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#5giornia5stelle 110° puntata, 24 febbraio 2017

#5giornia5stelle 110° puntata, 24 febbraio 2017

5giornia5stelle questa settimana parte dalle milleporcate approvate in via definitiva alla Camera per mezzo del decreto legge “Milleproroghe“. Autoritratto fedele dell’incapacità dei governi e dei partiti di amministrare il Paese rispettando le regole che essi stessi hanno scritto, questo atto è il manifesto dell’inadeguatezza di chi è colpevole dei problemi dell’Italia e ci mette la firma. E che ciononostante si ripresenterà sostenendo di avere le soluzioni ai problemi che ha creato.
Tocca al capogruppo a Montecitorio Vincenzo Caso sviscerare in aula tutti i motivi della contrarietà del MoVimento alla fiducia chiesta dal governo Gentiloni.
Apriamo poi una finestra sul caso Consip; una inchiesta che scomoda grandi poteri dello Stato e famiglie importanti come quella dell’ex presidente del consiglio, ma che non sembra interessare molto ai telegiornali italiani. Ce ne parla allora, e con preghiera di diffusione, Alessandro di Battista.
Il lungo lavoro che negli anni il MoVimento 5 Stelle ha prodotto alla ricerca della verità sui conti dello Stato in relazione ai contratti per l’acquisto dei cosiddetti prodotti finanziari derivati sta portando alla luce delle verità inquietanti. Il Ministro di economia e finanza Padoan ha infatti ammesso, rispondendo ad una interrogazione alla Camera dei Deputati di Carla Ruocco, debiti che insieme sommano una cifra che si aggira intorno ai 50 miliardi di euro. Un vero e proprio cappio stretto messo, da qualcuno e di nascosto, al collo delle future generazioni. Non bastasse questo Barbara Lezzi ci ricorda che lo stesso Padoan entro aprile dovrà trovarne altri 20 di miliardi di euro per scongiurare un gravoso aumento dell’Iva che rischia di stroncare definitivamente il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Oltre alla questione taxi che si è imposta all’onore delle cronache e che il governo si è impegnato a risolvere con un decreto ad hoc, il decreto milleproroghe ha scontentato anche i tanti, giovani e non, utenti del servizio Flexibus, decretandone di fatto la fine. Mirella Liuzzi, nel corso del dibattito sugli ordini del giorno alla Camera, ha spiegato la posizione del MoVimento 5 Stelle a difesa sia dei consumatori, ma anche dei diritti dei lavoratori di questa compagnia che risultano particolarmente sfruttati.
Le nostre telecamere si spostano al Senato dove Nicola Morra spiega i tanti motivi che hanno portato il gruppo cinquestelle a Palazzo Madama ad astenersi sul decreto Mezzogiorno; poi a Strasburgo dove, nel corso dell’ultima plenaria, la capogruppo Rosa D’Amato ha denunciato i livelli record di glifosato che arriva sulle tavole degli italiani. Il glifosato, presente nei pesticidi è secondo alcuni recenti studi direttamente correlato all’incidenza di gravi malattie neuro degenerative. Da qui l’impegno richiesto dal M5S Europa al massimo organo istituzionale continentale per porre in essere argini immediati a questa deriva.
Il nostro resoconto settimanale termina con la denuncia dei deputati Paolo Bernini, Mirko Busto e Simone Valente circa il cosiddetto “piano lupo” che rischia di legalizzare di fatto il bracconaggio perfino nelle aree protette.
Buon fine settimana.


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Le minacce non ci fermeranno

Le minacce non ci fermeranno

Le minacce non ci fermeranno

di Laura Ferrara, MoVimento 5 Stelle Europa

Alcuni giorni fa il portavoce al Consiglio Comunale di Rende, Domenico Miceli, è stato aggredito verbalmente e minacciato, alla presenza degli altri consiglieri, da uno degli assessori della Giunta, che, evidentemente, mal sopporta una opposizione seria e di merito come quella del Movimento 5 Stelle.

Prendiamo le distanze da comportamenti lontani anni luce dalla normale dialettica politica e dall’omertà istituzionale che cerca di far passare per normali atteggiamenti che dovrebbero trovare la più ferma condanna.

