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Monthly Archives: febbraio 2016

Aeroporto dello Stretto “Cronaca di una morte annunciata”

Aeroporto dello Stretto “Cronaca di una morte annunciata”

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 Tanto tuonò che piovve. Così ho commentato il commissariamento dell’Aeroporto dello Stretto da parte dell’Ente nazionale aviazione civile.

L’atto di Enac rappresenta solo il prosieguo di una parabola discendente cui noi cittadini abbiamo assistito e continuiamo ad assistere del tutto impotenti. L’abbiamo detto e ripetuto da mesi: tutto ciò che ha fatto la dirigenza della Sogas, espressione della Provincia di Reggio Calabria, ma anche – seppure in modo minore, data la ripartizione delle quote – di Comune e Regione era contrario al buon senso. Una dimostrazione di dilettantismo pietoso, che ha condotto al progressivo disfacimento di una realtà che poteva avere grandissime prospettive. La società di gestione poteva vendere all’Italia e all’Europa lo Stretto di Messina, i suoi tesori paesaggistici e culturali. Poteva convogliare il traffico delle decine di migliaia di calabresi dispersi per il continente su Reggio Calabria. Poteva sfruttare la leva della continuità territoriale, creando un’alternativa attraente rispetto ad una rete di trasporti terrestri che è al collasso. Era quasi  impossibile fallire. La dirigenza di Sogas, spinta dagli illuminati politici calabresi, ci è riuscita.

Sarebbe bastata un po’ di responsabilità e di lungimiranza. Reggio Calabria invece ha ora un aeroporto in declino che è destinato ad un ruolo sempre più marginale nel panorama nazionale. E ciò che brucia di più è che, per l’ennesima volta, chi ha fatto tali danni è destinato a non pagare. Tanto ci pensano i reggini.

Gas nella sanità, così sprechiamo 6 milioni di euro. Interrogati i ministri di Salute ed Economia

Gas nella sanità, così sprechiamo 6 milioni di euro. Interrogati i ministri di Salute ed Economia

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Le aziende sanitarie pagano ingiustamente sei milioni di euro in più per il consumo del gas.Soldi pubblici buttati e che si potrebbero risparmiare.

di Dalila NESCI

Le aziende della sanità calabrese pagano montagne di soldi in più per il consumo di gas. Ecco perché ho interrogato i ministri dell’Economia e della Salute, chiedendo verifiche urgenti rispetto alla fornitura del gas naturale alle aziende sanitarie pubbliche, calabresi e delle altre regioni italiane.

Fino al 2014, infatti, le aziende sanitarie pagavano il gas ai fornitori tenendo con l’accisa “ad uso civile”. A luglio di quell’anno, però, le cose sono cambiate e per le aziende sanitarie l’accisa da calcolare è passata “ad uso industriale”, cosa che abbassa di gran lunga il costo complessivo del gas (di circa il 25%).

Peccato però che diverse amministrazioni non hanno ancora provveduto a tale modifica dell’accisa. Parliamo di un risparmio per le aziende della sanità calabrese di almeno 6 milioni di euro, secondo i nostri calcoli.

In una regione sottoposta ingiustamente a piano di rientro dal disavanzo sanitario, èinammissibile spendere capitali in più per la fornitura del gas nelle strutture ospedaliere e negli altri luoghi della sanità. Questa cifra è quasi un decimo del disavanzo sanitario stimato nel tavolo di verifica dello scorso luglio. Poi ci vendono che mancano i fondi per i servizi essenziali ai cittadini, i quali subiscono la chiusura dei reparti addirittura per crepe e cedimenti, come nel caso dell’ospedale di Vibo Valentia.

Ancora una volta il Movimento 5 stelle dimostra di essere fondamentale con la sua proposta e denuncia incessante. Ci auguriamo che la struttura commissariale, la Regione Calabria e le aziende della sanità ascoltino il nostro ennesimo suggerimento di sostanza, intervenendo nell’immediato per risolvere il problema specifico.

La Corte dei conti boccia il Governo e il Jobs Act

La Corte dei conti boccia il Governo e il Jobs Act

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La Corte dei Conti nella relazione sull’INPS pubblicata qualche giorno fa, ha lanciato il campanello d’allarme sul Jobs Act, confermando la tesi che il M5S sostiene ormai da tempo, ovvero che il contratto a tutele crescenti e gli sgravi contributivi ad esso collegati, possono mettere in ginocchio il nostro Paeseprovocando lo scoppio di una grave bolla occupazionale.

Fra 3 anni, infatti, gran parte dei contratti a tutele crescenti che sono stati attivati, potrebbero cessareunitamente all’esaurimento dello sgravio contributivo che era stato previsto nel Jobs Act, con il rischio reale di una cessazione in massa dei contratti in essere. Ciò comporterebbe anche un’inevitabile aumento delle prestazioni a sostegno del reddito, come l’indennità di disoccupazione.

Ma non solo. La Corte dei Conti lancia l’allarme anche su altro aspetto. Secondo i Giudici contabili dello Stato, infatti, qualora da tali misure, ovvero, dagli sgravi contributivi, non derivi un effettivo incremento occupazionale, e le nuove assunzioni siano ascrivibili a mere trasformazioni della durata e della natura contrattuale di rapporti in essere, il mancato introito di risorse – proprie per effetto della decontribuzione -, richiederebbe un ulteriore incremento di trasferimenti dal settore pubblico, la cui provvista ricadrebbe sulla fiscalità generale. In sintesi, un reale rischio di fallimento occupazionale, i cui costi ricadrebbero in ulteriore tasse ai danni dei cittadini!

In sostanza, viene confermata quanto il M5S sostiene da sempre. E cioè che, quando si prenderà atto che la gran parte dei contratti a tutele crescenti attivati sono stati semplici trasformazioni di contratti già in essere e non, dunque, nuovi contratti, il nostro Paese si ritroverà a gestire oltre che il rischio della cessazione di massa, anche un nuovo e vero bagno di sangue per la fiscalità generale e, dunque, per i cittadini contribuenti.

Il governo è responsabile di tutto ciò. Avrebbe potuto evitare i danni se avesse seguito le proposte di modifica al Job Act del M5S.

