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Alessandro Di Battista Ecco alcuni nomi e cognomi di politici legati indissolubilmente alle banche d’affari.

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#5giornia5stelle 104° puntata, 13 gennaio 2017

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#5giornia5stelle 104° puntata, 13 gennaio 2017

Anno nuovo, governo seminuovo, cattivi creditori vecchi ed impuniti.

5giornia5stelle apre il 2017 con la discussione alla Camera delle mozioni M5S (descritte da Daniele Pesco e Alessio Villarosa) sul sistema bancario italiano – approvata quella che chiede l’avvio di una commissione di inchiesta parlamentare – e del voto al Senato (e l’intervento di Laura Bottici), sull’urgenza del decreto salva MPS.

Restiamo a Palazzo Madama che saluta il 2017 con l’informativa del ministro del lavoro Poletti che coglie l’occasione per scusarsi di una frase riferita agli italiani all’estero. Scuse rispedite al mittente dal M5S per bocca del capogruppo Michela Montevecchi.

Il nostro resoconto settimanale si sposta solo di qualche metro, a Palazzo San Macuto, dove ha luogo l’audizione in vigilanza Rai del sottosegretario del MISE Giacomelli. A lui si rivolge Roberto Fico per esprimere tutta l’insofferenza verso un carrozzone “pachidermico” che a bocca di tanti sembra davvero “irriformabile”.

Ancora a Montecitorio per ascoltare l’interrogazione di Salvatore Micillo al ministro dell’ambiente Galletti circa i rifiuti prodotti dall’inceneritore di Acerra, ad oggi l’impianto che detiene il triste primato per tonnellate di rifiuti bruciati.

Le nostre telecamere si spostano al Senato dove Luigi Gaetti motiva l’astensione del gruppo cinquestelle al disegno di legge sulla responsabilità professionale dei medici, che attende ora il via libera definitiva dalla Camera. Chiude il nostro rotocalco la denuncia in aula di Montecitorio di Paolo Bernini circa le condizioni dei canili, in particolare quelli del sud Italia, particolarmente critiche con le attuali condizioni meteorologiche.

Arrivederci a venerdì prossimo!


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5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

Alessandro Di Battista Ecco alcuni nomi e cognomi di politici legati indissolubilmente alle banche d’affari.

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Alessandro Di Battista Ecco alcuni nomi e cognomi di politici legati indissolubilmente alle banche d’affari.

Ecco alcuni nomi e cognomi di politici legati indissolubilmente alle banche d’affari. E’ il capitalismo finanziario il nemico principale dello sviluppo dei popoli. E fino a che il M5S farà nomi e cognomi gli attacchi fioccheranno. Medaglie al valore, soltanto medaglie al valore!

Casa passiva, la sfida del futuro è ridurre il consumo energetico

Casa passiva, la sfida del futuro è ridurre il consumo energetico

Wolfgang-Feist-CASA-PASSIVA-M5S-GRILLO.jpgtraduzione da El Pais, “El gran reto es reducir el consumo de energía

Tre decenni fa, un professore dell’università di Innsbruck, Wolfgang Feist, ha convinto la sua famiglia a traslocare in una casa “passiva”, che consuma circa il 10% di quello che comunemente è il consumo di una normale abitazione. Aveva iniziato a studiare, negli anni settanta, i diversi metodi di costruzione che consentono di risparmiare energia isolando gli edifici ed oggi è, insieme all’ingegnere svedese Bo Adamson, uno dei principali punti di riferimento mondiale nel campo di case ad alta efficienza. È a capo del “Passive House Institute” di Darmstadt (Germania), un’organizzazione che promuove lo sviluppo di queste caratteristiche nelle nuove abitazioni.

L’introduzione di questi nuovi concetti trasformerebbero la mappa del consumo energetico, ma la costruzione di queste abitazioni è molto limitata. In tutto il mondo ci sono soltanto 15.000 edifici di questo tipo e la maggior parte si trovano in Germania e Scandinavia, anche se il Belgio ha iniziato ad investire in questa categoria di edifici per potersi mettere allo stesso livello. In Spagna, in questo momento, ci sono soltanto 140 case “passive”.

Qual è stato il problema più difficile? Convincere la sua famiglia o ridurre la dipendenza dalle società di fornitura energetica?
Per le aziende ero considerato fuori di testa. Loro, diffidando del fatto che usavamo così poca energia, hanno cambiato il contatore. Con la mia famiglia è stato molto più semplice. Mia moglie è laureata in matematica, di mentalità aperta, e mi ha sostenuto. Gli altri, non è che fossero scettici, ma hanno cercato di minimizzare il mio impegno: “Non c’è bisogno di avere un’abitazione completamente passiva…”, mi hanno detto“.