Esprimiamo massima solidarietà a Domenico, certi che continuerà con il solito impegno, coraggio e passione, a svolgere il ruolo istituzionale che gli è stato assegnato dai cittadini, come ha sempre fatto, senza sconti per nessuno.

 

Ius soli, repetita iuvant

Ius soli, repetita iuvant

Ius soli, repetita iuvant

Authordi Beppe Grillo

di Beppe Grillo

Sullo ius soli la nostra posizione è sempre la stessa. Riporto integralmente il post pubblicato il 10 maggio 2013.

In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa.

Ecco come le multinazionali evadono il fisco con il beneplacito dei Governi

Ecco come le multinazionali evadono il fisco con il beneplacito dei Governi

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Cosa significa oggi essere un paradiso fiscale? L’opinione pubblica è abituata ad associare a queste parole isole tropicali e in genere “territori” lontani dall’Europa. Non è così, i paradisi fiscali più devastanti per le economie dei Paesi del Sud Europa si trovano, indovinate, nell’Europa stessa: Lussemburgo e Olanda sono due esempi. Il Movimento 5 Stelle lo ripete da anni, denunciando la Commissione europea ed il suo impresentabile presidente Jean-Claude Juncker (primo ministro del Gran Ducato per 18 anni) di fare il doppio-gioco. Purtroppo, anche al Parlamento europeo, queste “sanguisughe della ricchezza altrui” sono in buona compagnia.

In questo video satirico si spiega il meccanismo dell’elusione internazionale:

Già a novembre 2015 gli eurodeputati del Partito Democratico, assieme ai compari di Forza Italia, NCD e UDC hanno negato che, nello scandalo LuxLeaks, il Lussemburgo (col suo ex primo ministro Jean-Claude Juncker) sia implicato politicamente. E’ questo il verdetto che emerse al termine del primo anno di TAXE, la commissione speciale fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che ha il compito di esaminare le pratiche fiscali e trovare un’armonizzazione del sistema.

PD e Forza Italia, inoltre, non potranno mai ribadire che il “socio” Jeroen Dijsselbloem è un’altra delle pedine chiave del sistema elusivo internazionale. Proprio lui, attuale presidente dell’Eurogruppo che tanto voleva punire la Grecia per le sue malefatte, è stato ministro delle finanze olandese dal 2012. Uno di quei paesi che, assieme al dorato Lussemburgo, è sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica e dei media per i suoi innumerevoli accordi fiscali con le multinazionali.

Delocalizzazioni: K-Flex va in Polonia, dopo aver preso milioni dal Governo

Delocalizzazioni: K-Flex va in Polonia, dopo aver preso milioni dal Governo

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Un governo che non sa generare domanda aggregata, che sperpera 18-20 miliardi con gli inutili incentivi del Jobs act e che non ha una lungimirante visione di politica industriale, come potrà mai proteggere il lavoro italiano?

L’ennesimo scandalo dell’occupazione che sparisce, anche al Nord, riguarda la K-Flex, multinazionale degli isolanti termici e del risparmio energetico che, da una parte, licenzia 187 dei suoi 243 dipendenti in Brianza e, dall’altra, si rafforza nello stabilimento in Polonia. L’aspetto più vergognoso di questa delocalizzazione, però, riguarda, una volta in più, lo sperpero di risorse pubbliche, dato che pochi anni fa i proprietari di K-Flex hanno ricevuto 12 milioni di finanziamento dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il M5S non può accettare questo stato di cose, anche e soprattutto in considerazione dei bilanci in salute dell’azienda. Il nostro portavoce alla Camera Davide Tripiedi ha presentato una risoluzione parlamentare che chiede l’immediata istituzione di un tavolo ministeriale, la salvaguardia dei livelli occupazionali sul suolo italiano, il rilancio del sito produttivo di Roncello e, in subordine, un ricollocamento dignitoso per ciascuno degli esuberi.

Se i dirigenti della K-Flex hanno deciso di licenziare in tronco i dipendenti della sede di Roncello è anche per colpa dei governi, quello attuale compreso, che si sono alternati per decenni alla guida del Paese e che non hanno mai fatto nulla per tutelare i livelli occupazionali in Italia. E’ arrivato il momento che il Governo si dia la sveglia, e mantenga tutti gli impegni che come M5S gli abbiamo chiesto con questa risoluzione. Da parte nostra ci batteremo, come da sempre facciamo, perché i lavoratori della K-Flex vengano salvati tutti, nessuno escluso!.

