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Daily Archives: giugno 5, 2018

Chi manovra lo spread? Interrogazione alla BCE per fare chiarezza

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Chi manovra lo spread? Interrogazione alla BCE per fare chiarezza

Chi manovra lo spread? Interrogazione alla BCE per fare chiarezza

di Marco Valli, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa

Alcune indiscrezioni di questi giorni hanno paventato un possibile coinvolgimento della BCE e di Bankitalia nell’ampio movimento avvenuto sui titoli di Stato italiani e tedeschi, che ha portato lo spread ad allargarsi in modo anomalo proprio nelle fasi di formazione del Governo del cambiamento in Italia. Dal Parlamento europeo abbiamo inviato una interrogazione per dare l’opportunità alla Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi di smentire, mostrandoci i dati disaggregati sugli acquisti e le vendite di titoli di Stato italiani e tedeschi di queste settimane turbolente.

Ecco l’interrogazione:
Nelle ultime settimane di maggio, mentre in Italia erano in atto tentativi di formazione del governo, si sono registrate forti tensioni sul mercato dei titoli di Stato italiani, che hanno portato lo spread tra BTP e Bund a 10 anni a superare i 300 punti base, record dal 2013. Considerando che la BCE detiene e movimenta un ingente ammontare di titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona per perseguire i suoi obiettivi di politica monetaria, specialmente nel quadro del programma di acquisto di attività del settore pubblico sui mercati secondari (PSPP).

Alla luce di ciò, si chiede alla BCE:
1 – di fornire i dati aggiornati relativi ai volumi in acquisto e in vendita dei titoli di Stato italiani e tedeschi, ad opera della BCE nonché delle rispettive banche centrali nazionali dell’Eurosistema, nelle settimane del 14-18 maggio, 21-25 maggio e 28-31 maggio;
2 – di specificare le ragioni alla base di eventuali significative variazioni rispetto ai volumi operati su titoli di Stato italiani e tedeschi nelle settimane precedenti a quelle prese in considerazione;
3 – di indicare il margine residuale di titoli pubblici acquistabili nell’ambito del PSPP per quanto riguarda l’Italia, rispetto ai limiti all’acquisto del 33% per emissione e per emittente previsti dal programma.

 

Il ministro della Salute del Governo del Cambiamento: Giulia Grillo

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Il ministro della Salute del Governo del Cambiamento: Giulia Grillo

Il ministro della Salute del Governo del Cambiamento: Giulia Grillo

di Giulia Grillo, Ministro della Salute

Sono davvero onorata di essere stata scelta per ricoprire la carica di ministro della Salute. Come medico e cittadina farò ogni sforzo per restituire dignità a un comparto che nel corso degli anni è stato pesantemente definanziato.

La salute è il bene più importante e gli italiani, da Nord a Sud, hanno diritto a un servizio sanitario davvero efficiente e universale. Ci sono milioni di miei concittadini che ogni anno rinunciano alle cure, o le posticipano, per ragioni economiche e questo non deve più accadere.

Sono molte le sfide che mi aspettano e intendo affrontarle con determinazione. Penso alla piaga delle liste di attesa, ai LEA, alle assunzioni del personale medico e infermieristico, alla governance della farmaceutica. Si tratta di temi ineludibili che, ne sono certa, questo governo del cambiamento affronterà mettendo sempre al primo posto il bene dei cittadini.

Il ministro della Giustizia del governo del Cambiamento: Alfonso Bonafede

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Il ministro della Giustizia del governo del Cambiamento: Alfonso Bonafede

Il ministro della Giustizia del governo del Cambiamento: Alfonso Bonafede

 

 

di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia

Innanzitutto grazie, è un dovere ringraziare tutti voi per averci creduto, sempre. Per aver permesso che avvenisse il cambiamento, per aver fatto sì che ci sedessimo attorno a un tavolo a scrivere il contratto del cambiamento, per aver atteso tutti questi giorni. Oggi questo cambiamento è finalmente diventato realtà. Grazie per averci affidato questa responsabilità. Grazie per averci trasmesso la vostra energia. Oggi possiamo dire finalmente, ce l’abbiamo fatta!

La vostra richiesta di onestà è arrivata forte e chiara ed è stata trascritta nero su bianco sul contratto di Governo. Ce l’abbiamo fatta perché il messaggio che arriva da quel contratto sul tema della giustizia è chiarissimo, nelle misure di anticorruzione che parlano ai corrotti ma parlano ancor più chiaramente ai cittadini onesti e dicono che lo Stato è dalla vostra parte.