Il Parlamentari del M5S, infatti, hanno chiesto più volte di razionalizzare la concessione degli sgravi contributivi solo in favore dei datori di lavori che effettivamente contribuivano alla creazione di nuova e reale occupazione, evitando così abusi e/o indebiti utilizzi, consistenti nel trasformare i contratti di lavoro in essere, al fine di ottenere gli sgravi ed anche il premio di un “facile licenziamento”. Ma così, purtroppo, non è stato.

In conclusione, il tempo dimostra sempre di più che il Jobs Act è stato un fallimento totale che è servito soltanto per sostenere la politica degli slogan e delle frasi ad effetto del Governo privi di qualsiasi contenuto, nonché per sperperare la bellezza di 12 miliardi di euro che ben potevano essere utilizzati per finanziare l’unica vera manovra economica ed occupazionale di cui ha bisogno il nostro Paese, ovvero, il Reddito di cittadinanza del M5S.

Subito il Reddito di cittadinanza!

Sei nato negli anni ’80? Andrai in pensione a 70 anni!

Sei nato negli anni ’80? Andrai in pensione a 70 anni!

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di Paolo Bernini

Ciao a tutti, sono Paolo Bernini parlamentare portavoce del MoVimento 5 Stelle. Quello di cui mi occupo in Parlamento, e soprattutto fuori dal Parlamento, è latutela e la salvaguardia degli animali e il rispetto della normativa che legifera sulla vita di milioni di animali che sono sul territorio italiano. La situazione degli animali in Italia dal punto di vista legislativo, cioè delle leggi che salvaguardano il loro benessere e tutto quello che li circonda, è ottimale a livello europeo, la parte legislativa italiana è una delle più importanti e delle più valide.

Il punto è che in Italia mancano i controlli, dei severi controlli e non si applicano mai le normative come dovrebbero essere applicate, invece di fare sanzioni molto elevate molte volte si lasciano gli animali in condizioni che non sono a norma di legge. In Italia ci sono molte norme all’avanguardia per il rispetto agli animali, una di queste è la legge 281 che legifera sul randagismo e sulla tutela degli animali di affezione, e ci sono determinate norme che regolano ad esempio le sterilizzazioni, i controlli sanitari sui canili e i controlli delle Asl.

Solo che in molte situazioni, soprattutto al sud, queste leggi non vengono assolutamente applicate e nonostante le istituzioni e tutti gli organi preposti ai controlli siano a conoscenza non intervengono. Se queste norme venissero applicate, ad esempio se i fondi per la 281 venissero utilizzati principalmente per il benessere animale, e non per sovvenzionare canili privati che lucrano sulla vita degli animali tenendo i cani all’interno di queste strutture, che ricordo che i canili non sono carceri per i cani ma sono strutture di transizione affinché il cane recuperato in strada sia poi dato in affidamento a una famiglia. Il problema è che avendo più cani si hanno maggiori fondi pubblici, e quindi al gestore del canile non interessano le adozioni, anzi più cani ha più soldi guadagna: il vero cancro del randagismo in Italia.

In più molti comuni e molte ASL che sono preposte al controllo, non facendo controlli e sterilizzazioni dei cani randagi, moltiplicano questi casi di randagismo soprattutto al sud, e gli animali molte volte o quasi sempre vengono visti come un problema secondario. Ma non sono un problema secondario, anzi sono molto importanti anche perché il problema del randagismo porta a seri problemi per i cittadini e un dispendio di fondi pubblici verso criminali che ne approfittano. Come MoVimento 5 Stelle per affrontare questo problema e mettere fine a questo problema, ovviamente sapete il MoVimento 5 Stelle è quello che illumina i ladri affinché i ladri non rubino più, io utilizzo la mia carica per andare nei posti che mi segnalano, e mi segnalate nella mail [email protected], per andare a controllare quelle situazioni in cui mi vengono raccontate cose che hanno dell’assurdo.

Ad esempio sono stato due settimane fa a Foggia in Puglia, e quello che mi sono trovato davanti è stata una struttura completamente abusiva che riceveva fondi pubblici, € 200.000 l’anno per gestire 500 cani, e caso strano non c’era neanche un’adozione sul foglio di carico scarico del canile. Zero adozioni, il canile doveva essere sanitario non era sanitario, i cani all’interno erano completamente malati, molti di questi avevano rogna, leishmaniosi e tante altre malattie, c’erano dei cani che non si riuscivano neanche a muovere, c’era un cane che in una gamba aveva una bozza di pus, senza pelo, era un pastore tedesco ma non sembrava assolutamente un pastore tedesco. Quello che ho visto mi ha lasciato veramente il cuore in mano perché non riuscivo a capire come queste persone non facesse niente vedendo la situazione questi cani, trovavano scuse davanti a me dicendo: “No, ma i cani stanno bene, il sindaco è venuto qui dentro e ha detto sì sì ma questi cani stanno bene”. Ho detto “Questi cani non stanno bene, non c’è una sola norma elementare rispettata in questo canile, come è possibile che voi sappiate di queste situazioni e non abbiate fatto nulla?”. Allora ho preso in mano la situazione io insieme all associazione che mi segue di solito, e insieme ai Carabinieri siamo entrati e abbiamo posto sotto sequestro la struttura perché non era a norma, e abbiamo fatto sequestrare anche gli animali affinché questi animali siano tolti alla gestione del canile, e siano dati in mano ad un’associazione che agevoli le adozioni, ad esempio una di queste associazioni che non è all’interno del canile e a cui il canile impediva di entrare, in un anno aveva fatto più di 100 adozioni senza nessun supporto da parte delle istituzioni, e senza nessun fondo pubblico. Come mai loro sono riusciti e il canile no?

VIDEO Aiutiamo il cucciolo cieco salvato dal M5S

Adesso questi 700 cani stanno aspettando il PM, perché c’è anche un altro problema: perché quando avvengono questi sequestri, i pubblici ministeri a cui arriva il fascicolo del sequestro da parte della Guardia di Finanza, dei carabinieri lo vedono come un problema secondario quindi aspettano un’po’ prima di convalidare il sequestro, aspettano anche per la convalida degli affidamenti. Ad esempio l’associazione che segue questi casi chiede affidamento diretto alle famiglie invece che tenere i cani all’interno dei canili, e ci mettono sempre molto tempo, quindi chiedo anche ai pm, quelli che abbiano cuore, di far in modo tale che agevolino quest’istanza di affidamento direttamente alle famiglie per evitare che i cani restino in quelle strutture che non sono assolutamente idonee.

