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20 punti per la qualità della vita degli italiani

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20 punti per la qualità della vita degli italiani

Il Blog delle Stelle

 

20 punti per la qualità della vita degli italiani

20 punti per la qualità della vita degli italiani

 

 

di MoVimento 5 Stelle

Oggi Luigi Di Maio presenta i 20 punti per l’Italia del MoVimento 5 Stelle: il nostro programma di governo. Di seguito li trovate nel dettaglio. Scarica il volantino dei 20 punti per la qualità della vita degli italiani

VIA SUBITO 400 LEGGI INUTILI
• Stop alla giungla delle leggi, meno burocrazia per imprese e cittadini

SMART NATION: NUOVO LAVORO E LAVORI NUOVI
• Investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale per creare nuove opportunità di lavoro e nuove professioni
• Investimenti in nuova tecnologia, nuove figure professionali, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione PA

REDDITO DI CITTADINANZA: RIMETTIAMO L’ITALIA AL LAVORO
• Oltre 2 miliardi di euro per la riforma dei centri per l’Impiego: facciamo incontrare davvero domanda e offerta di lavoro e garantiamo formazione continua a chi perde l’occupazione. Con la flex security le imprese sono più Competitive e le persone escono dalla condizione di povertà

PENSIONE DI CITTADINANZA: MAI PIU’ SOTTO I 780 EURO
• Pensione minima di 780 euro netti al mese a tutti i pensionati
• 1.170 euro netti al mese per una coppia di pensionati

MENO TASSE, PIÙ QUALITÀ DELLA VITA
• Riduzione delle aliquote Irpef
• Niente tasse per redditi fino a 10mila euro
• Manovra choc per le piccole e medie imprese: riduzione del cuneo fiscale e riduzione drastica dell’Irap
• Abolizione reale degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia
• Inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria

TAGLI AGLI SPRECHI E AI COSTI DELLA POLITICA: 50 MILIARDI CHE TORNANO AI CITTADINI
• Stop a pensioni d’oro, vitalizi, privilegi, sprechi della politica e opere inutili. Riorganizzazione delle partecipate, spending review della spesa improduttiva

SICUREZZA E LEGALITÀ
• 10mila nuove assunzioni nelle forze dell’ordine e due nuove carceri per dare ai cittadini più sicurezza e legalità

STOP AL BUSINESS DELL’IMMIGRAZIONE
• Cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri
• 10.000 nuove assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare, in un mese, come negli altri paesi europei, se un migrante ha diritto a stare in Italia o no

TUTELA DEI RISPARMI DEI CITTADINI
• Risarcimenti ai risparmiatori truffati
• Creazione della Procura nazionale per i reati bancari
• Riforma bancaria Glass Steagall act contro le speculazioni

LA SANITA’ SI PRENDE CURA DI TE
• Aumento delle risorse per la Sanità Pubblica e riduzione sostanziale delle liste di attesa per tutti gli esami medici

17 MILIARDI PER AIUTARE LE FAMIGLIE CON FIGLI
• Applicazione del modello francese, rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter
• Introduzione iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età
• Innalzamento importo detraibile per assunzione di colf e badanti

BANCA PUBBLICA PER GLI INVESTIMENTI
• Creazione di una Banca pubblica per gli investimenti per piccole imprese, agricoltori e famiglie

LOTTA A CORRUZIONE, MAFIE E CONFLITTI D’INTERESSE
• Modifica 416 ter sul voto di scambio politico mafioso
• Riforma della prescrizione
• Daspo per i corrotti
• Agenti sotto copertura
• Intercettazioni informatiche per reati di corruzione

UNA GIUSTIZIA RAPIDA, EQUA ED EFFICIENTE
• Riduzione della durata dei processi
• Certezza del processo e della pena

GREEN ECONOMY: ITALIA 100% RINNOVABILE
• 200mila posti di lavoro da economia del riciclo rifiuti
• 17mila nuovi posti di lavoro per ogni miliardo di euro investito nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica
• Uscita dal petrolio entro il 2050
• Un milione di auto elettriche

RIDUZIONE DEL RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/PIL DI 40 PUNTI IN 10 ANNI
• Più ricchezza grazie a maggiori investimenti in deficit, ad alto moltiplicatore e con maggiore occupazione
• Riduzione spese improduttive
• Tagli agli sprechi
• Lotta alla grande evasione fiscale

SUPERAMENTO DELLA COSIDDETTA BUONA SCUOLA
• Piano assunzioni razionale in base al fabbisogno delle scuole
• Incremento spesa pubblica per istruzione scolastica
• Abolizione del precariato

VALORIZZAZIONE E TUTELA DEL MADE IN ITALY
• Italia.it diventa la piattaforma e-commerce per i prodotti made in Italy nel mondo
• Maggiore tutela dei beni culturali
• Salvaguardia della qualità dei prodotti italiani minacciati dai trattati internazionali
• Creazione di un Ministero del Turismo separato da quello dei Beni Culturali

INVESTIMENTI PRODUTTIVI: 50 MILIARDI NEI SETTORI STRATEGICI
• Puntiamo su: innovazione, energie rinnovabili, manutenzione del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico, adeguamento sismico, banda ultra larga, mobilità elettrica

SUPERAMENTO DELLA LEGGE FORNERO
• Quota 100 e Quota 41
• Staffetta generazionale
• Categorie usuranti
• Opzione donna

Qui potete scaricare l’elenco dei candidati che saranno presenti nelle liste del MoVimento 5 Stelle, così come definiti dalle parlamentarie e nel rispetto di quanto definito dalla legge elettorale.

Il dettaglio dei risultati sarà pubblicato nei prossimi giorni.

SCARICA L’ELENCO

 

 

 

Ma siamo cosi nella cacca? Come fa un italiano a votare GRASSO

SocialTv Network

Ma siamo cosi nella cacca? Come fa un italiano a votare GRASSO

 

Ma siamo cosi nella cacca? Come fa un italiano a votare GRASSO? Ma ci siamo dimenticati chi è questo? Vi prego, prendete questo video e condividetelo a manetta sulla pagina della più grande bufala politica italiana: Liberi è Uguali!https://www.facebook.com/pg/liberieuguali2018. Salviamo qualche italiano. PER FAVORE

condanna in primo grado matteo renzi

http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2016/12/08/Politica/Foto%20Politica%20-%20Trattate/ALMO1F11_3036303F1_28141_20120716223622_HE10_20120717-kzAH-U43250790017945iZH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20161209003931

qui trovate la condanna in primo grado senteza N°282/2011 04/08/2011

LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TOSCANA

SENTENZA anno 2011 pubblicazione 20110804 N°282/2011

poi è stato assolto

Assunzioni irregolari a Firenze, Renzi assolto perché “non addetto ai lavori”

https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/02/Assoluzione-Renzi.pdf

Pd, telefono banche


 

Berlusconi: la genesi

Berlusconi: la genesi

 

BERLUSCONI : LA GENESI

Rischiamo di averlo nuovamente al potere nella prossima legislatura.
Condivido con voi questo spietato documentario d’inchiesta sulla primissima ascesa al potere di una delle figure più ricche e ambigue della nostra storia recente. Distribuito in edicola il 21 novembre 2012 in allegato al quotidiano “Pubblico” (che ha chiuso poco dopo, rendendo questo documentario di fatto introvabile).

