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Daily Archives: marzo 17, 2018

Il metodo del MoVimento 5 Stelle per individuare i Presidenti di Camera e Senato

Il Blog delle Stelle

 
 

Ciao a tutti. Anche oggi vi aggiorno sui contatti che stiamo portando avanti con le altre forze politiche per l’individuazione delle figure di garanzia dei presidenti di Camera e Senato. Tra stasera e domani sentirò per telefono i principali esponenti di tutti i futuri gruppi parlamentari: Salvini, Brunetta, Meloni, Martina e Grasso. Voglio parlare loro con franchezza, chiarezza e onestà. A ognuno di loro dirò che noi vogliamo coinvolgere tutti in questa fase di individuazione delle figure che presiederanno le Camere, naturalmente riconoscendo il peso specifico di ogni vincitore.

Noi con il 36% dei seggi alla Camera dei Deputati rivendichiamo il diritto ad esprimere la Presidenza dell’Aula. In ogni caso da parte delle altre forze politiche considereremo inaccettabili le proposte di candidati, per qualsiasi carica istituzionale in ognuna delle due Camere, che siano condannati o sotto processo. Ne va della credibilità e dell’onorabilità delle Istituzioni, un valore a cui non rinunceremo mai. Come vi ho raccontato anche ieri con un lungo post, le cariche istituzionali sono molto importanti perché dalla loro qualità e affidabilità dipende anche la qualità del lavoro legislativo che poi impatta direttamente sulle vite di tutti i cittadini. La prima cosa a cui ci dedicheremo sia alla Camera sia al Senato sarà l’abolizione dei vitalizi, che può essere fatta direttamente dagli uffici di Presidenza. Segnale di una politica che vuole riavvicinarsi alle persone, perché la Terza Repubblica, sarà la Repubblica dei Cittadini e dei loro diritti, non dei partiti e dei loro privilegi.

Come vedete stiamo facendo tutto in assoluta trasparenza: questa è una importante novità per le dinamiche della politica italiana. Sono fiducioso che tutte le forze politiche saranno influenzate positivamente dal nostro metodo e che si possa giungere a un ampio consenso parlamentare sulle figure di entrambi i presidenti.

Ribadisco ancora una volta che ritengo il processo di l’individuazione di queste figure di garanzia completamente scollegato dal processo che porterà alla formazione del governo. Confido in una risposta positiva da parte di tutte le forze politiche che continueranno ad avere come interlocutori i nostri capigruppo: Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

Continueremo a tenervi costantemente aggiornati su tutti gli sviluppi.

Buon week end a tutti!

 

Il voto al Parlamento sull’EMA, spiegato bene

Il voto al Parlamento sull’EMA, spiegato bene

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di Piernicola Pedicini, EFDD – M5S Europa

In primo luogo bisogna tener presente che non si votava banalmente per scegliere la futura sede dell’EMA ad Amsterdam o a Milano, come hanno scritto erroneamente i giornali, ma si votava su una proposta tardiva della Commissione europea per cambiare il regolamento istitutivo dell’EMA che fino ad ora non aveva mai parlato di sede per l’agenzia europea dei medicinali. In assenza di una posizione del parlamento su questo tema sarebbe rimasta in piedi la procedura vigente: la decisione la prendono gli Stati Membri (Consiglio) senza interpellare il Parlamento.

Questo è stato il metodo utilizzato fino ad ora per tutte le Agenzie europee ed è il metodo che è stato utilizzato anche per stabilire la nuova sede di EMA. Nessuno ha protestato fino ad ora, tanto meno il Governo Italiano che era presente (con Gozi) quando si è stabilita la procedura per l’assegnazione dell’Agenzia. Questa procedura è una procedura politica, non quindi una vera e propria gara di appalto, e l’Italia se la deve prendere solo con se stessa se ha sprecato un enorme vantaggio iniziale e alla fine è arrivata al sorteggio contro Amsterdam. Era in quel momento che l’Italia avrebbe dovuto protestare contro una procedura sbagliata (che non teneva conto del parere del Parlamento Europeo) o, quanto meno, avrebbe dovuto vincere la gara (perché aveva una proposta migliore e perché l’Italia è uno dei paesi grandi pagatori).

