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Daily Archives: marzo 18, 2018

Le telefonate di Di Maio ai rappresentanti delle altre forze politiche

Il Blog delle Stelle
 

Come vi avevo anticipato ieri, nella giornata di oggi ho sentito telefonicamente i principali esponenti di tutti i futuri gruppi parlamentari per un confronto utile all’individuazione dei Presidenti delle Camere che dovranno essere votati a partire da venerdì prossimo. È il primo passo necessario per far partire questa legislatura e voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza soprattutto nei confronti dei cittadini che attendono un Parlamento capace di dare risposte ai problemi reali del Paese.

Ho sentito prima Maurizio Martina, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, Pietro Grasso e ho riscontrato una disponibilità a proseguire il confronto, attraverso i capigruppo del MoVimento 5 Stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli, utile ad individuare profili all’altezza del ruolo non solo per le Presidenze di Camera e Senato, ma anche per le altre figure che andranno a comporre gli Uffici di Presidenza.

Ho sentito successivamente anche Matteo Salvini. Con lui, pur non affrontando la questione nomi e ruoli, abbiamo convenuto sulla necessità di far partire il Parlamento quanto prima. Questi confronti avvengono nel solo ed esclusivo interesse degli italiani, perché servono a individuare le personalità che possano ricoprire al meglio un ruolo fondamentale per il funzionamento di un Parlamento che sia al servizio dei cittadini.

Continuerò ad aggiornarvi costantemente
. Buona domenica!

 

Spelacchio vince ancora! La corte dei Conti archivia l’esposto: ”tutto regolare”

Il Blog delle Stelle

 
Spelacchio vince ancora! La corte dei Conti archivia l'esposto: ''tutto regolare''

Spelacchio vince ancora! La corte dei Conti archivia l’esposto: ”tutto regolare”

di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente di Roma

È stato archiviato dalla Corte dei Conti l’esposto dell’associazione di consumatori Codacons sull’albero di Natale allestito da Roma Capitale in Piazza Venezia. Il massimo organo di controllo della spesa della Pubblica Amministrazione, dopo aver acquisito dal Dipartimento di Tutela Ambientale tutti gli atti e una relazione dettagliata sulle procedure, non ha rilevato alcuna irregolarità.

Voglio esprimere soddisfazione per questa notizia che ribadisce, ancora una volta, la correttezza di questa Amministrazione nella gestione dei soldi dei cittadini e voglio ringraziare la dirigente Rosalba Matassa, insieme a tutto il personale del Servizio Giardini, per il grande lavoro che hanno svolto e che stanno svolgendo. Nel 2017 sono state espletate 28 gare pubbliche nel settore del verde di cui 16 per forniture e 12 per servizi. Tutto nella massima trasparenza e correttezza. Si tratta di un cambio di rotta che i cittadini della Capitale si aspettavano dopo le gravi vicende giudiziarie che hanno coinvolto la manutenzione del verde di Roma nel recente passato.

Il nostro Spelacchio, diventato idolo di grandi e piccini, anche a causa di una campagna denigratoria senza precedenti, esce a testa alta anche da questa vicenda. Presto tornerà a Roma, come promesso, trasformato in una casetta di legno dedicata alle mamme e a i loro bambini.

Andiamo avanti avendo come obiettivo il solo bene di Roma.

 

Il gonfiatore di palloncini

Il Blog delle Stelle

 
Il gonfiatore di palloncini

Il gonfiatore di palloncini

di Davide Casaleggio

Adoro i gonfiatori di palloncini. Quelle persone che non solo donano quello che trovano sul loro cammino a chi può servire, ma lo creano. Gonfiano un palloncino. I gonfiatori di palloncini sono spesso invisibili, ma sono le nostre fondamenta. Donare a chi ci sta vicino un palloncino con il suo nome, un aiuto inaspettato per completare un suo sogno, è alla base della nostra comunità. Creare questo aiuto è l’attività dei gonfiatori di palloncini.

Il gonfiatore di palloncini è contento di aver reso qualcuno felice, senza aspettarsi nulla in cambio.
Il gonfiatore di palloncini é distratto da se stesso perché concentrato a consegnare i palloncini a chi li merita.
Il gonfiatore di palloncini sa che se tiene per sé i palloncini gli potranno essere sempre sottratti, ma la soddisfazione di averli donati invece sarà sua per sempre.
Il gonfiatore di palloncini dona tutto il suo fiato al presente.
Il gonfiatore di palloncini sopravvive di quello che riceve, ma vive dei palloncini che dona.
Il gonfiatore di palloncini quando sbaglia riconosce i suoi errori e trova il modo di non danneggiare il gruppo e, se serve, si fa da parte. Almeno per il tempo necessario.
Il gonfiatore di palloncini quando combatte per cambiare una regola non lo fa mai per se stesso.
Il gonfiatore di palloncini quando dà l’esempio non lo fa per gli altri, ma per se stesso.

Chi allontana un gonfiatore di palloncini fa male alla nostra comunità.

Nelle prossime selezioni valorizzeremo la partecipazione e la creazione di valore per la nostra comunità. Valorizzeremo i gonfiatori di palloncini.

Se incrociate un gonfiatore di palloncini, ringraziatelo, chiedetegli il suo sogno e donategli un palloncino per raggiungerlo.

Le buone azioni non possono rimanere impunite, scoviamo i gonfiatori di palloncini!