Regia di Giorgia Pietropaoli e Giulia Migneco.

Trama:

Correva l’anno 1963: un giovane imprenditore milanese si affacciava in maniera prorompente nel mondo degli affari creando la redditizia Edilnord sas senza avere un centesimo in tasca. Apparentemente, solo una fideiussione concessa dalla piccola Banca Rasini aveva permesso a questa società di cominciare a costruire quella che oggi è conosciuta come Milano 2. Silvio Berlusconi iniziava così il suo percorso verso la ricchezza e la fama, raggiunte grazie ad un raffinato sistema, sviluppatosi negli anni, di finanziarie offshores, di scatole cinesi e di società costituite e subito liquidate. Non è tutto così regolare e scontato: quella piccola fideiussione iniziale, in realtà, nasconde molto di più.
Scopo dell’inchiesta “Berlusconi: la Genesi” è gettar luce sull’origine dei primissimi finanziamenti del Presidente del Consiglio, sulle figure che hanno agito nell’ombra e sulle società e sugli istituti che hanno contribuito alla sua ascesa. Se appare subito chiaro il legame con ambienti mafiosi per via dei capitali investiti dalla Banca Rasini (banca che Michele Sindona indicò come quella utilizzata dalla mafia a Milano), meno evidenti e più oscuri appaiono collegamenti con banche e finanziarie svizzere e italiane, con Licio Gelli e con la sua P2 e con una miriade di personaggi alquanto ambigui e spesso oggetto di inchieste giudiziarie, da Ercole Doninelli (indagato più volte per riciclaggio di denaro sporco e per bancarotta fraudolenta) a Tito Tettamanti (coinvolto nel caso Enimont), passando per Roberto Calvi, il banchiere di Dio e infine l’oscuro Michele Sindona.
Attraverso un’indagine approfondita e un vero e proprio viaggio d’investigazione che parte da Roma e Milano, percorre la Svizzera ed esplora le Isole delle Bahamas, gli autori ricostruiscono scrupolosamente quello che oggi rappresenta uno dei più grandi misteri della finanza italiana, cercando di dare finalmente risposta a quelle domande tanto scomode quanto legittime: da dove ha preso il denaro Silvio Berlusconi? Chi lo finanziava realmente e quali interessi lo muovevano? Dalla Telemaco, una nuova docu-fiction “proibita”, rigorosamente documentata, che riesce a sorprendere e a sconvolgere con le sue rivelazioni.

Intervistati:

• Carlo Calvi, figlio di Roberto Calvi
• Licio Gelli, Maestro Venerabile della Loggia P2
• Ezio Cartotto, ex dirigente di Publitalia (Fininvest), fondatore di Forza Italia e amico di Silvio Berlusconi
• Massimo Ciancimino, figlio di Vito Ciancimino
• Mario Guarino, giornalista e autore de “L’orgia del potere”
• Ferruccio Pinotti, giornalista e autore de “L’unto del Signore”
• Udo Gumpel, giornalista e autore de “L’unto del Signore”
• Michele Gambino, giornalista e autore de “Il cavaliere B.”
• Gianni Barbacetto, giornalista e autore de “B. Tutte le carte del Presidente”
• Leo Sisti, giornalista e autore de “L’intoccabile”
• Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo
• Giuseppe Lo Bianco, giornalista e autore de “Profondo Nero”
• Domenico Gozzo, procuratore aggiunto della Procura di Caltanissetta
• Paolo Fusi, giornalista specializzato in finanza svizzera
• Fausto “Tato” Cattaneo, ex commissario di polizia svizzera sotto copertura
• Gioele Magaldi, massone e leader del Grande oriente democratico
• Alessandro Gamberini, legale della famiglia Calvi
• Philip Willan, giornalista e autore de “L’Italia dei poteri occulti”
• Giuseppe De Lutiis, studioso di intelligence e autore de “I servizi segreti in Italia”
• Claudio Fracassi, giornalista, ex direttore del “Paese Sera” e di “Avvenimenti” e autore di “Berlusconi, una biografia non autorizzata”
• Otello Lupacchini, sostituto procuratore generale della Procura presso la Corte d’Appello ed autore de “Banda della Magliana”
• Giuliano Turone, ex magistrato ed autore de “Il caffé di Sindona”
• Giancarlo Bosetti, giornalista, docente di sociologia dei media presso La Sapienza di Roma e autore de “Spin, trucchi e teleimbrogli della politica”
• Piercamillo Davigo, magistrato e consigliere della Corte di Cassazione
• Anna Vinci, autrice de “La P2 nei diari di Tina Anselmi”
• Pino Amari, esperto P2
• Donato Masciandaro, esperto economico e direttore del Dipartimento di Economia dell’Università “Bocconi” di Milano
• James Smith, ex Ministro Finanze e Governatore della Banca Centrale delle Bahamas

https://www.youtube.com/watch?v=FFxooBwjIIc&feature=youtu.be

Vuoi fidarti ancora dei professionisti della promessa e della poltrona?

Il Patto del Bugiardo. Così Berlusconi prende in giro gli italiani da vent’anni

Tutti gli eurodisastri di Berlusconi: così ha affossato il Made in Italy

 
SocialTv Network

 

#5giornia5stelle 147° puntata, 22 dicembre 2017

#5giornia5stelle 147° puntata, 22 dicembre 2017

Puntata natalizia per 5giornia5stelle che non poteva non partire dallo scandalo Banketruria e dai conflitti di interesse “grandi come una banca” di Maria Elena Boschi. Il servizio parte da immagini di repertorio di De Bortoli per passare alle parole di Ghizzoni – ex AD di Unicredit ascoltato in commissione banche – e poi di nuovo un flashback per ascoltare la Boschi nel giorno della sua sfiducia alla Camera, ed infine il commento di Alessandro Di Battista.
Ed a Montecitorio restiamo per ascoltare la dichiarazione di voto sulla fiducia sullalegge di stabilità pronunciato da Giorgio Sorial. Il MoVimento 5 Stelle chiude la 17a legislatura a Montecitorio con un convinto “no” ad una manovra che è un coacervo di marchette, che non ha visione di futuro e condanna ancora tanti italiani a vivere in condizioni economiche difficili.
Ci spostiamo al Senato per ascoltare dapprima Maurizio Buccarella motivare il “si” del MoVimento al nuovo regolamento di Palazzo Madama – che prevederà tra l’altro l’obbligo di discussione al Senato delle proposte di legge di iniziativa popolare a partire dalla prossima legislatura – e poi Endrizzi denunciare un’ultima volta l’affossamento della legge per il taglio dei vitalizi, un suicidio del PD ed una colossale presa in giro degli italiani come testimoniato in settimana anche da un servizio de “le iene”.
Dedichiamo poi due servizi al programma di governo del MoVimento 5 Stelle e agli incontri della commissione agricoltura, per l’occasione composta da Massimiliano Bernini, Elena Fattori e Mirko Busto, con ColDiretti e di quella ambiente (Paola Nugnes ed Alberto Zolezzi) con gli stakeholders del mondo dell’ambiente e del territorio.
La puntata termina con l’intervento di Luigi Gaetti sulla nuova legge in tutela dei testimoni di giustizia e con quello a Strasburgo del vicepresidente dell’EuroParlamento Fabio Massimo Castaldo sull’Afghanistan.
Anche per questo venerdì è tutto. Buon Natale!


