Nicola Morra L’affluenza al voto è in aumento rispetto alle scorse regionali. Un buon segnale, ma vi ricordo che si vota solo oggi fino alle 23. Dunque se ancora non l’avete fatto potete andate a votare.

Nicola Morra L’affluenza al voto è in aumento rispetto alle scorse regionali. Un buon segnale, ma vi ricordo che si vota solo oggi fino alle 23.
Dunque se ancora non l’avete fatto potete andate a votare.

Un voto non dato è un voto al potere esistente, un voto a chi non vuole che si voti, un voto che accetta l’emigrazione come unica prospettiva, per cui il non voto è solo interesse di chi vuole conservare e non “rottamare”.

Facciamo un esempio: se un mafioso controlla 1.000 voti e votano 2.000 cittadini, il mafioso controllerà il 50% dei voti. Se un mafioso controlla 1.000 voti ma votano in 5.000 ha il 20% dei voti e così via. Ecco perché l’astensionismo aiuta solo mafiosi, corrotti e chi è al potere.

Spargiamo la voce.

Luigi Di Maio IO VOTO COSI’

Luigi Di Maio IO VOTO COSI’ 

Dopo queste elezioni, continuerete a vedere i nostri gazebo e le nostre iniziative 365 giorni all’anno.
Non siamo quelli che scompaiono il giorno dopo le urne. Non abbiamo mai tradito la vostra fiducia.

Starà a voi decidere domani dove farci profondere l’impegno che vi abbiamo dimostrato in questi anni, deciderete voi nell’urna se mandare tutte queste energie e progetti al Governo o all’opposizione del vostro Comune e della vostra Regione.
Siamo quella parte d’Italia che ha scelto di cambiare il Paese invece di lasciare il Paese. Noi restiamo qui a combattere con credibilità e determinazione. Cambiamo le cose insieme, anche con il voto di domani.

Domani mi sveglierò molto presto. Non vedo l’ora di andare a votare.
Nel mio comune si vota per rinnovare la giunta comunale. Voterò il mio amico di sempre Dario De Falco Sindaco, colui che nel 2007 mi convinse ad entrare in questo meraviglioso progetto chiamato Movimento 5 Stelle.
In Campania si vota anche alla Regione, dove potrò votare la bravissima Valeria Ciarambino come Presidente di Regione.

Sono una persona fortunata: ho la possibilità di votare liberamente persone di cui mi fido e che coltivano il mio stesso progetto. Un volta che assapori questa libertà non riesci più a farne a meno.

Ecco come votare per
VALERIA CIARAMBINO https://goo.gl/cXDeU4
DARIO DE FALCO https://goo.gl/XGJK36

Buon voto a tutti.

Silvia Benedetti M5S E’ troppo comodo dire “tanto son tutti uguali”, “non serve a niente”, “la politica mi fa schifo” piuttosto che provare ad informarsi e perdere 5 minuti di una domenica per andare a votare…

Silvia Benedetti M5S E’ troppo comodo dire “tanto son tutti uguali”, “non serve a niente”, “la politica mi fa schifo” piuttosto che provare ad informarsi e perdere 5 minuti di una domenica per andare a votare…

Alla vigilia di queste ‪#‎Regionali2015‬ voglio condividere con voi l’appello di Luca, fratello di uno dei consiglieri del MoVimento 5 Stelle, Andrea Bernardini (classe ’93):

E’ troppo comodo dire “tanto son tutti uguali”, “non serve a niente”, “la politica mi fa schifo” piuttosto che provare ad informarsi e perdere 5 minuti di una domenica per andare a votare…

Non fatelo !!!

…è l’unico appello al voto che si possa fare…
…la politica negli ultimi anni ha saputo certamente dare il peggio di sè, ma l’abbandono e la rassegnazione al sistema sono l’unica vera sconfitta, che legittimerà in ogni caso qualunque mascalzone che riuscirà a vincere, anche solo rappresentando il 20% degli elettori…

Ci lamentiamo in continuazione… Una volta all’anno ci danno la possibilità di fare qualcosa di concreto, non sprechiamo quest’opportunità !!

(I seggi sono aperti dalle 07.00 alle 23.00)

BUON VOTO !!

