Comune di Amantea: Abbiamo chiesto ancora la commissione d’accesso antimafia

Comune di Amantea: Abbiamo chiesto ancora la commissione d’accesso antimafia

Mesi fa ne avevo parlato di persona con il ministro Minniti. Dopo il recente arresto di La Rupa e Socievole, è indispensabile inviarla al più presto in quel municipio.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, disponga l’invio della commissione d’accesso agli atti del municipio di Amantea, dati gli arresti per voto di scambio dell’ex sindaco Franco La Rupa e del consigliere comunale Marcello Socievole. Con i colleghi di gruppo Paolo Parentela e Federica Dieni ho appena presentato una seconda interrogazione in proposito, chiedendo al ministro di attivare i controlli consentiti dalla legge per verificare eventuali condizionamenti nel municipio di Amantea, anche alla luce di quanto la Prefettura di Cosenza aveva già rilevato in ordine a La Rupa, riassunto nella nostra precedente interrogazione. Di persona avevo poi incontrato il ministro, che mi aveva assicurato da subito la vigilanza dell’Interno sull’amministrazione comunale di lì. Adesso la commissione d’accesso è indispensabile, in base agli elementi noti e nuovi, che – sostengo insieme alle consigliere comunali 5stelle di Amantea, Francesca Menichino e Francesca Sicoli – fanno ipotizzare un’influenza sugli uffici da parte di La Rupa, ispiratore della lista che ha portato all’elezione del candidato sindaco Mario Pizzino. Completano il quadrosullo stato della democrazia ad Amantea – concludo con Menichino e Sicoli – le dimissioni dell’assessore comunale al Bilancio, il Pd Rocco Giusta, in quanto indagato per presunte irregolarità nell’esercizio della professione di commercialista. È singolare il silenzio sugli ultimi fatti da parte della deputata del Pd Enza Bruno Bossio, che siede in commissione parlamentare Antimafia. 

 

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Legalizzazione cannabis: il PD è peggio di Giovanardi

Legalizzazione cannabis: il PD è peggio di Giovanardi

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Come volevasi dimostrare. Il Partito Democratico ci ha ormai abituato a roboanti proclami di “cambiamento” che poi vengono puntualmente disattesi, e oggi non si è smentito, affossando definitivamente la legge per la legalizzazione della cannabis.

Una legge di buon senso, voluta da tante forze politiche trasversali che si sono impegnate per mesi all’interno di un intergruppo ad hoc, a riprova della volontà iniziale di dare una svolta sul tema. Invece no, alla fine il Pd ha gettato tutto alle ortiche, tirandosi indietro e votando contro la proposta del primo firmatario Giachetti. Primo firmatario di cui denunceremo la scomparsa a “Chi l’ha visto?”, vista la sua totale assenza dal dibattito. Chissà quanto ci teneva, a questa legge.
Insomma, il PD si ritrova ora nel solco del peggior Giovanardi.

Il testo base che è stato votato oggi prevede solo la cannabis ad uso terapeutico: tanta fatica per nulla, dato che per un simile provvedimento il Ministro Lorenzin potrebbe agire in autonomia. Inoltre l’uso terapeutico è già presente anche nell’altro testo base, escludendo a priori coltivazione personale e commercializzazione sotto controllo dello Stato. Una scelta non solo contraria alle indicazioni fornite da illustri magistrati come il procuratore Antimafia Roberti, ma che non incide assolutamente sulla volontà, ribadita da più parti, di colpire il traffico di stupefacenti in mano alle mafie.

Le quali, sentitamente, ringraziano.

 

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Sicilia in fiamme: chiare le responsabilità di Crocetta

Sicilia in fiamme: chiare le responsabilità di Crocetta

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L’isola va in fumo. E dall’audizione del presidente Rosario Crocetta in Commissione Ambiente del Senato è emerso chiaramente che la Regione siciliana non ha ottemperato a nulla di quanto previsto dalla normativa vigente. Il piano regionale di programmazione e prevenzione sugli incendi boschivi, che dovrebbe essere redatto annualmente allo scopo di coordinare uomini e mezzi, risulta essere fermo al 2015, e prima di fine anno non verrà approvato, per stessa ammissione da parte del dirigente regionale responsabile dell’Antincendio Boschivo del Comando del Corpo forestale siciliano. Quindi, probabilmente, da 2 anni la Regione non fa adeguata prevenzione.

