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Monthly Archives: ottobre 2017

Ispezione M5S all’ospedale del mare di Napoli

Ispezione M5S all’ospedale del mare di Napoli

Con i colleghi Valeria Ciarambino e Luigi Gallo denunciamo uno scandalo sanitario da 400 milioni, di cui il governatore campano De Luca dovrebbe vergognarsi.

Ho appena terminato l’annunciata ispezione all’Ospedale del Mare, a Napoli, insieme ai colleghi 5stelle Valeria Ciarambino, consigliere regionale della Campania, e Luigi Gallo, deputato della commissione Cultura. Si tratta di una struttura sanitaria costata ai contribuenti circa 400milioni di euro. Ad oggi, il predetto presidio ospedaliero ha pochissimi reparti attivi e non è operativo il Pronto soccorso, malgrado i fumosi annunci della solita politica.

Tale unità indispensabile doveva aprire addirittura nel 2016. Purtroppo, non si prevede nemmeno per l’anno in corso il suo funzionamento a regime.

Inoltre, all’Ospedale del Mare c’è un Polo infantile che verrà smantellato. Infatti, nella Programmazione sanitaria regionale si è deciso di ubicarlo altrove, nella clinica privata Villa Betania.

Come noto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha da mesi ottenuto la delega governativa per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale.

Ricordo che pende alla Camera una proposta di legge, a mia prima firma, che rivede le norme per il commissariamento delle Regioni in disavanzo sanitario, al fine di evitare sprechi e speculazioni.

Sulla vicenda dell’Ospedale del Mare agiremo in ogni sede, rendendo pubblico, intanto con un’odierna conferenza stampa, unoscandalo di proporzioni enormi, per il quale vi sono precise responsabilità politiche.

Infine segnalo, che, sempre nella riferita proposta di legge, il Movimento 5stelle ha previsto una diversa ripartizione del Fondo sanitario alle Regioni, attualmente basata sul criterio del calcolo della popolazione pesata, che penalizza soprattutto il Sud.

Pensiamo che sia opportuno assegnare le risorse sulla base dell’effettivo fabbisogno di cure nei singoli territori. Al Mezzogiorno lo Stato destina risorse inferiori a quelle necessarie, come abbiamo denunciato in parlamento. Da qui e dalla gestione clientelare della sanità deriva un indebitamento enorme, che, insieme agli sprechi, alle scelte improvvide e alla mancanza di investimenti mirati, produce un’emigrazione sanitaria spaventosa, con centinaia di milioni di euro che finiscono alle strutture sanitarie del Centro-Nord, le quali reinvestono in attrezzature e miglioramento dei servizi sanitari.

Link risoluzione in commissione per approfondire -> https://goo.gl/ZW17uo

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DIRETTA

 

CALABRIA: GRAZIE A M5S OLIVERIO RIMUOVE MESORACA

CALABRIA: GRAZIE A M5S OLIVERIO RIMUOVE MESORACA

La decisione del governatore regionale dopo una nostra esplicita e documentata richiesta, accompagnata da un esposto. Anche la stampa libera ha fatto la sua parte.

La revoca a Oldani Mesoraca dell’incarico di capo ufficio stampa della giunta regionale consegue a un esposto del Movimento 5stelle alla magistratura penale e contabile, nonché a una nostra esplicita quanto documentata richiesta al governatore della Regione Calabria. 

Per la prima volta Mario Oliverio ci ha ascoltato, rimediando a una nomina illegittima di cui avevamo fornito, come sempre, le carte e tutte le argomentazioni giuridiche. A onor del vero, devo aggiungere che il caso è stato seguito con attenzione anche da una parte della stampa calabrese, che con obiettività e fermezza aveva raccontato i fatti.

Ci auguriamo che adesso Oliverio faccia altrettanto per la nomina di Franco Pacenza quale suo consulente per le questioni sanitarie, in quanto la medesima è avvenuta in violazione di precise norme di legge, puntualmente segnalata all’autorità giudiziaria e allo stesso presidente della Regione.

Adesso l’ufficio stampa della Regione dovrà essere riorganizzato secondo le regole. La nostra costante attività di controllo sta portando i suoi frutti. Si veda la vicenda della nomina di Santo Gioffrè al vertice dell’Asp di Reggio Calabria, cancellata dall’ Anticorruzione nazionale, e quella della modifica, nell’ambito di specifica procedura pubblica, dei punteggi massimi attribuibili ai candidati alla direzione della Cardiochirurgia dell’ospedale di Reggio Calabria.

Cartelle esattoriali: grazie a M5S, stop alle nuove norme su prescrizione e riscossione privata

Cartelle esattoriali: grazie a M5S, stop alle nuove norme su prescrizione e riscossione privata

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Ci risiamo: arriva la Legge di Bilancio, e comincia la solita caccia alle porcherie nascoste a danno dei cittadini. Abbiamo cominciato con lo scovarne due nelle prime bozze, che riguardavano l’ex Equitalia e la persecuzione delle cartelle esattoriali dalla quale sembra impossibile liberarsi.

La prima norma che il governo ha provato a reinserire è il termine decennale di prescrizione sulle cartelle esattoriali non opposte, un attacco assolutamente inaccettabile alla certezza del diritto, viste anche le recenti decisioni della Cassazione. Il MoVimento 5 Stelle ha denunciato tale scandalosa forzatura, e grazie al nostro fiato sul collo il governo è stato costretto a fare dietrofront.