Non mi sono solo occupato di canili lager ma anche di allevamenti abusivi di visoni, allevamenti abusivi di maiali e anche allevamenti di bufale che inquinavano il territorio inquinando la falda acquifera, e anche di delfinari senza nessuna autorizzazione nonostante un decreto da parte del ministero dell’ambiente. Ecco, di questi casi mi sono occupato con altre diverse associazioni, ad esempio Animal Amnesty, Essere Animali e Animal Equality, se volete veramente fare qualcosa per gli animali cerca di informarvi sulle associazioni a cui date i soldi, vedete i risultati che portano a casa, non accontentatevi del bieco marketing. Contattatemi sulla mail che vi ho dato, o andate direttamente dalle autorità preposte e denunciate: sempre sempre denunciare, perché è l’unico modo per far finire questa vergogna.

Il governo accende otto nuovi inceneritori

Il governo accende otto nuovi inceneritori

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“Avete presente quando il Governo dice di preoccuparsi per la qualità dell’aria nelle nostre città? O quando commenta i dati di Legambiente sull’inquinamento? Ebbene, eccoli alla prova dei fatti. E’ arrivata la conferma ufficiale: il governo vuole costruire otto nuovi inceneritori. E riaccendere anche quello di Roma.
Tenete conto che questo inceneritore di Roma è di proprietà di un privato che è accusato dalla Procura di essere il capo di un sodalizio criminale in grado di influenzare la pubblica amministrazione.

VIDEO Il governo accende nuovi inceneritori e ci riporta nel Medioevo

 

clicca qui per il video

Secondo l’EU le priorità sono
1) prevenire la produzione di rifiuti inutili
2) recuperare materiali che possono essere riciclati.
Incenerire è una delle peggiori strade possibili, eppure il Ministro impone come strategici solo gli inceneritori ed è permissivo invece con le Regioni se non fanno prevenzione e recupero di materia.
Il Ministro con un decreto sottrae potere decisionale alle Regioni (alcune stanno battagliando) e lo fa con dati e presupposti sbagliati. Valuta che tutti i rifiuti indifferenziati vadano necessariamente inceneriti, non calcola dunque il possibile ulteriore recupero di materiale, e nemmeno la riduzione della produzione di rifiuti inutili.
Addirittura fissa il tetto massimo di rifiuti differenziati al 60% quando per legge è invece l’obiettivo minimo. Questa è una decisione politica che risponde alle lobby dei costruttori, i quali percepiscono aiuti di Stato per tenere quei forni accesi. Forni che per far lucro necessitano di tanti rifiuti per decenni. Noi del M5S lo sappiamo e lo diciamo da tempo. In tema di prevenzione anche grazie al M5S partirà la sperimentazione del vuoto a rendere. Ma non solo. Ci sono anche tante altre opportunità: creare dei distretti del riciclo, che purtroppo attualmente non ricevono gli incentivi che invece il governo dà agli inceneritori.”M5S Parlamento

La ripresa per i fondelli del governo

La ripresa per i fondelli del governo

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di Elio Lannuti

Nonostante la congiuntura internazionale favorevole, con il crollo del brent, la cui media nel 2015 si è più che dimezzata attestandosi a 54 dollari al barile, (dopo la media di 100,3 dollari al barile nel 2014, ed i 107,5 dollari nel 2013); il calo del cambio euro dollaro, diminuito a 1,1026 oggi rispetto a 1,3813 del 28 febbraio 2014; lo spread decennale con i bund tedeschi, oggi attestato a 134 punti base, contro 194 del febbraio 2014 (sceso sotto 100 punti nel febbraio 2015); due anni di questo Governo non hanno gettato le basi per la ripresa economica. I dati di alcuni indicatori:
Il debito pubblico pari a 2.107 miliardi di euro nel febbraio 2014, chiude il 2015 con una crescita di 33 miliardi e 800 milioni, attestandosi al 31 dicembre a quota 2.169,9 miliardi, con un aumento di 62,743 miliardi in 22 mesi (febbraio 2014 data di insediamento del Governo), una crescita di 2,851 miliardi di euro al mese, un gravame di 36.400 euro su ognuno dei 59,6 milioni di abitanti, un maggior debito pro-capite di 1.052 euro.
La pressione fiscale, che Il Governo spaccia per diminuita, è aumentata come dimostrato dalle entrate tributarie e dal rincaro delle tasse nel 2015. A fine dicembre infatti le entrate tributarie sono state pari a 433.483 milioni di euro, con un incremento del 6,4% rispetto ai 407.579 milioni dello stesso mese del 2014. Nella nota di aggiornamento del Def, le tasse sono cresciute di tre decimali (dal 43,4% al 43,7%) dal 2014 al 2015. A pagina 32 della Nota, la pressione fiscale a legislazione vigente, (norme che sono già legge), crescerà dal 43,7% del 2015 al 44,2% del 2016; dal 44,2% del 2016 al 44,3% del 2017. Per non parlare delle tasse sulle imprese, con la pressione fiscale pari in Italia al 64,8% contro una media europea del 40,6%.

La stima di crescita annua. Con la chiusura del quarto trimestre, l’Istat ha stimato che nel 2015 la variazione annua del Pil – calcolata in base ai dati trimestrali grezzi – sia stata del +0,7% (si scende al +0,6% se si corregge il dato per le giornate lavorative, che nel 2015 sono state tre in più), inferiore al +0,9% previsto nella nota di aggiornamento del Def, ma anche del +0,8% che aveva affermato il premier. Lo 0,7% Istat è più basso della previsione del Governo.
Lavoro ed occupazione. Nell’Eurozona la disoccupazione scende a 10,4% a dicembre 2015; la disoccupazione giovanile al 22,0%; in Italia risale, attestandosi all’11,4% dall’11,3% di novembre; quella giovanile (15-24 anni) si attesta al 37,9%. Il miglioramento del mercato del lavoro, con la crescita di circa 600.000 assunzioni a tempo indeterminato in più nell’intero 2015 (secondo l’Inps) non è la conseguenza positiva del Jobs Act, bensì degli incentivi fiscali. Quando saranno esauriti tali incentivi fiscali, valutati tra i 16 ed i 18 miliardi di euro, gli assunti rischiano di essere licenziati.