Non esistono neanche le convenzioni di prevenzione e spegnimento con i Vigili del Fuoco perché la regione non ha ritenuto importante sottoscriverle. A seguito della nostra richiesta, ci hanno risposto con zero dati sui mezzi regionali, e sul perché risultino fermi. E non si comprende nemmeno il perché la Regione non abbia ancora bandito la gara per la manutenzione.

Eppure le competenze della Regione siciliana in materia sono ben chiare, e risultano dalla legge 353 del 2000, che il presidente in audizione ha mostrato evidentemente di non conoscere. Il Presidente della Regione Crocetta ha mostrato tutta la sua inadeguatezza, addossando le responsabilità degli incendi che hanno devastato la Sicilia ai Vigili del Fuoco, Protezione Civile e al Governo del suo stesso partito.

Ma se il Governo del Pd è responsabile di aver lasciato bruciare la Sicilia, perché Crocetta non si dimette?

Vilma Moronese

 

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Copernico, l’Europa da un’altra prospettiva (luglio 2017)

Copernico, l’Europa da un’altra prospettiva (luglio 2017)

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A cosa credono i cittadini quando pensano all’Europa? Da quando siamo entrati al Parlamento europeo abbiamo evoluto il nostro modo di pensare e immaginare il Continente, ma senza mai toccare di una virgola i nostri punti cardini, le proposte, il credo e le richieste politiche. All’interno dei corridoi di Bruxelles e Strasburgo ci sono infatti gli equilibri che tengono insieme l’Europa, e le istituzioni che dovrebbero rappresentarla sono molto più e mere e fallaci di quanto chiunque possa immaginare: c’è un pensiero dominante non troppo celato, qualche “coraggioso” che ogni tanto cerca di alzare la testa e le solite combriccole di dinosauri che pensano solo ed esclusivamente al loro vitalizio. Comprati dalla multinazionale di turno.

È un mondo, un ecosistema fatto di falsi miti, cliché, stereotipi e di diffidenza reciproca tra Stati membri. Non vi è alcun dubbio ormai che l’Unione Europea (cosa ben diversa dall’Europa) sia stata costruita alla rovescia, partendo dal tetto e trascurando le fondamenta. Crediamo fermamente in un modello diverso di politica, un modello diverso di relazione basato sulla solidarietà e, soprattutto, vede e pretende un diverso modello di Europa. Per questo vi raccontiamo quotidianamente il mondo reale e abbiamo deciso di raccogliere in questo mensile i fatti più salienti degli ultimi trenta giorni di lavoro dei vostri portavoce al Parlamento europeo.

Sarà un appuntamento fisso, un riassunto, per chiunque voglia informarsi e “aggiornarsi”, diffondere il messaggio o semplicemente proiettarsi verso un avvenire reale e concreto; lontano da un presente costruito sulla bugia di un credo dominante. Ecco perché abbiamo battezzato questo nostro rendez-vous Copernico. Niccolò Copernico ha infatti rimesso in discussione tutto il sistema di pensiero che aveva governato le azioni umane fino al 1500. Aveva ragione e lo sapeva. La sua teoria era semplice: non è la Terra il centro dell’universo, ma anzi un pianeta che gira attorno al sole. Fu un folle rivoluzionario, ma solo perché fuori dal suo tempo: era un individuo proiettato nel futuro come lo siamo noi, voi. Cittadini che pretendono gli venga restituito il loro giusto posto: il centro del mondo.

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Il nuovo regolamento per i campi Rom a Torino che ripristina la legalità

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Il nuovo regolamento per i campi Rom a Torino che ripristina la legalità

Il nuovo regolamento per i campi Rom a Torino che ripristina la legalità

di Chiara Appendino

Quello dei campi nomadi a Torino è un tema che si protrae da diversi anni e che, ad oggi, non ha mai visto una reale soluzione. In Città si stimano circa 1.500 persone appartenenti alle comunità Rom e Sinti che vivono in quelle che – anche recependo una mozione del Consiglio Comunale – sarebbe più opportuno definire “baraccopoli” piuttosto che campi. La situazione di questi luoghi è tristemente nota per i livelli di degrado in cui versano e per le difficoltà di convivenza con i cittadini delle zone limitrofe all’area. In realtà, negli ultimi anni, a subire i danni di quanto avviene nelle baraccopoli sono cittadine e cittadini che risiedono anche a diversi chilometri dalle baraccopoli, e ciò è dovuto all’accensione di roghi, fuochi illegali alimentati con materiale di varia natura che creano fumi tossici, provocando danni ambientali e sanitari.

