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Il Reddito di cittadinanza abbatte la povertà e fa bene all’economia

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Progetto del nuovo ponte di Genova

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Monthly Archives: novembre 2016

Se Schäuble dice sì, #IODICONO

Se Schäuble dice sì, #IODICONO

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Dopo Angela Merkel, Barack Obama, la JP Morgan e il commissario europeo Pierre Moscovici, oggi un altro “megaburocrate” dice di augurarsi la vittoria del “sì” al referendum: Wolfgang Schäuble. Un personaggio inquietante che è stato definito ayatollah dell’austerità, Nuovo Führer, Cancelliere-ombra, salvatore dell’Euro. Schäuble è un uomo particolare: ogni volta che parla, qualche risparmiatore perde i suoi soldi. Come fa crollare le borse lui, nessun altro mai. Il ministro delle finanze tedesco è l’emblema dell’anacronismo, costantemente fuori dal tempo e dalla storia in ogni sua dichiarazione. È uno dei più alti rappresentanti di quella “generazione di tecnocrati” che non ne hanno azzeccata una da un ventennio a questa parte. In Italia, solo per fare qualche nome di spicco, possiamo citare gli ex presidenti del Consiglio Mario Monti, Romano Prodi e il loro attuale successore, il mai eletto Matteo Renzi.

Questi signori hanno due semplici cose in comune: la prima è una peculiarità, non sono mai dalla parte della ragione. La seconda è un fine, l’indebolimento del potere del popolo. Non ci stupisce dunque il “sì” del ministro tedesco Wolfgang Schäuble (e degli altri come lui), un uomo che ha disperatamente lottato per ridurre gli ellenici alla rovina in nome dei dogmi dell’Euro. Un signore che vorrebbe distruggere il welfare di Paesi come l’Italia per rispettare l’assurdo pareggio di bilancio che il suo collega Mario Monti è riuscito addirittura ad inserire in Costituzione.

Assieme al presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, il falco tedesco è il principale responsabile della catastrofe in cui versa oggi la cosiddetta “Zona Euro”. Germania e Olanda fanno registrare ogni anno abnormi surplus commerciali che costituiscono la principale ragione degli squilibri macroeconomici europei a danno dei Paesi mediterranei. Se tutti ci comportassimo con il loro egoismo, l’Europa non potrebbe esistere così come oggi non esiste la Grecia.

Wolfgang Schäuble è il simbolo di un passato lontano. Un passato nel quale le democrazie erano schiacciate da poteri e interessi di varia natura, nel quale il volere del popolo doveva fare i conti con il ricatto dei potenti. Un tempo in cui la strategia della paura – che oggi si ripropone nella nuova veste della finanza internazionale -, era l’unica via conosciuta per imporre decisioni folli e insensate. Il 4 dicembre gli italiani avranno la grande occasione per ribellarsi a questa miope tecnocrazia (che sta mangiando l’Europa dall’interno) difendendo la loro splendida Costituzione.

La rivoluzione della stampa 3D cambierà anche il settore dentale

La rivoluzione della stampa 3D cambierà anche il settore dentale

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L’Europa è pronta alla prossima rivoluzione industriale? Il Movimento 5 Stelle lo è almeno dal 2010, anno in cui Beppe Grillo parlava di stampa 3D mostrando al pubblico il funzionamento di uno dei primi prototipi. A molti sembrava un alieno: a quel tempo, che per la velocità a cui si muove oggi l’industria della stampa 3D sembra essere la preistoria, il fenomeno allargato della stampa 3D consumer era appena agli albori e pochissimi tra il pubblico ne avevano sentito parlare. Con una MakerBot (l’antenata delle Replicator) a fargli compagnia sul palco, veniva mostrato agli spettatori la rivoluzione industriale alle porte.

Oggi ricavano i principali vantaggi dalla personalizzazione di massa e dalla riduzione dell’utilizzo dei materiali i settori medicale e dentale, che rappresentano circa il 13,1% di utilizzo della manifattura additiva. La stampa 3D offre la possibilità di semplificare la catena di produzione e di ottenere strutture completamente dense ma contemporaneamente dotate di un livello di microporosità che consente di migliorare la osteo-integrazione degli impianti: decine di migliaia di impianti metallici fabbricati in 3D sono già prodotti ogni anno.

