La supercazzola sugli scontrini del Bomba La supercazzola sugli scontrini del Bomba

La supercazzola sugli scontrini del Bomba

La supercazzola sugli scontrini del Bomba

È la tredicesima fatica di Ercole, una vera e propria missione impossibile: poter visionare gli scontrini del Bomba quando era sindaco di Firenze e sapere quanti soldi ha usato per le sue spese. Le consigliere del M5S Arianna Xekalos e Silvia Noferi hanno fatto una nuova richiesta di accesso agli atti. Ecco a voi la risposta del Comune di Firenze, un raro esempio di “supercazzola” scritta in uno pseudo-legalese chiaramente incomprensibile per qualsiasi cittadino. Questa è la trasparenza secondo il Bomba e il suo valvassino Nardella: quattro pagine che abbiamo dovuto affidare ad uno staff legale per una traduzione in lingua italiana.

La lettera dice sostanzialmente questo:

a) Scontrini. Il Comune, dopo la sentenza del Tar, non può negarceli, così chiarisce che è stato tutto catalogato ma non è il caso di consegnarli tutti. Bisogna fissare un appuntamento per capire quando potranno essere presi alcuni scontrini. Quali? Ovviamente, soltanto quelli relativi a Nardella. Per quelli del Bomba, se ne parla più avanti. Rinvii dopo rinvii.

b) Cedolini degli stipendi. Avevamo richiesto una copia delle buste paga del Bomba e di Nardella per poter ricavare i rimborsi spese. Il Comune risponde che non può fornirci i cedolini perché sono coperti dalla privacy. Sì, il Bomba e Nardella pensano che il cedolino dello stipendio e dei rimborsi spese pagate da tutti i cittadini sia un “dato personale”.

Appare evidente il tentativo di prendere tempo, di fare, in qualche modo, ostruzionismo. E dire che parliamo dello stesso segretario del Pd che proprio a causa degli “scontrini” ha fatto cadere Ignazio Marino, non per la sua evidente incapacità politica dimostrata col caso Mafia-capitale.
La consegna degli “scontrini” da parte del comune di Firenze è un atto dovuto ai cittadini che sono i veri datori di lavoro dei politici. Così come per i cedolini degli stipendi. Cosa c’entra la privacy? Vogliamo sapere quanto soldi vi siete intascati a titolo di rimborso spese, non dove abitate.

Le consigliere comunali del M5S, dopo un primo appuntamento originariamente fissato per il 26 maggio, saltato per via del crollo degli argini dell’Arno, domani saranno a palazzo Vecchio per ritirare i primi scontrini messi a disposizione: non usciranno però da quegli uffici senza un calendario prefissato che, nell’arco di 30 giorni, porti alla consegna di tutti gli scontrini. Tra l’altro, nella lettera del Comune di Firenze emerge una notizia. Il Comune sostiene che gli scontrini richiesti dalle consigliere del M5S non sono quelli consegnati alla Corte dei Conti per le indagini sulle spese di Renzi (inchiesta poi archiviata). Ma perché il Comune non ha consegnato tutti gli scontrini alla Corte dei Conti?

Il M5S andrà in fondo anche a questa storia. Il premier ha qualcosa da nascondere? Nel frattempo, tutti i cittadini sanno cosa accade quando un candidato PD diventa sindaco: entra nel Comune, spende i soldi pubblici e nega il diritto di accesso ai cittadini!

 

Passaparola – Le nuove frontiere della stampa 3d: una rivoluzione epocale, di Jeroen Wijnen

Passaparola - Le nuove frontiere della stampa 3d: una rivoluzione epocale, di Jeroen Wijnen

Passaparola – Le nuove frontiere della stampa 3d: una rivoluzione epocale, di Jeroen Wijnen

Il Passaparola di Jeroen Wijnen, vice-presidente di Ultimaker, azienda leader in Europa nel settore della stampa 3D che ci racconta il futuro del settore manifatturiero in Europa e nel mondo.

Blog: Quali sono le previsioni della stampa 3D per i prossimi 10 anni?
Jeroen Wijnen: Partiamo con questo grande clamore, cioè la realtà che tutti avranno la loro stampante 3D a casa. Non penso che questo succederà nei prossimi 5 anni. Perché la stampa 3D, come abbiamo discusso in questo meeting, non è come la stampa in 2D, dove tu puoi creare un file semplicemente al tuo computer, inviarlo alla stampante ed il gioco è fatto.
Non è questo il caso della stampa 3D. Ci sono aspetti aggiuntivi di cui devi avere cura, come i materiali e quello che vuoi costruire. E non penso che succederà nei prossimi 5 anni. Probabilmente ci arriveremo, ma non so se sarà nella forma attuale, non sono sicuro.
Penserei più a dei “coffee shops” nelle strade principali. Una volta potevi stampare il tuo lavoro (in 2D, n.d.r.) e poi andare a casa. Questi coffee shops sono spariti e ci muoveremo in una situazione sociale dove ci saranno negozi di stampa 3D, che si trasformeranno poi in persone normali che stamperanno cose a casa loro.
E qui il gioco si fa interessante, perché la stampa sembra semplice, non lo è il design. Tu puoi imparare a usare la macchina, ma ci sono tool per l’educazione che insegnano ai bambini cosa è necessario all’industria. Disegnare una parte è il vero problema, tu hai un’idea, devi metterla nel software per la digitalizzazione, e poi mandarla alla stampante.
Penso che la sfida più grande per i tempi a venire sarà la progettazione, il disegno, perché è un pezzo d’arte. La parte creativa.