Giulia Di Vita – M5S Se il Pd e i partiti vinceranno sarà perchè, come ogni processo umano, anche il cambiamento di una comunità intera ha bisogno di tempo,

Giulia Di Vita – M5S Se il Pd e i partiti vinceranno sarà perchè, come ogni processo umano, anche il cambiamento di una comunità intera ha bisogno di tempo,

la morsa della povertà e della disperazione spesso non ti lascia scelta e con la speranza di un posto di lavoro promesso, o di un aiuto per la tua famiglia, non guardi in faccia nessuno, pur sapendo, o forse no, che questa scelta non farà altro che stringere più forte quella morsa a cui speri di sottrarti, almeno tu e i tuoi cari. E’ questo il meccanismo perverso che comincia a scricchiolare, si romperà. E quando accadrà, quando tutti avranno aperto gli occhi e saranno veramente liberi, resteranno solo i furbetti, i conniventi, i corrotti, gli speculatori, gli affaristi, gli sfruttatori di disgrazie umane e di beni comuni che potranno rifocillarsi gli uni gli altri ma non più sulla pelle degli innocenti che non si venderanno più a nessuno. E allora ci sarà la vera resa dei conti.

Manlio Di Stefano – M5S Le notizie online sono un bollettino di guerra, pacchi di schede precompilate in Campania, presidenti di seggio che volevano portarsi le tessere a casa in Toscana

Manlio Di Stefano – M5S Le notizie online sono un bollettino di guerra, pacchi di schede precompilate in Campania, presidenti di seggio che volevano portarsi le tessere a casa in Toscana

volantinaggio a pochi metri dal seggio altrove…insomma, il solito SCHIFO dei partiti.
Noi sinceramente siamo TUTTA UN’ALTRA STORIA e sia se dovessimo vincere che se dovessimo entrare con qualche cittadino dentro le 7 regioni e gli svariati comuni, porteremo un cambiamento epocale come sta già avvenendo in Parlamento.
ANDATE A VOTARE, chiamate gli amici astensionisti e convinceteli a farlo perché altrimenti si facilita il voto di scambio.

A riveder le stelle *****

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Di Euro si muore

Di Euro si muore

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Il primo Paese che uscirà dalla trappola dell’Euro dimostrerà che è solo una zavorra che costringe a sacrificare pensioni, diritti dei lavoratori ed economie nazionali al pagamento di interessi ai Paesi creditori del Nord Europa, Germania in primis. L’unico loro obiettivo. Fuori dall’Euro quindi per ritornare a vivere. L’economista Paul Krugman pone un interessante quesito “Cosa succederà se l’uscita della Grecia dall’Euro le consentirà di far ripartire la sua economia?”. Ci sarà un “Liberi tutti!”?

di Paul Krugman, 25 maggio 2015

C’è stato un altro terremoto elettorale nell’eurozona: i candidati spagnoli di Podemos hanno vinto le elezioni locali a Madrid e a Barcellona. Io spero che l’IFKAT — cioè l’insieme delle istituzioni finora chiamate “Troika” — facciano bene attenzione.

Il nocciolo della situazione greca è che gli attuali parametri per il raggiungimento di un accordo a breve termine sono chiari e ineludibili: la Grecia non può fare un grosso deficit primario, perché nessuno le presterebbe ulteriore denaro, e non farà nemmeno (perché essenzialmente non ne è in grado) un grosso avanzo primario, dato che non è possibile cavare sangue dalle pietre. Perciò non resta che aspettarsi un accordo per cui la Grecia farà un modesto avanzo primario nel corso dei prossimi anni, e questo si potrebbe facilmente raggiungere — e se questo è ciò che succederà, perché non renderlo ufficiale?

Ma ora il FMI sta facendo la parte del poliziotto cattivo, e dice che non concederà altri fondi fino a che Syriza non si metterà in riga sulle pensioni e le riforme del mercato del lavoro. Queste ultime sono abbastanza discutibili — le stesse ricerche del FMI non danno alcun motivo per essere entusiasti delle riforme strutturali, specialmente di quelle del mercato del lavoro. Il primo punto invece riflette probabilmente un problema reale — la Grecia probabilmente non è in grado di concere ai propri pensionati quanto gli ha promesso — tuttavia non è chiaro perché questo dovrebbe essere un punto da discutere nel particolare al di là della questione generale dell’avanzo primario.

Ciò su cui vorrei tutti ragionassero è cosa succederebbe se la Grecia alla fine fosse spinta fuori dall’euro. (Sì, parlo del “Grexit” — brutta parola, ma tutti la usano.)

