IL “CINGHIALE” MOLLA “PALLAPALLA”, È L’ORA 5STELLE

IL “CINGHIALE” MOLLA “PALLAPALLA”, È L’ORA 5STELLE

Hanno un preciso significato politico l’abbandono di Ap da parte del senatore Antonio Gentile e il suo annuncio di votare Forza Italiasenza candidarsi alle prossime politiche. Ve ne parlo non perché mi interessino i movimenti dei “Cinghiali”, ma per fare il punto sulla situazione in Calabria.

Spesso, infatti, siamo portati a discutere di problemi pratici, a denunciare abusi e storture, a raccontare iniziative del Movimento 5stelle sul territorio e a mostrare in diretta fatti altrui e comportamenti nostri.

Ritengo che dobbiamo interrogarci su certi cambiamenti in atto, anche nella nostra regione, volti a fermare l’avanzata del Movimento 5stelle e preservare poltrone di potere.

Il senatore e sottosegretario Gentile è fratello del consigliere regionale Giuseppe, detto Pino, rieletto vicepresidente dell’assemblea legislativa calabrese grazie ai voti degli alleati del governatore, Mario Oliverio.

Non mi dilungo sul passato politico dei fratelli Gentile e non è questa la sede per rammentarne “prodezze” e incoerenze.

Rispetto al riferito annuncio di Gentile maior, il punto politico – cui si lega la nuova accozzaglia centrista attorno alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che fiancheggerà il Pd di Renzi alla deriva – è lo spostamento delle vecchie guardie verso il centrodestra berlusconiano. Inoltre in Calabria Oliverio è quasi al capolinea, dunque 5stelle ha la straordinaria opportunità, anche qui, di essere il riferimento per costruire un progetto alternativo, dal governo nazionale al (futuro) governo regionale.

Perciò, in questa ultima fase prima delle politiche occorre uno sforzo maggiore: dobbiamo prendere atto del quadro politico che si profila anche in Calabria, ricordare le battaglie condotte dal Movimento sul territorio – dalla sanità alla trasparenza e legalità nelle amministrazioni pubbliche, dalla tutela dei lavoratori a quella dell’ambiente – e uscire pure dalla rete, che vale sempre come strumento di incontro e informazione, per parlare ai tanti calabresi in cerca di risposte; sia quelli che hanno capito l’equivalenza di centrodestra e centrosinistra, incapaci di risolvere i problemi e bravissimi a crearne di nuovi; sia quelli che non hanno ancora una visione nitida dello stato delle cose e del domani che ci attende. Continua a leggere

CALABRIA: CASO LSU-LPU, LA PROPOSTA 5STELLE

CALABRIA: CASO LSU-LPU, LA PROPOSTA 5STELLE

La nuova Legge di Stabilità ha disposto la proroga delle convenzioni. Il problema è la proroga dei contratti oltre i tre anni, non consentita dalla normativa vigente. Il Movimento 5stelle ha dunque indicato alla Regione Calabria come risolvere il problema per i lavoratori utilizzati nei Comuni che non possono stabilizzare i lavoratori o che possono stabilizzarne solo una parte. Il nuovo governo e il nuovo parlamento italiano dovranno trovare, poi, una soluzione definitiva per Lsu ed Lpu.

Al fine di aiutare i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità ad oggi contrattualizzati dai Comuni impossibilitati a stabilizzarli o in grado di stabilizzarne soltanto una parte, è indispensabile che la Regione Calabria attui quanto dispone il Decreto interministeriale del 6 novembre 2014, conseguente alla Legge 147 del 2013, cioè il ritorno del riferito personale all’originario rapporto con la Regione, come era prima del 2014, in modo che possa essere utilizzato dagli stessi enti locali senza rischi di danno erariale per gli amministratori municipali. Su mio impulso, lo affermiamo, in una nota, tutti i portavoce 5stelle parlamentari, anche Ue, e comunali eletti in Calabria. Si tratta di una misura necessaria, che consentirebbe ai lavoratori di andare avanti sino al 2018, dal momento che la Legge di Stabilità per l’anno nuovo ha operato una proroga delle convenzioni per l’utilizzazione del personale e il governo nazionale ha stanziato le opportune risorse. Diversamente gli amministratori locali che procederanno alla proroga dei contratti, non consentita dalla normativa vigente, risponderanno in prima persona. È chiaro che così ci saranno conseguenze negative, in primo luogo per i tanti lavoratori interessati. Sulla stabilizzazione degli Lsu ed Lpu, le forze politiche di maggioranza hanno fatto soltanto pubblicità fumosa, non avendo affrontato il problema alla luce del quadro normativo vigente, delle regole richiamate dall’Unione europea e dei bilanci dei Comuni in situazione deficitaria o addirittura in dissesto finanziario. Nella nuova legislatura si dovranno trovare soluzioni definitive, non più provvedimenti tampone che rinviino alle provate economie dei Comuni.  Continua a leggere

Le strade un inferno, soprattutto nel vibonese

Le strade un inferno, soprattutto nel vibonese

Oggi sarò all’Anas (di Catanzaro) con attivisti ed il comitato per la Trasversale delle Serre. La battaglia continua anche nelle festività.