Spiagge: Italia tuteli il capitale naturale

Spiagge: Italia tuteli il capitale naturale

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Tutelare il capitale naturale di spiagge e litorali dalla liberalizzazione selvaggia regolando il principio di concorrenza incentivando nei bandi di gara per le concessioni demaniali per attività turistico-ricettive quelle Pmi che rispettino parametri di sostenibilità ambientale e di legalità, impedendo così che le nostre coste siano deturpate e diventino la ‘lavatrice’ di flussi di denaro della mafie.

E’ questa la nostra proposta in risposta alla notizia delle conclusioni dell’avvocato della Corte di Giustizia Ue secondo cui la legge italiana, che proroga le concessioni demaniali al 2020, è contraria al diritto Ue.

La sintesi tra il rispetto del principio della concorrenza e le conseguenze disastrose di una liberalizzazione spietata, che rischierebbe di dare spiagge e coste in pasto a imprese in odor di mafia o a multinazionali del turismo senza scrupoli pronte a deturpare il nostro paesaggio, la si può trovare solo se la politica comincerà a fare gli interessi dei cittadini e accettando di regolamentare il mercato ponendo un freno al guadagno a tutti i costi.

Banche ingrassate dal Governo

Banche ingrassate dal Governo

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“Si chiama banalmente “decreto 256”, ma è un nome che assume un sinistro suono orwelliano quando se ne legge il contenuto.
In breve: le banche potranno espropriare le case dei cittadini senza passare da un tribunale, se verrà saltato il pagamento di 7 rate di mutuo. 7 rate, e NON consecutive: su venti o trent’anni di mutuo può accadere, e il cittadino si ritroverà in un attimo buttato in strada con la casa venduta all’asta dalla banca.
Orwelliano, e un po’ medioevale: si torna allo strapotere degli scherani dell’usuraio, si torna al cittadino rovinato senza alcuna protezione della giustizia.
Ma non basta. Qualora abbiate ancora dei dubbi sulla strada che il governo e la UE spianano alle banche per la distruzione del Paese, vi viene in soccorso (si fa per dire) il decreto di riforma delle banche di credito cooperativo, dove si stabilisce che chi acquista un immobile all’asta non pagherà più l’imposta di registro ma se la caverà con una tassa di miseri 200 euro se lo rivende entro breve.

Capito il meccanismo? Si agevolano le banche nello strappare le case ai cittadini e poi, per evitare che tutti gli immobili rimangano loro sul groppone, si fa sì che possano facilmente liberarsene alle aste che seguono. E anche gli squali delle aste ringraziano.

La scusa è quella di “velocizzare le procedure per l’escussione delle garanzie”, ossia dare la colpa a burocrazia e cattivi pagatori per far digerire l’ennesimo imperdonabile sopruso. In realtà, lo scopo è quello di rendere sempre più appetibili le sofferenze bancarie da rimettere sul mercato, ricorrendo -è il caso di dirlo- persino ad atti di violenza e sopraffazione. L’arbitrio concesso alle banche è infatti totale, pensate: qualora il prezzo di vendita all’asta sia inferiore al debito, cioè al mutuo totale stipulato, la banca (per essere sicura di non rimetterci neanche 1 euro) potrà ancora chiedere la differenza al povero disgraziato che ha già espropriato. Gli scherani ci verranno a cercare anche sotto i ponti.

Nessuno ci dirà “ce lo chiede l’Europa”, per non fare ulteriore cattiva pubblicità all’istituzione che ci sta massacrando ormai da tempo. Ma la verità è che si tratta proprio di una richiesta UE: è il “sogno europeo” che si realizza, ma solo e sempre per le banche. Per quanto riguarda i cittadini, siamo condannati a perdere il sonno. Specialmente se su di noi veglia un governo colluso, compiacente e sottomesso”.
MoVimento 5 Stelle Parlamento

 

 

Case vuote, famiglie per la strada

Case vuote, famiglie per la strada

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“Perdi il lavoro, non hai più il reddito, e iniziano a saltare i pagamenti dell’affitto o le rate del mutuo. Scattano gli sfratti, che poi diventano esecutivi. Le fila dell’esercito di cittadini italiani che soprattutto nelle grandi città rimangono senza casa si sta ingrossando ogni anno. E per la stragrande maggioranza, si tratta di persone sfrattate per morosità.
Il 2014 (ultimo dato disponibile ad oggi) è stato un anno boom delle richieste per “morosità incolpevole” e quasi 80mila i provvedimenti di sfratto diventati esecutivi in tutta Italia, anche nei confronti di persone in condizioni di estrema difficoltà economica o di salute.

In particolare nella città di Roma abbiamo i seguenti numeri:

Provvedimento di sfratti emessi 9700 (dal 2011 al 2014 ne sono stati emessi 30.550)
Richieste di esecuzione 14000
Sfratti eseguiti 3500

Ma lo sfratto è soltanto la punta dell’iceberg, l’elemento più visibile di un problema che riguarda le famiglie con bassi redditi, quelle di nuova formazione, i single, i separati, i precari, i migranti. Tutti senza la possibilità di pagarsi un affitto al prezzo di mercato.
L’altra faccia della medaglia è l’enorme numero di immobili di proprietà pubblica e abbandonati. Con una spesa per l’amministrazione, sempre per tornare all’esempio romano, di circa 40 milioni l’anno per poter affittare residence, spesso dalle cooperative coinvolte in Mafia Capitale o dai soliti palazzinari, per metterli a disposizione del Comune per i casi più disperati.

Un sistema distorto, che si alimenta con il fallimento pilotato dei Piani di Zona: convenzioni stipulate dal Comune che fanno ottenere a costruttori (e cooperative) soldi pubblici per costruire su terreni comunali in cambio dello scomputo del contributo pubblico già ricevuto dal prezzo massimo di cessione degli immobili costruiti. Prezzo che serve per fissare il canone di locazione o il prezzo di vendita degli immobili, ovviamente più basso rispetto a quello di mercato perchè questa forma di edilizia dovrebbe essere riservata alle fasce sociali meno abbienti che non devono perdere il diritto ad abitare in una situazione dignitosa.

