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Il MoVimento 5 Stelle prima forza politica anche in Molise. Grazie!

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L’incarico scientifico al prof. Giacinto Della Cananea

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Daily Archives: marzo 16, 2018

No alla Riforma dell’ordinamento penitenziario approvata dal governo, sì alla certezza della pena!

Il Blog delle Stelle

 
 

Oggi il governo, fuori da ogni possibile controllo parlamentare, ha approvato il principale decreto della Riforma dell’ordinamento penitenziario. E’ un provvedimento pericoloso che mina alla base, dopo gli innumerevoli “svuotacarceri” di questi anni, ilprincipio della certezza della pena.

In sintesi, il governo insiste sull’estensione dei benefici penitenziari (permessi premio, lavoro all’esterno, misure alternative alla detenzione) a favore dei condannati, anche per reati gravi. Il sovraffollamento carcerario è un problema serio, ma non può essere affrontato in questo modo: elargire irragionevolmente benefici penitenziari ad un numero sempre maggiore di detenuti – ergastolani inclusi – è molto grave, soprattutto considerando tutti gli svuotacarceri di questi anni.

Inoltre, è fondamentale attuare con urgenza un piano-carceri serio che porti alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari e al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, investendo risorse sul controllo e la qualità delle misure alternative e sulla rieducazione della pena.
Con questo decreto, la detenzione diventa definitivamente l’extrema ratio e la certezza della pena un miraggio, con buona pace dei cittadini onesti che, anche su questo tema, si sono espressi chiaramente lo scorso 4 marzo.

Il governo è consapevole che i cittadini non vogliono una norma di questo tipoe, proprio per questo, lo ha approvato con una strategia sconcertante per il modo in cui calpesta le prerogative parlamentari. Il decreto è stato ritirato prima delle elezioni dando l’illusione di un passo indietro; adesso, nella distrazione generale, viene ripreso e approvato dal Consiglio dei Ministri nella fase di passaggio tra una legislatura e l’altra. Teoricamente, entro 10 giorni, la commissione competente dovrebbe esprimere un parere sul decreto ma, visto che la nuova legislatura deve ancora iniziare, è quasi certo che il termine scadrà invano.

E’ un affronto che non può essere accettato: nella diciottesima legislatura, il Parlamento dovrà intervenire in materia di giustizia rassicurando i cittadini sull’importanza della legalità e della certezza della pena.

 

2,4 miliardi di tagli alle Regioni più povere: lo scherzetto europeo che piace tanto alla Merkel

2,4 miliardi di tagli alle Regioni più povere: lo scherzetto europeo che piace tanto alla Merkel

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di Rosa D’Amato, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa.

“L’Europa sta commettendo un grave errore. Lo diciamo senza giri di parole: dirottare ben 21 miliardi di euro (circa 2,4 per l’Italia) destinati alla coesione economica, sociale e territoriale per rivolgerli ad altri obiettivi tipo privatizzazioni o Jobs Act è l’ennesimo schiaffo ai nostri territori che mai come adesso avrebbero bisogno di investimenti per lo sviluppo.
 
VIDEO. Condividi l’intervento di Rosa D’Amato in difesa dei diritti dei cittadini del Sud Italia.

Sulle riforme strutturali il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle è assolutamente contrario a tutte quelle misure che intaccano il Welfare State, inclusi gli interventi sul mercato del lavoro, mentre siamo aperti a misure relative al miglioramento sulla capacità amministrativa o alla lotta all’evasione fiscale.
 
Le elezioni italiane hanno dimostrato che i cittadini NON vogliono queste riforme calate dall’alto che servono solo alle multinazionali per abbassare i diritti dei cittadini. Siamo dunque rimasti francamente sorpresi dalla proposta della Commissione di ‘liberare’ anticipatamente queste risorse per destinarle, tra l’altro, alle riforme strutturali. Non capiamo la fretta, tanto più che le norme attuali prevedono che una verifica avrà luogo soltanto nel 2019.
 
