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NO all’ecodistretto di Castrovillari (CS)

NO all’ecodistretto di Castrovillari (CS)         L’Amministrazione del Comune di Castrovillari, in data 3 ottobre 2017, ha approvato in Consiglio comunale una Manifestazione di Interesse circa l’allocazione, sul proprio More »

Biotestamento: un diritto per il Paese, un dovere del Parlamento

  Biotestamento: un diritto per il Paese, un dovere del Parlamento di Silvia Giordano, portavoce MoVimento 5 Stelle Camera In questi anni io e i miei colleghi abbiamo affrontato tantissime battaglie, ma More »

Basilicata contaminata anche dal nucleare

  Basilicata contaminata anche dal nucleare di Vito Petrocelli e Gruppo Metapontino di Lavoro sul Nucleare Basilicata, una regione contaminata anche dal nucleare, come se estrazioni e rifiuti petroliferi non bastassero. Movimento More »

Aborti volontari: Abbiamo impedito un “regalo” a Igreco

Aborti volontari: Abbiamo impedito un “regalo” a Igreco Dopo il nostro intervento di ieri, l’Azienda ospedaliera di Cosenza ha revocato all’istante la delibera con cui aveva assegnato alla privata IGreco il servizio More »

Punto nascita di Vibo Valentia, ho chiesto interventi immediati

Punto nascita di Vibo Valentia, ho chiesto interventi immediati Non c’è un solo secondo da perdere davanti alle gravissime carenze denunciate dai dirigenti medici dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Vibo Valentia. Per More »

Interruzione di gravidanza a Cosenza: Sospetta concessione a IGreco

Interruzione di gravidanza a Cosenza: Sospetta concessione a IGreco Ho chiesto gli atti di una strana delibera dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, con cui al gruppo IGreco è stato assegnato il servizio di More »

Replica articolo la Riviera

Replica articolo la Riviera Articolo ->> http://www.larivieraonline.com/sanit%C3%A0-lincontro-dei-sindaci-della-locride-prefettura-tra-assenze-e-presenze-ingiustificate REPLICA Ammetto, Gianluigi Scaffidi fu un agente speciale utilizzato per scopi segreti nell’ambito della guerra fredda. Mi è utile per obiettivi inconfessabili, avendo il medesimo More »

NEONATO MORTO A ROCCA DI NETO, INACCETTABILE

NEONATO MORTO A ROCCA DI NETO, INACCETTABILE Nel 2017 non può accadere una simile tragedia, che pone interrogativi molto seri sull’accompagnamento al parto in Calabria. Presenterò subito un’interrogazione parlamentare. È inquietante la More »

Basta con le discriminazioni delle donne sul lavoro: ecco la proposta di legge M5S

Basta con le discriminazioni delle donne sul lavoro: ecco la proposta di legge M5S   Quando si parla di lavoro e di differenze di genere spesso si sa soltanto che le donne More »

Gli imprenditori devono sapere che in Europa i partiti li tradiscono

Gli imprenditori devono sapere che in Europa i partiti li tradiscono   di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa. “Forza Italia e Partito Democratico votano al Parlamento europeo contro gli More »

Monthly Archives: gennaio 2016

Trojan di Stato

Trojan di Stato

“Renzi dovrà venire quanto prima al Copasir per chiarire la vicenda sulla futura segreta struttura per la sicurezza cibernetica che con il passare delle settimane assume aspetti sempre più inquietanti. Ma in questi giorni, nel silenzio di molti, è emerso un ulteriore aspetto tutt’altro che irrilevante. Facciamo un veloce passo indietro per capire bene di cosa si tratta.
Siamo a marzo 2015, il Parlamento discute sul DL Antiterroismo e il governo prova a modificare l’articolo 266 – bis del codice di procedura penale, in materia di intercettazioni e di comunicazioni informatiche o telematiche. Si aggiungono le seguenti parole: “anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico”. Si trova quindi il modo di rendere legale il trojan di Stato dando la possibilità di accedere da remoto a pc e telefonini.
Dovete sapere che questi virus una volta iniettati riescono ad operare in modo completamente invisibile: infatti dopo aver penetrato ad esempio il vostro computer o il vostro telefonino, possono intercettare tutte le vostre conversazioni, email o qualsiasi altro tipo di scambio di dati, possono anche prendere documenti, foto e video e poi sparire senza lasciare alcun tipo di traccia, come se nulla fosse accaduto. Cosa ben più grave è che attraverso questi captatori si possono anche andar a modificare i contenuti dei file e dei dati presenti nei vostri computer e telefonini.
Insomma stiamo parlando di rendere completamente legale l’utilizzo di una tecnologia estremamente invasiva (considerata alla pari di un arma) che pone seri dubbi di costituzionalità. L’Italia, a marzo 2015, rischia di essere il primo paese europeo a fare una cosa del genere.
Succede che qualche parlamentare si ribella (il M5S è sempre in prima linea), il problema viene sollevato mediaticamente e il governo viene messo nell’angolo e costretto a stralciare la norma. La democrazia e la privacy degli italiani sono salve! Almeno per ora. Già, perché a Dicembre 2015, poche settimane fa, accade che una deputata del Partito Democratico, tale Maria Gaetana Greco, deposita una proposta di legge, la N.3470 riguardante esattamente la modifica all’articolo 266 – bis.
Si tratta di un preciso “copia ed incolla” della norma stralciata nel DL Antiterrorismo a marzo 2015.
Poche settimane dopo, gennaio 2016, qualcuno rovina i piani del Premier e la scandalosa vicenda Carrai diventa di dominio pubblico. A questo punto la situazione appare più chiara: nelle grigie stanze di Palazzo Chigi qualcuno stava scrivendo un decreto ad hoc per creare qualcosa di segretissimo che controllerà tutta la sicurezza cibernetica del nostro sistema Paese e quindi le informazioni di tutti gli italiani. Il Copasir ed il Parlamento ne sono ancor ora all’oscuro. Come se non bastasse, per avere massimo potere invasivo e totale libertà di azione, una deputata della maggioranza, del Partito Democratico di Matteo Renzi, aveva depositato una proposta di legge per riproporre il trojan di Stato nella speranza che nessuno se ne accorgesse (tra l’altro la deputata Greco non ha mai nemmeno trattato questi argomenti).

