#VenticinqueAnni

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#VenticinqueAnni

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Salvatore Borsellino ci ha inviato questo testo per ricordare suo fratello a 25 anni dalla strage. Ricordiamolo assieme a lui, alla sua famiglia e a tutti gli italiani che non dimenticheranno mai il suo sacrificio.

Venticinque anni, ed è come se fosse successo solo ieri.

Venticinque anni, la voce di mia moglie che mi chiama e mi dice “Corri perché stanno dicendo alla televisione di un attentato a Palermo”.

Ed io che non ho bisogno di correre perché da 57 giorni tutti sappiamo quello che sarebbe successo.

Venticinque anni e un volo verso Palermo che dura quanto una vita, con la speranza che quelle notizie non siano vere, che mio fratello sia ancora vivo,

E invece all’arrivo la voce di mia madre, al telefono, che mi dice “Tuo fratello è morto.”

Venticinque anni ed è come se fosse successo solo ieri, venticinque anni e le ferite che continuano a sanguinare, venticinque anni ed è come se tutti gli orologi si fossero fermati con le lancette su quell’ora del 19 luglio, come l’orologio nella sala d’aspetto della stazione di Bologna si fermò a segnare l’ora in cui tante vite erano state spezzate su quel treno.

Venticinque anni e i ricordi di milioni di persone si sono fermati come cristallizzati sulla scena di quello che stavano facendo in quel giorno e a quell’ora, un ricordo fermo, immobile, che non potrà mai essere cancellato.

Venticinque anni e non puoi più dimenticare, perché tuo fratello è andato in guerra ma ad ucciderlo non è stato il fuoco del nemico che era andato a combattere, ma il fuoco di chi stava alle sue spalle, di chi avrebbe dovuto proteggerlo, di chi avrebbe dovuto combattere insieme a lui.

Venticinque anni e non c’è tempo per piangere, non è tempo di lacrime perché è solo tempo di combattere per la Verità e per la Giustizia, per quella Giustizia che viene invece irrisa, vilipesa, calpestata da un depistaggio durato per l’arco di ben tre processi.

Un depistaggio ordito da pezzi deviati dello Stato ma avallato da magistrati che se ne sono resi complici, che avrebbero dovuto rigettarlo tanto era inverosimile che potesse essere stato affidato ad un balordo di quartiere il compito di uccidere Paolo Borsellino.

E poi un quarto processo nel quale si pretendeva di processarne la vittima accusandolo delle calunnie a cui era stato costretto con torture di ogni tipo da pezzi di uno stato deviato che per occultare la Verità nascondono nelle loro casseforti una Agenda Rossa sottratta dalla machina di Paolo ancora in fiamme.

Venticinque anni, e ogni anno in Via D’Amelio per impedire quei funerali di Stato che la nostra famiglia rifiutò fin dal primo momento, per impedire che degli avvoltoi arrivino in Via D’Amelio portando i loro simboli di morte per accertarsi che Paolo sia veramente morto.

Venticinque anni e nelle orecchie ancora la voce di mia madre che dice a me e a mia sorella Rita, mentre ancora ha nello orecchie il boato dell’esplosione che le portava via il figlio, “Andate dappertutto, dovunque vi chiamano, a parlare del sogno di Paolo, fino a che qualcuno parlerà di Paolo e del suo sogno vostro fratello non sarà morto”.

Venticinque anni e non so quanti anni ancora mi restano ancora per obbedire, fino all’ultimo giorno della mia vita, al giuramento fatto a mia madre,

Venticinque anni e nel cuore una sola certezza: che il sogno di Paolo non morirà mai, perché era soltanto un sogno d’amore.

E non potranno mai inventare una bomba che uccida l’amore.

tratto da “Quel terribile ’92” , libro di Aaron Pettinari 2017, Imprimatur editore

 

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    Una medaglia al valore per l’impegno di Giarrusso contro la mafia

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    Una medaglia al valore per l'impegno di Giarrusso contro la mafia

    Una medaglia al valore per l’impegno di Giarrusso contro la mafia

     

    di MoVimento 5 Stelle

    Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per “Cosa Nostra”. Lo ha detto dal carcere in cui è rinchiuso al 41 bis il boss Giuseppe Graviano, condannato per le stragi del 92/93 e per l’omicidio di Don Pino Puglisi. Graviano, in particolare, considera “pericoloso” il portavoce in Senato Mario Michele Giarrusso.

