Crea sito

Il gioco d’azzardo nuoce gravemente alla salute: stop spot!

  Il gioco d’azzardo nuoce gravemente alla salute: stop spot! di Vito Crimi Il gioco d’azzardo “nuoce gravemente alla salute“, questo è chiaro al MoVimento 5 Stelle e tutti ne devono essere More »

Continuiamo a scrivere insieme il nostro futuro, con Rousseau!

  Continuiamo a scrivere insieme il nostro futuro, con Rousseau! di Manlio Di Stefano, responsabile LEX Parlamento e LEX Europa Amici e amiche della piattaforma Rousseau, Stiamo vivendo giorni di straordinario entusiasmo More »

Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l’Italia

  Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l’Italia di Laura Ferrara, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo Ricapitoliamo: PD et similia, quelli che hanno firmato More »

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente

ASP Vibo Valentia: anomalie evidenti nel conferimento dell’incarico temporaneo di dirgente L’Asp di Vibo Valentia chiarisca subito rispetto alle evidenti anomalie della selezione pubblica in corso per il conferimento dell’incarico temporaneo di More »

Con la Legge Viareggio riformiamo la prescrizione

  Con la Legge Viareggio riformiamo la prescrizione di Alfonso Bonafede   di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia Nove anni fa, alle 23.48 del 29 giugno 2009, a Viareggio si è consumato More »

Il concetto di ‘pubblico’ ritorna ad essere ‘delle persone’, grazie alla blockchain

  Il concetto di ‘pubblico’ ritorna ad essere ‘delle persone’, grazie alla blockchain di Davide Casaleggio In questi giorni sono stato al Blockchain Summit a Londra per discutere e capire lo stato More »

La delibera del MoVimento 5 Stelle che taglia i vitalizi è un atto di giustizia: parola di Mario Giordano

  La delibera del MoVimento 5 Stelle che taglia i vitalizi è un atto di giustizia: parola di Mario Giordano   di Mario Giordano, giornalista Negli ultimi 20-25 anni le pensioni degli More »

Zone terremotate priorità per il Governo

  Zone terremotate priorità per il Governo di Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato e relatore del “decreto terremoto” L’Aula del Senato ha approvato il decreto terremoto. Un forte segnale per tutta More »

Il superamento dei vitalizi per ritrovare fiducia nelle istituzioni. E i ricorsi non ci fermeranno

  Il superamento dei vitalizi per ritrovare fiducia nelle istituzioni. E i ricorsi non ci fermeranno di Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati Ho presentato la delibera per il superamento dei More »

Un nuovo Regolamento contro i privilegi della Politica #Tirendiconto

  Un nuovo Regolamento contro i privilegi della Politica #Tirendiconto di MoVimento 5 Stelle Nella scorsa legislatura i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno restituito oltre 23 milioni di euro finanziando il More »

Daily Archives: dicembre 14, 2017

Chi vuole il Fiscal Compact?

Chi vuole il Fiscal Compact?

fiscal-movimento-5stelle-grillo.png

Oggi, nel silenzio generale di tutti i media italiani, si tiene uno dei più importanti consigli europei degli ultimi 5 anni. I capi di Stato discuteranno sul Fiscal Compact e in generale sul pacchetto varato la settimana scorsa dalla Commissione europea sul futuro dell’unione economica e monetaria. Questo insieme di proposte riguarda: l’introduzione di parte del Fiscal Compact nell’ordinamento giuridico dell’UE; la trasformazione del MES in Fondo Monetario Europeo (ovvero l’istituzionalizzazione della Troika); il rafforzamento del programma sulle riforme strutturali. Parliamo di due regolamenti e una direttiva che hanno come obiettivo il rafforzamento dell’ingerenza politica diretta dell’UE sugli Stati, esercitata attraverso il vincolo economico e il ricatto. Discuteranno infine del bilancio dell’Eurozona, del completamento dell’unione bancaria e dell’introduzione del Ministro delle Finanze UE (che potremmo chiamare il futuro ministro dell’austerità).