Attualmente vengono realizzati ogni anno diversi milioni di stampi e di corone 3D. Tempo fa, la rivoluzione ha mosso i primi passi nel settore con la realizzazione di protesi dentali, intarsi, corone e ponti attraverso i sistemi di CAD-CAM dentale. I costi in costante diminuzione, grazie anche all’introduzione di una nuova gamma di scanner intra-orali digitali, garantiranno ulteriori sviluppi. Si prevede che la manifattura additiva verrà sempre più impiegata per la fabbricazione di protesi, un campo che attualmente è dominato dalle tecnologie “sottrattive”.

Si parla di questo e molto altro nell’evento “LA RIVOLUZIONE DELLA STAMPA 3D E IL SETTORE DENTALE: OPPORTUNITA’, SFIDE ED APPLICAZIONI FUTURE“, organizzato dal portavoce al Parlamento europeo Dario Tamburrano.

Qui la diretta streaming:

Correva l’anno 2012, Beppe Grillo anticipava i tempi parlando di stampa in 3D:

Glifosato, ora la Corte di Giustizia vuole trasparenza

Glifosato, ora la Corte di Giustizia vuole trasparenza

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La Corte di Giustizia dell’UE smonta l’EFSA e prosegue la commedia tragicomica del glifosato. Lo scorso 23 novembre è stata accolta la richiesta (qui il documento) di Greenpeace e del Pesticide Action Network (PAN) Europe, che stabilisce come i test di sicurezza condotti dalle aziende chimiche per valutare i pericoli dei pesticidi debbano essere resi pubblici.

Il Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo – dopo la pubblicazione dei dati EFSA sul glifosato (risultati che tendevano a scagionare il pesticida contraddicendo lo IARC) – aveva denunciato l’enorme conflitto d’interessi che sta alla base di alcune valutazioni: le analisi comprendevano dati forniti dalle stesse aziende che producono i pesticidi. Nel caso del glifosato, quindi, dalla Monsanto. È inammissibile considerare che i test di valutazione sulla sicurezza delle sostanze analizzate siano effettuati dalle stesse aziende che dovrebbero essere monitorate.

Questa sentenza stabilisce come le autorità siano obbligate a pubblicare tutti gli studi utilizzati per le valutazioni del rischio pesticidi e le loro fonti. Non sarà più ammissibile coprirsi dietro la segretezza sbandierata per proteggere oscuri interessi commerciali delle aziende. Questo atto di trasparenza dovrà essere eseguito in automatico e non solo a seguito di richieste di accesso ai dati.

Il quadro istituzionale si aggrava ulteriormente se consideriamo come, nel lontano marzo 2016, la stessa EFSA dichiarava come mancassero i dati necessari per escludere che il glifosato fosse o meno un interferente endocrino. Alla luce del principio di precauzione e nel quadro delle regole UE, inoltre, il Mediatore Europeo aveva ruvidamente strigliato la Commissione Europea per l’abitudine di approvare i prodotti fitosanitari anche quando mancano dati sulla loro sicurezza.

La portavoce Eleonora Evi: “Il Movimento 5 Stelle, come sosteneva ormai un anno fa, chiede che le fonti degli studi EFSA vengano rese pubbliche. L’agenzia aveva rimesso in discussione la cancerogenicità del pesticida, sbilanciando il giudizio delle istituzioni e giustificando le azioni di alcuni gruppi politici al Parlamento europeo. È arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte, al fine di fare luce sul ruolo dell’EFSA e per salvaguardare la salute, quindi il futuro di generazioni di cittadini europei“.

Video archivio (marzo 2016). La denuncia dei portavoce:

 

Con i robot sparirà il 66% del lavoro umano #QuartaRivoluzioneIndustriale

Con i robot sparirà il 66% del lavoro umano #QuartaRivoluzioneIndustriale

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Le conseguenze della Quarta rivoluzione industriale sul mondo del lavoro potrebbero essere disastrose. Secondo uno studio dell’ONU, presentato durante l’ultima Conferenza su Commercio e Sviluppo (UNCTAD), l’intelligenza artificiale farà sparire il 66% del lavoro umano. Per il Movimento 5 Stelle l’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Nessun cittadino deve restare indietro! Come dice Beppe Grillo: “ci aspetta un futuro dove il mercato non potrà più ricattare nessuno perché al centro si sarà l’individuo che attraverso un reddito di cittadinanza o universale potrà scegliersi il lavoro che ama e non il contrario”. Se governata bene e con saggezza, la #QuartaRivoluzioneIndustriale è un’opportunità perché ci regalerà il reddito di cittadinanza.