Adesso si votava anche perché, per le prossime volte, si sarebbe dovuta usare la procedura ordinaria in cui il Parlamento avrebbe dovuto avere il suo ruolo di co-legislatore. Voi avreste votato negativamente ad una cosa del genere? Avreste tolto al parlamento questo ruolo? Prima di andare avanti riflettete su questo punto perché è su questo che si votava! Adesso veniamo ad EMA e a Milano.

Noi abbiamo fatto tutto il possibile per inserire, in questa modifica del regolamento, tutto quello che avrebbe rimesso in discussione l’assegnazione di EMA ad Amsterdam. Abbiamo provato a modificare il regolamento anche in modo retroattivo.

– Abbiamo inserito una serie di emendamenti che eliminavano la parola Amsterdam e la parola Olanda. Se fossero passati questi emendamenti il Parlamento avrebbe potuto riparlare di altre città come Milano;
– Abbiamo inserito emendamenti per un monitoraggio vincolante dei lavori ogni tre mesi con una sanzione di revoca dell’autorizzazione. Questo avrebbe ridato una possibilità a Milano se Amsterdam non avesse rispettato tutti i tempi;
– Abbiamo soprattutto inserito un emendamento per rigettare la proposta della Commissioneladdove si diceva che la nuova sede di EMA sarebbe stata Amsterdam. Purtroppo questo emendamento è stato votato negativamente dalla gran parte del Parlamento e quindi non c’era una maggioranza per rimettere in discussione quella decisione su queste basi.

In definitiva, noi abbiamo fatto tutto il possibile per forzare questo voto in modo da ridare una possibilità a Milano ma la verità è che questa è stata solo una triste storia di incompetenza del Governo italiano, che non è riuscito a vincere la gara con l’Olanda anche se ai turni intermedi era in forte vantaggio, e una triste storia di strumentalizzazione politica perché il ruolo di co-legislatore il Parlamento europeo avrebbe dovuto rivendicarlo molto prima (soprattutto il Presidente Tajani) e non solo dopo, a cose già fatte.

A quel punto, visto che non c’era una maggioranza per rigettare la proposta della Commissione, abbiamo votato a favore della risoluzione del Parlamento perché:
– fissa le nuove regole per il futuro per cui il Parlamento non può essere escluso da queste decisioni;
– riapre il trilogo che almeno ci permette di rivendicare il torto che l’Italia ha subito sia se parliamo di EMA a Milano, sia se parliamo di una diversa Agenzia da collocare in futuro.
In conclusione:
– votando negativamente, il Parlamento semplicemente non si sarebbe espresso e in mancanza di una posizione del Parlamento non solo sarebbe rimasta valida la decisione già presa su Amsterdam ma il Parlamento stesso non si sarebbe potuto esprimere neanche in futuro;
– votando positivamente, il Parlamento non verrà più escluso dalle future decisioni sulle sedi delle Agenzie europee e, inoltre, si riapre il trilogo dove l’Italia può dare battaglia sulla procedura adottata per EMA e rivendicare un credito per Milano per le prossime Agenzie.

 

10 nuovi portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Lazio

Il Blog delle Stelle

 
10 nuovi portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Lazio

10 nuovi portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Lazio

di MoVimento 5 Stelle Lazio

Vi presentiamo la squadra dei nuovi portavoce del Movimento 5 Stelle nel Consiglio Regionale del Lazio. Alcuni nomi sono più conosciuti di altri ma tutti e dieci sono cittadini che in questi anni hanno portato avanti battaglie con il M5S e, da eletti, si sono fatti carico di rappresentare le istanze dei cittadini nelle istituzioni nazionali e locali. Nella nuova legislatura tutti e dieci lavoreranno per migliorare il Lazio dai banchi dell’opposizione, così come fatto nella legislatura trascorsa, portando ad approvazione testi di legge innovativi e a beneficio di tutti i cittadini e modificando, secondo i principi del M5S, quelli proposti dalle altre forze politiche. Grazie alla percentuale di voti ottenuti dalla nostra lista siamo cresciuti di numero e incluso una nuova provincia, Frosinone, nella lista dei territori da noi rappresentati, e ora, basandoci sull’esperienza e sul nostro programma concreto e condiviso con i territori, siamo già al lavoro per migliorare questa regione.