Siamo riusciti ad ottenere anche l’accantonamento della norma che prevedeva la cartolarizzazione dei vecchi crediti fiscali e la cessione a esattori privati, banche in testa: immaginate il taglieggiamento che si sarebbe verificato ai danni dei cittadini debitori, abbandonati nelle grinfie degli implacabili “recupero crediti” privati senza tener conto delle tutele via via inserite negli ultimi anni. A partire dai vincoli sul pignoramento della prima casa e degli altri immobili, una conquista recente che sarebbe finita nel nulla.

Purtroppo ci troviamo comunque di fronte a una legge di bilancio carica di bonus estemporanei, mancette circoscritte e una tantum: con la scusa di “mettere a posto i conti”, si è raschiato il fondo delle tasche dei cittadini e si comincia a scavare.

Parlamentari M5S Commissione Finanze, Camera dei Deputati

Livelli di CO2 più alti da 800 mila anni #SceglieteIlFuturo

Livelli di CO2 più alti da 800 mila anni #SceglieteIlFuturo

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Nella foto: lo studio del World Meteorological Organization che certifica il mostruoso aumento della CO2

di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Anno dopo anno, l’Italia spende sempre di più in sussidi alle fonti fossili. In modo diretto o indiretto, finanziamo la produzione, le infrastrutture, i progetti che hanno alla base l’energia fossile. Nel 2016 la cifra è arrivata a 15,2 miliardi di Euro, come riporta lo studio realizzato da ODI-CAN Europe. Eppure ormai sono moltissimi gli studi scientifici che ci descrivono i benefici in termini ambientali, climatici, sanitari e occupazionali di un rapido abbandono delle fonti fossili e l’investimento massiccio nelle energie rinnovabili e sostenibili, ad esempio lo studio di 27 ricercatori delle quattro università più prestigiose al mondo Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus pubblicato a settembre di quest’anno.

È di ieri l’allarme lanciato dal WMO (World Meteorological Organization), l’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite che denuncia che livelli di CO2 in atmosfera sono i più alti da 800 mila anni. Si tratta di un livello record, causato dall’azione dell’uomo e dai modelli di sviluppo nei principali settori produttivi, dall’agricoltura, ai trasporti, all’industria e alla produzione di energia, per citare quelli che contribuiscono maggiormente.

L’Europa e l’Italia cosa fanno? Continuano a sostenere economicamente un modello di sviluppo antistorico, anacronistico, inquinante e dannoso per la salute e l’ambiente, drogando il mercato con sussidi e agevolazioni da un lato e normative lasche e prive di qualunque ambizione dall’altro. Stiamo toccando livelli di ipocrisia inaudita di questa Europa. In ogni discorso, ogni dibattito in plenaria, la Commissione europea e tanti eurodeputati ricordano il grande impegno verso l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, l’avvio di una vera decarbonizzazione da attuarsi immediatamente senza se e senza ma, infarciscono ogni loro proclama ricordando la battaglia contro i cambiamenti climatici e la necessità di difendere l’accordo di Parigi. Cosa rimane di tutte queste promesse nei testi che votiamo al Parlamento europeo e nell’azione pratica dei Governi degli Stati membri e in particolare di quello italiano? Nulla. E a dirlo sono le cifre investite nelle fonti fossili.

Per fare un esempio, in Europa invece che seguire la nostra proposta sull’introduzione di una tassazione sulla CO2 (la previsione di una Imposta sulle Emissioni Aggiunte (ImEA), quale strumento per la perequazione internazionale dei costi energetici e ambientali sulla produzione dei beni, sulla base del carbonio emesso, a prescindere dal luogo di fabbricazione), una proposta che sta trovando sempre maggiore risonanza sia dal mondo scientifico-accademico che da quello politico a livello globale, si sta portando avanti l’ennesimo sistema truffa: il cosiddetto ETS Emission Trade Scheme. Che fa guadagnare solo broker e investitori e non ha alcun effetto concreto sulla riduzione delle emissioni in atmosfera da parte dei settori industriali e della produzione di energia.

Anche il settore dei trasporti è emblematico e gioca un ruolo chiave nella partita delle fonti fossili. Non è bastato lo scandalo del dieselgate, non bastano le infrazioni sulla qualità dell’aria e la relativa multa che l’Italia si troverà presto a pagare e che alcune stime indicano che potrebbe addirittura superare il miliardo di euro, non bastano i costi sanitari che dobbiamo sostenere per curare le persone che si ammalano a causa dell’inquinamento atmosferico, del particolato sottile e degli ossidi di azoto presenti nell’aria. Ma soprattutto non bastano i numeri agghiaccianti delle morti premature – 84.400 persone – che ogni anno colpiscono il nostro paese, primo in Europa per mortalità prematura a causa dello smog.

Tutto questo non è bastato per far capire alla vecchia politica che è assurdo e irresponsabile nel 2017 investire in infrastrutture viabilistiche, autostrade, tangenziali e altre colate di cemento che favoriscono l’uso dell’auto privata e non risolvono i problemi della mobilità, del pendolarismo e dell’inquinamento atmosferico. Tutto questo non è bastato per far capire che il diesel, e in generale i motori a combustione, non hanno futuro e devono essere abbandonati. E invece, pur di proteggere le aziende automobilistiche, l’Europa ha concesso il raddoppio dei limiti degli inquinanti fino a data da destinarsi.