Le riforme strutturali non hanno nulla a che vedere con la ratio della politica di coesione. Chiediamo alla Commissione di ascoltare le richieste e gli appelli che arrivano dalle autorità regionali e locali di non tagliare i fondi della coesione e di non distorcere gli obiettivi di queste preziose risorse che servono alle regioni più povere. Faremo di tutto – anche grazie alla forza che arriva dai cittadini italiani – per trasformare questa Europa in una terra in cui nessuno rimarrà indietro”.

Pronta la tempesta perfetta su NPLs e banche italiane

Pronta la tempesta perfetta su NPLs e banche italiane

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La pubblicazione dell’addendum alle linee guida sugli NPL (i famosi crediti deteriorati) da parte della BCE a distanza di un giorno dalla pubblicazione del pacchetto legislativo della Commissione rappresenta senz’altro il più grave attacco mai visto al credito. Si tratta di due iniziative parallele e sovrapposte portate avanti dalle due istituzioni europee per rincarare la dose contro il sistema del credito. Le proposte impongono alle banche di mettere a copertura dei crediti deteriorati accantonamenti progressivi di capitale che arrivano sino alla copertura integrale del 100% del prestito dopo 8 anni per i crediti garantiti, e dopo soli 2 anni per quelli non garantiti. Ciò significa che se un cittadino o un’impresa non dovesse rimborsare un mutuo nei tempi, la banca sarebbe costretta a immobilizzare sempre più capitale sino ad arrivare ad accantonare il 100% della somma prestata in modo automatico e vincolante.

Il pacchetto della Commissione riflette il contenuto delle linee guide BCE pubblicate in un documento chiamato “addendum” che pone condizioni ancora più severe: 7 anni invece di 8 e l’applicazione a tutti i nuovi NPLs, anche quelli sui crediti già concessi. Anche se la banca non poteva prevedere, dunque, all’epoca della concessione del credito, ora al generarsi di un NPL dovrebbe teoricamente sottostare alle nuove regole. La prima versione dell’addendum era stata pubblicata a novembre scatenando un vero scontro istituzionale. La Banca Centrale Europea fu già criticata per aver scavalcato i limiti del suo mandato adottando regole “prudenziali” che soffocano l’economia reale. Comportandosi di fatto come un legislatore e ignorando le innumerevoli critiche da parte di tutti i soggetti coinvolti, cittadini compresi.

Si tratta di requisiti di capitale pesantissimi che hanno l’obiettivo di favorire la crisi del sistema del credito e il suo accorpamento nei colossi bancari “too big to fail” e di accelerare le liquidazioni di NPLs a prezzi di saldo, a tutto vantaggio dei fondi speculativi in cerca di affari. Per sfuggire a requisiti di capitale così massacranti, le banche si ritroverebbero infatti costrette a liberarsi al più presto dei loro crediti deteriorati svendendoli ai fondi avvoltoio internazionali che dominano il mercato opaco dei crediti deteriorati e che sono liberi di speculare sul prezzo di acquisto degli NPL e quindi guadagnare incredibili profitti attraverso la gestione del recupero crediti, sulle spalle sia delle banche, sia delle imprese, sia dei cittadini.

Ad esempio, se un prestito vale 100, la banca riuscirà a venderlo massimo a 20 a un fondo specializzato che ne recupererà 50 dal debitore e in questo modo conseguirà un guadagno netto di 30. Questo meccanismo perverso chiaramente si traduce in una pesantissima svalutazione nei bilanci delle banche (dove il credito con un valore nominale di 100 verrà contabilizzato a 20) con conseguenti richieste di ricapitalizzazione da parte delle autorità sempre più insostenibili per le banche, ed espone famiglie e imprese alle procedure fredde standardizzate delle società esterne di recupero crediti, minando quel poco di fiducia tra banche e cittadini rimasta dopo gli scandali di questi anni. La banca diventerebbe così una sorta di sportello automatizzato e inumano.