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5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10


Dopo Orietta Berti, anche il comandante De Falco nella black list del Pd

Il Blog delle Stelle

 
Dopo Orietta Berti, anche il comandante De Falco nella black list del Pd

Dopo Orietta Berti, anche il comandante De Falco nella black list del Pd

di Alfonso Bonafede

Su De Falco il Pd cambia idea e lo insulta, si vergognino! Oggi il pestaggio verbale del Pd prende di mira il comandante Gregorio De Falco. Unica sua colpa? Aver vinto le parlamentarie ed essere candidato al Senato per il MoVimento 5 Stelle nel collegio di Livorno. Ed ecco che da professionista stimato, e anche elogiato pubblicamente, diventa simile a un usurpatore. Addirittura si fa intendere che nella tragedia della Concordia non abbia compiuto bene il suo dovere.

Ma come? Prima il Pd presenta un’interrogazione a firma di Gelli per difenderlo quando fu previsto per lui un trasferimento immotivato, scrivendo: “De Falco ha gestito in prima persona le fasi cruciali dei soccorsi ed ha ricevuto per questo anche l’encomio solenne della Marina Militare“. E oggi cambiano idea e suggeriscono che quella notte fosse distratto e che i suoi uomini furono incompetenti. Un attacco del genere, da bulli della tastiera e dei comunicati stampa si spiegherebbe solo se il Pd volesse candidare Schettino. Che, tra l’altro, si sentirebbe pienamente a suo agio nelle liste del Pd.

Dopo aver preso di mira Orietta Berti, adesso è De Falco a finire nella black list dei piddini. Il Comandante addirittura oggi avrebbe perso il suo “riferimento positivo per l’opinione pubblica”. È sempre il solito Pd. Ma questi attacchi scomposti dimostrano la solita patetica pochezza oltre alla loro evidente difficoltà.

 

Secondo Berlusconi la Russia è nella NATO

Il Blog delle Stelle

 
Secondo Berlusconi la Russia è nella NATO

Secondo Berlusconi la Russia è nella NATO

 

 

di MoVimento 5 Stelle

“Nel 2002 ho fatto entrare la Russia nella Nato”. Parole di Silvio Berlusconi a Bruxelles. Avete letto, visto e ascoltato bene.

Secondo il condannato per frode fiscale la Federazione Russia fa parte dell’Alleanza atlantica grazie ad una sua mirabolante iniziativa… Una svista di dimensioni mondiali quella di Berlusconi, che ogni giorno che passa si dimostra sempre più imbarazzante e inadeguato.

Con il suo ritorno saremo nuovamente lo zimbello del Mondo intero. Basta! Ci ha già danneggiato e ridicolizzato abbastanza negli ultimi decenni in cui ha distrutto l’Italia insieme al Pd.

È arrivato il momento di mettere per sempre nel dimenticatoio Berlusconi e portare il Movimento 5 Stelle al governo per dare un futuro all’Italia.

p.s.: naturalmente i tg di questa sera apriranno sulla gaffe di Berlusconi. Cosa sarebbe accaduto se a pronunciare quelle parole fosse stato un esponente del Movimento 5 Stelle?

 

Tutti gli eurodisastri di Berlusconi: così ha affossato il Made in Italy

Tutti gli eurodisastri di Berlusconi: così ha affossato il Made in Italy

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di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa.

“Il Made in Italy è nuovamente sotto attacco: nel 2019 entrerà in vigore un Regolamento europeo del 2011 che renderà vane le leggi italiane che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di pasta, riso, latte, formaggi e pomodoro. Il prossimo primo febbraio la Commissione europea concluderà la consultazione pubblica e poi ci sarà il via libera ufficiale che prevede l’entrata in vigore in tutta Europa del Regolamento nell’aprile 2019.

Il Regolamento è stato approvato il 25 ottobre 2011, era in carica il governo Berlusconi che non si è opposto, in sede di Consiglio, a questo provvedimento estremamente dannoso per le imprese italiane. Il Regolamento prevede, infatti, che sarà obbligatorio dichiarare la provenienza dell’ingrediente primario se questa è diversa dal quella del prodotto finale, ma esenta da tale dovere i marchi registrati che, a parole o con il logo, già indicano la provenienza.

Tale eccezione apre, ovviamente, il campo al cosiddetto “Italian Sounding”, ovvero quel fenomeno che evoca il Made in Italy in maniera ingannevole (attraverso diciture simili, immagini con il tricolore italiano) su prodotti che non sono lavorati in Italia. Guarda caso il paniere dei prodotti italiani maggiormente colpiti all’estero dall’Italian sounding sono pasta, olio, salse, sughi e pomodoro, prodotti da forno e mozzarelle, le nostre eccellenze. Favorite da questo provvedimento sono le grandi lobby industriali che hanno interesse a occultare l’origine dell’ingrediente primario.

Questo epilogo si sarebbe potuto evitare se Berlusconi e gli eurodeputati italiani della scorsa legislatura (quando noi non eravamo ancora presenti al Parlamento europeo) avessero seguito la questione con la dovuta oculatezza e lungimiranza.

Il regolamento è stato approvato dalla plenaria di Strasburgo nel luglio del 2011. La delfina di Berlusconi, l’ex eurodeputata di Forza Italia Licia Ronzulli in aula difendeva il provvedimentocon queste parole: “Grazie infatti all’accordo politico raggiunto la scorsa settimana con il Consiglio, il testo approvato consentirà ai consumatori europei di avere etichette alimentari più chiare con informazioni più dettagliate sui prodotti che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole”. La Ronzulli non sapeva di che parlava o forse si sarà fatta scrivere il discorso da qualche lobbista amico…I partiti combinano solo disastri. È arrivato il momento di mandarli a casa!”.

