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#5giornia5stelle 146° puntata, 15 dicembre 2017

#5giornia5stelle 146° puntata, 15 dicembre 2017   Il biotestamento è legge dello Stato. Ancora una volta una buona legge, una delle poche di questa 17a legislatura,porta la firma del MoVimento 5 Stelle, More »

Chi vuole il Fiscal Compact?

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Il futuro dell’Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

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Su #Bancopoli cade la seconda Repubblica

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Daily Archives: novembre 10, 2017

Live PAROLE GUERRIERE #NAPOLI

Live PAROLE GUERRIERE #NAPOLI

Parole Guerriere – Seminari rivoluzionari di filosofia.
“La politica della bellezza” Live da #Napoli

Discuteremo con Roberto Fico ed il filosofo e poeta Marco Guzzi. A latere vi saranno gli interventi di Francesca Menna e di altri Portavoce campani.

 

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Chi sta smantellando il 41bis, e perché?

Chi sta smantellando il 41bis, e perché?

“Si ragioni sul limitare il numero di persone da sottoporre al 41-bis.” Questa la gravissima affermazione di Santi Consolo, direttore del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. La ragione sarebbe che non ci sono carceri adeguate per la restrizione al 41bis dei mafiosi più pericolosi, e quindi invece di costruire nuove sezioni, si chiede di non applicare il regime del carcere duro ai criminali più pericolosi in Italia.

Ma la questione del 41 bis è molto più articolata, ed ha necessitato di un’interpellanza per chiarire i troppi punti che messi in fila disegnano un vero e proprio smantellamento silenzioso del carcere duro in Italia. La prima emergenza riguarda il GOM, il Gruppo Operativo Mobile che è preposto proprio alla sorveglianza e tutti gli altri servizi per i detenuti al 41bis e a cui recentemente si è aggiunta anche la sorveglianza dei terroristi detenuti nelle nostre carceri.

All’aumento di compiti è corrisposta una diminuzione di organico, ed una diminuzione di risorse economiche assolutamente non giustificata con l’eliminazione della figura del “funzionario delegato” che permetteva una gestione autonoma delle risorse, che invece è stata data al nucleo scorte. Le unità del Gom sono diminuite da 619 a 593 negli ultimi sette anni, nonostante la previsione di 821 unità, ora ridotta all’obiettivo delle 620 unità quando ne servirebbero 200 in più per garantire controlli seri.

A questa situazione si aggiunge la nuova circolare varata il 2 ottobre, che di fatto allarga le maglie per i mafiosi detenuti: gli avvocati possono consegnare atti processuali su supporto informatico, ma nessuno ha tenuto conto che potrebbero diventare un mezzo per comunicare ordini all’esterno. Il garante nazionale dei detenuti, poi, svolgerà colloqui riservati: tale disposizione va contro la legge, dato che non c’è nessuna norma dell’ordinamento penitenziario che possa permetterlo.

Sui garanti locali, regionali e comunali, non c’è chiarezza se possano effettuare visite o colloqui riservati dato che si parla di “incontri”, con tutti i rischi che ne derivano. La circolare allenta anche i controlli sulle telefonate, giornali e denaro, senza che vi sia un parere vincolante della Direzione Distrettuale Antimafia. Si prevede poi l’eliminazione del vetro divisorio nei colloqui con un minore, affermando il principio che i figli possano abbracciare i padri: ma c’è il rischio che i minori vengano usati per inviare “pizzini”. Sarebbe da sottolineare che i padri potrebbero fare scelte diverse, piuttosto che quella di delinquere, se davvero tengono ai propri figli. La circolare introdotta inoltre non ha avuto nessun passaggio in commissione Antimafia, nonostante un anno e mezzo di lavori preparatori e di interlocuzioni tra DAP, Ministero della Giustizia e Garante dei detenuti. Di fatto quello che si sta creando è un indebolimento del 41 bis, a danno dei cittadini e della sicurezza dello Stato.

