Crea sito

Quanto la nostra salute è legata all’inquinamento plastico degli oceani?

Quanto la nostra salute è legata all’inquinamento plastico degli oceani?   Ogni anno si tengono centinaia di conferenze, meeting, incontri e dibattiti di ogni tipo sugli oceani e sulla salute umana. Tutte More »

Canapa: da prodotto tradizionale a tessuto del futuro

Canapa: da prodotto tradizionale a tessuto del futuro di Matteo Gracis – La Canapa è la più antica fibra tessile utilizzata dall’uomo. I primi frammenti fossili di corde e nodi risalgono a More »

Economia circolare

Economia circolare   di Beppe Grillo – La scorsa settimana ho fatto visita all’impianto della Mater-Biotech, di Bottrighe Adria, azienda prima al mondo per la produzione industriale di bio-butandiolo da materie prime More »

Ecco come l’austerity viola i diritti umani: il rapporto shock che imbarazza Bruxelles

  Ecco come l’austerity viola i diritti umani: il rapporto shock che imbarazza Bruxelles di MoVimento 5 Stelle   di MoVimento 5 Stelle L’austerity viola i diritti umani. Lo afferma una relazione More »

Reddito di Cittadinanza: aiutiamo i nostri ragazzi a costruirsi un futuro

  Reddito di Cittadinanza: aiutiamo i nostri ragazzi a costruirsi un futuro di MoVimento 5 Stelle     di MoVimento 5 Stelle Save The Children ci dice che 1,2 milioni di bambini More »

Per la Libia con la Libia: un grande successo dei popoli

  Per la Libia con la Libia: un grande successo dei popoli di MoVimento 5 Stelle     di Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Il 12 e 13 More »

Nicola Morra presidente della Commissione Antimafia

  Nicola Morra presidente della Commissione Antimafia di MoVimento 5 Stelle   di Nicola Morra Quella contro le mafie deve essere una battaglia condotta da tutti. Troppe volte è accaduto che minacce, More »

Trasformiamo le nostre città da deserti di asfalto e di cemento in foreste urbane

  Trasformiamo le nostre città da deserti di asfalto e di cemento in foreste urbane di MoVimento 5 Stelle ore 14:10 Il commento   di Davide Casaleggio L’epoca che viviamo sta conoscendo More »

Il MoVimento 5 Stelle pagherà il viaggio a Boston ai tre giovani geni dei robot

  Il MoVimento 5 Stelle pagherà il viaggio a Boston ai tre giovani geni dei robot di MoVimento 5 Stelle ore 08:22 Il commento   di Luigi Di Maio Oggi ho letto More »

La Blockchain spiegata a mia nonna

La Blockchain spiegata a mia nonna   More »

Monthly Archives: febbraio 2018

CALABRIA: OSPEDALI MONTANI, URGENTE RILANCIARLI

CALABRIA: OSPEDALI MONTANI, URGENTE RILANCIARLI

Dalila Nesci

In Calabria sono Soveria Mannelli, Serra San Bruno, Acri e San Giovanni in Fiore. Prosegue il loro smantellamento, tra carenze di personale, disservizi, silenzi e pazienti umiliati da una gestione miope della sanità

Sono inaccettabili i disservizi cronici nell’ospedale di Soveria Mannelli, che i cittadini non possono subire d’ufficio, nell’indifferenza della direzione generale dell’Asp di Catanzaro e, soprattutto, del governo regionale. Fuori di ogni retorica, adesso porterei il presidente Mario Oliverio nei quattro ospedali calabresi di zona montana, tra cui quello di Soveria Mannelli, insieme ai direttori generali delle aziende sanitarie che li gestiscono. Soltanto vedendo da vicino, ci si può rendere conto che è in atto lo smantellamento effettivo di queste strutture, cui spesso manca personale, a dispetto della normativa europea sui turni e i riposi obbligatori. I pazienti ne sono umiliati, soprattutto gli anziani e i più deboli. Il nuovo governo e il nuovo parlamento dovranno garantire subito le conseguenti assunzioni di medici, infermieri e altri operatori, che in Calabria sono almeno 1.500. Soprattutto, bisognerà rivedere, a livello legislativo, il ruolo degli ospedali montani e di aree disagiate, che non può essere quello attuale. I territori con problemi di isolamento e viabilità dovranno avere presìdi ospedalieri molto più attrezzati, sia per l’emergenza-urgenza che per le analisi e la diagnostica.

CALABRIA: SANITÀ, ECCO LO SCANDALO PIÙ GROSSO

CALABRIA: SANITÀ, ECCO LO SCANDALO PIÙ GROSSO

Dalila Nesci

Pronto l’esposto 5stelle per i regali milionari alle aziende sanitarie che hanno sforato i bilanci. La legge prevede addirittura la decadenza automatica dei dg responsabili, ma il governatore Oliverio e il commissario Scura se ne infischiano a oltranza.