    La sua colpa? Essersi fatto promotore in Parlamento di alcune iniziative di inasprimento delle pene che non avrebbero agevolato la liberazione anticipata del boss.

    Per questo, oggi Giarrusso è stato posto sotto tutela provvisoria da parte delle forze dell’ordine, in attesa di una valutazione più articolata del livello di pericolo che corre.

    Al Senato Giarrusso ha ostacolato i vari tentativi fatti in Parlamento per rivedere il regime di detenzione dei mafiosi, alleggerire o addirittura cancellare il 41 bis dell’ordinamento penitenziario (detenzione a vigilanza rafforzata per i capomafia), fino a modificare l’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario che disciplina il cosiddetto ‘ergastolo ostativo’ (si chiama così perché non consente la sua trasformazione in pena detentiva inferiore e quindi la possibilità di accedere alla libertà dopo un certo numero di anni).

    Come fa Graviano a conoscere l’attività parlamentare di Giarrusso? Queste notizie possono venire solo da addetti ai lavori, ovvero dall’interno dell’Aula e delle Commissione parlamentari del Senato. E’ evidente che Graviano e gli altri boss rinchiusi al 41 bis, e condannati all’ergastolo ostativo, seguivano con attenzione le iniziative parlamentari per ammorbidire il rigore di queste norme e ricevevano precisi resoconti su chi e come si opponeva a queste scellerate modifiche. Queste notizie possono essere state fornite solo da altri parlamentari.

    Questo spiegherebbe l’ostile silenzio con cui sono state accolte le rivelazioni del mensile siciliano “S”, l’unico che ha coraggiosamente rotto il silenzio pubblicando le parole intercettate del boss Graviano. Nessuno dei principali giornali nazionali si è degnato di dire ai propri lettori cosa pensa il vertice della mafia sull’attività parlamentare di un portavoce del MoVimento 5 Stelle. E nessuna solidarietà a Mario Giarrusso è venuta dai parlamentari delle altre forze politiche.

    Le parole di Graviano sono una medaglia al valore per Mario Giarrusso, che è stato la voce di tutti i cittadini che vogliono i mafiosi in carcere e che con il suo lavoro in Commissione Giustizia, in Commissione Antimafia ed in Giunta per le immunità, ha portato a compimento il mandato ricevuto dai cittadini.

    Il MoVimento 5 Stelle è al fianco di Giarrusso: non arretreremo e non faremo sconti alle mafie, non ci fermeremo finché non saranno definitivamente sconfitte. E allora l’Italia sarà un Paese bellissimo.

     

    Il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle: obiettivo sbarchi zero

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    Il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle: obiettivo sbarchi zero

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    di Laura Ferrara, M5s Europa

    L’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti. Il Regolamento di Dublino e l’accordo sui migranti con la Turchia hanno trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa. I cittadini pagano l’incapacità dei partiti. Chiediamo il rispetto delle regole. Vogliamo azioni concrete e regole chiare da tutti. L’immigrazione deve essere gestita, le leggi rispettate, così come i Trattati europei che prevedono la solidarietà fra gli Stati membri per la gestione delle emergenze.

    Oggi iniziamo a discutere il Programma Immigrazione del MoVimento 5 Stelle.
    Nel 2016 i migranti sbarcati in Italia sono stati 181.436, un record assoluto nella storia del nostro Paese. Nel 2017 questo trend è addirittura in aumento. Nel 2016 i morti annegati sono stati oltre 5.000. Più di un terzo dei minori sbarcati scompare senza lasciare traccia. Bisogna intervenire con politiche strutturali e combattere efficacemente quello che ormai è diventato un business. “Coi profughi guadagno più che con la droga”, affermava Buzzi in una intercettazione condotta durante l’operazione Mafia Capitale.
    L’Italia deve lavorare per rimuovere le cause che costringono migliaia di essere umani a lasciare i propri Paesi di origine. Nessuno vuole abbandonare la comunità in cui è cresciuto. Ecco perché serve un embargo alla vendita di armi ai Paesi in guerra civile, la fine dello sfruttamento dei Paesi terzi, una vera cooperazione internazionale e di sviluppo dei Paesi di origine. Con vie legali e sicure di accesso all’Unione europea diminuirebbero le traversate in mare, la pressione dei flussi sulle frontiere esterne e si contrasterebbe il traffico di esseri umani.