I parlamentari del MoVimento 5 Stelle delle commissioni Giustizia e Antimafia hanno presentato un’interpellanza al ministro Orlando, attraverso i portavoce Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi, ma le risposte del governo sono state del tutto deludenti.

Gli Stati Generali voluti da Orlando vogliono superare l’ergastolo ostativo, presidio di sicurezza per i cittadini e lo Stato, già questo la dice lunga sulle reali intenzioni di combattere le mafie in questo Paese. Inoltre, dobbiamo preoccuparci di un materasso ortopedico mentre le celle dei detenuti comuni sono delle vere e proprie gabbie sovraffollate. Sono molto più furbi i boss delle intenzioni di questo Governo e delle forze messe in campo. E’ vergognoso che non si acceleri la costruzione della nuova sezione a Cagliari e non ci sia un piano carcerario per i 41bis, visto che l’art.2 della circolare prevede carceri dedicate proprio a questi detenuti.

La realtà dei fatti è che la risposta del ministero di Giustizia è avvilente piuttosto che insufficiente. Siamo gli unici che si stanno rendendo conto di quanto sta accadendo: stanno dando campo libero alle mafie. Non è un’esagerazione, siamo fortemente preoccupati e sembra che a nessuno interessi. C’è un disegno articolato di smantellamento del 41bis, che sembra provenire da molto lontano, dagli anni del “papello di Riina”. Da una parte non abbiamo ancora nessuna risposta sui mandanti esterni delle stragi, ma diamo permessi di necessità a pioggia ai mafiosi con le pronunce della magistratura di sorveglianza, dall’altra parte le carceri sono sovraffollate, gli agenti della polizia penitenziaria allo stremo, mezzi e strutture che cadono a pezzi eppure ci sono le necessità e i diritti dei boss da garantire.

I diritti devono essere garantiti nel rispetto della legge, dei cittadini e della sicurezza dello Stato, un concetto che non sembra stare a cuore a questo Governo. Noi non dimentichiamo i tentativi di concedere sconti di pena e benefici penitenziari ai detenuti mafiosi da parte dei governi Letta-Renzi. Li abbiamo fermati, ma il loro progetto di smantellamento del 41 bis sta andando avanti. Loro stanno cercando di favorire le mafie nelle carceri, noi continueremo ad opporci per non permetterglielo.

Portavoce M5S Camera Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi; Portavoce M5S Commissioni Giustizia e Antimafia

Sosteniamo le imprese: nasce il gruppo di lavoro PMI-Robotica

Sosteniamo le imprese: nasce il gruppo di lavoro PMI-Robotica

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Non lasciamo scappare il futuro. Nasce al Parlamento europeo un gruppo di lavoro sulla robotica. David Borrelli mette attorno allo stesso tavolo imprenditori, ricercatori, investitori e funzionari europei per dialogare e trovare soluzioni che aiutino le piccole e medie imprese a non perdere il treno del futuro rappresentato dall’intelligenza artificiale.

La quarta rivoluzione industriale, basata sulla virtualizzazione e l’interconnessione di dispositivi intelligenti, sta cambiando il modo di fare impresa. Le grandi multinazionali hanno già i mezzi e le possibilità per sfruttare questa tecnologia. Compito della politica è garantire pari condizioni di accesso per le piccole e medie imprese, vero tessuto economico dell’Italia. Vogliamo governare questo fenomeno irreversibile per non lasciare nessuna impresa indietro. Le tecnologie si stanno imponendo come partner fondamentale del lavoro umano.