 

Il commissario Massimo Scura ha ripianato i bilanci delle aziende sanitarie calabresi in deficit, come il governatore Mario Oliverio ignorando, nella fattispecie, l’onere di procedere alla decadenza automatica dei dg responsabili, prevista dalla legge regionale. Lo affermo con il collega deputato Paolo Parentela, insieme a Giuseppe d’Ippolito e Silvia Vono, altri candidati 5stelle. È uno scandalo senza precedenti, il più grosso. I vertici delle aziende sanitarie spendono più di quanto ricevono, la legge ne prescrive la decadenza, il presidente Oliverio se ne infischia bellamente e il commissario Scura copre i debiti aziendali, senza che nessuno dei manager responsabili venga toccato. Che cosa aspetta il dipartimento Tutela della salute? Come mai tacciono i consiglieri regionali di centrodestra e centrosinistra? La morale è terribile: più di un dirigente sbaglia alla grande e alla grande paga, invece, la comunità, che ci rimette in termini di diritti e servizi essenziali. Dopo l’apposita, recente diffida 5stelle trasmessa a Oliverio, data la sua omertà amministrativa e politica saremo costretti a presentare un esposto alla Procura e alla Corte dei conti, anche per gli 80milioni che da ultimo Scura ha assegnato al policlinico universitario Mater Domini, già destinatario di 50milioni regionali all’anno, di cui 10 in più del dovuto trasferiti illegittimamente dal 2012 e oggetto di un nostro esposto alla giustizia penale e contabile. Naturalmente, tutta questa generosità con fondi sanitari regionali, che lo Stato ha da poco incrementato di 24milioni, si registra in piena campagna elettorale. Siamo certi che il procuratore Nicola Gratteri ha già presente la situazione, come il procuratore della Corte dei conti, Rossella Scerbo.

Whirlpool ritiri subito tutti i licenziamenti: il nostro impegno in Europa sul caso Embraco

Whirlpool ritiri subito tutti i licenziamenti: il nostro impegno in Europa sul caso Embraco

embraco_m5s_incontro.jpg

Fermate i licenziamenti! Gli europarlamentari Rosa D’Amato, Eleonora Evi e Dario Tamburrano hanno partecipato all’incontro al Parlamento europeo con una delegazione dei lavoratori dell’Embraco. Chiediamo alla Commissione europea di mettere in campo tutte le misure possibili che possano portare la multinazionale Whirlpool a fare marcia indietro e a ritirare i licenziamenti di 497 operai dello stabilimento Embraco di Riva di Chieri. Ben vengano iniziative che vedono tutte le forze politiche insieme in difesa dell’interesse nazionale e dei lavoratori. Sosterremo, quindi, la richiesta di una interrogazione orale con risoluzione da programmare nella prossima plenaria del Parlamento europeo. È una prima risposta della politica.

Il fondo per gestire le reindustrializzazioni istituito oggi da Calenda arriva troppo tardi e non risolverà il problema del licenziamento collettivo degli operai. È una misura da campagna elettorale. Serve una risposta di tipo diverso e non timidi balbettii. Il governo italiano studi una soluzione ponte che garantisca produzione e reddito dei lavoratori in attesa di una soluzione definitiva. Con il Movimento 5 Stelle nessun lavoratore resterà indietro.

Da anni denunciamo il fatto che l’Unione europea, così come è stata costruita, non può andare molto lontano. Questo dumping fiscale e sociale tra Stati membri deve finire. Faccia ammenda chi finora ha sostenuto questa globalizzazione selvaggia che mette in competizione i lavoratori europei non per le loro competenze o per il miglior prodotto ma abbassando i loro diritti. È arrivato il momento di alzare la voce contro l’arroganza di certe multinazionali. Whirlpool ritiri subito i licenziamenti o la Commissione europea prenda misure drastiche.

Scandalo Panama Papers, un altro giornalista assassinato. Ora basta!

Scandalo Panama Papers, un altro giornalista assassinato. Ora basta!

jan-kuciak-priatelka-vrazda-clanokW.jpgIn foto: Jan Kuciak e la fidanzata Martina, brutalmente assassinati

Jan Kuciak, ragazzo slovacco di 27 anni, è stato ucciso a casa sua con un proiettile al petto insieme alla fidanzata Martina, freddata da un colpo in testa. Era un giornalista investigativo che stava lavorando su numerosi casi di corruzione interna in Slovacchia e sullo scandalo dei Panama Papers, la gigantesca rete di evasione fiscale che coinvolge Europa e resto del mondo. Un’altra terribile tragedia legata alla più oscura vicenda di “finanza internazionale” scoperchiata prima con i casi tutti europei di LuxLeaks e SwissLeaks, e poi allargatasi a macchia d’olio fuori dal Continente. L’omicidio segue quello della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa facendo esplodere la sua auto a due passi da casa. È un qualcosa di scandaloso e l’immobilismo europeo degli ultimi anni è inaccettabile; un blocco istituzionale rappresentato plasticamente dal ruolo della Commissione europea e da Jean-Claude Juncker, per quasi un ventennio a capo di quel Lussemburgo che ancora contiene i segreti dei più grandi evasori del mondo. Una nazionale costruita per permettere alle multinazionali di evadere il fisco a cui la legislazione comunitaria non riesce in alcun modo a porre un freno.

Inutile essere ipocriti di fronte all’ennesima tragedia. Il ruolo dei giornalisti investigativi – così come quello dei whistleblower come Hervé Falciani e Antoine Deltour – non sono adeguatamente tutelati dalle istituzioni. Perché ancora oggi chi denuncia, chi scopre il malaffare, chi scoperchia scandali legati all’evasione fiscale, deve vivere una vita nella paura? Una vita da fuggitivo? È inaudito. Noi questi angeli che denunciano al prezzo della loro vita li vogliamo difendere. Per questo in Italia siamo riusciti a far passare la nostra legge sulla protezione dei whistleblower ed è per questo che nella commissione sui Panama Papers abbiamo chiesto e ottenuto di equiparare le protezioni che ricevono i whistleblower anche ai giornalisti investigativi, come Jan Kuciak e Daphne Caruana Galizia. Lo ripetiamo da 3 anni ormai, dall’epoca dello scandalo che ha coinvolto il presidente della Commissione europea e il suo Lussemburgo: non si può pensare ad un’Europa solidale se esistono queste mostruose disparità, se ci sono Governi pronti a svendere l’anima pur d’ingannare e di accumulare ricchezze che non gli spettano.