Che cosa è davvero la quarta rivoluzione industriale? Il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa – attraverso interviste, storie, inchieste e approfondimenti tematici – sta raccontando questo cambiamento irreversibile. Oggi, dopo aver mostrato la stampante 3D che cura i malati, raccontiamo Watson, il primo sistema di intelligenza artificiale al mondo.

VIDEO. Intervista a Fabio Renzi, Direttore tecnologia e innovazione IBM Italia.

“Watson è il sistema di intelligenza artificiale di IBM che abbiamo creato per aiutare l’uomo a prendere decisioni migliori. È una rivoluzione nell’ambito del computing perché si lavora su tre macroaree: il computer riconosce il linguaggio naturale sia nei testi che nelle immagini, il computer autoapprende e questa è una grande novità rispetto ai linguaggi tradizionali e, infine, il computer è il sistema di supporto alle decisioni umane. Per quanto riguarda il mondo della sanità, Watson è uno strumento a supporto della diagnosi, di migliori terapie e di una migliore refertazione medica. Ci sono numerosi settori con i quali si può lavorare. Abbiamo iniziato con l’oncologia ma ce ne sono altri, attualmente, sotto analisi per l’applicazione.

L’Italia ha sicuramente delle enormi capacità intellettuali ma nell’area della tecnologia e dell’intelligenza artificiale ha degli ampi spazi di lavoro. Applicandoli sia nel settore pubblico che privato ci possono essere dei risparmi anche dal punto di vista economico e per una maggiore qualità dal punto di vista sanitario. L’intelligenza artificiale può portare, quindi, miglior qualità del servizio e migliore efficenza nell’erogazione dello stesso.

Tutta la robotica sta aiutando a fare maggiore efficienza e rende più sostenibile il nostro sistema sanitario che è già uno dei migliori al mondo. Le principali aree di applicazione sono la diagnostica, la terapeutica, l’eldercare e cioè l’assistenza agli anziani ma anche ai bambini e ai pazienti adulti. Questo collegamento è molto interessante e va approfondito”.

Leggi l’intervista a Giuseppe Banfi, direttore scientifico IRCCS Galeazzi di Milano sulla stampante 3D che cura i malati.

Seguiteci sui social network usando l’hashtag #QuartaRivoluzioneIndustriale. Aiutateci a cambiare l’Italia. Non perdiamo questa storica occasione di rilancio del nostro Paese.

Terremoto: il Senato voti nostre proposte

Terremoto: il Senato voti nostre proposte

Terremoto: il Senato voti nostre proposte

di Parlamentari MoVimento 5 Stelle

Mentre il governo tiene da mesi in ostaggio l’Italia sul Referendum, là fuori c’è il Paese che continua a vivere, o a sopravvivere. C’è anche un’Italia ai piedi delle macerie, quella colpita dal terremoto.

Siamo tornati in quei territori e continueremo a farlo perché i riflettori non devono spegnersi, perché oltre a lottare nelle istituzioni per ottenere i migliori provvedimenti possibili per la popolazione, vogliamo toccare con mano il loro dramma, vedere sul campo se quello che succede corrisponde a quello che viene raccontato.

Questo è il quadro, attualmente: il governo ha cercato di garantire 97 milioni alla Ryder Cup (l’abbiamo fermato in tempo), ha trovato 45 milioni di euro per il G7 a Taormina e si è battuto come un leone per consentire al governatore De Luca di diventare commissario alla sanità campana (ci è riuscito), ma le nostre proposte per le popolazioni colpite dal terremoto le ha bocciate.

Ci riferiamo all’emendamento che destinava 300 milioni di euro in più nei prossimi tre anni per la ricostruzione e a quello attraverso il quale il microcredito sarebbe stato reso più semplice e accessibile per le imprese delle zone colpite.

Non solo governo e maggioranza hanno bocciato questi provvedimenti, ma non hanno proposto nulla: spazio per compiere uno sforzo in più sul terremoto non c’è stato.