Per un sistema bancario fortemente esposto sul credito come il nostro, in cui la proporzione tra attività di credito e finanza speculativa è pari a 80:20, a differenza dei sistemi bancari del Nord che all’opposti sono esposti 80 su finanza e 20 su credito, questo pacchetto di misure rappresenta un vero e proprio attacco diretto con le nostre banche e contro l’economia di tutto il Sud Europa, e al contempo un enorme vantaggio competitivo alle banche del Nord Europa.

Come denunciamo da tempo, infatti, dietro l’imposizione di requisiti di capitale sempre più asfissianti e insostenibili sul rischio di credito e la grave sottovalutazione del rischio derivati, c’è il subdolo disegno politico di mettere in crisi il sistema bancario del Sud Europa e di far sparire le banche piccole e medie, ancorate sul territorio, per darle in pasto alle grandi banche d’affari “too big to fail”, facilitando in questo modo l’ulteriore concentrazione del settore bancario. Abbiamo già avuto modo di sperimentare sulla pelle dei cittadini le prime applicazioni di questo schema infernale con i bail-in Italia e in Spagna. Il prossimo passo sarà chiedere la copertura sul rischio sovrano e a quel punto l’economia dei Paesi del Sud sarà ridotta in ginocchio mentre le grandi banche d’affari e le economie del Nord continueranno a prosperare.

Stiamo lavorando per proteggere il modello di banca commerciale tradizionale e facilitare la concessione di più prestiti a famiglie e PMI attraverso proposte concrete e costruttive (riduzioni sostanziali di requisiti di capitale per prestiti retail e alle PMI, incentivi per prestiti a imprese sociali e investimenti verdi, un nuovo Glass Steagall Act per separare il credito dalla finanza). Provvedimenti come quelli esposti in apertura tagliano di fatto le gambe a chi vuole migliorare la situazione. Sono il frutto di un peso del Governo italiano in Europa praticamente inconsistente, incapace d’intercettare e condizionare i provvedimenti nell’interesse nazionale e dei cittadini. Al contrario di quello che fanno altri Paesi come Germania e Francia.

Livorno all’avanguardia per il trasporto pubblico: si va a scuola in taxi

Il Blog delle Stelle
Livorno all'avanguardia per il trasporto pubblico: si va a scuola in taxi

Livorno all’avanguardia per il trasporto pubblico: si va a scuola in taxi

Authordi Filippo Nogarin

di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno

Chi ha detto che il trasporto pubblico locale è fatto solo di autobus e bikesharing?
A Livorno stiamo puntando con forza sui taxi, soprattutto per collegare alcune zone collinari o periferiche al centro cittadino. La risposta dei cittadini è stata sorprendente.

Nel 2017 oltre 33mila i livornesi che hanno utilizzato questo mezzo di trasporto pubblico alternativo, che ovviamente costa agli utenti esattamente quanto una corsa in autobus.
Qui i dettagli.

Da qualche settimana poi, abbiamo avviato un ulteriore servizio sperimentale a Castellaccio e Montenero: il taxi-scuola, che dal prossimo anno verrà esteso ad altri 8 quartieri della città. L’innovativo servizio di trasporto scolastico fa parte del progetto MODI’ “Mobilità Dolce e Integrata nell’area vasta livornese” che vede come capofila la Provincia di Livorno (finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nell’ambito del Programma Sperimentale Nazionale di Mobilità Sostenibile Casa-Scuola e Casa-Lavoro) e che sarà presentato ufficialmente il 5 aprile al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, in Via Roma 234.

Nello specifico il servizio di “Taxi-scuola” prevede l’impiego di due taxi che prelevano i ragazzi da casa alle 7.30 e li lasciano a scuola alle ore 8, per poi tornare a prenderli alla fine delle lezioni.

Questo che interessa le zone di Castellaccio e Montenero è il primo di otto pacchetti di interventi di Taxi-Scuola che, a partire dal prossimo anno scolastico, saranno attivati in città dall’Amministrazione comunale. Il servizio consentirà ad alunni delle scuole medie e superiori le cui famiglie non sono nelle possibilità di accompagnarli a scuola e riportarli, di disporre di un autista da condividere con altri compagni.