    Gran parte della legislazione nazionale in tema di asilo ed immigrazione è di derivazione europea. Chiediamo il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo arrivati in Italia e la revisione del Regolamento di Dublino III che assegna gli oneri maggiori relativi all’esame delle domande di asilo e alle misure di accoglienza al primo Paese d’ingresso dell’Unione Europea.

    L’asilo è un diritto fondamentale concesso a coloro che fuggono dal proprio Paese
    per evitare persecuzioni o gravi pericoli e che quindi necessitano di protezione internazionale. Ci deve essere certezza e velocità nelle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato. Le Commissioni territoriali che verificano le domande devono essere messe nella condizione di lavorare al meglio. I rimpatri devono avvenire nel più breve tempo possibile: occorrono accordi bilaterali stipulati con i Paesi terzi e il rafforzamento dei programmi di rimpatrio volontario assistito per i migranti che provengono dai quei Paesi in cui non sono stati ancora siglati accordi bilaterali.
    È indispensabile che la gestione dei fondi destinati al sistema di accoglienza sia assolutamente trasparente, prevedendo anche l’eventuale pubblicazione dei bilanci analitici delle cooperative interessate nell’albo pretorio del comune di presenza della struttura. Mai più Mafia Capitale e via la criminalità organizzate dalle strutture che accolgono i migranti.

    Questi argomenti li approfondiremo meglio nel corso delle interviste agli esperti che abbiamo realizzato e che serviranno a informare tutti i cittadini che vorranno votare così da poter esprimere in modo consapevole la loro preferenza e dare al MoVimento 5 Stelle l’indirizzo politico. Buon approfondimento e buon voto.

     

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      Governo moroso con Roma di 20 milioni di euro

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      Governo moroso con Roma di 20 milioni di euro

      Governo moroso con Roma di 20 milioni di euro

      di MoVimento 5 Stelle Roma

      Trasparenza ed equità. Con questi principi abbiamo preso l’impegno di risanare la Capitale. E uno dei capitoli di questa opera è rappresentato dalla partecipata all’igiene ambientale di Roma. Abbiamo chiesto quale fosse la situazione debitoria della pubblica amministrazione nei confronti del Comune, perché proprio le istituzioni devono essere le prime a dare il buon esempio nei confronti dei cittadini. Dall’analisi effettuata dall’Ama abbiamo scoperto che la pa, nelle sue diverse diramazioni, deve al Campidoglio oltre 100milioni di euro di tassa sui rifiuti, con situazioni debitorie che risalgono anche a quasi tre anni fa. I dati sono relativi a ministeri, utenze militari e di comunità, e quindi ospedali, Asl, ambasciate, scuole, università. È stato lasciato correre tutto in questi anni, serviva un’amministrazione a 5 stelle per fare un’operazione verità.

      Così abbiamo scoperto che fra presidenza del Consiglio e ministeri, assommano a 20 milioni di euro le pendenze col Comune di Roma. Palazzo Chigi, ad esempio, ha un debito di quasi 1 milione 200mila euro, di cui 117mila euro pendenti da oltre due anni e mezzo, quando Renzi sedeva sulla poltrona più alta. Poi c’è il ministero dell’Interno (6 milioni); il ministero della Difesa (3,2 milioni); quello delle Infrastrutture e dei Trasporti (2 milioni); il ministero dei Beni e delle Attività culturali (1,7 milioni); quello di Grazia e Giustizia (1,5 milioni); il ministero dello Sviluppo economico (1 milione); il ministero degli Affari esteri (822mila euro); il ministero del Lavoro e Politiche sociali (761mila euro); il ministero dell’Economia e delle Finanze (575mila euro); il ministero dell’Istruzione (375mila euro); quello dell’Agricoltura (306mila euro); il ministero della Salute (95mila euro); il ministero dell’Ambiente (31mila euro) e anche la Camera dei deputati con 369mila euro. Le pendenze più longeve, scadute da oltre mille giorni, sono quelle del Viminale (2,6 milioni di euro), Mibact (528mila euro), Mit (508mila euro) e ministero di Grazia e Giustizia (487mila euro).

      Siamo consci che anche anni e anni di non curanza, per non pensare peggio, hanno portato a questa situazione. Le sedi istituzionali si sono spostate, alcuni ministeri sono cambiati, si sono scissi o accorpati. Probabilmente in passato nessuno è andato a chiedere nulla, portando a questo cumulo monstre. Lo stiamo facendo noi. Le nuove bollette Ama emesse per la scadenza della rata di fine maggio contengono tutto lo storico e tutti i dettagli necessari. Ora chiediamo a tutte le istituzioni di dare il buon esempio nei confronti di tutti i cittadini.