Blog: La stampa 3D rimarrà un settore marginale per l’economia del futuro?
Jeroen Wijnen: No. So che sembra un termine esagerato, ma penso che sarà dirompente. Pensa a questo: essere capaci di stampare quello di cui hai bisogno, in qualsiasi posto, poterlo fare quando lo si vuole e quando ne si ha davvero bisogno, di quell’oggetto.
Non ci sono più costi logistici, non ci sarà più la distribuzione, non ci saranno più gli stock. Tutti questi soldi, in avanzo e gratuiti, potranno essere spesi sulla parte creativa dell’economia. Immagina cosa succederebbe alla Cina, visto che noi esternalizziamo verso loro la nostra produzione: tutta la loro capacità produttiva sarebbe trasferibile e disponibile all’Europa.
Pensa a cosa implicherebbe per il mercato del lavoro!
Io penso che la manifattura cambierà, sicuramente, perché ci sarà un’altra tecnologia. Creerà molto rumore e tante difficoltà, ma alla lunga quando noi avremo formato le persone in modo corretto, sapranno come gestire la cosa e come lavorarci. E ci potrà essere un futuro prosperoso.
Ora è usanza mandare navi in Cina che tornano cariche di prodotti ed enormi scatole o container. Presto tutto potrà essere fatto in Europa.

Blog: Questa tecnologia cambierà quindi il mondo?
Jeroen Wijnen: È quello che penso. Non nel prossimo anno, ci vorrà un po’ di tempo, perché la tecnologia non è ancora pronta. Ma il modo in cui cambierà il processo manifatturiero sarà dirompente.

Calabria: ospedali, ricorsi dei Comuni. Oliverio è un falsario e un doppiogiochista politico. Ecco la PROVA

Calabria: ospedali, ricorsi dei Comuni. Oliverio è un falsario e un doppiogiochista politico. Ecco la PROVA

oliverio baro

Rete degli ospedali calabresi. Mario Oliverio fa il baro per salvare la poltrona: la Regione si costituisce in giudizio e chiede il rigetto dei ricorsi dei sindaci.

di Dalila NESCI

I controricorsi presentati dalla Regione Calabria in seguito alle impugnazioni dei Comuni del decreto commissariale sulla rete dell’assistenza sono la riprova, al di là delle inutili toppe dell’Avvocatura regionale, che sulla sanità il governatore Mario Oliverio è un ‪‎falsario e un doppiogiochista politico.

L’avevamo già denunciato per la scelta di appoggiare la riforma costituzionale, nonché per l’immobilismo sul mantenimento da pascià del revisore contabile ‪‎Kpmg e sugli abusi e torti della struttura commissariale, rispetto a cui Oliverio aveva inveito soltanto con la bocca, senza reagire con un atto di competenza.

Adesso il quadro è chiarissimo e drammatico. Per mantenere la poltrona di presidente o per restare ancora a galla dopo il probabile annullamento, a ottobre, delle ultime elezioni regionali da parte della ‪Corte costituzionale, Oliverio sostiene il governo Renzi per la qualunque, fottendosene del mandato ricevuto dai cittadini.

Del resto Oliverio lo conosciamo bene. È lo stesso ‪‎camaleonte che per convenienza passò con l’area governista dopo la scissione del Pci, che da marxista indossò i panni del chierichetto e che rinnegò Nicola ‪‎Adamo per poi riabbracciarlo in nome del potere.

L’ambiguità di Oliverio è particolarmente evidente a partire dalla sua San Giovanni in Fiore. Lì il sindaco ricorse proprio all’ultimo contro il decreto Scura-Urbani sugli ospedali della Calabria, soltanto perché umiliato e obbligato dalla società civile. Bene, Oliverio ha chiesto il rigetto, tra gli altri, del ricorso presentato dal Comune di cui è originario. Si tratta di una contraddizione enorme, che non può essere smentita con la ‪favola del sostegno dell’Avvocatura regionale.

La Calabria non ha bisogno di questi vecchi bari della politica, che dicono una cosa e ne fanno un’altra, che da una vita occupano i posti di comando perché hanno sempre recitato, profittando dell’indifferenza e della ‪disinformazione generale.

 

ECCO LA PROVA

prova

Come ho evidenziato in rosso, la Regione, entrando nel giudizio amministrativo di specie, ha chiesto il rigetto dei ricorsi dei Comuni nei confronti del decreto Scura-Urbani sulla rete regionale degli ospedali. Questo significa che il governatore Oliverio sta con il governo Renzi, non con i Comuni calabresi. E vuol dire che Oliverio-Pallapalla se ne frega dei cittadini calabresi, che l’abbiano votato o meno.

Cibo: quante volte hanno tentato di avvelenarci?

Cibo: quante volte hanno tentato di avvelenarci?

thechinastudy-colincampbell-alimentazione-vegani-5stelleeuropa-m5s-beppegrillo-evi-zullo.jpg

Dagli OGM al glifosato, dall’olio tunisino all’olio di palma: oggi il cibo è un business e c’è chi ci specula. Per il Movimento 5 Stelle l’Europa deve difendere gli alimenti sani e privi di prodotti chimici, l’etichettatura degli alimenti, la tracciabilità e la trasparenza delle informazioni. I portavoce Eleonora Evi e Marco Zullo hanno organizzato al Parlamento Europeo un convegno per far luce sull’alimentazione sostenibile. Ospite dell’evento sarà Colin Campbell, nutrizionista e biochimico di fama internazionale.

Molte delle sue scoperte, ad oggi, sono rimaste ignorate. O meglio soffocate da incredibili interessi economici e pressioni delle lobby. Abbiamo infatti strutturato un mondo che ci si sta rovesciando addosso, è il momento di cambiare passo con decisione. Colin Campbell traccia una strada da seguire, è una breccia di luce nel buoi muro di omertà del profitto. Seguirà nei prossimi giorni un’intervista approfondita su molti dei temi affrontati in conferenza.