Abbiamo recepito le richieste arrivate da alcuni genitori, per lo più residenti in zone collinari o comunque alla periferia della città che i mezzi pubblici non riescono a servire pienamente. In questo modo, oltre che ad andare incontro alle famiglie, contribuiamo anche ad alleggerire il traffico in alcune ore cruciali della giornata. Si tratta di un’iniziativa innovativa realizzata insieme alla Cooperativa Taxi Livornesi che senza prevedere ulteriori aggravi di spesa a carico delle famiglie integra il servizio pubblico, del quale anche i taxi fanno parte.
Qui i dettagli.

Un modo diverso per pensare la mobilità urbana, riducendo il traffico e le emissioni e ammortizzando le linee deboli. E questo significa utilizzare al meglio le risorse dei cittadini.

Livorno su questo è sempre attenta e all’avanguardia.

Per un Parlamento al servizio dei cittadini

Il Blog delle Stelle

 
 

In questi giorni ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i Presidenti del Senato e della Camera. La scelta delle persone che ricopriranno questi incarichi è cruciale. Stiamo parlando della seconda e della terza carica dello Stato, e soprattutto stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi. Come sapete, al MoVimento 5 Stelle non interessa il gioco della poltrona: quello che ci preme è che il Parlamento funzioni al meglio, perché è lì che si decidono le leggi che possono migliorare o peggiorare la qualità della vita di tutti, è lì che le forze politiche devono dimostrare il proprio valore e la propria coerenza. Per questo agiamo nella massima trasparenza e anche in queste ore vi stiamo raccontando passo passo come ci muoviamo. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che la forza politica con la maggioranza relativa di seggi nelle due Camere condivide con i suoi elettori e con tutti i cittadini questo percorso. Non abbiamo nulla da nascondere, e nulla che non possa essere detto.

Il nostro primo obiettivo è che Camera e Senato lavorino nelle migliori condizioni possibili:maggiore è la qualità del lavoro del Parlamento, migliori saranno le leggi. C’è un esempio che, in negativo, ci dà perfettamente la misura di questo: ricordate il decreto IMU-Bankitalia, in cui il governo regalò 7,5 miliardi alle banche? Era il 2014. Applicando la cosiddetta “ghigliottina“, si impedì alle opposizioni, per la prima volta nella storia della Camera dei deputati, di fare sentire la propria voce. Il decreto passò direttamente al voto e fu approvato senza discussione. Al Senato non si contano le volte in cui sono stati letteralmente cancellati con un colpo di spugna (la cosiddetta “tagliola“) emendamenti che avrebbero potuto migliorare un provvedimento. Questa volta andremo al governo, saremo maggioranza ma vogliamo tutelare anche le opposizioni. Questo significa rispettare il lavoro del Parlamento.

Il prossimo obiettivo è abolire i vitalizi. Qualche mese fa siamo arrivati a un passo dall’eliminarli, e ora vogliamo andare fino in fondo. Gli uffici di Presidenza regolano la vita dei parlamentari. Possiamo agire direttamente sul bilancio della Camera, e un Presidente del MoVimento 5 Stelle spianerebbe la strada a questo traguardo.

Per questo abbiamo bisogno di figure serie e responsabili, che garantiscano imparzialità e vicinanza ai bisogni dei cittadini. Non si tratta solo di applicare il diritto parlamentare. Si tratta dei vostri soldi, dei vostri diritti, di semplificare o complicare la vita ai cittadini. Seguiteci in questa battaglia.

A difesa della Valle del Noce!

A difesa della Valle del Noce!