Il Piano Casa dell’ex Ministro Lupi prevede lo stanziamento di 25 milioni di euro all’anno per ristrutturare immobili ERP non agibili; peccato che la quota del 2015 sia stata deliberata con il decreto Giubileo (quindi a dicembre ovvero a fine 2015) e in tutto i fondi disponibili in questa prima fase renderanno possibile intervenire su circa 4400 alloggi con interventi di lieve entità (sotto i 15.000 euro di importo), mentre nulla risulta sugli altri 18000 alloggi che avrebbero bisogno di interventi di ripristino dopo essere tornati liberi per decesso, trasferimento o perdita dei requisiti degli inquilini e di manutenzione straordinaria, il tutto su base nazionale. Briciole, rispetto a un’emergenza sempre più diffusa a macchia d’olio. In questo contesto c’è il dramma delle occupazioni, all’interno delle quali bisogna discernere e valutare.

L’universo è variegato: ci sono le famiglie disperate, ridotte al lastrico, ma ci sono anche gli speculatori, con reddito. Si fa presto a dire illegali. La linea di demarcazione è sottile e opaca ma basta approfondire un po’ per non fare di tutta l’erba un fascio e sparare a zero contro tutto e tutti come fanno alcuni giornali spesso finanziati dagli stessi speculatori edilizi.
Cerchiamo quindi di fare qualche distinguo.
E’ giustificato occupare un immobile pubblico costato fior di quattrini dei contribuenti e lasciato spesso a marcire in attesa di svenderlo a due lire all’amico palazzinaro che lo saprà ben far fruttare? Non è legale, è vero, ma è giustificato usare un bene pubblico per tutelare un diritto umano come il diritto all’abitare. Ed è bello che magari gli stessi che occupano si organizzino tra loro per recuperarlo sia come struttura che come vocazione sociale, sottraendolo alla speculazione.
E’ giustificato occupare un immobile privato in edilizia agevolata e convenzionata costruito con soldi pubblici che non sono mai stati decurtati dal prezzo di vendita o dal canone di locazione? Dipende se vuoto ed abbandonato, dipende se con l’occupazione non si va a ledere il diritto del privato che magari con i sacrifici di una vita si è comprato una casa in questo immobile ed ora se lo vede occupato da un altro.
E’ giustificato occupare un immobile pubblico assegnato a qualcuno in base alle graduatorie? Possiamo essere d’accordo ed impegnati a verificare il rispetto dei requisiti che danno diritto all’assegnazione di alloggi in edilizia residenziale pubblica per cacciare chi ha barato per rientrare in quelle graduatorie (e noi sappiamo che ce ne sono tanti!) ma nel frattempo non è tollerabile che ci siano persone che temono di uscire di casa per ritrovarla poi occupata da estranei. Siamo consapevoli infatti che è tutto il sistema burocratico amministrativo che ha fallito in questi anni, come ci dimostra la vicenda di affittopoli.

E non è altrettanto tollerabile che la gestione del patrimonio residenziale pubblico avvenga in base alle conoscenze, agli amici, agli abusi degli occupanti di professione. Già, gli occupanti di professione: sono coloro che hanno agganci nei tribunali, sanno le famiglie che si troveranno presto in mezzo ad una strada e li contattano offrendo i loro servigi per qualche migliaio di euro, entrando in qualche immobile pubblico e occupandolo per poi subaffittarlo ai disperati di turno. Ci sono partiti politici, soprattutto di sinistra ma non solo, che ci hanno costruito le loro fortune elettorali dando copertura politica a questi signori con i loro occhi chiusi a comando di fronte agli abusi di questi “sensali” di case. Il mondo non può essere dei più furbi o dei più “ammanicati”.

Lo Stato ha il compito di dare risposte. E la risposta, per il M5S non è edificare, cementificare. È censire il bisogno e il patrimonio immobiliare a disposizione, e riutilizzarlo con equità ed efficienza. Il nostro compito è dare risposte, offrire soluzioni. Il nostro obiettivo sarà terminare il censimento degli alloggi a disposizione e utilizzarli per rispondere a un grave e sempre più urgente disagio sociale. Per ogni immobile pubblico vogliamo sapere se occupato o meno, chi c’è dentro, a quale titolo, se ha i requisiti per starci, quanto paga e se paga.
Sono 80.000 circa gli alloggi pubblici a Roma (25.000 quelli comunali). L’accurata gestione del patrimonio pubblico potrebbe portare all’assegnazione di 1200/1300 alloggi ogni anno, quello che fisiologicamente si libera per decesso degli assegnatari o perdita del diritto di permanenza.
La risposta passa, necessariamente, quindi, per un censimento del patrimonio abitativo, e lo sfruttamento degli immobili vuoti. Riapriamo le graduatorie: il cerino non può rimanere in mano alle famiglie disagiate. E per un’applicazione rigorosa della normativa nazionale e delle convenzioni sui Piani di Zona. Dobbiamo rendere le nostre città più giuste, accessibili e trasparenti. Soprattutto per le fasce sociali che ne hanno più bisogno”.
MoVimento 5 Stelle Parlamento

VIDEO Le vergognose dichiarazioni di Orfini su #MafiaCapitale

M5S -Catanzaro, quale futuro per la sanità?

M5S -Catanzaro, quale futuro per la sanità?

M5S -Catanzaro, quale futuro per la sanità? from amidibeppegrilloselliamarina on Vimeo.

Condividete questo video e sopratutto guardatelo fino alla fine perchè queste informazioni non le dicono i telegiornali, non li scrivono i giornali, non le denunciano i altri partiti.

Il gruppo Amicidibeppegrilloselliamarina ha partecipato all’evento e ha registrato questo video per informare chi non cera

iniziativa pubblica organizzata dai Parlamentari del Movimento 5 Stelle Paolo Parentela e Dalila Nesci, sabato 20 febbraio, #SalaDelleCulture, nel palazzo della Provincia di #Catanzaro, L’obiettivo dell’iniziativa è offrire alla comunità catanzarese la possibilità di conoscere direttamente e senza mediazioni la prospettiva delle diverse istituzioni sul futuro della sanità nel territorio e, più in generale, nell’intera #Calabria.

amicidibeppegrilloselliamarina

Dov’è il ministro Lorenzin?

Dov’è il ministro Lorenzin?

#moritesereni

E’ possibile che la Calabria sia ancora senza ricettari? E soprattutto, dov’è il ministro Beatrice Lorenzin? Sono indignata ed ho insistito nuovamente nell’aula di Montecitorio, nella giornata del 24 febbraio, per avere risposte dal Governo.

