NO ai rifiuti SI al distretto agroalimentare

NO ai rifiuti SI al distretto agroalimentare

Venga impedita la concessione per la costruzione di una piattaforma per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti in Località Cammarata, nel comune di Castrovillari. A riguardo ho depositato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’ambiente e dell’agricoltura. La richiesta di autorizzazione è per un impianto che sarebbe pronto ad ospitare una quantità rifiuti pari ad oltre la metà di quelli prodotti dall’intera regione Calabria nel 2015. Un mega impianto, che sorgerebbe nel cuore del Distretto Agro-alimentare di Qualità (DAQ) di Sibari, istituito con specifica legge regionale. Da tale distretto, che ho visitato insieme ai produttori la scorsa settimana, dipende il 45% della produzione agroalimentare di tutta la Calabria e vi trovano lavoro circa 5 mila addetti. Non è assolutamente opportuno calpestare questa importantissima realtà che nonostante la crisi riesce a garantire occupazione rispettando la vera vocazione del territorio. Se la mia proposta, che vieta la costruzione di impianti inquinanti nei pressi di colture di pregio fosse legge, questo impianto non si potrebbe costruire a prescindere.
La realizzazione di questo impianto nel DAQ di Sibari sarebbe una grave miopia politica e può diventare un pericoloso boomerang destinato ad affossare l’economia e le attività imprenditoriali agricole già esistenti, oltre che a costituire un danno d’immagine anche solo in fase di progetto. Inoltre, sappiamo bene che in Calabria la gestione dei rifiuti è spesso infiltrata dalla criminalità organizzata, per questo motivo sarebbe necessario costruire impianti di piccola portata in luoghi più idonei, in cui i rifiuti possano essere tracciabili e riconoscibili e non mega-impianti come quello di Cammarata.
Nella mia interrogazione ho chiesto al governo di intervenire al più presto per opporsi alla eventuale concessione dell’autorizzazione e di tutelare la vera economia del territorio. Il progetto, infatti, è palesemente inammissibile perché aperto alla ricezione di rifiuti provenienti da altre regioni italiane, in evidente violazione con i principi nazionali ed europei. La regione Calabria non può rimanere ancora indifferente, invito il Presidente Oliverio e l’assessore Rizzo a bloccare subito questa ennesima porcata.

 
 
 

Siccità: il Governo annuncia oltre 700 mln euro ma senza piano. Occorre migliorare rete irrigua e sistema assicurazioni.

Siccità: il Governo annuncia oltre 700 mln euro ma senza piano. Occorre migliorare rete irrigua e sistema assicurazioni.

 