Siamo l’unica forza politica che ha una visione chiara e forte. Nel febbraio 2017 Il Parlamento europeo ha votato per la prima volta un rapporto sulla robotica: nel testo si riconosce l’importanza di questo cambiamento epocale, ma allo stesso tempo si sottovaluta l’impatto dell’automazione su istruzione, diritti dei cittadini, politiche sociali e occupazione. Avevamo sostenuto un emendamento che raccomandava tutti gli Stati membri a erogare un reddito di base generale, ma purtroppo la maggioranza lo ha bocciato con 328 voti contro e 286 a favore. L’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Ecco perché è urgente approvare in Italia il reddito di cittadinanza. Nessun cittadino – così come nessuna impresa – deve restare indietro!

di David Borrelli: “Trasferire la robotica nel mondo delle pmi. Questo è il titolo del seminario che abbiamo organizzato al Parlamento europeo. Abbiamo parlato delle buone pratiche europee e di Horizon 2020 che mette a disposizione fondi europei per le imprese che vogliono scommettere sulla robotica. Questo seminario è stata una prima iniziativa che si replicherà. Vogliamo creare un gruppo di lavoro e riunire attorno allo stesso tavolo imprese, mondo della ricerca e mondo della politica per trovare le soluzioni che la modernità richiede. Dialogando con tutti vogliamo favorire un necessario cambiamento culturale: chi ha paura della modernità viene sconfitto. Chi invece scommette può massimizzare le risorse, raggiungere nuovi mercati e vendere prodotti nuovi e di maggiore qualità. Le piccole e medie imprese hanno bisogno di know how e di talenti professionali. Non vanno lasciate sole!”

HAI PERSO L’EVENTO? Ecco la registrazione del live streaming

No al soccorso rosso e no alla Lega: per noi pari sono

Il Blog delle Stelle

 
No al soccorso rosso e no alla Lega: per noi pari sono

No al soccorso rosso e no alla Lega: per noi pari sono

di MoVimento 5 Stelle

Da qualche settimana siamo perseguitati da due stalker: MDP (che sta per Mantenimento Della Poltrona) e Lega Nord. Sono le frange, anzi, le frangette del Sistema. Dopo il voto in Sicilia, che ha messo in discussione la sicurezza delle ammucchiate con il Rosatellum, il loro stalking si è fatto martellante. Noi con questa gente non vogliamo averci nulla a che fare. Dopo aver fatto governi con tutti, dopo aver approvato le leggi peggiori (Fornero, Equitalia), dopo aver distrutto migliaia di risparmiatori con le gestioni fallimentari di banche come MPS o Veneto Banca, oggi vogliono recuperare la verginità di fronte ai cittadini.

Salvini che prima diceva mai più con Berlusconi: “Basta! Basta per sempre, se Berlusconi corre lo farà senza di noi”, salvo poi buttarsi tra le sue braccia nella speranza di qualche poltrona fregandosene della sua gente. Bersani che ora va in giro a fare l’amico dei lavoratori, ma che il jobs act che ha distrutto i diritti lui l’ha votato “per disciplina”. E l’etica che gli diceva?

Presto questa gente si ripresenterà alle urne per chiedervi il voto, in mezzo ad altre sigle, ammucchiati in coalizioni senza identità, ma uniti da un solo grande scopo: mantenersi poltrona, stipendio e vitalizio. E’ gente che vi tratta e vi ha sempre trattati come elettori, come numeri da portare in dote a questo o a quello. Per noi questa logica è inconcepibile. Il voto è del cittadino, non del partito.

Noi alle prossime politiche ci presenteremo con il nostro simbolo con il nostro programma e le nostre facce. Coalizioni e ammucchiate non possono nulla davanti al voto libero. Il potere è nelle vostre mani. Usatelo.

Nessuno stop agli animali nei circhi

Il Blog delle Stelle

 
Nessuno stop agli animali nei circhi

Nessuno stop agli animali nei circhi

di Paolo Bernini

La legge delega (legge formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a legiferare su un determinato oggetto) approvata dal Parlamento a maggioranza #PD e relativa all’uso degli animali nei circhi, esprime chiaramente quale sia la posizione di questo: un “graduale superamento” del loro sfruttamento sotto i tendoni, il che, tradotto in termini pratici e concreti, non avendo indicato nemmeno un termine temporale entro cui tutto questo dovrebbe accadere, potrebbe non accadere MAI !
E i circhi continuano e continueranno a percepire i fondi erogati dal Ministero dei beni culturali.