I dati Aci, Anas e Istat sugli incidenti automobilistici avvenuti nel 2016 sono terribili. In Calabria le strade più pericolose sono quelle della provincia di Vibo Valentia, dove l’indice di mortalità è salito nel 2016, a 15,15 con 66 incidenti, dieci morti e 99 feriti che ne fanno, in rapporto all’utenza, il territorio calabrese in cui è più rischioso spostarsi in macchina.

Da parlamentare originaria del Vibonese mi sono impegnata a riguardo, chiedendo al governo interventi urgenti, con interrogazioni einterpellanze parlamentari specifiche, iniziative istituzionali, interlocuzioni, moniti e proposte di legge volte all’erogazione delle risorse per evitare tragedie e rischi automobilistici.

Il dato complessivo della Calabria è spaventoso: 1222 incidenti, sessanta dei quali mortali, con un bilancio di 76 decessi e di oltre 2000 feriti.

Stando ai numeri, la Calabria risulta la quarta regione più pericolosa, dietro a Basilicata, Puglia e Molise. 6,22 l’indice ricavato dal numero di morti ogni 100 incidenti, rispetto ad un dato medio nazionale che si attesta sul 3,43.

La provincia di Vibo Valentia non può più permettersi di attendere le promesse false dei rappresentanti del governo nazionale e del governo regionale, che malgrado l’evidenza e le mie sollecitazioni non hanno mai voluto agire in concreto.

Nonostante il periodo festivo, stamani andrò davanti alla sede dell’Anas (di Catanzaro) con attivisti guerrieri che ci vorranno raggiungere e con il comitato “Sblocchiamo la Trasversale delle Serre. 50 anni di sviluppo negato“. Chiederemo gli atti, finora negati da Anas, sul caso della costruenda Trasversale delle Serre,  l’ennesimo scandalo a cielo aperto pagato dai cittadini, di cui ci siamo sempre occupati con il collega  Paolo Parentela.

Calabria: trasversale delle Serre, 5stelle e comitato ottengono gli atti dall’Anas

Calabria: trasversale delle Serre, 5stelle e comitato ottengono gli atti dall’Anas

L’Anas ha finalmente consegnato gli atti, dopo il nostro blitz di oggi alla sede regionale, insieme ad attivisti ed esponenti del Comitato civico per l’opera viaria.
«Grazie al lavoro sinergico del Comitato ‘Trasversale delle Serre-50 anni di sviluppo negato’ e del Movimento 5stelle, oggi è stato fatto un doveroso passo di trasparenza, con la consegna da parte di Anas degli atti richiesti nel febbraio scorso riguardo alla trasversale delle Serre. Ora bisogna andare spediti verso il completamento dell’infrastruttura». È il commento di Dalila Nesci, che nella mattinata del 28 dicembre si è recata alla sede regionale dell’Anas, a Catanzaro, per la seconda tappa dei suoi appuntamenti itineranti chiamati “#ParoleGuerriere – Sulla Strada”. Insieme ad attivisti M5s e a rappresentanti della società civile, Nesci e Paolo Parentela parlamentari 5stelle, da sempre vicini alla battaglia del Comitato, aggiungono: «Sono troppi gli anni passati a sprecare soldi pubblici per il completamento dell’opera, ancora lontano. I Comuni dell’entroterra catanzarese e vibonese attraversati dall’importante infrastruttura viaria attendono speranzosi un’opportunità di sviluppo». I 5stelle continuano: «Sin dall’inizio della legislatura appena conclusa, ci siamo interessati con atti parlamentari e lettere di sollecito ad Anas, per comprendere i motivi per cui da più di 30 anni continuano ad andare a singhiozzo i lavori di completamento della trasversale. L’opera rappresenta in modo emblematico la situazione in Calabria, in cui vengono negati da sempre i più basilari diritti ai cittadini». «La Calabria – concludono Parentela e Nesci – ha bisogno di esempi di attivismo sul territorio, come quello intrapreso dal Comitato e di una politica più attenta ai bisogni dei cittadini e non, come avvenuto fino ad ora, a iniziative di campagna elettorale. Per questo servono fatti concreti e parole guerriere».

 

Anas - Parole Guerriere (1) Anas - Parole Guerriere (1)
Anas - Parole Guerriere (2) Anas - Parole Guerriere (3)
Anas - Parole Guerriere (4)  
   
 

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FONDI EUROPEI: IN CALABRIA I RITARDI E LE PAROLE DI OLIVERIO PESANO SULLO SVILUPPO

FONDI EUROPEI: IN CALABRIA I RITARDI E LE PAROLE DI OLIVERIO PESANO SULLO SVILUPPO

La solita lentezza burocratica su innovazione, turismo e internazionalizzazione delle imprese. Eccovi i dati ufficiali. Oliverio continua a fare promesse a vuoto. Il Movimento 5stelle può consentire un vero cambio di passo.

Ancora una volta le promesse del governatore della Calabria, Mario Oliveriosi polverizzano davanti alla realtà.

