Ciclismo, la bufala delle buche a Roma smentite dal direttore del Giro d’Italia

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Ciclismo, la bufala delle buche a Roma smentite dal direttore del Giro d'Italia

Ciclismo, la bufala delle buche a Roma smentite dal direttore del Giro d’Italia

di Giuliano Pacetti, Consigliere MoVimento 5 Stelle – Roma Capitale

Il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni, in un’intervista pubblicata su la Repubblica di oggi a firma Luigi Panella, smaschera quelli che hanno strumentalizzato il Giro d’Italia per colpire la Sindaca Raggi. Mauro Vegni è romano di Centocelle ed è orgoglioso di aver portato la conclusione del Giro d’Italia a Roma, città con le sue bellezze e le sue peculiarità.

Tra queste ci sono i sampietrini. A chi ha strombazzato ai quattro venti che il circuito fosse un percorso di guerra costellato di buche, ha risposto per le rime: “è stato uno spettacolo in uno dei posti più belli del mondo. Ma non certo per le buche. Al massimo c’era qualche avvallamento”.

I primi tre giri i corridori li hanno percorsi a 60 km orari, a testimoniare che il percorso era idoneo per professionisti della bici.
E Mauro Vegni, a scanso di equivoci, alle strumentalizzazioni riferite al vincitore del Giro Froome, che parlava di percorso pericoloso, ha puntualmente precisato che non si riferiva alle buche, ma al fatto che la “corsa stava andando via velocissima, c’erano parecchie curve e non avrebbe avuto senso rischiare di compromettere tre settimane di fatica nell’ultima tappa”, anche perché per i corridori non si trattava di correre per un posto migliore in classifica, ma di partecipare alla passarella finale in una cornice che il mondo ci invidia.

Il direttore del Giro d’Italia ha anche precisato che se sul percorso ci fossero state delle buche si sarebbe provveduto per tempo alla loro sistemazione.
In verità si trattava di avvallamenti, che sono tipici del centro storico di Roma.

Dopo averlo fatto personalmente e direttamente durante lo svolgimento del giro, con questo post voglio ringraziare pubblicamente il Direttore del Giro d’Italia per aver stabilito la verità su una balla mondiale, che la stampa straniera non ha neanche preso in considerazione. Tanto era artefatta la notizia, che i giornalisti stranieri non se la sono sentita di fare una figuraccia sostenendo (come al solito) che era tutta colpa della Raggi.

Al concittadino Mauro Vegni mi sento di dire che aspettiamo a Roma il Giro anche il prossimo anno, perché lo merita la città e lo meritano tutti gli appassionati di uno sport nel quale a farla da padrone sono il sudore ed il sacrificio.
Ed ora “pedaliamo” e facciamo conoscere la verità.

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Nasce il Governo del Cambiamento! #IlMioVotoConta

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Nasce il Governo del Cambiamento! #IlMioVotoConta

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi è un giorno storico. Il MoVimento 5 Stelle sta per andare al governo del Paese. Il 2 giugno ci vedremo tutti insieme, con Luigi Di Maio e tutti i nostri portavoce, in piazza della bocca della verità a Roma alle ore 19 per abbracciarci e caricarci delle energie che ci serviranno per cambiare finalmente l’Italia. Grazie a tutti voi che non avete mai fatto mancare il vostro sostegno. Di seguito trovate le dichiarazioni ufficiali del Presidente Giuseppe Conte dopo le consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella e l’elenco dei ministri che comporrano la squadra del governo del cambiamento:

Ben ritrovati. Lavoreremo intensamente per realizzare gli obbiettivi che abbiamo anticipato con il contratto di governo. Lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità della vita degli italiani. Buona sera a tutti.” Giuseppe Conte

La squadra di governo del cambiamento annunciata poco fa dal Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte:

Dep. Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sen. Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno

Ministeri senza portafoglio
Dep. Riccardo Fraccaro, incarico per i Rapporti col Parlamento e la Democrazia Diretta
Sen. Avv. Giulia Bongiorno, incarico per la Pubblica Amministrazione
Sen. Avv. Erika Stefani, incarico per gli Affari regionali e le Autonomie
Sen. Barbara Lezzi, incarico per il Sud
Dep. Lorenzo Fontana, incarico per la Famiglia e le Disabilità
Prof. Paolo Savona, incarico per gli Affari Europei

Ministri con Portafoglio
Prof. Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Dep. Avv. Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia
Dott.ssa Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa
Prof. Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze
Sen. Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Gen. Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Sen. Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Dott. Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dott. Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dep. Giulia Grillo, Ministro della Salute

Dep. Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzione di Segretario del Consiglio dei ministri

Il giuramento di Giuseppe Conte e dei ministri sarà domani 1 giugno alle ore 16

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Così contrastiamo illegalità e abusivismo a Roma

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Così contrastiamo illegalità e abusivismo a Roma

Così contrastiamo illegalità e abusivismo a Roma

di Virginia Raggi

Voglio raccontarvi i progressi della nostra lotta all’illegalità e all’abusivismo commerciale. A partire dai risultati di questi ultimi giorni: gli agenti del PICS (Pronto Intervento Centro Storico) della Polizia Locale hanno sequestrato, tra ieri e oggi, circa 2500 pezzi provenienti da partite di merce abusiva, nelle piazze e nelle vie del Centro Storico. Sono intervenuti in Via del Corso, via Condotti, Piazza di Spagna e Piazza Navona, l’Isola Tiberina, Trastevere, l’area di Castel Sant’Angelo, Piazza Risorgimento e Porta Angelica. Tutte zone ad elevata frequentazione turistica, che rappresentano il biglietto da visita della nostra città.

Stamattina a Porta Maggiore sono stati invece sequestrati e conferiti a discarica sei metri cubi di ciarpame e paccottiglia, che si sommano ai due metri cubi di abiti e materiale elettrico, confiscati nella stessa zona qualche giorno fa.

E ancora: oltre 200 i pezzi di merce abusiva, contraffatta o non a norma confiscati nel mercato rionale della Montagnola, dove operano commercianti onesti che tuteliamo e supportiamo.

I controlli dello scorso week end sul litorale romano di Ostia, dal Porto Turistico fino ai Cancelli di Castelporziano e Capocotta, hanno portato alla confisca di 10.000 pezzi appartenenti alle categorie merceologiche più disparate.

Dalla moda alla bigiotteria, passando per la telefonia e gli alimenti, stiamo difendendo con rinnovato impegno i nostri esercenti onesti, i posti di lavoro bruciati dal mercato illegale, l’eccellenza del made in Italy, il decoro delle nostre strade, come pure l’incolumità e la salute dei cittadini.

Ogni giorno i vigili sottraggono alla rete di vendita prodotti non certificati, tossici, non a norma, spesso frutto di rovistaggio e causa di rischio sanitario. Lo fanno mentre allontanano dai marciapiedi gli ambulanti abusivi e liberano gli incroci stradali da furgoncini carichi di merce illegale posteggiati in doppia fila.

Un impegno che copre tutta Roma: dalle aree di pregio alla periferia perchè vogliamo restituire alla capitale il decoro che merita. Con una marcia in più, costituita dai 350 nuovi vigili che integreranno l’organico già attivo. Sono le cifre di un impegno mantenuto, che ci spingono a fare di più, a proseguire con forza sempre maggiore nella lotta intrapresa in nome della legalità.

 

Paradossalmente e finalmente: si parla di politica

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Paradossalmente e finalmente: si parla di politica

Sento definire quello che è successo come drammatico, incredibile e un gravissimo scontro istituzionale, in un crescendo di allarmati ed allarmati squittii. Eravamo talmente abituati all’idea che “politica” significasse correre dietro a personaggi scandalosamente impresentabili da confondere la cronaca rosa shocking delle loro demenziali imprese. Ci siamo fatti confondere per venti anni dalle dispute fra lo Psiconano e De Benedetti, dalle imprese di Formigoni e dalle pirloette degli eredi del PCI sino a dimenticarci che cosa fosse la politica. Mentre il Paese era distratto dalla definizione della nuova unità di misura della degenerazione istituzionale era in corso la cessione della sua sovranità e della sua stessa aria a chiunque fosse in grado di comprarsela al ribasso.