I giochi sembrano già fatti, a capo del tutto è pronto un fidato amico del Presidente del Consiglio, Marco Carrai, proprio lui, quello dell’affitto di casa per conto del Premier, quello dell’aeroporto di Firenze senza VIA (Valutazione impatto ambientale).

E’ tempo di riscuotere e l’amico Marco batte cassa all’amico Matteo, forse qualcuno in Presidenza del Consiglio non sarà felice ma il “Giglio Magico” ha sete di potere e di poltrone, poco importa se ci sono conflitti di interesse, poco importa se non si hanno competenze specifiche “suvvia in fin dei conti si tratta solo di Sicurezza Nazionale.”

Il M5S continuerà a seguire attentamente l’evolversi di questa delicata vicenda che potrebbe compromettere l’equilibrio democratico del nostro Paese. Nel frattempo attendiamo Renzi al Copasir”.
Angelo Tofalo, M5s Parlamento

Il decreto salva-banche è illegittimo

Il decreto salva-banche è illegittimo

“Oltre che immorale e incostituzionale, l’azzeramento dei risparmi dei cittadini deciso con il decreto ‘svuota-banche’ è anche illegittimo. Quel provvedimento va ritirato subito perché proprio la misura di riduzione delle azioni e delle obbligazioni subordinate, in pratica la confisca dei titoli, si basa su una norma che nel novembre scorso ancora non esisteva. O meglio: non era entrata in vigore.
Il M5S ha fatto una scoperta clamorosa. La riduzione dei titoli delle quattro banche operata da Bankitalia e sancita dal decreto 183/2015 (salva-banche) del 22 novembre scorso, infatti, è fondata in modo esplicito sull’articolo 52 del decreto 180/2015, emanato appena sei giorni prima, ossia quello che recepisce la Brrd, la direttiva sul bail-in.
Peccato che in quello stesso decreto, l’articolo 106 dica che il 52 sarebbe entrato in vigore solo il primo gennaio 2016 (data ribadita dalla stessa direttiva Ue quando fa riferimento al bail-in appunto).
Morale? Governo e Bankitalia hanno azzerato a novembre i risparmi di decine di migliaia di investitori in ragione di una norma che sarebbe entrata in vigore solo a gennaio.
C’è un chiaro problema di carenza normativa che offende lo stato di diritto.
Vi immaginate cosa accadrebbe se, per esempio, il governo stabilisse oggi con un decreto che aumenterà l’aliquota Iva al 25% nel 2018 e poi l’aumento scattasse improvvisamente fra una settimana?
Il M5S non può accettare questo far west. I soldi vanno restituiti a tutti. Continueremo a lottare in ogni sede affinché la tutela del risparmio e il principio di legalità siano pienamente rispettati”.
Alessio Villarosa, M5s Camera

 

Microcredito a Bologna

Microcredito a Bologna

 

“Oggi siamo a Bologna, ad incontrare due neo imprenditori che hanno ricevuto il microcredito. Si tratta di due persone che avevano perso il lavoro, ma grazie alla loro professionalità hanno pensato di avviare una loro impresa: un negozio di articoli sportivi. Il M5S, con la restituzione di parte degli stipendi dei suoi deputati e senatori, ha dato un fondamentale contributo per far partire questa attività. Noi ne siamo molto orgogliosi.

La difficoltà principale quando si apre un’attività è quella di avere l’accesso al credito, che non ti viene concesso. Noi abbiamo aperto con le nostre forze da un anno, e questi 25mila euro che siamo riusciti ad ottenere per noi sono fondamentali. Possiamo fare investimenti diversi, possiamo pagare gli imprevisti quotidiani, ma anche essere un po’ più tranquilli, per poter respirare e lavorare in maniera molto più serena, che per noi è fondamentale.
Avere accesso al microcredito, poi, non è stato difficile. Si va sul sito del ministero, con un po’ di pazienza si fanno le dovute richieste, e poi se si hanno i requisiti necessari si riesce ad accedere.

Lo abbiamo sempre detto, anche se in pochi ci credevano: noi parlamentari del M5S ci siamo effettivamente ridotti lo stipendio, e abbiamo già donato oltre 14 milioni di euro ai cittadini. Abbiamo dimostrato che una politica con pochi soldi si può fare davvero, e si possono aiutare i cittadini invece delle lobby… come invece fanno altri”.
Massimo Bugani e Michele Dell’Orco

 

L’imparzialità dell’Eurispes

L’imparzialità dell’Eurispes

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“In questi giorni è stato presentato il Rapporto Eurispes 2016 e tra i tanti dati ce ne sono alcuni che vale la pena vedere da vicino, anche perché sono finiti velocemente nei principali titoli di giornali e tg. Il primo: il 2016 porta segnali di ripresa, aumentano gli ottimisti (dall’1,5% al 16,2%) e migliora la condizione economica delle famiglie.

Ma il secondo è ancora più strabiliante: cresce la fiducia degli italiani nelle istituzioni e cresce anche il numero di coloro che hanno fiducia nel governo: dal 18,9% dello scorso anno si passa al 28,6%, in pratica quasi tre italiani su dieci, con un balzo del +10% rispetto all’anno scorso.

Vale la pena leggere anche le conclusioni del Rapporto, affidate al Presidente Eurispes Gian Maria Fara: “Il Paese non è la morta gora che alcuni spesso descrivono” e ancora “Non c’è dubbio che il Presidente del Consiglio si sia assegnato un compito difficile: quello di rimettere in moto un Paese in declino”. Secondo l’Eurispes è l’invidia il vizio che blocca il Paese: “L’Italia è rallentata da una diffusa e radicata sindrome del palio di Siena, la cui regola principale è quella di impedire all’avversario di vincere…Nel nostro Paese invidia e gelosia si traducono in rancore e denigrazione. Odiamo e denigriamo il nostro vicino più bravo e spendiamo le nostre migliori energie per combatterlo, per mortificarne i successi, per ostacolarne o addirittura bloccarne il cammino”.

A scrivere è l’Eurispes, ma sembra di risentire le parole del Presidente del Consiglio quando attacca chiunque osi criticarlo e definisce ‘gufi’ invidiosi tutti coloro che contestano le sue politiche.