Ma la strada verso il Futuro è segnata. E noi la stiamo già percorrendo. In Sicilia abbiamo la possibilità di essere la prima regione che abbandonerà il modello fossile verso la piena realizzazione del potenziale rinnovabile del territorio. #SceglieteIlFuturo

Roma avrà 12 mila alberi in più e due nuovi boschi urbani

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Roma avrà 12 mila alberi in più e due nuovi boschi urbani

Roma avrà 12 mila alberi in più e due nuovi boschi urbani

 

di Virginia Raggi

Roma avrà 12 mila alberi in più e due nuovi boschi urbani che nasceranno a Centocelle e Tor Sapienza: è il primo passo di un grande progetto di forestazione urbana che vedrà la partecipazione attiva di cittadini e associazioni. Una parte di alberi saranno destinati inoltre ai Municipi VIII e X per rimboscare le aree di Garbatella e di Ostia.

Vogliamo prenderci cura del patrimonio arboreo di Roma non solo monitorando, potando e solo in casi di estrema necessità abbattendo le piante ammalate, ma soprattutto incrementandone il numero in modo significativo su tutta la città.

Il progetto verrà esteso ogni anno ed entro il 2021 verranno piantate decine di migliaia di nuovi alberi in tutti i Municipi della nostra città. Si tratta del primo passo di Roma per recuperare gli anni di ritardo nell’applicazione della legge “un albero per ogni nato”: continueremo a piantare alberi per tutti i nuovi nati e le famiglie riceveranno una lettera in cui si dirà che è stato piantato un albero.

La forestazione urbana è una delle misure necessarie per combattere i cambiamenti climatici e l’emergenza inquinamento. Ci vediamo domenica 19 novembre: sarà una festa aperta a tutti e per tutti.

Incredibile: Berlusconi indagato per mafia, ma la notizia del giorno è un tweet infelice

Il Blog delle Stelle

 
Incredibile: Berlusconi indagato per mafia, ma la notizia del giorno è un tweet infelice

Incredibile: Berlusconi indagato per mafia, ma la notizia del giorno è un tweet infelice

 

di Giancarlo Cancelleri

È incredibile. La notizia del giorno è un tweet infelice di Angelo Parisi. Lui l’ha già cancellato e si è anche scusato, perché quando si sbaglia si chiede scusa. La verità è che Angelo Parisi è un ingegnere ambientale dalle grandi competenze. E io gli ho chiesto di fare questo: di occuparsi di risolvere i problemi dei siciliani, di occuparsi di risolvere i problemi della nostra terra (energia, rifiuti, acqua). E sono certo che lui lo saprà fare. Farà un gran lavoro.

Ma la cosa che mi fa arrabbiare di più è che i media nazionali lo sbattono in prima pagina proprio nel giorno in cui Berlusconi e Dell’Utri vengono indagati per le stragi di Mafia del ’93 che riguardano proprio la Sicilia. E che il Partito Democratico dia seguito a questa grande campagna mediatica di fango nei nostri confronti, quando invece hanno taciuto sugli scandali quotidiani degli impresentabili della lista Musumeci.
Musumeci sta candidando corrotti, arrestati, condannati, e nessuno ha detto nulla su questa cosa. E nessuno ha detto nulla. Siamo stati noi a tirar fuori i nomi, a chiedere l’intervento dell’Osce, a costringere i giornali nazionali a parlarne.
Oggi invece sbattono in prima pagina un tweet.

Ma come è possibile che questa campagna elettorale stia finendo davvero in questo modo? Una campagna fatta di fango sulla nostra onorabilità. Ma noi non lo permetteremo.

Il 5 novembre i siciliani dovranno liberare le loro mani e andare a votare. E più cittadini andranno a votare e più daremo la possibilità a questa terra di avere finalmente un parlamento di cittadini onesti e un governo di cittadini onesti che potranno rappresentare tutti i siciliani onesti fuori dal palazzo.

Il 5 novembre andate a votare. Liberiamo le nostre mani e liberiamo la nostra terra dagli impresentabili.

L’umiliazione dei tirocinanti calabresi

L’umiliazione dei tirocinanti calabresi

Le politiche attive per il lavoro sono un puro imbroglio, concepito per aumentare fittiziamente le statistiche occupazionali. Tali strumenti creano precarietà, incertezza e sudditanza politica. Essi non determinano emancipazione individuale e riscatto sociale. Lo dimostra il gravissimo ritardo sulle convenzioni per i circa 5mila tirocinanti calabresi, che, impiegati dallo scorso giugno in settori pubblici e privati, non hanno ancora ricevuto un centesimo.
Con faccia di plastica Oliverio, durante l’incontro di venerdì 27 ottobre, alla Cittadella regionale, tra rappresentanze dei tirocinanti, ha ammesso l’errore d’aver fatto partire i tirocini senza la sottoscrizione delle convenzioni per l’erogazione delle spettanze, lasciando nei guai gli interessati, già sfruttati e costretti a subire l’onta di un misero corrispettivo temporaneo, senza garanzie di miglioramento e stabilizzazione. Il governatore ha assicurato che la convenzione con l’Inps potrà avvenire nella settimana prossima e poi i lavoratori verranno pagati. Vigileremo sulla definizione della pratica, nella consapevolezza che in ogni caso il reddito di cittadinanza, proposto dal MoVimento 5 Stelle e respinto dai partiti tradizionali, è la soluzione più dignitosa per chi non ha un lavoro vero e dunque un’effettiva libertà di azione.

