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Daily Archives: giugno 13, 2018

In Italia c’è un nuovo governo, e niente sarà più come prima

Il Blog delle Stelle

 

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura irespingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La Francia respinge quotidianamente i migranti a Ventimiglia e tutti ci ricordiamo cosa è successo qualche mese fa a Bardonecchia.

È imbarazzante che oggi i rappresentanti di questi Paesi vengano a farci la morale soltanto perché chiediamo a tutti i nostri partner europei di condividere con l’Italia diritti, doveri e solidarietà. Anziché sprecare fiato bisogna adoperarsi subito per distribuire i migranti che arriveranno durante l’estate in tutta Europa e modificare il prima possibile il Regolamento di Dublino. In Italia c’è un nuovo governo e niente sarà più come prima.

 
 

Da padre ve lo garantisco: salveremo le vite umane

Il Blog delle Stelle

 
Da padre ve lo garantisco: salveremo le vite umane

Da padre ve lo garantisco: salveremo le vite umane

Di seguito l’intervista concessa dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, al Corriere della Sera

Ministro Toninelli, era necessario arrivare fino a questo punto con Aquarius? Lei ha detto che «il diritto internazionale non può prevalere su un’Italia abbandonata a se stessa». Ma qui non si tratta di diritto ma di vite umane….

«L’Italia ha sempre salvato le vite umane e non si tirerà mai indietro. Sono altri a dover iniziare a prendersi le loro responsabilità. In questo caso non c’era nessuno in pericolo di vita e abbiamo chiesto a Malta di fare la propria parte. Il fatto che bisogna continuare a soccorrere chi si trova in pericolo non è minimante in discussione. E la nostra Guardia Costiera fa un lavoro eccezionale per professionalità e per dedizione. Hanno salvato centinaia di migliaia di vite e a loro e alla Marina darei il Nobel per la Pace. Soccorrere i naufraghi non è mai un errore, dovrebbero essere gli altri Stati a passarsi una mano sulla coscienza».

Ma non c’è una contraddizione tra rivendicare la necessità di salvare le vite umane e poi lasciare i migranti senza approdo?

«Non vedo contraddizioni. Ci sono priorità indiscutibili, però le altre nazioni devono iniziare ad aprire i porti: la nostra non è stata una impuntatura ma solo la richiesta di una condivisione di responsabilità per una questione che non tocca solo l’Italia».

Quindi di fronte allo stato di necessità della nave avreste aperto i porti?

«Non è questo il tema. Bisogna ridiscutere i luoghi di messa in sicurezza e di salvataggio. Abbiamo fermato Aquarius in acque maltesi in attesa della risposta di La Valletta alla nostra richiesta di accogliere la nave nei loro porti e per capire se il comandante della ong avesse o meno fatto rotta verso Malta anche dopo la dichiarazione di disponibilità dell’ambasciatrice maltese».

Salvini sostiene che la nave non abbia risposto a una vostra chiamata. Ma lei da padre come si sente ad aver lasciato dei bambini in una situazione del genere?

«Premesso che stiamo parlando di una tragedia epocale, che lega flussi migratori e criminalità organizzata, e di un problema che mi tocca profondamente come uomo e come padre, abbiamo garantito, e continuiamo a farlo, la migliore assistenza possibile ai passeggeri della Aquarius».

Aquarius è una caso ma nei prossimi giorni c’è il rischio molto concreto di situazioni simili. Ogni volta sarà un braccio di ferro? Salvini sembra intenzionato a proseguire su questa strada

«L’Italia continuerà a salvare vite umane, ma siamo stati chiari. Bisogna condividere le responsabilità. Ognuno ha le sue: la nazione in cui navigano le carrette del mare, i Paesi per cui battono bandiera le navi Ong. Oggi si apre una nuova era».

Scusi, in che senso?

«Il gesto della Spagna, che ringrazio, dimostra che in Europa c’è un nuovo vento si solidarietà e cooperazione che spero investa altre nazioni».

I sindaci hanno mostrato disponibilità ad aprire i porti e solidarietà verso i migranti: scontro istituzionale in vista?