Il Microcredito 5 Stelle funziona anche in Emilia Romagna

Il Microcredito 5 Stelle funziona anche in Emilia Romagna

Il Microcredito 5 Stelle funziona anche in Emilia Romagna

di Silvia Piccinini, portavoce M5S Emilia-Romagna

Siamo andati a Crespellano in Valsamoggia vicino a Bologna a trovare Enrica, la titolare di una delle 300 microimprese in Emilia-Romagna che ha potuto aprire la sua attività anche grazie al Microcredito e al taglio dei nostri stipendi. Sentiamo con lei come è andata.

Enrica, titolare centro estetico: “Ciao io sono Enrica, sono la titolare del centro estetico “Le Meraviglie”. Sono molto contenta di essere riuscita ad aprire la mia attività grazie anche all’aiuto del Microcredito cui ho avuto accesso tramite l’associazione del CNA. Ovviamente è stato un grande aiuto, un ottimo aiuto che mi ha permesso appunto di realizzare il mio sogno.
Sono molto contenta di aver avuto accesso al Microcredito anche perchè ha dato la possibilità a me di aprire questo centro e di dare anche lavoro ad altre persone. Infatti con me ho una dipendente e spero di averne anche molte altre, che vorrebbe dire che l’attività funziona bene. Sono veramente contenta e consiglio a tutti di informarsi e di accedere al Microcredito , ove possibile ovviamente, qualora si volesse aprire un’attività.

Dagli sprechi della politica si possono creare delle opportunità per i cittadini e l’apertura di questo centro estetico a Crespellano ne è la dimostrazione. Opportunità che potrebbero moltiplicarsi se la Regione avviasse in tempi brevi quel fondo regionale per il microcredito che noi come Movimento 5 Stelle abbiamo chiesto e ottenuto appena insediati in viale Aldo Moro, ma a quasi due anni dalla sua approvazione in aula siamo ancora in attesa che venga aperto ufficialmente.

 

Un sindaco 5 Stelle si vede dal coraggio

Un sindaco 5 Stelle si vede dal coraggio

Un sindaco 5 Stelle si vede dal coraggio

di Patrizio Cinque, Sindaco MoVimento 5 Stelle Bagheria

Sono stato dai carabinieri per denunciare una cosa a mio avviso piuttosto singolare (l’ennesima…). Abbiamo scoperto che una casa che si trova dentro la fascia dei 150 metri dal mare e che apparteneva a un boss mafioso è stata stranamente sanata. Gli è stata concessa una sanatoria edilizia a 150 metri dal mare dove c’è l’inedificabilità assoluta. Lui, stranamente, ha ottenuto la concessione edilizia. Cosa è successo nello specifico? E di chi è questa casa? Ebbene, stavo passeggiando sul lungomare tra Aspra e Mongerbino e mi sono accorto che c’erano dei lavori edili in corso in una villetta di proprietà della famiglia di Carlo Guttadauro, al momento agli arresti per mafia, mi sono incuriosito e ho chiesto lumi ai miei uffici. Scoprendo che nel 2013 era arrivata una segnalazione di inizio attività presentata dai figli che hanno rilevato l’immobile ma, cosa ancora più sorprendente, che nel 2012 questo immobile aveva ricevuto la concessione in sanatoria nel 2012 grazie alla sanatoria del governo Berlusconi nel 2003. Peccato però che questo immobile non poteva avere alcuna sanatoria, visto che si trova in area di inedificabilità assoluta, e per giunta non vi si potrebbero in ogni caso fare lavori. Quindi quì ci sono due aspetti da sottolineare. Il primo è che un immobile insababile è stato sanato ad un mafioso, il secondo è che probabilmente siamo di fronte ad un sistema. Sono andato a spulciare le carte del comune, e dalla concessione edilizia in sanatoria ho notato che c’erano frasi non corrette; c’era scritto che quell’immobile non si trova in una zona di inedificabilità assoluta; per ottenere la concessione in sanatoria o sono stati chiusi due occhi da parte di chi doveva verificare o qualcuno è stato distratto. Revocheremo la concessione e chiederò la verifica dei profili illeciti. A chi mi chiede se dopo aver scoperto questa cosa ho paura? La risposta è no, nessuna paura anche perché io dai Carabinieri a denunciare roba che puzza, ci vado pure molto spesso.