Nel frattempo, ecco l’integrale dell’incontro:

Quante volte hanno tentato di avvelenarci? Convegno al Parlamento europeo:

Libertà di stampa a rischio, nasce la propaganda europea

Libertà di stampa a rischio, nasce la propaganda europea

propagandarussia-russia-ue-parlamentoeuropeo-grillo-m5s-5stelleeuropa.jpg

di Fabio Massimo Castaldo

Sembra la parodia del film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, solo che questo remake non fa affatto ridere. Sulla falsariga dei regimi autoritari anche l’Europa organizza la sua (contro?)propaganda, l’arma che usa i mezzi di comunicazione di massa per manipolare le coscienze dei cittadini. E lo fa con il rapporto dal titolo subdolo “sulla comunicazione strategica dell’UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi”.

Il pretesto per fare l’apologia dell’Europa e della NATO è la cosiddetta propaganda russa che avrebbe l’obiettivo – si legge nella bozza del rapporto – “di seminare il dubbio, paralizzare il processo decisionale, screditare le istituzioni dell’UE agli occhi e nelle menti dei propri cittadini ed erodere i valori occidentali e i legami transatlantici”. Nel rapporto, inoltre, si accosta impropriamente la Russia all’Isis. Si confonde il doveroso dialogo con un protagonista indiscusso della scena internazionale con il terrorismo islamico che semina terrore in Siria, nel nord dell’Iraq e in Europa. È vergognosa questa manipolazione interessata e mistificatrice della realtà.

Vi ricordate la fiala di antrace mostrata da Colin Powell all’Onu? Era stato il pretesto (poi rivelatosi falso) per giustificare la guerra in Iraq. Ebbene, adesso la Russia è il nuovo pretesto per fare il lavaggio al cervello ai cittadini europei che nutrono MOLTI dubbi su questa Europa: si cerca di convincerli che la corsa agli armamenti sia l’unica medicina possibile. Con questa scusa si vuole “fornire sostegno diretto agli organi di stampa indipendenti”, che quindi cesseranno di essere tali, e allestire una “task force di comunicazione strategica dell’UE trasformandola in una unità a pieno titolo”. Chiamiamolo MinCulPop Made in Europe.

I burocrati europei evidentemente iniziano a sentire il fiato sul collo dei cittadini e sperano che si possa illuderli con la loro propaganda spacciata da legittima difesa. Al Parlamento europeo il Movimento 5 Stelle voterà no a questo rapporto perché alza muri e diffidenze, anziché favorire il dialogo e la stabilità. È arrivato il momento di ricucire le relazioni con la Russia chiarendo le reciproche priorità geopolitiche e favorendo cooperazione e mutuo rispetto e non una seconda ‘guerra fredda’ che molti vorrebbero.

Quello che si chiama “sostegno alla stampa indipendente” è in realtà una ingerenza per censurare le notizie scomode. Il prossimo passo quale sarà? Creare una task force per finanziare giornali e tv che fanno l’esaltazione di TTIP, austerity, traffico di armi, MES alla Cina e glifosato? L’Italia è al 73esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa. A quanto pare l’Europa è intenzionata a copiarci e seguirci in questo baratro, anziché aiutarci a uscirne.

#RenzieLauro ti da 80 euro prima del voto e poi se li riprende #RenzieLauro ti da 80 euro prima del voto e poi se li riprende

#RenzieLauro ti da 80 euro prima del voto e poi se li riprende

#RenzieLauro ti da 80 euro prima del voto e poi se li riprende

Achille Lauro è diventato leggendario perchè si narra che regalasse ai suoi elettori una scarpa sinistra prima del voto e quella destra dopo il voto. Renzie l’ha superato in cinismo: ha regalato 80 euro al mese prima delle elezioni europee e ora se li riprende tutti insieme dal portafoglio di un milione e mezzo di italiani. Un salasso da mille euro in un colpo solo ai danni dei più poveri che hanno ricevuto il bonus come dimostrano i dati. Una cinica fregatura a scopo elettorale che il MoVimento 5 Stelle aveva denunciato fin dall’inizio.
I dati del dipartimento delle Finanze segnalano che 1,4 milioni di italiani beneficiari del bonus sono stati costretti a restituire tutto per il periodo d’imposta 2015 (1 su 8, il 12,5%). Tra questi, 341 mila hanno un reddito annuo inferiore ai 7.500 euro.
La restituzione del bonus non è rateale, ma tutta in una volta e con effetti restrittivi sui consumi e l’economia. Se il bonus è stato erogato mensilmente a piccole dosi, la restituzione in un’unica soluzione ha comportato invece un esborso immediato che può arrivare vicino ai 1000 euro e costringere padri e madri di famiglia a stringere i cordoni della borsa, a rinunciare a una visita medica o a saltare un pasto nutriente. In alcuni casi la restituzione degli 80 euro non è dovuta ad un errore del datore di lavoro (che deve richiedere il bonus per i dipendenti) ma dell’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato.
Il bonus di 80 euro, come ha sempre denunciato il M5S, è stato costruito malissimo, escludendo le fasce più povere (sotto gli 8.000 euro annui) e gran parte del ceto medio (sopra i 26.000 euro annui). Il contributo sui consumi è stato nullo, come testimoniato dall’Istat, perché gli italiani hanno preferito risparmiare gli 80 euro per tutelarsi dai tagli del Governo ai servizi pubblici e alla spesa sociale. Un fallimento totale.
E’ ora di cambiare tutto. Non credete alle promesse di RenzieLauro e dei suoi candidati nelle città: quello che vi danno poi se lo riprenderanno mettendovi ancora più in difficoltà. Non sono credibili, sono cinici manipolatori per scopi elettorali.
Il MoVimento 5 Stelle fa quello che dice dal taglio degli stipendi, all’abolizione di Equitalia nelle città dove gorniamo, al reddito di cittadinanza locale fino al microcredito per le PMI che ha fatto nascere più di 1.800 aziende in tutta Italia. Cambiamo tutto!