 

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SIETE INDISPENSABILI

SIETE INDISPENSABILI

 

Questo il discorso che ho pronunciato al Pantheon. Vi chiedo di diffonderlo.

Voglio ringraziare le tantissime persone che da tutta Italia ieri sono arrivate a Roma.

Siete indispensabili!

 

L’UE affama i pescatori siciliani. È il momento di cambiare rotta

L’UE affama i pescatori siciliani. È il momento di cambiare rotta

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di Rosa D’Amato, EFDD – M5S Europa

Nelle prossime settimane i ministri della pesca dei paesi membri dell’UE si ritroveranno per ridiscutere la situazione delle attuali quote pesca (CFP). Questa discussione toccherà da vicino migliaia di piccole imprese italiane che lavorano nel settore, basti ricordare che l’Italia è seconda dietro la Francia per potenza della sue flotte. In particolare la Sicilia sarà la regione maggiormente interessata dalla ricollocazione delle CFP, soprattutto perché sarà discusso un aumento delle quote di pesca del tonno del 55% circa, un prodotto che da vita a un business notevolissimo incentrato spesso con il suo commercio verso il Giappone. La pesca in Sicilia dovrebbe rappresentare un settore fondamentale per l’economia e lo sviluppo della regione. Invece, versa in una crisi profonda e le imprese e le tante famiglie che traggono il loro sostentamento da quest’attività sono sempre più penalizzate.

Ricordiamoci che la flotta siciliana è composta di 3.021 battelli, pari al 23,1 per cento del totale nazionale. La tipologia di pesca prevalente in ambito regionale è quella della “piccola pesca” (2.046 battelli, il 67,7 per cento regionale), seguita dallo “strascico” (523 battelli, il 17,3 per cento regionale), imbarcazioni solitamente di maggiore dimensione e maggior potenza motrice, e da “polivalenti passivi” (184 battelli, il 6,1 per cento regionale). Dei 7.597 pescatori siciliani la maggior parte fino a qualche anno fa erano imbarcati sui battelli della “piccola pesca”.

Purtroppo sia la decisione della ICCAT di contenere la quantità di tonno pescato entro un certo limite con l’obiettivo della conservazione dei tunnidi dell’atlantico, sia la gestione delle quote pesca da parte dell’Unione Europea, hanno contribuito a mettere in ginocchio il settore ittico e la piccola pesca siciliana. Nel primo caso la decisione dell’ICCAT ha causato un problema di bilanciamento dell’ecosistema, difatti con l’aumento della popolazione dei tunnidi dovuta alla protezione degli stessi, si è registrata contemporaneamente una diminuzione drastica nella presenza in mare di sardine e acciughe che sono il nutrimento principale dei tonni. La conseguenza diretta è che i pescatori siciliani di sarde e acciughe hanno iniziato a soffrire pesantemente della mancanza di questi pesci in mare. Il problema tocca anche indirettamente le aziende siciliane di trasformazione che lavorano con questi pesci, poiché devono acquistare sarde e acciughe provenienti da Spagna e Francia con un conseguente aumento dei costi.

D’altro canto l’applicazione delle quote pesca sui tonni rossi è considerata dai pescatori siciliani una legge assassina. Dato che consente a pochi grandi operatori di pescare il tonno siciliano mentre i piccoli pescatori non muniti delle adeguate e costose licenze di fatto scompaiono. Non solo i piccoli pescatori siciliani se la devono vedere con i grandi operatori italiani del settore ma anche con quelli provenienti da altri paesi europei, in particolare dalla Spagna. Infatti, le quote pesca suddividono le quantità di pesce pescabile per Paese, tenendo conto di quante tonnellate le flotte di un paese possono pescare. Statisticamente la Spagna, grazie al fatto che ha accesso anche al pesce dell’oceano Atlantico, registra un livello di tonnellate di pesce pescato impressionante soprattutto se comparato all’Italia. Per questa ragione la UE concede alla Spagna un’elevata percentuale di quote pesca dei tonni rossi nel mediterraneo. Concretamente l’Europa sta aiutando la Spagna a smantellare il settore ittico siciliano andando contro i proprio principi di mercato libero basato sulla competizione.

Come al solito, l’Europa si fa attanagliare dagli interessi delle grandi multinazionali, oramai il mercato del tonno è diventato un mercato estremamente remunerativo grazie all’ingenti quantità richieste dal Giappone. Da qui le pressioni delle grandi multinazionali sulle scelte degli organismi politici europei come al solito danneggiano i piccoli produttori assieme ai consumatori. Noi siamo dalla parte delle piccole e medie imprese, le vogliamo tutelare ad ogni costo. Continueremo a monitorare questa situazione che tocca un mondo imprenditoriale importante, troppo spesso dimenticato.

Sono impresentabili e lo dicono anche loro. Non votateli. #SceglieteIlFuturo

Il Blog delle Stelle

 
Sono impresentabili e lo dicono anche loro. Non votateli. #SceglieteIlFuturo

Sono impresentabili e lo dicono anche loro. Non votateli. #SceglieteIlFuturo

 

di Giancarlo Cancelleri

Incredibile! Sono loro stessi ad ammettere lo schifo degli impresentabili! Quello che vedete nel video (tratto dalla pagina Facebook Michele Santoro presenta) è Francesco Vozza, referente siciliano di Noi con Salvini, e dice testualmente: “Vedo tanto schifo in questa coalizione, questo centro-destra è sporco. Sono davvero impresentabili”.