È evidente che la situazione – per questi ed altri episodi di illegalità – è insostenibile e che, per quanto difficile sia, è necessario mettere in campo tutte le risorse possibili per affrontarla e arrivare quanto prima possibile al definitivo superamento delle baraccopoli Rom.
Si tratta innanzitutto di un obiettivo di civiltà. Per questo motivo gli assessorati e gli uffici del Comune si sono messi al lavoro per realizzare un nuovo regolamento, nel contesto più ampio di un Progetto Speciale. Il regolamento è stato illustrato nelle sue linee salienti ieri sera in Circoscrizione 6 in occasione di un Consiglio aperto. Colgo qui l’occasione per ringraziare la Presidente Carlotta Salerno e tutti i Consiglieri per averci ospitato.
L’evento è stato partecipato, intenso, a tratti teso, ma considero sia stato fondamentale per avere un confronto franco con la cittadinanza e con i suoi rappresentanti. Trovate qui sotto le slide che abbiamo illustrato ieri ma, prima di scorrerle, vi chiedo ancora qualche minuto di pazienza per leggere alcune premesse e risposte a quelle che sono state le domande più frequenti.

Deve essere chiaro un punto: il principio cardine che guida questa prima fase è il ripristino della legalità. Noi non possiamo permettere che in Città esistano aree dove gli abitanti possano affrancarsi non solo dalla legge, ma anche dalle più basilari regole di civiltà che soggiacciono al vivere comune. Per questo motivo il regolamento dà una serie di norme chiare che sarà necessario rispettare per proseguire la permanenza nell’area e avviare progetti di inclusione. Credo sia importante dire che tutto è perfettibile, compreso questo testo, però da qualche parte bisogna iniziare, e bisogna farlo seriamente. Continuare a dire che “tanto non si può fare niente” non ci porterà da nessuna parte, se non a un peggioramento della situazione.

Qui arrivo dunque al secondo principio. Con questo strumento si crea una netta linea di demarcazione tra chi ha intenzione di impegnarsi per integrarsi e far parte della nostra Comunità e chi invece pensa di poter vivere ai margini abdicando alle regole che ognuno di noi rispetta (o dovrebbe rispettare). Infatti, insieme al principio di legalità di cui sopra, ve n’è un altro parallelo che è quello di inclusione. E su questo punto i Servizi Sociali sono alacremente al lavoro da diversi anni per individuare progetti, anche puntuali, che siano sostenibili.

Vi è stata un’obiezione frequente che si può sintetizzare così: “questo regolamento dice cose ovvie, esistono già leggi che prevedono sanzioni per questi comportamenti.” Vero, ma stiamo parlando di un passo ulteriore. Qui non si tratta genericamente di sanzionare un comportamento scorretto, bensì di definire attraverso il rispetto di queste regole un perimetro – anche fisico – all’interno del quale si dà la possibilità di permanere. Se non lo rispetti si dispone la revoca del permesso e l’allontanamento dal campo.

Mi spiego con altre parole. Accendere roghi è un reato. Se un cittadino assegnatario di casa popolare accende un rogo verrà giudicato secondo la legge, ma nessuno metterà in discussione il suo diritto ad abitare una casa popolare. Con questo regolamento invece è diverso. Il diritto alla sosta è vincolato al rispetto del regolamento, che in alcuni casi definisce sì quanto è già previsto dalla legge, ma associandovi delle specifiche conseguenze diventa, di fatto, uno strumento in più per intervenire.

Una seconda obiezione pervenuta è la seguente: “che senso ha dare un permesso per stare nei campi Rom se avete dichiarato l’intenzione di superarli?
Come sempre accade processi di questo tipo, affinché siano sostenibili, richiedono un tempo di applicazione. E ci tengo a specificare il termine sostenibile perché è di fondamentale importanza. A ogni piè sospinto da varie parti si invocano soluzioni drastiche che prevedano l’uso della forza, ma il compito di un Amministratore credo sia anche quello di dire le cose come stanno e che interventi di questo tipo non solo non sono possibili, ma non sarebbero risolutivi in alcun modo perché il problema verrebbe semplicemente spostato e non risolto. Ma torniamo alla domanda. Come detto poco sopra, il regolamento segna una linea di demarcazione. Iniziando a definire chi avrà i requisiti per stare all’interno del campo, automaticamente noi abbiamo anche una base di persone con cui abbiamo una maggiore probabilità di affrontare un processo di inclusione che le porti ad uscire da questa situazione. Ripeto, non è una guerra, è un obiettivo di civiltà.