Con il M5S nasce #RipartImpresa: i debiti si compensano con i crediti!


Con il M5S nasce #RipartImpresa: i debiti si compensano con i crediti!

di M5S Sicilia

Grazie al M5S nasce lo sportello “Ripartimpresa“: compenserà debiti e crediti delle aziende siciliane con la pubblica amministrazione. L’operazione sarà presentata oggi alle 10,45 a Palazzo dei Normanni, nel corso di una conferenza stampa tenuta dal capogruppo del M5S Angela Foti, dal portavoce Giancarlo Cancelleri e dall’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo. La diretta streaming sarà trasmessa sul blog.

46 mila aziende, 50 mila professionisti, 12 miliardi in gioco: sono i numeri di “Ripartimpresa”, l’operazione che a partire dal 6 giugno prossimo, grazie a nove sportelli dedicati, consentirà alle imprese e ai liberi professionisti siciliani di compensare le cartelle esattoriali con i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. L’iniziativa è stata messa in piedi da Riscossione Sicilia sulla base di una proposta del M5S da sempre ignorata dal governo regionale.
Una realtà già presente in tutta Italia, grazie ad un emendamento del nostro deputato alla Camera, Mattia Fantinati, approvato nel contesto della legge di stabilità. Strumento che in Sicilia, a parte qualche piccola compensazione, è rimasto praticamente lettera morta.
I dati forniti da Banca D’Italia, MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) e Unimpresa raccontano di un debito di circa 12 miliardi della pubblica amministrazione nei confronti della aziende siciliane.
Il totale delle aziende che in Sicilia vantano un credito nei confronti della Pubblica amministrazione sono 46.118. Di queste 28.723 operano nel settore dell’edilizia, 16,567 in quello dei servizi e 828 in quello industriale. Non è noto il dato relativo ai professionisti che può essere valutato nell’ordine di 50 mila unità.
I tipi di debito che possono essere compensati. Le pendenze nei confronti della PA amministrazione che possono essere azzerate dai crediti vantati sono molteplici: debiti Iva, contributi previdenziali, Ici, Tari, Tasi, e perfino le multe automobilistiche.

I vantaggi di questa operazione sono molteplici. E non solo per i titolari delle imprese. A beneficiarne saranno infatti anche tantissimi dipendenti, su cui spesso finiscono per riverberarsi i ritardi dei pagamenti ai loro datori di lavoro. Senza contare che in caso di fallimento sarebbero i primi a finire per strada.
L’azzeramento dei debiti previdenziali, inoltre, consentirà a tantissime imprese di risalire sulla giostra degli appalti, da cui erano state estromesse a causa del durc (il documento che attesta la regolarità contributiva) non in regola.

Dodici miliardi è una cifra spaventosa. Se solo si riuscisse a compensarne una parte, l’intera economia isolana ne trarrebbe un enorme beneficio, evitando anche il possibile tracollo di numerose imprese; non sono poche, infatti, quelle che sono andate incontro a fallimenti per mancanza di liquidità, in attesa di pagamenti da parte della Pubblica amministrazione che in Sicilia non arrivano mai. Con il MoVimento 5 Stelle sta cambiando tutto!

 

#5giornia5stelle 80° puntata, 27 maggio 2016

#5giornia5stelle 80° puntata, 27 maggio 2016

Il progetto più grande del MoVImento 5 Stelle? La democrazia diretta: e questa settimana è stato fatto un altro enorme passo in quella direzione. Nella piattaforma Rousseau si è inaugurata una nuova sezione, quella in cui gli iscritti possono proporre le loro leggi ai parlamentari. Non più solo la discussione di leggi scritte dai portavoce quindi, ma anche il contrario: i cittadini propongono una legge, che viene discussa e approvata online, e poi portata dai portavoce in Parlamento. E’ la prima volta al mondo, è il MoVimento 5 Stelle che prosegue il suo cammino.

Continua anche il nostro impegno per il taglio dei costi della Casta. I capogruppo Camera e Senato, Castelli e Lucidi, hanno presentato ufficialmente al Presidente Grasso la proposta di Legge M5S per il taglio degli stipendi parlamentari. Il grande successo dell’iniziativa del microcredito (1800 nuove aziende) sta convincendo molti della bontà dell’iniziativa.

Intanto anche il governo è all’opera, ma nel continuare a smantellare i diritti dei cittadini. Sara Paglini al Senato denuncia l’obbrobrio combinato con la legge “Dopo di noi” che in teoria avrebbe dovuto proteggere i disabili e invece annulla il diritto alla salute e alla protezione.

In aula alla Camera Tiziana Ciprini e Alessandro Di Battista chiedono invece conto al governo del fallimento del Jobs Act, che finiti gli incentivi vede ora un crollo dell’occupazione in tutto il Paese come certificato dall’Istat.

Da Bruxelles, il M5S combatte ancora contro la concessione di status di “economia di mercato” alla Cina. E il MoVimento non è da solo: oltre il 91% dei partecipanti al sondaggio ufficiale dell’EU hanno espresso il medesimo NO. La battaglia continua.

Tornando a Montecitorio, i nostri portavoce Gallo, Vacca, Chimienti e Brescia denunciano un altro fallimento: quello della cosiddetta “Buona Scuola”. I nostri bambini continuano a frequentare scuole sporche ed insicure, i servizi continuano ad essere esternalizzati alle coop, dove sono finite le “Scuole Belle” tanto sbandierate sui giornali?