Il Governo annuncia un pacchetto di investimenti per complessivi 700 milioni di euro nei prossimi anni ma senza spiegare come intenda verificare a livello nazionale, e in via preliminare, le opere irrigue esistenti e l’operato dei diversi consorzi né ha spiegato con quale cronoprogramma intenda realizzare la riprogettazione della rete idrica e di quella consortile.
Questo è quanto abbiamo appreso a seguito della risposta del Ministero delle Politiche Agricole al nostro question time sulle ripercussioni della siccità nel settore agricolo.
Il Ministro Martina si è soffermato sulla dotazione finanziaria che da sola non è sufficiente a garantire una corretta gestione della risorsa idrica in agricoltura, vista soprattutto la situazione a macchia di leopardo che ad oggi ne caratterizza la gestione. Da un lato infatti ci sono opere per le quali i soldi tardano ad arrivare e dall’altro, i consorzi che non garantiscono una trasparenza nella gestione dei fondi per gli interventi necessari. Inoltre il ministro dice che ‘proprio in questi giorni pervengono le proposte progettuali per l’efficientamento nell’uso dell’acqua in agricoltura con investimenti mirati atti a migliorare la capacità di accumulo delle acque e le modalità di gestione della risorsa idrica a fini irrigui’. Una questione nota da tempo e che testimonia come non ci sia ancora un cronoprogramma per la prevenzione della siccità ma che si è ancora alla fase embrionale della presentazione dei progetti. Senza pianificazione si rischia di replicare la cattiva gestione della risorsa idrica e dei soldi pubblici affidandosi all’onestà delle singole realtà territoriali. Chiediamo inoltre l’introduzione di un Piano Nazionale degli Invasi per poter trattenere le acque di pioggia, creando riserve utili e limitando il rischio idrogeologico per le comunità, visto che attualmente riusciamo a preservarne solo l’11%.
Migliorare la rete irrigua e il funzionamento del sistema di assicurazioni per gli agricoltori per prevenire l’emergenza idrica legata alla siccità e le relative conseguenze negative sui raccolti è, in sintesi, il contenuto di una nostra risoluzione presentata in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.
Ad oggi le anomalie legate al cambiamento climatico, in particolare l’incremento della temperatura e la scarsità di pioggia, hanno provocato danni al comparto che, secondo le prime stime di alcune associazioni di categoria, si attestano intorno al miliardo di euro. Un fenomeno ormai noto da tempo che andrebbe riconosciuto e prevenuto, innanzitutto come una crisi ecologica oltre che produttiva, prima di trovarsi a fronteggiare l’ennesima emergenza. Stando alla situazione attuale, chiediamo che quindi sia promosso il sistema assicurativo agevolato, anche tramite i servizi Ismea e Rete Rurale per potenziarne la struttura informativa, e migliorato ulteriormente attraverso una più efficace organizzazione delle procedure, prevedendo che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, rediga il Piano Assicurativo annuale e predisponga la possibilità di presentare la Manifestazione di interesse o il Piano Assicurativo Individuale nel corso del mese di ottobre al fine di consentire la sottoscrizione delle coperture assicurative già dai primi giorni di novembre e a prevedere la possibilità di validazione dei criteri di risarcimento delle polizze da parte del Ministero evitando il silenzio-assenso al fine di avere polizze assicurative chiare e in tempo per i periodi più critici.
Tra gli interventi proposti per migliorare l’approvvigionamento idrico: velocizzare il completamento delle opere irrigue, pubblicare ed aggiornare costantemente l’avanzamento dei lavori al fine di registrare i progressi compiuti; promuovere ed incentivare l’uso di sistemi irrigui di precisione e della rete IRRIFRAME e ad aggiornare i dati presenti nel SIGRIAN.

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Il #MetodoRepubblica denunciato all’ordine dei giornalisti

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Il #MetodoRepubblica denunciato all'ordine dei giornalisti

Il #MetodoRepubblica denunciato all’ordine dei giornalisti

di Davide Casaleggio

Stamani ho avuto conferma che l’Ordine dei Giornalisti ha ricevuto il mio esposto riguardo il #MetodoRepubblica. Dato che il direttore di Repubblica Calabresi non è riuscito a dire nemmeno il giorno del fantomatico incontro che ha sbattuto in prima pagina secondo il famigerato #MetodoRepubblica, nell’esposto ho prodotto le prove di come il bugiardo non fossi io.

Considerando l’intero periodo di tempo indicato da Repubblica (l’arco di una decina di giorni prima dell’affossamento della legge elettorale in Parlamento) non era possibile un incontro a Milano. Infatti per quattro giorni io ero all’estero e per i restanti Salvini era in piena campagna elettorale in giro per l’Italia: fa fede la sua agenda pubblica. 

Sembra ormai una pagliuzza, ma credo che la libertà di stampa passi anche dal valore e verità delle notizie. Oltre al fatto che non tollero di essere tacciato di bugiardo da chicchessia.

Ora esprimersi tocca all’ordine dei giornalisti. Confido nel fatto che abbiano il coraggio di fare ciò che è giusto e sanzionare questo comportamento scorretto.

#MetodoRepubblica

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Sedriano, comune a 5 stelle premiato con 1 milione di euro

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Sedriano, comune a 5 stelle premiato con 1 milione di euro

Sedriano, comune a 5 stelle premiato con 1 milione di euro

di Elisabetta Alì – Assessore al Bilancio di Sedriano

Da poco più di un anno amministriamo Sedriano, in Lombardia, dopo i disastri delle vecchie amministrazioni che avevano portato allo scioglimento per mafia della giunta comunale. Era una sfida difficile, ma oggi iniziamo a raccoglierne i frutti. Il Comune, grazie a questa giunta di “inesperti“, riceverà in premio quasi un milione di euro (956.445 euro) dal Ministero per essere riuscito ad adempiere alle tante scadenze fissate dal decreto sul Fondo di solidarietà comunale 2016, come la trasmissione del Bilancio di previsione, la certificazione del rendiconto e rispondendo positivamente al questionario della SOSE (la società del ministero sugli studi di settore) sui fabbisogni standard. Insomma la macchina amministrativa ha funzionato in maniera estremamente efficiente.

