deficit 2.4 che implicazioni ha? Essenzialmente, poche anche, se di segno positivo sull’economia reale: deficit minori avrebbero avuto un impatto deflattivo. Ci sono pero’ alcune qualificazioni importanti ed alcuni alcuni caveat , sul secondo punto “come la prendono i mercati?”. è un po’ una questione di framing cognitivo ed un po’ (di più) di costruzione istituzionale. In un mondo di economie nelle quali le Banche Centrali fanno le banche centrali i nostri deficit e debiti non avrebbero nessuno effetto. C’è qualcuno che ricorda che lo stato della California ha essenzialmente fatto default? Effetti sugli Stati Uniti? Basically nessuno. Ma la Fed fa il mestiere della Fed. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL quasi doppio della Grecia: importa a qualcuno? No, perchè la Banca Centrale fa il suo dovere e sottoscrive tutti i titoli di stato che i privati, a tasso spesso negativo non sottoscrivono, ma in genere sottoscrivono!. Ma allora inflazione gridano gli ordo-liberisti ! ? ! E quasi un quarto di secolo che i Giapponesi fanno pellegrinaggi a Lourdes e Santiago di Campostela per avercela , ma non arriva e a Chicago e Francoforte non si spiegano perchè …

Ma la BoJ fa il mestiere di una Banca Centrale come la Fed. Invece noi abbiamo ridotto tutta l’Europa ad essere un “paese straniero da se stesso “ , come era il mondo pre moderno del Gold Standard … Magari non è che noi abbiamo di brutto sbagliato teoria , o siamo consigliati dagli stessi consiglieri che hanno portato la Germania nel secolo scorso nelle mani di Hitler? Poi ci sono problemi pragmatici e grossi

1 . Quanto è grande il moltiplicatore? Se il governo trasferisce soldi ai poveri, li spendono tutti, se li trasferisce ai ricchi li spendono pochi. Quindi se si fa qualche tipo di “reddito di cittadinanza” il moltiplicatore è sicuramente superiore a uno, se si trasferisce a ricchi, spesso evasori, come con le flat tax, è zero o forse negativo …

2. Ma l’Europa? L’Europa è una bestia complicata. Quando la Germania fa “nazionalizzare” alla Grecia il debito delle banche greche per salvare le banche franco-tedesche con tutto quello che ne è conseguito va tutto bene per loro, per la finanza internazionale , con il disastro sociale che è risultato , assolutamente un orrore sociale come non si vedeva dal 1929 … Altrimenti da dove partiamo con l’alternativa ? Da Stiglitz , ma sicuramente non da Orban, che è il disastro assoluto, ma piuttosto da Corbyn …

3. I mercati, di nuovo Se si dice, “sforiamo per dare più soldi ai ricchi evasori “, non è credibile persino con gli evasori che speculano sui mercati! … e non per la Commissione Europea … Se diciamo che assieme tagliamo anche le spese che non ci vanno bene è molto più credibile . Dalle “tax expenditures” per le imprese che voleva tagliare pesino Giavazzi ! …agli F-35 …

 

Il ”Ministro del deficit” Moscovici non può darci lezioni

Il Blog delle Stelle

 

di MoVimento 5 Stelle

Ogni mattina, quando ti svegli, apri il giornale e puoi star certo di leggere gli attacchi di Pierre Moscovici al governo italiano. Stiamo parlando del Commissario per gli Affari economici e finanziari dell’Unione Europea, che dal 2012 al 2014 ha ricoperto anche il ruolo di Ministro delle Finanze del governo francese.

Nei tre anni in cui era Ministro, Moscovici ha sempre sforato il tetto europeo del 3%, collezionando rispettivamente il 5%, il 4,1% e il 3,9% di deficit pubblico in rapporto al Pil. Moscovici è stato a tutti gli effetti il “Ministro del deficit”, e ora che siede a Bruxelles lancia avvertimenti minacciosi verso l’Italia che da anni rispetta religiosamente quel parametro molto discutibile. Come si permette, ma soprattutto con che faccia ha il coraggio di attaccarci?