Ho presentato un’interrogazione più di un anno fa ma non c’è stata alcuna risposta. Non credo sia dignitosa questa indifferenza di fronte ad un problema che sta creando gravissimi danni a molti cittadini calabresi. Ciò che non è accettabile non è solo l’incompetenza che dimostra il Ministero della Salute nel non cercare soluzioni ad un problema che si ripropone ciclicamente e che è senza scusanti,  ma anche l’arroganza di non sentire neppure la necessità di dare una spiegazione, dimostrando scarsissima considerazione per i cittadini  e per il Parlamento.

La sanità in Calabria sta diventando un lusso per pochi. La mancanza di ricettari comporta che i cittadini non possano accedere alle cure e i medici di base si trovino costretti a negare le prescrizioni necessarie. Confidiamo che almeno il ministro si degni prima o poi di darci una spiegazione del motivo per cui per i cittadini calabresi non vale il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione.

#5giornia5stelle 67° puntata, 26 febbraio 2016

Settimana decisiva per il M5S a Roma: finalmente abbiamo il nostro candidato sindaco scelto in Rete! Si chiama Virginia Raggi e ascoltate, alla conferenza stampa di presentazione, come spiega ai giornalisti i principi fondanti del MoVimento: noi non ci rivolgiamo agli “elettori” ma ai cittadini, perché i cittadini non esistono solo al momento del voto. Il governo M5S a Roma seguirà ogni giorno le esigenze e i bisogni di tutti i cittadini romani, insieme a loro.

Al Senato si è arrivati alla conclusione sulla legge per le unioni civili. Alberto Airola, in aula, denuncia come alla fine la maggioranza abbia ascoltato ingerenze vaticane, mentre Nunzia Catalfo senza mezzi termini dichiara che questa legge sancisce il matrimonio tra Renzi e Verdini, un matrimonio con obbligo di fedeltà e obbedienza come nella migliore tradizione massonica! E colmo della vergogna, hanno anche cercato di incolpare il M5S.

Alla Camera, Danilo Toninelli ci racconta come la “nuova” legge sul conflitto di interessi sia in realtà l’ennesima finta, una legge che riguarda appena quattro gatti che per giunta nomineranno da sé i propri controllori. Si sono ridotti a comprare gli arbitri! Noi combatteremo questa legge anche al Senato perché, come sostiene in aula Andrea Cecconi, siamo gli unici a preoccuparci dell’interesse pubblico.

Al Senato si è parlato anche di Milleproroghe, un decreto che, come spiega Vito Crimi, ha il suo fallimento già nel nome: è solo un inno a favori, scambi e marchette. Dentro c’è di tutto, e sancisce la proroga eterna per legge per amici e potenti.

Da Bruxelles, Marco Zullo ci mostra la birra tedesca: proprio quella in cui, nei giorni scorsi, si sono rinvenutepericolose quantità di glifosato. Il Glifosato è un erbicida cancerogeno, e pensate: la UE vuole rinnovarne l’autorizzazione. Ora in seguito a questo scandalo vedremo se hanno il coraggio di farlo, il M5S ha invece chiesto di vietarlo del tutto.

Francesco Cariello e Laura Castelli, dalla Camera, denunciano un nuovo strumento tecnocratico della UE: un comitato di 5 membri che controlleranno le finanze pubbliche degli Stati. Il Parlamento non è stato neppure interpellato, e noi ci opporremo a questa ennesima scelta antidemocratica che serve solo a togliere sovranità.

Video pirata da Bruxelles! Il nostro Ignazio Corrao presenta una lettera alla Mogherini per chiedere un incontro urgente sulla questione dell’olio tunisino, per trovare una soluzione alternativa all’importazione di migliaia di tonnellate di olio che distruggerebbero il settore in Italia. Sapete cosa risponde la Mogherini? “Sì, ma questo è quello che i tunisini vogliono”! E allora chi decide in Europa, i tunisini?

Per finire, importante appuntamento domenica 28 febbraio, alle 14,30, a Milano sotto il Pirellone. In seguito agli arresti e ai nuovi scandali che coinvolgono esponenti della Lega, tutti i parlamentari lombardi ci invitano ad essere presenti per dire basta con la Lega ladrona, #fuoridaiMaroni!


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5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

#Cibicancerogeni: arriva anche il grano tossico. Ma cosa stiamo mangiando?

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Carichi di grano, proveniente dall’estero, arrivano al porto di Bari. E si scopre che sono pieni di micotossine: sostanze tossiche che, se assunte in eccesso e per tempo prolungato, favoriscono l’insorgere di malattie non ultimi i tumori.

Il grano è fondamentale per gli italiani, alla base della dieta mediterranea ricca appunto di pane, pasta, cereali. Il rischio che nel nostro Paese si assuma un quantitativo pericoloso di micotossine è quindi molto alto. Per questo il M5S, con un’interrogazione ai ministri della Salute e delle Poltiiche Agricole, chiede di rivedere i livelli di micotossine ammesse negli alimenti, di inasprire i controlli sanitari e rendere più trasparenti le etichette.

Ma non ci preoccupiamo solo della salute. I nostri agricoltori, già gettati nella disperazione da dissennate politiche agricole europee (vedi il caso dell’olio tunisino), sono in grado di fornire un prodotto sicuro: le micotossine, infatti, si sviluppano anche nei tempi lunghi di trasporto dei grani di importazione. Eppure, il grano italiano resta penalizzato dalla forbice tra il costo di produzione e quello finale al consumatore. Per questo il M5S chiede accordi di filiera e l’istituzione della Commissione Nazionale del Grano, prevista anche dalla legge.

E’ ora che il governo si occupi di cose importanti: come il piatto di pasta e il pane che i cittadini italiani mettono tutti i giorni in tavola. Devono poterlo fare senza rischiare la salute.

VE LO AVEVAMO DETTO: ORA IL GLIFOSATO È ANCHE NELLE BIRRE TEDESCHE

VE LO AVEVAMO DETTO: ORA IL GLIFOSATO È ANCHE NELLE BIRRE TEDESCHE

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Dopo lo scandalo delle emissioni truccate sulle automobili, arriva un’altra Caporetto economica per la Germania. La sua decantata birra è affetta dal glifosato, un diserbante giudicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dallo IARC come possibile cancerogeno. Non stiamo parlando di piccoli numeri: sono 14 le marche di “bionde”, tra cui Beck’s, Paulaner e Franziskaner, in cui sono stati rilevati concentrazioni tra 0,46 e 29,74 microgrammi di erbicida per litro. Quindi, nei casi più estremi, fino a 300 volte superiori ai 0,1 microgrammi, considerato il limite consentito dalla legge per l’acqua potabile. Alcuni stanno già adducendo la scusa della legislazione: non esistendo per la birra, i valori possono essere tollerati legalmente. Come se tutto ciò che non fosse acqua possa essere venduto al cliente inconsapevole di acquistare veleno.