Rispondo poi a coloro che chiedono, giustamente: “il regolamento valga solo per i campi autorizzati o anche per gli altri?
Dunque, il regolamento vale per tutti i campi autorizzati. Tuttavia la sua applicazione puntuale può giovare alla situazione complessiva dei campi, autorizzati e non, la cui complessa gestione è da affrontare con la massima collaborazione ed il supporto di tutte le Istituzioni

Infine – sulla stessa falsariga – un regolamento per essere credibile deve essere fatto rispettare. Per farlo è necessario che la Città e la Prefettura collaborino nel miglior modo possibile. In questi giorni abbiamo avuto diversi confronti con il Prefetto di Torino, Renato Saccone – a cui va il nostro più profondo ringraziamento – che ci ha dato tutta la sua disponibilità e il suo sostegno per perseguire l’obiettivo del superamento delle baraccopoli..

Ora il testo del regolamento dovrà attraversare i normali passaggi istituzionali per l’approvazione, dopodiché verrà divulgato integralmente. Quello che abbiamo voluto fare ieri è illustrare i punti salienti, spiegare quali sono i principi che hanno guidato la stesura e in ultimo, ma non per importanza, far vedere che ci siamo, che questo è un tema che consideriamo prioritario e che, nel bene e nel male, continueremo a presentarci davanti alle cittadine e ai cittadini per dire in maniera chiara le cose come stanno. A volte le risposte piaceranno, altre volte no, ma è il nostro compito e ci assumiamo tutta la responsabilità delle nostre scelte.

Forse per molti avrà poco valore, ma essere presente ieri insieme a gran parte della Giunta credo sia stato un segnale importante. Per questo motivo voglio ringraziare l’assessora al Welfare, Sonia Schellino, l’assessore con deleghe alla Sicurezza, Roberto Finardi, l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia, l’assessore alle Pari Opportunità, Marco Alessandro Giusta, l’assessora ai Servizi Educativi, Federica Patti e l’assessora all’Innovazione, Paola Pisano.
Oltre a loro voglio ringraziare tutti gli Uffici che hanno lavorato e stanno lavorando intensamente su questo progetto, in particolare gli uffici dei Servizi Sociali e della Polizia Municipale.
Un ringraziamento particolare a tutte le Autorità e le Istituzioni che stanno collaborando e che hanno dato la loro disponibilità.

Infine un ringraziamento a tutte le cittadine e i cittadini, ai Comitati e alle Associazioni che da anni si occupano di questo problema e che ieri hanno partecipato e presentato anche diverse proposte. Proposte che ascolteremo e che valuteremo attentamente al fine di trovare soluzioni che siano in linea anche con le esigenze dei residenti.

Grazie a tutte e a tutti.
L’appuntamento è per il prossimo autunno.

 

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La rivoluzione energetica parte da Porto Torres #RedditoEnergetico

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La rivoluzione energetica parte da Porto Torres #RedditoEnergetico

La rivoluzione energetica parte da Porto Torres #RedditoEnergetico

di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle ha inventato lo strumento che riuscirà ad aiutare le famiglie in difficoltà economica e nello stesso tempo a diffondere l’energia rinnovabile del fotovoltaico. È una giornata storica oggi: dopo mesi di lavoro, incontri, sopralluoghi, studi, grazie a un’idea del portavoce Riccardo Fraccaro, nasce il Reddito energetico, che ci impegneremo ad esportare negli altri comuni a 5 Stelle.

L’amministrazione di Porto Torres, guidata dal sindaco a 5 Stelle Sean Wheeler ha dato il via con 500 mila euro a un fondo rotativo con il quale acquisterà impianti fotovoltaici donandoli in comodato d’uso alle famiglie assegnatarie mediante un bando.