Soltanto il MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge per ABOLIRE IMMEDIATAMENTE l’abuso degli animali nei circhi.
Abbiamo inoltre provato più volte a migliorare la legge ieri approvata, presentando emendamenti che specificassero i tempi entro cui dovessero essere salvati gli animali dal lavoro obbligato nei circhi, ma non sono stati accolti, a dimostrazione, per l’ennesima volta che l’impegno concreto a tutela degli animali in parlamento, è solo e soltanto del movimento cinque stelle.

La Legge approvata del Codice dello Spettacolo n.4652 ha confermato il testo del Senato che ci lascia non solo insoddisfatti, ma sempre più convinti che l’unica forza politica che si impegna per gli animali sia il MoVimento 5 Stelle che, costantemente presente sul territorio, oltre a denunciare le illegalità’ ha salvato animali dai circhi; l’ultimo caso quello di un #canguro sequestrato a chi lo sfruttava senza alcuna autorizzazione.
Qui trovate il video del #blitz del #m5s al circo https://youtu.be/QKzspTifCE4

Noi stiamo con i lavoratori, non con chi li prende in giro

Il Blog delle Stelle

 
Noi stiamo con i lavoratori, non con chi li prende in giro

Noi stiamo con i lavoratori, non con chi li prende in giro

di Davide Tripiedi

Alla Camera, in Commissione Lavoro, si sta svolgendo l’esame di due proposte di legge abbinate: quella di Articolo 1 – Mdp e quella di Sinistra Italiana. Una sorta di grande copia-incolla della disposizione contenuta nella proposta di legge presentata dalla Cgil qualche mese fa. In pratica si propone di introdurre la sanzione della reintegrazione anche per le aziende con meno di 15 dipendenti. Sembra bellissimo e invece no, vediamo perché.

Con la riforma Fornero fu assestato il primo duro colpo al diritto dei lavoratori e con il Jobs Act si è di fatto quasi totalmente annullato il diritto al reintegro del lavoratore anche se per licenziamento illegittimo.
Vittime di queste norme però sono in primo luogo i lavoratori precarizzati da Renzi e obbligati a dimostrare la completa inesistenza dell’illegittimità, a ricorrere in tempi stretti e passare prima per una fase di conciliazione, e in secondo luogo i datori di lavoro che si trovano in balia delle interpretazioni dei tribunali dove in alcuni casi si riconosce l’obbligo al reintegro e in altri ancora invece il semplice indennizzo. Infatti, diversamente dalla norma previgente dello Statuto dei Lavoratori, nel combinato disposto dalla legge 92/2012 e dal Jobs Act di Renzi, nel caso di licenziamento per motivi economici, anche nel caso di pronuncia a favore del lavoratore da parte di un giudice, al lavoratore licenziato non spetta il reintegro sul posto di lavoro ma il riconoscimento di un indennizzo.

Per quelli che si dicono della sinistra, però, il problema è il numero dei dipendenti in azienda. Ebbene la verità è che la questione non è questa ma la reintroduzione delle norme previgenti al 2012 e al 2015. Si deve ritornare al vecchio articolo 18 perché è questo che proponiamo da sempre e che proporremo con un nostro emendamento in sede di esame. In Italia la quasi totalità delle imprese impiega meno di 15 lavoratori e in queste realtà il più delle volte il datore di lavoro è impegnato in prima persona nelle attività lavorative e spesso, come purtroppo ci è capitato di sentire durante gli anni della crisi, può egli stesso scegliere di rinunciare al proprio stipendio per garantire quello dei propri dipendenti. Capita infatti che nelle imprese piccole il licenziamento può rappresentare una perdita in termini di produttività e ricchezza per il datore di lavoro.