Oggi, finalmente giunti ai primi veri scontri fra modi diversi di intendere la cosa pubblica, sento che questo viene chiamato caos. Accidenti, era così radicata l’idea che parlare di politica significasse solo inseguire nipoti (da Letta a Ruby) ed orchestrare dibattiti sul nulla che assistiamo al disorientamento assoluto di fronte alla ripresa del confronto politico, anche duro.

L’establishment è riuscito a bloccarci? Ok, fa parte del gioco! Non siamo certo affetti dalla sindrome dell’adolescente ribelle che spera che, alla fine, il padre gli dia ragione.

Mattarella ha intortato le cose oppure ha fatto lo sgambetto alla democrazia? Lo vedremo, ma quello che invece è sicuro riguarda il cuore della contesa: c’è chi vuole vivereinginocchiato alle ragioni della finanza e dei suoi azzardi e chi non lo vuole. C’è chi vorrebbe continuare a consegnarci alla speculazione e chi no, neppure importano le ragioni oscure e recondite che portano i primi a comportarsi così. Non serve capirne la storia (che probabilmente non hanno) oppure denunciarne le intenzioni. E’ inutile perchéle loro posizioni sono scoperte finalmente mentre le nostre lo sono sempre state. Quello che ne seguirà si chiama semplicemente politica: il confronto fra interessi diversi combattuto con mezzi diversi dalla violenza, dopo avere denudato la casta questo era il nostro obiettivo più importante: un paese che tornasse a porsi i temi che contano per il suo futuro. Certo, sarebbe stato meglio non perdere altro tempo a cottarellarci al solefiltrato da un’aria così difficile da respirare ma il confronto proseguirà: questa è la politica bellezze!
In alto i cuori

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#IlMioVotoConta: aggiorna la tua foto profilo Facebook per sostenere l’iniziativa

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#IlMioVotoConta: aggiorna la tua foto profilo Facebook per sostenere l'iniziativa

#IlMioVotoConta: aggiorna la tua foto profilo Facebook per sostenere l’iniziativa

Il 2 giugno l’appuntamento per tutti è a Roma in piazza della bocca della verità a partire dalle 19 per dire che #IlMioVotoConta.

È un momento cruciale per la democrazia e vi invitiamo a prendere parte ad alcune iniziative sui social. Ogni piccolo contributo è importante, ogni particolare può fare la differenza. Proprio per questo abbiamo creato un format che consente di cambiare la propria immagine di profilo su Facebook con un tema dedicato a questa nostra iniziativa. È fondamentale ricordare a tutti che il nostro voto conta! Che non staremo qui fermi a subire questa ennesima ingiustizia

Puoi cambiare la tua immagine di profilo su Facebook accedendo qui con un semplice click.

Grazie di cuore!

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Andare contro la democrazia non paga #IlMioVotoConta

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Lo spread oggi è schizzato oltre i 300 punti: non accadeva da 4 anni.

Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l’incertezza che oggi regna sovrana. Se il Governo del Cambiamento fosse partito, oggi avremmo un governo politico forte che sarebbe già al lavoro per incontrare gli altri Paesi Ue e spiegargli i dettagli della nostra politica economica che non ha mai previsto l’uscita dall’euro.

Oggi invece c’è solo la prospettiva di un governo debolissimo, che otterrà solo una manciata di voti di fiducia (se li otterrà) e che non ha alcuna idea di futuro del Paese. Andare contro la democrazia non paga.

Rinnovo a tutti voi l’invito a venire a Roma sabato 2 giugno, alle 19 in piazza della bocca della verità. Per noi questo sarà un momento pacifico e democratico in cui ci ritroviamo tutti insieme per dire con una sola voce: #IlMioVotoConta.