Si scaglia pesantemente contro la coalizione che appoggia Nello Musumeci alle elezioni siciliane, di cui il suo stesso partito fa parte. Insomma sono loro stessi a dirvi di non votarli. Ascoltateli. #SceglieteIlFuturo!

 
 

Autonomia statutaria per la Regione Siciliana

Il Blog delle Stelle
Autonomia statutaria per la Regione Siciliana

Autonomia statutaria per la Regione Siciliana

di Giancarlo Cancelleri

Il Movimento 5 Stelle considera fondamentale garantire e riaffermare il riconoscimento della “specialità” in favore della Sicilia, che trova fondamento nello Statuto della Regione Siciliana. Lo Statuto concede alla Sicilia una “Autonomia Speciale”, rispetto a quella attribuita dalla Costituzione alle Regioni ordinarie, dotandola di un’ampia autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria.

Tale riconoscimento trae origine dalla necessità di salvaguardare tutte le peculiarità connaturate all’insularità della Sicilia e alla collocazione geografica, che le riconosce la posizione di porta mediterranea dell’Europa.

Ecco alcuni punti del nostro programma relativi all’Autonomia:

ricognizione preventiva dell’esperienza dell’Autonomia Regionale Siciliana, per verificare in quali termini e in quali ambiti l’autonomia statutaria si è esplicata e gli obiettivi che sono stati raggiunti attraverso l’applicazione dello Statuto, al fine di favorire un’attività legislativa che valorizzi le potenzialità dello Statuto vigente;
valorizzazione dell’Autonomia statutaria , in modo da promuovere lo sviluppo sostenibile ed equilibrato e la cooperazione in tutti i settori pertinenti, per migliorare le condizioni di vita dei siciliani, aumentare l’occupazione, favorire l’integrazione regionale e potenziare la dimensione mediterranea;
garanzia di affidabilità e credibilità della Regione Siciliana, ancorando la spesa finanziaria alle linee programmatiche di previsione e predisposizione degli interventi di finanza regionale, in modo da eliminare il “gap” esistente fra programmazione e politiche adottate, come più volte evidenziato dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti per la Regione Siciliana in sede di controllo; la finanza regionale non è solo una questione di gettito: essa concerne la destinazione delle risorse e dunque le spese finanziate con le somme di spettanza regionale, in ossequio ai principi di “attendibilità, congruità e coerenza, interna ed esterna dei documenti aventi ad oggetto l’azione di governo regionale”.

Se applicassimo per intero il nostro Statuto, la Sicilia godrebbe di tutta la sua ricchezza!

Qui trovate tutto il programma per una Sicilia a 5 Stelle.
Leggetelo e diffondetelo -> https://goo.gl/GLtKo5

Salvini sta con gli impresentabili di Musumeci

Il Blog delle Stelle

 
 

Se Salvini cerca di rifarsi una verginità politica ammiccando ancora a un’alleanza con noi sbaglia di grosso. Ripeto per l’ennesima volta: il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con i partiti che hanno disintegrato il nostro Paese. Poi Salvini in Sicilia ha fatto una precisa scelta di campo: sta con gli impresentabili condannati e arrestati che fanno parte della banda di Musumeci. Uno alla Scajola, uno che gli fanno i candidati a sua insaputa e anche gli assessori. E Salvini si presta a questo gioco sporco sulla pelle dei siciliani.

Ricordo anche a tutti che la Lega di Salvini ha praticamente votato la fiducia al governo Gentiloni per far passare una legge elettorale truffa e che quindi, anche a causa loro, passerà una legge di bilancio che massacrerà ancora gli italiani.

Per noi è imperdonabile. Ed è imperdonabile tradire i propri elettori per avere in cambio delle poltrone. “Il re è nudo!”

Ps: Lo #SceglieteIlFuturo tour continua dopo i successi di Catania e Palermo. Stasera alle 21 sarò a Trapani con Giancarlo Cancelleri! Ci vediamo in piazza!

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Sostieni la campagna in Sicilia con una donazione —> http://www.giancarlocancelleri.it/donazioni/

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ECCO TUTTE LE PROSSIME TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

Oggi: 30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

Il giorno del #PalermoDay e del confronto in RAI

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Il giorno del #PalermoDay e del confronto in RAI

 

di Giancarlo Cancelleri

Dopo il successo straordinario di ieri della piazza di Catania, oggi saremo tutti per le strade di Palermo. Inizieremo dalla mattina e andremo avanti fino a questa sera. Saremo ovunque! Per trovarci basterà che i palermitani escano di casa. Per sapere dove siamo collegatevi sulla mia pagina facebook, su quella di Luigi Di Maio, di Alessandro Di Battista, di Beppe, di Paola Taverna, Ignazio Corrao e tutti gli altri parlamentari che saranno qui oggi. Scendete in strada e scambiamoci un sorriso. E’ il momento di scegliere il futuro della Sicilia!