La Francia di Macron nel 2019 aumenterà di nuovo il deficit dal 2,6 al 2,8%, riavvicinandosi a quel 3% che ha sforato costantemente negli ultimi 10 anni. Luigi Di Maio ha giustamente rivendicato la possibilità per l’Italia di fare altrettanto, perché siamo un Paese sovrano e dobbiamo costruire la manovra non sui parametri ma sulle esigenze materiali dei cittadini. Reddito di cittadinanza, riduzione della pressione fiscale a carico delle imprese e superamento della Fornero non sono capricci, ma il programma con il quale le due forze politiche oggi al governo sono state votate da 17 milioni di italiani. Vanno realizzati, con o senza l’assenso di un burocrate europeo che rappresenta di fatto ancora gli interessi francesi.

Stamattina su La Stampa Moscovici ha dato il peggio di sé, sostenendo che l’Italia non si può permettere il deficit francese, perché ciò che conta non è il deficit nominale ma quello strutturale, vale a dire il deficit calcolato in rapporto al Pil potenziale. Anche accettando questa obiezione, che non tiene conto del metodo assurdo con il quale la Commissione calcola il nostro Pil potenziale, Moscovici dimentica la cosa più importante: la Francia ha un deficit strutturale molto più alto di quello italiano!

La Francia nel 2017 ha raggiunto un deficit strutturale del 2,1%, contro l’1,7% italiano. Negli ultimi anni il gap è stato ancora più alto: nel 2010 la Francia pompava deficit nell’economia per rispondere alla crisi, e il deficit strutturale si attestò addirittura al 5% del Pil contro il 3,3% italiano. Ancora nel 2014 la Francia era sopra il 3%, mentre l’Italia lo riduceva fino allo 0,6% del 2015. L’anno prossimo il Presidente Macron espanderà il deficit strutturale dell’1%, passando dal 2,1% di quest’anno al 3,1%. E nello stesso momento Moscovici minaccia sfracelli se noi aumenteremo il medesimo parametro anche solo dello 0,1? È inaccettabile.

Conosciamo già la solita replica di Moscovici: il debito pubblico italiano è troppo alto! Ebbene, anche qui i burocrati europei non raccontano tutta la verità. Il rapporto debito/Pil dell’Italia era al 99,8% nel 2007. Sono proprio le politiche di austerità applicate indiscriminatamente negli ultimi 10 anni che hanno fatto esplodere il debito fino al 131,8% del Pil. Bisogna cambiare urgentemente politiche per tornare ad una crescita dignitosa e abbattere disoccupazione e povertà. Non sarà certo seguendo le ricette dell’euroburocrate Moscovici che ci riusciremo, forse però seguendo quelle del Moscovici in salsa francese le cose cambieranno davvero.

 

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Il Pd se la prende anche con le persone disabili: vergogna!

Il Blog delle Stelle

 
Il Pd se la prende anche con le persone disabili: vergogna!

Il Pd se la prende anche con le persone disabili: vergogna!

di MoVimento 5 Stelle

Per il Partito Democratico non c’è limite alla vergogna. Il deputato Gennaro Migliore ha attaccato il sottosegretario Vincenzo Zoccano, intimando al suo collaboratore di uscire dall’aula della Commissione. Ma Zoccano è una persona non vedente.

Il Partito Democratico si dimostra ancora una volta lontano anni luce dall’avere contezza dei problemi che quotidianamente devono affrontare le persone con disabilità.

Migliore, prendendo posizione in maniera ignobile, avrebbe voluto estromettere dall’aula la persona che suggerisce i punti all’ordine del giorno a Zoccano che, non potendo leggere la documentazione, deve per forza farsi aiutare da una persona di fiducia.

Si tratta di un fatto grave, sconcertante e senza giustificazione. Non è la prima volta che il Pd manifesta il suo assoluto cinismo rispetto ai temi della disabilità: dopo aver tagliato dieci milioni di euro al Fondo per i disabili, con la gaffe social del suo segretario Martina che ha definito, giustamente, ignobile il Governo Gentiloni di cui faceva parte, ecco un altro triste episodio che palesa come questo partito calpesti senza ritegno le politiche di inclusione. Per Vincenzo Zoccano è un onere e un onore, come persona non vedente, servire il proprio Paese e svolgere il ruolo di Sottosegretario. Per farlo ha necessità di essere accompagnato da un collaboratore, checché ne dica Migliore.

Dopo aver smantellato i diritti economici e sociali degli italiani, dopo aver ignorato milioni di poveri concentrando tutti i propri sforzi per favorire lobby, banche e amici degli amici, il Pd se la prende con i disabili, pretendendo che non siano aiutati a svolgere le proprie funzioni. Si vergognino, chiedano scusa e smettano di fare danni: per loro sarebbe la cosa ‘migliore’ da fare.