La nostra stella polare è la Costituzione che dice che la giustizia è amministrata in nome del Popolo e nel farlo parlerò con i giudici, con gli avvocati e i cancellieri, con tutti i cittadini che la mattina si alzano e cercano di contribuire perché la giustizia possa funzionare, ma non dimenticherò mai di guardare alla giustizia attraverso gli occhi di ogni cittadino, quel cittadino che deve entrare in un tribunale e capire che la legge è veramente uguale per tutti.

Ecco come l’economia della condivisione ci salverà

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di Beppe Grillo

Trattata come un fenomeno di passaggio o moda del momento, la sharing economy o economia della condivisione, si è guadagnata un ruolo importante nel panorama mondiale, ma ancora non è stata compresa appieno.

Non parliamo solo di applicazioni per il cellulare o di qualche piattaforma, ma di qualcos’altro.

Siamo di fronte ad un cambio culturale enorme, che sta trasformando gli scambi economici che conosciamo. Siamo abituati a flussi lineari, “produrre, vendere, guadagnare”, ma non è più così.

In un mondo in cui le risorse sono limitate e quelle esistenti non vengono utilizzate nella loro interezza, l’accesso ai normali strumenti sta diventando appannaggio delle sole élite. In questo scenario la condivisione rappresenta il rovesciamento di un paradigma che ha prevalso per secoli e che ha permesso la nascita della società che conosciamo.

La proprietà come unica soluzione sta lasciando il passo a nuove tipologie di utilizzo. Il possedere qualcosa non prevale più nelle logiche delle persone. Ciò che sta emergendo è un mondo in cui l’importante è il servizio.

Ecco il punto.

La sharing economy non è stata ben capita ancora, ma sarà la chiave per passare dal concetto di produrre e vendere, al concetto di produrre e distribuire.

Solo ora vediamo la nascita di tutta una serie di soluzioni che fino a pochi anni fa erano impensabili, ma non solo sul piano tecnologico, ma soprattutto su quello culturale.

Pensiamo alla Shared Mobility. Ossia della condivisione del mezzo di trasportotrasporti.

Sta cambiando il modo di concepire la mobilità. Questa è sicuramente facilitata dall’utilizzo delle tecnologie disponibili che sono sempre più di semplice utilizzo, con costi contenuti e e facilmente reperibili, ma non significa che debba aver solo bisogno di questi per essere realizzata.

Anzi le tecnologie possono facilitarla, ma in realtà è l’idea di business, l’idea dell’impresa, l’idea della condivisione che c’è dietro ad aver veramente importanza. Il fulcro di tutto è la volontà di un gruppo di persone che vogliono condividere qualcosa. In questo caso un veicolo.

Ma se ci pensate, tutto potrebbe essere indiscutibilmente realizzato senza bisogno di adottare tecnologie avanzate o sofisticate.

Perché possiedo una macchina? Perché voglio “avere mio” quel bene o per il servizio che mi dà?

Certo se si fa su una scala un po’ più grande, se si coinvolgono persone sconosciute, se si devono intercettare anche pagamenti, gestire condizioni di emergenza, condizioni di eccezionalità dell’esercizio, la tecnologia può sicuramente aiutare molto.

Però non penso che c’era bisogno di Airbnb per affittare un appartamento ai turisti. Abbiamo una lunga tradizione estiva di famiglie che hanno messo a disposizione le loro proprietà per il periodo estivo, proprio approfittando del turismo balneare stagionale.

Certo la tecnologia facilita e soprattutto rende accessibile a tutti certi servizi. Nel caso della Shared Mobility ci sono diverse soluzioni di car-sharing o ride-sharing che possono aumentare la facilità di utilizzo del servizio, per esempio il fatto di poter prenotare un veicolo o un viaggio attraverso un’app o ancora la possibilità di avere il servizio distribuito su tutta la città, in qualunque luogo ci sia un parcheggio, senza dover fare delle stazioni fisse con presidio di persone.

Quindi la tecnologia è un elemento importante, ma al di là di tutto è è necessario un cambiamento culturale sostanziale..

Ci sono tanti spazi per sviluppare e lanciare nuove idee di sharing. Presto ci troveremo davanti a nuove opportunità. Ci saranno servizi dedicati e specifici. Una vettura con una trazione integrale, se stiamo parlando delle montagne delle Alpi nell’inverno, piuttosto che una vettura aperta decappottabile, divertente, estiva se stiamo parlando di località appunto turistiche estive.