Avete sentito freddo?
Né caldo né freddo. Le abitazioni passive non risparmiano energia a discapito del confort. Non si può convincere la gente mettendo tre maglioni di lana. Così abbiamo messo il cappotto alla casa. E l’isolamento non è costoso“.

Prima del progetto della sua casa c’erano altre iniziative simili. La ricerca è un lavoro di squadra?
Come fisico, sapevo che c’era una soluzione per migliorare l’efficienza energetica. Nella legge della fisica l’energia non è mai persa, va sempre da qualche parte. Negli Stati Uniti, Danimarca, Norvegia o in Canada, ci sono molti ricercatori in questo campo. Ci siamo scambiati informazioni. I più avanzati sono in Svizzera. Bo Adamson ha raggiunto un efficace isolamento con appena 20 centimetri di spessore nelle pareti esterne. Ho lavorato come ricercatore presso la sua università, in Lund, e qui ho imparato molto dalla sua esperienza“.

Avete collaborato insieme invece di competere?
Questo è il principio della ricerca scientifica“.

È ancora cosi?
Ci sono stati cambiamenti sul pianeta che dimostrano quanto sia pericoloso competere in questo campo. Se vogliamo il progresso scientifico, dobbiamo cooperare“.

Quando si può guadagnare con la conoscenza scientifica?
L’obbiettivo economico è una direzione vietata per la scienza perché i soldi finiscono per controllare ed influenzare i risultati. Sulle questioni basiche, abbiamo bisogno della scienza indipendente“.

L’istituto Passive House non è una forma di business?
Abbiamo preso la decisione di non registrare la parola o il marchio. Non volevamo che la soluzione fosse di proprietà esclusiva. Abbiamo una rete di certificatori che controllano la qualità delle case passive. Ma offriamo informazioni gratuitamente“.

Cosa si può fare per rendere queste abitazioni passive più attrattive per l’utente? Ci sono tanti certificatori e questo non ispira fiducia.
C’è tanto business. Pero ciò che definisce una casa passiva – il fatto che consuma il 10% dell’energia utilizzata per una abitazione media – è misurabile scientificamente“.

È tale percentuale proviene da fonti rinnovabili?
Nelle città possono provenire da fonti fossili. Lo stesso vale nel campo della nutrizione. Si può coltivare le proprie verdure, ma questa non è una soluzione applicabile ad una città. I problemi del mondo non si risolvono con le singole case unifamiliari. Ma attraverso l’edificazione su larga scala. Abbiamo bisogno di soluzioni che funzionano ovunque“.

Dove è più facile stabilire le case passive?
Solo eliminando alcuni errori nelle costruzioni è possibile raggiungere l’obbiettivo del risparmio energetico. Storicamente la Germania è all’avanguardia in queste nuove tecnologie, anche se il Belgio è in prima linea. Tuttavia, sono ancora un’eccezione: molto poco di ciò che è costruito è passivo. Il settore delle costruzioni non vuole adattarsi alle nuove sfide. Tuttavia, l’illuminazione a LED, per esempio, riduce il 10% del dispendio energetico, e lo stesso accadrebbe se le case fossero isolate con criterio“.

Si potrebbe imporre tutto ciò attraverso delle leggi specifiche?
L’Imposizione genera resistenza. Cerchiamo di convincere attraverso l’educazione“.

Quanta energia solare è utilizzata in Germania, rispetto alla Spagna?
Meno della metà. Sarebbe molto più economico costruire case passive in Spagna che in Germania“.

Siamo il quarto paese Europeo in povertà energetica: il 9% della popolazione non può permettersi il riscaldamento.
Si tratta di una questione politica con varie soluzioni. Consumare meno attraverso l’isolamento delle casse è una soluzione. Come scienziato penso che sia molto meglio che sovvenzionare i combustibili fossili“.

Dare la priorità all’isolamento di fronte alla riduzione di combustibile richiede una società matura?
Non vediamo l’ora che la società maturi. Ma sono ottimista. In Germania, per esempio, ho visto come abbiamo progredito: abbiamo trattato meglio gli immigrati, viviamo più a lungo, abbiamo sradicato malattie. Questo progresso è molto più lento rispetto alla tecnologica. Quindi dovremmo concentrarci sul miglioramento dell’efficienza. Gli effetti sarebbero straordinari“.