Guarda caso, però, proprio l’Eurispes, istituto di ricerca privato, con l’ultima legge di Stabilità varata a dicembre scorso dal governo ha ricevuto 1 milione di euro (art1.comma 404). Il finanziamento è arrivato grazie ad un emendamento proposto nientemeno che da Saverio Romano, l’ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi (assolto nel 2012 dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per insufficienza di prova), e oggi seguace di Denis Verdini, dunque sostenitore della maggioranza. Che infatti lo approva e lo infila nel testo della manovra economica, in mezzo a una mancetta e l’altra. Così l’Eurispes ride e come per magia ridono pure le famiglia italiane”.
M5s Senato

 

La mia lettera a Mattarella: la sua visita per guardare al futuro della Calabria

La mia lettera a Mattarella: la sua visita per guardare al futuro della Calabria

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Qui di seguito vi posto il testo della mia lettera aperta di oggi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che domani parteciperà all’inaugurazione della nuova sede della Regione Calabria. Gli ho posto 3 questioni fondamentali: 1) la necessità di maggiori risorse per la sanità calabrese, cui è stato imposto un piano di rientro privo di ogni fondamento; 2) la necessità di un richiamo netto al commissario alla sanità regionale, che non può essere sostenuto dal governo quando impone azioni al di fuori dei poteri ricevuti; 3) l’urgenza di decidere sul ricorso, pendente proprio davanti al capo dello Stato, relativo alla costruzione dell’ospedale nuovo della Piana di gioia Tauro.

di Dalila NESCI

Preg.mo Presidente della Repubblica,

l’imminente inaugurazione della sede della Regione Calabria alla Sua presenza non può prescindere da uno sguardo verso il futuro; le scrivo per questo. Nella storia della Calabria si ricordano le visite di statisti come Alcide De Gasperi, che a una gente povera, isolata dalla lentezza dell’unificazione nazionale, dalle migrazioni e dalle contingenze, parlò di possibilità concrete, speranze e orizzonti nuovi. Gli anni a venire videro concretizzarsi quello scenario, che De Gasperi annunciò con impegno e fiducia.

Un suo illustre predecessore, il Presidente Sandro Pertini, disse che «bisogna stare attenti a quello che avviene in Sicilia e in Calabria e che avviene anche con la camorra a Napoli». Aggiunse, poi, che «bisogna fare attenzione a non confondere il popolo siciliano, il popolo calabrese ed il popolo napoletano con la camorra o con la mafia», perché «sono una minoranza i mafiosi». Ecco, il problema è sempre uguale al Sud, specie in Calabria: un gruppo minoritario subordina la maggioranza dei residenti, utilizzando le risorse pubbliche per trarre vantaggio a discapito della comunità. Come Lei sa, Presidente Mattarella, non sono soltanto i mafiosi in senso stretto a muoversi in questa direzione. Anzi, le organizzazioni criminali sono in larga misura pura manovalanza, esecutori di ordini che arrivano da altre strutture, ben più potenti e protette.

Nel contesto non è possibile lasciare spazi di ambiguità, perché il rischio reale è lo spopolamento definitivo del Meridione d’Italia, da qui a dieci anni. Lo Stato deve essere forte e favorire uno sviluppo effettivo, che in Calabria non coincida più con la speculazione industriale del passato, con l’utilizzo deviato dei finanziamenti pubblici e con l’inganno al popolo sovrano.

La subordinazione del Mezzogiorno è oggi ancora più marcata che nel Novecento. I giovani vanno altrove, manca un netto ricambio generazionale e permangono strumenti e modi di asservimento e ricatto delle comunità, intanto da parte politica.

La Calabria è sottoposta a piano di rientro dal disavanzo sanitario, che non ha alcun fondamento, alla luce dei dati sulle patologie e sulla relativa spesa regionale. I fondi mancanti all’intero Mezzogiorno, dove i malati cronici sono di più, vengono distribuiti alle regioni settentrionali, che dunque non hanno disavanzi e agli occhi dell’opinione pubblica appaiono virtuose.

A causa dei tagli imposti dal sistema dell’euro e dal fiscal compact, in Calabria sta diventando un rischio partorire; spesso non c’è confine tra la nascita e la morte. Intervenga, Presidente della Repubblica. Dica al governo che il commissario per il rientro sanitario della regione non può essere sorretto nelle proprie azioni, laddove scavalchi l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione.

«Se la politica – ci ha già rimarcato, Presidente – non riesce a essere un punto alto di mediazione nell’interesse generale, le istituzioni saltano e prevale chi ha più forza economica o più forza di pressione». Oggi la politica ha bisogno di un bilanciamento, perché il livello centrale-nazionale impone una marginalità inaccettabile al territorio calabrese, nonostante il quadro normativo vigente sui rapporti istituzionali. È su questo punto che mi aspetto un suo monito in Calabria, così come le chiedo di decidere al più presto riguardo al ricorso, pendente da troppo tempo, in merito alla costruzione del nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro, sulla cui vicenda complessiva vi sono delicate questioni lungo la linea di confine tra Stato e anti-Stato.

Le porgo i migliori saluti, Presidente; benvenuto in Calabria.

#5giornia5stelle 63° puntata, 29 gennaio 2016

#5giornia5stelle 63° puntata, 29 gennaio 2016

Lo sapevate? Il Salvabanche non solo è un decreto pessimo, ma è addirittura illegittimo! Ci spiega tutti i dettagli Alessio Villarosa, che poi ci invita a condividere il più possibile l’importante informazione. Per questo vogliamo ricorrere al TAR: i risparmi dei cittadini non dovevano essere azzerati.

Al Senato intanto arriva la sfiducia contro un esecutivo che ha fatto pagare i suoi errori e i suoi inciuci ai risparmiatori. Come sottolinea giustamente Giarrusso, questo governo è pericoloso x tutti.

Ancora sulle banche, e su Padoan che è andato a Bruxelles con il suo piano Bad Bank. Il nostro bravissimo Marco Zanni ci fa un chiaro spiegone sull’EU e gli aiuti di Stato, e su come sia differente il trattamento “salvataggi” tra il nulla offerto ai cittadini e il tanto riservato alle banche.

Alla Camera si parla di multe, ormai diventate un sistema con cui i Comuni fanno cassa per tamponare i disastrati bilanci. Paola Carinelli chiede allora chiarezza sulla destinazione dei proventi delle multe, non si sa che fine facciano soldi che invece dovrebbero essere destinati alla sicurezza stradale.