Un altro settore chiave della brillante economia tedesca dovrebbe essere messo sotto inchiesta. Per non parlare dei risvolti culturali che si andranno ad aggiungere alla mastodontica truffa delle emissioni. In entrambi i casi viene palesemente messa in pericolo la salute dei cittadini, senza garantire alcun principio di precauzione. Quello che il Movimento 5 Stelle, proprio sul caso del glifosato, aveva invocato a gran voce. La battaglia dei portavoce, ora, non potrà più essere ignorata. Tutta l’Europa si dovrà rendere conto che siamo in costante rischio avvelenamento da glifosato. Anche la Monsanto non potrà più nascondere gli effetti del suo “Roundup”: soia, mais e cotone “Roundup Ready” (prodotti da quest’ultima) sono infatti resistenti all’erbicida Roundup e la soia “Roundup Ready” è il prodotto OGM più coltivato nel mondo. E “naturalmente” si dicono “Roundup Ready” quelle colture geneticamente modificate al fine di tollerare erbicidi a base di glifosato.

L’unione dei coltivatori tedeschi addossa la colpa della presenza del glifosato all’importazione di malto d’orzo principalmente da Francia, Danimarca e Gran Bretagna. In Germania, al contrario, l’utilizzo del diserbante è vietato nella fase di trattamento che precede la raccolta del malto d’orzo. Inizia il classico gioco europeo dello scaricabarile. La verità è che la Monsanto, pur di fare profitto, sta infettando le coltivazioni di tutto il mondo. L’immensa lobby che rappresenta riesce a soffocare il buon senso: fino a quando non verrà fatta luce sul glifosato, la sua produzione e commercializzazione deve essere sospesa. La Commissione Europea, invece, ha preferito rifilare uno schiaffo al volere di 500 milioni di cittadini europei. Dall’alto dei suoi 8,5 miliardi di dollari di fatturato, la multinazionale è riuscita a farlo autorizzare dall’esecutivo europeo, in barba al volere del Parlamento, che si era espresso con parere negativo per ben due volte.

Oggi, la Monsanto si sta muovendo come un carro armato. L’azione legale che ha intentato alla California, per impedire che l’erbicida glifosato sia inserito nell’elenco delle sostanze chimiche che causano il cancro, la dice lunga sulla sua potenza di fuoco. Per non parlare del disastro umanitario che ha già causato in Colombia. Il Paese sudamericano, dopo anni e anni di disastri, ha deciso di sospenderne l’utilizzo da maggio 2015.

Ascolta e diffondi la denuncia del portavoce Marco Zullo:

Eccolo il prezzo del glifosato. Questo è ciò che ci aspetta se non ci svegliamo:

IL FOLLE VOTO DEL PD A FAVORE DELL’AUSTERITÀ. UN ALTRO SCHIAFFO AI CITTADINI

IL FOLLE VOTO DEL PD A FAVORE DELL’AUSTERITÀ. UN ALTRO SCHIAFFO AI CITTADINI

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Il Partito Democratico, assieme a Forza Italia ed NCD, sono autori dell’ennesima follia al Parlamento Europeo. Hanno avuto il coraggio di votare a favore di Germania e Olanda sull’annosa vicenda dell’enorme surplus della bilancia commerciale, accumulato grazie all’export drogato dal cambio fisso e dalla compressione di domanda e salari: una delle principali ragioni degli squilibri macroeconomici della zona Euro a danno dei Paesi mediterranei. Mentre il Bomba chiede l’elemosina e prende schiaffi da Bruxelles per cercare di ottenere una briciola di flessibilità, i suoi eurodeputati votano contro le richieste di risolvere il problema dei surplus abnormi accumulati dai tedeschi, che da anni violano le regole contenute nel Six-Pack. Non solo, i piddini distruggono gli emendamenti che consentono di esentare gli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio, di sospendere il TTIP e la concessione del MES alla Cina e di riformare il sistema bancario con una separazione delle attività di trading dalla funzione creditizia. Tutto in un colpo solo. Non male per l’esecutivo che voleva cambiare l’Europa imponendo una visione nuova, quella per cui ha ottenuto il 40% delle “speranze” degli elettori alle ultime trionfanti europee.

LA FINTA BATTAGLIA DI RENZI
Una posizione che conferma i forti sospetti che la battaglia di Renzi nei confronti dell’Europa sia in realtà una penosa operazione mediatica che non trova alcun riscontro nella posizione ufficiale tenuta dal Premier nelle sedi istituzionali. Il PD, infatti, china la testa come da copione, dando pieno supporto alla scellerata idea di un’Europa sempre più tecnocratica e antidemocratica, fondata sul dogma neoliberista del rigore, della moneta e della liberalizzazione finanziaria. In plenaria non si è scelto solo di rigettare le nostre istanze, ma anche di approvare un testo che supporta una strategia per la crescita basata sulla continuazione a oltranza del consolidamento fiscale (leggasi austerità), sulle riforme strutturali e sulle privatizzazioni. Posizione effettivamente in linea con la proposta ufficiale espressa dal governo italiano per il futuro dell’Europa, che di fatto chiede la definitiva remissione della sovranità nazionale, con la conseguente distruzione delle strutture democratiche del Paese. Solo per fare alcuni esempi: si parla dell’introduzione di un “super ministro” delle finanze e di un bilancio comune dell’Eurozona attraverso cui realizzare una politica fiscale accentrata e imposta dall’alto dal volere tedesco, della massimizzazione dello spazio di bilancio nazionale entro i vincoli del Patto di Stabilità rafforzato, del completamento dell’unione bancaria e della trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilità in un Fondo Monetario Europeo.