Ma andremo ancora oltre.

Molto presto sarà normale avere la vettura di condominio da condividere, magari per gli anziani che devono spostarsi di rado, ma che altrimenti non saprebbero come fare. Pensiamo ai servizi, solo intorno a questa necessità già esistente, che potrebbero nascere.

Dal fare la spesa, allo spostarsi, alla condivisione delle nostre capacità, sta per avvenire un passaggio meraviglioso. Un’economia che spero metterà finalmente al centro la persona, che farà comunque guadagnare, creando posti di lavoro, ma in modo diverso. Si perché saremo tutti datori, lavoratori o altro. Tutti potremo guadagnare o pagare per accedere al servizio e non più alla cosa che dà il servizio.

 

Lo Stato finalmente è dalla parte dei precari

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Lo Stato finalmente è dalla parte dei precari

Lo Stato finalmente è dalla parte dei precari

Authordi Luigi Di Maio

di Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro

Ciao a tutti, buongiorno! Ci tenevo a raccontarvi la mia prima giornata al Ministero del Lavoro. Stamattina ho voluto iniziare l’insediamento al Ministero del Lavoro incontrando i riders. Sono quei ragazzi che lavorano nell’ambito della gig economy e che, banalmente, nel caso del food delivery, portano il cibo a casa delle persone.

Conoscete molte di queste piattaforme, ma dietro quelle app ci sono ragazzi che, a volte con lavoro a cottimo, girano le città in bicicletta e per pochi euro al giorno portano pietanze a casa nostra.
È un modello di economia che sta avanzando sempre di più solo che, queste persone a volte hanno un’assicurazione minima o non ce l’hanno proprio. Hanno degli stipendi da pochi euro all’ora, due euro all’ora, tre euro all’ora non hanno a volte neanche un contratto di lavoro e prendono anche molti rischi.
Abbiamo visto, per esempio, il caso di uno di questi rider di Milano che ha perso una gamba mentre lavorava, per colpa di una buca, per un problema di fondo stradale.

Li ho voluti incontrare, quello che vien fuori è che prima di tutto questi ragazzi sono il simbolo di una generazione abbandonata, che è quella generazione vittima di tante leggi del precariato insieme al fatto che i lavori cambiavano.
Cioè c’erano leggi che precarizzavano il lavoro sempre di più e intanto alcuni lavori sfuggivano proprio dalle leggi che regolarizzavano i rapporti di lavoro, li normavano, li rendevano ancora più precari.
È la storia della nostra generazione, una generazione che ha visto cambiare tutto intorno a sé nel giro di meno di 10 anni. Io ho aperto le porte del Ministero e abbiamo fatto una riunione informale, ci rivedremo tra una settimana e dobbiamo trovare una soluzione.
Chi lavora deve avere dei diritti minimi, chi lavora deve avere un salario minimo garantito al di sotto del quale non puoi esser pagato.

Una cifra in euro precisa per ogni ora di lavoro, al di sotto del quale non puoi pagare una persona, perché altrimenti è sfruttamento, perché altrimenti la stai mettendo in competizione con una macchina, ma la macchina non ha le esigenze di un essere umano.
È stato un primo passo tra un po’ andrò al Ministero dello Sviluppo Economico, che è dall’altra parte della strada, qui siamo al Ministero del Lavoro. Invece lì incontrerò gli imprenditori del Drappo Bianco, che sono imprenditori della Brianza che portano avanti tante battaglie per gli imprenditori, ma soprattutto difendono quelli a cui è stata pignorata la casa, quelli a cui lo Stato non paga il dovuto e i lavori che sono stati fatti da questi imprenditori con cui lo Stato ha debiti.

È una giornata importante, perché non ho ancora composto tutti gli staff, non ho ancora incontrato tutti i dipendenti e li incontrerò dopo, li saluterò.

Ma dobbiamo metterci subito al lavoro, perché si è perso già troppo tempo per le nuove generazioni in Italia e voglio dirvi che io sono aperto a dialogare con tutti, con gli enti locali, gli enti territoriali, le varie sigle di rappresentanza, quelle convenzionali e quelle che stanno nascendo e se servirà lavoreremo notte e giorno per migliorare la qualità della vita di chi lavora e di chi dà lavoro.
Questa è un’occasione unica, non possiamo perder tempo.
Ciao!