Di nuovo a Bruxelles, il M5S presenta la mozione di censura del M5S contro gli interferenti endocrini, sostanze chimiche nocive. Molto combattiva la denuncia del nostro Piernicola Pedicini, che non guarda in faccia nessuno: la UE continua ad ignorare il problema e tutti i partiti continuano ad ignorare il problema, compresi i Verdi capaci solo di belle parole ma che al dunque appoggiano sempre  le lobby più potenti, e compresi Podemos e il Gue.

Alla Camera è arrivata una riforma, anzi una “deforma”: quella del Terzo Settore, ovvero coop e associazioni. Potete immaginare la bontà di una legge che va a regolamentare le attività in cui eccellono certi “amici” del PD: insomma, un’impresa sociale che di sociale ha ben poco, come sottolinea Giulia Di Vita.

Clicca qui! Scarica, stampa e diffondi il magazine che racconta ogni settimana tutto quello che succede in Parlamento, e che la TV non dice!

5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

Sconfiggere la povertà con il Reddito di Cittadinanza

Sconfiggere la povertà con il Reddito di Cittadinanza

Dare una risposta agli 8 milioni di poveri in Italia. Farlo dando loro dignità, l’opportunità di essere un po’ più e far ripartire la domanda interna. E’ questo il senso del reddito di cittadinanza, una manovra economica che il M5S ha presentato in tutte le sedi istituzionali perché nessuno deve rimanere indietro.
Un anno fa tutti insieme abbiamo fatto una marcia con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, con decine di migliaia di persone per chiedere l’immediata discussione di un provvedimento che tocca il cuore del Paese. Una misura che sostiene chi perde il lavoro, magari dopo aver pagato per molti anni tasse e contributi. Ma anche chi si avvicina al mondo del lavoro, in modo che non debba sottostare al ricatto del lavoro in nero o sotto ricatto.
Il reddito di cittadinanza esiste in tutti i Paesi dell’Unione europea, tranne tre: Grecia, Ungheria e Italia. Il Paese si ritrova così senza uno strumento che tuteli chi perde il lavoro e senza un reale meccanismo di riattivazione del sistema economico. Il reddito di cittadinanza, infatti, non è assistenzialismo. E’ un provvedimento che farebbe ripartire i consumi: i destinatari di questa misura spenderebbero i soldi creando un meccanismo virtuoso.
Questo Governo ha dimostrato di non saper affrontare questo aspetto con una politica basate sulle mance un tanto al chilo. Il MoVimento 5 Stelle, invece, laddove governa è riuscito a fare un reddito di cittadinanza sperimentale sul locale.
A Livorno è già partita la distribuzione delle quietanze per le famiglie che sono state ammesse alla misura in base a una graduatoria che prende in considerazione indici isee e patrimoniali, nonché composizione del nucleo familiare. Sono 500 euro al mese per famiglia per sei mesi. Chi ne beneficia, ovviamente, deve essere iscritto alle liste del centro per l’impiego e deve dare immediata disponibilità al lavoro oltre rendersi disponibile a svolgere lavori socialmente utili indicati dal Comune e a partecipare a progetti utili alla collettività.
Anche a Pomezia (Rm) il reddito di cittadinanza è una realtà. Cinquecento euro al mese per sei mensilità per 106 famiglie che ricevono un concreto sostegno economico vista la condizione di disagio in cui versano. Si tratta di cittadini che hanno perso il lavoro, vedove/i con minori a carico, separati, persone con imprevisti problemi di salute.
Reddito di Cittadinanza per sconfiggere la povertà! Nessuno deve rimanere indietro, a partire dalle città!

Matteo Brambilla, candidato sindaco M5S Napoli
Chiara Appendino, candidato sindaco M5S Torino
Massimo Bugani, candidato sindaco M5S Bologna
Gianluca Corrado, candidato sindaco M5S Milano
Antonietta Martinez, candidato sindaco M5S Cagliari
Paolo Menis, candidato sindaco M5S Trieste
Virginia Raggi, candidato sindaco M5S Roma
e tutti gli altri 244 candidati sindaci del MoVimento 5 Stelle alle elezioni del 5 giugno

Referendum Costituzione, Mario Oliverio dice sì: un altro servo del potere prono a Renzi

Referendum Costituzione, Mario Oliverio dice sì: un altro servo del potere prono a Renzi

oliverio

La decisione del governatore della Calabria di sostenere la scellerata, devastante e ingannevole riforma costituzionale Renzi-Boschi è la riprova che Mario Oliverio agisce soltanto per salvaguardare il suo posto di potere.

di Dalila NESCI
Non c’è nulla di più falso e infondato dell’enfasi per la riforma costituzionale in corso. Anche Oliverio fa parte, da adesso, di quella massa di politici intellettualmente disonesti e proni a Renzi che, pur di fondersi con la poltrona, spacciano bugie a raffica e senza ritegno.

La riforma in questione non ha nulla da vedere con l’asserito snellimento dello Stato, ma nasce dall’esigenza di distruggere l’impianto costituzionale della democrazia in Italia, al fine di operare quei tagli e quelle gravissime privazioni di sovranità imposti dai poteri finanziari che emettono la carta moneta.

La situazione odierna è ancora peggiore rispetto a quella che portò all’introduzione abusiva del pareggio di bilancio in Costituzione, favorita dallo shock della crisi, del tutto fabbricata artificialmente.

Dunque, Oliverio baratta la sua permanenza alla Regione Calabria e magari, poi, il suo letargo politico al Parlamento europeo con l’adesione e il sostegno a una riforma dagli effetti economici e sociali sanguinari, che polverizzerà per sempre lo Stato, a distanza di 24 anni dall’infernale Trattato di Maastricht.