Paolo Gentiloni rappresenterà l’Italia e potrà bloccare questo scellerato accordo intergovernativo che prende il nome di Fiscal Compact. Il PD ha dichiarato di voler porre il veto, non è più il momento dei proclami da campagna elettorale. Qui si gioca il futuro di almeno tre generazioni di cittadini italiani, fermiamo il Fiscal Compact. Il MoVimento 5 Stelle al Governo vuole portare, anche in UE, una visione che capovolga il paradigma della iper-burocratizzazione dell’Unione. Basta vedere l’eccesso di regolazione nella vigilanza bancaria o, peggio, la costruzione della governance intorno alla moneta unica. La scarsa fiducia tra i membri europei ha partorito un impianto di norme dalla ratio folle, che schiaccia le persone e toglie ai Paesi la possibilità di usare i propri bilanci in funzione non solo anticiclica, ma soprattutto allo scopo di contrastare una condizione ormai pressoché strutturale di scarsa crescita e di deflazione incombente.

L’articolo 16 del Fiscal Compact, voluto fortemente dalla Germania come patto intergovernativo nel 2012, stabilisce che entro quest’anno i 25 Paesi UE firmatari, tra cui l’Italia, lo incorporino nella cornice giuridica dei trattati europei. Vedremo poi se rimarrà in piedi la regola del debito, che è entrata in vigore nel 2015 e che in teoria ci costringerebbe a ridurre l’eccesso di debito rispetto al 60% del PIL di un ventesimo all’anno nella media dei tre anni precedenti (backward-looking). Stiamo parlando di 55-60 miliardi di tagli ogni anno: una pazzia.

Peraltro, quelli di Maastricht sono parametri del tutto discrezionali e legati a un altro periodo storico, un’epoca che dal punto di vista economico è un’era geologica fa. Di solito ci si concentra sul paletto del deficit/PIL nominale al 3%, ma pure la soglia del 60% per il rapporto debito/PIL meriterebbe una riflessione, visto che rappresenta la media del debito nei Paesi Ue durante gli anni Novanta, livello che oggi è salito intorno al 90%. In questo momento, però, non si tratta di ridiscutere Maastricht. Basta ricordare che esso si chiama “Patto di stabilità e crescita” e che secondo molti economisti il Fiscal Compact sarebbe contrario agli stessi principi sanciti dai Trattati UE. Di fronte all’opzione della direttiva della Commissione da recepire a livello nazionale, un governo Cinquestelle farà in modo di non dare seguito al diktat.

Qualche uomo politico oggi straparla contro il Fiscal Compact senza alcuna credibilità. Infatti i partiti, non il MoVimento 5 Stelle, hanno già votato senza colpo ferire, purtroppo, per l’inserimento del principio del pareggio di bilancio strutturale nel nostro corpus costituzionale. Dunque hanno già piegato la testa rispetto ai principi fondanti del Fiscal Compact, principi disumani e per giunta astrusi in ragione di un calcolo del PIL potenziale che è del tutto arbitrario e poco trasparente. Ma un Paese che non ha margine alcuno per contrastare un ciclo recessivo, per redistribuire in favore dei ceti medi e bassi, per usare la leva fiscale in favore delle sue famiglie e delle sue imprese, è un Paese il cui governo ha già fallito prima di iniziare. Ecco perché sarebbe fondamentale arrivare quantomeno a scorporare gli investimenti pubblici produttivi dal computo del disavanzo. Noi punteremmo sui settori del futuro e potremmo garantire grandi benefici in termini di progresso e qualità della vita.