Chi vuole usare questo giorno per scopi violenti o di attacco è lontano dalla nostra idea di Paese.

 

Siamo stati silenziati a Strasburgo #IlMioVotoConta

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Siamo stati silenziati a Strasburgo #IlMioVotoConta

Siamo stati silenziati a Strasburgo #IlMioVotoConta

di MoVimento 5 Stelle Europa

Siamo stati silenziati in seduta plenaria a Strasburgo, nel momento in cui il portavoce Ignazio Corrao ha osato aprire una discussione su quello che è successo in Italia, con il blocco del Governo del Cambiamento. L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea e il Parlamento europeo si occupa quotidianamente delle violazioni della democrazie nei Paesi UE ed extra-UE. “Volevamo aprire un dibattito al Parlamento europeo sulla grave violazione delle regole democratiche che è avvenuta in uno degli Stati membri. Non si può far finta che in Italia non sia successo niente. Il vulnus democratico subìto e lo spread schizzato oggi oltre i 300 punti sono fatti gravi che meritano un dibattito serio.

Se il Governo del Cambiamento fosse partito, oggi avremmo un governo politico forte che sarebbe già al lavoro per incontrare la Commissione e gli altri Paesi europei. Vogliamo rilanciare l’Europa con i fatti. Nel nostro accordo di governo non è prevista l’uscita dall’Euro ma vogliamo un serio dibattito per rendere l’Unione più equa. Evidentemente a qualcuno la democrazia italiana fa paura”, dichiara Ignazio Corrao.

Ecco il video:

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I mercati non decidono per me #IlMioVotoConta

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I mercati non decidono per me #IlMioVotoConta

I mercati non decidono per me #IlMioVotoConta

Di seguito le incredibili dichiarazioni del commissario Europeo al Bilancio. Non ci sono parole. Diciamo tutti insieme #IlMioVotoConta. Sostieni l’iniziativa aggiornando la tua foto profilo su Facebook!

dall’Huffington Post

I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto“. Lo dice il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, secondo quanto anticipa su Twitter il giornalista Bernd Thomas Riegert, che ha intervistato il Commissario Ue a Strasburgo per l’emittente Dwnews. L’integrale dell’intervista andrà in onda questa sera.

“Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti”. È quello che “spera” il commissario al Bilancio europeo Guenther Oettinger, secondo un tweet di Bernd Thomas Riegert, che anticipa sul social network i contenuti di un’intervista per Deutsche Welle, che sarà diffusa in serata.

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Il 2 giugno pacificamente a Roma in Piazza della Bocca della Verità: #IlMioVotoConta

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Il 2 giugno pacificamente a Roma in Piazza della Bocca della Verità: #IlMioVotoConta

Il 2 giugno pacificamente a Roma in Piazza della Bocca della Verità: #IlMioVotoConta

di MoVimento 5 Stelle

Sabato 2 giugno ci vediamo tutti insieme a Roma in piazza Bocca della Verità alle ore 19 per dire con una sola voce: #IlMioVotoConta. Qui trovate le indicazioni per arrivare partendo dalla Stazione Termini. Organizzatevi con le macchine, con i treni, con i pullman, con blablacar, ma è importantissimo che siate presenti! Rivolgetevi ai portavoce regionali per avere più informazioni sulla logistica. Sarà una manifestazione assolutamente pacifica e democratica.

Noi amiamo la democrazia e la Costituzione– che abbiamo più volte difeso in questi ultimi anni da chi voleva manometterla – e in questa occasione lo ribadiremo. Sabato 2 giugno non è un giorno qualsiasi per gli italiani, è la Festa della Repubblica. E la nostra piazza non è una piazza contro il Quirinale, non è una piazza contro qualcuno, ma è a favore: a favore dei diritti, del nostro diritto di votare e scegliere. Noi vogliamo che sia una Festa per stare insieme pacificamente, una prosecuzione della parata a cui parteciperanno nostri parlamentari e Roberto Fico, Presidente della Camera. C’è stata tanta delusione e dispiacere per un governo che era a un passo dal nascere, ma il nostro incontro di sabato sarà il momento per dire a gran voce che il voto dei cittadini conta e conterà sempre. La voglia di cambiamento è viva più che mai e questo è il momento di sostenerla. Proprio per questo motivo, in un momento così importante, ribadiamo che chi vuole usare questo giorno per scopi violenti o di attacco è lontano dalla nostra idea di Paese.