Vi parlo dei fondi europei per lo sviluppo della regione, su cui continua una retorica fumosa e nemica dei fatti. Nello specifico, la questione riguarda decine di milioni di euro in arrivo dall’Unione europea, volti a finanziare l’innovazione in otto distinti ambiti. La Regione di Oliverio ha dato la possibilità di partecipare a molte imprese, con regole di partenza che non hanno garantito un’attenta selezione all’ingresso. Tante aziende hanno presentato domande di finanziamento senza avere concreta possibilità di ricevere contributi. È chiaro, poi, che l’apertura così ampia della Regione ha di per sé allargato la discrezionalità delle commissioni giudicatrici.

Sull’apposito portale CalabriaEuropa sono disponibili i dati del caso.
Il bando “Macchinari e impianti”, come ha scritto il giornalista Pablo Petrasso sul Corriere della Calabria, «era uno di quelli più importanti dal punto di vista della dotazione finanziaria»: 25milioni di euro a disposizione e 1.474 domande, con il conseguente, ha rilevato Petrasso, «appesantimento delle procedure». Al momento le domande valutate sono 450, quelle finanziate poco più di 100, cioè circa il 25% circa del totale. «Tre aspiranti su quattro – ha ricostruito Petrasso – hanno inoltrato richieste e istruito pratiche a vuoto. E secondo questa proiezione saranno finanziate poco più di 220 domande su 1.474, con una media di 111mila euro per ciascun contributo. Siamo a (meno di) un terzo nell’esame delle domande». Il complesso iter del bando è partito il 17 ottobre 2016, più di quattordici mesi fa. “Macchinari e impianti”, ha raccontato Petrasso, «spiega bene le conseguenze dell’eccesso di partecipazione provocato dall’apertura a otto ambiti di intervento. Assieme a studi clinici, laboratori medici e farmacie, che fanno la parte del leone nella competizione per assicurarsi i fondi, compaiono bar, caffetterie, macellerie e parrucchieri che vanno a ingrossare le file dei delusi».

Sempre i tempi sono il nodo centrale per il bando Horizon 2020”, pensato per le piccole e medie imprese innovative. In proposito c’è voluto un anno per arrivare alla graduatoria definitiva mentre, a seguito del ripescaggio di alcune aziende escluse dalla prima graduatoria. Il contributo totale erogato dalla Regione è pari a circa 170mila euro: cioè circa il 14% circa del totale delle risorse disponibili, pari a 1milione e 200mila euro.

E ancora, il bando “Ict”, ideato per sostenere le aziende che decidono di investire in tecnologia per l’informazione e la comunicazione,«ha seguito – per quanto ricostruito da Petrasso – un percorso simile agli altri: il via ufficiale risale al 28 ottobre 2016; un anno e due mesi dopo sono state esaminate – i dati sono aggiornati al 21 dicembre scorso – 100 domande sulle 331 pervenute alla Regione». Pertanto, la conseguenza inevitabile è, ha concluso Petrasso, «che poche imprese siano riuscite a ottenere i fondi richiesti, anche tra quelle che hanno vinto i bandi».

Non va meglio per il bando, da 3,5milioni di euro, finalizzato a consentire i processi di internazionalizzazione delle piccole e medi imprese. Nella fattispecie, le domande arrivate sono state tutte esaminate. Tuttavia, ha precisato Petrasso, «il percorso si è concluso solo nello scorso mese di novembre». «Molte delle ditte che hanno partecipato, invece, speravano – ha scritto Petrasso – che il bando si chiudesse nel giro di tre o quattro mesi: l’idea era quella di utilizzare i fondi per partecipare alle fiere internazionali del 2017. Niente da fare, sarà tutto rinviato di un anno».

In quanto al bando “Offerta turistica”, invece, «gli operatori si augurano che la burocrazia possa darsi una regolata e concludere velocemente le procedure (a 80 giorni dalla partenza siamo arrivati alla presa d’atto delle domande presentate)».

La questione di fondo è rappresentata con chiarezza nel citato pezzo di Petrasso. «Le aziende e il mercato calabresi avrebbero bisogno di bandi ogni due o tre anni, per ciascun settore di intervento. La programmazione, invece, con i suoi ritardi (in parte fisiologici e in parte “indotti” a monte, come nel caso delle strategie dell’innovazione) ne consente uno ogni sei anni». La Calabria non può permettersi questa lentezza, ne risente l’economia e i milioni mandati dall’Unione europea rischiano di servire a poco e a pochi.

La responsabilità politica collegata al mandato governatore Oliverio avrebbe dovuto portarlo a guardare con attenzione alla burocrazia, in larga parte scelta o confermata proprio dallo stesso presidente della Regione Calabria, che conferma la sua passione per le parole; quelle che una celebre canzone definiva come «parole, soltanto parole».

Il Movimento 5stelle può segnare un cambio di passo decisivo, riformando la burocrazia regionale sulla base delle competenze dei singoli e dei risultati obiettivi in ambiti essenziali per lo sviluppo: innovazione, internazionalizzazione e turismo. Largo ai giovani! Continua a leggere

Il Giornale delle fake news

Il Blog delle Stelle

 

Il Giornale delle fake news

Il Giornale delle fake news

di MoVimento 5 Stelle

Dispiace per i lettori de “Il Giornale” che si sono trovati a leggere un altro articolo basato su inesattezze e su un evidente pregiudizio politico nei confronti del MoVimento 5 Stelle, ma ormai ogni giorno ce n’è uno.