Siamo davvero soddisfatti, e ancora di più lo saranno i cittadini, dato che questi fondi verranno investiti per risolvere i problemi della città e dare ancora più forza all’attuazione del nostro programma elettorale, motivo per cui gli abitanti di Sedriano ci hanno scelto. Gli obiettivi sono la riqualificazione energetica degli edifici (senza dimenticare che abbiamo già dotato di impianto fotovoltaico la nostra scuola elementare), la manutenzione strutturata delle strade della città, il trasporto pubblico e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Le risorse fresche le abbiamo indirizzate sulla spesa corrente per le scuola, i servizi sociali nonché per la manutenzione del nostro verde cittadino.

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#ProgrammaFisco: Agenzia partecipata

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#ProgrammaFisco: Agenzia partecipata

#ProgrammaFisco: Agenzia partecipata

 

di Federico Macaddino, Analista economico-finanziario, Corpo ufficio studi di economie e fiscalità Federazione Dirpubblica

Il quesito agenzia partecipata individua nella premessa, sostanzialmente, tre grandi tematiche che potremmo riassumere così: il rapporto di fiducia reciproca tra Istituzioni e collettività e il ruolo dell’Agenzia delle Entrate, il principio della giusta imposizione fiscale sancito dall’articolo 53 della Costituzione. Nella seconda tematica si affronta il tema della partecipazione del contribuente in ogni fase del procedimento fiscale. Nella terza tematica l’azione di contrasto all’evasione. Conseguentemente, vengono forniti quattro obbiettivi che si possono riassumere in: funzione del contraddittorio tra Fisco e contribuente, misure premiali, strumenti d’indagine presuntivi e banche dati.

La parte di programma che mi è stata sottoposta cerca di risolvere una delle problematiche più delicate nel rapporto tra Stato e cittadino, ossia il rapporto fra Fisco e cittadino, e parte dal rapporto di fiducia e stima che esiste fra le Istituzioni e la collettività. È inutile nascondere che, in questo tipo di rapporto, siamo a dei minimi storici. Lo stesso nome del principale ente dell’amministrazione finanziaria, cioè l’Agenzia delle Entrate, oggi suona come altamente impopolare e andrebbe, anche solo per fini di marketing, mutato. Se a questo aggiungiamo i risultati sensibilmente scarsi di recupero del sommerso, il trend di semplificazione che è stato decisamente invertito negli ultimi mesi con una serie di provvedimenti che accrescono gli adempimenti fiscali e una gestione del personale alquanto discutibile così come dei fenomeni di corruzione, viene da pensare che questa amministrazione e quest’istituzione vada profondamente mutata.

Ciò, certo non è facile e quasi impossibile, se consideriamo che il cittadino ancora oggi viene visto come un potenziale evasore a prescindere, se consideriamo che il Fisco viene percepito come un nemico e, in buona sostanza, come un qualche cosa che sta aggravando la crisi economica, se il Fisco non riesce ad avere una contezza della realtà economica del Paese e quindi un controllo e un presidio del territorio e se il Fisco non dà soprattutto l’idea di rispettare la legge dello Stato all’interno, ancor prima che all’esterno, quindi è necessario un cambiamento di rotta, che vuol dire un cambiamento di organizzazione e di sistemi adottati dall’amministrazione finanziaria quindi, meno aziendalistici, meno alla ricerca del ricavo, più preventivi e tutoriali, probabilmente anche più legati all’analitico e alla realtà. Ciò non è possibile con una struttura, come quella di oggi, che lavora per obbiettivi e standardizzazione.

È necessaria un’amministrazione pubblica che adotti come mission principale il rispetto del Diritto tributario e non i numeri e l’incasso. Più autonomia a un ente come quello esistente oggi, comporta notevoli rischi perché non dimentichiamo che è l’ente più poderoso nell’apparato pubblico, ha un potere di invasività su ogni cittadino, dalla nascita a fin dopo la morte quindi, autonomia sì, ma con stretto controllo ministeriale e possibilmente parlamentare. È per questo che il primo intervento, a mio modo di vedere, va fatto proprio sul Ministero di Economia e Finanze, facendo riassumere a questo Ministero, con una guida di autorità politica consapevole e attenta, quelle funzioni che piano piano sono state transitate all’Agenzia: mi riferisco, ad esempio, all’interpretazione delle norme oppure al controllo e al cosiddetto auditing.