Nel pomeriggio del 28 maggio con la collega deputata Federica Dieni terremo, presso la Provincia di Reggio Calabria, un momento alto di controrivoluzionario, anche con l’intervento di un intellettuale rivoluzionario come Paolo De Marco, per contrastare Oliverio e le sue menzogne spaziali sulla riforma costituzionale.

Aggressione a Soriano Calabro (Vibo): sono vicina al sindaco e al presidente del consiglio comunale

Aggressione a Soriano Calabro (Vibo): sono vicina al sindaco e al presidente del consiglio comunale

soriano calabro

La recente aggressione al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Soriano Calabro (Vv) è un gesto di tipo mafioso, ingiustificabile e da punire. La violenza, la prevaricazione e la barbarie non portano a nulla.

di Dalila NESCI
Come parlamentare M5S sono vicina ai due rappresentanti istituzionali colpiti. Sulla vicenda sentirò personalmente il prefetto di Vibo Valentia, perché è fondamentale garantire la vita democratica a Soriano Calabro, luogo di memoria, cultura e bellezza intramontabili.

Ritengo che non basti esprimere solidarietà, in casi del genere. È necessario che la politica, le comunità locali e le forze di polizia stabiliscano un’alleanza civile, agendo in coesione con i propri strumenti. Purtroppo, è in atto una recrudescenza dell’odio per gli amministratori comunali, costretti a gestire la cosa pubblica senza risorse e con continui tagli dallo Stato centrale, a causa di scellerate politiche di austerità imposte dalle logge finanziarie che emettono la cartamoneta.

Questa situazione incostituzionale determina in crescendo atteggiamenti tipici da codice mafioso, l’avversione per i governanti locali e la cancellazione dei rapporti democratici. Nel merito anche la scuola deve intervenire con prontezza, per sostenere la formazione delle coscienze in modo da alimentare un senso critico profondo e una capacità di ribellione a tutti i nemici della democrazia.

Mai più TAV. La macroregione alpina nascerà sotto la stella del M5S

Mai più TAV. La macroregione alpina nascerà sotto la stella del M5S

tav-notav-infrastrutture-appalti-appaltitruccati-beppegrillo-m5s-5stelleuropa.jpg

La Macroregione alpina riguarderà circa 80 milioni di persone appartenenti a 7 Stati tra cui Italia, Austria, Francia, Germania, Slovenia, Leichtenstein e Svizzera. Per il Bel Paese in particolare, le regioni coinvolte da una strategia condivisa per l’economia di questo immenso territorio sono Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, le provincie autonome di Bolzano e Trento, Valle d’Aosta e Piemonte. Per questo il contributo del Movimento 5 Stelle, grazie alla sua portavoce Daniela Aiuto, è stato di fondamentale importanza nel definire le linee guida su cui l’Europa dovrà muoversi nel trattare un tema così importante.

Il Parlamento Europeo ha imparato dagli errori del passato, in particolare dagli orrori che si verificano puntualmente con una gestione infrastrutturale sbagliata, leggasi il TAV. Ad oggi una “macroarea” così strategia per l’economia italiana non può essere lasciata alla mercé d’interessi finanziari oscuri e di lobby pronte a speculare sulla pelle dei cittadini e del territorio stesso. Il primo passo per arginare i sottotraccia è stato fatto prima in commissione Ambiente, poi in quella Trasporti e turismo, dove è stato approvato un parere che andrà a confluire in una relazione finale che sarà definitivamente votata durante la seduta plenaria di settembre.

Tutti i capisaldi voluti dal Movimento 5 Stelle sono stati rispettati. Parliamo di un coinvolgimento attivo delle popolazioni locali attraverso consultazioni pubbliche (prima di costruire nuove infrastrutture) e del potenziamento delle infrastrutture esistenti prima della realizzazioni di altre strutture. Sempre nel merito si parlerà di trasparenza assoluta sugli atti relativi alle opere pubbliche e di una oculata salvaguardia dell’ambiente. Se un determinato progetto è destinato a mettere a rischio l’ecosistema della macroregione non potrà quindi essere finanziato con una pioggia di soldi pubblici come avviene oggi con la Torino-Lione. Si punterà anche su un turismo spalmato nell’arco dell’intero anno e non concentrato in singole stagioni.

Tutte proposte di assoluto buon senso, accolte favorevolmente, che non dovranno essere stravolte da qui a settembre. Vi terremo aggiornati su ogni sviluppo, per adesso la triste lezione del TAV sembra aver fatto scuola.

“Prosumer”, un altro passo verso la rivoluzione e la democrazia energetica

“Prosumer”, un altro passo verso la rivoluzione e la democrazia energetica

prosumerenergia-prosumer-rinnovabili-produrreenergia-tamburrano-parlamentoeuropeo-beppegrillo.jpg

“Questo e’ il famoso Galileo, che fu sottoposto all’inquisizione per sei anni, e torturato per aver detto che la terra si muoveva. Quando fu liberato, egli alzo’ lo sguardo al cielo e giù verso terra e battendo il piede, con animo contemplativo disse: Eppur si move; ossia, ancora si muove, intendendo la terra”.
(Giuseppe Marco Antonio Baretti, The Italian Library)

“Eppur si muove”, dalla citazione a Galileo Galilei fino al Parlamento Europeo. Arrivando nel dettaglio alla mini-plenaria di Bruxelles di ieri e ad una coppia di proposte del Movimento 5 Stelle che solo fino a due anni fa sembrava pura utopia anche solo proporre. “Eppur si muove” anche perché – senza paragonarci a illustri personalità – lentamente e inesorabilmente un nuovo concetto di energia si sta insinuando tra i banchi e le stanze dei bottoni di questa Europa che tutto vorrebbe, meno che rompere lo status quo. Parliamo della vittoria dei cittadini produttori e contemporaneamente consumatori di rinnovabili, i cosiddetti “prosumer” che grazie al lavoro del M5S finalmente avranno una dignità giuridica. Semplici cittadini che, grazie ad una rete di piccoli impianti, possono prendere il controllo di produzione e distribuzione dell’energia scalzando i grandi gruppi industriali delle energie fossili.