Le votazioni sulla piattaforma Rousseau per il candidato premier non sono mai stati “bucate” da alcun hacker, come invece il pezzo fa intendere. Così come si parla della proposta di Luigi Di Maio – di applicare software per la semplificazione legislativa e per la soluzione di conflitti fra testi normativi – come fosse una sorta di stregoneria, quando esistono applicazioni come, per esempio, della IBM che si occupano della conformità normativa.

Comprendiamo l’ostilità politica dettata dalla linea editoriale, ma questa dovrebbe essere sempre sana, nel rispetto della corretta informazione dei lettori.

Glifosato, la Commissione Europea dice no ad un milione di cittadini

Glifosato, la Commissione Europea dice no ad un milione di cittadini

glifosato-ue-commissione-ice-rifiuto-m5s-2.jpgdi Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

Quindici pagine di verboso nulla per dire “no”. È arrivata la risposta che la Commissione Europea ha dato all’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) con la quale oltre un milione di europei ha chiesto di vietare il Glifosato, il diserbante più contestato del mondo. E’ stata resa pubblica negli stessi giorni in cui l’UE ha – al contrario – rinnovato l’autorizzazione all’uso del glifosato.

COSA CHIEDEVA L’ICE, INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI SUL GLIFOSATO
L’ICE, conosciuta anche con l’acronimo inglese ECI (European Citizens Initiative) non é una delle solite petizioni. E’ invece uno strumento istituzionale tramite il quale un milione di cittadini europei può chiedere all’UE di modificare la sua normativa. In questo caso, oltre alla proibizione del glifosato, si chiedeva all’UE di istituire obiettivi vincolanti per la riduzione dell’uso dei pesticidi e di basare la valutazione dei pesticidi stessi solo su studi pubblicati. L’autorizzazione UE del glifosato é infatti la conseguenza di studi effettuati dalle aziende che producono questa sostanza e mai resi pubblici: dunque mai sottoposti alla valutazione della comunità scientifica internazionale.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA
La risposta della Commissione Europea all’ICE sostiene che non c’é alcun motivo per mettere in discussione la valutazione scientifica dell’UE secondo la quale il glifosato é sicuro e non c’é dunque alcuna possibilità di far scattare un divieto. Ribadisce che lo IARC (l’agenzia per la ricerca sul cancro delle Nazioni Unite) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno” perché ha preso in considerazione solo gli studi pubblici, mentre l’UE ha tenuto conto anche degli studi segreti effettuati… dalle aziende che… producono il glifosato (!!!) e dunque – così sostiene la Commissione – ha utilizzato una mole di dati più ampia. La Commissione Europea ricorda poi che il regolamento UE sui prodotti fitosanitari fornisce esplicitamente alle aziende produttrici la possibilità di presentare alla UE “informazioni riservate” (traduzione: gli studi segreti effettuati da loro stesse), sottolineando che queste informazioni non vengono divulgate perché i trattati europei proteggono la proprietà intellettuale.

GLI STUDI SEGRETI SUL GLIFOSATO EFFETTUATI DALLE AZIENDE
Però non l’ha mica ordinato il medico, di usare le “informazioni riservate” per stabilire se un pesticida e sicuro o meno. Questo é esattamente il nocciolo della questione, e su questo nocciolo la Commissione Europea non spende una parola. La sua risposta contiene solo promesse piuttosto vaghe di maggior trasparenza e lascia aleggiare la possibilità che in futuro vengano diffusi i dati grezzi utilizzati dagli studi segreti. Non c’é neanche un grammo di polpa attaccata a quest’osso. I dati grezzi sono già ora ottenibili, sebbene con una procedura piuttosto complicata, e sono stati infatti ottenuti quelli del glifosato. Una revisione indipendente ha ravvisato prove di cancerogenicità anche nei dati grezzi degli studi segreti: eppure ciò non é bastato per impedire il rinnovo dell’autorizzazione.

NO ANCHE ALLA RICHIESTA DI RIDURRE L’USO DEI PESTICIDI
Quanto all’ultima richiesta dell’ICE – istituire obiettivi vincolanti per la riduzione dell’uso dei pesticidi – la Commissione Europea dice con sfacciata semplicità che l’UE non ha questo obiettivo, ma si propone piuttosto un “uso sostenibile dei pesticidi”: i quali com’é noto finiscono nei nostri corpi e danneggiano il cervello dei bambini. L’ipocrita etichetta “sostenibile” non cancella questa insostenibile, vergognosa verità. Continua a leggere

E’ ora di pensare in grande: nuovo Statuto e regole per le candidature

Il Blog delle Stelle

 
 

 