La piazza di ieri a Catania:

Sempre oggi alle 14.30 su RAI 3 andrà in onda il confronto tra i candidati presidenti alla Regione Siciliana. Io ci sarò e spero che partecipino tutti. Sarà occasione per parlare di programmi e progetti per la nostra terra. Segnalate questa diretta TV soprattutto ai vostri amici e parenti che utilizzano poco il web. Devono poter cogliere le differenze tra i candidati. Tra chi ha le liste pulite e chi ha gli impresentabili. Tra chi ha le mani libere e chi ha Miccichè. Tra chi ha programmi e chi ha promesso poltrone.

Ci vediamo più tardi, in tv e in piazza! #SceglieteIlFuturo!

Giampiero Trizzino a Palermo:

Luigi Di Maio a Palermo:

Angelo Tofalo a Palermo:

Maria Marzana a Palermo:

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ECCO TUTTE LE PROSSIME TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Un’intera giornata per le vie della città, saremo in tutte le piazze, strade e mercati per incontrare il maggior numero possibile di persone

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

Il 5 novembre sarà un referendum: l’intervista di Beppe Grillo a La Sicilia

Il Blog delle Stelle

 
Il 5 novembre sarà un referendum: l'intervista di Beppe Grillo a La Sicilia

Il 5 novembre sarà un referendum: l’intervista di Beppe Grillo a La Sicilia

Oggi Beppe Grillo è in Sicilia, oggi a Catania e domani a Palermo. Dalle 16:00 fino alle 23:00 di oggi ci sarà il Catania Day, che inizierà con una passeggiata di 10 chilometrie, a cui parteciperanno Beppe e vari parlamentari nazionali e siciliani, con partenza alle 15.30 da Acitrezza, Via Lungomare dei Ciclopi (altezza Porto Nuovo) e arrivo alle 19 circa in Piazza Università, dove ci incontreremo tutti alle 21 per il comizio. Di seguito l’intervista che Beppe ha rilasciato a Mario Barresi de La Sicilia

Grillo, com’è cambiata la Sicilia dalla sua traversata a nuoto dello Stretto? E com’è cambiato il movimento da quel 10 ottobre 2012?

La Sicilia ha resistito al vuoto pneumatico di Crocetta, niente male, un popolo che si è sempre auto-organizzato poteva superare l’ultima sfida: un rappresentante della sinistra. Era inedita questa situazione per i siciliani, ma ce l’hanno fatta.
Noi non siamo cambiati, stiamo vivendo l’avventura che abbiamo sognato e poi promesso ai cittadini: restituirgli il paese. Chissà perché esiste questa specie di tabù riguardo i cambiamenti del movimento: viviamo in mezzo al travestitismo morale, l’Italia è paralizzata da questo fenomeno: guai a pensare che l’avversario porti una certa divisa perché la cambia di continuo, come i virus più resistenti. Noi siamo gli unici a mantenere la stessa divisa, è stato questo il nostro modo di cambiare nel tempo, crescere senza inquietanti trasformismi. Gli elettori avranno da scegliere in mezzo ad una nube di trasformisti l’unico movimento che è qui, come me adesso a rispondere alle sue domande.

Le Regionarie hanno incoronato Cancelleri candidato presidente con percentuale bulgara. Qualcuno, non solo fra gli avversari, contesta il suo curriculum. E’ davvero il meglio che può esprimere il M5S in Sicilia?

Chiedermi se Cancellieri è il meglio che il Movimento poteva tirare fuori è un pò bizzarro. Potrei dirle “no, avevamo una top ten ma abbiamo scelto l’ultimo, il decimo, il peggiore” così per fare un pò di caciara, in risposta a quella degli “altri”, per confondere le idee alla gente. Ma è ovvio che sto scherzando, certo che è il nostro migliore elemento per questa sfida! Sa, gli esseri umani hanno tantissimi curriculum, non solo quello modello CE. Se tu vuoi farti un’idea di una persona leggi il curriculum del suo volto, la sua espressione, quello della sua storia recente ed ascolti quello che dice. Questa è la base della fiducia. La base della competenza? In questa regione l’unica competenza dimostrata dalla politica è sempre stata la collusione, convivenza o complicità vera e propria con la mafia e a subire sono sempre stati i cittadini. Questa regione ha bisogno, prima di ogni altra cosa, di un governo che non sia il “centro benessere” dei criminali, autoctoni e no, i peggiori vengono dal Nord, ma non vengono… ce li soffiano qui un condannato in via definitiva per frode fiscale e uno spergiuro. Se Giancarlo vincerà, e ha ottime possibilità (lo sento), l’anima brutta del territorio comincerà a comportarsi come abbiamo già avuto modo di vedere a Roma, ma qualunque porcata dicano in città non si può più rubare: abbiamo tolto l’ossigeno al malaffare, era il primo passo. E qui succederà lo stesso, le infamie loro sono medaglie sul nostro petto.

In queste Regionali, il movimento in Sicilia sta dimostrando una certa apertura. Molti degli assessori designati non sono attivisti, Cancelleri è molto rassicurante col mondo delle imprese e dei lavoratori, proponendosi come uomo di governo, oltre che di rottura col passato. E’ una scelta di campo o una necessità darwiniana? Potrebbe essere un modello anche per Di Maio alle Politiche?

La risposta sta nella domanda: “proponendosi come uomo di governo, oltre che di rottura con il passato”. Non è una necessità darwiniana ma semplicemente ciò che abbiamo promesso ai cittadini: rompere con il passato e restituire la regione ed il paese ai cittadini.