Però quello che è accaduto domenica è un fatto grave che ci deve fare riflettere. Il problema non è Paolo Savona, non è il nome di un ministro e non è nemmeno chi ha vinto tra Di Maio e Salvini. Qui il tema è che si è detto no al cambiamento che è stato votato il 4 marzo. Il ministro dell’economia che abbiamo individuato insieme alla Lega è un profilo altissimo, con le competenze adatte per realizzare il cambiamento che i cittadini avevano chiesto. Per andare in Europa, non certo per uscire dall’Euro, ma per fare valere i nostri diritti. Quello che volevamo e vogliamo fare non è altro che costruire insieme nuove condizioni per aiutare gli imprenditori italiani, le famiglie, gli agricoltori, ecc. E chi aiuta le imprese, le attività produttive e le famiglie è un amico dei mercati, non un nemico: i mercati e gli investitori se ne sarebbero presto accorti, se solo il nostro governo fosse partito. Avremmo potuto costruire un sistema giustizia efficiente, che è ciò che più chiedono gli investitori stranieri e che in Italia è sempre mancato. Avremmo potuto eliminare 400 leggi inutili, fare investimenti intelligenti nelle opere pubbliche che servono e che creano davvero posti di lavoro. Avremmo potuto mettere in condizioni le persone di formarsi e trovare un lavoro senza impazzire per cercare di arrivare alla fine del mese. Erano queste le cose che avremmo fatto ed è a questo che qualcuno, purtroppo, ha detto no.

Ci accusano di esserci impuntati su un nome, ma la verità è che ci siamo impuntati sul cambiamento che abbiamo promesso in campagna elettorale. E se dobbiamo andare al governo con un ministro dell’Economia che fa quello che tutti hanno sempre fatto, che blocca i provvedimenti che servono davvero, magari per fare contento qualche burocrate o qualche banca in Europa, allora noi diciamo “no, grazie”. Non è quello per cui siamo nati. Non è quello per cui ci siamo candidati e abbiamo lavorato, ogni singolo giorno delle nostre vite da 5 anni a questa parte in Parlamento, e anche prima, quando il MoVimento 5 Stelle è nato. Abbiamo dimostrato più volte che le poltrone non ci interessano. Molti nostri parlamentari sarebbero ministri se avessimo detto sì a un ministro dell’economia su cui però non avremmo avuto alcuna garanzia. A chi avrebbe risposto? Ai cittadini italiani o a qualche banca? A qualche lobby? Noi non vogliamo un governo a qualsiasi prezzo. Non facciamo governi tanto per occupare poltrone. Per questo abbiamo detto no, per non prendere in giro gli italiani. Siamo rimasti coerenti, come sempre abbiamo fatto nella nostra storia. Dire sì a un governo che non avrebbe portato il cambiamento sarebbe stato tradire i cittadini italiani e tradire noi stessi. Al governo ci andremo ed è una promessa. Ma ci andremo solo quando saremo sicuri di poter fare quello che abbiamo promesso e questa è una garanzia.

Stiamo uniti e compatti. Ci vediamo il 2 giugno a Roma in piazza della Bocca della verità alle ore 19. #IlMioVotoConta.

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Non illudetevi, noi non molliamo!

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 Non illudetevi, noi non molliamo!

Non illudetevi, noi non molliamo!