 

Basta privilegi! Anche per gli onorevoli una #PensioneComeTutti

 

Basta privilegi! Anche per gli onorevoli una #PensioneComeTutti

Basta privilegi! Anche per gli onorevoli una #PensioneComeTutti

di MoVimento 5 Stelle

Viviamo in un Paese dove ci sono ancora migliaia di esodati della legge Fornero, lavoratori che svolgono lavori usuranti che non riescono ad anticipare l’età pensionabile e ben 1 milione e mezzo di pensionati che percepiscono meno di 500 euro al mese vedendosi, in molti casi, costretti a rinunciare persino alle cure mediche. Una situazione drammatica, molto lontana dalla situazione che, invece, vivono gli “onorevoli“. Il loro trattamento pensionistico è un privilegio che il MoVimento 5 Stelle vuole abolire e dare loro lo stesso trattamento dei comuni mortali, una #PensioneComeTutti. Invece adesso:

1) Un parlamentare che lavora 4 anni e 6 mesi, a 65 anni prende 900 euro di pensione. Un comune cittadino ma manco per sogno.
2) Un parlamentare che lavora 10 anni va in pensione a 60 anni con oltre 1.200 euro di pensione. Una persona normale ma quando mai.
3) Un parlamentare va in pensione a 65 anni, punto. Se un comune mortale vuole andare in pensione invece deve aver maturato un minimo di contributi.

Eliminiamo questa ingiusta disparità di trattamento pagata dagli stessi cittadini che forse la pensione non la vedranno mai! Questa è la finalità della proposta di delibera che il MoVimento 5 stelle ha presentato all’Ufficio di Presidenza di Camera e Senato e che verrà illustrata in conferenza stampa dai portavoce del Movimento 5 Stelle Laura Bottici, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro.

Per far approvare questa delibera e porre fine a questo privilegio è necessario che Laura Boldrini e Piero Grasso calendarizzino immediatamente la nostra proposta e la facciano votare nei rispettivi uffici di presidenza alla Camera e al Senato. Sono sufficienti un paio di giorni per fare tutto. Vi staremo col fiato sul collo. Le proposte di legge presentate dai parlamentari piddini servono solo per allungare il brodo, già allungato con le primarie per la pensione del Pd fissate il 30 aprile per non farci votare e intascarsi il privilegio. Chi vuole applicare ai politici la stessa legge che vale per tutti gli italiani voti la nostra proposta!

Togliamo i privilegi ai politici. Approviamola subito e anche gli “onorevoli” avranno una #PensioneComeTutti! Condividi questo post su Facebook e Twitter per sostenere questa battaglia di uguaglianza e giustizia sociale.

Leggi la proposta di delibera 5 Stelle che abolisce i privilegi delle pensioni degli onorevoli alla Camera e al Senato.

 

#RenziGoBack

 

#RenziGoBack

#RenziGoBack

Authordi Luigi Di Maio
 

di Luigi Di Maio

Renzi è andato in California e ha parlato con Elon Musk, ma forse non capisce l’inglese meglio di come lo parla. Il fondatore della Tesla ha ribadito più volte che “ci saranno sempre meno posti di lavoro che un robot non possano fare meglio di un umano“, che un reddito di cittadinanza “sarà necessario” e che i governi devono provvedere a introdurlo. La stessa linea del MoVimento 5 Stelle, che con una proposta di legge che è bloccata in Senato da 3 anni propone di darlo subito ai 9 milioni di italiani sotto la soglia di povertà per portare il loro reddito almeno a 780 euro mensili.

L’ex segretario, ex premier dopo aver governato l’Italia per 3 anni adesso tira fuori il lavoro di cittadinanza. E cosa è? Nessuno lo sa. I giornali e i telegiornali hanno dato questa “notizia” ma nessuno gli ha chiesto come funziona o quanto costa. Hanno diffuso la sua pagliacciata a reti unificate qualificandosi per quello che sono: bieca propaganda. Renzi non è riuscito migliorare i numeri sull’occupazione in 3 anni, durante il suo governo la povertà è esplosa (la povertà assoluta non era così alta dal 2005 e il 28,7% delle persone sono a rischio di povertà o esclusione sociale), le imprese continuano a chiudere in massa (ogni giorno 390 imprese), la disoccupazione giovanile è oltre il 40% ed il suo tanto caro Jobs Act è servito solo per sperperare 18 miliardi di euro e per aumentare l’insicurezza ed il precariato nel mondo del lavoro e ora racconta agli italiani che creerà 9 milioni di posti di lavoro per gli italiani che non ce la fanno. Ma mi faccia il piacere!