       

      Nuove aperture grazie al Microcredito del MoVimento in Abruzzo

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      Nuove aperture grazie al Microcredito del MoVimento in Abruzzo

      Nuove aperture grazie al Microcredito del MoVimento in Abruzzo

       

      di Sara Marcozzi, M5s Abruzzo

      E’ una grande emozione vedere come il taglio dei nostri stipendi si trasformi nell’apertura di una nuova attività! Gabriella a Pescara ha aperto “Il Cuoppo” grazie ad un finanziamento ottenuto dal fondo Microcredito M5S Abruzzo creato da noi consiglieri regionali abruzzesi!

      È una piccola cosa, ma è il segno di come intendiamo la politica: tagli degli sprechi (come i faraonici stipendi dei consiglieri regionali) per aiutare cittadini e imprenditori.

      E siamo solo all’opposizione. Pensate se fossimo al governo di questa regione! La prossima volta, metteteci alla prova!

       

      Avevamo ragione, la Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

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      Avevamo ragione, la Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

      Avevamo ragione, la Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

      di Andrea Fiasconaro – Capogruppo del M5S Lombardia

      La sentenza 170, della Corte Costituzionale, pubblicata il 12 luglio scorso, ha dichiarato illegittimo il comma 7 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo Sblocca Italia, che ribadisce che il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale è materia concorrente tra Stato e Regioni.

      Avevamo ragione nel chiedere l’impugnazione dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’ che consentiva la ricerca, la trivellazione e lo stoccaggio indiscriminati di idrocarburi sul territorio. La Corte Costituzionale ristabilisce che la materia è concorrente tra Stato e Regione, dunque sulla ricerca di idrocarburi lo Stato non può prendere decisioni per una Regione senza consultarla.

      Solo il PD lombardo, allora completamente renziano, aveva difeso quel decreto pro trivelle che la Corte ha impugnato. E’ stato sventato il tentativo di Renzi di consentire al Governo di agire indisturbato con altre concessioni e prolungamenti che vanno contro la volontà dei cittadini e delle buone politiche per i territori e la tutela dell’ambiente. Ora la Lombardia faccia un ulteriore passo avanti, ripensi le politiche regionali sulle trivelle e gli stoccaggi e orienti il suo futuro sulle energie rinnovabili .

       

      Preserviamo i Parchi Nazionali italiani

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      Siamo al passaggio finale in Senato di un disegno di legge che, se venisse approvato, avrebbe il potere di snaturare i Parchi Nazionali, come dicono le associazioni ambientaliste, aumentando il potere di condizionamento dei centri di potere politico locale e introducendo elementi rischiosi di mercanteggiamento su quelle risorse naturali, che proprio nelle nostre aree protette dovrebbero essere tutelate al meglio.
      L’intento è quello di riformare la legge sulla aree protette (legge n. 394/1991), una normativa di oltre 25 anni che ha sicuramente bisogno di un tagliando e di un rilancio, non certo di modifiche che ne stravolgano il senso. Oggi i parchi nazionali proteggono effettivamente poco più del 10% del nostro territorio e dovrebbe imparare a custodire con maggiore efficacia e competenza la più ricca biodiversità d’Europa (sì, abbiamo anche questo invidiabile primato). Ma il testo in discussione al Senato non garantisce nulla di tutto questo e quindi va abbandonato o bocciato.

      La vera scommessa in gioco, mancata da chi ha redatto la riforma, sarebbe quindi quella di destinare maggiori risorse alla tutela di un patrimonio naturale che contribuisce alla ricchezza della Nazione e di affinare ed estendere le competenze di gestione al di là dei 24 parchi nazionali e delle 30 aree marine protette per garantire una tutela attiva, ad esempio agli oltre 2.200 siti di interesse comunitario localizzati ne nostro Paese, fiore all’occhiello dell’Unione Europea nel mondo.

      Invece, ancora una volta, abbiamo a che fare con una bassa cucina della politica, che vuole condizionare le nomine del Presidente e del Direttore dei parchi nazionali, possibilmente senza che abbiano curriculum all’altezza delle sfide in campo naturalistico e ambientale e mira a ridurre le aree marine protette (AMP) ad una sorta di condominii degli enti locali. Questo nonostante le AMP siano preposte alla tutela del bene demaniale per eccellenza: il mare.