La legislatura è finita. Il 4 marzo si vota per dare un nuovo governo al Paese. Mancano 64 giorni. E’ ora di pensare in grande. E’ ora di andare al governo e fare quello che i partiti non hanno mai avuto la libertà di fare. Il MoVimento 5 Stelle affronterà questo momento storico con la convinzione che cambiare le cose è possibile e porterà avanti questa campagna elettorale con umiltà e determinazione. In questi 5 anni siamo cresciuti e il MoVimento si è evoluto. Sono successe tante cose e tante altre ne succederanno. Prima di tutto voglio ringraziare ogni persona che in questi anni ci ha dato fiducia e si è messa a disposizione di questo sogno. Ogni cittadino, ogni attivista, ogni portavoce che si è speso per le battaglie che abbiamo portato avanti sempre e soltanto nell’interesse dei cittadini. Abbiamo ottenuto risultati importanti nei comuni, nelle regioni, in Parlamento italiano ed europeo e siamo riusciti perchè forti di un sostegno popolare che non è mai venuto meno, alla faccia di chi ci dava puntualmente per spacciati.

Dicevano che eravamo una meteora. Lo dicevano nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2016 e anche quest’anno. La realtà è che alle soglie del 2018 siamo la prima forza politica del Paese accreditati dai sondaggi attorno al 30%, siamo gli unici ad avere un candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri, un programma e gli unici che si stanno muovendo per selezionare i candidati che proporremo ai cittadini e la squadra di governo che presenteremo agli italiani prima del voto.

Oggi apriamo ufficialmente le candidature per le parlamentarie che si terrano intorno a metà gennaio. Vogliamo offrire alle persone che ci hanno dato fiducia in questi anni, e a quelle che ce la daranno il 4 marzo, il gruppo parlamentare migliore possibile. È un giorno storico perchè tante persone da oggi potranno decidere di dare il loro contributo e mettersi a disposizione. Dobbiamo pensare a offrire il meglio ai cittadini. L’Italia deve pensare in grande. Non è più il tempo di tagli lineari violenti alla spese pubblica e continuare a indebitare il Paese, ma di garantire agli italiani una migliore qualità della vita. Questa sarà la nostra stella polare. Sia nella campagna elettorale, sia nell’attività che ci proponiamo di portare avanti quando saremo al governo del Paese. Per poterci presentare alle elezioni ci siamo dovuti dotare di un nuovo Statuto e di un nuovo Codice Etico. Il Garante resta Beppe Grillo, come sancito dalle votazioni online di settembre, io ho accettato la carica di Capo Politico con tutte le responsabilità che ne derivano: la presentazione delle liste, del simbolo e del programma e la definizione della squadra di governo. Ci saranno il Comitato di Garanzia e il Collegio dei Probiviri. I componenti del primo sono Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi e Roberta Lombardi, quelli del secondo Paola Carinelli, Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro.

Di seguito trovate tutti i nuovi documenti e le Regole per la selezione dei candidati nei collegi plurinominali e uninominali. Oggi iniziamo con le parlamentarie per i plurinominali, poi passeremo alla composizione degli uninominali. Per i collegi plurinominali il Rosatellum non prevede preferenze, ma le liste bloccate, per cui faremo, come detto sopra, le parlamentarie tra i nostri iscritti e per cui oggi si aprono le candidature.

Voglio fare un appello a tutti i cittadini di grande competenza ed esperienza, che sono stati esclusi dalla cosa pubblica perchè al loro posto venivano piazzati i burocrati di partito. Queste persone vedano nel MoVimento una possibilità di partecipazione irripetibile per cambiare il Paese. A queste persone chiediamo di iscriversi al MoVimento, condividerne il programma votato in Rete, rispettare le nostre poche e semplici regole (due mandati e a casa, non essere iscritti a partiti ecc), di impegnarsi a tagliarsi lo stipendio se eletti, di accettare tutti i punti del regolamento per i candidati e di mettersi al servizio di un sogno. Da oggi inizia la composizione del gruppo parlamentare che sosterrà il governo 5 Stelle, per cui questo è un appello a tutti gli italiani di buona volontà che vogliono dare un contributo al Paese: diamoci un’opportunità!

Il MoVimento 5 Stelle è un movimento aperto, il ponte tra i cittadini come te e le Istituzioni, il MoVimento degli italiani di buona volontà. E’ anche un movimento integerrimo: c’è spazio solo per chi esaudisce completamente i criteri di onestà, competenza e trasparenza. Non ci sarà mai spazio nelle liste per i condannati, per chi è in conflitto d’interesse, per i voltagabbana, per gli approfittatori, per chi vuole usarci come un taxi per andare in Parlamento, per chi vuole privilegi.

Nel frattempo il #Rally ha già compiuto un mese e ci aspettano i prossimi due. A breve vi comunicherò le tappe delle prossime settimane. Domani sera sarò a Roma al Circo Massimo per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Ci vediamo lì per gli auguri. Sarà un grande anno!