Il modello che ha in mente è quello delle partecipate e delle cooperative che danno lavoro ai trombati di partito. Vuole creare delle poltrone di cittadinanza da dare ai suoi amici assieme a dei megastipendi di cittadinanza, lautamente pagati con i nostri soldi. Gli elettori non glielo permetteranno. La trovata di Renzi è solo marketing, è destinato al fallimento già nel concetto. Come dice Musk e come dicono i massimi esperti italiani e mondiali (alcuni di loro hanno partecipato al convegno Lavoro 2025) l’offerta di lavoro è destinata a crollare nei prossimi anni. La nostra società e il modo in cui si produce valore e reddito devono essere ripensati. Il primo passo è il Reddito di Cittadinanza perchè nessuno deve essere lasciato indietro. Renzi ha in mente un carrozzone democristiano che creerà solo debito pubblico. Se ne torni in California e cerchi di imparare qualcosa sul serio. #RenziGoBack

#renzigoback

SE NON CI FATE SOGNARE, NON VI LASCEREMO DORMIRE

SE NON CI FATE SOGNARE, NON VI LASCEREMO DORMIRE

 

I partiti stanno facendo di tutto per arrivare alla pensione di settembre, ma avranno una brutta sorpresa. Il MoVimento 5 Stelle domani presenta alla Camera la proposta sulle pensioni dei parlamentari. Deputati e Senatori devono avere un trattamento pensionistico uguale a quello di tutti gli altri cittadini.

Stay Tuned

 

 

Ad aprile torna il Fiscal Compact #BastaDiktat

Ad aprile torna il Fiscal Compact #BastaDiktat

Ad aprile torna il Fiscal Compact #BastaDiktat

di Barbara Lezzi

Il tempo della retorica è finito. Oggi neppure un venditore di bufale come Renzi potrebbe fingere di lottare contro l’austerità di fronte all’ultima nota ufficiale della Commissione Europea. Il Commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici ha fatto la parte del poliziotto buono, lodando le riforme strutturali degli ultimi governi, ma il vicepresidente Vladis Dombrovskis ha messo in chiaro le cose: o l’Italia rientrerà entro aprile di 3,4 miliardi dal rapporto deficit/Pil del 2017 (ora al 2,3%), oppure a maggio scatterà una procedura di infrazione. Si passa dunque alle vie di fatto togliendo ogni margine di manovra a Piercarlo Padoan, che d’altra parte ha fatto intendere fin dall’inizio di voler fare i compiti a casa.

Questo significa che una ripresa già fragilissima (siamo ultimi in Europa anche nel 2016) verrà ulteriormente frenata da nuovi tagli di spesa (per ¼, stando alle parole di Padoan) e da nuove entrate (per ¾). Se è vero, come sembra trapelare, che Renzi ha posto il veto su un aumento delle accise e dell’Iva, bisognerà capire che intenzioni ha il Governo Gentiloni, e se a pagare le follie liberiste di Bruxelles saranno ancora una volta i servizi pubblici e gli enti locali. Difficilissimo che si trovino 3,4 miliardi con semplici tagli ai ministeri, che poi sarebbero solo un altro modo di colpire i cittadini, trattandosi come al solito di sforbiciate lineari.

In ogni caso, nuovi sacrifici. Ormai è chiaro che si tratta di un progetto politico ben preciso. Ci hanno detto che l’austerità è stata un errore ma, dopo due anni di tagli mascherati da flessibilità, torna il Fiscal Compact in tutta la sua brutalità.

Dalla Commissione ci prendono anche in giro, sostenendo che i soldi per il terremoto e l’immigrazione non sarebbero considerati nella eventuale bocciatura del bilancio pubblico italiano, ma tutti sanno che la flessibilità che Bruxelles ci ha concesso per queste emergenze è largamente insufficiente e grida vendetta. Nel caso del terremoto per il semplice motivo che tra danni effettivi e prevenzione servirebbero decine di miliardi, nel caso dell’immigrazione perché proprio l’Unione Europea ha di fatto lasciato sola l’Italia insieme alla Grecia, e le risorse stanziate sono quindi puramente emergenziali, non certo risolutive.