Sarebbe certamente una brutta situazione per la Grecia, almeno all’inizio. Proprio ora i Paesi “core” dell’eurozona pensano che il resto dell’area euro possa gestire il problema, e questo può essere vero. Tenete conto però che il presunto intervento promesso dalla BCE [il “whatever it takes”, NdT], non è ancora stato realmente sperimentato. Se i mercati perdono fiducia nello stesso momento in cui la BCE è costretta ad acquistare titoli spagnoli e italiani, cosa succederà?

Ma la questione ancora più importante è cosa succederà un anno o due dopo che la Grecia sarà uscita dall’Euro, nel momento in cui il vero rischio per l’Euro non sarà che la Grecia fallisca, ma che possa avere successo. Immaginate che una nuova dracma fortemente svalutata porti frotte di turisti britannici, gran bevitori di birra, sulle coste dello Ionio, e che la Grecia cominci a riprendersi. Questo darebbe grande incoraggiamento a tutti quelli che, in ogni Paese, si oppongono all’austerità e alla svalutazione interna.

Pensateci. Fino l’altro ieri gli “Europei Molto Seri” indicavano la Spagna come un caso esemplare di successo, come la giustificazione di tutto il loro programma. Evidentemente i cittadini spagnoli non erano d’accordo. E così, se le forze anti-establishment potranno fare riferimento a una Grecia in via di ripresa, lo screditamento dell’establishment verrà accelerato.
Una possibile conclusione, immagino, è che la Germania provi a sabotare la Grecia dopo l’uscita. Ma spero che ciò venga considerato inaccettabile.
Perciò pensateci, cari IFKAT: siete proprio sicuri di voler andare avanti per la vostra strada?

da Vocidallestero

Elezioni regionali: come votare per il Movimento 5 Stelle

Elezioni regionali: come votare per il Movimento 5 Stelle

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immagine: fac simile scheda Liguria
Domani (domenica 31 maggio) si vota per rinnovare 7 consigli regionali. Urne aperte dalle 7 alle 23. Il Movimento 5 Stelle è presente con i suoi candidati in tutte le regioni chiamate al voto: Liguria, Campania, Toscana, Marche, Umbria, Veneto e Puglia. Di seguito le istruzioni per votare:

Barra il nome del candidato presidente del Movimento 5 Stelle, barra il simbolo del Movimento 5 Stelle e scrivi, se lo desideri, il nome e il cognome del candidato consigliere M5S che vuoi votare. L’importante è che il nome del candidato presidente M5S e il simbolo del Movimento vengano barrati. Non sbagliare!

 

 

Valeria Ciarambino: la Campania laboratorio dell’onestà

Valeria Ciarambino: la Campania laboratorio dell’onestà

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Valeria Ciarambino, candidata presidente del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in Campania, è stata ospite del programma Virus, su Rai2. Di seguito il suo straordinario intervento:

“In tutte le liste del Movimento 5 Stelle non c’è un solo impresentabile, non c’è un indagato né un condannato. Non abbiamo dovuto aspettare una legge dello Stato per evitare che questo accadesse, ci siamo dati delle regole: nel M5S per candidarti devi presentare il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziario. La parola “candidato” viene dal latino “candidus”, quindi immacolato, al di sopra di ogni sospetto, pulito. Gli eletti che entrano nelle istituzioni gestiscono il denaro pubblico: devono perciò essere non ricattabili, per lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini. Quello che per me è scellerato in tutta questa situazione è l’arroganza dei partiti che, in barba al rispetto delle istituzioni, candidano personaggi che la Commissione Antimafia definisce “impresentabili”.