Nel frattempo le squadre al lavoro per monitorare l’agibilità delle abitazioni hanno difficoltà ha smalire l’enorme mole di lavoro, le casette non vedranno la luce prima di alcuni mesi, obbligando i terremotati a passare l’inverno in situazioni di fortuna, le tensostrutture per i ricoveri degli animali delle aziende zootecniche arrivano alla spicciolata e tanta gente sta vivendo al freddo o lontana da casa, nella totale incertezza.

Stavolta non diciamo più che siamo disponibili a collaborare, ma che chiediamo collaborazione. L’ultima speranza per quelle popolazioni è che nel passaggio della Legge di Stabilità al Senato il governo approvi queste misure, altrimenti il Governo dovrà assumersi le sue responsabilità.

 

Napolitano sbugiarda Renzi: non si vota per tagliare le poltrone #GrazieGiorgio

Napolitano sbugiarda Renzi: non si vota per tagliare le poltrone #GrazieGiorgio

Napolitano sbugiarda Renzi: non si vota per tagliare le poltrone #GrazieGiorgio

di MoVimento 5 Stelle

Qualche giorno fa il vero autore della riforma costituzionale, il bis presidente emerito Giorgio Napolitano è andato in Tv da Vespa e ha smontato in meno di un minuto le balle più grandi della propaganda di Renzi sul Sì: non si vota per tagliare le poltrone dei parlamentari! Non si vota contro la casta! Riportiamo nel video sopra e testualmente di seguito quanto affermato dal bis-emerito:
Si vota quello che è scritto nella legge (di riforma costituzionale, ndr). Su quello si vota. E non si vota nemmeno per le motivazioni che il presidente del Consiglio dà liberamente di questa riforma. Io per esempio non ritengo affatto che si debba considerare uno dei motivi e uno degli obiettivi della riforma tagliare il numero dei parlamentari. L’obiettivo non è tagliare, come si dice un po’ assurdamente, le poltrone dei parlamentari. Perchè se no qui arriviamo a delle conseguenze molto pericolose con questo tipo di argomentazioni. Io non condivido quelle motivazioni.

Per il padre della riforma costituzionale è assurdo tagliare le poltrone, capito? Renzi “dà liberamente” delle motivazioni, ma sono balle propagandistiche per convincere gli indecisi. Chi voterebbe una riforma così? L’unica è raccontargli cazzate, e in questo il presidente del Consiglio è il numero uno. Si vota per quello che è scritto nella riforma: non si tagliano i senatori, si taglia il diritto dei cittadini di votare i senatori. Chapeau Napolitano, per la seconda volta. Essere sinceri, ribadire l’appartenza alla Casta e sbugiardare Renzi in un colpo solo non è da tutti. #GrazieGiorgio per questi rari 40 secondi di sincerità. Fate vedere a quante più persone potete il video! Mancano 5 giorni al voto e informare tutti correttamente è il nostro primo dovere.

 

A Roma si cambia davvero. Ecco la nuova raccolta differenziata

 

di Virginia Raggi

Abbiamo avviato un nuovo corso e una nuova stagione per Ama che segna una netta discontinuità con il passato. Una svolta per Roma che si fonda su tre assi: ripristino del servizio di ritiro a domicilio per gli ingombranti che partirà il primo dicembre con un numero telefonico dedicato; progettazione di nuove isole ecologiche, collocate perlopiù in periferia e in quei quartieri che ne erano sprovvisti; un piano articolato per garantire, nell’arco di un anno, lo sviluppo a 360 gradi della raccolta differenziata presso le utenze non domestiche (ristoranti, bar, negozi).

È la prima volta che un’amministrazione capitolina mette a punto un piano così articolato e dettagliato. Sarà questo il nostro strumento principale per abbattere l’indifferenziata, che ha sempre costituito terreno fertile per il malaffare e infiltrazioni di ogni genere. Allo stesso tempo garantiremo così la piena adesione a una delle nostre principali linee programmatiche, dimostrando ancora una volta di lavorare duramente per rispettare gli impegni presi con i nostri cittadini.