Luigi Di Maio

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A partire dalle ore 15:15 di oggi, sabato 30 dicembre 2017, e fino al termine perentorio delle ore 12 di mercoledì 3 gennaio, gli iscritti al MoVimento 5 Stelle possono presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie che si svolgeranno secondo le modalità previste dal Regolamento e i tempi che saranno pubblicati sul sito.
Tutti gli attuali iscritti per potersi candidare e per poter partecipare alle votazioni devono iscriversi alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle. Non è necessario fare una nuova iscrizione, è sufficiente fare login al MoVimento 5 Stelle con le proprie credenziali di accesso ed entrare nella pagina di modifica del profilo (in alto a destra). Si aprirà una pagina per l’accettazione dell’iscrizione alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle. Per coloro che non si sono mai iscritti al MoVimento 5 Stelle, si possono iscrivere alla nuova Associazione da qui.
Dopo aver accettato l’iscrizione alla nuova associazione, è possibile presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie dalla pagina di modifica del profilo.
Di seguito i documenti della Nuova Associazione e le regole per la selezione dei candidati:
NUOVO STATUTO ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE
NUOVO CODICE ETICO
ORGANIGRAMMA ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE
REGOLAMENTO PER LA SELEZIONE DEI CANDIDATI NEI COLLEGI PLURINOMINALI E UNINOMINALI

Intercettazioni: dal governo un regalo a tangentisti, corrotti e corruttori

Intercettazioni: dal governo un regalo a tangentisti, corrotti e corruttori

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Il Governo approva l’ennesimo atto osceno di questa scellerata legislatura: il decreto intercettazioni. Un provvedimento fortemente voluto da Berlusconi e Verdini che rappresenta di fatto un regalo a tangentisti, corrotti e corruttori.

Nonostante l’allarme di quasi tutti i Procuratori della Repubblica interpellati in Parlamento e nonostante il parere contrario dei relatori in Commissione, il Governo ha approvato il decreto che impedirà di fatto il contrasto al fenomeno del malaffare e delle mazzette.

Il principale strumento che hanno oggi i magistrati inquirenti per perseguire i reati di corruzione, e cioè le intercettazioni informatiche (attraverso il cd Trojan), è stato per legge impedito. Vergognoso!

Il Governo, dunque, si è reso gravemente responsabile nel limitare in questo modo l’azione della magistratura e nello stesso tempo complice di coloro che stanno erodendo le risorse di interi settori pubblici.

Il provvedimento, inoltre, restringe notevolmente la trascrizione delle conversazioni intercettate, anche quando le stesse abbiamo rilevanza pubblica e politica di un certo peso. Questo, evidentemente, nasce dall’esigenza dei politici di nascondere ai cittadini la verità sulle loro malefatte. Un favore in pratica per politici corrotti, per funzionari pubblici tangentisti e per finti imprenditori mafiosi.

Non appena il MoVimento 5 Stelle andrà al Governo
l’attuale sistema creato da questi irresponsabili, basato su mazzette, appalti e finanziamenti illeciti e continue impunità dei responsabili, cesserà immediatamente perchè andremo a riformare la prescrizione, ad estendere l’agente provocatore per i reati di corruzione, a potenziare le intercettazioni e ad applicare il DASPO per tutti coloro che vengono condannati in via definitiva per i reati contro la PA, che allontaneremo per sempre dalle istituzioni.

Manca davvero poco. Stiamo arrivando! Continua a leggere

Berlusconi: la genesi

Berlusconi: la genesi

BERLUSCONI : LA GENESI

Rischiamo di averlo nuovamente al potere nella prossima legislatura.
Condivido con voi questo spietato documentario d’inchiesta sulla primissima ascesa al potere di una delle figure più ricche e ambigue della nostra storia recente. Distribuito in edicola il 21 novembre 2012 in allegato al quotidiano “Pubblico” (che ha chiuso poco dopo, rendendo questo documentario di fatto introvabile).

Regia di Giorgia Pietropaoli e Giulia Migneco.

Trama:

Correva l’anno 1963: un giovane imprenditore milanese si affacciava in maniera prorompente nel mondo degli affari creando la redditizia Edilnord sas senza avere un centesimo in tasca. Apparentemente, solo una fideiussione concessa dalla piccola Banca Rasini aveva permesso a questa società di cominciare a costruire quella che oggi è conosciuta come Milano 2. Silvio Berlusconi iniziava così il suo percorso verso la ricchezza e la fama, raggiunte grazie ad un raffinato sistema, sviluppatosi negli anni, di finanziarie offshores, di scatole cinesi e di società costituite e subito liquidate. Non è tutto così regolare e scontato: quella piccola fideiussione iniziale, in realtà, nasconde molto di più.
Scopo dell’inchiesta “Berlusconi: la Genesi” è gettar luce sull’origine dei primissimi finanziamenti del Presidente del Consiglio, sulle figure che hanno agito nell’ombra e sulle società e sugli istituti che hanno contribuito alla sua ascesa. Se appare subito chiaro il legame con ambienti mafiosi per via dei capitali investiti dalla Banca Rasini (banca che Michele Sindona indicò come quella utilizzata dalla mafia a Milano), meno evidenti e più oscuri appaiono collegamenti con banche e finanziarie svizzere e italiane, con Licio Gelli e con la sua P2 e con una miriade di personaggi alquanto ambigui e spesso oggetto di inchieste giudiziarie, da Ercole Doninelli (indagato più volte per riciclaggio di denaro sporco e per bancarotta fraudolenta) a Tito Tettamanti (coinvolto nel caso Enimont), passando per Roberto Calvi, il banchiere di Dio e infine l’oscuro Michele Sindona.
Attraverso un’indagine approfondita e un vero e proprio viaggio d’investigazione che parte da Roma e Milano, percorre la Svizzera ed esplora le Isole delle Bahamas, gli autori ricostruiscono scrupolosamente quello che oggi rappresenta uno dei più grandi misteri della finanza italiana, cercando di dare finalmente risposta a quelle domande tanto scomode quanto legittime: da dove ha preso il denaro Silvio Berlusconi? Chi lo finanziava realmente e quali interessi lo muovevano? Dalla Telemaco, una nuova docu-fiction “proibita”, rigorosamente documentata, che riesce a sorprendere e a sconvolgere con le sue rivelazioni.