E poi ancora l’ILVA, riguardo alla quale il governo ha fatto da scudo solo alla finanza e agli amici suoi. Per noi, ricorda Wilma Moronese, andava riconvertita e fatte le bonifiche, che avrebbero portato opportunità di lavoro ai tarantini che finora hanno avuto solo veleni.

Sicuramente avrete sentito dello scandalo per l’olio della Tunisia, a cui la UE ha offerto condizioni speciali che metteranno in ginocchio il nostro settore olivicolo già colpito dal caso Xylella. Da Bruxelles, i nostri Borrelli, Beghin e Corrao denunciano come i parlamentari del PD abbiano votato a favore del trattato. E’ questa l'”unione” tanto sbandierata in Europa?
E a proposito del nostro martoriato territorio, Roberto Fico alla Camera si occupa ancora della periferia di Napoli più avvelenata che mai. Acqua, aria, terreno, tutto contribuisce ad aumentare l’incidenza dei tumori. Il M5S chiede uno screening sanitario e l’avvio della bonifica.

Se pensavate che la mafia fosse una faccenda riservata al Sud, ebbene vi sbagliate, come ci spiegano i nostri Bertola e Frediani del M5S Piemonte. Nella loro Regione le infiltrazioni mafiose ci sono eccome, per questo il M5S chiede che il Piemonte si costituisca parte civile nei processi, e possa quindi ottenere gli indennizzi relativi.

Al Senato, poi, il Presidente Grasso ne inventa di tutte per non far discutere le nostre mozioni in aula, al punto che siamo costretti a presentarle anche alla Camera per aggirare i suoi ostacoli. Stavolta si parlava nientemeno che dei bunker atomici USA, che l‘Italia è costretta a mantenere a spese dei cittadini, come spiegano i senatori Cotti, Santangelo, Giarrusso, e il deputato Frusone.

Infine, alla Camera Luigi Gallo si occupa di una delle nostre stelle: l’acqua. Perché i cittadini continuano a ricevere bollette pazze dalle compagnie dell’acqua privatizzata? Siamo prigionieri di sistema folle, in cui imperversano aziende private guidate da pupilli di Renzi. E’ doveroso invece rispettare il referendum!


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“Se non fosse NATO”, convegno M5S

“Se non fosse NATO”, convegno M5S

Qual è oggi il ruolo della NATO?
Perché un’organizzazione concepita come un’Alleanza militare meramente difensiva si è trasformata negli anni in uno strumento di morte e aggressione?
Esiste un modo che consenta all’Italia di sottrarsi a future guerre di invasione, come nel caso della Libia? Quali misure adotterebbe un Governo a 5 Stelle?

A queste e a numerose altre domande risponderemo nel corso del convegno intitolato “Se non fosse NATO”, organizzato dalla Commissione Affari Esteri del M5S.

Relatori:

Mairead Corrigan – Premio Nobel per la Pace
André Vltchek – Reporter di guerra e autore, con N. Chomsky, di “Terrorismo Occidentale”
Claudio Giangiacomo – Redattore della pdl di iniziativa popolare su basi e trattati militari
Alessandro Di Battista – Deputato M5S Commissione Affari Esteri

Interventi:

Luca Frusone – Deputato M5S Commissione Difesa
Elio Teresi – Movimento “No Muos”
Valter Lorenzi – Rete Disarmiamoli / Comitato “No camp Darby”
Mariella Cao – Comitato sardo “Gettiamo le Basi”
Enrico Marchesini – Movimento “No Dal Molin”

Moderatore:

Il calvario dei docenti senza stipendio

Il calvario dei docenti senza stipendio

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Prima li assumono, poi non li pagano, lasciandoli senza stipendio per mesi. E’ quello che questo governo sta facendo con oltre trentamila lavoratori della scuola, tra docenti supplenti e personale Ata, presi in giro da un governo che aveva promesso di risolvere definitivamente il problema del precariato nella scuola.

E invece ci ritroviamo con docenti precari, costretti a trasferirsi pur di potere insegnare e con un affitto e le spese delle bollette sulla spalle, ma senza i soldi per poterli pagare. Questo capolavoro porta naturalmente le firme di Renzi e del ministro Stefania Giannini, gli autori della scellerata riforma a cui si deve questo caos.

Le cause di quello che è molto più di un pasticcio sono molteplici, tra cui naturalmente la mancanza di fondi. Ma ad aggravare la situazione ci sono le nuove modalità di erogazione degli stipendi dei docenti che effettuano supplenze: la retribuzione dei supplenti avviene mediante l’immissione dei dati contrattuali da parte delle scuole nel sistema informativo del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il cosiddetto Sidi, ma il successivo pagamento delle competenze è a carico del Ministero dell’economia e delle finanze.

Il sistema informativo, però, che in teoria avrebbe dovuto snellire e velocizzare le procedure di pagamento degli stipendi, in realtà sta rallentando in modo intollerabile le procedure di pagamento.

Già a seguito di una riunione di Mef e Miur dello scorso 13 novembre era stata assicurata un’emissione straordinaria per coprire le retribuzioni dei supplenti di settembre e ottobre. Sempre in quella sede era stato garantito che il ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe erogato la somma necessaria per la copertura degli stipendi relativi anche al mese di novembre e di dicembre.

Oggi, a distanza di oltre due mesi, di quella emissione straordinaria non c’è traccia, oppure i pagamenti sono avvenuti in misura estremamente parziale. A quanto è dato sapere non ci sono novità neppure rispetto alla nuova emissione speciale, prevista a metà gennaio e con accredito il 22 dello stesso mese.

Una situazione che non può persistere a lungo e su cui il Movimento 5 Stelle ha già presentato un’interrogazione alla Camera, a prima firma Silvia Chimienti, e si appresta a depositarne un’altra in Senato.

Il punto è molto semplice: non ci interessa come Mef e Miur erogheranno i soldi, ma ciò deve avvenire subito perché la vita e i bisogni delle persone non aspettano che il sistema informatico del ministero dell’Istruzione, il Sidi, funzioni correttamente.