L’intervista a Hervé Falciani sui Panama Papers (aprile 2016):

Italia smart nation: investiamo nell’istruzione per far rinascere il nostro Paese

Italia smart nation: investiamo nell’istruzione per far rinascere il nostro Paese

istruzione_m5s_smartnation.jpg

intervento di Laura Agea, Efdd – MoVimento 5 Stelle, nella Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento europeo sulla modernizzazione dell’istruzione nell’Unione europea.

“Grazie Presidente e grazie alla collega Kozlowska per la sua bozza iniziale su questo tema estremamente importante. Oggi stiamo vivendo un cambiamento profondo della società, un passaggio dall’era industriale a post industriale, da un’era fatta di beni materiali ad un’epoca nella quale le cose sono sostituite da beni immateriali: le informazioni, i simboli, i valori, l’estetica.

Ci dobbiamo dunque interrogare su quelli che devono essere i cambiamenti necessari al mondo dell’istruzione, a come a queste nuove esigenze possano essere integrate nel mondo dell’istruzione senza naturalmente decontestualizzarle né tantomeno snaturarle. Le nuove tecnologie, la nuova digitalizzazione, la robotica sono solo alcune di quelle nuove sfide che siamo chiamati ad affrontare e con le quali ci dobbiamo misurare e si ripercuotono inevitabilmente nel mercato del lavoro e nei sistemi educativi.

Vanno sviluppate e promosse competenze digitali idonee per quelle che sono le nuove tecnologie, che vanno applicate anche al nuovo mondo del lavoro così come si sta prospettando. E quindi in particolare lo sviluppo delle competenze nell’area digitale avviene in un contesto in cui i cambiamenti ed i mutamenti sono assolutamente rapidi ed il loro potenziale destabilizzante anche per la nostra società è altissimo.

Gli strumenti educativi devono in qualche maniera adeguarsi a questi cambiamenti e quindi ci sono alcune strategie fondamentali da rendere attuali come armonizzare le qualifiche e rendere il loro riconoscimento uniforme nei vari stati membri per quello che riguarda le competenze acquisite. È necessario però fare anche un lavoro assiduo e costante affinché venga combattuto in maniera strenua l’abbandono scolastico contrastando anche quella che è la fuga di cervelli e identificando misure opportune per l’utilizzo delle competenze disponibili in modo da prevenire l’impoverimento del capitale umano nei vari Paesi europei.

Mi preme anche ricordare un dato di fatto: oggi l’abbandono scolastico è anche la causa e l’effetto di quella che è la crisi economica. L’impoverimento e le disuguaglianze hanno anche incrementato l’abbandono scolastico. Oggi ancora in Europa esiste non solo l’analfabetismo digitale ma anche quello primario ed è per questo motivo importantissimo intervenire anche a questo livello. É importante evitare anche quelli che sono i tagli lineari che oggi vengono fatti all’istruzione.

Un Paese che non investe nella ricerca, nell’università e nell’istruzione è un Paese destinato a morire, questo è un dato di fatto. E oggi ci troviamo in una realtà, come quella dell’Italia, dove non si investe più neanche per rinnovare le infrastrutture. Oggi abbiamo plessi scolastici che cadono a pezzi e che hanno bisogno di essere adattati alle esigenze degli studenti con disabilità.

Dobbiamo ancora fare dei passaggi basilari affinché il mondo dell’istruzione segua di pari passo quelli che sono i cambiamenti della società. Bisogna tornare ad investire nell’istruzione, edifici sicuri, spazi accoglienti ed attrezzati che offrano la possibilità di accedere alle nuove competenze digitali, valorizzare e motivare gli insegnanti, le riforme che a riguardo sono state fatte negli Stati membri hanno depotenziato e demotivato quello che è il grandissimo valore che gli insegnanti di tutti i livelli rappresentano e che hanno come ruolo formativo per i nostri giovani.

L’istruzione garantita, pubblica, statale deve essere un altro obiettivo fondamentale da portare avanti. Infine l’alternanza scuola – lavoro: deve essere una reale opportunità formativa per gli studenti strettamente connessa al percorso di studi. Le ore di alternanza devono essere ridotte, rese facoltative e svolte solo presso aziende virtuose disposte ad offrire una formazione di qualità. Non si può più accettare l’abuso di questi strumenti degli apprendistati come forme di lavoro non dichiarate degli studenti, di cui bisogna sempre tutelarne la dignità. Vanno bandite in questo senso tutte quelle aziende, tutte quelle multinazionali che intendono assicurarsi tramite tirocini ed apprendistati  manodopera a basso costo. In questa ottica, faremo le nostre proposte di emendamento e siamo disposti a collaborare con la relatrice. Grazie”.