 

 
Le Regioni Basilicata e Calabria si oppongano al Tar contro la società Ecologica 2008 che gestisce l’impianto per il trattamento di rifiuti, anche pericolosi, ubicato area nel Comune di Tortora, nel Cosentino. 
Si tratta di difendere il provvedimento con cui la Regione Calabria ha disposto che il gestore sottoponga l’impianto alla Valutazione di Incidenza Ambientale, prima della sua riattivazione, attesa la sua vicinanza al Sito d’importanza comunitaria della Valle Noce.
Della vicenda il MoVimento 5 Stelle si sta occupando da ben 3 anni, intanto con una miainterrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e della Salute, dopo la quale ho chiesto al governatore Oliverio e ai dipartimenti di competenza la revoca degli atti per l’attività dell’impianto, inficiati dalla mancanza della Valutazione d’incidenza ambientale. Non si può continuare nell’irregolarità: l’impianto sta ancora funzionando, nonostante le ultime prescrizioni dell’Arpacal.
Non capisco perché la ditta voglia sottrarsi alle disposizioni di legge. Soprattutto non capisco perché le Regioni interessate non si costituiscano innanzi al Tar della Calabria. Il coraggioso sindaco di Tortora non può essere lasciato da solo in questa battaglia di civiltà a tutela del territorio e degli abitanti. È assurda l’indifferenza del governo regionale, che sta sottovalutando il patrimonio naturalistico della Valle del Noce, invece da tutelare e promuovere.
 
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Ambiente, Schwarzenegger fa causa ai petrolieri

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Ambiente, Schwarzenegger fa causa ai petrolieri

Ambiente, Schwarzenegger fa causa ai petrolieri

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Non è uno che fa le cose a meta’. Arnold, il Terminator, ha annunciato in questi giorni che farà causa di petrolieri per avere letteralmente ucciso le persone con le loro politiche, scelte, inganni.

Dice di star lavorando con i suoi avvocati, e che la questione non e’ assolutamente diversa dalla questione big tobacco. E cioe’ che i produttori di sigarette hanno saputo per anni e anni che i loro prodotti erano dannosi alla gente e che avrebbero portato all’insorgenza del cancro. E invece di parlare ai loro consumatori, hanno nascosto la verita’ e incassato finche’ hanno potuto.

E alla fine sono stati denunciati, hanno perso svariate cause in tribunale e hanno dovuto pagare milioni di dollari.

Secondo Schwarzenegger i petrolieri non sono diversi dai produttori di sigarette.

Sapevano dal 1959 secondo alcuni studi, che l’uso smodato di fonti fosili avrebbe portato ai cambiamenti climatici, avrebbe inquinato il pianeta e danneggiato chi ci viveva vicino, e hanno continuato a trivellare, nascondendo la verita’ al resto del mondo.

Le carte verrano depositate in tribunale nelle settimane a venire e probabilmente la causa sara’ pronta per una grande conferenza sul clima che lui stesso sta organizzando per Maggio a Vienna.

Dice che e’ assolutamente irresponsabile che i prodotti petroliferi uccidano la gente e che nessuno faccia niente. Dice che ogni automobile, ogni pompa di benzina in tutto il mondo dovrebbe avere un monito sulla pericolosita’ del petrolio e dei suoi derivati. Dice che tutto questo quanto meno portara’ ad una maggiore presa di coscienza da parte del pubblico.

Aggiunge che lui non vede alcuna differenza fra quello che stanno facendo le ditte del petrolio e chi intenzionalmente uccide un altro.

E poi spiega che lui e’ un repubblicano, lo stesso partito di Donald Trump che non ha proprio tanto a cuore l’ambiente. Dice che non e’ lui che e’ cambiato, quanto i valori dei repubblicani che hanno dimenticato che la difesa dell’ambiente deve essere un valore universale.

Ora, sicuramente questo potrebbe essere una sorta di mossa pubblicitaria, o qualcosa di megalomaniaco. Due cose sono certe pero’: in tutta la sua carriera di politico qui in California il governatore Arnold Schwarzenegger e’ stato sempre molto attento all’ambiente.

E l’altra e’ che almeno ha il coraggio delle sue posizioni e di dare pane al pane e vino al vino. Qualcuno mai mai sentito un politico, un attore famoso italiano dire qualcosa di similmente chiaro e forte?