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P.S. Mauro De Marco non agisce a nome del Movimento ed é diffidato dal utilizzare il logo del Movimento per organizzare eventi a pagamento.

Lo Stato dalla parte dei cittadini: Sergio Bramini consulente del Mise

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Lo Stato dalla parte dei cittadini: Sergio Bramini consulente del Mise

Lo Stato dalla parte dei cittadini: Sergio Bramini consulente del Mise

 

di Giampiero Rossi per il Corriere della Sera

Non posso girarmi dall’altra parte, devo occuparmi dei tanti che come me si sono visti cacciare ingiustamente dalla propria casa“. Sergio Bramini, 71 anni, è l’imprenditore monzese “fallito per colpa dello Stato” che, nonostante il credito di 4 milioni di euro accumulato dalla sua società, si è visto portare via la villa ipotecata per scongiurare il fallimento e salvare la società e i suoi 32 dipendenti. È già a Roma, dove sarà “consulente” del ministro Di Maio.

Che effetto fa lavorare per lo Stato che finora le è stato «nemico»?
«Chi è al governo adesso ha tutt’altra sensibilità. Ricordo bene di aver chiesto aiuto quando c’era il governo precedente, ma mi sono sentito rispondere che non poteva essere creato un precedente, che era troppo tardi. Ma lo Stato non può comportarsi così…».

Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono venuti invece a trovarla proprio nella villa che stava per perdere.
«Sì, hanno risposto al mio appello disperato. E credo che la politica debba fare questo, scendere tra la gente, ascoltare i problemi e far sentire vicinanza».

Ma lei per chi votava prima?
«Forza Italia. Poi ho smesso di credere in Dio e anche di votare».

E adesso cosa farà al governo?
«Studierò, ascolterò le associazioni che rappresentano chi vive esperienze come la mia, ho intenzione di radunarle tutte sotto un’unica sigla e proporrò un pacchetto di norme che mi hanno detto che si chiamerà legge Bramini».

Ma in questa campagna elettorale non si è mai sentito usato?
«Certo. Sono stato usato da tutti, anche dalla stampa. Ma a questo devo la notorietà che mi ha reso meno solo di fronte ai 60 agenti in tenuta antisommossa che mi hanno strappato fuori dalla mia casa. Ingiustamente. Non lo auguro a nessuno. Pensi che pochi giorni fa è morto il mio cane: non ha retto l’ennesimo cambiamento di ambiente».

Il ministro dei rapporti col Parlamento e della democrazia diretta del Governo del Cambiamento: Riccardo Fraccaro

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Il ministro dei rapporti col Parlamento e della democrazia diretta del Governo del Cambiamento: Riccardo Fraccaro

Il ministro dei rapporti col Parlamento e della democrazia diretta del Governo del Cambiamento: Riccardo Fraccaro

 

 

di Riccardo Fraccaro

L’incarico di Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta è un immenso onore. Lavorerò con dedizione e responsabilità per valorizzare la centralità delle Camere e la partecipazione attiva dei cittadini. Questo Governo è il coronamento del percorso che il MoVimento 5 Stelle ha intrapreso sin dal 2009.

La Costituzione prevede due forme di esercizio della sovranità popolare, correlate e complementari: la democrazia rappresentativa e la democrazia diretta. Il Parlamento può e deve adempiere al proprio ruolo nell’ottica di una funzionalità rinnovata all’interno del quadro istituzionale, legiferando con cura e attenzione alle istanze del Paese reale. Sarà prioritario introdurre anche nuovi strumenti di democrazia diretta, a partire dal referendum propositivo che consente ai cittadini di partecipare al potere legislativo vincolando i propri rappresentanti al pieno rispetto della volontà popolare.

La democrazia diretta è nel Dna del MoVimento 5 Stelle e sarà al centro della nostra azione di governo. Ha inizio una nuova stagione politica, mi impegno ad esercitare le mie funzioni; al servizio esclusivo del Paese insieme al Presidente Giuseppe Conte e a tutto il Consiglio dei Ministri.Il Governo del cambiamento è realtà. Grazie a tutti i cittadini.

DIRETTA: Discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la fiducia al Governo del Cambiamento

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DIRETTA: Discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la fiducia al Governo del Cambiamento

DIRETTA: Discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la fiducia al Governo del Cambiamento

 

 

In diretta le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la fiducia al Governo del Cambiamento.

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