DAVIDE BARILLARI

44 anni, nato a Milano e residente a Roma, padre di due bimbi. 16 anni in IBM come sistemista senior all’interno di team internazionali, sindacalista, rappresentante nel Comitato Aziendale Europeo IBM e nominato nel Comitato Ristretto. È tra i fondatori dell’associazione generale italiana del commercio equo e solidale. Osservatore internazionale per i diritti umani in Messico e promotore del primo sciopero virtuale al mondo per cui è stato insignito dal Senato francese del premio “NetXplorateur of the Year 2007”. Nel 2013 candidato presidente per il M5S alla Regione Lazio; eletto consigliere regionale è stato membro delle commissioni Salute e Pluralismo dell’Informazione.

SILVIA BLASI

44 anni, nata e residente a Tarquinia con una figlia di 4 anni ed un compagno. Laureata in Scienze Biologiche e in possesso di due dottorati di ricerca in “Conservazione della natura e monitoraggio biologico degli ecosistemi acquatici e terrestri”. Dal 2007 insegnante di ruolo nella scuola superiore come docente di scienze, chimica e geografia astronomica. Nel 2013 eletta consigliere regionale per il M5S, membro delle commissioni Ambiente e Agricoltura.

MARCO CACCIATORE

36 anni, nato a Marino (Roma), dove è cresciuto e dove vive da sempre. Laureato in scienze politiche ed orientato al diritto internazionale, ha intrapreso un Dottorato in “Democrazia e Diritti Umani” presso l’Università di Genova. Dal 2011 nel M5S, nel 2014 viene eletto Portavoce al Consiglio Comunale di Marino. Tra il 2015 ed il 2016 collabora con il M5S Europa ai lavori della Commissione Affari Esteri. Dal 2016 capo di gabinetto di Carlo Colizza, sindaco M5S di Marino.

VALENTINA CORRADO

32 anni, nata a Crotone, si è trasferita a Roma per intraprendere gli studi in giurisprudenza e risiede dal 2007 a Pomezia dove partecipa alle attività e ai gruppi di lavoro del Movimento 5 Stelle. Eletta nel 2013 consigliere Regionale del Lazio viene nominata Presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile e membro delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali.

FRANCESCA DE VITO

52 anni, nata e vissuta a Roma, sposata e con un figlio. Laureatasi in Scienze dell’amministrazione, lavora da oltre 12 anni nell’ufficio gare di una grande Società ed è specializzata nel Codice degli appalti. Nel M5S dal 2012 ha fatto parte del tavolo bilancio.

ROBERTA LOMBARDI

44 anni, nata ad Orbetello (Gr) vive a Roma insieme ai due figli e al compagno. Laureata in Giurisprudenza con tesi in Diritto Commerciale Internazionale presso la Sapienza di Roma, ha frequentato un corso post laurea in Sviluppo Manageriale presso la “LUISS Business School – School of Management”. Dal 2003 lavora nel settore del lusso e del Made in Italy, per portare nel mondo l’eccellenza del nostro paese. Nel MoVimento 5 Stelle dal 2007, nel 2013 è stata eletta come Portavoce alla Camera dei Deputati, dove è stata la prima capogruppo e ha lavorato dapprima in Commissione Affari Costituzionali e poi in Commissione Lavoro occupandosi di Pubblica Amministrazione. È stata referente alla Camera per il comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso.

LORETO MARCELLI

56 anni, nato a Sora, dove vive con la moglie e i suoi due figli, è un libero professionista nel commercio dal 1990. Dal 2013 nel M5S si occupa di tematiche ambientali con l’associazione “War On Dump” e partecipa ad attività a tutela della sanità provinciale con il “Coordinamento Provinciale Sanità” e con il Comitato cittadino “Articolo 32” a difesa dell’ospedale cittadino. Nel 2016 è stato candidato consigliere comunale per il M5S.

VALERIO NOVELLI

44 anni, nato a Roma e residente a Fonte Nuova, diplomato ed attualmente libero professionista nel campo del web marketing. Nel 2014 si presenta come Candidato Sindaco M5S e viene eletto Consigliere Comunale di Fonte Nuova, Capogruppo, membro della Commissione Urbanistica, membro della Commissione Sanità ed Ambiente e presidente della Commissione Speciale Garanzia e Controllo.