Noi in Campania abbiamo il paradosso dei paradossi, con un impresentabile addirittura candidato alla presidenza della Regione, Vincenzo De Luca. Costui è condannato in primo grado per abuso d’ufficio ed è pertanto ineleggibile per la legge Severino: non potrà fare il presidente della Regione Campania, se malauguratamente dovesse essere eletto; adesso viene pure incluso tra gli impresentabili. Nonostante ciò Renzi e il ministro Boschi lo difendono, venendo meno al loro ruolo istituzionale di garanti supremi dell’interesse dei cittadini e facendo prevalere invece il loro interesse particolare rispettivamente di segretario e membro del PD. Chi affiderebbe le chiavi di casa sua a un condannato? E allora perché noi dovremmo affidare la sanità della nostra terra, che già è devastata, il trasporto pubblico, che non funziona più, i soldi pubblici, la questione lavoro, a una persona che ha una condanna, che non è libera, che dovrà occuparsi dei suoi guai con la magistratura? Se dovesse essere eletto, porterebbe la Regione nel caos. Nella migliore delle ipotesi, se Renzi, venendo meno al suo ruolo di garante istituzionale, non decreterà immediatamente la sospensione di De Luca e gliene darà il tempo, al massimo lui potrà nominare un vicepresidente, uno che nessuno ha votato e di cui De Luca non fa il nome, e che governerà la Regione per mesi o anni, per tutto il tempo necessario al tribunale ordinario per decidere sulla decadenza di De Luca.

Ciò che è grave è che della situazione paradossale di De Luca, della sua ineleggibilità si è informato pochissimo e male: secondo notizie di stampa, infatti, ne sono a conoscenza solo 7 cittadini campani su dieci, e dunque molti voteranno senza conoscere il rischio a cui si espone la Regione. Stessa cosa per la lista degli impresentabili, resa nota dalla Commissione Antimafia solo il giorno prima del silenzio elettorale: questo vuol dire non mettere i cittadini nella condizione di conoscere chi andranno a votare. Questi personaggi, che sono indagati o addirittura condannati e che sono presenti tanto nelle liste di De Luca che di Caldoro, ce li ritroveremo in Regione, e rischieremo di ritrovarceli in Senato a godere dell’immunità parlamentare.

Certamente il nostro ordinamento giudiziario è un ordinamento garantista, ci mancherebbe altro, esistono tre gradi di giudizio, ma io cito le parole di Borsellino, che è un faro nella mia vita e anche nel mio impegno politico. Laddove, su un qualunque membro del partito gravasse, non una condanna ma persino un sospetto grave in ordine alla sua etica alla sua moralità, Paolo Borsellino invitava i partiti a non candidarlo, ad attendere che quella persona risolvesse prima i suoi problemi con la giustizia.

Come candidato presidente della Regione Campania, sono stanca del fatto che da mesi, nella mia terra, anziché parlare di problemi serissimi e di proposte, si continui a parlare di indagati e di ineleggibili come De Luca o persino di persone che sono in odore di criminalità organizzata, e adesso si arriva a mettere in discussione una Legge dello Stato quale la Severino. Mi piacerebbe capire cosa c’è dietro l’affermazione di Renzi che quella di De Luca è una questione risolvibile. Cosa vuole fare, vuole modificare la legge sulla base degli interessi del singolo, tornare al tempo delle leggi ad personam? Per me la legge dello Stato ha un valore massimo e trovo assurdo che uno che si candida a entrare nelle istituzioni, come De Luca, si permetta di definirla demenziale. Qualche giorno fa siamo finiti persino sul Financial Times per questa assurda vicenda. Io voglio che la mia Campania non sia più associata a episodi del genere e infangata addirittura a livello internazionale. Abbiamo problemi fondamentali da risolvere: c’è bisogno di persone libere che si rimbocchino le maniche e si mettano a lavorare.
Eppure per evitare situazioni come queste sarebbe bastato che i partiti si fossero dati delle regole. O forse il PD e Forza Italia non hanno persone oneste da candidare? Hanno bisogno di candidare gli impresentabili? Gli impresentabili sono stati messi lì apposta, non è un caso, perché portano i voti degli impresentabili come loro. Lo dice pure la Commissione Antimafia, che oggi viene attaccata dai partiti per aver fatto delle valutazioni sulla base di criteri che i partiti stessi avevano sottoscritto e che oggi rinnegano. Siamo al paradosso che anziché attaccare gli impresentabili oggi si attacca il lavoro della Commissione Antimafia. La Campania non si merita tutto questo. Io voglio che la Campania non sia più citata come terra del malaffare, ma che diventi il laboratorio dell’onestà!”

Nicola Morra Renzi dice che Grillo e Salvini sono la stessa cosa e che la battaglia di domani è fra “rabbia e speranza”.

Nicola Morra Renzi dice che Grillo e Salvini sono la stessa cosa e che la battaglia di domani è fra “rabbia e speranza”.

Io dico che Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa e la battaglia di domenica è fra onestà e illegalità.