Il disastro del Governo sulle banche

Il disastro del Governo sulle banche

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Governo, che è stata votata ieri sera in Senato e che ha prodotto un risultato forse prevedibile: 176 no e 84 sì. La ragione di fondo è semplice: questo Governo ha gestito il sistema bancario nazionale come peggio non si poteva, tra palesi conflitti di interesse e incapacità di proteggere il risparmio dei cittadini italiani. Sul primo punto le vicende sono note, ma è bene andare nei dettagli.

Banca Etruria – nella quale il padre del Ministro Boschi è stato vicepresidente, il fratello è tuttora dipendente e il Ministro deteneva 1500 azioni – è stata interessata da due provvedimenti governativi in pochi mesi. Il 24 gennaio la riforma della popolari, con la trasformazione di quelle con attivi superiori agli 8 miliardi in società per azioni. E il 22 novembre il cosiddetto decreto Salva-Banche, che ha garantito il risanamento della stessa Banca Etruria, provocando nel contempo ingenti perdite per piccoli azionisti e obbligazionisti subordinati. Già questo basterebbe per pretendere le dimissioni del Ministro Boschi e del Governo tutto. Non è accettabile che in pochi mesi una piccola banca di provincia vicinissima ad un Ministro sia al centro di ben due decreti del Governo. Ma il conflitto di interesse va ben oltre. La riforma delle popolari, infatti, è stata preceduta da evidenti speculazioni di borsa, in particolare sul titolo di Banca Etruria, con plusvalenze finanziarie stimate intorno ai 10 milioni di euro. È del tutto evidente che dal Consiglio dei Ministri sia uscita qualche informazione segreta che informava gli speculatori dell’imminenza del decreto. Non a caso è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Roma nel quale è coinvolto Davide Serra, noto finanziatore del Presidente del Consiglio e fondatore della società finanziaria Algebris Investments, con sede a Londra.

Su Banca Etruria, però, non c’è solo l’ombra della speculazione, ma addirittura di quel ramo della massoneria che mira a stravolgere l’ordinamento costituzionale della Repubblica. È dagli organi di stampa e da testimonianze degli stessi protagonisti che siamo a venuti a sapere degli incontri romani tra il padre del Ministro Boschi, Pier Luigi, e alcuni faccendieri, tra i quali spicca Flavio Carboni, imputato in alcuni procedimenti penali per aver costituito l’organizzazione segreta conosciuta come “P3”. Nei colloqui Pier Luigi Boschi chiedeva a Carboni e agli altri faccendieri di indicargli un direttore generale adatto all’istituto di cui era vicepresidente. Una banca popolare vicinissima al Governo guidata da massoni conosciuti alle procure. E ancora: lo stesso Presidente del Consiglio è colpevole di conflitto di interesse diretto, dato che il padre, Tiziano Renzi, ha rilevato una società che ha tra i suoi soci la Nikila Invest, legata a doppio filo a Lorenzo Rosi, già manager della stessa Banca Etruria, e indagato dalla procura di Arezzo per aver finanziato con l’Etruria di cui era presidente una cooperativa di costruzioni di cui era ugualmente presidente. Non basta? C’è dell’altro. Il Governo è colpevole di aver eluso l’articolo 47 della Costituzione che tutela e favorisce il risparmio dei cittadini italiani. Il decreto Salva-banche ha infatti provocato perdite per oltre 430 milioni di euro, danneggiando 12.500 risparmiatori di piccola taglia, tutt’altro che speculatori. Questa, ancora più dei plurimi conflitti di interesse, è la colpa principale del Governo: sacrificare migliaia di cittadini per il semplice motivo che non si ha la forza e l’intenzione di opporsi alle folli regole europee che impediscono l’intervento dello Stato in situazioni di crisi bancaria. Mentre Paesi come la Germania hanno ripulito in questi anni il loro disastrato sistema bancario, l’Italia mette a repentaglio i piccoli risparmiatori con la scusa del bail-in europeo e dell’alto debito pubblico, reso insostenibile dallo stesso Governo, nel momento in cui ha accettato la logica perversa dell’austerità. Sulla gestione del nostro sistema bancario si schianta la credibilità residua del Governo. Conflitti di interesse, massoneria, fallimenti bancari, tragedie per migliaia di risparmiatori. Serve altro per chiedere la sfiducia di un esecutivo?

Ilva, grazie al M5S le petizioni dei cittadini arrivano in Europa

Ilva, grazie al M5S le petizioni dei cittadini arrivano in Europa

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La battaglia del Movimento 5 Stelle per la difesa di cittadini di Taranto e lavoratori dell’Ilva arriva al Parlamento europeo. Grazie alla richiesta della portavoce Eleonora Evi due petizioni presentate dai cittadini di Taranto sono state calendarizzate in febbraio e verranno discusse al Parlamento europeo. Le due petizioni esprimono preoccupazione per il grave problema d’inquinamento provocato dallo stabilimento dell’Ilva di Taranto e, in particolare, per l’impatto delle polveri tossiche provenienti dai 70 ettari di parchi minerari, causa di un vero e proprio disastro ambientale.

All’Ilva di Taranto sta crollando tutto. Gli impianti sono ormai al collasso e i lavoratori temono per la loro incolumità. Ecco le ultime notizie arrivate dagli stabilimenti: una nuova perdita di soda da una tubazione, le peripezie di alcuni lavoratori che, per poter accedere a un serbatoio di catrame, devono attraversare il tetto di un altro serbatoio rischiando di cadere, pedane in legno a rischio incendio e la mancanza di coibentazione su una tubazione contenente catrame. Gli operai lamentano, inoltre, condizioni igieniche assurde.

Il Movimento 5 Stelle, tramite la portavoce Rosa D’Amato, ha presentato una segnalazione ad ASL, ARPA, ISPRA, Comune di Taranto e Regione Puglia in cui sono state elencati tutti i deficit strutturali degli stabilimenti. Se queste Istituzioni dovessero latitare, il Movimento 5 Stelle continuerà questa battaglia in difesa dei diritti del lavoratori presentando un esposto alla magistratura.

Il Movimento 5 Stelle chiede che le direttive europee che tutelano la salute dei lavoratori e dei cittadini vengano applicate. Le informazioni messe a disposizione della Commissione Europea hanno evidenziato che l’impianto opera in violazione di diverse condizioni di autorizzazione tese a evitare o ridurre l’inquinamento derivante dai processi di produzione. Le misurazioni hanno mostrato un grave inquinamento non solo dell’aria, ma anche dell’acqua e del suolo. Il più colpito dalla contaminazione è il rione Tamburi nel comune di Taranto.