Il #RestitutionDay di 80 milioni di euro non è mai esistito (per i giornali)

Il #RestitutionDay di 80 milioni di euro non è mai esistito (per i giornali)

Il #RestitutionDay di 80 milioni di euro non è mai esistito (per i giornali)

di MoVimento 5 Stelle

Oggi per i lettori di Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera il Restitution Day di ieri a Firenze non è mai esistito, 81 milioni di tagli e rinunce vere mai esistite. Ne sentiranno parlare invece i lettori dei giornali giapponesi, coreani, olandesi e austriaci che hanno seguito la giornata di ieri con curiosità e sono rimasti colpiti dal nostro atto morale: la restituzione di soldi pubblici da parte di politici italiani alla collettività. Non ci stupiamo della censura dei giornali italiani perchè è coerente con la loro storia così come restituire lo è con la nostra. Non comprate i giornali, è lo spreco più immorale e anacronistico che possiate fare di questi tempi. Informatevi in Rete, o in Giappone!

 

Comunicazione del collegio dei probiviri del MoVimento 5 Stelle

Comunicazione del collegio dei probiviri del MoVimento 5 Stelle

Comunicazione del collegio dei probiviri del MoVimento 5 Stelle

E’ stata data comunicazione al collegio dei probiviri di decidere in merito alla sospensione cautelare degli iscritti M5S indagati a Palermo di cui si è venuti a conoscenza: i portavoce alla Camera Di Vita, Nuti, Mannino e l’attivista Busalacchi. In particolare è stato segnalato come comportamento lesivo il non aver raccolto l’appello del garante del MoVimento 5 Stelle che aveva chiesto un’autosospensione a tutela dell’immagine del MoVimento non appena si fosse venuti a conoscenza di un’indagine a carico. Per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l’avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai PM e il rifiuto di procurare un saggio grafico (come appreso dalle agenzie di stampa). Di seguito la delibera del collegio dei probiviri che è stata comunicata poco fa agli interessati.

Il collegio dei probiviri ha adottato la seguente decisione:

VISTA la comunicazione del gestore del sito del movimento 5 stelle pervenute in data odierna relative alle posizioni dei portavoce MANNINO CLAUDIA, DI VITA GIULIA, NUTI RICCARDO e della iscritta BUSALACCHI SAMANTHA relative ai fatti oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo
VISTI gli artt. 4 e 5 del regolamento del Movimento 5 Stelle
ESAMINATE le comunicazioni intercorse tra il gestore del sito e i soggetti di cui sopra da cui emerge che gli stessi hanno comunicato di aver ricevuto provvedimento di convocazione quale persona indagata dalla Procura di Palermo
CONSIDERATO che il comportamento tenuto dal principio dai signori Mannino, Di Vita, Nuti e Busalacchi, è suscettibile di pregiudicare l’immagine del Movimento 5 Stelle
RITENUTO che sussistono le condizioni previste dall’art. 4 del regolamento per disporre la sospensione cautelare dal Movimento 5 Stelle, nelle more dell’avvio della fase istruttoria del procedimento disciplinare
Il COLLEGIO DEI PROBIVIRI dispone la sospensione cautelare dal Movimento 5 Stelle dei signori MANNINO Claudia, DI VITA Giulia, NUTI Riccardo e BUSALACCHI Samantha. Ogni valutazione definitiva sull’eventuale addebito disciplinare sarà effettuata nella piena cognizione di tutti i fatti rilevanti di cui al presente procedimento, anche all’esito delle valutazioni svolte dall’autorità giudiziaria e nel contraddittorio con gli interessati.

Paola Carinelli, Nunzia Catalfo, Riccardo Fraccaro

 

La globalizzazione e la bugia sulla riforma di Renzi – #IoDicoNo

 

 

La globalizzazione e la bugia sulla riforma di Renzi - #IoDicoNo

La globalizzazione e la bugia sulla riforma di Renzi – #IoDicoNo

Author di Aldo Giannuli

di Aldo Giannuli

“La riforma è necessaria perché le impone la globalizzazione”: FALSO.
Quando iniziò la globalizzazione neoliberista nei primissimi anni 90, si diffuse questa idea che la globalizzazione imponga decisioni rapide, efficaci, che debbano essere assunte in tempi brevi, quindi saltando la discussione.