Non io, ma la commissione Antimafia ha divulgato infatti la lista degli impresentabili. Ci sono candidati del Pd e di Forza Italia, dei partiti di Renzi e di Berlusconi. Ma nessuno, neanche uno, del M5S.

Questa è la realtà. Tutto il resto sono menzogne, le solite.

Il miracolo del #Microcredito M5S

Il miracolo del #Microcredito M5S

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“Il miracolo del Microcredito di Stato targato M5S si sta realizzando. E’ in corso la procedura di prenotazione online delle risorse del neonato Fondo, c’è ancora un po’ di tempo per garantirsi un pezzo del proprio futuro, ma le domande sono già migliaia e continuano a giungere minuto dopo minuto. Stamattina abbiamo infatti superato la metà delle risorse disponibili. E’ stato un lavoro lungo due anni, in cui non ci siamo davvero mai risparmiati. Non solo abbiamo versato milioni tagliandoci lo stipendio (sapete cosa significa, ogni mese, rinunciare con un click a migliaia di euro?), ma abbiamo esercitato ogni sorta di pressione su Governo e Ministero, compreso un presidio permanente di parlamentari al freddo e al gelo. Inoltre, al fine di agevolare il più possibile i cittadini e di metterli nelle condizioni migliori per accedere al fondo, siamo riusciti a stipulare un accordo con L’Ordine dei consulenti del Lavoro. Grazie a questo accordo i cittadini hanno a disposizione, del tutto gratuitamente, professionisti in ogni regione e provincia d’Italia che possono supportarli nella procedure di accesso al microcredito. Ma non ci siamo fermati qui e, non contenti, ci siamo prodigati per creare un vero è proprio strumento di servizio bancario che mancava del tutto: tramite PEC abbiamo contattato tutte le banche italiane e raccolto la loro manifestazione d’interesse chiedendo a ciascuna di esse di enunciare le condizioni economiche e i servizi di assistenza e monitoraggio.

Ma come funziona il fondo?
Il Microcredito eroga somme fino a è 25mila euro – in alcuni casi è possibile arrivare a 35mila euro – per aziende esistenti o idee imprenditoriali legate all’agricoltura, all’artigianato, al commercio, ai servizi e a tutte le start up innovative.
Fatta la prenotazione sul sito www.fondidigaranzia.it, ci si deve recare entro cinque giorni presso gli intermediari, che a loro volta avranno 60 giorni di tempo per presentare il progetto al gestore del Fondo. Chiusa la procedura online, comunque, per i ritardatari sarà ancora possibile avanzare le candidature di finanziamento sul Fondo centrale di garanzia delle Pmi. In quel caso però, sarà necessario recarsi direttamente presso gli intermediari (per tutte le informazioni vai sul sito www.microcredito5stelle.it). Lo strumento del microcredito infatti, che si avvale di una dotazione di partenza di 40 milioni di euro, è solo una parte delle risorse ordinarie del Fondo di garanzia delle Pmi, che è ben più ampio e consta di 600 milioni di euro. Potenzialmente, insomma, siamo di fronte a un’iniezione di liquidità nell’economia reale di circa 3 miliardi di euro, considerando che i 600 milioni del Fondo centrale di garanzia possono mobilitare risorse complessive fino a 5 volte superiori (infatti il fondo accantona solo un 20% per mobilitare il resto delle risorse). Una boccata d’ossigeno importantissima per il Paese, una vera manovra economica che farà nascere tantissime imprese e creerà occupazione nuova di zecca. Tenendo in considerazione solo la dotazione di 40 milioni del fondo del microcredito, e considerando l’effetto leva 1 a 5 (effetto leva significa che una garanzia pubblica pari a 1 muove altre risorse pari a 4), il fondo garantirà un’erogazione che raggiungerà i 200 milioni di euro. Calcoli alla mano, dividendo questi 200 milioni di euro per i 25 mila euro erogati a ciascuna impresa, a giugno nasceranno o continueranno ad esistere, 8000 imprese grazie al microcredito.
Ieri, 29 maggio, ad appena due giorni dall’attivazione del fondo e dal click day, abbiamo avuto il piacere di presentare la prima di queste 8000 aziende in Italia ad essere stata finanziata dagli stipendi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Si tratta di una piccola azienda in provincia di Napoli che si occupa di prodotti biologici di cosmesi e per l’igiene della casa (vedi l’intervista su 5giorni a 5 stelle). Ci tagliamo lo stipendio ogni mese in 140 parlamentari e usiamo i nostri soldi per far nascere o aiutare nuove aziende, ovvero per creare nuovi posti di lavoro. I partiti degli impresentabili si tengono i vitalizi. Il M5S si taglia gli stipendi per il bene del Paese. Adesso pensate se governassimo noi”.
M5s Parlamento