 

 

di seguito l’intervento di Danilo Toninelli oggi in aula al Senato

Gentile Presidente, onorevoli colleghi

Prima di iniziare il mio intervento vorrei fare una premessa: parlo da questa aula, a nome del M5S, ma guardando fuori, rivolgendomi al Paese, ai cittadini. L’aula del Senato esprimerà oggi il suo primo voto su un provvedimento importante, il decreto Alitalia, che riguarda migliaia di cittadini. Ne avremmo voluti affrontare molti altri di decreti importanti per sostenere famiglie e imprese. E invece ci ritroviamo davanti a una legislatura che nasce già morta. Non ho alcuna intenzione di perdermi in polemiche, credo siano francamente inutili. Credo sia stato detto tutto, credo che ogni singolo italiano abbia perfettamente compreso quel che è accaduto.

Le recenti elezioni del 4 marzo, 11 milioni di persone che hanno sostenuto le proposte programmatiche del M5S, che con fatica, ma senso di responsabilità, ha scelto di sedersi a un tavolo. Mentre l’establishment ci tacciava come una forza eversiva, noi abbiamo aperto un dialogo, ci siamo confrontati con un’altra forza politica e abbiamo proposto la realizzazione di un contratto di governo che contenesse le richieste del popolo italiano.

Che piaccia o meno, abbiamo riaperto un barlume di speranza in questo Paese. Abbiamo ricordato a tutti che la democrazia non è morta, abbiamo ricordato che c’è un’altra via percorribile. Ma soprattutto, abbiamo ricordato che esiste un Paese fatto in carne ed ossa.

Che esistono pensionati colpiti dalla Fornero, 10 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, migliaia di imprese affogate dall’altissima pressione fiscale. Abbiamo ricordato che le famiglie italiane non sono né numeri, né matrici. Al contrario di quel che nvece ha detto il commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger: “I mercati insegneranno agli italiani come votare”.

Ma ci rendiamo conto? Oettinger si sbaglia, saranno gli italiani ad insegnare a lui il reale valore della democrazia. Questi sono toni intimidatori, così come lo sono stati anche quelli di alcuni quotidiani internazionali negli ultimi giorni, che ci hanno dato degli “scrocconi”. Periodici che ci hanno preso in giro diffondendo l’immagine di un Bot italiano da 5 euro con la foto epica di Marco Tardelli di Spagna ’82.

Vignette che ritraevano Luigi Di Maio e Matteo Salvini come due malattie che si avventano sul corpo dell’Italia. Quanto possiamo accettare ancora tutto questo? Noi no, non possiamo più accettarlo, ma purtroppo qualcuno lo ha fatto. Com’è infatti possibile che un presidente della Repubblica esprima un giudizio che non riguarda in alcun modo l’adeguatezza, o meno, di un possibile ministro, bensì il suo pensiero e le sue idee?

Sia chiaro, nessuno in questa sede vuole contestare le prerogative, costituzionalmente garantite, del Capo dello Stato. In quest’aula forse nessun’altra forza politica, più del M5S, ha lottato per difendere la Carta Costituzionale.

Ma permettetemi di dire che è inaccettabile porre un veto sulle posizioni, sulle idee di un ministro, le quali, per logica, rappresentano l’indirizzo politico del governo. E che, a loro volta, rappresentano dunque la volontà di più della metà degli italiani che si è espressa il 4 marzo.

Non è che si può pensare di prendere la volontà popolare, metterla da parte e tirare dritti senza porsi minimamente il problema. Anche perché un tale comportamento può determinare un rischio, ossia che i cittadini si allontanino ancora di più dalla vita politica, disertando persino le urne.

L’Italia è tra i primi contribuenti dell’Ue, è tra i Paesi fondatori dell’Ue, abbiamo sempre onorato i nostri impegni e rispettato i parametri comunitari, a differenza di molti altri partner europei che predicavano austerità ai sottoscritti mentre silenziosamente la violavano.

L’Italia è un Paese che merita rispetto. Il suo popolo merita rispetto. E merita di poter incidere, perché lo prevede la Costituzione, nel processo politico esercitando il suo diritto di voto. Tutto questo non è accaduto. Anzi, è accaduto, quando il 4 marzo gli italiani hanno alzato la testa, ma sono stati ignorati.