 

Ecco come la stampa italiana diffonde le fake news (e premia chi le produce)

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Ecco come la stampa italiana diffonde le fake news (e premia chi le produce)

Ecco come la stampa italiana diffonde le fake news (e premia chi le produce)

Ecco come la stampa italiana diffonde le fake news, premia chi le fabbrica e non le smentisce neppure davanti all’evidenza.

Fonte: Nextquotidiano

La storia che era cominciata con Palazzo Chigi che denuncia la cyberpropaganda pro M5S è finita con una multa da 1.500 euro per un solo tweet. Un cinguettio pubblicato non da uno degli account del network pentastellato ma da Tommasa “Titti” Giovannoni Ottaviani, la moglie di Renato Brunetta. Il decreto penale di condanna, con pena sospesa, riguarda il tweet in cui la Giovannoni – che utilizzava lo pseudonomo di “Beatrice Di Maio” – pubblicava alcune foto del ministro Delrio assieme a Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Luca Lotti con la frase “Ho le foto di #Delrio coi mafiosi”.

La Stampa e la fake news sul network di cyberpropaganda M5S

La frase è contenuta nelle intercettazioni – eseguite nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata – di una conversazione tra Walter Pastena e Gianluca Gemelli dove il primo prometteva all’ex compagno della ministra Guidi di poter fornire materiale compromettente per fare un dossieraggio su Delrio. All’epoca l’identità di Beatrice Di Maio non era nota e Jacopo Iacoboni su La Stampa scrisse un articolo per spiegare che quell’account, assieme ad altri profili Twitter, faceva parte di una rete occulta di “ghost” e di fake che lavoravano tutti assieme con un unico obiettivo: attaccare Matteo Renzi e infangare l’operato del suo governo.

Nell’articolo pubblicato dalla Stampa dal titolo “Palazzo Chigi denuncia l’account della cyber propaganda pro M5S“ Iacoboni raccontava di essere in possesso di una non meglio precisata «analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter» effettuata tramite mai ben definiti strumenti di controllo che gli avrebbero consentito di ricostruire nel dettaglio i legami di un network che comprendeva – tra gli altri – anche il noto vignettista a 5 Stelle Marione (al secolo Mario Improta). Iacoboni inoltre scriveva che a denunciare per diffamazione gli autori dei tweet era stato “Palazzo Chigi” quando in realtà la denuncia era stata fatta da Luca Lotti, che all’epoca era sì sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ma che non ha denunciato per conto di Palazzo Chigi.

La cosa più sconcertante è che Iacoboni non ha mai fornito prove e dati in base ai quali è riuscito a ricostruire la mappa della rete della propaganda pro-M5S. Allo stesso tempo la stampa intervistava sull’argomento un esperto che – senza entrare minimamente nello specifico – confermava che anche in Italia esistevano “architetture organizzate sul Web”. Il lettore della Stampa si poteva quindi fare l’idea che quel network raccontato da Iacoboni esistesse davvero.

A rendere ancora più ridicola la faccenda contribuirono una serie di dichiarazioni e interrogazioni parlamentari presentate da esponenti del Partito Democratico. In particolare in quella del capogruppo in Commissione Affari Costituzionali Emanuele Fiano (PD) dove si chiedeva di sapere se “Esiste una struttura che lavora nel web con il compito di diffamare con notizie false il Pd e le istituzioni della Repubblica? Se vero, da chi è controllata e in che modo è organizzata?” e che mira “ad ottenere chiarimenti dopo una denuncia alla Procura di Firenze del sottosegretario Luca Lotti e da un’inchiesta giornalistica sul ruolo opaco che sarebbe svolto da un account legato al M5s gestito da una cosiddetta ‘star della galassia social’ che risponde al nome di Beatrice Di Maio“. Come si può evincere da quest’ultimo passaggio a presentare denuncia non è stato “Palazzo Chigi” ma il sottosegretario Lotti.