Sacchetti bio: Commissione conferma menzogne del Governo. Ora la situazione è peggiore di prima

Sacchetti bio: Commissione conferma menzogne del Governo. Ora la situazione è peggiore di prima

sacchetti-bio-m5s-tamburrano.jpgdi Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

I sacchetti di plastica ultraleggeri a pagamento per l’ortofrutta dei supermercati, diventati obbligatori dall’inizio di quest’anno – presentati dal PD e dal Governo come necessari per evitare una multa UE – sono una toppa peggiore del buco. La risposta della Commissione Europea alla nostra interrogazione, arrivata pochi giorni fa, non usa questa espressione chiara e diretta, ed anzi brilla per l’esposizione involuta. Se ci si prende la briga di analizzarla, risulta che i sacchetti dell’ortofrutta obbligatoriamente a pagamento non hanno affatto regolarizzato la posizione dell’Italia di fronte alla UE, ma al contrario l’hanno semmai aggravata. I testi completi della risposta sono in fondo a questo post.

I sacchetti a pagamento per l’ortofrutta infatti sono stati imposti da una legge nazionale che introduce varie restrizioni alla commercializzazione dei sacchetti di plastica: e queste restrizioni – dice ora in sostanza la Commissione Europea – non sono compatibili con il mercato unico interno dell’Unione Europea. Dal punto di vista burocratico, i sacchetti per l’ortofrutta sono quelli “in materiale ultraleggero”, dal momento che hanno uno spessore inferiore al 15 micron. La direttiva 2015/720 impone agli Stati UE di ridurre l’utilizzo dei sacchetti di plastica “in materiale leggero” (spessore fra i 50 e i 15 micron), dal momento che essi – a livello UE – sono quelli più facilmente dispersi nell’ambiente. La direttiva ammette restrizioni alla commercializzazione per i soli sacchetti “in materiale leggero” (che da anni infatti devono essere “biodegradabili”), mentre per tutti gli altri (compresi quindi gli “ultraleggeri” destinati all’ortofrutta) vale invece la libera circolazione degli imballaggi stabilita dall’articolo 18 della direttiva 94/62.

Dato che l’Italia ha tardato a recepire la direttiva 2015/720, nel giugno 2017 si é messa in moto la procedura di infrazione dell’UE. L’Italia ha tentato di rattoppare la situazione con l’articolo 9 del decreto legge per il Mezzogiorno, che recepisce la direttiva 2015/720 introducendo restrizioni alla commercializzazione di diversi tipi di sacchetti di plastica compresi quelli ultraleggeri. Le restrizioni italiane riguardano quindi diversi tipi di sacchetti: ma la UE ammette le restrizioni solo per i sacchetti “in materiale leggero”. E’ questo il punto dolente, ed é questa la toppa peggiore del buco aggravata – oltretutto – dalla spudorata menzogna del “ce lo chiede l’Europa”.
__________

Risposta di Karmenu Vellaa a nome della Commissione (20/2/2018):
La direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio1 ha come obiettivi la tutela dell’ambiente e il buon funzionamento del mercato interno. L’articolo 18 prevede che gli Stati membri non ostacolino l’immissione sul mercato di imballaggi conformi alle disposizioni della direttiva. La direttiva (UE) 2015/7202 ha modificato la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio per ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero, consentendo a tal fine restrizioni alla commercializzazione in deroga all’articolo 18, purché proporzionate e non discriminatorie. Gli Stati membri possono escludere dalle misure adottate le borse in materiale ultraleggero e l’Italia ha deciso di non farlo. Per quanto riguarda le borse diverse da quelle in materiale leggero, gli Stati membri possono ricorrere a strumenti economici e obiettivi di riduzione nazionali, ma le disposizioni generali in materia di imballaggi, compreso l’articolo 18, restano d’applicazione.

Nel giugno 2017 la Commissione ha inviato all’Italia un parere motivato relativo alla persistente mancata notifica alla Commissione delle misure nazionali di recepimento della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio modificata. Nel settembre 2017 l’Italia ha comunicato la legislazione nazionale di attuazione che la Commissione sta verificando al fine di stabilirne la compatibilità con la direttiva modificata.

L’obbligo di pagamento per le borse in materiale ultraleggero è uno strumento efficace per ridurne il consumo e quindi incoraggiare il riutilizzo. L’Italia dovrà documentare una riduzione sostenuta. La direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio non impone il riutilizzo poiché si concentra sull’immissione sul mercato di borse di plastica. In linea con la gerarchia dei rifiuti consolidata, il riutilizzo è da preferire al riciclaggio e ad altri trattamenti dei rifiuti.
__________

In Italia lo smog aumenta: il governo Gentiloni ammette il fallimento

In Italia lo smog aumenta: il governo Gentiloni ammette il fallimento

smog_italia_morti_inquinamento.jpg

Adesso non ci sono più dubbi. Il Pd è il partito dello smog. I dati delle emissioni inquinanti prodotte nel nostro Paese dicono che in Italia lo smog è aumentato. Per quanto riguarda il Pm10 si è passati da 168 kt nel 2014 a 192 kt nel 2016, un aumento del 13%. Il Pm2.5, le particelle finissime che danneggiano i polmoni in modo più grave fino ad arrivare nel dna, da 149 kt a 161 kt, un aumento dell’8%. Dopo anni di cali ininterrotti tornano a salire anche gli ossidi di azoto – i gas prodotti dagli scarichi delle automobili e dai tir – che passano da 763 kt nel 2015 a 764,3 nel 2016.

Ecco la tabella con i dati forniti dal governo.