Allo stesso tempo è stato avallato il principio secondo cui è qualcun altro che decide per noi. Qualcuno che siede in qualche ufficio a Bruxelles, che passe le ore al telefono con Berlino e che oggi elogia la nascita di un governo fantasma, che non esiste! Senza una fiducia, senza un perché, senza un’identità, privo di temi e soluzioni. Cioè, qui è stato fatto fuori un possibile governo con una maggioranza solida, per mettere dentro un altro governo che una maggioranza non ce l’ha! Ma dov’è la logica? Con che faccia si presenterà il nuovo esecutivo di fronte a questo Parlamento se nessuno dei gruppi parlamentari qui presenti ha già annunciato che lo sosterrà?

Noi, oltre al decreto Alitalia, volevamo fare molto altro. Noi volevamo abolire la legge Fornero. Noi volevamo detassare le imprese italiane, per rilanciare la crescita. Noi volevamo introdurre un reddito di cittadinanza che aiutasse chi magari a 50 anni perde lavoro e non riesce a reinserirsi immediatamente.

Noi volevamo introdurre misure a tutela dell’ambiente. Noi volevamo fare una legge sul conflitto di interessi, che la sinistra in 30 anni non ha mai fatto. Noi volevamo fare una legge contro la corruzione, aiutare i disabili, individuare un piano per il Sud. E sì, volevamo anche rivedere i Trattati comunitari che danneggiano la nostra economia e i nostri agricoltori.

Volevamo fare tutto questo e non ce lo hanno permesso. Ma se qualcuno crede che ora ce ne staremo in silenzio si sbaglia. Non illudetevi, il M5S non molla. Anzi. Ci state rafforzando, giorno dopo giorno. Dobbiamo tornare al voto, dobbiamo farlo il primo possibile, e segnare il riscatto di milioni di italiani.

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#NonFinisceQui

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#NonFinisceQui

#NonFinisceQui

Authordi Luigi Di Maio
 

di Luigi Di Maio

Buonasera a tutti, in sei anni in Parlamento non avevo mai visto una cosa del genere. Dovete sapere che oggi ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento e non perché noi ci eravamo intestarditi su Savona, ma perché tutti quelli come Savona non andavano bene, tutti quelli che nella loro vita – personalità di spessore, professionisti, accademici che avevano preso parte a considerazioni in dottrina sull’Euro e sull’Europa – chi era stato critico su questi argomenti, non va bene come ministro della Repubblica.

Allora se questo è il punto abbiamo un grande problema in Italia: questa non è una democrazia libera se siamo in queste condizioni. Io sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile. Non è comprensibile perché noi ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo fatto un contratto di governo, in quel contratto di governo non c’era l’uscita dall’Euro, c’era la modifica dei trattati sull’Europa e la rivisitazione di alcune regole europee, questo sì. Abbiamo composto una maggioranza e abbiamo fatto tutta la squadra di governo. Noi oggi siamo andati al Colle con tutti i nomi, ministero per ministero. Ci siamo messi intorno a un tavolo e sulla base di quel contratto abbiamo deciso chi dovesse andare in un Ministero e chi in un altro arealizzare il cambiamento per il Paese.

Eravamo pronti ad abolire la legge Fornero, a modificare i contratti di lavoro super precari, dovevamo mettere a posto tante cose, l’immigrazione, i problemi economici, quanta roba avevamo progettato. E non c’è stato permesso. Eppure rappresentiamo circa il 60% del consenso popolare in Italia, rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tuttora, oggi, queste forze M5S e Lega insieme hanno la maggioranza in Parlamento. Avevamo espresso Conte come Presidente del Consiglio incaricato, avevamo messo insieme la squadra dei ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no.