Cancelleri aveva fatto una timida apertura sulle alleanze post-voto, poi smentita da Di Maio oltre che dallo stesso candidato. Ma davvero non si può sfatare il tabù delle alleanze in caso di vittoria per dare un governo più stabile alla Sicilia?

Questa è la domanda TOP che ci viene fatta, perché continuate a confondere la condivisione di proposte nell’interesse dei cittadini con le alleanze? Accidenti: ma se non ci alleiamo con nessuno prima delle elezioni, pur di vincerle, perché mai dovremmo farlo dopo? Se i siciliani vogliono cambiare non possono certo immaginare che ci metteremo con i nipotini di Cuffaro.

Il candidato di centrodestra, Musumeci, ha fatto un appello sul voto utile agli elettori del Pd: “Chi vota Micari vota Grillo, quindi scegliete me”. Eppure ci sono anche molti siciliani, tutt’altro che grillini, pronti a votare il proprio partito ma Cancelleri come presidente. Saranno decisivi?

Musumeci è un kamikaze che fa da copertura a personaggi incredibili, ma si tratta di un coraggio impossibile, già da queste dichiarazioni è evidente che è un coraggio confuso, come quello di una pietra che rotola verso il basso. Lui mi indica come una sorta di male assoluto, implicitamente dice ai siciliani che sono peggio di Riina, credo sia un pò esagerata come cosa.
Diciamo che la vedo così: parte davvero male.

La classe dirigente siciliana del MoVimento, negli ultimi cinque anni, è cresciuta. Non sono più i pionieri che l’aspettavano a Cariddi dopo la nuotata. Perché i siciliani dovrebbero fidarsi del MoVimento 5 Stelle?

Esattamente per la stessa ragione che li ha portati a sostenerci sino ad ora, come le dicevo non siamo cambiati, siamo cresciuti. Penso che anche questa sia una cosa facile da capire per le persone, difficile per i media, nonper la gente.

Ma c’è stato più di un problema: il processo sulle firme false di Palermo, l’indagine sul sindaco di Bagheria, il ricorso sulle Regionarie, l’epurazione di alcuni sindaci e parlamentari… Soltanto incidenti di percorso o sintomi di immaturità politica?

Ma vede questa domanda torna spesso. I problemi quando si lavora, e sopratutto in certi ambienti, ci sono sempre. L’importante è come si affrontano. Noi li affrontiamo sempre con responsabilità e trasparenza. E’ la prima volta che i siciliani hanno la possibilità di mettere al governo della regione qualcuno che, al minimo, non centra nulla e nulla vuol centrare con il malaffare.

Una buona parte del dibattito in campagna elettorale s’è incentrato sui cosiddetti “impresentabili”. Che sono tutti candidabili e candidati, nel centrosinistra e soprattutto nel centrodestra. Non teme una “sindrome di Tomasi di Lampedusa”? Tutto cambia affinché nulla cambi: tanto vincono sempre loro perché hanno i voti…

Per me i siciliani sono un popolo davvero stupefacente, hanno una capacità di cavarsela invidiabile. Così non ho questi timori, sono certo che è possibile vedere molto chiaramente chi siamo noi e chi sono loro. Questo voto sarà un referendum sulla voglia di cambiare in meglio una regione che ha tantissime cose da dare al resto del paese.

Parliamo di mafia. Fece discutere quando disse che Cosa Nostra in Sicilia “non esiste”. Poi, in una successiva intervista, definì l’inconsistenza di Crocetta un “messaggio alla mafia” da parte del Pd, ovvero: “non disturbiamo”. In campagna elettorale la sinistra di Fava ha detto che il M5S sul tema mafia è “omertoso”. Come risponde?

Che è un’idiozia, chissà quando smetteranno di credere che ripetendo simili calunnie si ottengano risultati? E’ impressionante questa granitica continuità di atteggiamenti, come se le persone non capissero niente. Chiedo scusa ai cittadini a nome di Fava.

La Sicilia è terra d’accoglienza, nonostante i tanti affanni nel gestire il flusso di sbarchi. Cambierà qualcosa col Movimento al governo a Palermo e magari poi anche a Roma?

Non confondiamo la civiltà dei siciliani con il freddo cinismo del governo e dell’Europa. Questo non lo posso ammettere! Noi saremo impegnati affinché finisca al più presto l’ambigua “politica” del nostro governo. E faremo in modo che coinvolga almeno chi li ha votati, qui in Sicilia sono già stati sconfessati.

Renzi derubrica le Regionali a “voto locale”. E nel programma del tour nazionale in treno non c’è traccia di tappe siciliane prima del 5 novembre. Paura di un flop clamoroso, come annunciato dai sondaggi, e della resa dei conti con la sua opposizione interna?

Ogni comportamento di Renzi è determinato dalla paura, come vale per tutti i poveri disgraziati con ambizioni infinitamente più grandi di loro, è costretto ad evitare piuttosto che fare. Sa che il vero scontro in sicilia è fra la vecchia cultura e la nostra nuova idea di politica, non sa come mettersi in mezzo e riesce solo a dire e fare cose fastidiose. Per il resto si limita ad evitare in anticipo la sua sconfitta. Ma come si può evitare una sconfitta? Si fantastica di cambiare le regole del gioco, e poi (una volta trovati altrettanti poltronisti) si cambia la legge elettorale con un colpo di mano degno dei peggiori personaggi della nostra storia.