«Io vedo un atto di cooperazione, non di scontro: la loro richiesta è solo un elemento di grande umanità e li ringrazio per questo».

La base del Movimento è inferocita, alcuni dicono che state tradendo i vostri valori

«Macché. Nessun tradimento. Siamo e saremo sempre per l’accoglienza ma è giusto farlo con altri Paesi, pensando anche a un meccanismo di redistribuzione per quote. In queste ore si stanno muovendo su questa linea sia il ministero degli Esteri che quello dell’Interno».

Intanto con le vostre mosse però rischiate di spaccare la base e perdere conensi.

«Si sbaglia. I militanti capiranno. Il Movimento non ha mai fatto scelte importanti seguendo il consenso, ma operando per la collettività».

Sarà come dice lei, ma a guardare i sondaggi e il voto alle Amministrative, la Lega sembra avervi cannibalizzato: loro crescono voi siete fermi. Teme un’inversione dei rapporti di forza?

«Non credo. Non c’è nessun timore di perdere punti. Il M5S si presenta sempre senza alleanze e senza apparentamenti alle amministrative. Eppure anche stavolta abbiamo ottenuto risultati egregi. E lo vedrà in particolare dopo i ballottaggi».

Lei è finito al centro delle polemiche anche per la sua posizione contro la Tav…

«Chi afferma che sia inutile un’analisi dei costi e dei benefici ci dica perché».

Andrete fino in fondo?

«Vedremo i numeri e lo capiremo nelle prossime settimane».

 

625 mila migranti sbarcati in Italia negli ultimi 4 anni. Dov’è l’Europa?

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625 mila migranti sbarcati in Italia negli ultimi 4 anni. Dov'è l'Europa?

625 mila migranti sbarcati in Italia negli ultimi 4 anni. Dov’è l’Europa?

di MoVimento 5 Stelle Europa

Dal 2014 al 2017 sono sbarcati in Italia ben 624.689 migranti. Nonostante dietro ogni sbarco ci sia uno scafista e un racket ben organizzato, l’Italia ha accolto e soccorso centinaia di migliaia di persone in fuga da guerre e miserie. Abbiamo già dato.

È arrivato il momento di mettere nero su bianco le promesse e le pacche delle spalle ricevute da tutti i leader europei
– Merkel e Macron in testa – che hanno più volte ammesso che l’Italia è stata lasciata sola. Adesso c’è un governo del cambiamento che non lo permetterà più.

Nelle ultime ore, dalla Spagna alla Francia, si sono levate voci poco rispettose del grande impegno che ha dimostrato l’Italia nell’accogliere e gestire le pratiche di tutti questi migranti. Se in Italia la situazione è diventata insostenibile è perché finora tutti gli altri Paesi che affacciano sul Mediterraneo hanno chiuso le loro frontiere, lasciando sola l’Italia.

I rappresentanti spagnoli e francesi che hanno criticato il governo italiano si informino senza pregiudizi e facciano autocritica. I metodi utilizzati dal la Francia a Ventimiglia e Bardonecchia non consentono a nessuno di dare lezioni agli altri. Ci auguriamo che tutti i Paesi europei collaborino con l’Italia in sede di Consiglio con l’obiettivo di raggiungere un compromesso che superi Regolamento di Dublino e applichi la solidarietà scritta nei Trattati con ricollocamenti obbligatori e automatici dei migranti sbarcati in Italia.

 

La storia di Piera Aiello, che torna a vivere nonostante la Mafia

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La storia di Piera Aiello, che torna a vivere nonostante la Mafia

La storia di Piera Aiello, che torna a vivere nonostante la Mafia

Di seguito la traduzione del servizio che il Guardian ha dedicato a Piera Aiello, parlamentare del MoVimento 5 Stelle che da anni vive sotto scorta perché minacciata dalla Mafia e che ora, finalmente, scopre il suo volto.

La “politica fantasma” italiana, che è stata costretta ad andare a lavoro in modo anonimo a causa di minacce della mafia, ha finalmente rivelato il suo volto al pubblico dopo aver ottenuto il suo seggio parlamentare.