      Pur di soddisfare gli interessi localistici di questo o quel centro di potere e di alcune categorie economiche (agricoltori e pescatori professionisti), si va ben oltre, mettendo in discussione la stessa competenza dello Stato ad una tutela unitaria di un patrimonio indivisibile, di un capitale naturale che fa parte del patrimonio di tutti/e noi.

      E’ la nostra Costituzione che all’articolo 9 chiede che sia lo Stato a tutelare il paesaggio e, quindi, l’ambiente e dovrebbe essere interesse delle nostre istituzioni garantire una rete di aree protette nazionali che costituiscano un’eccellenza nella protezione di habitat e specie vegetali e animali che stanno via, via scomparendo, in questa Italia dove è sempre più raro trovare aree di pregio con un paesaggio o un patrimonio naturalistico non degradato.

      E, invece, si vogliono trasformare i parchi nazionali, non in laboratori avanzati di ricerca o in culle per lo sviluppo sostenibile e l’ecoturismo, ma in una sorta di pro loco, di camere di commercio (con tutto il rispetto per la funzione di questi enti) che càmpino sui proventi derivanti dalla messa sul mercato dei marchi di qualità concessi dai parchi e soprattutto da introiti derivanti da royalties una tantum, da compensi per l’esercizio di attività economiche produttive esistenti nelle aree parco. Insomma, una licenza a continuare ad inquinare nelle aree di maggior pregio così, ottenuta, per giunta, pagando un modico prezzo, una volta per tutte. Pensiamo cosa significhi assecondare questo andazzo, aprendo quindi un varco ad attività come quella delle trivellazioni per la ricerca e coltivazione degli idrocarburi, che già stanno condizionando pesantemente il futuro di un Parco Nazionale come quello della Val D’Agri.

      E la deviazione dal mandato principale, dalla missione affidata ai parchi nazionali viene ribadita anche nel caso della gestione dell’area del Delta del Po (il sistema di zone umide più esteso del Paese), dove 20 anni di gestione inefficiente dei due parchi regionali (veneto ed emiliano romagnolo) non hanno insegnato niente. Nel disegno di riforma si propone la nuova istituzione di un parco ibrido in cui le Regioni, che sinora non sono state colpevolmente all’altezza, conservano forte potere di condizionamento e dove gli obiettivi di sviluppo economico, tout court, sono equiparati a quelli propri delle aree protette, che dovrebbero aiutarci a salvare, il salvabile di quelle risorse naturali che vengono rapinate e che, se meglio gestite, contribuirebbero ancor più al nostro benessere, a migliorare la nostra qualità della vita.

      La tutela della Natura non può, non deve, essere sacrificata allo sviluppo economico, e lo Stato non può e non deve venire meno al suo mandato costituzionale, consegnando ai soli interessi locali la gestione di un bene comune come il sistema dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette, che, a pensarci bene, va ben oltre le nostre responsabilità nazionali ed è bene di tutta l’umanità, solo per un caso affidato ad una entità che si chiama Italia. Una comunità nazionale che dovrebbe risponderne dimostrando di essere all’altezza della sfida. Cosa che, ancora una volta, se questa proposta diventasse legge, non saremmo capaci di fare di fronte al Mondo.

       

      I servizi segreti nel mondo

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      I servizi segreti nel mondo

      I servizi segreti nel mondo

      • 16

       

      di Angelo Tofalo

      Il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica agisce a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali dell’Italia. L’Intelligence è dunque il cuore della democrazia di ogni paese perché, non mi stancherò mai di dirlo, chi detiene le informazioni detiene il potere.

      Circa 2 anni fa, in qualità di componenti, per il MoVimento 5 Stelle, del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, abbiamo iniziato un percorso di diffusione della cultura della sicurezza e di approfondimento su alcuni temi specifici legati all’intelligence ed alla gestione delle informazioni.

      Stiamo parlando di un tema centrale per il Paese che va assolutamente trattato da qualunque forza politica voglia candidarsi a governare un’Italia distrutta da decenni di cattiva politica.

      Durante questa Legislatura, nel corso di più missioni, abbiamo visitato inoltre diversi paesi in diversi continenti andando a relazionarci e studiando i modelli dei nostri rispettivi omologhi comitati di controllo sui Servizi Segreti.