GAIA PERNARELLA

39 anni, vive a Terracina con due figlie. Laureata in Lingue e Letterature straniere ha lavorato come traduttrice e adattatrice. Entrata nel Movimento nel 2011 è stata eletta nel 2013 consigliere regionale del Lazio. Membro delle commissioni Cultura e Affari Comunitari è stata Vice Presidente del Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali.

DEVID PORRELLO

38 anni, vive a Civitavecchia ed è laureato in Ingegneria Civile. Ha lavorato presso una società italiana di scavo in sotterraneo seguendo cantieri in Italia e all’estero ed è stato nominato responsabile dell’Ufficio Trasporti, spedizione e dogane. Entrato nel Movimento nel 2010, nel 2012 è stato il candidato sindaco M5S a Civitavecchia. Dal 2013 consigliere alla Regione Lazio per il MoVimento 5 Stelle, membro della commissione salute e ambiente e vicepresidente della commissione speciale sul terremoto.

 

Più alberi a Roma, più felicità

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Più alberi a Roma, più felicità

Più alberi a Roma, più felicità

di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente di Roma

Oltre a lanciare un’operazione di forestazione urbana che sta coinvolgendo cittadini, famiglie e bambini in vari municipi, abbiamo espletato una gara per la fornitura di un numero tra 500 e 700 nuovi alberi stradali. Si tratta di esemplari alti dai tre metri in su con una impalcatura di almeno due metri e mezzo. I nuovi alberi compenseranno i circa 450 alberi abbattuti fino ad oggi per ridurre il rischio in seguito alle attività di monitoraggio e manutenzione di 82mila esemplari di alto fusto.

Gli alberi, come tutti gli esseri viventi, hanno un loro ciclo di vita. Dopo anni di incuria e di scarsa o cattiva manutenzione, stiamo affrontando una grande opera di riduzione del rischio per persone e cose eliminando esemplari malati, danneggiati o giunti alla fine del loro ciclo vitale.

Ma il nostro obiettivo è quello di incrementare il già importante patrimonio arboreo della Capitale. Vogliamo farlo per conservare la bellezza alla nostra città, per mitigarne l’inquinamento ma anche per contribuire al raggiungimento del nostro obiettivo di ridurre del 40% entro il 2030 le emissioni climalteranti di Roma.

I nuovi alberi stradali rispondono ad una visione di Roma città sostenibile e rientrano in una più ampia programmazione per la cura del verde che passa anche dalpotenziamento del Servizio Giardini con le 100 nuove assunzioni deliberate dalla Giunta Raggi.

 

 

Ambiente e futuro: le nostre proposte

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Ambiente e futuro: le nostre proposte

Ambiente e futuro: le nostre proposte

di Alberto Zolezzi, portavoce e vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera

Tutelare l’ambiente equivale a garantire qualità di vita e occupazione di qualità, le attività realmente sostenibili hanno un elevato indice occupazionale, superiore di decine di volte alle grandi opere inutili o alla filiera dell’energia fossile. Una visione di lungo periodo impone di non affrontare solo emergenze, ma soprattutto di prevenirle.

Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico sono necessarie prioritariamente difesa del suolo e secondariamente mitigazione del rischio. Il consumo di suolo costa fra i 630 e i 910 milioni all’anno in perdita di servizi ecosistemici secondo i dati ISPRA-SNPA 2017. La pianificazione programmata del territorio è necessaria per tutelare i comuni italiani a rischio dissesto idrogeologico: l’88,3% del totale. Il Ministero dell’ambiente deve ritornare centrale e devono essere istituite cabine di regia regionali; sono necessari fondi certi e una parte di essi deve essere destinata a progettazione. Per la difesa del suolo è necessario defiscalizzare almeno al 65% gli interventi ed escluderli dal patto di stabilità interno. Gli oneri ammontano a 200 milioni di euro all’anno, ma va ricordato cheun euro investito in prevenzione ne fa risparmiare 100 in emergenze evitate. Un miliardo di euro investito in interventi contro il dissesto genera almeno 7mila posti di lavoro strutturali secondo la stessa struttura di missione di Palazzo Chigi.