Il Movimento 5 stelle ha richiesto e ottenuto la calendarizzazione urgente delle due petizioni visto che l’azienda continua a produrre senza ottemperare all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). La stessa Azienda sanitaria locale della città di Taranto ha addirittura raccomandato di non uscire di casa durante il giorno e di ridurre qualsiasi attività sportiva all’aperto al fine di minimizzare l’esposizione a polveri sottili della popolazione della città. Questa situazione si verifica pressoché ciclicamente in occasione dei cosiddetti «wind days» con vento proveniente da nord-ovest (area industriale). Questa soluzione proposta è ridicola e niente affatto risolutiva del problema perché non è in grado di salvaguardare la salute dei cittadini che sono esposti a inquinanti cancerogeni e teratogeni a dosi costanti tutto l’anno.

Il Movimento 5 Stelle lotta in difesa di cittadini e lavoratori. Il Governo, con l’ennesimo regalo di 800 milioni di aiuti di Stato, protegge solo gli interessi degli imprenditori amici che vogliono comprarsi l’Ilva.

Ttip è dittatura economica Made in Usa #StopTtip

Ttip è dittatura economica Made in Usa #StopTtip

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Gli Stati Uniti gettano la maschera.
Con il Ttip vogliono invadere il mercato europeo. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto che analizza le conseguenze su import ed export per le due sponde dell’Atlantico qualora il Ttip venga approvato. I risultati sono impressionanti.

Con il Ttip e la rimozione delle protezioni sanitarie nel commercio, il surplus europeo scenderebbe da 7,6 a 0,1 miliardi di euro. Gli Stati Uniti esporterebbero in Europa beni dal valore di oltre 9,5 miliardi di dollari. Le eccellenze dell’agricoltura europea verrebbero rase al suolo. A chi conviene, dunque, il Ttip? Sicuramente no a chi produce in Europa.

L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di rimuovere tutte le barriere al commercio e azzerare i dazi di ingresso. In Italia e in tutti i paesi europei entrerebbero, così, alimenti e prodotti altamente nocivi o le cui conseguenze sulla salute delle persone sono oggi sconosciute. Negli Stati Uniti vengono considerate barriere i regolamenti europei che vietano l’uso di sostanze potenzialmente nocive nell’agricoltura e nell’allevamento, come per esempio certi di pesticidi o gli OGM. E infatti i prodotti americani che più beneficerebbero del TTIP, secondo lo studio del Dipartimento dell’agricoltura americana, sono la carne (+965%), il latte in polvere (+900%), il formaggio (+987%), ma soprattutto il pollo (+33.500%) e il maiale (+4.000%).

Oggi il volume degli scambi di carne suina e avicola è bassissimo perché gli americani trattano queste carni con sostanze nocive vietate in Europa, come ormoni della crescita, cloro e ractopamina. Ecco spiegato il boom: con il Ttip questi prodotti entrerebbero in un mercato oggi chiuso per ragioni di salute pubblica.

Lo studio americano fa, inoltre, una specie di lista nera in cui elenca quelle leggi a protezione dei consumatori europei che gli americani vorrebbero fare saltare. Tra questi ci sono il divieto sull’uso di cloro per la pulizia delle carcasse animali, l’importazione massiccia di OGM, il divieto di vendita di carne e prodotti animali cresciuti con ormoni della crescita, i limiti al numero di cellule somatiche nel latte vaccini.

Gli Stati Uniti vogliono rovesciare la bilancia commerciale fra le due sponde dell’Atlantico: oggi l”Europa esporta ogni anno negli Stati Uniti prodotti agro-alimentari per un valore di circa 23 miliardi di dollari e ne importa dagli Stati Uniti per 14 miliardi di dollari. Con il Ttip si rovescerebbe tutto, a detrimento degli interessi economici europei.

TABELLA. Gli effetti del Ttip sull’import-export fra Europa e Stati Uniti.

VIDEO. #StopTtip se vogliamo una Europa libera, forte e sana! La portavoce Tiziana Beghin spiega quali conseguenze del Ttip sull’agricoltura europea.

Il Ttip non deve passare. Il Movimento 5 Stelle porterà in tutte le piazze italiane la battaglia contro il Trattato di libero scambio fra Europa e Stati Uniti, i cui negoziati vanno avanti in gran segreto. La campagna #StopTtip va rilanciata nel 2016 visto che si avvicina il momento della verità: prendere o lasciare.

VIDEO. A Bruxelles, i portavoce al Parlamento europeo, Tiziana Beghin, e alla Camera dei Deputati, Riccardo Fraccaro, Sergio Battelli e Cosimo Petraroli, si sono riuniti per organizzare in Italia una campagna informativa e comunicativa. In Germania il Ttip è parte di un dibattito pubblico, la stampa dedica inchieste e reportage sul tema, in tv i favorevoli e i contrari si confrontano. Non a caso, lo scorso 10 ottobre a Berlino 250 mila persone sono scese in piazza contro il Ttip.

Trasparenza finanziaria e tutela dei lavoratori: il Governo si astiene

Trasparenza finanziaria e tutela dei lavoratori: il Governo si astiene

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Sono circa 15 anni che l’Europa cerca d’intervenire nel settore portuale. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo è finalmente riuscita a prendere una posizione che il Movimento 5 Stelle condivide, improntata alla trasparenza finanziaria e alla tutela dei lavoratori. Quello che è inspiegabile, lo denunciano le portavoce Rosa D’Amato e Daniela Aiuto, è l’assurda astensione del PD e di FI nel voto sul regolamento. Fortunatamente la delegazione italiana del Bomba non è stata determinante ai fini del risultato finale, ma prima o poi – quando i voti del Partito Democratico faranno danni – qualcuno dovrà giustificare le pressioni che continuano a subire dalle lobby.

Perché solo così si può spiegare l’astensione, con una forte azione attuata dalle corporazioni, gruppi che evidentemente esercitano un certo fascino sul Governo. Il regolamento riguarda infatti un contesto molto variegato, con diversi soggetti coinvolti: dalle autorità portuali, ai prestatori di servizi, ai consumatori, agli armatori, fino ai lavoratori.