Siamo alle porte delle elezioni in Germania, e Angela Merkel non ha nessuna intenzione di concedere altri spazi fiscali ai Paesi sud europei, accusati per anni di essere spreconi e corrotti. Quindi, o si rifiuta questo impianto economico autoritario, o si accetta di stritolare ancora per anni la nostra decadente economia.

 

La scuola a energia pulita di Sedriano 5 Stelle

 

La scuola a energia pulita di Sedriano 5 Stelle

La scuola a energia pulita di Sedriano 5 Stelle

di Armando Manes, Assessore alla Pianificazione urbanistica e ambientale di Sedriano

Siamo alla scuola elementare di Roveda a Sedriano, comune amministrato dal M5S. Un altro passo avanti è stato fatto, per la città e per l’ambiente. Il tabellone che vedete è il display del sistema che monitorizza la produzione dell’impianto fotovoltaico che è stato installato in occasione della rimozione dell’amianto dal tetto della scuola. L’impianto fornisce energia pulita a tutta la scuola, e con i suoi 20 kilowatt è in grado di sopperire al fabbisogno della struttura, mentre l’eventuale energia in eccesso prodotta, viene rimessa in rete, pagata dal gestore. Inoltre è possibile controllare da remoto la produzione fotovoltaica, sul sito del comune o attraverso un’app scaricabile anche su smartphone. Questo è il primo dei numerosi interventi che abbiano in programma per la riqualificazione energetica della città, puntando in particolare sulla riduzione delle emissioni di CO2.

 

Il caso #Consip, una storia torbida

Il caso #Consip, una storia torbida

Il caso #Consip, una storia torbida

di Alessandro Di Battista

Da qualche giorno si sente finalmente parlare, troppo poco, dell’inchiesta Consip. Ma di che cosa stiamo parlando? Il 2 novembre 2016 il quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro scrive che Tiziano Renzi, il papà di Matteo Renzi, è preoccupato per un’inchiesta di una procura del Sud. In effetti c’è un’inchiesta che poi lo riguarderà ed era appunto di una procura del Sud, nello specifico una procura di Napoli che indaga sull’appalto più grande d’Europa che riguarda la Consip. Che cosa è la Consip? La Consip è la centrale di acquisti della pubblica amministrazione, è una società che appartiene tutta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e serve per comprare beni e servizi per la pubblica amministrazione. Su cosa indagano i magistrati napoletani? Indagano su una possibilità di corruzione, portata avanti da un imprenditore che si chiama Alfredo Romeo interessato ad aggiudicarsi alcuni lotti di quello che viene considerato l’appalto più grande d’Europa, portato avanti dalla Consip. Tra l’altro qualche anno fa Alfredo Romeo finanziò le fondazioni renziane, lecitamente, però ha dato dei soldi diciamo “a sostegno” delle campagne elettorali dell’ex sindaco di Firenze, ex presidente del Consiglio, nonché figlio di Tiziano Renzi.

L’inchiesta va avanti, è un’inchiesta importante, tuttavia viene rovinata da una soffiata: arriva in Consip la notizia della presenza di microspie che servivano a scoprire la presenza di eventuali reati, e l’amministratore delegato Luigi Marroni organizza una vera e propria bonifica, e in effetti viene scelta una società esperta di bonifiche che arriva negli uffici di Consip, bonifica gli uffici e trova le microspie. Luigi Marroni, tra l’altro un amico di Renzi, prima di diventare amministratore delegato di Consip (nominato da Renzi) è stato direttore dell’Asl di Firenze quando Matteo Renzi era presidente della Provincia e poi sindaco, e poi è diventato anche assessore del Partito Democratico alla sanità della Toscana. Marroni viene interrogato dai magistrati, e dice ai magistrati di aver saputo dell’eventuale presenza delle microspie e di questa indagine Consip. Chi avrebbe fatto la soffiata? Luigi Marroni, non un “grillino” ripeto, ma un amico di Renzi, fa i nomi: dice di essere stato avvisato della presenza delle microspie, poi trovate dopo la bonifica, e quindi dell’indagine, da Luigi Ferrara presidente di Consip, il quale poi sostiene di averlo saputo dal comandante dell’Arma dei Carabinieri generale Tullio Del Sette. Tutto da verificare per amor di Dio.