Intervistati:

• Carlo Calvi, figlio di Roberto Calvi
• Licio Gelli, Maestro Venerabile della Loggia P2
• Ezio Cartotto, ex dirigente di Publitalia (Fininvest), fondatore di Forza Italia e amico di Silvio Berlusconi
• Massimo Ciancimino, figlio di Vito Ciancimino
• Mario Guarino, giornalista e autore de “L’orgia del potere”
• Ferruccio Pinotti, giornalista e autore de “L’unto del Signore”
• Udo Gumpel, giornalista e autore de “L’unto del Signore”
• Michele Gambino, giornalista e autore de “Il cavaliere B.”
• Gianni Barbacetto, giornalista e autore de “B. Tutte le carte del Presidente”
• Leo Sisti, giornalista e autore de “L’intoccabile”
• Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo
• Giuseppe Lo Bianco, giornalista e autore de “Profondo Nero”
• Domenico Gozzo, procuratore aggiunto della Procura di Caltanissetta
• Paolo Fusi, giornalista specializzato in finanza svizzera
• Fausto “Tato” Cattaneo, ex commissario di polizia svizzera sotto copertura
• Gioele Magaldi, massone e leader del Grande oriente democratico
• Alessandro Gamberini, legale della famiglia Calvi
• Philip Willan, giornalista e autore de “L’Italia dei poteri occulti”
• Giuseppe De Lutiis, studioso di intelligence e autore de “I servizi segreti in Italia”
• Claudio Fracassi, giornalista, ex direttore del “Paese Sera” e di “Avvenimenti” e autore di “Berlusconi, una biografia non autorizzata”
• Otello Lupacchini, sostituto procuratore generale della Procura presso la Corte d’Appello ed autore de “Banda della Magliana”
• Giuliano Turone, ex magistrato ed autore de “Il caffé di Sindona”
• Giancarlo Bosetti, giornalista, docente di sociologia dei media presso La Sapienza di Roma e autore de “Spin, trucchi e teleimbrogli della politica”
• Piercamillo Davigo, magistrato e consigliere della Corte di Cassazione
• Anna Vinci, autrice de “La P2 nei diari di Tina Anselmi”
• Pino Amari, esperto P2
• Donato Masciandaro, esperto economico e direttore del Dipartimento di Economia dell’Università “Bocconi” di Milano
• James Smith, ex Ministro Finanze e Governatore della Banca Centrale delle Bahamas

https://www.youtube.com/watch?v=FFxooBwjIIc&feature=youtu.be

 
Berlusconi ha pagato Cosa Nostra, facciamolo sapere al mondo!

Berlusconi ha pagato Cosa Nostra, facciamolo sapere al mondo!

Berlusconi: sette volte traditore della Patria

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Il Pd vota No al piano anti-smog

Il Blog delle Stelle

 
Il Pd vota No al piano anti-smog

Il Pd vota No al piano anti-smog

di MoVimento 5 Stelle

In Pianura padana è di nuovo emergenza smog, ma proprio pochi giorni fa la maggioranza a guida Pd ha bocciato in legge di stabilità il “Pacchetto anti-inquinamento” del MoVimento 5 Stelle. Un primo piano d’azione a largo raggio, composto da decine di emendamenti mirati a combattere con i fatti questa vera e propria emergenza sanitaria ed ambientale.

Il Pd ha detto “no” a incentivi per 20 milioni agli enti locali per promuovere il car sharing elettrico, ha bocciato la trasformazione e attivazione dei mezzi elettrici del trasporto pubblico locale. Lo ha fatto bocciando la nostra proposta di finanziare, con 150 milioni di euro, il rinnovo del parco dei bus passando dal sistema diesel a quello elettrico.

Sono state bocciate anche le nostre proposte per sottrarre 9 miliardi di euro alle grandi opere inutili, per destinare questi fondi a quella grande opera di risanamento, efficientamento e riqualificazione energetica del Paese che è la vera grande opera pubblica necessaria. Bocciato anche il potenziamento delle linee ferroviarie locali e la sua elettrificazione totale.

Il Pd ha detto “no” anche l’istituzione di un fondo da 20 milioni di euro per la conversione agroecologica dell’agricoltura. Disco rosso anche ad un altro fondo, sempre da 20 milioni di euro, per adottare dal 2018 interventi per la limitazione delle emissioni in atmosfera, con specifico riferimento al contrasto di quelle prodotte dallo spargimento di liquami e dall’uso fertilizzanti, utilizzando così un approccio integrato delle fonti inquinanti emissive.