Abbiamo visto esecutivi di centrodestra e centrosinistra che hanno ossequiato per anni i dogmi dell’austerity e delle salvifiche riforme strutturali (bisognerebbe in realtà capire quali davvero servono e quali no, invece di ripetere un mantra generico). E abbiamo visto contemporaneamente l’Italia sprofondare fino al 130% e più di debito/PIL. Senza, per questo, guadagnarsi nemmeno spazi seri di intervento finanziario in favore delle persone, spesso schiacciate dalla globalizzazione selvaggia e dagli squilibri generati dalle regole uniche europee. Così non va. Valutiamo i Paesi non solo da quanto spendono, ma soprattutto da come spendono. Superiamo il Fiscal Compact e discutiamo casomai di un “Quality Compact” che abbia come stella polare il benessere dei cittadini europei.

Biotestamento: legge di civiltà e storica vittoria

Il Blog delle Stelle

 

Biotestamento: legge di civiltà e storica vittoria

Biotestamento: legge di civiltà e storica vittoria

 

 

di MoVimento 5 Stelle

Oggi il Senato ha approvato in via definitiva la legge sul testamento biologico. Questa è davvero una giornata storica per la nostra Repubblica, che ha fatto un balzo in avanti dal punto di vista culturale e sociale. Si tratta di una legge di civiltà, che porta la prima firma del nostro deputato Matteo Mantero, attraverso la quale viene garantito ai cittadini italiani un diritto che aspettavano da troppo tempo: quello della persona di poter disporre di se stessa.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto di essere disponibile ad approvare buone leggi, al di là di schieramenti o maggioranze di governo, e la determinazione con la quale abbiamo sostenuto il biotestamento ne è stata solo l’ennesima dimostrazione.

Stavolta il Parlamento di questa aberrante Legislatura non ha ceduto ai soliti interessi dei partiti e delle fazioni contrapposte, ma ha mantenuto al centro l’interesse dei cittadini. Ci dispiace che qualcuno in questi mesi abbia cercato di fare leva sulla strategia della disinformazione, equiparando questa legge a quella sull’eutanasia e sul suicidio assistito, quando il contenuto del provvedimento riguardava esclusivamente il consenso informato, le disposizioni anticipate di trattamento e la pianificazione condivisa delle cure. Il parlamento ha lavorato per promuovere i valori dell’umanizzazione delle cure e della dignità della fase finale della vita, introducendo il principio dell’astensione del medico da ogni ostinazione irragionevole e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati (accanimento terapeutico), prevedendo anche il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua.

Nessuno sia ipocrita o faccia finta di cadere dal pero:
sappiamo tutti che si tratta di cure che venivano già praticate, nei casi di necessità, in moltissime strutture sanitarie del nostro Paese. Il mancato intervento del legislatore – la prima legge sul testamento biologico era stata depositata in Parlamento 33 anni fa – ha causato per troppo tempo confusione e incertezze. Con il “sì” pronunciato oggi abbiamo rimesso al centro la dignità della persona, il suo diritto di scegliere, evitando che rispetto a momenti così drammatici dell’esistenza umana vi possano essere disparità di trattamento. Questa giornata, e questa legge, vogliamo dedicarla a tutti coloro i quali, con il loro impegno, il loro esempio e il loro sacrificio, hanno reso tutto questo possibile

 

Il futuro dell’Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

Il Blog delle Stelle

 
Il futuro dell'Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

Il futuro dell’Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

di MoVimento 5 Stelle

Preparate i maglioni, prendete le coperte più pesanti che avete, iniziate a equipaggiarvi. L’inverno sta arrivando. Ma non è una fiction. È la realtà, così come arriverà nel 2050, dopo che il MoVimento Stelle avrà governato.

Lo dicono i giornali, titolando l’apocalisse, lo paventano nei convegni e sui libri cosiddetti esperti del settore. L’Italia tornerà nel Medioevo, sostengono. Sordi agli appelli dei leader internazionali, ciechi o ignoranti rispetto agli studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche, ma anche distratti rispetto a – ad esempio – la decisione annunciata dalla Banca mondiale appena ieri di interrompere gli investimenti nell’estrazione e ricerca di petrolio a partire dal 2019.