La questione del numero di dipendenti è quindi di lana caprina. Ha più senso, invece, mantenere il discrimine come nella norma previgente e garantire una più coerente e facile valutazione dei casi di illegittimità del licenziamento, senza formule complesse e difficili da dipanare per il giudice, e quindi rendere più efficace il diritto al reintegro per i lavoratori delle imprese sopra i 15 dipendenti, e al tempo stesso mantenere applicabili le disposizioni della legge 108/1990 che prevedeva indennizzi per i lavoratori licenziati illegittimamente nelle imprese con dipendenti inferiori ai quindici.

Fornero, Renzi, Pd, Mdp, Sinistra nomi diversi per lo stesso gruppo che al Governo, alla Camera e al Senato hanno sfilacciato il campo dei diritti dei lavoratori nonostante se ne siano fatti e se ne facciano tuttora i garanti e i portabandiera.

Qualche esempio? Il Governo Monti di cui Fornero fu ministra del lavoro venne sostenuto dal Partito democratico. Al Senato il relatore del provvedimento che affossò l’articolo 18 fu Tiziano Treu, oggi presidente del Cnel, mentre alla Camera fu Cesare Damiano, oggi presidente della Commissione Lavoro. Quella norma, come il resto della legge sulla quale fu messa la fiducia in entrambi i rami del parlamento, fu votata da tutto il Partito democratico il cui segretario e candidato premier allora era Pier Luigi Bersani. Lo stesso Bersani che oggi guida Mdp di cui il Capogruppo alla Camera è Francesco Laforgia primo firmatario della proposta di legge farlocca. Insomma, lo stesso Pd che sostenne il governo Letta, poi quello Renzi e poi ancora quello Gentiloni, lo stesso Pd che adottò il Jobs Act e i decreti legislativi che hanno ammazzato il lavoro e il diritto dei lavoratori.

Certo lascia sorpresi vedere che i cosiddetti “compagni” preferiscano fare propaganda elettorale sulla pelle di chi lavora invece che affrontare in maniera concreta e responsabile un tema delicato e importante come quello del diritto dei lavoratori.

Morte dei Paschi di Siena

Il Blog delle Stelle

 
Morte dei Paschi di Siena

Morte dei Paschi di Siena

 

di MoVimento 5 Stelle

David Rossi è solo primo di lunga catena suicidi. In due anni almeno altre otto persone si sono suicidate per operazioni attorno a Mps in giro per il mondo. Una lunga scia di sangue che si impasta con la melma di scandali finanziari consumatisi sulla pelle di tantissimi risparmiatori, scandali che hanno ripercussioni anche per il bilancio dello Stato e le tasche dei cittadini.

Il M5S chiede da anni la verità sulla morte di David Rossi, capo della comunicazione di Mps, volato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo del 2013.

La pista del suicidio, troppo frettolosamente imboccata dagli inquirenti, non ci convince. Abbiamo contribuito a far riaprire l’inchiesta dopo una prima archiviazione e anche la seconda archivazione lascia troppe ombre, troppi dubbi sul modo in cui sono state trattate certe fonti di prova e trascurati alcuni reperti.

La morte di Rossi è l’evento più tragico in cui sfocia un meccanismo patologico. Parliamo dei crimini che può generare il rapporto malato tra banche, politica e certa imprenditoria. A Siena, Mps penetrava in ogni ganglio vitale della vita pubblica ed era penetrata a sua volta dalla politica fino al midollo.

Persino l’acquisto di Antonveneta, che ha segnato l’inizio della fine del Monte dei Paschi, è stato perfezionato senza alcuna valutazione contabile soltanto per le manie di grandezza dell’ex presidente Mussari che voleva accreditarsi in certi ambienti di governo e nel mondo cattolico.