Per quanto riguarda il principio dell’articolo 53 Costituzione, vale a dire la capacità contributiva, semplificato nel quesito come giusta imposizione fiscale, va detto che questo principio è stato disatteso dall’introduzione di strumenti presuntivi negli ultimi anni della storia del Fisco italiano. E quando ci si scollega dai dati reali si corre il rischio di innescare sistemi di contrattazione del tributo, di mercanteggiamento con eccessiva discrezionalità, nei quali si può annidare certamente il germe della corruzione, come stiamo vedendo in molti casi concreti di recente. È necessario quindi, a mio modo di vedere, uscire dagli uffici, avere un contatto diretto con la realtà imprenditoriale e aziendale, conoscere la realtà economica del territorio, e controllarlo.

Basta, in altri termini, accertamenti a tavolino. L’85% delle imprese italiane ha una dimensione ridotta tale che può e deve essere riconosciuta. È necessario quindi avere una strategia di controlli mirati su attività, di solito, meno controllate e poi, in generale, sui bilanci delle imprese. Attività come enti no-profit, società di gestione di appalti pubblici, dove spesso si annida, anche qua, la corruzione.

Con riferimento ai grandi gruppi e alle società multi- e transnazionali, lì sì è necessario, invece, operare con i moderni sistemi d’indagine e di incrocio informatico delle banche dati, quindi, costituendo centrali di intelligence interforze e di cooperazione internazionale. Prioritaria in questo settore, appare l’istituzione di un’efficace ed equa web tax e un controllo sistematico sui gruppi bancari.

Non ultimo, direi che bisogna far entrare l’amministrazione fiscale, anche civile, nella lotta alla malavita organizzata e al malaffare, attualmente, se non proprio trascurata, ben poco praticata. Sullo scambio di informazioni tra autorità amministrative, infine, sarebbe, a mio modo di vedere, sufficiente attuare una legge che fu pensata tra il ‘93 e il ‘94 e partorita nel ‘97, nella quale veniva prevista la rete unica della pubblica amministrazione. È un qualcosa che non solo consentirebbe alle amministrazioni di avere un interscambio di informazioni, ma sgraverebbe i cittadini da una serie di domande e di requisiti che vengono chiesti per qualsiasi pratica amministrativa. Bisogna comunque fare molta attenzione a dare al campo accessibilità alle banche dati, delle regole procedimentali stringenti e precise, al fine di evitare quella che potrebbe essere anche una deriva “poliziesca”, tra virgolette, ovviamente, delle pretese di accesso a banche dati private e aziendali oppure a usi impropri di questi strumenti.

Fatto questo quadro generale, ora avete la possibilità di scegliere quali siano gli obbiettivi prioritari da perseguire nella riforma del Fisco.

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#ProgrammaFisco – Agenzia in rete

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#ProgrammaFisco - Agenzia in rete

#ProgrammaFisco – Agenzia in rete

 

di Raffaello Lupi, Professore ordinario di diritto tributario Università Tor Vergata

La determinazione delle imposte è dovuta, in gran parte, agli uffici contabili delle organizzazioni, quindi che ci sia una certa burocrazia è abbastanza normale, quando però ci sono uffici pubblici, grandi aziende, centri contabili che quindi incassano consumi e pagano redditi, fanno la ritenuta e le imposte, l’IVA e l’IRPEF, arrivano da lì. Noi abbiamo allargato questo modello, anche dove le organizzazioni contabili, gli uffici di ragioneria, non ci sono, oppure dove sono molto piccoli e quindi abbiamo creato, come dice il quesito, una burocrazia enorme, anche dove la burocrazia non nasce dalle esigenze genuine dell’organizzazione.

Finché hai una grande industria, una grande banca, c’è l’ufficio di contabilità e lui fa da esattore delle imposte, tassa i consumi e i redditi che paga, i consumi che entrano e i redditi che escono. Però dove c’è magari un artigiano o un piccolo commerciante, grossomodo gli abbiamo fatto fare le stesse cose e gli abbiamo imposto il commercialista. Il direttore amministrativo esterno che non gli serve. Ci vuole una piattaforma tecnologica in cui, invece di dare una volta l’anno la dichiarazione tributaria, il modello unico, gli dai tutto mano a mano che lo emetti, questo va benissimo se semplifichiamo l’incubo della fattura elettronica, che oggi è un incubo.