Così la bolletta elettrica sarà drasticamente ridimensionata grazie allo scambio sul posto e il ricavato dalla vendita del surplus di energia andrà ad alimentare il fondo. Geniale, no? Il primo agosto parte il bando e invitiamo tutti i cittadini di Porto Torres a partecipare, avete 60 giorni di tempo. A metà ottobre conosceremo gli assegnatari e a inizio anno sarà tagliato il nastro dei primi impianti attivati.

Lo abbiamo sempre detto: la nostra visione è di un’Italia sempre più rinnovabile, dove l’energia pulita andrà a sostituire le fonti inquinanti e dove nessuno dovrà essere lasciato indietro. Porto Torres, comune a 5 Stelle, è il primo a passare dalle parole ai fatti. Ma non ci fermeremo: il Reddito energetico sarà una rivoluzione che si espanderà nelle altre città e conquisterà l’Italia!

 

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#aTuttaSicilia Tour: dal 5 al 31 agosto

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#aTuttaSicilia Tour: dal 5 al 31 agosto

#aTuttaSicilia Tour: dal 5 al 31 agosto

Authordi Giancarlo Cancelleri

di Giancarlo Cancelleri, candidato Presidente del MoVimento 5 Stelle alla Regione Siciliana

Da sabato 5, e per tutto il mese di agosto, sarò in giro per la Sicilia a raccontare il sogno di una Sicilia a 5 Stelle. Con me ci saranno pure Luigi Di Maio, ormai di casa qui, e Alessandro Di Battista, carico come non mai. Faremo una cosa mai fatta prima: una full immersion nei luoghi e negli eventi più belli e caratteristici della nostra Isola, visiteremo sagre e festival, piazze e spiagge, arriveremo fin sotto il vostro ombrellone a parlarvi di futuro. Perché questa volta la cambiamo davvero questa terra, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Ci troviamo di fronte a una svolta epocale. La Sicilia potrebbe essere la prima regione ad abolire vitalizi e privilegi, a dimezzare gli stipendi dei parlamentari, a sperimentare il reddito di cittadinanza, a chiudere le discariche e passare al 100% di differenziata, a sbloccare appalti fermi da anni, a ridisegnare mobilità e trasporti, a eccellere in sanità e servizi sociali, a ritornare a essere la regione più ricca d’Italia. Una Regione a 5 stelle insomma, dove tutto finalmente funziona e di cui si può orgogliosamente andare fieri.

Si parte il 5 da Marina di Ragusa, prima città siciliana con un sindaco a 5 stelle, per poi spostarci il 6 nella meravigliosa Marzamemi. Da lì inizierà un coast to coast che ci porterà fino alle pendici dell’Etna. Proseguiremo poi nel Messinese e decideremo in quale posto passare il ferragosto (a proposito se avete idee proponete). Sarà un viaggio indimenticabile tra le mille bellezze della nostra Isola e il calore unico dei siciliani. Viaggeremo a bordo di auto 100% elettriche, coloratissime e ad impatto ambientale zero. Esempio concreto di futuro a 5 stelle.

La Sicilia non è solo una Regione: è un’emozione, uno stato d’animo, un’energia indescrivibile che va vissuta sulla propria pelle. Per questo da ora fino a novembre: #aTuttaSicilia!

 

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RISULTATI – Vota il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle

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RISULTATI - Vota il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle

RISULTATI – Vota il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle

Le votazioni sono concluse. I risultati in fondo al post.

Oggi, mercoledì 26 luglio, si vota per il Programma Immigrazione del MoVimento 5 Stelle.
Le votazioni saranno aperte su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00.

Grazie all’aiuto di esperti, nei giorni scorsi abbiamo approfondito i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo. L’obiettivo del MoVimento 5 Stelle è quello di arrivare a SBARCHI ZERO entro i prossimi 5 anni. L’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti: hanno firmato accordi suicidi che hanno trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa e hanno foraggiato il business della criminalità organizzata, come dimostra l’inchiesta Mafia Capitale. È arrivato il momento di mandarli a casa!
Su Rousseau troverai 4 quesiti. Sei chiamato a decidere su:

VIE LEGALI DI ACCESSO: per fermare l’illegalità degli sbarchi affidiamo la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale alle ambasciate e ai consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’UE presso i Paesi terzi.

RICOLLOCAMENTO OBBLIGATORIO: votate sul meccanismo di distribuzione dei richiedenti asilo e sulle sanzioni agli Stati membri che non rispettano gli accordi.