E infatti uno degli aspetti centrali del sistema di decisioni internazionali fu la presenza di conferenze, come il G7, G8, G20 che avrebbero dovuto assicurare la collaborazione di singoli Stati a livello di governi. I vari G8, G20 ecc sono incontri di capi di governo, che quindi si immagina possano decidere senza troppi impicci parlamentari, e questo avrebbe consentito al mondo globale di funzionare in modo efficace.

Questa era la convinzione diffusa, sulla base della quale appunto iniziarono a germinare progetti di riforma costituzionale di questo genere, sulla base della quale si sono fatte le nuove costituzioni, per esempio nell’Est Europa, in alcuni paesi asiatici e africani, di tipo presidenziale. Non a caso, non ci sono state nuove costituzioni di tipo parlamentare.

Ma era una convinzione giusta? E’ ancora attuale? In realtà la crisi ha dimostrato come questo modo di governare il mondo con Conferenze intergovernative non ha affatto risolto il processo iniziato nel 2007, e che è andato via via aggravandosi. Un modo di decidere del genere finisce per comprimere la democrazia ma non è affatto più efficace, anzi abbiamo assistito al crescere di decisioni controproducenti. Il metodo delle Conferenze intergovernative non ha fatto altro che rafforzare l’idea di difendere l’architettura di potere esistente, di difendere le élite attualmente al potere, senza mai aprire una riflessione su quanto questa architettura di potere e queste elite abbiano contribuito all’apertura della crisi.

L’idea di confermare questo metodo è la premessa che indebolisce i singoli Paesi, e infatti abbiamo assistito tanto in Europa quanto negli Stati Uniti al montare di una protesta popolare spesso definita populista, ma comunque una protesta di partiti e di movimenti fuori del sistema e che comunque attaccano le elite al potere, che non ha precedenti.

Quello che si richiede di fronte ad una crisi del genere è da un lato una di discussione di tutto, delle decisioni fin qui prese, ma soprattutto dei meccanismi decisionali e delle architetture di potere. Dall’altro lato questo richiede semmai meccanismi di tipo consociativo includente e non escludente. Un’architettura di potere tutta centrata sul governo, che esclude le opposizioni e sempre più marginalizza i parlamenti, può essere un rimedio solo apparente e nel primissimo tempo, ma sul lungo periodo non potrà che dimostrare grande debolezza.

Ag Entrate, documento choc: “Colpite chi collabora, lasciate stare i furbi”

Ag Entrate, documento choc: “Colpite chi collabora, lasciate stare i furbi”

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Colpire chi cerca un rapporto collaborativo con il Fisco ma poi magari non paga perché si trova in difficoltà. E i furbetti che invece fanno finta di nulla e non rispondono alle pretese dell’amministrazione tributaria? Quelli lasciamoli perdere.

Sembra assurdo, ma è questo il succo di un documento (atto dispositivo 229/2016) della Direzione provinciale di Padova dell’Agenzia delle entrate. Sette pagine di cui il M5S, con il senatore Giovanni Endrizzi, è entrato in possesso e che svelano aspetti a dir poco inquietanti circa i metodi di recupero dei carichi impositivi da parte dell’Ade.

Indicazioni operative chiaramente ispirate dall’alto, quantomeno dal livello regionale veneto, e animate da uno spregiudicato pragmatismo che fa impressione ritrovare così, nero su bianco, in via ufficiale.

Secondo i dirigenti padovani del Fisco, bisogna puntare a recuperare gli atti per i quali c’è stata una risposta del contribuente in adesione o in rinuncia all’impugnazione per intervenuta acquiescenza. Mentre la “mancata impugnazione” con conseguente iscrizione a ruolo della pretesa avanzata dall’amministrazione è un evento che “deve considerarsi estremamente negativo in quanto sintomatico – nella maggioranza dei casi – del totale disinteresse del contribuente”. Dunque, l’attività non risulta produttiva per la dirigenza delle Entrate, nemmeno per gli effetti di deterrenza: “Solo una minima parte degli importi iscritti a ruolo risultano poi oggetto di effettiva riscossione”. Crolla, dunque, il (falso) mito del ruolo come strumento efficace rispetto, per esempio, alla vecchia ingiunzione di pagamento.