Un nuovo modello di energia e di società non solo é possibile, ma anche necessario. La via da seguire è quella di una rete distribuita che prenda il posto dell’attuale piramide degli orrori. Quella che dalla grande centrale di produzione, alimentata da combustibili fossili, distribuisce energia ad ogni singolo consumatore ed immette una generosissima dose di gas serra all’atmosfera. Alla base di questo nuovo modello di energia e di società, come detto, c’é il concetto di “prosumer“, la fusione dei vocaboli inglesi corrispondenti ai nostri “produttori” e “consumatori”. Ora per la prima volta, grazie al lavoro del portavoce Dario Tamburrano, la Commissione Europea dovrà darne una definizione precisa che tenga conto degli inequivocabili diritti e forme di sostegno.

Una conquista che viene controbilanciata da un retaggio di antica Europa, quella che dopo un passo in avanti boccia la richiesta del Movimento 5 Stelle di considerare l’energia come un “bene comune” al pari dell’acqua. L’emendamento (sottoscritto anche da un centinaio di altri colleghi di varie nazionalità) non è passato per soli 47 voti su 650. Un risultato comunque strepitoso, perché avere 298 favorevoli e 345 contrari significa, in termini oggettivi, che metà della plenaria converge su un concetto di energia proprio del M5S fin dai suoi albori. La rivoluzione è dunque iniziata, ora è solo una questione di tempo.

Il discorso del portavoce Dario Tamburrano nella mini-plenaria di Bruxelles:

#RestitutionDay: la festa del Microcredito a 5 Stelle! #RestitutionDay: la festa del Microcredito a 5 Stelle!

#RestitutionDay: la festa del Microcredito a 5 Stelle!

#RestitutionDay: la festa del Microcredito a 5 Stelle!

Oggi il M5S spegne la prima candelina del microcredito alle imprese. È passato un anno esatto dal primo finanziamento erogato grazie al fondo di garanzia che i nostri parlamentari hanno prima attivato grazie ad un emendamento, e poi alimentato di mese in mese tagliandosi le indennità. La festa del microcredito è oggi in sala Koch del Senato della Repubblica. Trasmettiamo qui, sul Blog delle Stelle, a partire dalle 10 la diretta streaming dai negozi, dalle imprese e dai capannoni industriali di tutta Italia che sono nati o sono stati finanziati grazie al nostri risparmi.
Il microcredito alle imprese è il nostro orgoglio e lo festeggiamo con tutti gli onori del caso. Attraverso la collaborazione con associazioni e ordini professionali abbiamo messo a disposizione dei cittadini il supporto gratuito di commercialisti e consulenti del lavoro, e dopo aver sollecitato il sistema bancario, possiamo ora garantire quasi 10.000 sportelli bancari, pronti ad accogliere le richieste dei cittadini in tutta Italia (www.microcredito5stelle.it). Il fondo di garanzia per il microcredito finora non ha ancora pagato perdite. nessuna garanzia statale è stata quindi incassata. A fronte delle 1852 pratiche di microcredito accolte, allo stato attuale, solo 1 azienda è inadempiente. Il microcredito è partito lentamente ma oggi conta una media di 300 operazioni al mese. 10/14 domande al giorno con punte massime di 37. Si stima in base a questa tendenza che per la fine del 2016 avremo superato i 4.000 microcrediti. Un successo totale e senza precedenti storici.
Per l’occasione, domani festeggeremo anche il 5° Restitution Day, giusto per ricordare che ai 17,5 milioni di euro risparmiati finora, 16 dei quali confluiti nel fondo per il microcredito, se ne aggiungeranno molti altri di qui alla fine della legislatura.
Come abbiamo fatto ad alimentare il fondo? Molto semplice. Non abbiamo aspettato la legge, ma ci siamo autoimposti di fare politica con meno soldi possibile, da subito. E ce l’abbiamo fatta. In particolare:
Ci siamo più che dimezzati l’indennità lorda. Da 11.281 euro a 5.000 euro, vale a dire circa 3.000 euro netti
Abbiamo restituito la parte della diaria (3.500 euro) non spesa, rendicontando per filo e per segno quella spesa
– Lo stesso abbiamo fatto per i rimborsi delle spese di mandato. Altri 3.690 euro rendicontanti, se spesi, altrimenti restituiti
Ci siamo impegnati a restituire il Tfr, chiamato indennità di fine mandato. Si tratta di circa 50.000 euro incassati a fine legislatura. Chi non rispetterà l’impegno non potrà più candidarsi con il M5S
– Abbiamo rifiutato le indennità per la cariche aggiuntive, come la vicepresidenza della Camera, la presidenza e la vicepresidenza delle commissioni, la carica di questore. Per queste cariche, in alcuni casi, è prevista anche l’auto blu. Anch’essa rifiutata, naturalmente
Sommando ai 17,5 milioni di euro così accumulati i 42,7 milioni di euro di finanziamenti elettorali rifiutati, possiamo dire di aver risparmiato in tre anni più di 60 milioni di euro. Se lo facessero tutti i partiti potremmo risparmiare e reinvestire nell’economia 300 milioni di euro ogni legislatura. Aspettare che i partiti ci seguano di loro spontanea volontà è inutile. Quindi abbiamo presentato a Grasso e Boldrini la nostra proposta per il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari. Ora non hanno più scuse. In alto i cuori!