L’acqua deve tornare pubblica e deve partire un piano di infrastrutture adeguate per garantire acqua di qualità in tutti i bacini idrografici. Vanno migliorati gli impianti di depurazione, circa metà degli agglomerati nazionali sono in infrazione europea con il rischio di pesanti esborsi. Gli investimenti di questo tipo garantiscono almeno 10mila posti di lavoro per miliardo (dati ONU) e si possono ipotizzare circa 15 miliardi di investimenti da realizzare fra rete idrica e depurazione in 5 anni. Rifare le sole reti idriche costerà circa 40 miliardi in 20 anni, i gestori a vocazione privata e privatistica hanno dimostrato di non aver svolto i lavori per cui sono stati pagati. Vanno riviste le tariffe di concessione idrica per le acque minerali.

Per quanto riguarda le bonifiche è necessario partire dai SIN, i siti d’interesse nazionale, con un piano quinquennale da 10 miliardi si avrebbe un ritorno di 5 miliardi fra IVA e imposte varie, si potrebbero generare investimenti privati per altri 20 miliardi (valore aggiunto di 10 miliardi) con circa 200mila occupati (dati Confindustria). Senza contare la riduzione delle esternalità ambientali, che in Italia ammontano a un terzo della spesa sanitaria totale (48 miliardi su 150).

Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani è necessario spingere sulla prevenzione (riduzione) e l’economia circolare. Deve essere limitata la produzione di imballaggi, devono essere riutilizzati quelli esistenti spingendo sul “vuoto a rendere” e sul costo ambientale, deve essere azzerato il fondo comunicazione ai consorzi monopolisti (15 milioni di euro spesi oggi per far accettare gli imballaggi). Un piano di comunicazione anche nelle scuole in merito al compostaggio e alle normative fatte approvare dal MoVimento 5 Stelle nella scorsa legislatura (collegato ambientale 2015) potrà portare alla accettabilità sociale e alla diffusione del compostaggio di comunità (basta una SCIA in comune per gestire fino a 130 t di organico), alla prevenzione dei rifiuti organici e alla produzione di prezioso compost di qualità, risparmiando fino a 4 miliardi all’anno. Il passaggio generalizzato in tutti i Comuni d’Italia alla raccolta Porta e Porta introducendo la tariffa puntuale porterà a un risparmio del 22% rispetto alla raccolta stradale. In prospettiva i rifiuti urbani dovranno essere gestiti il più possibile in prossimità (oltre 1 miliardo di euro dei 10 spesi riguarda i trasporti dei rifiuti). Devono essere eliminati gli incentivi al recupero energetico da rifiuti (585 milioni di euro nel 2016). Deve essere incentivato il mercato del recupero di materia: plastiche miste (plasmix e pulper recuperate a freddo), compost ecc. La gestione dei rifiuti deve essere concorrenziale, stop a gestori di oltre mezzo milione di abitanti (rapporto AGCOM). In sostanza si può dimezzare la tassa rifiuti per cittadini e imprese (per rifiuti assimilabili agli urbani) in 5 anni e creare almeno 195mila posti di lavoro. Si crea lavoro e finalmente iniziamo a chiudere discariche e inceneritori senza realizzarne di nuovi.

Per quanto concerne i massimi indici occupazionali ricordiamo la riqualificazione energetica degli edifici, oltre 18mila posti per miliardo investito (dati CRESME) e la progressiva autonomia da fonti fossili, devono essere resi strutturali gli incentivi e le defiscalizzazioni e deve essere realizzato un piano comunicativo delle realtà virtuose esistenti di distacco dalla rete gas. Il massimo indice occupazionale è quello del restauro (oltre 30mila posti per ogni miliardo di euro investito) e vuol dire coniugare cultura, tutela del patrimonio culturale e società.

Le infrastrutture sostenibili, come alcuni raddoppi ferroviari (Tirreno-Brennero per esempio), hanno un elevato indice occupazionale, una singola linea TAV (come quella fra Brescia e Padova di 149 km recentemente sbloccata dalla Corte dei Conti) costerà 10 miliardi, la stessa cifra per raddoppiare, migliorare linee e spostare merci su ferro per circa 1500 km, 10 volte di più, con indice occupazionale 20 volte inferiore (dati MIT).

Stop alla politica fossile e sì al futuro!

 
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