Il Movimento 5 Stelle ha preso nota della posizione del Consiglio, alla quale il Parlamento si è man mano allineato. Si è proceduto a eliminare il capitolo sulla liberalizzazione dei servizi e a convertirlo in una riorganizzazione degli stessi, fattore che è stato accolto con favore viste le potenziali conseguenze negative che si sarebbero avute per i porti italiani. Il report infatti, come spesso capita in Europa, era costruito sulla realtà dei porti del Nord Europa, notevolmente differente da quella del Sud.

In questa prima fase del processo legislativo la delegazione del M5S ha lavorato in modo proficuo affinché venissero recepite quantomeno una serie di istanze importanti. Gli elementi positivi sono le norme sulla formazione del personale e sui diritti sociali, la trasparenza finanziaria quando vi sono fondi pubblici e aiuti di Stato, l’esclusione dei piccoli porti dall’applicazione di ulteriori oneri burocratici e amministrativi eccessivi.

La speranza delle portavoce Daniela Aiuto e Rosa D’Amato è comunque quello di poter ulteriormente migliorare il report in fase di seduta plenaria a Strasburgo. Il PD è stato isolato e non può fare grossi danni, non ci faremo scappare questa occasione.

Il primo studio europeo ufficiale sulla #democraziadiretta è del M5S

Il primo studio europeo ufficiale sulla #democraziadiretta è del M5S

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L’Europa presto avrà il suo studio ufficiale e indipendente che stilerà i passi da compiere per incrementare la democrazia diretta all’interno delle istituzioni.

La proposta della portavoce Isabella Adinolfi di effettuare uno studio scientifico sulla possibilità di aumentare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa anche a livello europeo (dal titolo “Technology Options and Systems to Strengthen Participatory and Direct Democracy”) è stata accolta da parte del Parlamento europeo a luglio 2015. Lo studio dovrebbe essere quindi lanciato e ultimato nel 2016.

Per maggiori dettagli si deve attendere il lancio della gara e l’assegnazione del progetto ad uno dei consulenti che vi parteciperanno. Lo studio muoverà dallo stato in cui versano le istituzioni rappresentative. In particolare, si prende atto di come tali istituzioni siano sempre più distanti dai cittadini, incapaci d’interpretare il comune sentire e fornire risposte efficaci e capaci di soddisfare l’interesse pubblico.

Questa constatazione risulta essere corroborata dalla costante e preoccupante diminuzione del tasso di partecipazione alle elezioni al quale si accompagna un sempre più elevato tasso di astensionismo. Inoltre, cresce anche la sfiducia dei cittadini nei confronti della classe politica e, più in generale, della democrazia rappresentativa nel suo complesso. Anche le istituzioni europee non sono immuni da tali mali e, per certi versi, sembrano esserne affette in modo più grave.

Ad esempio, il Consiglio e la Commissione non sono organi direttamente eletti dai cittadini e hanno una legittimazione di secondo grado. Si pensi anche alla BCE, organo che viene presentato come tecnico, ma che, anche alla luce della recente crisi economica, ha preso innumerevoli decisioni di grande peso politico. Per non parlare della Troika (BCE, FMI e Commissione Ue) e dell’Eurogruppo (riunione di tutti i ministri delle finanze della zona euro) che sono organi non previsti dai Trattati e quindi giuridicamente inesistenti.

A ciò si aggiunga che i cittadini fanno sempre più fatica ad accettare il fatto che la democrazia possa ridursi alle semplici elezioni, nel corso delle quali viene concessa una delega in bianco, senza poter poi partecipare in nessun modo alla gestione della cosa pubblica. In quest’ottica, i nuovi strumenti tecnologici, come i social media, le piattaforme e specifici sistemi operativi, offrono una possibilità concreta ai cittadini di prendere parte direttamente ai processi decisionali.

Quindi i cittadini, da un lato, possono controllare costantemente l’operato dei loro rappresentanti, facendogli sentire il fiato sul collo, e dall’altro possono farsi istituzione prendendo parte alle scelte che vengono compiute, non delegando più a qualcun’altro il compito decidere al loro posto.

Lo studio si pone quindi l’obiettivo d’indagare, a livello scientifico, le possibilità concrete che sussistono per poter adottare ed implementare a livello europeo strumenti di democrazia diretta ed elettronica, come quelli impiegati dal Movimento 5 Stelle. Il punto centrale dell’analisi sarà rappresentato da un’indagine empirica delle esperienze di democrazia diretta ed elettronica che si possono rinvenire sia in Europa che nel mondo intero.

Diverse esperienze di crowdsourcing ed e-government verranno prese in analisi, oltre a quella del Movimento 5 Stelle. Si pensi così al budget partecipato che viene attuato in Brasile, a Parigi, Reykjavík o ancora le esperienze del partito Pirata in Germania e di alcuni comuni tedeschi. L’esempio dell’Islanda per quanto riguarda la riforma costituzionale, nonché le esperienze di democrazia diretta in Svizzera, in Estonia e Finlandia (Paesi all’avanguardia quando si parla di democrazia diretta e strumenti digitali). Si cercherà quindi di indagare quelle che sono le esperienze positive di democrazia diretta adottate dalle assemblee elettive e dei governi.

Il tutto col fine di cercare di capire quali strumenti si possono immediatamente introdurre ed impiegare per mettere on-line le attività dei parlamentari europei e, se possibile, anche delle altre istituzioni UE. Il Movimento 5 Stelle cerca di portare quelli che sono i principi della democrazia diretta ed elettronica dentro il Parlamento europeo. I cittadini devono riappropriarsi delle istituzioni.

Ascolta e condividi il messaggio della portavoce Isabella Adinolfi:

Farsi belli con Apple, azienda che deve 381 milioni al fisco: #PiciernoChiediScusa

Farsi belli con Apple, azienda che deve 381 milioni al fisco: #PiciernoChiediScusa

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Il Partito Democratico, per mano di Pina Picierno, fa propaganda usando Apple.
Un fatto incredibile per due motivi. Il primo perché trattasi di una bufala.
Il secondo perché proprio Apple è una delle multinazionali, identificate dalla Commissione d’inchiesta TAXE (voluta dal M5S in Europa), tra i maggiori evasori del fisco nazionale. Solo in Italia l’azienda di Cupertino ha evaso qualcosa come 381 milioni di Euro. Per premiarla il Governo la elogia creando bufale ad hoc, per squallidi fini propagandistici. Apple fa i suoi interessi (seppur gigantesca è pur sempre un’impresa privata), ma siamo oltre il paradosso.