 

Una inchiesta rivela le amicizie pericolose del Commissario tedesco con gli uomini della ‘ndrangheta

Una inchiesta rivela le amicizie pericolose del Commissario tedesco con gli uomini della ‘ndrangheta

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articolo di Pablo Petrasso pubblicato sul Corriere della Calabria

Negli anni 90 Guenther Oettinger era “soltanto” il capo della Cdu nel Parlamento di un Land tedesco. Adesso è il potente commissario europeo al Bilancio (e tra il 2010 e il 2014 lo è stato all’Energia, poi all’Economia, prima del passaggio alla nuova delega nella squadra di Juncker). Il suo nome fa rumore, specie se associato a quello che gli investigatori italiani ritengono uno dei centri dell’espansione della ‘ndrangheta in Germania. Il capitolo dei ristoranti italiani è preminente quando si cerca di descrivere il contatto tra le cosche calabresi e il territorio tedesco.Nel caso dell’operazione “Stige”, secondo la Dda di Catanzaro agricoltori e commercianti trapiantati in Germania sono stati costretti ad acquistare i prodotti esportati dalle ditte legate al clan Farao-Marincola. Concorrenza sleale, con la ‘ndrangheta che – manu militari – impone i prodotti. Per capire come questa storia possa creare imbarazzo addirittura alla Commissione europea bisogna fare diversi passi indietro. Mario Lavorato – ristoratore di Mandatoriccio finito in manette martedì assieme a oltre 160 persone – gestisce da molti anni una pizzeria vicino a Stoccarda. Un posto rinomato, di quelli che i tedeschi individuano con l’espressione «il mio italiano» quando decidono di andare a cena in un locale in cui si mangi bene. Negli anni 90, secondo quanto risulta dai rapporti della polizia tedesca, la pizzeria di Lavorato è, per Oettinger, «il mio italiano». Sempre in quegli anni, gli investigatori italiani che cercano riscontri sull’espansione delle ‘ndrine in Europa, ipotizzano che l’uomo originario di Cariati sia un esponente di spicco della criminalità organizzata; che addirittura organizzi trasporti di droga e di armi e riciclaggio di denaro. È a quel tempo – e nel corso di quelle indagini – che spunta fuori Oettinger: gli agenti monitorano il telefono della pizzeria e ascoltano una conversazione in cui appare presidente del gruppo parlamentare della Cdu nel parlamento del Land del Baden-Wuerttemberg (cioè Guenther Oettinger).

INTERCETTAZIONI PERICOLOSE

L’attuale commissario era un frequentatore abituale del ristorante di Winnenden. Era anche un amico del proprietario. A punto che nella pizzeria, era stata anche organizzata una “serata calabrese” a sostegno della Cdu. La vicinanza tra due mondi apparentemente diversi era di pubblico dominio, al punto che l’allora ministro della Giustizia del Baden-Wuerttemberg, il cristiano democratico Thomas Schaeuble (Cdu), pensò bene di informare il collega di partito sui sospetti del pubblico ministero nei confronti del suo amico italiano e consigliò al politico di non effettuare più telefonate nel ristorante. Quelle intercettazioni avevano passato il confine che separa la cronaca giudiziaria dalla politica. E anche il ministro dell’Interno, il socialdemocratico Frieder Birzele (Spd), informò Oettinger di quei colloqui “pericolosi”. Le due segnalazioni, oltre a mettere a parte il politico dell’inchiesta che lo sfiorava, sollevarono un polverone tale che il parlamento statale istituì una commissione d’inchiesta che doveva occuparsi della «pratica del monitoraggio telefonico» nel land di Stoccarda. Ma – in questo probabilmente la Germania e l’Italia un po’ si somigliano – la nascita di una commissione d’inchiesta spesso preannuncia un insabbiamento. E la maggioranza dei commissari giunse alla conclusione che era «giustificato e necessario» informare Oettinger, perché «la strumentalizzazione dei politici» appartiene alla tipica procedura della criminalità organizzata perché «è pratica comune usare la conoscenza con i politici per aumentare il loro prestigio e mostrare presunta influenza». Da allora, Oettinger ha ripetutamente sottolineato di non avere più alcun contatto con Mario Lavorato. Ma quelle frequentazioni, dopo il blitz, sono tornate a scuotere l’opinione pubblica tedesca, anche per via di due dettagliati servizi giornalistici pubblicati da Welt e Frankfurter Allgemeine Zeitung.

«O ACCATTI O ACCATTI»
Se da un ristorante si può arrivare a ipotizzare rapporti tra clan e politica, figuriamoci cosa può nascere da una mappa organica di più locali. È quella che la Dda di Catanzaro ha tracciato e inserito negli atti dell’operazione Stige: un quadro riassuntivo «delle attività commerciali operanti in Germania che, dalle captazioni eseguite, risultavano essere intestate o comunque collegate a esponenti della cosca o a persone vicine alla cosca cirotana». Decine di colloqui captati dai carabinieri del Ros disegnano la rete di relazioni di Lavorato e sottolineano l’importanza, in questo quadro, dell’Armig e V (Associazione dei ristoratori mandatoriccesi in Germania), grimaldello utilizzato dal ristoratore per piazzare i prodotti che, per gli investigatori, il clan crotonese avrebbe “spinto” nell’area di Stoccarda. C’era anche un altro «front man» nell’area ristorazione della holding Farao-Marincola. Sarebbe Vittorio Farao, l’uomo al quale i fornitori si rivolgevano alla minima difficoltà. Il suo intervento negli affari spiega quanto fosse “facile” (e alterato) il mercato: «Il vino – spiegano gli investigatori nell’ordinanza di custodia cautelare – veniva spedito a prescindere dalla richiesta del cliente». La capacità di smerciare i prodotti scelti dalla cosca emerge da diverse intercettazioni. Così come il ruolo di Giovanni Caruso, «figura di raccordo tra la cosca Farao e l’amministrazione comunale di Mandatoriccio, dove lavorava come segretario particolare del sindaco». Caruso ha parenti in Germania che gestiscono un ristorante a Francoforte sul Meno. È lui stesso a meravigliarsi delle capacità “imprenditoriali” del gruppo: «Ma come fanno a smerciare tutta questa roba, guagliò». I viaggi dei Farao in Germania testimoniano, per gli inquirenti, il loro strapotere: «I ristoratori di origine italiana – scrivono – non avevano la forza per contrastare a quelle che solo formalmente erano delle offerte commerciali che celavano delle imposizioni attesa la caratura criminale di chi le formulava». «Vogliono vendere tutto loro – dicono i ristoratori intercettati -. O accatti o accatti». È la libertà di scelta offerta dalla ‘ndrangheta ai suoi clienti.

 

 

Il PD non vuole legge UE su geotermia ma i vertici Enel sono indagati per le emissioni

Il PD non vuole legge UE su geotermia ma i vertici Enel sono indagati per le emissioni

geotermia-m5s-movimento-inquinamento-mercurio.jpgdi Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

Il bubbone delle emissioni in atmosfera da parte delle centrali geotermiche è diventato palese subito dopo il sì pronunciato mercoledì dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo al nostro emendamento che apre la strada ad una legge UE per normare queste stesse emissioni. I vertici di Enel Green Power sono indagati a proposito delle emissioni (“getto pericoloso di cose e inquinamento”) di due impianti, Bagnore 3 e Bagnore 4, situati a Santa Fiora, ai piedi del Monte Amiata.

NORME UE SULLE EMISSIONI, IL PD ITALIANO A STRASBURGO SI E’ MESSO (INVANO) DI TRAVERSO
Le centrali geotermiche italiane emettono grandi quantità di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente, fra le quali spicca il mercurio. Si trovano (per ora) tutte in Toscana, una Regione che il PD ha governato quasi senza interruzioni. Mentre circola la notizia delle indagini sulle emissioni, un esponente del PD toscano polemizza con la nostra azione a Strasburgo e scrive testualmente che la geotermia rappresenta “lo strumento per crescere in un ambiente più pulito”. Solo pochi giorni prima la eurodeputata Simona Bonafè in compagnia dell’indagato Montemaggi aveva incensato la geotermia senza se e senza ma.