Il governo ha cercato di nascondere questi dati pubblicandoli con ritardo rispetto alla data limite del 15 febbraio richiesta dalla Commissione europea. Galletti ha delle responsabilità enormi perché:

1) L’Italia ha il triste primato di 82.489 morti premature all’anno dovute dalla cattiva qualità dell’aria in UE. Di queste la maggior parte, 59.630, sono causate dalle polveri sottili.
 
2) L’Italia ha due procedure d’infrazione europee in corso per la cattiva qualità dell’aria.

3) Nel 2017 più di 39 capoluoghi hanno superato costantemente i limiti di PM10.

4) Le proiezioni dimostrano che non verranno rispettati gli obiettivi di riduzione previsti per il 2020/2030.

Nella lotta allo smog abbiamo perso oltre 10 anni anche se l’Italia deve recepire entro il 1 luglio 2018 la direttiva NEC che impone limiti alle emissioni inquinanti che però già oggi non rispettiamo, come dimostrano i dati sopra elencati.

I governi di destra, sinistra e centro sono stati incapaci di combattere lo smog, hanno solo difeso gli interessi di petrolieri e multinazionali a discapito della salute dei cittadini. L’Italia è il Paese europeo in cui si muore di più a causa dell’inquinamento atmosferico. Nel 2012, secondo dai dell’Agenzia europea dell’Ambiente, ci sono stati 82.489 morti premature per smog.

Questi dati dimostrano che l’Italia è inadempiente e non supererà l’esame di Bruxelles. Molto probabilmente verremo deferiti alla Corte di Giustizia Europea. Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione urgente alla Commissione europea non solo per fare luce sui ritardi del governo italiano ma soprattutto per capire quali misure urgenti la Commissione intenda intraprendere per far rispettare l’accesso alle informazione e il diritto alla salute dei cittadini. Negli ultimi anni l’Italia ha violato in modo persistente i limiti della qualità dell’aria, è negligente nel non fornire i dati e continua a fregarsene della salute dei cittadini.

Goodnews dai Comuni: a Livorno meno tasse e più servizi

Il Blog delle Stelle
Goodnews dai Comuni: a Livorno meno tasse e più servizi

Goodnews dai Comuni: a Livorno meno tasse e più servizi

di MoVimento 5 Stelle

Negli ultimi due anni a Livorno siamo riusciti ad abbassare le tasse ai cittadini e alle imprese, a ridurre di oltre il 50% le rette degli asili nido e a risanare alcune società partecipate strategiche tra cui la più importante è l’Aamps, l’azienda comunale dei rifiuti che proprio qualche giorno fa ha pagato la prima tranche da 13 milioni di euro ai creditori.

Risultati concreti ed eccezionali, che abbiamo raggiunto grazie a un miglioramento significativo della capacità del Comune di stanare i furbetti e gli evasori e grazie a un lavoro costante e puntuale di taglio degli sprechi all’interno delle società.

Aamps ad esempio fino al 2015 aveva oltre 11 milioni di euro di deficit di bilancio. Oggi invece è una realtà solida, che è stata rimessa in sesto senza che fosse perso alcun posto di lavoro e che ora è in grado di creare occupazione, attraverso un piano assunzioni di oltre 50 persone entro fine anno.

Nel frattempo siamo riusciti a introdurre un sistema di raccolta rifiuti virtuoso, il porta a porta, che ha fatto schizzare verso l’alto le percentuali di differenziata. Dal 43% di media siamo passati al 75% dove è in funzione il nuovo sistema.

Sul fronte della lotta ai furbetti, invece, siamo riusciti a triplicare la nostra capacità di riscossione, grazie a Serpichino, un software capace di incrociare decine di banche dati e scattare una fotografia reddituale precisa di ciascuno: siamo passati dal’8 al 23% di recupero da evasione tributaria.

Grazie a un’attenta politica di bilancio e al taglio dei rimborsi per i componenti della giunta, infine, siamo riusciti a finanziare un piano di interventi massicci sulle scuole comunali, quadruplicando i fondi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie e disponendo le indagini antisismiche su tutti gli edifici scolastici entro i prossimi due anni.

Misure concrete che in alcuni casi sono destinate a fare scuola a livello nazionale.

 

Gli alloggi popolari e la gioia delle famiglie a Roma

Il Blog delle Stelle

 
 
 

di Virginia Raggi

Voglio raccontarvi una storia a cui tengo molto. Dopo una lunga attesa una famiglia ha visto consegnarsi una casa comunale. Le immagini parlano da sole: la mamma e il papà ancora non ci credono, mentre le bambine giocano per la prima volta sul pavimento di quella che è la loro nuova casa. A soli 13 mesi dalla domanda, abbiamo assegnato a questa famiglia l’alloggio popolare.

Questa è una delle oltre 100 assegnazioni realizzate a Roma dall’8 gennaio ad oggi. Una delle oltre 850 da quando siamo alla guida della città. E prima i numeri erano quasi la metà.

Questi non sono ‘solo’ numeri, sono vite, persone, famiglie e speranze. Che oggi finalmente vedono un’Amministrazione vicina e onesta, a difesa dei loro diritti.

Ci tenevo a far vedere a tutti cosa vuol dire assegnare una casa popolare a chi veramente ha diritto e bisogno, a chi attende pazientemente con onestà in graduatoria, a chi non si sognerebbe mai di occupare una casa popolare.