COMMISSIONI TERRITORIALI: bisogna scegliere il modo per velocizzare le procedure del riconoscimento o meno della protezione internazionale. In Italia durano mediamente 18 mesi. Nel resto d’Europa 6 mesi.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: qual è la priorità per rimuovere le cause profonde delle migrazioni dai Paesi di origine dei migranti?

Accedi a Rousseau e vota subito!

RISULTATI

Le vie legali di accesso, votanti 20195
SI 19146
NO 1049

Il ricollocamento dei richiedenti asilo, votanti 20168
SI 19447
NO 721

Le Commissioni territoriali, votanti 20037
SI 18663
NO 1374

La cooperazione internazionale, votanti 19685
Tanti piccoli programmi di sostegno allo sviluppo rurale, all’agricoltura sostenibile e alla sicurezza alimentare, all’ istruzione e alla formazione professionale per attività artigianali, di contrasto alle emergenze sanitarie. 13068
Programmi di sostegno alle istituzioni dei Paesi in via di sviluppo (capacity building) nella lotta alla corruzione, agevolando gli investimenti privati italiani in un regime di accessibilità e competitività. 4290
Programmi di grandi investimenti in infrastrutture di base e in servizi collegati (dighe, grandi impianti energetici, porti, autostrade) 2327

 

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Una vittoria storica: la prima battaglia sui #vitalizi è vinta

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di Luigi Di Maio

Oggi è un giorno storico. Segniamocela in rosso sul calendario questa data, perchè finalmente quest’Aula, che si è macchiata di tanti voti vergogna, sta per abolire i vitalizi. C’è voluta quasi un’intera legislatura – quattro anni e 4 mesi per l’esattezza – di pressioni del MoVimento 5 Stelle per giungere -al punto in cui siamo oggi. Perchè, diciamocelo chiaro come lo hanno detto colleghi di altri partiti, questa legge è una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Ed è ancora di più una nostra vittoria perchè non solo abbiamo portato la maggioranza di voi a votare per togliervi il privilegio, ma abbiamo addirittura portato il Pd a presentare questa legge. E’ stata dura trascinarvi fino a qua, ma alla fine avete ceduto. Quattro anni e mezzo per questo risultato. Dieci anni di battaglie con migliaia di attivisti. Oggi viene ristabilita la giustizia.

Non è la prima volta che vi costringiamo a far saltare delle indecenze, perchè ve ne vergognate. Quando siamo arrivati qui si spendevano 30 milioni di euro di affitti d’oro e li abbiamo fatti saltare. Si spendeva un milione di euro in rimborsi spese viaggio agli ex parlamentari e li abbiamo fatti saltare. Si spendevano 350.000 euro in un’assicurazione dalle punture di insetto ai parlamentari, l’abbiamo fatta saltare qualche mese fa. Le auto blu costavano 759.000 euro all’anno, oggi costano 200.000 euro, ma si può fare di meglio.

Solo fino a qualche mese fa questo sembrava impossibile, in un’Italia ormai assuefatta ai privilegi delle tante, troppe caste che per anni si sono considerate intoccabili. E infatti il clima in cui in cui oggi si discute, tra questi banchi e di riflesso sui giornali, è surreale: “i vitalizi non si toccano”, “abolirli è incostituzionale”, ho sentito addirittura evocare parole come “macelleria sociale”… Signori, ma voi vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Volete svegliarvi una buona volta? La macelleria sociale è quella che VOI avete imposto al Paese: tagli da oltre 4 miliardi alla sanità, jobs act, questa è macelleria sociale! Qui noi oggi stiamo facendo una cosa semplice, semplice e giusta. Stiamo togliendo di mezzo un privilegio medievale, siamo qui a dirvi: non è intoccabile! Nessuno di voi lo è!

Non vi stiamo dicendo “rinunciate a una pensione”, vi stiamo dicendo “smettetela di considerarvi diversi dagli altri e di pretendere trattamenti di favore”. Il vitalizio è un privilegio per chi lo riceve, ma un’ingiustizia non più sopportabile per tutti coloro che sono fuori da quest’Aula, per quei cittadini italiani a cui noi dobbiamo rendere conto.
Oggi lo Stato spende 215 milioni di euro l’anno per il vitalizio di 2600 ex parlamentari. Il loro assegno, ancora oggi, viene calcolato con il sistema retributivo, quindi un ex parlamentare arriva ad incassare fino a cinque volte quanto versava di contributi. Da oggi non sarà più così. Nessuno avrà più diritto a un privilegio del genere. Chi ora percepisce il vitalizio si vedrà un bel taglio perchè ora sarà ricalcolato secondo il sistema contributivo.