All’interno del Parlamento Europeo il PD ha cercato con ogni mezzo – ma invano – di impedire l’approvazione del nostro emendamento sulla geotermia. Abbiamo già scritto come hanno votato sulla geotermia gli europarlamentari italiani. A parte qualche defezione personale, gli eletti nelle liste PD hanno detto “no”. Alcuni di essi hanno accolto addirittura con isteria la prospettiva di una legge europea. Lo svela l’eurodeputato Flavio Zanonato, eletto nelle liste del PD ma passato a MDP, Movimento Democratico Progressista e ora candidato nelle fila di Liberi e Uguali.

Per apprezzare le rivelazioni di Zanonato bisogna tener presente che il PD italiano fa parte, a Strasburgo e a Bruxelles, di S&D, il raggruppamento politico europeo di centrosinistra cui appartiene anche lo stesso Zanonato. A quanto egli dice, la moscia riunione degli S&D svoltasi alla vigilia dell’assemblea plenaria di Strasburgo per definire il voto si è improvvisamente accesa quando le renzianissime Bonafè, Toia e De Monte sono intervenute una dopo l’altra “per valorizzare l’energia geotermica” e per bollare come “non condivisibile” la parte del nostro emendamento (poi approvata) che apre la porta ad una legislazione UE sulle emissioni.

Da un altro suo post si evince però che, non sappiamo con quali parole, il PD italiano ha provato a convincere (con risultati parziali) l’intero gruppo S&D a cambiare idea sul testo dato che nella commissione parlamentare ITRE gli S&D avevano votato a favore del nostro emendamento sulla geotermia; in assemblea plenaria il gruppo socialista si è spaccato e il nostro emendamento è stato approvato con 395 sì, 272 no e 10 astensioni grazie ai voti di Verdi, GUE, ALDE (Liberali), PPE (centrodestra) e di alcuni socialisti di altri paesi membri (tra cui tutti gli italiani di Liberi e Uguali dei quali lo stesso Zanonato fa ora parte).

I VERTICI DI ENEL GREEN POWER INDAGATI PER LE EMISSIONI DI DUE CENTRALI GEOTERMICHE TOSCANE
Non riusciamo ad immaginare i motivi – o almeno: non riusciamo ad immaginare motivi confessabili – per i quali il PD abbia detto no a regole europee per proteggere l’ambiente e la salute. Vien da chiedersi se non abbiamo un peso le decine di milioni di Euro l’anno che Enel Green Power percepisce come incentivo per le energie rinnovabili al fine dei conseguimento degli obiettivi climatici UE nonostante la geotermia dell’Amiata emetta più gas serra di centrali di pari potenza a combustibili fossili?

Sta di fatto che il PD ha scelto proprio il momento meno adatto a mostrare il suo appoggio entusiasta alla geotermia senza se, senza ma e senza regole europee: i vertici di Enel Green Power sono indagati per ipotesi di reato legate alle emissioni delle centrali geotermiche Bagnore 3 e Bagnore 4. Proprio il giorno del voto a Strasburgo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto ha affidato ad un perito l’incarico di appurare se le emissioni di mercurio ed ammoniaca siano o meno conformi alle norme di legge e se, per limitarle, vengano utilizzate le migliori tecnologie disponibili. La perizia sarà pronta in 90 giorni, salvo proroghe. Se non ce ne saranno, verrà discussa un un’udienza già fissata per l’11 maggio.

 

La profezia di Gentiloni

 
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La profezia di Gentiloni

La profezia di Gentiloni

Authordi Luigi Di Maio
 
 

Gentiloni ha dichiarato che il MoVimento 5 Stelle non ha alcuna possibilità di governare perché “non ha i numeri”. Se le sue profezie sono come quelle di Fassino, che ricordiamo per aver detto “Grillo faccia un partito e vediamo quanti voti prende”, non possiamo che essere contenti.

Ma se Gentiloni si sente così sicuro da escludere un governo del MoVimento 5 Stelle, prima forza politica del Paese accreditata intorno al 30%, a maggior ragione considera impossibile un governo del suo partito, il PD, ormai da tempo in caduta libera e che viaggia tra il 20 e il 22%. In sostanza Gentiloni, presidente del Consiglio del PD e candidato con il PD, ha messo fuori gioco il suo stesso partito.

Sembrerebbe un autogol, se invece questa sua uscita non rivelasse, inavvertitamente, le sue vere intenzioni: fare un accordo con Silvio Berlusconi il giorno dopo il 4 marzo.

Ora spetta agli elettori del centrosinistra fare una scelta: riabilitare Berlusconi votando il PD oppure scegliere il MoVimento 5 Stelle. Nel frattempo Gentiloni decida cosa vuole fare: se invece di governare ha deciso di scendere nell’arena della campagna elettorale, allora per correttezza e chiarezza si dimetta da Presidente del Consiglio.

Ps. Stamattina sono stato ospite di Mattino5. Ecco il video integrale dell’intervista

 

Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

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Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

articolo tratto da Radio24

La ricchezza paga, il lavoro no. È la conclusione alla quale arrivano i dati raccolti dalla ong Oxfam che, in occasione di Davos, presenta ai grandi della terra il suo rapporto sulle diseguglianze. Nel 2017 a livello globale è stato un forte incremento della ricchezza prodotta, il pil mondiale è salito. Tuttavia non stiamo tutti un po’ meglio perché la ricchezza prodotta non è stata distribuita equamente.

L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%. Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone ”Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India. Anche in Italia la ricchezza è sempre piu’ concentrata in poche mani. A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. Così nel 2016 – gli ultimi dati confrontabili disponibili – l’Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.

Ma è il lavoro a non rendere più. Secondo il rapporto i salari non hanno mantenuto il passo con la produttività e il lavoro vale sempre meno: con il rischio di un avvitamento dovuto al ricorso al credito non garantito, come è accaduto nella crisi del 2008. Ma il divario è anche tra manager e dipendenti: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno. In Bangladesh dove il top manager di una delle prime cinque compagnie dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni quanto una sua lavoratrice in una intera vita. Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1.

 

Ecco le liste del MoVimento 5 Stelle nei collegi plurinominali

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Ecco le liste del MoVimento 5 Stelle nei collegi plurinominali

Ecco le liste del MoVimento 5 Stelle nei collegi plurinominali

Qui potete scaricare l’elenco dei candidati che saranno presenti nelle liste del MoVimento 5 Stelle, così come definiti dalle parlamentarie e nel rispetto di quanto definito dalla legge elettorale.

Il dettaglio dei risultati sarà pubblicato nei prossimi giorni.