Seguono, nell’atto delle Entrate di Padova, indicazioni agli uffici circa le soglie di maggiore imposta accertata sotto cui è meglio lasciar perdere il contribuente infedele: 1000 euro per le persone fisiche, 3.500 euro per Pmi, professionisti e enti non commerciali, 8.000 euro per medie imprese e per accertamenti con determinazione sintetica del reddito.
Il tentativo di recuperare le tasse non pagate è fatica sprecata, secondo la “comune esperienza” dei dirigenti dell’Agenzia, pure rispetto a parametri considerati rivelatori della presunta insolvibilità del cittadino. Se le somme complessive iscritte al ruolo sono di almeno 200mila euro per le medie imprese, 40mila euro o più per Pmi e professionisti e 20mila euro o oltre per persone fisiche, allora non è il caso di sprecare tempo ed energia. Le soglie vengono poi dimezzate se si parla di almeno due annualità complessive. In questi casi, insomma, l’attività istruttoria andrà accantonata, spiega la dirigenza. A meno che non ci sia “carenza di elementi proficui, al solo fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di produzione assegnati”. In altre parole, a meno che non ci sia da raschiare il fondo del barile.

Ecco come ragionano gli ispettori del Fisco. E il M5S in modalità “apriscatole” lo scopre grazie alla collaborazione di chi, con un sussulto di coscienza, non accetta un certo andazzo.

Dal documento interno delle Entrate di Padova si evince la rinuncia a cercare di “pizzicare” chi se ne frega a prescindere e tende a sparire completamente agli occhi del Fisco (quelli della “mancata impugnazione”). Non vi vengono in mente società come le cosiddette “cartiere” che non dichiarano mai nulla e vengono usate solo per l’evasione Iva? In altre parole, emerge un maggior accanimento verso gli evasori per necessità rispetto ai furbi conclamati.

Inoltre, vengono clamorosamente colpiti l’articolo 23 della Costituzione (irrinunciabilità del tributo) e in qualche modo anche il 53 (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”).
Il governo da una parte mette a punto condoni per far cassa e dall’altra cala le brache di fronte agli evasori più scaltri. Inoltre, lascia scientificamente sguarnita l’Agenzia delle entrate, così da costringerla a fare delle scelte, diciamo spregiudicate, su chi colpire e chi no. E’ uno scenario desolante, soprattutto se si pensa che i vertici dell’Ade vengono valutati in base a quanto riescono a taglieggiare i contribuenti onesti.

Nel frattempo il portavoce M5S Endrizzi ha depositato un’interrogazione sul documento. Vedremo se Padoan avrà il coraggio di rispondere e come si giustificherà.

Le ragioni del NO a Catanzaro 28/11/2016

Le ragioni del NO a Catanzaro 28/11/2016

Interventi Parlamentare Paolo Parentela e Senatore Nicola Morra

Università Magna Graecia di Catanzaro censura conferenza per il no al referendum

Università Magna Graecia di Catanzaro censura conferenza per il no al referendum

 

ONOSTANTE LA CENSURA DOMANI SPIEGHEREMO LE RAGIONI DEL NO A CATANZARO.

Prendiamo atto della parzialità dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, che aveva autorizzato l’utilizzo di una sala universitaria per un incontro sulle ragioni del “no” al referendum, salvo poi arretrare all’ultimo, con giustificazione pessima.
Nell’Università di Catanzaro e negli altri atenei si sono svolti convegni sul referendum con la presenza di politici. Questa è l’ennesima censura. In più occasioni ci hanno negato l’utilizzo di sale comunali e piazze pubbliche. Ma se qualcuno pensa di fermarci, si sbaglia di grosso. Il previsto evento “Verso il referendum costituzionale: un No costruttivo”, si svolgerà comunque alle ore 17 di lunedì 28 novembre, presso la sala convegni dell’Hotel Paradiso, vicino il quartiere catanzarese “Lido”. Relazioneranno anche il senatore Nicola Morra, il docente Unical Alessandro Mazzitelli, l’avvocato Natalina Raffaelli e l’accademico Giuseppe D’Ippolito.
Auspichiamo la massima partecipazione dei catanzaresi per fermare la deriva autoritaria da parte di Renzi, Boschi, Verdini e Napolitano. Ogni cittadino difenda la sovranità popolare che la riforma vuole cancellare. #IoDicoNo

Sostieni la petizione per salvare la Terra dei fuochi

Sostieni la petizione per salvare la Terra dei fuochi

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di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Nella “Terra dei fuochi” le condizioni di salute dei cittadini continuano ad essere drammatiche. Qui si concentrano ancora tra i più alti tassi di mortalità legati a tumori e a malformazioni genetiche di tutta la penisola. La mobilitazione dei cittadini non si è mai fermata e la comunità locale, di fatto, non ha mai cessato di esigere piena trasparenza sulla situazione dell’inquinamento dell’acqua, del suolo e dell’aria provocati dall’inceneritore, dalle numerose discariche abusive ancora presenti e dal susseguirsi impunito di roghi di rifiuti lungo le strade e nelle zone residenziali.