UN TESTO CONTRO I CITTADINI
Con questo scandaloso report i partiti dell’establishment hanno avallato la strategia della Commissione Europea, basata sul perseguimento delle vecchie ricette fallimentari. Non è la prima volta che accade, già con i report Berès e Rosati avevano svelato le carte in tavola. Il tutto si sposa alla perfezione con il piano dei famosi cinque presidenti che da soli e nelle stanze segrete decidono il futuro di oltre 500 milioni di persone: Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea; Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo; Mario Draghi, presidente della BCE; Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo; Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo. Questi grandi statisti continentali ignorano le regole europee sancite dai Trattati che dovrebbero costare alla Germania una procedura correttiva che prevede pesanti sanzioni per ridurre in modo drastico i surplus record delle partite correnti accumulati a partire dall’introduzione dell’Euro, ponendo fine alla concorrenza sleale realizzata alle spese dei partner europei. Sfruttando i vantaggi di una moneta artificialmente sottovalutata rispetto alla sua economia. Invece il surplus, causa del problema, è paradossalmente esaltato al punto da farlo diventare un segnale positivo di competitività esterna che avrebbe addirittura “effetti di ricaduta positivi su tutta la catena del valore, di cui gli altri Stati Membri possono beneficiare in svariati modi”, non meglio specificati.

LE SOLUZIONI
Solo la riconquista della piena sovranità potrà fornire gli strumenti ai cittadini per ricostruire il futuro. Lo ha dimostrato la Gran Bretagna, che è stata in grado di negoziare in Europa a testa alta, da protagonista. Mentre la Grecia è stata calpestata e l’Italia costantemente umiliata, nonostante la propaganda del Bomba. Senza rivedere i vincoli di bilancio, senza restituire agli stati membri il controllo della politica fiscale e monetaria, senza mettere in discussione il fallimentare progetto dell’unione monetaria, senza affrontare alla base il gravissimo problema di assenza democrazia intrinseco nei meccanismi di coordinamento fiscale e nelle strutture tecnocratiche dell’unione monetaria, è evidente che concetti come investimenti pubblici, benessere sociale e occupazione rimarranno solo parole tanto belle quanto inutili. L’unico reale risultato sarà il crollo caotico dell’Eurozona, che nessuno si auspica.

TUTTI GLI EMENDAMENTI
Il Movimento 5 Stelle, in seduta plenaria, ha proposto queste fondamentali soluzioni
(scarica qui gli emendamenti in versione originale).
applicazione della procedura correttiva sugli squilibri macroeconomici nei confronti dei Paesi che hanno accumulato surplus eccessivi delle partite correnti alle spese degli altri stati membri, con particolare riferimento a Germania e Olanda (basterebbe fare in modo che questi Paesi aumentino la spesa pubblica, gli investimenti e permettano l’aumento dei salari per ridurre il gap tra paesi in surplus e paesi in deficit, uno “sforzo” decisamente più sostenibile molto diverso delle ricette lacrime e sangue imposte ai paesi del Sud Europa, su cui sinora si è scarito tutto il peso dell’aggiustamento);
introduzione di un meccanismo democratico di recesso o opt-out dall’Eurozona per lasciare i Paesi membri liberi di decidere se partecipare o meno a un progetto che sta conducendo allo smantellamento dello stato sociale, alla distruzione delle economie deboli e a intollerabili divergenze tra paesi europei;
prendere in considerazione l’opportunità di preparare un “piano B“, a fronte di un’unione monetaria che si mostra più incapace di gestire le crisi e condurre a una vera ripresa, con cui organizzare una dissoluzione coordinata e ordinata dell’Eurozona;
immediata esenzione degli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio;
sospensione TISA, TTIP e nessuna concessione del MES alla Cina per le prevedibili pesantissime ripercussioni sulla crescita e l’occupazione;
riforma strutturale delle banche basata su separazione delle attività di trading da funzione creditizia, unico strumento per risolvere il problema del too-big to fail e evitare che i costi delle crisi si ripercuotano su contribuenti, depositanti e risparmiatori (come accadrebbe oggi col bail-in in caso di nuova crisi finanziaria);
riforma stringente del settore finanziario per riportarlo a svolgere una vera funzione di sostegno all’economia reale e alla società e opposizione all’unione dei mercati dei capitali che va nella direzione opposta di una ulteriore “finanziarizzazione” dell’economia, a danno della crescita e dell’economia reale.

Il Movimento 5 Stelle in Europa ha anche ripresentato per l’ennesima volta degli emendamenti che denunciano gli effetti distruttivi dell’Euro sull’economia continentale e il suo ruolo nell’esasperare gli squilibri e le disparità all’interno dell’Eurozona.

TUTTI I VOTI, NOME PER NOME
Ecco, di seguito, chi ha avuto il coraggio di votare contro queste soluzioni
(scarica qui la lista di voto originale).

– il report passa con 395 voti a favore e 203 contrari, PD e Forza Italia compatti a favore:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, Toia, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

Indipendenti: Cofferati, Schlein.

PPE, Forza Italia: Cicu, Cirio, Comi, Gardini, Martusciello, Maullu, Mussolini, Patriciello, Pogliese, Salini, Tajani.

NCD: Cesa, La Via.

Partito popolare sudtirolese: Dorfmann.
__________

– sull’emendamento che chiede di attivare la procedura sanzionatoria contro i surplus di Germania e Olanda, vota contro tutto il PD, tranne Toia:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

FI+NCD: Cicu, Cirio, Comi, Mussolini, Patriciello, Salini, Tajani, Cesa, La Via, Dorfmann.
__________

– sull’emendamento che denuncia il ruolo della moneta unica nel generare squilibri insostenibili all’interno dell’Eurozona, ricordando che l’Euro ha un impatto asimmetrico e distruttivo sulle economie del Sud mentre dà vantaggi competitivi ai Paesi del Nord), vota contro tutto il PD:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, , Toia, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

FI+NCD: Cicu, Cirio, Comi, Mussolini, Patriciello , Salini ,Tajani, Cesa, La Via, Dorfmann.
__________

– sull’emendamento che denuncia che il peso dell’aggiustamento è caduto tutto sui paesi in deficit del Sud Europa a cui sono state imposte svalutazione interna e austerità, mentre al contrario le economie del Nord hanno potuto continuare ad accumulare surplus commerciali, votano tutti contro tranne, Cozzolino, Schlein e Toia che si astiene.
__________

– sulla richiesta d’immediata esenzione degli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio, la maggioranza del PD vota contro. A favore Benifei, Bettini, Cozzolino, Gualtieri, Toia, Zoffoli. Mentre Chinnici, Danti, De Monte, Giuffrida, Kyenge e Schlein si astengono.

Ascolta e diffondi la denuncia del portavoce Marco Valli in seduta plenaria a Bruxelles, prima del voto:

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