 

Per un’Europa dei cittadini: superare il fiscal compact e archiviare l’austerità

Il Blog delle Stelle

 
Per un'Europa dei cittadini: superare il fiscal compact e archiviare l'austerità

Per un’Europa dei cittadini: superare il fiscal compact e archiviare l’austerità

L’intervista di Manuela Perrone a Fabio Massimo Castaldo, portavoce del MoVimento 5 Stelle e vice Presidente del Parlamento Europeo, per il Sole 24 Ore

Di estremo il nostro programma ha soltanto coerenza e concretezza. Siamo convinti che l’Italia debba avere al più presto un governo legittimato dalla volontà popolare. E i partner europei, per essere tali, devono pienamente rispettarla“. Risponde così all’allarme sulla “crescita delle posizioni estreme” in Italia lanciato da Merkel e Macron Fabio Massimo Castaldo, l’europarlamentare del MoVimento 5 Stelle eletto a novembre vicepresidente del Parlamento Ue anche con i voti di Ppe e socialisti: il primo segnale della fine dell’ostracismo europeo nei confronti dei Cinque Stelle, nonostante siedano ancora nel gruppo Efdd con gli euroscettici dell’Ukip dopo il fallito tentativo di passare tra i liberali di Alde.

L’ansia franco-tedesca per l’Italia nasce da ciò che accomuna voi e la Lega: le critiche alla moneta unica, la contrarietà al 3% deficit-Pil, il rifiuto del Fiscal Compact e del bail-in…
È quantomai necessario che l’architettura dell’eurozona venga ristrutturata per sanarne gli squilibri e puntare finalmente alla crescita, superando il fiscal compact e archiviando la stagione dell’austerità. Lo diciamo da anni, come premi Nobel per l’economia. A Bruxelles siamo da sempre molto pragmatici e pienamente partecipi nel gioco negoziale tra i gruppi, come è stato provato dalla mia elezione e recentemente dall’appello (al Pd perché sostenga il MoVimento 5 Stelle, ndr) del vicepresidente dei Verdi Pascal Durant e dell’europarlamentare Gue Barbara Spinelli, europeisti convinti. Chi conosce il nostro lavoro dentro le istituzioni riconosce efficacia e competenza della nostra azione politica.

Macron ha legato anche l’esito del voto italiano all’incapacità europea di rispondere alla crisi e alle sfide migratorie. È una buona premessa per una riforma dell’eurozona?
Può essere letta come una prima, timida ammissione di colpa. L’Italia è stanca dei complimenti di circostanza sul dramma delle migrazioni: la riforma del regolamento di Dublino deve essere netta e radicale, includendo anche i migranti economici. Siamo pronti a rispettare gli impegni, ma pretenderemo risposte adeguate. Non si può finanziare con i soldi dei nostri contribuenti Erdogan e poi far mancare 1 miliardo al Trust Fund Ue per l’Africa, creato per sradicarne la povertà. Intanto l’Italia è lasciata sola.

Oggi Putin si avvia a essere incoronato presidente per la quarta volta, ma dopo il Russiagate l’asse contro il Cremlino si rafforza. Ha ancora senso chiedere l’addio alle sanzioni come fate voi e il centrodestra?
La politica delle sanzioni e delle controsanzioni russe non ha ottenuto alcun risultato apprezzabile, se non aver chiuso un importante mercato di export per decine di migliaia di Pmi europee e in particolare per quelle italiane. Le nostre alleanze internazionali non sono in discussione, così come la solidarietà al popolo britannico, ma quando si menziona la Russia è bene ricordare che si tratta di una potenza globale da cui dipende anche la nostra sicurezza energetica, senza contare il loro seggio permanente con diritto di veto nel Consiglio di sicurezza Onu. Il dialogo è l’unica via percorribile.

L’agenda del MoVimento 5 Stelle è ambiziosa: reddito di cittadinanza, fisco, rapporto debito-Pil giù di 40 punti in 10 anni. Chiedete più flessibilità per la crescita. Ma quali i margini di trattativa per un Paese sotto osservazione?
L’Italia paralizzata dai partiti è stata sotto osservazione. Con noi si apre una nuova stagione: quella dei cittadini. Con un piano di digitalizzazione della Pa e una spending review della spesa improduttiva si possono recuperare miliardi di euro per investimenti ad alto moltiplicatore. Il rapporto debito-Pil è appunto un rapporto: per migliorarlo la priorità è far crescere il secondo termine. L’Ue dovrebbe assecondare questo cambio di prospettiva rivedendo anche lo statuto e gli obiettivi della Bce, che a differenza della Fed non deve perseguire la piena occupazione ma solo il controllo dell’inflazione, ossessione tedesca. Inutile appellarsi agli zero virgola. Per rimettere in moto l’Italia serve una spesa pubblica ponderata che generi ricchezza e posti di lavoro. Il debito è strumento, non fine.

Il MoVimento 5 Stelle troverà i i numeri in Parlamento per governare?
Io sono fiducioso nel ruolo di saggezza e lungimiranza rappresentata dal Capo dello Stato. Non faremo alcun mercanteggiamento ma proporremo al Parlamento un impegno chiaro sul programma con leggi e tempi di approvazione. Vogliono o no i partiti ridurre le tasse, tagliare gli sprechi, dare soldi alle famiglie, alzare le pensioni minime? Se sì voteranno il nostro programma. Vogliamo far uscire l’Italia dal pantano.

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