Sempre Luigi Marroni dice ai magistrati di essere stato avvisato anche da Luca Lotti, il potentissimo braccio destro di Matteo Renzi, ministro dello Sport, e sottosegretario se non sbaglio con delega ai Servizi Segreti del passato governo Renzi. Poi, sempre Marroni, dice di essere stato avvertito dal comandante dei carabinieri della Toscana Emanuele Saltalamacchia. Ma non è finita qui. C’è un altro grandissimo amico di Renzi che parla e dice delle cose molto interessanti: si chiama Filippo Vannoni, è presidente di Publiacqua, nominato sempre da Renzi. Publiacqua è la società partecipata del comune di Firenze, e si occupa il servizio idrico. Tra l’altro è anche il marito di Lucia De Siervo, l’ex capo di gabinetto di Renzi quando Renzi era sindaco di Firenze, e attualmente direttore dell’attività economica sempre del Comune di Firenze sotto Nardella. Filippo Vannoni, anche lui, viene interrogato dai magistrati e dice che di questa inchiesta era a conoscenza sempre Luca Lotti, ma anche lo stesso Matteo Renzi. Insomma Matteo Renzi, secondo Filippo Vannoni, conosceva questa inchiesta Consip, presumibilmente quell’inchiesta che preoccupava moltissimo -come scrisse la Verità nei primi di dicembre- Tiziano Renzi il babbo di Matteo. Vedete che quadretto si sta delineando?

Per carità magari Luigi Marroni ha mentito, è un calunniatore, ma allora se ha mentito perché viene tuttora confermato come amministratore delegato di Consip? E magari ha mentito anche Filippo Marroni, però se anche lui è un calunniatore, perché tuttora occupa la carica di presidente di Publiacqua? Invece se non hanno mentito c’è un problema politico e forse penale enorme, infatti Luca Lotti è indagato, è indagato il generale Del Sette, è indagato Saltalamacchia, ma è indagato da qualche giorno anche il padre di Renzi. Tra l’altro questo personaggio è da comprendere, per quale motivo si interessa di appalti, ha queste conoscenze, viene tirato in ballo in alcune intercettazioni tra questo imprenditore Alfredo Romeo che secondo i magistrati potrebbe aver portato avanti dell’attività di corruzione, e anche un altro tizio che si chiama Carlo Russo, tra l’altro anche lui interessato, insomma è immischiato magari legalmente in questi appalti.

Anche Carlo Russo è un grandissimo amico della famiglia Renzi, se non sbaglio andava anche in pellegrinaggio a Medjugorje con mamma Renzi. Salvo le solite meritevoli eccezioni come il Fatto Quotidiano che ha tirato fuori scoop importanti, e magari qualche altro giornalista che ne ha parlato, si è parlato e ascoltato molto poco di questa vicenda enorme, poco sui giornali, molto molto poco in televisione. Eppure riguarda l’appalto più grande d’Europa, riguarda la Consip che si occupa dell’acquisto per la pubblica amministrazione di beni e servizi, e riguarda tutti i personaggi intorno a questo giglio magico renziano. Non è che le accuse le hanno fatti i grillini o qualcun altro, si accusano reciprocamente grandi amici di Renzi, sono loro a dire che Luca Lotti, altro amico di Renzi, fosse a conoscenza dell’indagine. E la soffiata c’è stata, e quelle microspie c’erano, ci sono state, la bonifica le ha individuate, evidentemente c’era qualcosa di molto molto importante.

L’inchiesta andrà avanti, però qua c’è un problema politico, perché un personaggio sotto inchiesta per possibile corruzione come Alfredo Romeo anni fa gliel’ha pagata la campagna elettorale, ha finanziato lecitamente queste Fondazioni renziane se non sbaglio pagando cene come faceva Buzzi di Mafia Capitale. Questo è un problema politico enorme, ognuno di voi si farà la propria opinione, è importante parlarne, io ringrazio tutti i giornalisti liberi che portano avanti battaglie e cercano di informarci su questioni così importanti, aspetteremo di conoscere quale è stato il ruolo di babbo Renzi in questa situazione piuttosto torbida.