SCARICA L’ELENCO

 

Il Patto del Bugiardo. Così Berlusconi prende in giro gli italiani da vent’anni

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Il Patto del Bugiardo. Così Berlusconi prende in giro gli italiani da vent'anni

Il Patto del Bugiardo. Così Berlusconi prende in giro gli italiani da vent’anni

di MoVimento 5 Stelle

In 20 anni, gli italiani, di “promesse truffa” fatte da Silvio Berlusconi ne hanno sentite tante, a partire da quel taglio delle tasse sempre annunciato e mai realizzato. Alle elezioni del 2013 il condannato per frode fiscale lanciò addirittura un “Patto del parlamentare” rimasto lettera morta. Delle promesse che conteneva, non ne è stata mantenuta nemmeno una. Era solo ilPatto del Bugiardo. La credibilità delle promesse di Berlusconi è pari a zero.

Queste le promesse del Patto del Parlamentare mai mantenute né da Berlusconi né dai suoi parlamentari:

1) “Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature a partire da questa”. Una autentica truffa dal momento che gran parte dei parlamentari aveva già diversi mandati elettivi prima del 2013. E ad oggi l’89% dei parlamentari uscenti di Forza Italia ha più di 2 mandati elettivi come dimostra questo studio, a conferma che quei ‘professionisti della politica’ che a Berlusconi fanno tanto schifo (parole sue) sono proprio i suoi parlamentari. Nel MoVimento 5 Stelle, invece, si fanno due mandati e poi si va a casa.

2) “Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari”. Nessun parlamentare berlusconiano si è mai tagliato lo stipendio. Al contrario dei portavoce del Movimento 5 Stelle, che ad oggi si sono tagliati gli stipendi e hanno rendicontato le spese restituendo 24.795.190 euro di cui 23,1 milioni di euro finiti nel fondo per il microcredito, grazie al quale sono state finanziate 7.250 piccole imprese ed esercizi commerciali e sono stati generati 17.000 posti di lavoro. Tutto questo lo abbiamo fatto senza aspettare che ci fosse una legge.

3)
“Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento dei parlamentari”. Una truffa anche questa, a Silvio Berlusconi del dimezzamento del numero dei parlamentari non è mai importato un fico secco.

4) “Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti”. Una truffa anche questa. Forza Italia ha votato a favore del 2 x mille ai partiti (che il M5S rifiuta), dal 2013 al 2017 si è intascata 38 milioni di euro di rimborsi elettorali ed ha votato la legge Boccadutri per intascarlisenza alcuna trasparenza. In 20 anni si è intascata 784 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che ha rinunciato a 42,7 milioni di euro di rimborsi elettorali, a cui si aggiungono 4,7 milioni di euro di rimborsi nelle Regioni.

5)
“Non tradire il mandato degli elettori passando ad altro gruppo parlamentare”. Qui siamo alle comiche. Berlusconi è stato implicato in processi per “compravendita di parlamentari” dove solo la prescrizione lo ha salvato dall’accusa di corruzione. In questa legislatura, sono stati decine i parlamentari di Forza Italia che sono andati in altre formazioni politiche e che hanno sostenuto governi del Pd (NCD, poi Area Popolare, per poi magari fare ritorno in FI a fine legislatura…). Forza Italia ha accolto nel suo gruppo addirittura degli ex Pd (si trovano in perfetta simbiosi).

6) “Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi”. Anche qui zero assoluto. Non risulta che i parlamentari di Forza Italia rendicontino le loro spese come invece fanno tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle.

 

 

 

 

Ndrangheta, il pentito e i segreti dell’omicidio Schimizzi: “Voleva rottamare i boss anziani. Ucciso dallo zio

Ndrangheta, il pentito e i segreti dell’omicidio Schimizzi: “Voleva rottamare i boss anziani. Ucciso dallo zio

‘Ndrangheta, il pentito e i segreti dell’omicidio Schimizzi: “Voleva rottamare i boss anziani. Ucciso dallo zio”

“Senti bello, tu va curcati (vai a dormire, ndr) che tipo hai 90 anni, comandiamo noi”. È una frase come questa che ha portato alla morte Paolo Schimizzi, il reggente della coscaTegano scomparso nel 2008 a Reggio Calabria. La più classica delle lupare bianche legata al conflitto generazionale aperto all’interno della  ‘ndrangheta reggina. Uno scontro tra nuovi boss emergenti e “vecchi” custodi delle regole come Giovanni Tegano che, nel 2008, era ancora latitante.

Il giovane con la testa del boss – Schimizzi era nipote di Tegano, il figlio di sua sorella. Nonostante la giovane età (aveva 32 anni al momento della scomparsa), aveva già ilcarisma per guidare la cosca di Archi. E per questo motivo non gli bastava più limitarsi a rappresentare lo zio alle riunioni con gli altri “mammasantissima”. Con alcuni di loro si era anche imparentato. Era cognato, infatti, del boss Paolo Rosario De Stefano con in quale partecipò a un summit di ‘ndrangheta assieme a Pasquale Libri. Un incontro che la squadra mobile di Reggio riuscì anche a filmare: le foto dei rappresentanti delle tre famiglie mafiose finirono nelle carte del processo “Testamento”. Schimizzi voleva il potere e lo voleva senza darne conto a nessuno. Voleva le redini della sua famiglia ma lo zio non era disposto a farsi da parte nonostante fosse latitante (adesso invece è finito all’ergastolo).

 
 
 

Il pentito Gennaro: “Stile Renzi, Paolo voleva rottamare gli anziani”-  A raccontarlo è Mario Gennaro, nell’ambiente conosciuto con il soprannome di “Mariolino”. Con un passato da rapinatore, negli anni ha scalato la gerarchia della famiglia di Archi tanto da diventare l’uomo d’affari inviato dalla cosca Tegano a Malta per gestire il business del gioco online. Arrestato nell’operazione “Gambling”, Mariolino ha saltato il fosso e ha iniziato a collaborare con i pm di Reggio Calabria. Davanti a lui, il 25 novembre 2015, nella sala colloqui del carcere di Opera a Milano, c’è il sostituto procuratore della Dda Stefano Musolino. Al pm il pentito racconta tutto quello che sa sulla scomparsa di Paolo Schimizzi. Riporta in sostanza, le confidenze che gli erano state fatte da altri soggetti gravitanti attorno alla sua cosca. Prima però descrive Schimizzi come il nuovo boss emergente dei Tegano: “Paolo aveva preso ormai le redini del clan, era l’unico nel territorio, in quel momento, diciamointelligente, non testa giovane. Non si spaventava di niente e voleva, stile Renzi, rottamare tutte quelle che erano le persone anziane”.

Il pentito Gennaro ricorda, per esempio, quando Schimizzi mise in riga un anziano del quartiere San Giovannello che aveva curato la latitanza del boss Giovanni Tegano, poi arrestato per associazione mafiosa. “Gli disse: Senti bello, tu va curcati che tipo hai 90 anni, comandiamo noi. Lui ormai aveva preso totalmente piede. Lo zio Giovanni non voleva cedere questo scettro ancora al nipote. E c’era stato un attrito, un litigio. Praticamente Paolo Schimizzi aveva preso ‘ste redini, aveva litigato con questo Michele Crudo che, invece, il suocero Giovanni Tegano voleva mandare avanti. Comunque si vede che lo voleva controllare più facilmente. Paolo non poteva essere controllato, ve l’ho detto stava rottamando a tutti in quel periodo, e dice che in un incontro dove lui andò a trovare lo zio con ‘sto Giovanni Pellicano e ‘sto Michele Crudo praticamente ci fu un litigio e, come dicono, suo zio lo sparò”.