Non state nemmeno accolte le proposte per la forestazione urbana
a bordo delle strade, come non è stata presa in considerazione una deroga al blocco di assunzioni del personale per Arpa, una scelta che sarebbe stata utile ad ottimizzare controlli e monitoraggi.

Non rimane che attendere il governo del MoVimento 5 Stelle, che adotterà tutti questi provvedimenti necessari alla salvaguardia della salute umana e allo sviluppo sostenibile delle nostre comunità

 

Vittoria 5 Stelle: le leggi di iniziativa popolare ora dovranno essere votate entro tre mesi

Il Blog delle Stelle

 
Vittoria 5 Stelle: le leggi di iniziativa popolare ora dovranno essere votate entro tre mesi

Vittoria 5 Stelle: le leggi di iniziativa popolare ora dovranno essere votate entro tre mesi

di Vito Crimi

Ci son voluti dieci anni ma ce l’abbiamo fatta. Oggi è una giornata epocale perché non sarà più possibile insabbiare le leggi di iniziativa popolare nella palude del Senato, le proposte dei cittadini non saranno più rinchiuse nei polverosi cassetti del Senato ma dovranno essere obbligatoriamente votate.

Vi ricordate come ha avuto inizio tutto? Proprio con una legge di iniziativa popolare, “Parlamento pulito”, oltre 10 anni fa.

Una memorabile giornata, il Vday, in cui 350mila cittadini hanno fatto la coda in tutta Italia per firmare una proposta di legge, denominata Parlamento Pulito, che pretendeva che i condannati fossero cacciati dal parlamento.

Ma i partiti hanno ignorato il grido di dolore che arrivava dal popolo, che si sentiva disonorato da questi che si facevano, e si fanno ancora, chiamare onorevoli ma che di onorevole avevano ben poco.

Beppe Grillo venne personalmente a depositare le 350mila firme, dinnanzi ai funzionari del Senato, ma quella legge è rimasta a prender polvere, ignorata, finché è decaduta.

Siamo entrati in Parlamento con un mandato imperativo, portare la voce dei cittadini e oggi, dopo più di dieci anni, abbiamo ottenuto un risultato senza precedenti.
Senza andare a scomodare la Costituzione, ma con una semplice modifica del regolamento del Senato, LE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE DEVONO ESSERE VOTATE ENTRO TRE MESI. E se le commissioni non sono in grado di terminare i lavori deve essere votato il testo che è stato presentato dai cittadini.

Acqua pubblica, parlamento pulito, sono solo due esempi delle leggi di iniziativa popolare che sono state ignorate dal parlamento. Oggi i cittadini hanno uno strumento in più di democrazia diretta grazie al Movimento 5 Stelle.
Pensate quante cose avremo potuto fare se fossimo stati al Governo.

Ps: L’Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese era uno dei 20 punti presentati nel 2013. Una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Una vittoria dei cittadini.

 

No al Tribunale per le multinazionali che vuole l’Europa, no a questo furto di democrazia

No al Tribunale per le multinazionali che vuole l’Europa, no a questo furto di democrazia

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Intervento di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa, in occasione del dibattito al Parlamento europeo sui “Negoziati in vista di una Convenzione che istituisce un tribunale multilaterale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti”.

“Un tribunale globale per le corporation! Signora Commissaria, con TTIP, TiSA e CETA penavo di averle viste tutte, ma qui vi siete proprio superati! Ecco di cosa abbiamo tutti bisogno! Di un tribunale globale dove i grandi investitori potranno fare causa a qualunque governo mondiale, per far valere in tutto il mondo e anche in Europa, i diritti dei grandi affaristi e per far capire a noi cittadini, chi comanda davvero.

La vostra proposta non solo legittima i soprusi legati all’ISDS, ma li moltiplica per mille perché crea un tribunale permanente senza che vi sia una legge chiara da applicare. 70 anni di commercio internazionale non ci hanno ancora dato un’interpretazione univoca dei diritti degli investitori: ma di una cosa sono sicura, sono i Parlamenti che devono definire questi diritti, non certo dei super-tribunali!

Meglio un unico tribunale globale rispetto a tanti piccoli tribunali bilaterali, direte voi. Ma anche questo è falso, perché le sentenze di una corte bilaterale valgono solo per quel caso specifico, mentre una corte permanente diventerebbe un organismo capace di definire gli standard e di creare precedenti a livello globale. E questo non lo dico io, ma l’associazione tedesca dei giudici. E cosa dire dell’enorme discriminazione per cui solo gli investitori stranieri avranno diritto a questa giustizia speciale e più veloce, mentre le imprese nazionali dovranno accontentarsi della corsia lenta?

Altro che tribunale per gli investitori! Quello che servirebbe, signora Commissaria, è un tribunale internazionale per i crimini commessi dalle multinazionali contro i cittadini del mondo: gli omicidi, l’accaparramento di terra, le contaminazioni e l’inquinamento. Ma certo questo non potete proporlo, perché sarebbe giustizia vera e non è quello che vi interessa”. Continua a leggere