Il libro “Morte dei paschi” di Elio Lannutti e Franco Fracassi, edito da PaperFirst, con la prefazione dei nostri portavoce Daniele Pesco e Luigi Di Maio, ripercorre il filo che lega la morte di Rossi al “groviglio armonioso” senese e alla gestione del Monte. Un volume che apre gli armadi e mostra tutti gli scheletri di chi ha ucciso il credito e la fiducia dei risparmiatori per coltivare clientele, interessi di parte, potere. Una storia in cui il Pd e i suoi predecessori di sinistra stanno dentro fino al collo.

Con il M5S al governo i manager infedeli delle banche pagheranno tutte le loro colpe e gli istituti torneranno a fare il loro dovere: finanziarie l’economia reale, sostenere le famiglie e le imprese italiane.

1000 alberi in più per Reggio Emilia

Il Blog delle Stelle

 
1000 alberi in più per Reggio Emilia

1000 alberi in più per Reggio Emilia

 

di Maria Edera Spadoni, M5s Camera

Per il terzo anno consecutivo domenica 19 novembre a Reggio Emilia e in provincia ( domenica successiva in caso di maltempo) torna l’iniziativa “1000 alberi”. Dal 2015 ad oggi insieme a tanti cittadini abbiamo messo a dimora oltre 2300 alberi, ai quali aggiungere i 120 piantati lo scorso anno a Cavriago. Con questa edizione supereremo quota 3.000. Inoltre il nostro progetto partecipato è stato adottato anche dal Comune di Reggio Emilia all’interno del piano ‘Reggio Respira’.

In totale oggi sono oltre 6.500 le piante messi a dimora nella nostra città. Domenica 19 novembre o la domenica successiva in caso di maltempo, pianteremo nuovi mille alberi nel futuro bosco-parco Dario Fo, per creare una barriera boscata sulla tangenziale in zona San Prospero e al parco Berlinguer al Campovolo. 111 alberi verranno messi a dimora anche nel comune di Rubiera.

Questo progetto di forestazione urbana partecipata, che ora è diventato nazionale, è partito proprio dalla nostra città nel 2015. Piantare alberi è per tutti perché l’aria è di tutti e la Pianura Padana è una delle zone più inquinata del Mondo e vive una propria emergenza sanitaria. Piantare alberi è un primo passo per un cambiamento non più rimandabile.

Vi aspettiamo domenica 19 alle ore 9 presso il parcheggio della pista di avviamento ciclismo Cimurri presso il Campovolo.
Poi da lì ci divideremo in tre squadre. Vi aspettiamo e ricordate, portate vanga e guanti! Vi aspettiamo!

PER ISCRIVERSI CLICCATE QUI

>>>AUTOFINANZIAMENTO – Le offerte possono essere versate all’associazione culturale Grilli Reggiani che collabora all’iniziativa:
IT04Q0538712800000002579349 – causale contributo ‘1000 alberi’ oppure via paypal a: [email protected] mettendo la causale “1000 Alberi”
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Sabato tutti ad Ostia contro la criminalità

Il Blog delle Stelle

 
Sabato tutti ad Ostia contro la criminalità

Sabato tutti ad Ostia contro la criminalità

 

Nel video (e di seguito) l’intervento di Virginia Raggi ieri sera a Nemo, dopo l’aggressione subita dai due inviati della trasmissione a Ostia

Cosa ho provato? Orrore per la violenza, orrore per la brutalità del gesto, per la violenza gratuita. E ancora più orrore nel leggere i commenti al post di Roberto Spada che prendevano la difesa dell’aggressore e nessuno solidarizzava con la vittima. E’ stato questo un ulteriore elemento di orrore che ha coinvolto tutti noi.

Sul territorio del X Municipio sono stata tante volte. E’ un Municipio pieno di potenzialità, ma se fino ad oggi ed è poi stato commissariato per mafia, evidentemente un consenso questa famiglia, queste persone lo avevano.
Credo che si possa e si debba cambiare passo.