Vi sareste dovuti rendere conto da soli che questa situazione di ingiustizia, di disuguaglianza così smaccata, non è mai stata tollerabile. Siamo dovuti arrivare noi per farvelo capire. Perché noi abbiamo a cuore il Paese lì fuori, l’Italia che non ce la fa, le famiglie che soffrono. E se quest’Aula ha il potere di imporre lacrime e sangue ai cittadini, poi ha il dovere morale di imporli anche a se stessa. L’abolizione dei vitalizi è la NOSTRA battaglia, lo era prima che entrassimo in Parlamento e lo è ancora oggi e lo sarà fino a quando non porteremo a casa il risultato dopo il voto in questa Aula e dopo il voto in Senato.

I giornali hanno titolato “sfida PD-MoVimento 5 Stelle sui vitalizi”, ma quale sfida? Non c’è nessuna sfida, toglietevelo dalla testa, tutto è molto chiaro e limpido: questo dibattito dentro queste Aule parlamentari lo ha portato il MoVimento 5 Stelle, lo abbiamo imposto nell’agenda e nel dibattito politici, e lo abbiamo fatto mentre tutte le altre forze politiche remavano contro scandalizzate. Per capirlo basta guardare le vostre facce. Non so cosa sareste capaci di fare se ci fosse anche solo una possibilità di allontanare da voi questo calice. Questa possibilità non c’è. E’ scacco matto. Non avete neppure la possibilità di lamentarvi, dovete pure far finta che gli piaccia! Perchè lo sappiamo tutti che dentro al PD il vitalizio se lo vogliono tenere stretto. E oggi lo sentiamo il loro fiatone, il loro affanno nel rincorrerci su un tema che non gli appartiene, che non è nel loro Dna!

Appena entrato in Parlamento il MoVimento 5 Stelle ha chiesto due cose: abolire i vitalizi degli ex parlamentari, applicando anche a loro il ricalcolo contributivo, e abolire la pensione privilegiata degli attuali parlamentari, il vitalizio mascherato che manda in pensione gli onorevoli a 65 anni dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. In sostanza vi abbiamo chiesto di prendere la pensione come tutti gli altri italiani: calcolo contributivo e Legge Fornero. Lo abbiamo chiesto in tutti i modi possibili e ve lo voglio ricordare.

Settembre 2013: il MoVimento 5 Stelle presenta una mozione per mettere un tetto a vitalizi e pensioni d’oro e ridurre la quota retributiva. Il PD vota NO.
2014, discussione sul bilancio della camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un ordine del giorno che prevede un tetto massimo di 5mila euro lordi ai vitalizi. Il PD vota NO.
20 maggio 2015: il MoVimento 5 Stelle presenta un emendamento alla riforma costituzionale per abolire i vitalizi. Il PD vota NO.
9 luglio 2015: il PD è sotto pressione e Matteo Renzi presenta la Legge Richetti, che ricalcola tutti i vitalizi con il sistema contributivo. La legge giace in un cassetto ma intanto Renzi la usa per andare in tv e dire che lui i vitalizi li vuole abolire.
Agosto 2015, discussione del bilancio Camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un nuovo ODg che ricalca la legge Richetti. La Boldrini lo dichiara inammissibile.
2016: il MoVimento 5 Stelle ripresenta i due Odg, quello del 2015, e quello del 2014 che all’epoca era stato votato e bocciato. Questa volta per la Boldrini sono entrambi inammissibili.
2 aprile 2017: il MoVimento 5 Stelle presenta in Ufficio di Presidenza altri due ordini del giorno: uno che applica la legge Fornero ai parlamentari in carica e l’altro che ricalca la legge Richetti. il secondo è di nuovo dichiarato inammissibile. Sul primo il PD vota NO dicendo che serve una legge ordinaria.