Perché queste persone, e sono tantissime, sanno bene che chi occupa una casa la toglie proprio a famiglie come la loro. In questo video il papà ci ricorda che gli altri siamo noi. È vero.

E il Comune siamo Noi. Se viene sottratto un immobile comunale, è a una delle nostre famiglie che viene portato via. È nei nostri figli che coverà la sfiducia nelle istituzioni, è negli occhi dei genitori derubati che si leggerà cosa vuol dire essere traditi. Tutto questo deve finire, è andato avanti per troppo tempo.

E possiamo dire che oggi il meccanismo delle assegnazioni è già ripartito. E lo abbiamo fatto da soli.

Stiamo andando avanti veloci e faremo sempre di più per accrescere la capacità di accoglienza delle case popolari. Non succederà in un giorno, non succederà in un anno. Ma l’obiettivo è far succedere ogni singolo giorno quello che abbiamo visto in questo video, fino a che tutte le case popolari non saranno abitate dalle famiglie legittimamente assegnatarie.

Per questo è davvero un grande grazie quello che rivolgo ai dipendenti capitolini e alle donne e agli uomini dell’Unità di Supporto della Polizia Locale alle Politiche Abitative, che nel loro impegno ci stanno mettendo il cuore.

Auguro ogni bene a questa famiglia, come lo auguro alle tante altre che in questi giorni stanno muovendo i primi passi nella loro casa.

 

Sotto un sindaco 5 Stelle la camorra crepa

Il Blog delle Stelle

 
Sotto un sindaco 5 Stelle la camorra crepa

Sotto un sindaco 5 Stelle la camorra crepa

 

di MoVimento 5 Stelle

“Se a Venezia ci capita un Sindaco 5 Stelle non facciamo più niente. Diventa un parco tecnologico con piantine e fiori”.

Lo dice nel quarto video dell’inchiesta “Bloody Money” di Fanpage “la Dama di Mezzo”, Maria Grazia Canuto, che fa da intermediaria per un progetto di stoccaggio di Gpl a Porto Marghera fra una cordata di imprenditori e un ex boss della Camorra che ha fatto sapere di essere tornato nel giro dello smaltimento illegale dei rifiuti. In ballo c’è un accordo illegale per 2,8 milioni di euro: soldi sporchi, provenienti dalla Camorra. Ma lei di questo non si preoccupa. “Che problema c’è?”, chiede. E non ha problemi neanche ad avvicinare il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e i vertici locali di Confindustria.

Il loro problema è invece il MoVimento 5 Stelle.

Il motivo? Molto semplice: da anni teniamo gli occhi puntati su Porto Marghera, sulle discariche abusive in Veneto, gli incendi dolosi delle ecomafie e i disastri ambientali.

A gennaio abbiamo fatto approvare dal consiglio regionale veneto la nostra legge antimafia, che obbliga la Regione a costituirsi parte civile nei processi di mafia celebrati per reati avvenuti in Veneto. Il nostro Jacopo Berti ha scritto questa legge quando si è scoperto che alcuni lavori sul Passante di Mestre e proprio a Marghera erano stati eseguiti un’azienda il cui ex amministratore era finito agli arresti per un’indagine della Dda di Napoli sulle infiltrazioni camorristiche negli appalti.

Su Marghera e sul Veneto abbiamo lavorato tanto in questi anni. La nostra consigliera Erika Baldin ha più volte chiesto conto alla giunta veneta sugli episodi sospetti, sugli incendi, sugli sversamenti di materiali tossici e sui fumi che appestano quel lembo della bellissima laguna veneziana. Luigi Di Maio l’ha visitata un mese e mezzo fa, Marghera, e ha visto da vicino lo stato in cui versa l’immensa area inquinata di cui da anni chiediamo la bonifica. Ci hanno speso sopra un miliardo di euro, eppure con la bonifica si va avanti a ritmi lentissimi.

Vi hanno mai parlato di Fusina e del project financing basato sullo smaltimento dei fanghi di Marghera? Ovvio che no: la Regione, a causa di un contratto capestro, deve coprire le perdite della società Sifa per altri 17 anni e si rischia un buco di oltre 300 milioni. Noi abbiamo fatto un esposto alla Corte dei Conti e abbiamo chiesto alla Regione di far partire le bonifiche. I portavoce in Parlamento hanno formalizzato più di 10 interrogazioni solo su Marghera e le risposte da parte del Governo sono sempre state elusive ed incomplete.

Ma non c’è solo Porto Marghera, in Veneto.

C’è la Gomorra del Nord e c’è la mano della criminalità organizzata nello smaltimento illegale di rifiuti. Ci sono i Pfas, con la contaminazione dell’acqua potabile di 350 mila veneti: 5 esposti, 2 interrogazioni, 1 ricorso al Presidente della Repubblica, 1 ricorso al Tar veneto.

C’è la terra dei fuochi del Nord, in Veneto.

Gli incendi di impianti di smaltimenti di rifiuti sono quasi raddoppiati dal 2014 al 2017 e il Veneto è fra le aree più colpite da questa piaga. A dirlo è la relazione della commissione parlamentare sulle ecomafie, che dedica ben quattro pagine del documento agli incendi che si sono verificati nel triangolo formato da Treviso, Padova e Vicenza. Chi si muove nell’ambiente sa che il fuoco ha una caratteristica: cancella tutto, anche le prove. E quindi è facile eliminare con roghi notturni a siti di stoccaggio e incendi dolosi di camion pieni di rifiuti prove, tracce e qualsiasi tracciabilità.