A che cosa serve un edifico passivo se la città non è sostenibile?
La domanda è quasi religiosa. Vale la pena piantare un albero quando il mondo è un disastro? È essenziale dimostrare che ci sono soluzioni. L’astrofisico Carl Sagan ha difeso la consapevolezza di appartenere al pianeta. Sembra ovvio, ma abbiamo finito per non credere che la chiave per la sopravvivenza della civiltà umana e quello di essere uniti, non di affrontarsi. La maggior parte dell’umanità vive nelle città. Così la sfida non è l’autosufficienza, ma il calo dei consumi. Siamo forti quando siamo uniti. Non quando ci isoliamo“.

Che pensa di Masdar, la città progettata da Norman Foster in Abu Dhabi con un consumo di energia pari a zero?
Nel settore energetico le soluzioni vengono dall’unione, non dalla separazione. Un ghetto non può essere la soluzione“.

Trump demolisce l’Europa telecomandata dalla Germania

Trump demolisce l’Europa telecomandata dalla Germania

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Trump dice una sacrosanta verità: questa Europa difende i soli interessi della Germania. Ecco alcune prove che il Movimento 5 Stelle denuncia da oltre 2 anni e mezzo al Parlamento europeo:

1) L’AIUTINO PER LE BANCHE TEDESCHE. Il piano di salvataggio greco firmato con Tsipras ha salvato solo la forte esposizione delle banche tedesche e ridotto i greci sul lastrico. Laura Agea è andata in missione ad Atene e ha trovato un Paese al collasso: 800.000 bambini a rischio povertà.

2) IL SURPLUS COMMERCIALE ILLEGALE. Perché la Commissione europea bacchetta tutti ma tace sempre sul surplus commerciale tedesco vietato dai Trattati? Marco Valli nella Commissione Problemi Economici e Monetari ha smascherato l’ipocrisia delle Istituzioni europee teleguidate da Berlino.

3) IL CASO VOLKSWAGEN. Le emissioni fuorilegge della Volkswagen sono state messe sottobanco per non far pagare risarcimenti miliardari alla casa automobilistica tedesca. Eleonora Evi, nella Commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico, sta lottando affinché i cittadini europei siano tutelati come quelli americani dove Volkswagen pagherà un risarcimento vero.

4) IL GLIFOSATO MADE IN GERMANY. Il rinvio del divieto sul cancerogeno glifosato arriva proprio quando la Bayer si appresta a comprare la Monsanto. Un conflitto d’interessi che Dario Tamburrano, Rosa D’Amato, Marco Zullo ed Eleonora Evi hanno denunciato. Il Movimento 5 Stelle difende il principio di precauzione, uno dei pilastri a tutela della salute dei cittadini.

5) L’ACCORDO SUI MIGRANTI CON ERDOGAN. L’accordo con la Turchia di Erdogan allontana dalla Germania la rotta dei migranti che scappano prevalentemente dalla Siria. Laura Ferrara, Fabio Massimo Castaldo e Ignazio Corrao hanno chiesto nella plenaria di Strasburgo la cancellazione di questo accordo perché illegale e controproducente per l’Italia dove, infatti, gli sbarchi nel 2016 sono aumentati.

6) GLI ACCORDI SOTTOBANCO CON LA CINA. La riforma degli strumenti di difesa commerciali renderà più difficile imporre i dazi a chi fa concorrenza sleale. La Germania sta dalla parte della Cina perché così le sue multinazionali potranno comprare a basso costo materie prime e componentistica. David Borrelli ha promosso un gruppo di interesse sul Mes alla Cina a cui hanno aderito 55 deputati di 16 Paesi diversi, mentre Tiziana Beghin nella Commissione Commercio Internazionale ha difeso le piccole e medie imprese grazie all’approvazione della strategia commerciale europea.

7) LE ASSURDE SANZIONI ALLA RUSSIA.
La Germania ha imposto il rinnovo delle sanzioni alla Russia. Nelle loro Commissioni parlamentari, Fabio Massimo Castaldo e Dario Tamburranno hanno più volte ricordato che la Russia è un partner economico dell’Italia con cui dialogare e un alleato contro il terrorismo. Pur con le rispettive diversità, Europa e Russia devono dialogare, le sanzioni non risolvono un bel nulla!