Le immunità, bisogna vedere perché oggi tutti, pure quelli che fanno un po’ di cresta sugli incassi, incassano 100 e registrano 60, comunque mandano tutto, e farebbero così anche nel sistema nuovo, quindi uno non si può mettere al riparo dall’accertamento presuntivo, che sembra una specie di vessazione. L’accertamento è sempre stato presuntivo. Cioè, se uno fa il pasticcere, compra farina e vende bignè corrispondenti alla metà della farina che ha comprato, si può ragionevolmente presumere che, con il resto della farina ha fatto bignè venduti senza registrare, quindi sulle immunità starei attento.

Cioè, deve essere comunque un quadro credibile della situazione della pasticceria, quello che viene dai dati comunicati all’Agenzia delle Entrate che, a questo punto, potrebbe benissimo cominciare a dire: “guarda che tu mi hai dichiarato queste cifre, stanno nel tuo cassetto fiscale, dimmi le altre cose che non mi hai comunicato, che ti succedono una volta l’anno, magari l’iscrizione alla Camera di Commercio, il pagamento dell’affitto alla padrona delle mura del negozio, e io ti preparo non il precompilato dei lavoratori dipendenti, ti faccio trovare online quella che potrebbe essere la tua dichiarazione” cioè c’è ancora molto da fare.

Lo scudo fiscale, di cui alla lettera “B” invece, sì lo scudo fiscale te lo do, cioè non mi posso reinterpretare a caso i dati forniti però devono essere dati congrui. La quarta, la lettera “D” ha una sua logica però, diciamo, è abbastanza di nicchia perché riguarda soltanto le prenotazioni online, gli alberghi online, è senz’altro giusta ma non è di portata generale come le altre. Ecco, ci sono due risposte, la lettera “A” e la lettera “C”, che riguardano il dialogo telematico fra contribuenti e Agenzia che però, non dev’essere inteso in senso ragionieristico-contabile. I dati telematici servono per una valutazione di ragionevolezza del ristorante, del bar, del rivenditore di calzature.

    Darsena, l’ennesima occasione persa di Sala e dei suoi

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    Darsena, l’ennesima occasione persa di Sala e dei suoi

    Darsena, l’ennesima occasione persa di Sala e dei suoi

    di MoVimento 5 Stelle Milano

    Un quartiere di storia, tradizione e cultura milanesi che, grazie alle decisioni della giunta Sala, rischia di diventare una semplice fonte di profitti e palcoscenico di movida selvaggia.

    Ci riferiamo al regolamento della Darsena approvato il 17 maggio in consiglio comunale – con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle. Un’accozzaglia di norme e regolette che non tutela né i valori architettonici e storici del quartiere né la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini che in Darsena (e nelle zone limitrofe) ci abitano e di tutti coloro che vi trascorrono del tempo.

    Fatta eccezione per l’importante sezione dedicata alla pesca sportiva in Darsena, senza la quale le nostre vite molto probabilmente non sarebbero state più le stesse, le priorità della giunta sono state la regolamentazione dei canoni di affitto giornaliero e le norme per le concessioni temporanee dello spazio per l’ormeggio. Peccato che, di contro, niente si sia fatto per rimuovere le imbarcazioni prive di licenza, come richiesto da ben due sentenze e sulle quali il comune non ha fatto nulla per ottenerne il rispetto. Per non parlare poi di nuove imbarcazioni che su segnalazione sempre dei Comitati, sono comparse magicamente in Darsena senza rispettare alcuna distanza massima prevista dal regolamento tra un argine e l’altro.

    E sì, che i cittadini di richieste all’amministrazione ne hanno fatto e neanche poche (e di poco conto!): dal limitare la durata delle concessioni ad un anno all’affidare ai Municipi il monitoraggio sull’attuazione del Regolamento e sulle concessioni, fino al porre un limite mensile per gli eventi organizzati in Darsena.

    E il comune cos’ha fatto? Ha organizzato un tavolo di confronto o una commissione congiunta dedicata al tema? Un dibattito costruttivo per poter arrivare ad una proposta condivisa? Risposta negativa, niente di tutto ciò! La partecipazione tanto conclamata dalla giunta Sala è rimasta, ancora una volta, una parola nel vuoto.

    Con il risultato che la Darsena continuerà a essere un’area dove il disordine imperante, la congestione del traffico, il degrado e la scarsissima sicurezza la fanno da padrone.