Lupara bianca? “Una cosa di famiglia”- La lupara bianca di Paolo Schimizzi, quindi, per il pentito Mario Gennaro è stata un “cosa di famiglia”. Resta da capire se si è trattato di una discussione tra zio e nipote degenerata in omicidio o in una “tragedia” architettata contro il giovane boss che voleva mandare in “pensione” l’anziano protagonista della seconda guerra di mafia. Tegano, infatti, è considerato un boss autorevole:  quando fu arrestato, uscendo dalla questura di Reggio trovò parenti e amici accorsi per vederlo, per applaudirlo, per inveire contro la polizia. “È un uomo di pace”, urlò una sua cognata vedendolo in manette dopo 20 anni di latitanza.

Nel racconto del pentito Gennaro, però, Tegano è tutt’altro che un “uomo di pace”.  “Durante quella serata, lo zio Giovanni prese la pistola. Era stata una cosa fatta dallo zio Giovanni con Pellicano e Crudo. Dice che Paolo forse haingiuriato lo zio. Ci dissi qualcosa come aveva detto a quello di San Giovannello: Va curcati chi hai 90 anni. Dice che lo zio prese ‘sta pistola e poi non si sa dove loseppellirono”.

Il pentito Moio: “Pellicano sapeva che fine ha fatto

Il pentito Moio: “Pellicano sapeva che fine ha fatto Schimizzi” – Secondo il collaboratore di giustizia, quindi, sarebbero tre le persone che hanno assistito alla morte di Paolo Schimizzi. Se il boss Giovanni Tegano, suo zio, gli ha sparato, allo stesso incontro ci sarebbero stati il genero Michele Crudo (con il quale il giovane reggente della cosca avrebbe litigato prima di essere ucciso) e Giovanni Pellicano, altro uomo di fiducia del boss condannato nell’inchiesta “Il Padrino”. Quasi fornito nel 2010 da un altro pentito della cosca Tegano, Roberto Moio. Anche lui nipote del boss di Archi, non conosce i dettagli rivelati da “Mariolino”. Ai pm di Reggio Calabria, però, indica Giovanni Pellicano come quel personaggio al quale “tutti i miei parenti danno la colpa della scomparsa di Schimizzi”. Moio spiega il motivo: “Non voglio io dire la colpa, che lui sa che fine ha fatto mio cugino Paolo. Perché l’ultima tappa che ha fatto mio cugino Paolo è stata che sua moglie l’ha accompagnato lì, di fronte a lui, di fronte al cancello, è sceso dalla macchina e ha detto: ci vediamo più tardi. E Paolo poi non è più rientrato”.

L’allontanamento di Pellicano. E il socio del figlio ucciso ieri a Siderno – Nella stessa informativa in cui è finito il verbale di Moio, la squadra mobile sottolinea anche una situazione particolare che riguarda Pellicano. La scomparsa di Schimizzi, infatti, ha registrato una serie difibrillazioni all’interno della cosca Tegano. I luogotenenti del clan evitavano di uscire di casa e tutti gli affiliati avevano paura di un’imminente guerra di mafia.

A un anno dalla scomparsa del giovane boss, infatti, – scrive la mobile – “Pellicano provvedeva a trasferirsi in localitàMontepaone Lido (in provincia di Catanzaro) sin dal mese di novembre 2009, unitamente all’intero nucleo familiare, eccezion fatta, per il figlio Giuseppe, il quale in località Narzole di Bene Vagienna (Cn), ha continuato a gestire la ditta di allevamento e commercializzazione di carni bovine e ovine precedentemente costituita insieme ad altri notipregiudicati”. Tra questi c’era anche Carmelo Muià, l’esponente della cosca Commisso di Siderno, che era stato arrestato nel 2010 nell’operazione “Crimine” accusato di essere il braccio destro del boss Giuseppe Commissodetto il “mastro”. Muià è l’uomo ucciso mentre stava rientrando a casa il 18 gennaio scorso. I killer lo hanno freddato con sette colpi di pistola mentre guidava una bicicletta elettrica. Ufficialmente commerciante di carne, in realtà Muià era un personaggio di spicco della ‘ndrangheta della Locride. Con ogni probabilità il suo omicidio è maturato all’interno degli equilibri di Siderno dove i Commisso rappresentano la cosca dominante. Erano anni che, da quelle parti, non si sparava un “viceré” della famiglia mafiosa, in grado di fare affari con gli “arcoti”. Ennesimo elemento che dimostra come Muià fosse tra i personaggi di riferimento dei Commisso.

Archi e la calma apparente dopo la scarcerazione di un boss – Ritornando ad Archi e alle cosche reggine, lefrizioni tra una frangia dei De Stefano e una frangia deiTegano negli ultimi mesi sembrano essere diminuite. Di certo, come già era successo ai tempi della scomparsa di Schimizzi, anche nell’ultimo periodo si erano registratetensioni tra i rampolli dei vari casati mafiosi. Ragazzi strafatti di cocaina che puntano a prendere il potere, approfittando del fatto che i boss, quelli anziani, sono in carcere. Non si spiega altrimenti l’arroganza di chi, volendo emulare il padre ai tempi della guerra di mafia, l’estate scorsa è entrato in un affollatissimo bar con un fucile per sparare alle bottiglie. Ma anche i danneggiamenti alle auto di alcuni affiliati e i colpi di pistola ai negozi “amici”. Una situazione insostenibile che ha rischiato di degenerare quando dal carcere era arrivata una richiesta esplicita: punire chi aveva sbagliato. Un momento di altissimafibrillazione che, però, da alcuni mesi sembra tornato alla normalità. Le acque si sono calmate dopo la recente scarcerazione del boss di Archi, Carmine De Stefano,l’unico libero che, per gli inquirenti, sarebbe in grado di far abbassare la cresta ai giovani rampolli di ‘ndrangheta. E a Reggio, per il momento, il clima tra le varie cosche sembra essersi rasserenato.

Villaggio Rousseau è già un successo

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Villaggio Rousseau è già un successo

Villaggio Rousseau è già un successo

di MoVimento 5 Stelle

Le prime due giornate del Villaggio Rousseau sono andate alla grande. Hanno partecipato più di mille persone. Abbiamo parlato di ambiente, agricoltura, salute, digitalizzazione, trasporti e tlc, giustizia, banche, fisco, immigrazione ed esteri, sviluppo economico, energia, lavoro, difesa, sicurezza e affari costituzionali.