Ora il no perché? Perchè le agenzie di rating in tutta europa erano preoccupate per un uomo, un uomo che va a fare il ministro dell’economia? Che gli investitori erano preoccupati in tutta Europa? Questo è il punto? E allora ditelo, diciamocelo chiaramente: in questo Paese è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie, tanto i governi li decidono sempre gli stessi, anche quando il popolo dà più del 50% di consenso a due forze politiche che vogliono cambiare le cose e vogliono rappresentare per gli italiani i loro interessi, alla fine un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre.

È inaccettabile, è un livello di scontro istituzionale mai visto. Io voglio dire chiaramente non possiamo stare qui a guardare, a dire “va bene ok torniamo al voto”. Torniamo al voto. E poi che succede? Riportiamo Savona al Quirinale, pure con l’80% e ci ridicono NO. Perché? Perché nella sua vita ha criticato l’Euro. Uno che ha fatto il Ministro della Repubblica all’inizio della seconda Repubblica adesso non va bene più. Andava bene quando stava con Ciampi, quando sta con il MoVimeto 5 Stelle non va bene più.

Ma il punto non è Savona, vorrei che si sapesse questo. E lo dobbiamo raccontare il più possibile questo. Il punto non è un nome. Qui il punto è un modo di intendere l’Italia, sovrana oppure no. E per noi l’Italia è sovrana. Perché la sovranità appartiene al popolo. E se è questo il punto, se si vuole impedire la nascita di un governo del M5S e della Lega, un governo del cambiamento e allora ce lo devono dire chiaramente, perché oggi lo hanno dimostrato.

Io sono molto arrabbiato, potete immaginare quanto tempo abbiamo dedicato alla formazione del governo del cambiamento. Ci abbiamo messo oltre 80 giorni, ci stiamo lavorando da decine e decine di giorni, non solo la parte politica del MoVimento, ma anche tecnici, legislativi, la comunicazione,stiamo lavorando dalla mattina alla sera per dare un governo a questo Paese. Ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il MoVimento 5 Stelle al governo di questo Paese. E quando dico “stanno”, mi riferisco a quelli che sperano, a quelli che remano contro e quelli che si lasciano condizionare. E io non posso accettare che il Ministro dell’Economia italiano lo decidano o altre nazioni o le agenzie di rating che sono quelle che non ci hanno informato della crisi del 2007 facendo perdere risparmi a milioni di persone in tutto il mondo. Quelli là devono venire a decidere chi deve fare il Ministro dell’Economia di un governo del cambiamento?! Non lo so nei prossimi mesi cosa accadrà. Noi ci siamo, ci sarà sempre il MoVimento 5 Stelle, ma con una consapevolezza totalmente differente. Io voglio chiudere questo video leggendovi la lista dei ministri, perché è quella che Giuseppe Conte ha portato al Quirinale. Perché non è una cosa da poco.

ECCO LA LISTA:
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Giuseppe Conte
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI: Luigi Di Maio
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELL’INTERNO: Matteo Salvini

Ministri senza portafoglio:
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E DEMOCRAZIA DIRETTA: Riccardo Fraccaro
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Giulia Bongiorno
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE Enrica Stefani
SUD Barbara Lezzi
DISABILITA’ Lorenzo Fontana

Ministeri con portafoglio:
AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Luca Giansanti
GIUSTIZIA Alfonso Bonafede
DIFESA Elisabetta Trenta
ECONOMIA E FINANZE Paolo Savona
POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI Gianmarco Centinaio
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Mauro Coltorti
MIUR Marco Bussetti
MIBACT Alberto Bonisoli
SALUTE Giulia Grillo
AMBIENTE Sergio Costa

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti

Questa era la squadra di governo che domani mattina poteva giurare al Quirinale.
Qual è la morale della favola? Che in questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione, puoi essere una persona che si è macchiata anche di reati legati alla P.A. o all’infiltrazione della mafia nella P.A. e nello Stato e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l’euro e hai criticato l’Europa non puoi permetterti neanche di pensare di fare il ministro dell’Economia. Non finisce qui. Ciao

Ps: alle 21.30 ci vediamo a Fiumicino