Anche la Banca mondiale vuole riportare il mondo all’età della pietra?
Viene contestato al programma energia del MoVimento 5 Stelle la programmatica fuoriuscita dalle fossili, petrolio e anche gas. Ma nel documento, che contiene più di cento pagine, è tutto spiegato: i pilatri del programma sono la necessaria penetrazione elettrica insieme alla riduzione dei consumi. Ma non significa affatto che moriremo di freddo: sono anni che il consumo di gas sta calando e nel nostre infrastrutture attuali sono già in grado di reggere incrementi di domanda sena problemi.
Quindi no, il Tap non serve. È inutile. È dannoso.

Inoltre ci renderebbe dipendente da un asset geopolitico decisamente poco sicuro. E ricordiamo anche che già oggi abbiamo gasdotti di importazione importanti come quello di passo Greis verso il Mare del Nord, utilizzati al 12% della loro capacità.

Il costo di produzione da rinnovabili è già in grado di reggere il confronto con le fossili, senza inquinare per combustione come in pianura padana, ad esempio.
Fa così tanto paura immaginare un Paese che non debba più pagare il costo sanitario dello smog, che non debba più sacrificare la salute all’economia miope? E l’importanza delle tecnologie elettriche più efficienti sono finite anche nella Sen, la Strategia energetica nazionale. Quella scritta dal governo, per intenderci.

Il nostro è un piano organico, che contempla e prende in considerazione l’edilizia, l’efficientamento, la curva dei consumi, la possibilità della riduzione degli stessi.
No, non stiamo dicendo che dovremmo stare al freddo per non consumare. Spiace dirlo a chi si professa esperto della materia: Si stima che gli interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti permetterebbero una riduzione dei consumi di circa il 40%, con un risparmio di 73 milioni di euro.

Dal 1° gennaio 2019 scatterà l’obbligo per tutti gli edifici della PA di rispettare il nuovo standard energetico, che prevede consumi molto bassi e l’impiego di fonti rinnovabili. Altro che maglie di lana e coperte invernali: la rivoluzione energetica in molti Paesi di Europa è già iniziata. Proprio qualche mese fa lo Statens pensjonsfond utland, che a settembre scorso ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari, ha annunciato la sua intenzione di disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nell’estrazione e vendita di petrolio e di gas. La Norvegia, principale produttore di petrolio dell’Europa occidentale, e il Nord Europa, hanno innescato la rivoluzione.
Con il MoVimento 5 Stelle, arriverà anche in Italia.

 

Su #Bancopoli cade la seconda Repubblica

Il Blog delle Stelle

 

di Luigi Di Maio

Oggi è successa una cosa gravissima nella commissione d’inchiesta sulle banche. A circa una settimana dalla fine della legislatura, il capo della Consob viene in Commissione d’inchiesta e ci dice che il ministro Boschi, al tempo in cui si stava interessando della banca del padre, era andata da lui a chiedere informazioni su Etruria, visto e considerato che si parlava di come stesse per diventare una banca da accorpare con la Popolare di Vicenza. Si interessa della banca, interferisce con un’autorità di garanzia, e quindi favorisce la banca del padre.

Questo è un fatto gravissimo, perché Maria Elena Boschi nel 2015, quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia a lei, come ministro, per i fatti relativi a Banca Etruria, aveva detto di fronte al Parlamento che non si era occupata della banca del padre. Che non aveva favorito la sua famiglia e che non c’era nessun conflitto di interessi. Oggi viene fuori che ha mentito, e dobbiamo ancora ascoltare Ghizzoni che è l’ex AD di Unicredit, a cui chiederemo in commissione nei prossimi giorni, credo il 20, se Maria Elena Boschi è andata anche da lui a chiedere di salvare la banca del padre.