      Nei primi cinque eventi della serie “Intelligence Collettiva” abbiamo approfondito il funzionamento del modello italiano, delle Agenzie preposte a fare raccolta informativa, delle principali minacce per la sicurezza, abbiamo anche fatto un evento specifico per farvi vivere in prima persona l’esperienza di un giorno all’interno del comparto Intelligence italiano.

      Nel sesto evento, grazie al contributo di autorevoli relatori di fama internazionale, affronteremo lo studio delle normative delle principali intelligence nel mondo. Parleremo infatti dei Servizi Segreti degli Stati Uniti, della Russia, della Cina, di Israele, della Spagna, della Francia e del Regno Unito, parleremo anche dell’”Intelligence Vaticana” e faremo un focus sulla normativa esistente sui cosiddetti Servizi con “licenza di uccidere”.

      Capire chi comanda e chi esegue gli ordini può aiutare tutti noi a capire sin da subito di chi sono le responsabilità quando strumenti così pericolosi per la tenuta democratica di un paese vengono usati in modo improprio.

      L’appuntamento è venerdì 21 Luglio, a Roma, alle ore 9:00 (con ingresso dalle 8:30) nell’Auletta dei Gruppi parlamentari in Via di Campo Marzio 78.

      L’informazione è potere e sono certo che durante questo appuntamento acquisiremo nuovi ed importanti strumenti utili al legislatore, ai professionisti del settore ed a tutti i cittadini che vogliono continuare a percorrere con noi l’importante strada che porta ad un nuovo modello di Sicurezza Partecipata.

      Per partecipare è necessario compilare il seguente form > FORM

       

      RISULTATI – Vota il Programma Fisco del MoVimento 5 Stelle

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      RISULTATI - Vota il Programma Fisco del MoVimento 5 Stelle

      RISULTATI – Vota il Programma Fisco del MoVimento 5 Stelle

      di MoVimento 5 Stelle

      Oggi, martedì 18 luglio, si vota per il Programma Fisco del MoVimento 5 Stelle. Le votazioni saranno aperte su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00.

      La settimana scorsa abbiamo approfondito, grazie all’aiuto di esperti, i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo per il Fisco.
      Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità di questo programma.
      Su Rousseau troverai 6 quesiti. Sei chiamato a decidere su:

      Tassazione equa e sostenibile: quale ritieni sia l’obiettivo prioritario?

      Agenzia in Rete: qual è la priorità per ridurre la burocrazia fiscale per cittadini e imprese?

      Agenzia partecipata: l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa e delle politiche di indirizzo del Governo si misurano soprattutto in funzione del rapporto di fiducia reciproca tra istituzioni e collettività. Quale obiettivo ritieni sia prioritario a tale scopo?

      Riscossione giusta: l’attività di riscossione per essere considerata giusta deve necessariamente contemperare l’interesse del cittadino al pagamento di quanto dovuto con il minor aggravio possibile. Quale obiettivo ritieni sia prioritario a tal scopo?

      Tutela autonoma (prima) e processo efficiente (dopo): il miglioramento delle condizioni della giustizia tributaria necessita di una tutela autonoma e di un processo efficiente. Quale ritieni sia la via migliore per ottenerli?

      Fisco A++: il sistema fiscale può costituire un valido strumento per incentivare o disincentivare determinati comportamenti non sostenibili per l’ambiente. Quale strumento ritieni prioritario tra i seguenti?

      Accedi a Rousseau e vota subito!

      RISULTATI

      TASSAZIONE EQUA E SOSTENIBILE, Votanti 18352
      riduzione della pressione fiscale sul reddito delle persone fisiche attraverso la revisione degli scaglioni IRPEF privilegiando, nell’ottica di redistribuzione della ricchezza, le fasce di contribuenti medio-basse, i nuclei familiari monoreddito e con più componenti e le diversità territoriali del Paese 9205
      riduzione del costo fiscale del lavoro su imprese, in particolare per le piccole realtà imprenditoriali, professionali e artigianali, ed incentivi agli investimenti per imprenditoria giovanile e start-up 4826
      revisione del sistema delle agevolazioni fiscali introducendo misure volte semplificare la fruibilità di deduzioni e detrazioni delle spese sostenute, soprattutto di quelle necessarie ai fabbisogni quotidiani 3127
      introduzione di regimi fiscali semplificati per imprese e società che garantiscono adeguate forme di affidabilità e regolarità fiscale 1194