Qualcuno si ricorda una decisione europea presa nell’interesse dei cittadini italiani?
Sotto i diktat della Germania, l’Europa ha perso per strada il valore di solidarietà che accomunava gli Stati membri. Trump adesso – nella sua prima intervista rilasciata da Presidente eletto a un quotidiano anglosassone – denuncia questa sacrosanta, ma amara, verità.

traduzione di un articolo pubblicato su The European Post

Parlando al Times nella sua prima intervista rilasciata a un giornale inglese, il presidente eletto Donald Trump ha dichiarato che Angela Merkel ha fatto un “catastrofico errore” quando ha deciso di lasciare entrare in Germania oltre 1 milione di immigranti. Per Trump l’Unione europea è diventata “un mezzo per la Germania”.

Sulla Russia ha detto che spera in un accordo per ridurre la capacità nucleare in cambio della riduzione di alcune sanzioni contro Mosca. “Ci sono troppe sanzioni sulla Russia, vediamo se possiamo fare dei buoni accordi con loro. Per prima cosa, credo che le armi nucleari debbano essere ridotte in modo sostanziale”.

Sul Regno Unito che sta lasciando l’UE, Trump ha dichiarato che “Brexit finirà per essere un grande risultato” e ha accolto con favore la diminuzione del valore della sterlina perché ha contribuito ad aumentare l’appeal dei prodotti britannici all’estero.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE:

OPPENHEIMER: “LA DITTATURA ECONOMICA TEDESCA È COME QUELLA DEL TERZO REICH”

TUTTA L’IPOCRISIA DELLA GERMANIA E DELL’UE SECONDO JACQUES SAPIR

EMMANUEL TODD: “IL PIÙ GRANDE FALLIMENTO ECONOMICO E POLITICO DELL’EUROPA SI CHIAMA EURO”

“LA VISIONE ECONOMICA DELL’EUROPA È A MATRICE TEDESCA”, DI GIULIO SAPELLI

I grandi debitori di MPS non pagano, Calenda fa il palo

I grandi debitori di MPS non pagano, Calenda fa il palo

 
 

di Luigi Di Maio

Dal Corriere della Sera: “Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dice no alla black list dei debitori, la lista delle aziende che hanno ottenuto e poi non restituito prestiti pesanti dalle banche finite poi in difficoltà, a partire dal Monte dei paschi di Siena. “No, secondo me non va pubblicata la lista dei grandi debitori insolventi“, segnando un cambio di direzione rispetto all’orientamento che il governo aveva lasciato filtrare nei giorni scorsi”. Il principio – spiega il ministro – è che l’imprenditore va dalla banca a chiedere i soldi. È responsabilità della banca capire se è insolvente. È un po’ strano spostare l’onere su chi chiede i soldi
E’ molto strano che siano i cittadini comuni a dover pagare per quelli, che come riportato dagli organi di stampa (Corriere, Il Sole, Libero), sono i grandi debitori insolventi di MPS, su tutti Carlo De Benedetti (tessera numero 1 del Pd e patron de La Repubblica che infatti su questo scandalo non scrive mezza riga), che con i 600 milioni di euro di Sorgenia risulta il maggior debitore del Monte dei Paschi, almeno tra i privati citati dai giornali. Perchè Calenda tutela gli interessi del numero 1 del Pd e se ne frega dei cittadini che gli pagano lo stipendio? Pensi a fare il ministro dello Sviluppo Economico di un Paese in macerie anzichè il palo ai grandi debitori insolventi. Vogliamo che la lista dei grandi debitori insolventi MPS venga pubblicata al più presto, prima di prendere altri soldi ai cittadini devono essere loro a pagare!

Stiamo riportando la legalità a Roma

Stiamo riportando la legalità a Roma

Stiamo riportando la legalità a Roma

di Roberta Lombardi

E’ notizia di poco fa che la procura di Roma ha disposto il sequestro di 3 palazzine del piano di zona Monte Stallonara a seguito di varie denunce tra cui la mia (vedi comunicato allegato della Polizia Locale di Roma Capitale). Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull’utilizzo dei soldi pubblici.

I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato. Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle.
Perché in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell’assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge.

Come per le banche, così per i palazzinari, chi paga sono sempre i cittadini. Milioni di euro a pioggia per i potenti, per gli amici degli amici. Il conto vero, però, lo pagano le famiglie italiane a cui rubano i risparmi e rubano un tetto sotto cui vivere. Ma noi non ci arrendiamo!

di Paolo Berdini, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale

Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti. Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d’ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 Monte Stallonara.