Vi chiedo una cosa e vi faccio una domanda: quel che vi chiedo è di diffondere questo video per arrivare a più persone possibili perché l’informazione la dobbiamo fare anche noi; la domanda che vi faccio: ma se questo caso così grave avesse riguardato il Movimento 5 Stelle, mio padre, il padre di Luigi Di Maio, o qualche nostro amico, quanto e come se ne sarebbe parlato?

 

#EmergenzaTerremoto: Errani se non sei capace, fatti da parte!

 

di Luigi Di Maio

Sono passati 6 mesi dalla prima scossa di terremoto nel Centro Italia, quella del 24 agosto. Ebbene, in 6 mesi non è stato fatto quasi nulla. A dirlo non è solo il MoVimento 5 Stelle, i sindaci o i cittadini di quei territori che sono venuti qui a Montecitorio a manifestare. A dirlo è anche il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, nominato dal Governo Renzi in questo audio (non sapeva di essere registrato).

Rendiamoci conto, dopo 6 mesi Errani dice: ”ci dobbiamo dare un’organizzazione”. Lui, che è stato nominato proprio in virtù dell’esperienza maturata da commissario al terremoto in Emilia Romagna ma che, in realtà, è stato scelto secondo le solite logiche spartitorie del Pd .
È vero: non è possibile che dopo 6 mesi e tre decreti sul terremoto sia ancora tutto fermo. Non è possibile che ci siano da assegnare 3 mila casette e ne sono state consegnate soltanto 18.

Non è possibile che le macerie siano ancora lì. Guardate le foto dei centri colpiti il 24 agosto e confrontatele con quelle fatte 6 mesi dopo: gran parte delle macerie sono ancora là.
Non è possibile che abbiamo sulla costa, ospitate negli alberghi, 5300 persone delle zone colpite dal sisma che non sanno se potranno restare negli alberghi nei prossimi mesi. Questi cittadini rischiano di essere sfollati anche dagli alberghi perché le convenzioni non sono state ancora rinnovate e gli albergatori tra poco dovranno affrontare la stagione estiva.

Non è possibile che dovevano essere realizzate 637 stalle per gli allevatori e a gennaio ne erano state consegnate solo il 12%. Intanto però la neve era arrivata e in questi sei mesi sono morti 10 mila animali.
E non è possibile che non ci sia ancora una no tax area. Sono mesi che la chiediamo per le zone terremotate. Non si può sospendere il pagamento delle tasse per due, tre anni, perché a quei cittadini quando dici “tasse sospese”, sanno che si dovranno porre il problema di pagare le tasse alla fine della sospensione.

Il sindaco di Accumoli ha detto: “Se si continua così, neanche nei prossimi 20 anni avremmo un barlume di ricostruzione”. Ha ragione.
Allora al commissario Errani chiediamo di assumersi le sue responsabilità: se lui è incapace, se ne vada a casa. Se invece la responsabilità della non gestione di questa emergenza è di qualcun altro, allora faccia nomi e cognomi di chi non sta facendo il proprio dovere.

Avevamo chiesto al governo Gentiloni con questa lettera di inserire nell’ultimo decreto sul terremoto tutte le richieste che giungevano dai sindaci, dai territori, dai cittadini che sono venuti qui a Roma. Richieste e soluzioni per aiutare imprese e famiglie di quell’area. La maggior parte di queste proposte sono state ignorate e non sono state inserite nel nuovo decreto .
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto di essere disposto a collaborare. Ma per aiutare i nostri concittadini, non per prenderli in giro.
E quindi chi non sta facendo la sua parte si faccia da parte, il prima possibile.

93 nuove proposte di legge degli iscritti 5 Stelle

 

di Danilo Toninelli

Sono online le nuove proposte di legge degli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Le trovi su Rousseau. Si tratta di 93 nuove proposte di legge degli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Accedi alla lista e scegli quelle che ritieni più convincenti per le votazioni che si terranno la prossima settimana.
Se vuoi sapere come si propone una legge su Lex Iscritti e come viene valutata qui trovi tutte le informazioni necessarie.
Grazie a tutti coloro che stanno contribuendo allo sviluppo di Rousseau, il cuore pulsante del MoVimento 5 Stelle: continuate a sostenerci!

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