Doveva incrociare Berlusconi sabato 28 a Catania, ma lui non ci sarà. Sarete entrambi a Palermo, il 29. Lei, sul palco del nuovo spettacolo, ha detto: “Siamo due buffoni, uno dei due è falso. Bisogna vedere qual è”. Scherzi a parte, come vede questo confronto a distanza? E come spiega il fatto che il centrodestra in Italia abbia bisogno ancora di un leader che lei ha definito “Tutankhamon”…?

La situazione di Berlusconi fa tenerezza e fastidio epidermico al tempo stesso, io non stavo scherzando affatto. E’ un uomo che, per ragioni sfuggenti (ma di certo inquietanti) lancia un’immagine apparentemente rigenerata di se sperando che oltrepassi l’ostacolo del buon gusto e della decenza ancora una volta. Una scommessa davvero al limite del credibile, eppure sta succedendo. Colgo l’occasione per ricordargli che confusioni fra egitto e marocco, come quelle per la nipote di Mubarak, non credo se le possa più permettere. Se si lascerà incrociare ne vedremo delle belle

Come immagina la Sicilia del 6 novembre, a spoglio ultimato?

La immagino chiarificata, come le ho detto: niente alibi, abbiamo fatto il possibile perché la posta in gioco fosse chiara e limpida; non c’è più nessuna figura “mezza”, come crocetta, a coprire la coscienza di chi farà scelte timidamente insignificanti: la sfida è chiara e non fraintendibile. Con noi inizierà un percorso difficile ma di cui i siciliani potranno andare orgogliosi , anche partecipando. Con loro, comunque si camuffino, resterà tutto com’è, non impressioniamoci: è forse l’ultima votazione non precondizionata in Italia, e per questo è importante.
I siciliani devono andare a votare. Lo devono alla loro storia.

Ps: sostieni la campagna in Sicilia con una donazione —> http://www.giancarlocancelleri.it/donazioni/

ECCO TUTTE LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Il #Cataniaday inizierà con una passeggiata di 10 chilometri, a cui parteciperanno Beppe e vari parlamentari nazionali e siciliani, con partenza alle 15.30 da Acitrezza, Via Lungomare dei Ciclopi (altezza Porto Nuovo) e arrivo alle 19 circa in Piazza Università, dove ci incontreremo tutti alle 21 per il comizio.
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Un’intera giornata per le vie della città, saremo in tutte le piazze, strade e mercati per incontrare il maggior numero possibile di persone

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

L’UE sgrida Padoan: ennesima sceneggiata in salsa europea

L’UE sgrida Padoan: ennesima sceneggiata in salsa europea

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L’operato dell’invincibile ministro Padoan torna sotto la lente d’ingrandimento dell’UE. Mancano 1,7 miliardi di Euro all’appello; secondo il francese (e amico di Padoan) commissario agli Affari economici, la “colomba” Pierre Moscovici, l’Italia rischia una pericolosa deviazione rispetto alle regole europee. Il pressappochismo con cui vengono applicati questi dogmi è un fatto ormai risaputo anche tra i corridoi di Bruxelles: da un lato i Paesi del Nord in eccessivo surplus da decenni e mai sanzionati. Dall’altro quelli del Sud, i cosiddetti “ultimi della classe” rappresentati da Governi mai eletti e intrinsecamente deboli.

L’ultimo rimprovero della Commissione UE all’Italia era stato nel pieno delle funzioni del Bomba, e la sua risposta non si era fatta attendere. Ve la ricordate? Aveva minacciato un finto veto sul bilancio dell’UE (il quadro pluriennale) e aveva “sgridato” la Germania per le sue impresentabili esportazioni. Sapete cosa è successo da allora e a seguito di queste minacce? Assolutamente nulla, ed è questo il punto.

Fino a quando l’Italia sarà rappresentata da politici di professione, mai legittimati dal popolo, che fanno e disfano leggi elettorali a loro piacimento solo per tenersi la poltrona, gli italiani saranno sempre considerati – passateci il termine – gli scemi del villaggio globale. Dall’altra parte, questa impostazione politica insensata ha portato l’Unione Europea e lo stesso Bel Paese sull’orlo del precipizio. I cittadini sono le cavie della propaganda sia del Governo italiano, sia degli eurocrati. Dire sempre e comunque “si” ha ridotto il nostro Paese a dover elemosinare qualche virgola di flessibilità per sostenere la demagogia del politico di turno al comando.

Basti citare ad esempio l’accordo Triton che autorizza le navi di 15 Stati europei a pattugliare il Mar Mediterraneo: queste navi portano i migranti solo in Italia. Su questo punto l’Italia ha previsto 4,6 miliardi di spesa, 1 miliardo in più rispetto al 2016. Ed è per continuare politiche suicide che assisteremo all’ennesima sceneggiata tra Governo e istituzioni europee, con una bella stretta di mano a dire “pace fatta”. Mentre gli italiani continuano ad essere soggiogati.

È arrivato il momento d’invertire la rotta, in modo definitivo. La prima tappa per offrire ai cittadini la libertà e la giustizia che meritano sarà il 5 novembre. I siciliani saranno chiamati a scegliere tra un futuro di speranza e un passato che li ha affamati.

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