È stata aperta un’indagine per una truffa da 14 milioni di euro ai danni del Comune di Roma e della Regione Lazio. I dipendenti comunali, abusando del loro potere, davano il via libera ai prezzi di concessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di amministrazione mentre invece era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative. I soldi poi venivano fatti sparire nelle casse delle cooperative in una sorta di scatola cinese. L’aumento del prezzo massimo di cessione doveva essere concordato con Regione e Comune. E così non è stato: c’è stata una mancanza di vigilanza da parte degli uffici pubblici. Con noi questo non succederà più.

 

#RaiChiediScusa per le balle sul referendum

#RaiChiediScusa per le balle sul referendum

di Beppe Grillo

Il sondaggio sulle bufale dei media si è concluso. I risultati sono i seguenti:
60%: Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità è stata attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico
17%: Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina)
14%: Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall’intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
9%: Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L’Unità, qui maggiori informazioni
La RAI vince quindi il Bufalino d’oro e presto gli sarà consegnato il premio. Pretendiamo scuse pubbliche ai cittadini italiani per la campagna di disinformazione messa in atto per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Basta prendere in giro i cittadini che pagano il canone. La RAI cominci a fare informazione imparziale e veritiera.

Maltempo e neve: la strage nei canili lager

Maltempo e neve: la strage nei canili lager

Maltempo e neve: la strage nei canili lager

 

di Paolo Bernini, M5s Camera

Per fortuna ci sono i volontari e le volontarie che sopperisco all’assenza dello Stato.

Questo week end sono stato bombardato di messaggi sul mio profilo Facebook, mail e telefonate da parte di cittadini e cittadine che mi chiedevano aiuto per l’emergenza freddo e neve che ha colpito soprattutto il sud italia.

Molti canili si sono trovati impreparati a fronteggiare questa ondata di maltempo poiché la maggior parte di queste strutture non è assolutamente a norma. Molte sono fatiscenti e alcune non hanno neanche le autorizzazioni sanitarie previste per legge. Molti di questi canili sono comunali ma gestiti da privati, quindi sono stati usati soldi pubblici per costruire strutture non a norma e se ne stanno spendendo tanti altri per dar in appalto la vita di questi cani a soggetti privati il cui unico interesse è il benessere del loro portafogli e non quello dei nostri amici a 4 zampe .

Le scene riprese con tablet e smartphone sono di cani che muoiono tra il freddo, la neve e l’incuria: cani con le zampe congelate attaccate al terreno. Tutto questo è vergognoso- oltre al configurasi del reato di maltrattamento degli animali c’è anche il danno erariale. Ma sembra che a nessuno interessi.

Sto girando tutta italia in questi canili che sono diventati delle carceri, in cui i cani entrano da cuccioli, crescono e muoiono lì dentro. Siamo nel 2017 l’Italia dovrebbe essere un Paese civile, ma così non è evidentemente. In Italia ci sono ancora questi problemi a causa dell’assenza di controlli.

Ho fatto interrogazioni a cui non mi è stata data risposta e sto usando il mio ruolo per dare voce a chi non ne ha, ma non sarebbe compito mio ma del Ministro della Salute che latita nel controllo e nell’applicazione della normativa sul benessere degli animali lasciando morire questi cani nel freddo di queste gabbie fatte per aumentare il conto in banca di persone senza scrupoli.

 

La Russia è un alleato, non un nemico

La Russia è un alleato, non un nemico

La Russia è un alleato, non un nemico

di Alessandro Di Battista

Furono gli USA di Obama a “chiedere-pretendere” le sanzioni alla Russia. L’Europa eseguì a cominciare dall’Italia scendiletto degli americani. Chi pensava che le sanzioni avrebbero indebolito Putin adesso si starà vergognando. Il M5S non è mai stato né filo-russo né filo-americano. Vogliamo costruire un paese autonomo, sovrano, indipendente e soprattutto non stupido! Le sanzioni alla Russia ci sono costate miliardi di euro, migliaia di posti di lavoro e l’accentuarsi di una crisi prodotta dalla corruzione sì, ma ancor di più da questo folle capitalismo finanziario.