    L’ennesima occasione persa da questa maggioranza che, dopo aver impostato la campagna elettorale sui temi del decentramento e della partecipazione attiva, decide – ancora una volta – senza interpellare né i cittadini né i consiglieri di municipio.

    Chissà, se la Darsena potrà mai tornare a essere un quartiere simbolo della città di Milano, dove i residenti siano felici di abitare. Confidiamo nel futuro ma, ahimè poco, in questa maggioranza…

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    Lotta ai bagarini on line

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    Lotta ai bagarini on line

    Lotta ai bagarini on line

    di Sergio Battelli, M5s Camera

    Dieci indagati per una truffa che ammonta a un milione di euro. È il nuovo triste bilancio dell’inchiesta sul bagarinaggio on line partita a Milano che sta passando al setaccio la vendita dei biglietti dei tour di big della musica, dagli U2 ai Coldplay fino a Bruce Springsteen, e che coinvolge le grandi società di organizzazione di eventi. Una notizia che arriva come una tremenda freddura prima dell’estate, quando imperversa la stagione di festival e concerti.

    Una speculazione ai danni dei fans ma anche delle casse dello Stato, e quindi di tutti i cittadini, visto che, insieme a prezzi gonfiati, sarebbe in corso una vera e propria evasione fiscale.

    Secondo i magistrati infatti i ticket ‘incriminati’
    dei concerti italiani sarebbero stati passati a società straniere per aumentarne il prezzo fino al 90% del valore originario. Insomma, un doppio danno che dimostra l’inefficacia dell’intervento del Pd nell’ultima Legge di Stabilità, che si è limitato a inasprire le multe, fino a 160mila euro, per il fenomeno del cosiddetto ‘secondary ticketing’ (o bagarinaggio on line); multe che, a quanto pare, non sono servite a scoraggiare i ‘trafficanti di biglietti’.

    Purtroppo ci troviamo di nuovo a fare la parte della Cassandra inascoltata. Ebbene sì: non solo avevamo detto che la sola azione punitiva voluta dal Pd non sarebbe stata sufficiente ma, in tempi non sospetti, avevamo offerto, con una nostra proposta di legge http://www.ilblogdellestelle.it/stop_al_bagarinaggio_on_line_arriva_la_legge_m5s.html, anche la soluzione per prevenire e stroncare all’origine il bagarinaggio on line.

    Ne ricordiamo i punti principali: tutte le società che svolgono sul mercato italiano operazioni di compravendita online di titoli d’ingresso per concerti o qualsiasi evento artistico o musicale dal vivo sono obbligate a dotarsi di strumenti efficaci volti a bloccare i software usati per l’acquisto massivo di ticket. E ancora: obbligo di biglietti nominativi per spettacoli dal vivo con più di mille spettatori, il cui acquisto sarà possibile solo attraverso la registrazione con un documento di identità valido fino a un numero massimo di cinque ticket indicando i rispettivi nominativi dei destinatari. Il biglietto acquistato potrà essere venduto unicamente tramite siti principali o secondari o box office autorizzati che provvederanno a cambiare l’intestazione nominale del nuovo acquirente, il quale, per accedere allo spettacolo, dovrà poi essere riconosciuto.

    Chi non rispetta queste regole, acquistando illegalmente per sé o per altri ticket senza indicare il nominativo del titolare, sarà punito con multe da 100 a 2000 euro. Prevista invece la reclusione da sei mesi a tre anni e multe da 51 a 1.032 euro per chi ‘riproduce illegalmente o falsifica i titoli di ingresso ufficiali al fine di favorirne la commercializzazione sul mercato secondario’, come previsto dal nostro Codice penale.

    Caro ministro Franceschini, è semplice, no? Cosa manca ancora? Ah già… la solita ‘volontà politica’!

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    Sport: per l’Italia, le atlete professioniste non esistono

    Sport: per l’Italia, le atlete professioniste non esistono

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    Anche i bambini sanno che in Italia esiste una legge che disciplina lo sport professionistico, com’è giusto che sia. Però i cittadini sono completamente all’oscuro del fatto che tale legge, per quanto riguarda lo sport professionistico femminile, è rimasta lettera morta: vale solo per gli uomini, cioè per le discipline maschili.
    E’ un provvedimento del 1981, mica del medioevo, e oltretutto è fin dai lontani anni ’60 che campionesse di tutto il mondo hanno cominciato a fare del loro sport una professione. Ma in Italia ci si è dormito su , Coni e Federazioni non hanno mai applicato le norme, finendo col determinare delle vere e proprie assurdità.