Su Twitter, Iacoboni invece insisteva a dire che la Procura di Firenze stava “indagando sull’account chiave” della Struttura della propaganda pro-M5S. Come raccontò Davide Vecchi sul Fatto Quotidiano non esisteva alcuna un’indagine “sull’account chiave” della propaganda pentastellata ma solo eventualmente un’indagine volta ad accertare la possibilità di dare corso alla querela di Lotti. Anzi ad essere precisi anche la denuncia di Lotti, nel momento in cui è stato pubblicato il pezzo di Iacoboni, non era ancora ancora stata trasmessa alla Procura di Firenze.

Il resto è storia: Franco Bechis su Libero pubblica un’intervista a Titti Brunettadove la moglie dell’ex ministro rivela di essere lei Beatrice Di Maio. Nel frattempo, nonostante la “scoperta” di Iacoboni fosse stata subito fortemente ridimensionata (del resto ad oggi non è stata fornita alcuna prova o esempio di quei “modelli matematici”) La Stampa aveva insignito Jacopo Iacoboni del premio Igor Man. Riconoscimento che la direzione del quotidiano torinese assegna al giornalista che si più si è messo in evidenza.

A quel punto il quotidiano diretto da Maurizio Molinari (che curiosamente oggi non dà notizia della multa da 1.500 euro) pubblicava un trafiletto anonimo in cui sosteneva che la notizia è quella della querela per diffamazione, che nell’articolo era immersa all’interno di una serie di…curiose discussioni su “analisi matematiche” di cui non sono mai state pubblicate le prove e in cui si dicevano cose come: «L’account si muove dentro una struttura di propaganda. Al vertice ci sono i mediatori top. In basso, invece, semplici attivisti grillini o profili fake che rilanciano post e tweet». Strano, visto che nella motivazione del premio Igor Man rilasciata a Iacoboni si parlava della «cyberpropaganda M5S già finita nel mirino della procura». Oggi la storia si sgonfia definitivamente, nessun network, nessuna indagine sulla “rete”, solo una multa per un tweet. Con buona pace di Gianni Riotta, che sempre dalle colonne della Stampa (e s Twitter) guida la battaglia contro le fake news prodotte dalla Rete. Evidentemente quelle prodotte dal giornale per cui lavora non sono così rilevanti.

 
 

 

I parlamentari del MoVimento 5 Stelle non sono in vendita

Il Blog delle Stelle

 
I parlamentari del MoVimento 5 Stelle non sono in vendita

I parlamentari del MoVimento 5 Stelle non sono in vendita

di Giulia Grillo M5S e Danilo Toninelli, capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato

Silvio Berlusconi è un uomo disperato. Sa, e lo ha ammesso, che se si dovesse tornare a votare questa volta il MoVimento 5 Stelle prenderebbe il 40% e questo lo terrorizza.
Per questo sta già cercando di fare campagna acquisti presso gli altri gruppi parlamentari. Infatti, avrebbe detto ai suoi di convincere quanti più deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle a passare con lui. All’ex premier diciamo subito una cosa: i nostri parlamentari non sono in vendita.

Sono stati eletti dai cittadini per fare, in Parlamento, gli interessi degli italiani e per rispettare gli impegni presi in campagna elettorale. All’ex premier vogliamo dire che istituiremo il vincolo di mandato, come promesso, per evitare proprio i cambi di casacca e i voltagabbana. E’ una delle priorità del nostro programma che noi rispetteremo. Queste dichiarazioni di Berlusconi dimostrano che il centrodestra non parla di programmi, di contenuti, a differenza del MoVimento 5 Stelle, ma litigano fra loro per decidere chi sia il leader. E Berlusconi, che vuole fare campagna acquisti, dimostra che non ha imparato la lezione.