Trump lo giudicheranno gli americani, non è affar mio, quel che mi importa sono quelle scelte che potrebbero ricadere positivamente sugli interessi italiani. Negli ultimi anni quel che ci siamo fatti imporre dagli USA ci ha indebolito. L’illegale guerra in Iraq, l’assurda guerra in Afghanistan, la deposizione violenta di Gheddafi (erano altri che gli baciavano le mani ma quel che va compreso è che se butti giù un dittatore con le bombe straniere quel paese non diventerà più sicuro, al contrario esploderà) e molte altre. Oggi Trump parla di una possibile revoca delle sanzioni alla Russia. E’ una buona notizia tuttavia l’Italia non dovrebbe aspettare le decisioni del Presidente degli USA per far quel che è giusto fare. Un Paese sovrano avrebbe già preteso e ottenuto lo stop di questa follia. Il M5S lo chiede da tempo.

La Russia ha i suoi guai (come gli USA e come l’Europa intera) e non rispetta tutti i diritti (come gli USA e come l’Europa intera) ma è un partner economico con cui dialogare e un alleato contro il terrorismo, non un nemico!

 

Un’economia terminale in mano ai suoi assassini

Un'economia terminale in mano ai suoi assassini

Un’economia terminale in mano ai suoi assassini

di MoVimento 5 Stelle

Il debito italiano è sempre meno credibile. Delle quattro agenzie di rating che la BCE valuta quando deve fornire liquidità alle banche italiane, anche l’ultima, l’agenzia canadese Dbrs, ha retrocesso i nostri titoli di Stato da A  a BBB. Lo avevano già fatto le più note agenzie Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Secondo l’istituto canadese il problema del debito italiano è che l’economia non cresce e ristagnano anche tutti gli altri fondamentali economici, tra i quali l’occupazione. A ciò si aggiunge una crisi bancaria della quale il Governo Renzi ha gettato le basi con tre mosse sconsiderate: 

1) la risoluzione delle quattro banche popolari a carico dei risparmiatori

2) il recepimento della direttiva europea sul bail-in 

3) un folle referendum costituzionale che ha esasperato la già disastrosa situazione di Mps, banca legata a doppio filo con il suo partito.

Le responsabilità del Governo Renzi, e quindi anche del Ministro dell’Economia Padoan e del Ministro degli Esteri Gentiloni, che oggi siede a Palazzo Chigi, sono immense. Il primo dovrebbe ritirarsi per sempre dalla vita politica, invece di preparare un ritorno in grande stile sulle macerie dell’economia italiana, gli altri due dovrebbero dimettersi immediatamente lasciando la parola al popolo italiano. Non lo faranno, e la crisi bancaria italiana si trascinerà dietro altre decine di migliaia di incolpevoli risparmiatori.

Ciò detto, tutti sappiamo che le agenzie di rating non meritano alcuna fiducia. Fino alla catastrofe finanziaria del 2008 valutarono i mutui spazzatura concessi dalle banche americane con una tripla A. Sono controllori in pieno conflitto di interesse con istituti e Governi che dovrebbero controllare. Non si tratta quindi di pendere dalle loro labbra, ma di riconoscere che all’interno di questo sistema finanziario globale il loro parere conta, perché muove gli investitori e influenza così la stabilità dei Governi.

L’ulteriore retrocessione del debito italiano significa, tecnicamente, che le banche italiane già in forte crisi dovranno garantire alla BCE più titoli di prima in cambio della liquidità necessaria alla loro attività quotidiana. Si stima uno sforzo aggiuntivo in termini di titoli da girare in garanzia alla Bce tra i 14 e i 30 miliardi di euro. Certo, non si tratta di miliardi netti che escono dal sistema creditizio nazionale, ma dei cosiddetti collaterali scambiati con la Bce in cambio di liquidità fresca. Le banche italiane, nel complesso, hanno collaterali in abbondanza. Ciò che vale nel complesso, però, non vale per tutti gli istituti di credito presi singolarmente. Qualcuno di essi potrebbe soffrire il declassamento del nostro debito e la maggiore richiesta di collaterali da parte della Bce. 

Se però il dato tecnico è nel complesso gestibile, dato che le banche italiane in generale non hanno problemi di liquidità ma di capitale e di crediti deteriorati, il dato politico è pesantissimo. Questa volta, infatti, le agenzie di rating non dicono il falso, ma fotografano un’economia in pezzi. Poco importa che queste agenzie siano una parte del problema perché sono stati gli ultimi Governi a distruggere il Paese con l’austerità, i tagli ai servizi pubblici e una pressione fiscale insostenibile. Se Renzi ha sempre eseguito i diktat di bilancio dell’Unione Europea e non ha mai messo in discussione la camicia di forza dell’euro è per una ragione molto semplice: ha voluto farlo. 