Benissimo: allora invitiamo il Pd a calendarizzare la legge Richetti. Ma il PD ci dice che non c’è tempo e che bisogna presentare un Ordine del giorno! Rinunciamo persino al nostro diritto di opposizione di calendarizzare e discutere una nostra proposta di legge sui vitalizi, la legge Lombardi, e invitiamo il PD a calendarizzare la Richetti. Ci dicono di NO. Siete stati messi alla berlina anche dalle Iene. A quel punto perdiamo un altro mese, perchè la commissione Bilancio – cioè il PD – chiede alla Ragioneria dello Stato – del governo PD – di produrre una relazione tecnica, e siccome Grasso e Boldrini – in qualche modo sempre PD – non forniscono i dati la Ragioneria non può procedere.

Capite quanta fatica in questi quattro anni e mezzo per portarvi fino a qua? Capite la mia felicità?

Oggi finalmente riusciamo a eliminare l’odioso privilegio medievale dei vitalizi d’oro. E’ una cosa buona, ma non è abbastanza. Potevamo fare un ulteriore passo avanti: potevate eliminare anche la pensione privilegiata che voi che siete in quest’Aula prenderete dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. Non avete voluto farlo. Ma ve lo assicuro: lo faremo. Non rimarrà un privilegio che sia uno qui dentro. E’ solo questione di tempo. Iniziate a prepararvi.

Vi abbiamo dato la possibilità di riparare oggi a questa oscenità, abbiamo proposto un emendamento semplice – ossia la Legge Fornero si applica anche ai parlamentari che sono in quest’Aula – e voi lo avete bocciato! Lo ripresenteremo questo emendamento, quando si discuterà il bilancio della Camera, perché la legge Fornero va applicata da subito, non potete chiedere sacrifici agli italiani e poi sottrarvi quando tocca a voi, non è accettabile, è immorale. E vi ripeto: lo faremo. Così come oggi siamo qui a tagliare i vitalizi, presto saremo qui a eliminare gli altri privilegi e a dimezzare i vostri stipendi. E’ una promessa che faccio a tutti gli italiani, e anche a voi.

Ci avete anche tolto la possibilità di rinunciare alla pensione privilegiata bocciando la nostra proposta che inseriva questa possibilità. Ma ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si dimostrerà l’unica forza credibile perché ciò che dice fa. Abbiamo detto che non avremmo preso i rimborsi elettorali e abbiamo rinunciato a più di 42 milioni di euro. Abbiamo detto che ci saremmo tagliati lo stipendio e lo abbiamo fatto, andando ad alimentare il fondo per il microcredito. Il MoVimento 5 Stelle con tutti i suoi portavoce in Italia ha restituito circa 80 milioni di euro. Ognuno dei miei colleghi qui presenti in Aula, da quando è entrato in Parlamento, ha restituito centinaia di migliaia di euro. Ognuno ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un contributo diretto al Paese per far nascere nuove imprese e creare nuovi posti di lavoro. Noi i soldi degli italiani non li diamo al partito, ma li restituiamo ai legittimi proprietari, vale a dire agli italiani. Personalmente io ho restituito 300mila euro, ma sia chiaro questo non è un vanto e non deve esserlo. Li ho restituiti semplicemente perché non mi erano necessari, perché per portare avanti l’attività di parlamentare non servono 15mila euro al mese.

Con i nostri soldi abbiamo creato nuovi posti di lavoro e nuove attività imprenditoriali, e si poteva fare tanto altro se aveste avuto il coraggio di rinunciare anche voi ai vostri privilegi da Casta. E invece vi tenete la pensione privilegiata, il mega stipendio, vi tenete tutto ciò che vi fa sentire al sicuro, più forti e più comodi di chi è fuori di qui, di coloro che voi stessi avete lasciato nell’incertezza e nel precariato. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a dare il buon esempio, dentro e fuori questo Parlamento. In Sicilia, se avremo la fiducia dei siciliani e governeremo, la prima cosa che faremo sarà eliminare i vitalizi dei deputati dell’Assemblea regionale. Possiamo permetterci di dirlo perché i nostri portavoce in Sicilia hanno già rinunciato.

La nostra guerra al privilegio non finisce oggi. Ma oggi abbiamo vinto una battaglia fondamentale nel modo migliore possibile. Vi terremo il fiato sul collo fino a quando tutto l’iter non sarà completato, in Senato non vi daremo tregua, tutto quello che sarà necessario fare faremo, non lasceremo nulla di intentato. Quando saremo al governo, pensioni e stipendi d’oro li cancelleremo con un tratto di penna. Il resto del tempo e delle nostre energie li impiegheremo per risarcire gli italiani di quello che gli avete tolto.

 

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