Isabella, invalida e murata viva #invalidi

Isabella, invalida e murata viva #invalidi

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“Oggi scrivo a nome mio e di mio marito, i genitori di isabella. Tralascio volutamente quel retrogusto un po’ ironico che normalmente uso per raccontarvi della mia bambina, perché stamattina non ho proprio voglia di ridere. Ieri sera c’è stata una riunione di condominio per approvare la spesa di 11.400 euro per ampliare la cabina ascensore del nostro civico, per permettere a Isabella di entrare con la sedia a rotelle, adesso infatti si fa molta fatica perché le sedie posturali come quelle della mia principessa sono piuttosto ingombranti. Io non sono potuta intervenire perché sono convalescente da un intervento all’addome, per cui è andato solo M., mio marito. Doveva essere poco più che una formalità… Ebbene amici, lo sapete? Non è stato approvato… hanno votato NO. Ce lo dobbiamo pagare noi, visto che l’alternativa è murare mia figlia in casa. Le obiezioni sollevate sono state molteplici: “Ma perché vi siete presi una sedia così grande?”, “Ma se poi la bambina campa fino a 20 anni che facciamo, la dovremo rifare ancora?”, “Ma perché allora non rifacciamo anche la cabina del mio civico, così posso portare a casa la motocarrozzella elettrica?”, “Ma perché non se lo pagano solo quelli del civico 31? In fin dei conti sono problemi loro” (in particolare questa domanda è stata posta da una persona che ho sempre ritenuto amica, alla quale stavo per affidare i miei figli in qualità di capo scout, che ha frequentato casa mia, a cui ho sempre voluto bene). Magari molti di loro vanno in chiesa, in moschea, in sinagoga, al tempio, alla casa del popolo. Avessero avuto il coraggio di guardare in faccia mio marito e dire: “guarda mi dispiace non ho i soldi…” avremmo capito, noi non fabbrichiamo le banconote dal 100 la mattina dopo il caffè, ma attaccarsi a queste stupidaggini ci ha fatto molto male. Siamo feriti nel profondo del cuore (mio marito anche alla mano, visto che alla fine ha perso le staffe e ha dato un pugno all’armadio), non tanto per il fatto in sé quanto per come è andata. Non ci aspettavamo tanta piccolezza, soprattutto perché l’intervento era a favore di una creatura innocente che non ha mai fatto uno sgarbo a nessuno, che se sta bene regala sorrisi a tutti, che sta pagando un prezzo altissimo per una colpa non sua. Il lavoro verrà fatto comunque, a spese nostre. Io sarei tentata di augurare a chi si è opposto di trovarsi nella nostra stessa situazione, ma so il dolore lacerante che provoca avere un figlio gravemente malato, e non lo auguro al mio peggior nemico. Isabella non lo farebbe”.
La mamma di Isabella (da una segnalazione pervenuta al blog)

 

 