Ricordiamocelo quando fra qualche mese, dopo altri 20 miliardi di euro che i cittadini avranno pagato per salvare le banche, il Bomba verrà a cantarci le meraviglie del suo Governo e a chiederci una X sulla scheda elettorale.

 

Mobilità sostenibile, siamo gli ultimi della classe

Mobilità sostenibile, siamo gli ultimi della classe

Mobilità sostenibile, siamo gli ultimi della classe

di Gianni Girotto

Sulla mobilità elettrica l’Italia è ferma al palo. Troppa burocrazia. Talmente tanta che non si riescono a spendere neanche i soldi pubblici già stanziati. Infatti, dei 50.000.000 di euro stanziati in tre anni per le ricariche delle auto elettriche, dal 2013 al 2015, finora lo Stato è riuscito a spenderne meno di 6.300 di tipografia per stampare i bandi.
A segnalarlo è la Corte dei Conti in un documento di accusa alla politica di grave inefficienze in un settore strategico per il futuro della sostenibilità in cui il cittadino italiano è doppiamente scoraggiato dai prezzi alti delle vetture elettriche e da un numero di colonnine di ricarica non adeguato.

Le colonnine attualmente esistenti infatti sono tutte dovute ad iniziative private. Un’ennesima storia di ritardi e palleggiamenti, che inizia nel 2009 con l’UE che vara un programma per “veicoli puliti ed efficienti”, ma che da allora vede accumularsi, anziché la sua attuazione, ritardi su ritardi. Gravissime le responsabilità della politica e del Governo, che in questi tre anni è passato da una consultazione all’altra, senza però arrivare ad installare una sola colonnina. Ricordiamo che presso la presidenza del Consiglio dei Ministri venne istituito il tavolo Tiscar sulla mobilità sostenibile che con la partecipazione dei diversi stakeholders (portatori di interesse) avrebbe dovuto dar luce ad una road map (pianificazione) di cui non vi è traccia per l’opposizione anche di alcuni grossi gruppi industriali, Fiat ed Eni in primis. Il documento doveva servire per condividere delle proposte in sostegno della mobilità sostenibile che sarebbero state presentate già nella discussione della legge di bilancio tenuta a dicembre. Le dimissioni di Renzi durante l’esame della legge di bilancio hanno congelato la discussione anche delle proposte di modifiche presentate dal M5S per inserire alcuni miglioramenti in questo ambito.

Parallelamente a questo percorso, un mesetto fa il Parlamento Italiano ha recepito la direttiva europea sui combustibili alternativi dove ha “scelto” di privilegiare le infrastrutture gas anziché appunto quelle elettriche. Con l’aggravante che viene previsto un sistema di scelta dei fornitori di colonnine che, come al solito, privilegerà i grandi oligopolisti, col rischio quindi di incorrere in un’ennesima procedura di infrazione della direttiva europea che impone ai distributori di favorire e non limitare la concorrenza nel settore le infrastrutture di ricarica. Indovinate chi ci guadagna?

Bisognerebbe “accelerare al massimo” lo sviluppo delle elettrificazione della mobilità, come sostiene la Corte dei Conti. Ma non è sufficiente. E’ il Governo, anche per tutelare la salute dei cittadini, che deve impegnarsi quotidianamente per lo sviluppo di questo settore fortemente innovativo. Non può continuare a rimanere indifferenti alle estreme e drammatiche conseguenze: l’Italia paga un tributo di 85mila morti all’anno dovute all’inquinamento dell’aria. In 32 città italiane capoluoghi di provincia siamo con l’aria fuorilegge, con le polveri sottili che hanno superato, nell’anno che si è appena concluso, la soglia massima consentita. Ora poco più di 1/4 di questo inquinamento proviene dal settore dei trasporti, precisamente il 72% auto/camion, 11% navi, 10% aerei e 3% treni (dati ufficiali UE da cui l’Italia si discosta di pochissimo).

Nonostante tutto questo inquinamento cosa succede invece in Italia? Le Ferrovie varano un piano di investimenti in cui la parte del leone la fanno i trasporti su gomma (sì avete capito bene, gomma!). Ed intanto ci sono almeno 1.000 Km di ferrovie locali sospese, che meriterebbero progetti di recupero. Indovinate chi ci guadagna?