      AGENZIA IN RETE, Votanti 17742
      introduzione di un sistema telematico per lo scambio di dati e informazioni tra amministrazione finanziaria e contribuenti ed incentivo all’utilizzo della fattura elettronica, sorretto da un intervento (senza costi per i contribuenti) di rinnovamento e adeguamento tecnologico e digitale dei sistemi gestionali di contabilità in uso alle imprese e professionisti del settore e soppressione di tutti gli adempimenti contabili strettamente connessi ai dati di fatturazione, ivi compresi quelli dichiarativi 11173
      riduzione delle imposte e “immunità” in relazione a determinate tipologie di accertamento, tra cui gli accertamenti presuntivi, per i contribuenti virtuosi in regola con sia con gli adempimenti contabili e dichiarativi che di versamento 3394
      migliorare e implementare il flusso di dati disponibili per la compilazione da parte dell’Agenzia delle entrate dei modelli di dichiarazione precompilati, al fine di ridurre gli oneri a carico del contribuenti 2677
      gli operatori che incassano online per la prestazione di un servizio devono operare anche come riscossori della tassa collegata (es tassa di soggiorno per gli alberghi online) 498

      AGENZIA PARTECIPATA, Votanti 17686
      introduzione del principio generale del contraddittorio nell’ambito delle attività di verifica e di accertamento, per obbligare l’amministrazione finanziaria ad “ascoltare” sempre le ragioni del contribuente prima dell’adozione di accertamenti o atti impositivi nei suoi confronti 6228
      rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione fiscale potenziando lo scambio di informazioni tra autorità amministrative, nazionali e sovranazionali, e l’utilizzo delle informazioni dei big data 4401
      favorire l’emersione di base imponibile attraverso misure premiali per i contribuenti che richiedono l’emissione di ricevute e scontrini fiscali 3734
      eliminazione obbligo di adeguamento ai ricavi determinati mediante strumenti standardizzati di determinazione del reddito (es. studi di settore e nuovi parametri) 3323

      RISCOSSIONE GIUSTA, Votanti 17296
      internalizzazione del servizio di riscossione da parte degli enti impositori con esclusione del ricorso agli agenti della riscossione, riducendo così l’aggravio di costi (aggi e mora) a carico dei contribuenti 7602
      introduzione del principio della responsabilità patrimoniale dei funzionari pubblici per i danni erariali cagionati allo Stato 5052
      introduzione di procedure volte al risarcimento diretto dei danni cagionati dall’attività illegittima dell’amministrazione finanziaria (in fase di accertamento e riscossione) 2197
      rafforzamento e razionalizzazione degli attuali strumenti di riduzione dell’indebitamento riducendo il ricorso alle esecuzioni forzate sui beni personali del debitore 1988
      potenziamento della procedura speciale di sospensione amministrativa della riscossione 457

      TUTELA AUTONOMA (PRIMA) E PROCESSO EFFICIENTE (DOPO), Votanti 17075
      potenziare l’autotutela amministrativa al fine di ridurre il contenzioso ed agevolare la difesa preventiva nei confronti degli atti illegittimi dell’amministrazione finanziaria 9889
      revisione del sistema giudiziario tributario finalizzato all’introduzione di giudici di ruolo a tempo pieno 7186

      FISCO A++, Votanti 17297
      incentivi fiscali alle attività a minor impatto ambientale ovvero che apportano benefici in termini di tutela dell’ambiente e riduzione degli agenti inquinanti, tra cui la promozione del riciclo e riutilizzo di beni usati, delle fonti rinnovabili, delle produzioni a km zero, delle fonti alternative alle fonti fossili per l’autotrasporto 10059
      promozione e diffusione di sistemi di certificazione basata sull’analisi di ciclo di vita (LCA), anche al fine della tutela del “Made in Italy”, inizialmente volontaria e solo successivamente resa obbligatoria prevedendo un adeguato indennizzo, anche in forma di riduzione di imposte e agevolazioni fiscali, in particolare per le micro, piccole e medie imprese; 3298
      introduzione di un Tributo Unico Ambientale sui consumi e sulle produzioni di beni e servizi, anche in sostituzione alla vigente normativa fiscale sulle accise 1998
      revisione organica delle imposte/sussidi procedendo all’eliminazione di quelle risultate non efficaci per la tutela ambientale e conseguente introduzione di misure che attualmente ancora mancano nel nostro ordinamento (es. Carbon Tax) 1942