Dove amministra il MoVimento

Dove amministra il MoVimento

Dove amministra il MoVimento

Recupero e riqualificazione architettonica per le imprese edili, tutela del commercio di prossimità e di vicinato che valorizza i centri storici, spazi di incubazione e sviluppo per le idee dei giovani e le start-up innovative, servizi e agevolazioni fiscali alle manifatture e all’artigianato che esaltano l’identità culturale delle nostre città. In altre parole: paesaggio, servizi, sostenibilità e qualità urbana sono le stelle polari su cui si orienta l’azione del M5S. Nei comuni che amministriamo questi concetti sono già realtà.
Solo per fare un esempio, a Livorno sono state riqualificate piazze ed è stato creato l’undicesimo centro commerciale naturale della città, a cui è stato anche applicato il piano d’ambito con l’obiettivo di riqualificare il territorio. È stato rilanciato il Mercato Centrale, aperto anche nel pomeriggio e con l’inaugurazione di nuovi locali. Sui mercati, poi, è stato creato un disciplinare per il decoro, per creare un’immagine uniforme e caratteristica. Poi Livorno ha detto ‘basta’ alla cementificazione selvaggia tramite l’approvazione di un regolamento edilizio ‘partecipato’, redatto con i cittadini, e sono stati stanziati incentivi per la bio-architettura e per il recupero del patrimonio esistente.
Ma, come accade sempre nelle amministrazioni che prendiamo in mano, bisogna correggere il tiro di quelle precedenti. Così a Livorno è stata tolta la ‘tassa sull’ombra’ per gli esercizi commerciali: una follia che andava sanata subito. E, finalmente, ci sarà lavoro per i cittadini labronici: grazie alla caduta del ‘muro di Livorno’ issato in decenni di fiancheggiamento fra Pd e cooperative, aprirà la Esselunga, che era in attesa di aprire i battenti da circa 15 anni. Un progetto, ovviamente, totalmente sostenibile su un’area che era già stata assegnata.
Il turismo, poi, è una delle chiavi di volta per un progresso sano e compatibile con la tutela ambientale e sociale. Ma il turismo non è solo belle piazze o chiese antiche. Serve mobilità sostenibile, ricettività diffusa, cultura dell’ospitalità. Il M5S punta sul trasporto pubblico pulito, sul piccolo commercio diffuso contro l’invasione della grande distribuzione, sulla valorizzazione dell’artigianato e la riqualificazione delle aree industriali in rapporto alla promozione dei settori più innovativi, sulla diffusione della banda ultralarga. I nostri sindaci lavorano per l’adeguamento energetico degli edifici, la ristrutturazione delle scuole e tutte quelle piccole opere diffuse che creano molti posti di lavoro.
Altri esempi ci arrivano da Ragusa, dove è stata riqualificata la Vallata Santa Domenica e ora è un “polmone verde” che unisce il Centro Storico a Ragusa Ibla, fruibile per cittadini e turisti e che valorizza aspetti naturali e storici. Un progetto che ha visto il coinvolgimento di tutte le associazioni che per anni hanno chiesto, inascoltate, la riqualificazione dell’area. A questo si affianca un progetto per un parco urbano di oltre 30 ettari, 660mila metri quadrati di possibili cementificazioni in meno, piste ciclabili per oltre 10 km; un nuovo piano di utilizzo del demanio marittimo, basato sulla tutela ambientale, con spazi di aggregazione lungo la fascia costiera a minimo impatto ambientale; una nuova pista ciclabile a Marina di Ragusa: due chilometri da percorrere a piedi o in bici, un percorso in sicurezza lontano dallo smog e dal traffico caotico specie durante il periodo estivo, a servizio dei pedoni e dei cicloamatori della città.
Tutto ciò, per essere fruibile, ha bisogno di piccole infrastrutture, di cui la Sicilia è totalmente priva. E sono previsti ben novanta interventi, di cui 21 solo per opere infrastrutturali. L’Amministrazione Comunale, grazie ad una politica di razionalizzazione delle risorse improntata allo sviluppo, ha avviato una vera e propria rivoluzione estesa in tutto il perimetro urbano. E, per essere trasparenti, si può seguire l’evoluzione di tutto questo in tempo reale cliccando su un sito. Con l’ambiente viene promossa anche la cultura, con la nuova sala pluriuso “Ideal”, la Sala “Falcone-Borsellino” e il “Teatro Quasimodo”: una rete di spazi comunali dedicati alla cultura, in altrettanti siti strategici della città. Così come a Mira, dove sono stati salvati affreschi e tetto di una storica villa veneta a rischio crollo, recuperate le sue pertinenze in rovina e riconvertite con finalità turistiche, grazie a fondi ottenuti da bandi regionali ed europei, e somme “dimenticate” da anni da precedenti amministrazioni. Nell’ambito dello sviluppo locale il comune di Mira sta concentrando lo sforzo sulla valorizzazione turistica del territorio mediante l’utilizzo dei fondi europei e regionali.

Chiara Appendino, candidato sindaco M5S Torino
Matteo Brambilla, candidato sindaco M5S Napoli
Massimo Bugani, candidato sindaco M5S Bologna
Gianluca Corrado, candidato sindaco M5S Milano
Antonietta Martinez, candidato sindaco M5S Cagliari
Paolo Menis, candidato sindaco M5S Trieste
Virginia Raggi, candidato sindaco M5S Roma
e tutti gli altri 244 candidati sindaci del MoVimento 5 Stelle alle elezioni del 5 giugno