Abbiamo un governo, quello Renzi, che ha passato il tempo con uno dei suoi ministri di punta a chiedere favori per salvare una banca. Ma non è finita qui, non basta questo, perché quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia alla Boschi, Il centro-destra non l’ha votata. E soprattutto, non è un caso che a capo della Commissione d’inchiesta sulle banche abbiano messo Casini e Brunetta, non è un caso questo, il centro-destra e il centro-sinistra si sono sempre difesi, insieme, sulla questione banche, non sono mai stati aggressivi l’uno contro l’altro, perché sono tutti quanti immischiati. Io ieri mi chiedevo perché Berlusconi dice di riportare Gentiloni a Palazzo Chigi? perché il tema delle banche è come il tema delle tangenti nella prima Repubblica.

Qui sta crollando la seconda Repubblica, su Bancopoli, come è crollata la prima repubblica su Tangentopoli. Si tengono tutti quanti insieme, hanno fatto una legge elettorale per provare a rimettersi insieme, e provare ad arrivare al governo di nuovo tutti quanti insieme, ma i numeri non li hanno. Ma soprattutto, e in questo momento è una certezza, che dopo questo caso gli italiani capiranno che, se vogliamo portare di nuovo il governo di questo Paese a lavorare per i cittadini italiani, allora bisogna votare il MoVimento 5 Stelle. Se volete che non cambi nulla, che si continui a fare affari sulle banche con i conflitti di interesse, votare centro destra o centro sinistra è la stessa cosa.

Noi chiediamo due cose subito: anche se è finita la legislatura, Maria Elena Boschi se ne deve andare a casa subito da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, anche perché quel governo resterà in carica per l’ordinaria amministrazione. Secondo, chiediamo che il Partito Democratico non ricandidi Maria Elena Boschi perché, se dovesse ricandidarla allora ci confermerà che tutto il partito è coinvolto nello scandalo banche, come probabilmente è.

Qui abbiamo una situazione come quella della prima Repubblica. Come Mario Chiesa iniziò il declino della prima Repubblica con lo scandalo che lo coinvolse, allo stesso modo Maria Elena Boschi è il Mario Chiesa della seconda Repubblica, che con lo scandalo legato alla banca del padre farà iniziare il declino definitivo dei partiti della seconda Repubblica. Questi signori avranno grandissime sorprese.

La terza cosa che vi posso assicurare, è che dal governo del MoVimento 5 Stelle risarciremo tutti i risparmiatori truffati non solo dalle banche, ma truffati dalla politica,
perché come vedete tutti hanno mentito. Anche la parte politica che fingeva di interessarsi dei risparmiatori. Noi li risarciremo e non con qualche briciola dopo il terzo grado di giudizio. Subito. Perché quelle persone sono state le vittime di giochi politici di destra e di sinistra degli ultimi 20 anni. Adesso i nodi stanno venendo al pettine. Io continuerò il mio rally in giro per l’Italia a parlare con tutte le persone possibili a raccontagli che cosa è il MoVimento. Perché in questi giorni di fake news su di noi, poi, quando viene fuori la verità su di loro, è molto evidente che chi ci attaccava lo faceva per coprire le sue schifezze.

Oggi abbiamo saputo anche dai servizi segreti italiani, che non c’è mai stata nessuna ingerenza e favoritismo russo verso il M5S o sul “No” al referendum. Per noi, è una grande occasione. La grande occasione di diventare la prima forza politica del Paese e di chiedere l’incarico per andare al governo. Loro non avevano i numeri insieme ieri e non li avranno da domani, perché dopo questi scandali crolleranno tutti quanti a picco. Restiamo in contatto e adesso vi aggiornerò nelle prossime ore per le prossime iniziative che porteremo avanti.

Ps: il #Rally continua

 
Powered by WordPress | Designed by: diet | Thanks to lasik, online colleges and seo
Caricando...
Vai alla barra degli strumenti