Invece di lottare contro un sistema elusivo che premia paesi come Olanda e Lussemburgo, il Bomba e compagnia europea appoggiano uno dei meccanismi più perversi in essere tra gli Stati membri. I Paesi di cui sopra – il primo dovrebbe anche essere sotto infrazione per l’export eccessivo (al pari della Germania) – beneficiano dei proventi dell’evasione due volte. Inizialmente incassano i soldi tramite accordi fiscali privilegiati che garantisco alle multinazionali (Apple, appunto) ingenti guadagni sulla pelle degli altri Paesi. Scoperto l’inganno, la Commissione Europea sanziona le multinazionali, costringendole a risarcire sempre quegli Stati che hanno beneficiato e incoraggiato il trattamento fiscale agevolato. Un meccanismo che, invece di vietare, incentiva nuovi accordi futuri per aggirare il fisco degli Stati “diligenti”.

Aggiungiamo che il percorso della TAXE è stato e sarà carico di ostacoli e contraddizioni. Forse questo stato di cose conviene davvero a tutti, anche e soprattutto al “governo del fare”, che si dimentica in fretta di come il tessuto imprenditoriale italiano soffra in modo atroce per i contributi che le multinazionali decidono di evadere con il beneplacito degli Stati. Ma tutto ha una spiegazione: Pier Carlo Padoan, il ministro che doveva battere i pugni sul tavolo dell’Europa, è il primo ad accodarsi sui criteri di trasparenza che in primis danneggiano il Paese che rappresenta.

Vi riproponiamo, di seguito, le richieste fatte dalla Commissione TAXE e le non-risposte del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano. Lo snodo cruciale è quello sugli accordi con le multinazionali, quando la prima chiede al punto 3 di “fornire tutti i ruling emessi dal 1991, riportando per ciascuno data e denominazione sociale dell’impresa destinataria“. La risposta del Ministero (la trovate al punto 3) recita: “La Commissione Europea ha aperto un’indagine orizzontale riguardo i tax rulings nel 2014 e ha chiesto all’Italia una serie d’informazioni. A questo riguardo, l’Italia ha provveduto a rispondere ai servizi della Commissione, includendo i nomi delle suddette compagnie. Queste informazioni non possono essere divulgate per ragioni confidenziali“.

Incredibile, ma purtroppo vero. L’Italia, in Europa, ha deciso di danneggiare sé stessa. Sarà sempre così, fino a quando il M5S non sarà al Governo. Prima di quel momento, aspettiamo che almeno Apple si presenti alle audizioni della Commissione TAXE a cui sarebbe tenuta a partecipare al Parlamento Europeo, visto che – nonostante inviti e solleciti – ha sempre deciso di disertarle.

Aggredito il sindaco M5S di Civitavecchia #ForzaCozzolino

Aggredito il sindaco M5S di Civitavecchia #ForzaCozzolino

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Solidarietà ad Antono Cozzolino, aggredito stamattina di fronte a casa sua. Tutto il MoVimento 5 Stelle è con te! #ForzaCozzolino! Di seguito le sue prime dichiarazioni dopo l’aggressione

di Antonio Cozzolino

Questa mattina sono stato aggredito verbalmente e fisicamente sotto casa, dopo che avevo appena accompagnato mio figlio piccolo a scuola, da un dipendente delle partecipate.
Non posso negare di essere scosso: il momento è stato particolarmente brutto e sono stato io stesso a chiamare il 113, prontamente intervenuto.
Sono stato al Pronto Soccorso, per gli accertamenti del caso visto che sono stato sbattuto su una colonna del porticato di Corso Marconi e avevo dolore; poi mi sono recato in Polizia a presentare formale denuncia dell’accaduto.
Penso che il clima di intimidazione che si respira fin dal primo giorno in cui mi sono insediato sia innegabile e questo triste episodio ne arriva a coronamento: non posso dimenticare le manifestazioni di protesta partite già a pochissima distanza dall’arrivo della nuova amministrazione ed i consigli comunali in assetto da guerriglia.
Che eravamo scomodi a tanti lo sapevo prima di candidarmi, che si potesse arrivare fino a tanto, sinceramente speravo non accadesse.
Sono già stato minacciato di morte in consiglio comunale; oggi si è passati alle mani ed addirittura aspettandomi sotto casa. E per fortuna che mio figlio non ha assistito alla scena…
Io e tutti coloro che lavorano con me e con il MoVimento 5 Stelle stiamo provando a risanare una città portata sull’orlo del baratro: è mio dovere ricordare che il debito da quasi 40 milioni di euro che ho trovato nelle partecipate non è stato fatto da questa amministrazione, ma da chi in passato ha pensato bene di usarle infischiandosene del loro corretto funzionamento e riempendole fino all’inverosimile di personale figlio di assunzioni clientelari.
E’ mio dovere ricordare che stiamo facendo l’impossibile e anche di più per garantire comunque tutti i posti di lavoro.
Per questo a volte chiedo pazienza ai lavoratori, quelli veri, che si rendono conto dell’impegno che ci stiamo mettendo e dello sforzo che stiamo facendo, perchè il nostro obiettivo è salvare i posti di lavoro ma al contempo ridurre la spesa e dare servizi degni alla cittadinanza.
Ed invece vengo aggredito da un dipendente di una società patrimoniale praticamente inutile costruita solo per spalmare un po’ di debito e nascondere una situazione compromessa dall’inizio.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso sincera solidarietà; la vostra stima ed il vostro abbraccio mi sono di conforto.
Io non mollo: mi sono assunto una grande responsabilità candidandomi a Sindaco e la onorerò fino all’ultimo giorno del mio mandato. Lo faccio per la mia Città e per la grossa parte di cittadinanza che vuole vedere risolti i problemi annosi di questo territorio. C’è tanta gente che confida nel nostro operato ed è per loro che andremo avanti con impegno e convinzione.
Civitavecchia tornerà a splendere e non saranno queste vili aggressioni a fermare il nostro operato.

Antonio Cozzolino
Fieramente Sindaco di Civitavecchia

VIDEO L’emozione di Antonio Cozzolino neo Sindaco a 5 Stelle

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