    Ad esempio, esistono sport (come basket, volley, ciclismo) dove è consentito utilizzare dei visti per atlete extracomunitarie, ma non è permesso considerarle professioniste. E’ un’evidente contraddizione: se si possono usare dei visti, come è possibile non ci sia professionismo? Sono qui per fare le turiste?

    A distanza di oltre trent’anni dall’approvazione della legge, serve dunque estendere subito le tutele dello sport professionistico anche alle discipline femminili, secondo i principi costituzionali. Siamo davanti a una discriminazione evidente inaccettabile in uno Stato di diritto. Per questo oggi il M5S ha illustrato la sua interpellanza urgente in aula, sollecitando una risposta al governo.

    Governo che finora si è occupato di sport solo sotto forma di tweet da tifosi, e di diritti delle donne solo a suon di assurda propaganda. Sarebbe ora di pensare a quei diritti, semplici e ovvi, che però sono ancora negati.

    Simone Valente, M5S Camera

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    #5giornia5stelle 128° puntata, 30 giugno 2017

    #5giornia5stelle 128° puntata, 30 giugno 2017

    Rodotà. E’ stato molto più che il nome di un candidato alla Presidenza della Repubblica in quei giorni del 2013, i primi di questa legislatura chiamata subito a scegliere un nuovo presidente. E’ stato un uomo che, scelto online dal MoVimento 5 Stelle, aveva unito tutti i cittadini italiani. Il Parlamento, o meglio il PD, proprio il suo PD, però non lo ha voluto, consumando così una frattura con la sua base, alimentata negli anni a seguire con uno stile di governo distante dalle necessità e dalle richieste dei cittadini, leit motiv di questa 17esima legislatura di cui dunque quel momento, quei iiorni, sono stati presagio.
    Stefano Rodotà ci ha lasciato ed è a lui ed al coro che gli tributarono nel 2013 i portavoce del MoVimento 5 Stelle riuniti che è dedicata l’apertura di questa nuova edizione di 5giornia5stelle. Enrico Cappelletti, nell’aula del Senato, esprime il cordoglio del MoVimento per la famiglia e per una nazione intera orfana di un padre dei difensori dei diritti civili e di un uomo che se eletto Presidente della Repubblica avrebbe cambiato i destini di questo Paese in meglio.
    Ci spostiamo a Montecitorio dove ascoltiamo Dalila Nesci, Alberto Zolezzi e Massimo Baroni parlarci dell’approvazione all’unanimità di una proposta del MoVimento che prevede la realizzazione di un registro tumori e del referto epidemiologico.
    Sempre alla Camera dei Deputati stavolta ascoltiamo Carlo Sibilia presentare le pregiudiziali di incostituzionalità circa il decreto che intende regalare altri soldi alla finanza per salvare, ma senza nazionalizzare, le banche venete.
    Ci occupiamo poi di Equitalia con Manuela Serra e di un nuovo regolamento parlamentare proposto dal MoVimento 5 Stelle – ce ne parla Danilo Toninelli – che renderebbe assai difficile la vita di chi vuole cambiare casacca una volta eletto deputato.
    Le nostre telecamere si trasferiscono in piazza davanti al Pantheon dove una delegazione del Movimento 5 Stelle formata tra gli altri da Manlio Di Stefano e Riccardo Fraccaro ha incontrato Coldiretti ed il presidente di Adusbef Lannutti per dire insieme no al trattato CETA. Ci aggiorna al riguardo anche la senatrice Elena Fattori.
    Spazio poi alla battaglia di Fedez e del MoVimento 5 Stelle in Italia ed in Europa contro il monopolio Siae, ce ne parla Isabella Adinolfi da Bruxelles, ed al suicidio politico, raccontato da Davide Crippa in aula della Camera, del PD circa la proposta che aveva presentato il MoVimento 5 Stelle assieme ad alcuni deputati dello stesso Partito Democratico per garantire agli italiani, specie del Sud Italia, una tariffazione della RCAuto più equa almeno per gli autisti virtuosi.
    Chiudiamo con un approfondimento a cura di Dario Tamburrano sulla robotica applicata alle serre ed all’agricoltura.
    Buon fine settimana a tutti!


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