“Dopo tutti questi anni passati dietro le quinte, oggi posso finalmente guardare il mondo in faccia senza temere di mostrare il mio”, Piera Aiello, 51 anni, ha detto al Guardian, mentre posa per le foto per la prima volta dal 1993.

È come tornare alla vita“, ha detto, sorridendo all’obiettivo della telecamera. “In questo preciso momento, mi sento completamente libera”.

La vita di Aiello è stata in pericolo da quando ha visto due sicari della mafia uccidere suo marito nel 1991, costringendola a entrare nella “protezione dei testimoni” due anni dopo. A marzo, si è presentata come candidata anti-mafia per il Movimento 5 Stelle in Siciliae ha ottenuto il suo seggio nonostante abbia dovuto fare campagne anonime e sotto scorta di sicurezza. Come testimone antimafia, Aiello non poteva mostrare il suo volto in pubblico, non poteva essere fotografata o tenere liberamente eventi di campagna nelle piazze. Portava spesso un velo per coprirsi il volto, tanto da farla divenire nota come “la candidata senza volto”.

Aiello è nata a Partanna, nella Sicilia occidentale. All’età di 14 anni, fu costretta a sposare il figlio del boss siciliano della mafia Vito Atria. Nel 1991 un clan della mafia rivale decise di uccidere suo marito. “Avevamo una pizzeria”, dice Aiello. “Una sera, due uomini entrarono nella stanza. Hanno guardato mio marito e hanno sparato. È caduto davanti a me, coperto di sangue”.

Dopo aver deciso di testimoniare contro gli assalitori, è diventata una testimone di giustizia, con la sua testimonianza sono stati arrestati diversi mafiosi. Ma mentre altri mafiosi sono rimasti liberi, Aiello riferisce di essere stata costretta a vivere come un prigioniero mentre era sotto protezione per i testimoni. Dovette cambiare nome e lasciare la Sicilia. L’anno scorso, ha deciso di riprendere il controllo della sua vita e candidarsi alle elezioni come candidato per il movimento anti-establishment M5S. “Avevo un obiettivo: portare in parlamento le drammatiche condizioni in cui sono costretti a vivere coloro che decidono di testimoniare contro la mafia”, dice.

Nonostante le operazioni di polizia giudiziaria siano riuscite a limitare l’influenza di Cosa Nostra in Sicilia e della Camorra a Napoli, la criminalità organizzata rimane un problema serio in Italia e all’estero. Si ritiene che la mafia calabrese, nota come la ‘Ndrangheta, sia il principale trafficante di cocaina in Europa. Come membro del parlamento, Aiello ha detto che era diventato troppo complicato per lei dover evitare fotografi e obiettivi a Roma e ora si sentiva pronta a mostrare il suo volto in pubblico.

Ma lei continuerà a vivere sotto scorta della polizia. È ancora considerata come un obiettivo della mafia, specialmente da quando è diventata un’importante attivista anti-mafia in parlamento, incoraggiando i testimoni a parlare apertamente. Mercoledì, Piera è tornata in Sicilia per incontrare altri testimoni che si sono ribellati alla mafia, che vivono ancora nella paura. Uno era Alessandro Marsicano, 48 anni, pasticcere di Palermo e vittima dell’estorsione della mafia. Da quando è diventato un informatore, la sua testimonianza ha portato ad arresti, ma ha detto che la sua vita è diventata un incubo.

Avevo deciso di lasciare la Sicilia e trasferirmi a Londra, dove ho aperto una pasticceria vicino a Soho”, dice. “Ma i capi mi hanno raggiunto anche lì, e una sera mi hanno picchiato nelle strade di Tottenham. Da quando ho incontrato Piera, posso vedere un futuro più luminoso per la mia famiglia”. Molti testimoni di giustizia hanno festeggiato la sua vittoria in parlamento, e alcuni hanno persino chiesto che venisse nominata vice ministro dell’interno nel nuovo governo di coalizione in Italia. “Ho deciso di resistere in modo che quelli che si ribellano alla mafia non siano emarginati”, ha detto. “Ho deciso di diventare un candidato perché io, Piera Aiello, volevo tornare a riavere indietro il mio volto. E l’ho capito”.

 
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