L’astensionismo mi preoccupa. Il X Municipio è stato sciolto per mafia e commissariato per due anni. Gli elettori devono ricordarsi che hanno un’arma potentissima, la matita all’interno delle urna elettorali. Possono scegliere se continuare a perpetrare questo sistema politico, questi estremismi, questa criminalità, oppure se cambiare passo.

Faccio un appello: sabato ad Ostia ci sarà una grande passeggiata contro la criminalità per testimoniare solidarietà al giornalista e all’operatore che sono stati brutalmente malmenati. Credo che senza simboli di partito e senza bandiere dobbiamo andare tutti. L’invito è rivolto a tutte le forze sane di questa società, a tutti coloro che si riconoscono nei valori che contrastano la criminalità, gli estremismi, questi gesti.

Sulle case popolari, che sono in tutta Roma, abbiamo trovato una situazione di completo caos, con normative o regolamenti che si sono stratificati e sostanzialmente tutti avevano un’origine emergenziale. Sono il simbolo del fallimento dello Stato. Noi abbiamo dato una risposta di sistema. Già la scorsa estate abbiamo approvato due delibere e a breve ne arriverà una terza proprio per fare ordine nel caos delle case popolari e per far scorrere le graduatorie.

#5giornia5stelle 142° puntata, 10 novembre 2017

#5giornia5stelle 142° puntata, 10 novembre 2017

Torna il consueto appuntamento del venerdì con 5giornia5stelle, 600 secondi che condensano il lavoro dei portavoce del M5S in Parlamento e nelle altre istituzioni.
La settimana parlamentare si è decisamente incentrata sulla manovra di bilancio che ha compiuto i primi passi nelle commissioni di Palazzo Madama. Il nostro primo servizio è infatti dedicato all’intervento di Barbara Lezzi che ha elencato tutte le criticità che hanno caratterizzato questa legislatura ormai al termine in materia economica, inchiodando il Ministro Padoan alle sue responsabilità.
Parallelamente a Montecitorio si è tenuto un incontro con i Sindaci di tante grandi città italiane intervenuti all’evento “Lo Stato dei Comuni“, si è parlato proprio della manovra di bilancio e della possibilità di offrire con il contributo di tutti i Sindaci, anche non del Movimento 5 Stelle, delle modifiche puntuali alla finanziaria presentata dal governo.
Cattive notizie per i consumatori italiani arrivano da Montecitorio: dal prossimo anno la bolletta energetica subirà un rincaro fino a 50 euro l’anno. Lo ha scoperto e denunciato Davide Crippa, che ha colto l’occasione per chiedere maggiore trasparenza al Governo e, soprattutto, di smettere di riempire di false promesse i cittadini.
Maria Edera Spadoni presenta il progetto “1000 alberi” che, nato a Reggia Emilia, si terrà in tanti grandi Comuni anche grazie agli attivisti dei MeetUp della nostra penisola.
Torniamo in aula a Montecitorio per ascoltare Vittorio Ferraresi accusare Forza Italia, Lega e Partito Democratico del fallimento delle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne degli ultimi vent’anni.
La candidata alla presidenza della Regione Lazio Roberta Lombardi ci informa, visto che i media non lo hanno fatto, dell’imputazione per falsa testimonianza al processo “Mafia Capitale” dell’attuale Presidente Zingaretti. E’ necessario che una persona che riveste un ruolo così delicato, sia trasparente prima ancora che nelle aule dei tribunali davanti alla opinione pubblica.
Chiudiamo con l’interrogazione di Marco Valli alla responsabile della vigilanza della BCE Nouy in tema di sofferenze bancarie: non esistono solo i crediti deteriorati, a preoccupare sono, e maggiormente, i prodotti derivati.

Anche per questa settimana è tutto, appuntamento a venerdì prossimo.
Buon fine settimana.