E’ proprio di questi giorni, infatti, la notizia che la Corte dei conti ha aperto un’inchiesta sulla compravendita dei senatori che portò l’ex parlamentare Idv, De Gregorio, alla corte di Berlusconi, facendo così cadere il governo Prodi. L’organo di giustizia contabile, infatti, ha ipotizzato un danno d’immagine del Paese e, tradotto in denaro, un aumento dello spread valutabile attorno ai 6 milioni di euro. Denaro che il leader di Fi potrebbe dover pagare di tasca propria. Le cose sono cambiate. Il 4 marzo 11 milioni di italiani hanno partecipato, recandosi in massa ai seggi, ed hanno scelto il MoVimento 5 Stelle con un chiaro mandato: cambiare il Paese. Tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle rispetteranno questo mandato in Parlamento. Berlusconi se ne faccia una ragione.

 

Massima trasparenza sulle presidenze delle Camere: la telefonata tra Di Maio e Salvini

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Ieri, poco dopo le ore 20 ho ricevuto una telefonata da Matteo Salvini. Mi fa piacere raccontarvi cosa ci siamo detti perché voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza.

Ho ricordato a Salvini che il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese, con il 32% dei voti, pari a quasi 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia, e che alla Camera abbiamo il 36% dei deputati. Per noi questa volontà è sacrosanta e vogliamo che venga rispecchiata attraverso l’attribuzione al MoVimento della presidenza della Camera dei Deputati. Questo ci permetterà di portare avanti, a partire dall’Ufficio di Presidenza, la nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi e tanto altro.
Così come Salvini ha riconosciuto il nostro straordinario risultato, anche io ho riconosciuto il successo elettorale ottenuto dalla Lega.

Oggi i nostri capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli si confronteranno anche con le altre forze politiche. L’interlocuzione sulle presidenze delle Camere, come abbiamo già detto, è slegata da ciò che riguarderà la formazione del governo.

Ps: non è in programma nessun incontro. Continuerò a tenervi aggiornati su tutti gli sviluppi

 

Gli incontri del MoVimento 5 Stelle con le altre forze politiche per le presidenze di Camera e Senato

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Gli incontri del MoVimento 5 Stelle con le altre forze politiche per le presidenze di Camera e Senato

Gli incontri del MoVimento 5 Stelle con le altre forze politiche per le presidenze di Camera e Senato

di Giulia Grillo e Danilo Toninelli, capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato

Come annunciato ieri, oggi abbiamo incontrato gli esponenti delle forze politiche in Parlamento per un confronto sull’importante questione delle nuove Presidenze delle Camere, necessarie all’avvio della legislatura. Abbiamo fatto cinque incontri da questa mattina fino all’ora di pranzo e nella massima trasparenza vogliamo raccontarvi come sono andati.

A differenza di quanto avvenuto negli ultimi vent’anni, in cui le maggioranze parlamentari eleggevano quali Presidenti delle Camere esponenti delle forze che nelle loro intenzioni successivamente avrebbero fatto parte del governo, il nostro obiettivo è la garanzia dell’istituzione parlamentare, cosa che per noi si attua separando l’elezione dei Presidenti dalla formazione del Governo.

Prendiamo atto dell’apertura arrivata dalla Lega e di quella arrivata anche dal Pd. Abbiamo dialogato anche con le varie componenti del centrodestra che si è presentato in ordine sparso e non con unico interlocutore.

Con tutti abbiamo rivendicato, in qualità di prima forza politica con oltre il 32% dei voti e il 36% dei Deputati alla Camera, il diritto di scegliere il Presidente della Camera. Crediamo che la volontà popolare espressa il 4 marzo vada rispettata anche nella scelta dei presidenti delle Camere.

Riteniamo inoltre importante che anche alle altre forze politiche vengano garantite le cariche istituzionali per una loro adeguata rappresentanza nell’Ufficio di Presidenza della Camera e nel Consiglio di Presidenza del Senato.

Abbiamo svolto le interlocuzioni rispettando i ruoli e le istituzioni come previsto dalle regole costituzionali.

Un piccolo passo rivoluzionario che ci consentirà di approvare già a breve le deliberesulla cancellazione dei vitalizi. Auspichiamo che anche le altre forze politiche siano pronte al cambiamento chiesto dai cittadini con il voto del 4 marzo.

Continueremo ad aggiornarvi sugli sviluppi.

 

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