#5giornia5stelle, 34° puntata, 29 maggio 2015

#5giornia5stelle, 34° puntata, 29 maggio 2015

Si chiama Antonella: è la prima cittadina italiana ad aver avuto accesso al Microcredito di Stato, finanziato anche dal taglio degli stipendi dei parlamentari M5S. Ha ottenuto il microcredito per la sua azienda di prodotti bio ad appena due giorni dal click day, partito proprio questa settimana. Una settimana, insomma, davvero storica per tutti noi.
Da Bruxelles invece arriva una notizia che non ci piace: il tristemente noto TTIP, trattato sul commercio euroatlantico, comincia i suoi primi passi in Commissione con il voto di PPE e Socialisti. Abbiamo ancora tempo per fermare questo massacro dell’economia europea, e ci proveremo in ogni modo, come testimonia la nostra Tiziana Beghin (EU).
Tornando in Italia, visitiamo il porto di Napoli insieme al portavoce in Senato Andrea Cioffi e a Valeria Ciarambino, alla scoperta di tutti i problemi lasciati irrisolti in questa importante risorsa ancora paralizzata per il commissariamento.
La cosiddetta “buona scuola” di Renzie, poi, è arrivata in Senato. La nostra Manuela Serra fa un po’ di apriscatole e ci racconta come funzionano davvero le audizioni in commissione: una sfilata di insegnanti, sindacati ed esperti che il governo fa solo finta di ascoltare.
Tornando al Parlamento Europeo, il portavoce Marco Zanni (EU) ci racconta il lavoro di “controlobbying” del M5S in Commissione finanza perarginare lo strapotere delle banche su Stati e cittadini.
Sotto la pioggia, poi, siamo stati sotto il Ministero dello Sviluppo Economico insieme ai 200 lavoratori di Volterra in odor di licenziamento. Li ha intervistati per noi la portavoce al Senato Sara Paglini.
Da Senato una delle nostre stelle, l’energia. Gianni Girotto ci spiega la proposta che il M5S ha presentato per la ristrutturazione energeticadi migliaia di edifici, proposta che porterà anche alla creazione di moltissimi posti di lavoro.
Infine, un piccolo promemoria in occasione delle elezioni regionali: tutte quello che il M5S ha già realizzato per i cittadini, dal Parlamento ai Comuni. Adesso pensate se governassimo noi!

Puglia, Laricchia: “Reddito di cittadinanza per far ripartire l’economia”

Puglia, Laricchia: “Reddito di cittadinanza per far ripartire l’economia”

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Come inizia il suo percorso nel M5S?
“Ho iniziato due anni e mezzo fa nella mia città, ad Adelfia in provincia di Bari. I primi passi li abbiamo mossi concentrandoci sulla gestione dei rifiuti con campagne sulla raccolta differenziata per sensibilizzare tutta la popolazione e le amministrazioni locali”.

Il primo punto del programma per una Puglia a 5 stelle?
“Vogliamo un reddito di cittadinanza regionale, in attesa che ci sia quello nazionale. Parliamo di 580 euro al mese per i pugliesi sotto la soglia di povertà. E’ un modo per far ripartire l’economia ma anche creare competenze specifiche investendo sulla green economy facendo formazione professionale”.

E oltre il reddito di cittadinanza?
“Altri due punti fondamentali sono il piano olivicolo regionale e le case della salute. Il primo serve per affrontare in maniera seria il problema del disseccamento rapido degli ulivi mettendo assieme il mondo della ricerca con quello degli agricoltori attivi. Riguardo alla sanità invece è fondamentale sviluppare l’assistenza domiciliare, portando casa per casa una sanità più efficace”.

I candidati M5S in Puglia

Antonella Laricchia
Viviana Guarini
Claudia Gentile
Michele Cannito
Mario Conca
Roberta Perri
Loretta Moramarco
Elisabetta Pani
Emma Prencipe
Fabio Leli
Giampiero Milone
Giuseppe Cannito
Daniele Amendolare
Alessandra Palazzo
Cosimo Albanese
Grazia Di Bari
Paolo Nugnes
Savino Fugetto
Savino Chiariello
Brigitta Anna Maria D’Aulisa
Giuseppe Morelli
Paolo Mariani
Gianluca Bozzetti
Simona Schirinzi
Federica Bellino
Rosa Barone
Luigi La Riccia
Grazia Manna
Mariateresa Bevilacqua
Giorgio Armando Sernia
Luigi Starace
Sabrina, Grazia Pia Regina
Tullio Cozzolino
Cristian Casili
Caterina Vitiello
Antonio Salvatore Trevisi
Fabio Valente
Giulia Salinelli
Lucia Borlizzi
Sonia Rizzello
Enrico Giuranno
Emanuele Larini
Mario Giugno
Luca Lopomo
Monica Altamura
Marilina Delprete
Carlo Pizzoni
Marco Galante
Antonella Galeone
Raffaele Rochira

Liguria, Salvatore: “Reddito di cittadinanza e lotta al dissesto”

Liguria, Salvatore: “Reddito di cittadinanza e lotta al dissesto”

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Come si avvicina al M5S?
“Mi sono iscritta al blog nel 2008 ma il vero impegno sul territorio è iniziato tre anni fa, era il 2012. Venivo dall’esperienza movimentista del G8 e dei girotondi, ero scottata ma ho deciso di dedicare tutta me stessa, anima e corpo, al M5S. Ho deciso che sarei stata attivista a vita”.