Tutto il programma che abbiamo discusso per un anno con i nostri iscritti e che ha ricevuto oltre un milione di voti sulla piattaforma Rousseau. Oggi alle 16.30 Luigi Di Maio presenterà il sunto di questo programma, i nostri 20 punti per l’Italia, e saranno ufficializzate le liste per le elezioni politiche così come votate nelle parlamentarie. Seguite le dirette streaming sulla pagina Facebook del MoVimento 5 Stelle

Questo il programma di oggi domenica 21 gennaio

Ore 10
Sala D’Annunzio: Beni culturali, sport e turismo
Sala Flaiano: Giustizia, banche e fisco
Sala Tosti: Strumenti di partecipazione
Spazio Europa: Fondi Ue e Pesca, lavoro e politiche sociali

Ore 12
Sala D’Annunzio: Sviluppo economico, energia e lavoro
Sala Flaiano: Digitalizzazione, trasporti e telecomunicazioni
Sala Tosti: Accesso civico
Spazio Europa: Giustizia e immigrazione

Ore 15
Sala D’Annunzio: Scuola, università, ricerca ed editoria
Sala Flaiano: Ambiente, agricoltura e salute
Sala Tosti: Esposti e ricorsi

Ore 16.30 conferenza stampa di Luigi Di Maio e presentazione delle liste del MoVimento 5 Stelle alle elezioni politiche

 

SOSTIENI IL RALLY PER ANDARE AL GOVERNO CON UNA DONAZIONE:

È questo il momento per cambiare l’Italia

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È questo il momento per cambiare l'Italia

È questo il momento per cambiare l’Italia

 

di Daniele Del Grosso, MoVimento 5 Stelle Camera

È questo il momento per cambiare l’Italia. Andiamo verso le elezioni politiche, abbiamo rifiutato 42 milioni di euro, abbiamo lasciato quei soldi all’interno delle casse dello Stato.

Oggi abbiamo bisogno di un piccolissimo contributo da parte di tutti per portare avanti questa campagna elettorale: http://www.movimento5stelle.it/programma/donazioni.html
E far capire agli italiani qual è la differenza tra il MoVimento 5 Stelle e tutti gli altri partiti. Ci vediamo al governo!

 

Obbligo dei vaccini, se Nature dà ragione a Di Maio

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Obbligo dei vaccini, se Nature dà ragione a Di Maio

Obbligo dei vaccini, se Nature dà ragione a Di Maio

Anche oggi Renzi torna sul tema dei vaccini. E lo fa da irresponsabile strumentalizzandolo per la campagna elettorale. Lui usa il tema dei vaccini per fare propaganda, noi facciamo proposte serie e responsabili. (Luigi Di Maio)

articolo tratto da Il Fatto Quotidiano

In Italia c’è una campagna elettorale permanente, e ci sono temi che dovrebbero essere fuoridal dibattito politico e che invece ci finiscono dentro ogni giorno. Con tutti i problemi che abbiamo, sembra incredibile che i titoli dei giornali siano ancora dedicati ai vaccini. Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha parlato per oltre un’ora alla trasmissione Un giorno da pecora, rispondendo in qualche decina di secondi a una domanda sui vaccini.

Questi pochi attimi hanno scatenato la stampa. È vero che sia M5S che Salvini hanno espresso delle perplessità sulla legge Lorenzin. Il leader della Lega ha detto esplicitamente che lui ritiene dieci vaccini “troppi”, e persino “un rischio enorme”, tanto da scatenare le ire di Roberto Burioni che in un post ha affermato “Abbiamo un nuovo immunologo”.

La posizione di M5S è invece più complessa e merita un approfondimento. Innanzi tutto, è bene chiarire in modo forte e chiaro che i vaccini sono fondamentali, che le notizie di presunti “contaminanti” nei vaccini sono delle fandonie, che tra gli antivax c’è gente senza scrupoli che vende analisi inutili e sfrutta le paure dei genitori per il fine esclusivo dell’arricchimento personale. Gliantiscienza però, non sono solo presenti all’interno del Movimento 5 Stelle, ma in tutte le forze politiche. Su alcuni aspetti, la scienza non può essere democratica e le bufale sui vaccini devono essere combattute con forza. Possono essere utili delle leggi particolarmente coercitive per aumentare la copertura vaccinale? Questo argomento specifico è invece più controverso e merita un approfondimento. Nature, una delle principali riviste scientifiche del mondo, non Topolino, ha,in un editoriale appena uscito, espresso delle perplessità sulla nuova legge approvata in Francia(analoga a quella italiana) per rendere obbligatori undici vaccini. È innegabile che quanto scritto su Nature sia davvero molto simile a quanto afferma il Movimento 5 Stelle sul proprio sito e soprattutto a quanto sostiene Guido Silvestri, l’immunologo che ha contribuito a scrivere il disegno di legge del M5S.

È bene chiarire che né Silvestri e tantomeno Nature mettono in dubbio l’importanza di avere le più alte coperture vaccinali possibili. Questo è l’obiettivo di tutti. La discussione (lecita) è semmai sul come ottenerle e se una strategia di tipo coercitivo possa essere la migliore possibile. È bene ricordare che gli antivax sono pochi, pochissimi, e che in ogni caso convincerli sarebbe problematico, perché hanno un rapporto conflittuale con la scienza. I servizi vaccinali sono in difficoltà e già sovraccaricati di persone che i propri figli lo vogliono vaccinare: andare anche a scontrarsi con gli estremisti no-vax appare uno sforzo immane e poco produttivo.

Invece, altre strategie potrebbero essere più efficaci, come ad esempio aggiornare l’anagrafe vaccinale e mandare un sms ai genitori poco prima del richiamo e soprattutto rendere l’accesso alle vaccinazioni più semplice, come appunto suggerito da Nature, oppure introdurre l’obbligo della vaccinazione per il personale sanitario, che dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio. Non si può vivere in un conflitto perenne con gli antivax. Se è vero che a volte l’obbligo vaccinale può aver avuto degli effetti benefici, (vedi caso della California citato continuamente in questi giorni), non è detto che le politiche coercitive in tema di sanità pubblica traslate in un altro contesto siano sempre efficaci.

Quello che funziona in una situazione specifica potrebbe invece essere controproducente in un’altra. Il fumo fa sicuramente male, e non causa danni solo alle persone che fumano, ma anche alla collettività, perché il Servizio sanitario nazionale si trova a dover investire risorse su degli individui che si sono comportati in modo irresponsabile. Tuttavia, la soluzione non è una politica proibizionistica come nel caso dell’alcool negli anni trenta, perché si creano più danni di quelli che si vorrebbero risolvere. Insistere sull’obbligo vaccinale indiscriminato senza decidere delle priorità, potrebbe essere una scelta altrettanto deleteria. In conclusione, le affermazioni Di Maio non sono affatto lontane dall’articolo di Nature, e tutt’altro che irragionevoli. Certo che i vaccini devono essere fatti, ma su obbligo o raccomandazione si può discutere.

Se il Movimento 5 stelle vuole davvero governare questo nostro meraviglioso Paese però, non può strizzare l’occhio a un’esigua minoranza rumorosa, quella degli antivax, ma deve poter parlare a un pubblico vasto prendendo posizioni chiare.

PS: i commenti sono ovviamente i benvenuti, ma trattandosi di un tema davvero delicato, preghereiprima di leggere con attenzione l’articolo di Nature, di cui riporto il collegamento per la seconda volta.

 

Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

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Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

di MoVimento 5 Stelle

Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie.

L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.

Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per lascuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari.

Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni.

Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

 
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