Per questa ragione, il Movimento 5 Stelle si è opposto alla posizione espressa dalla Commissione europea nell’ultima risposta fornita in data 29 giugno 2016 – e comunicata al Parlamento UE solo nei giorni scorsi – in merito alla situazione ambientale e sanitaria nella “Terra dei Fuochi” e, in particolare, ad Acerra, oggetto della petizione n. 0618/2013, presentata da un cittadino italiano.

La Commissione europea, infatti, aveva concluso che, in base alle informazioni ricevute dalle autorità italiane, il problema fosse adeguatamente seguito dalle stesse e che, pertanto, non fosse necessaria alcuna ulteriore azione in sede UE.

Il Movimento 5 Stelle è invece riuscito a convincere gli altri gruppi politici in seno alla Commissione PETI (Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo) sulla necessità di mantenere aperta la suddetta petizione, affinché sia trattata in dettaglio, sulla base di ulteriori chiarimenti che dovranno essere forniti sia dalla Commissione UE sia dalle autorità italiane.

Nello specifico, abbiamo sottolineato la necessità di:
– approfondire quali metodologie sono state impiegate dalle autorità italiane per effettuare la caratterizzazione dei rifiuti (fondamentale per svolgere adeguatamente la messa in sicurezza, il ripristino e/o la bonifica dei siti inquinati);
– garantire che le attività di decontaminazione riguardino tutte le tipologie di inquinanti;
– verificare se le procedure di valutazione siano state condotte in maniera pienamente imparziale ed indipendente.

Con la prossima calendarizzazione e trattazione in aula della petizione sulla “Terra dei fuochi” abbiamo ottenuto un risultato molto importante. Ora tocca anche a tutti i cittadini contribuire alla causa.

FIRMA LA PETIZIONE
Basta solo registrarsi sul portale delle petizioni del Parlamento UE (qui il link), cercare la petizione n° 0618/2013 e cliccare su “sostieni petizione”.

#IoNonHoPaura

 

 

#IoNonHoPaura

#IoNonHoPaura

di MoVimento 5 Stelle

Arriva “l’artiglieria pesante”. Il Financial Times profetizza che con la vittoria del ‘No’ al referendum del 4 dicembre “fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento“. Tutto ciò è veramente singolare. Pensare che a destabilizzare possa essere la vittoria del No, quando dalla parte del ‘Sì’ ci sono il Governo e i partiti che hanno azzerato quattro banche, massacrando 130mila risparmiatori, e che hanno accettato e sdoganato il principio destabilizzante del bail-in, vero spauracchio della stabilità bancaria in Italia. Come può garantire stabilità, persino agli occhi di certi potentati economici e finanziari, un governo che si fa bocciare dalla Consulta quelle stesse riforme che per gli osservatori internazionali sono ritenute fondamentali?

Peraltro i mercati, che tendenzialmente anticipano gli eventi, in queste settimane stanno già scontando quella che considerano una probabile vittoria del No. Anche oggi si parla di crollo della borsa. Ma è un semplice motivo tecnico, per il quale si rivelerà solo una bolla di sapone la presunta catastrofe che viene tratteggiata in queste ore di fronte a una sacrosanta affermazione di sovranità da parte dei cittadini.

Infine ci devono spiegare una cosa: ma com’è possibile che la Costituzione che abbiamo da 68 anni, che ci ha accompagnato per tutto il ‘boom economico’, con cui abbiamo vissuto in pace fino a ieri, improvvisamente diventa fonte di grande instabilità politica e finanziaria?

Non cascateci, portate amici e parenti a votare ‘No’ domenica prossima. Solo così saremo padroni in casa nostra.

 

 

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