Quali temi ha seguito nella sua Genova?
“Abbiamo fatto una battaglia contro la cementificazione selvaggia. In particolare mi sono occupata della Fiera del mare, dove volevano costruire un enorme centro commerciale con grandi rischi per il territorio. Grazie ad una grande mobilitazione finora siamo riusciti a bloccarla”.

Le priorità per il M5S in Liguria?
“Innanzi tutto la lotta al dissesto, che per noi è fondamentale. Vogliamo quindi portare trasparenza e merito in Regione, con grande attenzione alla sanità perché è fondamentale che la politica sia messa alla porta dal comparto sanitario. La Liguria ha bisogno di un piano paesaggistico, urbanistico ed economico. Detto questo puntiamo ad approvare il reddito di cittadinanza anche per i cittadini liguri: è un punto del programma dei nostri portavoce nazionali ma anche del nostro regionale”.

(Da 5giornia5stelle Magazine)

I candidati M5S in Liguria

Alice Salvatore
Alessandro Ravera
Andrea Melis
Andrea Traverso
Cristina Camisasso
Elena Del Santo
Fabio Tosi
Francesco Battistini
Gabriele Pisani
Gianluigi Buscema
Ilaria Mastrorosa
Laura Manfrin
Lorenzo Trucco
Luca Ricci
Manuel Meles
Marco De Ferrari
Marika Cassimatis
Massimo Baldino Caratozzolo
Maurizio Bortolai
Paola Bazzani
Riccardo De Giorgi
Stefania Scarone
Veronica Fimmanò

Campania, Ciarambino: “Il piano M5S per lo sviluppo della Campania”

Campania, Ciarambino: “Il piano M5S per lo sviluppo della Campania”

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Come ha iniziato il suo impegno politico?
“Era il 2010 e lavoravo in Friuli Venezia Giulia, ho sentito la necessità di tornare nella mia terra. Mi sono rimboccata le maniche, iniziando il mio impegno sul territorio. A par- tire da un comitato civico contro la cementificazione e privatizzazione del parco pubblico di Pomigliano d’Arco, lì ho incontrato i ragazzi del Movimento”.

Quali sono le battaglie più importanti che ha portato avanti in questi anni?
“Quella contro la Terra dei fuochi prima di tutto. Poi per l’acqua pubblica, per la legalità e la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni”.

Quali sono i punti fondanti del programma del MoVimento 5 Stelle?
“Vogliamo partire dai ser-vizi: sanità e trasporti. Lo sa che in Campania scuole e università hanno spostato gli orari di ingresso perché il trasporto pubblico non è puntuale? Serve poi investire nello sviluppo e nel recupero della nostra identità: dal turismo alle eccellenze agroalimentari. Abbiamo un piano per far crescere di due milioni il numero di turisti che ogni anno visitano la nostra regione. I soldi si trovano, soprattutto se pensiamo che la Campania ha la maglia nera del mancato uso di fondi europei”.

(Da 5giornia5stelle Magazine)

I candidati M5S in Campania

Vincenzo Ciampi
Maria Pallini
Tiziana Guidi
Luca Carosella
Pasquale Maglione
Francesca Maio
Vincenzo Viglione
Agostino Santillo
Salvatore Aversano
Margherita Del Sesto
Vincenzo Sglavo
Valentina Vanni
Marianna Iorio
Luigia Embrice
Maria Muscarà
Luigi Cirillo
Ilaria Ascione
Gennaro Saiello
Tommaso Malerba
Marco Manna
Giuseppe Capurso
Roberto Ionta
Alessandro Amitrano
Ettore Scamarcia
Ferdinando Pennone
Maria Assunta Acampora
Clementina Sasso
Immacolata (Tina) Formisani
Pietro Nicola Disogra
Roberto Farina
Antonio Verrone
Iolanda Di Stasio
Stefania Sannino
Angelo Visone
Alberto Gargiulo
Luciana Calabrese
Ciro Totaro
Alessandro Cannavacciuolo
Virginia La Mura
Michele Cammarano
Giuseppe (Pino) Buonadonna
Anna Bilotti
Vito Avallone
Cosimo Adelizzi
Laura Grieco
Enrico Farina
Consolato Natalino Caccamo
Felicia Gaudiano