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5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

 

Giù le mani dall’oasi del WWF

Giù le mani dall’oasi del WWF

La fiumara Reschia nasce nel territorio di San Nicola da Crissa e attraversa la parte inferiore di Monterosso Calabro. Insieme con il torrente Fallà, il Reschia rappresenta il maggior immissario del bacino dell’Angitola, nel quale confluisce da destra; pertanto, alla salubrità delle acque del Reschia è subordinata quella dell’intera oasi protetta Wwf, di cui costituisce una delle attrattive principali. Durante le Giornate dell’Oasi che il Wwf di Vibo Valentia è solito organizzare in primavera e che richiamano comitive provenienti da tutta la regione, i visitatori non mancano di effettuare escursioni lungo la fiumara, sempre apprezzata per le sue acque cristalline e per la magnifica varietà di flora e fauna che caratterizza tutta l’area che attraversa. Un luogo da preservare, quindi, e per questo l’appello dell’associazione ambientalista alle Istituzioni ad intervenire.

Oggi ho appreso da un articolo apparso sulla Gazzetta del Sud – del quale si riportano alcuni estratti – che sostanze di dubbia natura sono state scaricate nelle acque del fiume Reschia, uno dei due principali immissari del lago Angitola, oasi del Wwf e zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.
Il Wwf di Vibo Valentia, attraverso il presidente provinciale Angelo Calzone ha evidenziato che: “l’acqua si presenta scura, a tratti addirittura nera: segno evidente che a monte vengono immesse sostanze delle quali, al momento, si ignora la natura” (…) “Alto è il rischio che si possa essere in presenza di sostanze nocive per l’ambiente, che alterano la composizione naturale dell’acqua, con conseguenze nefaste per la fauna e la flora del torrente e del lago” mentre “si esclude che il fenomeno possa essere dovuto a scarichi fognari in quanto l’acqua non era maleodorante” (…) “Non mancano i rischi per la salute umana, Infatti, lungo il fiume Reschia ci si imbatte qualche volta nei pescatori di frodo, pur avendo sempre monitorato la situazione, anche attraverso l’intervento del Corpo forestale, per scoraggiare tale pratica. Qualora dovesse essere confermata la presenza di sostanze inquinanti, il pesce pescato nel torrente Reschia costituirebbe un potenziale pericolo per la salute di chi lo consuma”.

L’oasi dell’Angitola, area Sic (Sito di interesse comunitario), è conosciuta per la straordinaria varietà di animali e piante che ospita, vantando anche la presenza di molte specie rare. Oltre a molti volatili e rapaci protetti, che trovano nell’oasi il clima favorevole alla nidificazione, tante sono le specie acquatiche (gallinella d’acqua, diverse varietà di anatra, ma anche martin pescatore, testuggine palustre e nutrice dal collare) che popolano il bacino e i suoi immissari. Quanto alla flora, essa è costituita in prevalenza dal pino d’Aleppo, pioppo nero, salice bianco, ontano nero, eucalipto e quercia da sughero.
Un’alterazione della composizione delle fiumare e, quindi, del lago potrebbe avere ripercussioni devastanti sull’intera oasi, compromettendo il mantenimento delle catene trofiche acquatiche e della vegetazione di sponda.

Attraverso un’interrogazione parlamentare con la collega Dalila Nesci abbiamo interessato il Ministro dell’ambiente e il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo chiedendo: “quali iniziative per quanto di competenza intendano adottare per garantire la tutela dell’oasi che si trova all’interno del perimetro del sito di interesse comunitario “Dune dell’Angitola” e se non ritengano opportuno promuovere una urgente verifica per il tramite del comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente al fine di monitorare i livelli di inquinamento fluviale nell’area scongiurando, al contempo, i pericoli per la flora, la fauna e la salute umana.

La Calabria vive un’emergenza ambientale senza precedenti. Bisogna correre velocemente ai ripari e salvaguardare quelle zone che, proprio come l’oasi dell’Angitola, rappresentano un’ancora di salvezza per la nostra regione.

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