Le discariche abusive sono un altro grave problema nella nostra regione. L’Arpav ha censito i siti contaminati in Veneto. Il dato è allarmante: 580 siti contaminati censiti dall’Arpav e comunicati al Ministero dell’Ambiente.

Seguiamo da anni il caso della discarica di Ca’ Filissine, a Pescantina (Verona). Con interrogazioni, accessi agli atti, manifestazioni e incontri che hanno visto i nostri portavoce locali e il nostro Manuel Brusco in prima linea. Ricordiamo di recente anche la scoperta di scarti industriali sotto la Valdastico Sud.

E c’è ancora chi nega che le ecomafie siano attive in Veneto.

Ma il MoVimento 5 Stelle è sempre stato sul pezzo. Dobbiamo ringraziare solamente le forze dell’ordine per il lavoro eccezionale che compiono. Al contrario, la politica, seppur abbondantemente incalzata da noi, non ha mai mosso un dito.

Oggi tutti sanno che con il M5S al Governo, la pacchia per i camorristi è finita. La nostra visione di ambiente e legalità è opposta a quella dei politici che ci hanno governato fino ad oggi.

Domenica i veneti e tutti gli italiani hanno un motivo in più per votare M5S. Un motivo che riguarda la nostra salute, il nostro ambiente, la nostra sicurezza e la qualità delle nostre vite.

 

Sport e legalità con il MoVimento 5 Stelle: Fioravanti candidato ministro dello Sport

Il Blog delle Stelle

 
Sport e legalità con il MoVimento 5 Stelle: Fioravanti candidato ministro dello Sport

Sport e legalità con il MoVimento 5 Stelle: Fioravanti candidato ministro dello Sport

 

 

di MoVimento 5 Stelle

La visione di sport a cinque stelle parte dai valori che vogliamo mettere in campo: la legalità e la cultura sportiva sono i principi fondamentali da cui partire. Il programma sport vede un ruolo centrale dello Stato che deve investire e dare importanza allo sport di base così come alle manifestazioni professionistiche, con l’idea ben precisa di creare un terreno fertile per aumentare i praticanti. Il ministro dello sport non deve limitarsi a tagliare nastri e fare foto, ma lavorare affinché i praticanti di ogni disciplina in Italia aumentino.

Lo sport deve puntare alla competitività ma anche riguardare ogni attività praticata a livello amatoriale o giovanile, perché far sport significa investire sulla salute. Per raggiungere questi obiettivi bisogna prevedere un’azione politica: innanzi tutto bisogna partire dalla governance, pensando in modo differente il ruolo del Coni. Il comitato olimpico ha un ruolo chiave, ovvero la formazione olimpica dei nostri migliori atleti e deve concentrarsi su quello. Quando lo Stato afferma la propria incapacità di fare promozione della pratica sportiva e per questo delega il Coni vuol dire che ha fallito. Noi vogliamo restituire centralità al ministero dello Sport, che non sarà più un ramo del Coni ma avrà un ruolo decisivo. Il mondo sportivo deve avere la massima autonomia dalla politica, ma in questi anni non è stato così, basti pensare agli infiniti conflitti d’interesse fra personaggi che allo stesso tempo siedono in Parlamento e occupano poltrone nelle federazioni.

Fra i vari aspetti del programma sport del MoVimento c’è poi il capitolo del professionismo che oggi riguarda poche discipline maschili e nessuna femminile. La disciplina sportiva deve affrontare la figura dell’atleta professionista, da riconoscere a tutti gli atleti, a prescindere dal sesso.
L’aspetto principale di tutta l’architettura del programma sport è l’attività motoria a scuola. Per noi deve essere svolta da docenti qualificati, dunque diplomati Isef o laureati in Scienze motorie, in modo da mettere a disposizione dei bambini le migliori competenze possibili. In quest’ottica si inserisce il riconoscimento dei professionisti dell’attività sportiva.

Non mancano poi altri temi chiave: la lotta al doping, l’impiantistica e l’azionariato popolare.

 

A Torino uno spazio notturno per i senzatetto e i loro amici a 4 zampe

Il Blog delle Stelle

 
 
 

di Chiara Appendino

È attivo il nuovo spazio notturno per senza fissa dimora e per i loro amici a 4 zampe allestito nella vecchia stazione di Porta Susa.

Ieri ANSA.it ha seguito alcune procedure dell’allestimento, mostrando con queste immagini quanto simili iniziative della Città di Torino possano fare veramente la differenza per chi, fino alla notte prima, ha sfidato le temperature sotto lo zero dormendo in strada.

Ancora una volta, grazie a chi ha provveduto a creare questo spazio e a tutte le realtà che gli permettono di funzionare. E grazie anche a tutte e tutti i torinesi che stanno dimostrando grande sensibilità verso questo tema.

 

Facciamo scuola con i tagli degli stipendi dei consiglieri regionali 5 stelle

Il Blog delle Stelle

 
Facciamo scuola con i tagli degli stipendi dei consiglieri regionali 5 stelle

Facciamo scuola con i tagli degli stipendi dei consiglieri regionali 5 stelle

di MoVimento 5 Stelle

Ad oggi i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno rinunciato ad oltre 12 milioni di euro delle loro indennità e dei loro rimborsi.