       

      #ProgrammaGiustizia: I processi di mafia nelle sedi delle Corti d’Appello

      Il Blog delle Stelle

       
      #ProgrammaGiustizia: I processi di mafia nelle sedi delle Corti d'Appello

      #ProgrammaGiustizia: I processi di mafia nelle sedi delle Corti d’Appello

       

      Ad oggi, grazie alla lungimirante intuizione e geniale visione di Giovanni Falcone, esistono le Direzioni Distrettuali Antimafia con procuratori, cioè organi requirenti, specializzati in ogni sede di Corte d’appello, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo con unica sede a Roma. Il MoVimento 5 Stelle chiede se siete d’accordo nel prevedere che tutti i processi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso si celebrino presso le sedi delle Corti d’Appello, formate da Giudici specializzati e muniti di idonee strutture. Prevedere dunque che oltre ai PM, chi è chiamato a giudicare, abbia la stessa specifica competenza e formazione di coloro, come i magistrati requirenti, che compiono indagini di contrasto alle mafie.

      di Mattia Alfano, avvocato

      Il quesito a cui siete chiamati a rispondere riguarda la possibilità o meno di istituire presso le Corti di Appello delle sezioni di giudici specializzate per i reati di criminalità organizzata. Per comprendere questo quesito, occorre sapere prima un dato preliminare, ossia che la magistratura è suddivisa in due organi: uno requirente e inquirente, che sono cioè i pubblici ministeri e i procuratori generali che si occupano principalmente della fase investigativa, cioè di ricostruire la fondatezza delle accuse e di stabilire se sussistano degli elementi per poter mandare una persona a processo.

      E poi ci sono i giudici, che sono le persone sono chiamate a stabilire la colpevolezza o l’innocenza era una persona accusata di un reato.
      Nel 1990 Giovanni Falcone ci ha lasciato una grande eredità: le sezioni distrettuali antimafia. La sua intuizione geniale è stata quella che, per combattere il fenomeno della criminalità organizzata, sarebbe stato necessario istituire degli organi ad hoc specializzati su questa tipologia di crimini accentrate presso i distretti di corte d’appello. Questo perché la criminalità organizzata ha delle particolarità tali per cui è necessario che ci siano dei magistrati inquirenti, specializzati sulle modalità operative di questa criminalità. E soprattutto che questi magistrati siano fra di loro coordinati, e abbiano una base regionale. Proprio perché la criminalità organizzata ha delle manifestazioni a carattere locale, ma poi si sviluppa su base regionale e base nazionale.

      La proposta del Movimento 5 Stelle
      vuole istituire accanto a quelli che sono degli organi inquirenti, che già esistono, anche degli organi decisionali su base regionale che si occupino esclusivamente di criminalità organizzata. La lotta alla mafia richiede persone esperte che siano specializzate nel combattere questa tipologia di crimine. La criminalità organizzata spesso si manifesta con piccoli crimini su base locale, ma poi ha la sua manifestazione più grande su ramificazioni ed espressioni che si sviluppano su base regionale e nazionale. Spesso il singolo crimine su quale il magistrato è chiamato a decidere in realtà è la punta dell’iceberg; e la parte sommersa è quel molto di più su cui il magistrato dovrebbe avere conoscenze base per essere chiamato a decidere in senso completo e compiuto.

      La proposta del Movimento 5 Stelle quindi vuol istituire degli organi decisionali che siano esperti su questa tipologia di crimine e che abbiano una base regionale, proprio perché c’è la consapevolezza che la tipologia del crimine messa in atto dalla criminalità organizzata di stampo mafioso è una tipologia di crimine che per essere pienamente apprezzata, in concreto, dal magistrato, ha bisogno di una base più ampia rispetto a quella del singolo magistrato di ciascun tribunale.

      Dicevano gli antichi “scientia est potentia” cioè che la conoscenza è potere. La nostra volontà è quella di creare dei magistrati più esperti, più competenti, per far sì che la magistratura sia anche più forte nel momento in cui va a decidere i reati di criminalità organizzata. La criminalità organizzata deve avere una risposta dura da parte dello Stato, la volontà di creare dei magistrati più esperti è quella di creare anche dei magistrati più preparati, e quindi anche più forti nel combattere la criminalità organizzata.