Ai progetti regionali e nazionali già finanziati dai nostri portavoce regionali, un ulteriore milione verrà ora destinato per migliorare le nostre scuole pubbliche.
Mentre i partiti si tengono ogni privilegio, il Movimento 5 Stelle lancia una nuova iniziativa estendendo in nuove Regioni il progetto “Facciamo Scuola”, già adottato con successo inBasilicata e avviato in Puglia nei giorni scorsi.

Come funziona “Facciamo Scuola”?


COME PARTECIPARE ?
E’ semplicissimo basta partecipare a questo bando. Per presentare i progetti è necessario compilare questo form.

CHI PUO’ PARTECIPARE ? Studenti, insegnanti, genitori, dirigenti scolastici potranno proporre di finanziare progetti legati ad una scuola del territorio. I progetti raccolti verranno selezionati e votati online su base regionale dagli iscritti a Rousseau. Ogni finanziamento avrà il valore di circa 10.000 euro ed il numero di interventi finanziabili varierà a seconda delle restituzioni derivanti dal taglio delle indennità e dei rimborsi dei portavoce messe a disposizione da ogni Regione.

LE REGIONI COINVOLTE – A questo primo bando hanno aderito: Campania (255.000 euro), Liguria (100.000 euro), Marche (100.000 euro), Piemonte (80.000 euro), Puglia (255.000 euro), Toscana (40.000 euro), Umbria (20.000 euro), Veneto (50.000 euro), Molise (100.000 euro).
A questa somma si aggiungono negli ultimi mesi circa 680.000 euro donati per progetti locali finanziati in Friuli Venezia Giulia (200.000 fondo Pmi regionale), nel Lazio (120.000 euro per l’acquisto di 60 lavagne multimediali per le scuole), in Piemonte (205.000 euro donati al Fondo incendi e alluvioni e il Fondo Regionale contro il Dissesto Idrogeologico), in Toscana (120.000 euro alle scuole), in Umbria (33.000 euro circa per l’acquisto di una autosanitaria).
In totale sono oltre 37 i milioni di euro donati in questi anni dai tagli stipendi tra Parlamento e Regioni (http://www.tirendiconto.it/totale/) , i quali sommati alle rinunce ai rimborsi elettorali, alle indennità di carica ed ai finanziamenti per le fondazioni dei partiti politici europei, portano ad una somma di oltre 90 milioni di euro!
Cari partiti provate a imitarci.

 

Una proposta di governo alla luce del sole! #PartecipaScegliCambia

Il Blog delle Stelle

 

immagine: Luigi Di Maio, con Giuseppe Conte (Pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia), Alessandra Pesce (Agricoltura), Pasquale Tridico (Lavoro) e Lorenzo Fioramonti (Sviluppo Economico) durante il programma di La7 DiMartedi condotto da Giovanni Floris – foto ANSA

di Luigi Di Maio, candidato premier del MoVimento 5 Stelle

Gentiloni pensa agli inciuci post voto e ai futuri scambi di poltrone, noi pensiamo ai cittadini. Lui vuole fare tutto sotto banco, noi agiamo in trasparenza. Il nostro non è un governo ombra, è alla luce del sole! È la proposta di squadra di governo che ci impegniamo, davanti ai cittadini italiani, a presentare al Presidente della Repubblica. Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. I cittadini hanno diritto di sapere quali persone andranno a occupare i posti di rilievo del governo.

Basta promesse non mantenute e mance elettorali. Noi presentiamo un progetto, un’idea di Paese e le migliori competenze che si sono rese disponibile per realizzarla. Ed è così che ci presentiamo agli italiani per il voto del 4 marzo. Stiamo facendo sul serio e lo stiamo facendo nel rispetto totale sia degli elettori sia delle istituzioni.

Dall’altra parte c’è il vuoto. Non coalizioni, ma accozzaglie di partiti che non hanno neppure un candidato premier, figuriamoci se hanno delle persone per dare all’Italia il cambiamento di cui ha bisogno. Vogliono il vostro voto per poi farsi i fatti loro come hanno sempre fatto.

Oggi a Di Martedì presenterò altri tre candidati ministri e il 1 marzo al salone delle fontanepresenterò ufficialmente tutta la squadra di governo, che vi ricordo non è patrimonio del MoVimento 5 Stelle, ma di tutta l’Italia.

Facciamo sul serio. Gentiloni e tutti gli altri se ne facciano una ragione.

 

Il lavoro secondo Adriano Olivetti

Il Blog delle Stelle
Il lavoro secondo Adriano Olivetti

Il lavoro secondo Adriano Olivetti

Pubblichiamo questo testo per ricordare Adriano Olivetti, morto esattamente 58 anni fa.

di Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 – Aigle, 27 febbraio 1960)

Tutta la mia vita e la mia opera testimoniano anche – io lo spero – la fedeltà a un ammonimento severo che mio padre quando incominciai il mio lavoro ebbe a farmi: “ricordati – mi disse – che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; perciò ti affido una consegna: tu devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano da subire il tragico peso dell’ozio forzato, della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro”. E il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva e non giovi a un nobile scopo. L’uomo primitivo era nudo sulla terra, tra i sassi, le foreste e gli acquitrini, senza utensili, senza macchine. Il lavoro solo ha trasformato il mondo e siamo alla vigilia di una trasformazione definitiva.

 
Powered by WordPress | Designed by: diet | Thanks to lasik, online colleges and seo
Caricando...
Vai alla barra degli strumenti