Sarebbe opportuno adottare subito norme “tecniche” per permettere alle auto elettriche di connettersi agli edifici e partecipare al mercato elettrico. Le auto elettriche infatti sono letteralmente delle “batterie elettriche mobili”, che potrebbero contribuire alla sicurezza e alla stabilità del sistema elettrico, oltre che a funzionare appunto come accumuli nel momento in cui le fonti di energia rinnovabili producono più del richiesto. Attualmente nei momenti di picco di produzione alcune rinnovabili devono purtroppo essere scollegate perché non vi sono accumulatori a sufficienza per immagazzinare la loro energia. Uno spreco ed un’inefficienza incredibile. Ed indovinate chi ne guadagna? Ciliegina sulla torta, si fa per dire, l’Italia è il peggior Paese UE in termini di incentivi alle auto elettriche! Negli altri Paesi esistono tutta una serie di misure che potrebbero essere replicate in Italia, selezionando le migliori.

Ed ovviamente ricordiamo che, quando si parla di mobilità sostenibile non si deve compiere l’errore di pensare alla mera sostituzione del parco auto benzina/gasolio/gas con altrettante auto elettriche. Certamente queste ultime devono sostituirsi alle precedenti (parlando alle tasche dei consumatori, ricordiamo che, a livello di combustibile, si spendono circa 8 centesimi di euro al Km con le auto comuni, contro circa 1 centesimo al km delle elettriche), ma si deve implementare un sistema con molto, molto più trasporto pubblico (sopratutto su rotaie; l’Italia ha il 52% in meno di di metropolitane e il 68% in meno di reti tramviarie rispetto alla media europea – fonte), molta più condivisione (il cosidetto car sharing/car pooling) e molta più mobilità leggera (almeno urbana), recuperando quello che nel resto d’europa è stato recuperato da tempo, cioè le bici, che però ovviamente devono poter circolare in sicurezza.

Assistiamo invece ad una politica sulla mobilità pessima, di cortissimo respiro, che tra l’altro non favorisce affatto quell’enorme tessuto di aziende italiane che hanno enormi capacità nel settore. A titolo di esempio pensate che il Governo cinese ha recentemente ordinato ad una ditta italiana 650mila motori elettrici per equipaggiare altrettante vetture di servizio cinesi.

Il M5S invece continua e continuerà a perseguire politiche di efficienza energetica, fonti rinnovabili e modalità sostenibile, ed a tenervi informati, e se personalmente volete valutare l’acquisto di un’auto elettrica, vi ricordo che esistono già degli efficaci Gruppi d’Acquisto che permettono risparmi di qualche migliaio di euro, mentre da gennaio 2016 è possibile anche effettuare il cosidetto “retrofit” delle vetture, cioè togliere il motore a scoppio sostituendolo con quello elettrico.

 

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

di Luigi Di Maio

Lo ricordo come se fosse ieri.
Ricordo gli attacchi del Pd: “voi siete pazzi, manderete il comune in default“, i titoli dei giornaloni: “il Movimento 5 Stelle non è in grado di governare“, ricordo la Cgil: “mandare in concordato un’azienda partecipata è una follia, i lavoratori perderanno il posto di lavoro“, ricordo i titoli diffamatori dei Tg nazionali: “5 stelle incompetenti“. La campagna di odio nazionale contro il Sindaco fu allucinante: minacce e intimidazioni a lui – portato dalla digos fuori città – e ai consiglieri comunali.
Media e partiti fecero passare quella scelta coraggiosa, per uno dei più grandi fallimenti della storia del Movimento 5 Stelle, fu una campagna di un’aggressività inaudita, per farci tornare sui nostri passi e quindi indurci a continuare a foraggiare le spartizioni clientelari del Pd.

Alcuni mi dissero anche: “Scaricate il Sindaco finché siete in tempo, altrimenti perderete tanti voti, non andrete mai al Governo“.
Ma il Movimento ha mantenuto la barra dritta, difendendo quella scelta a spada tratta, nelle TV e nelle piazze. E oggi finalmente arriva la notizia che ci dà ragione.
Era l’autunno del 2015, Filippo Nogarin governava da un anno Livorno e doveva prendere una decisione sull’Aamps: l’azienda dei rifiuti cittadina prossima al default per un buco di bilancio da 40 milioni di euro. Un’azienda partecipata usata dal Pd come bancomat e poltronifico per decenni.

Il Sindaco e la sua maggioranza dovevano scegliere: tagliare fondi ai servizi sociali per rifinanziare il buco nero dell’Aamps o avviare un risanamento dell’azienda di fronte al tribunale, tagliando poltrone e sprechi?
Filippo scelse coraggiosamente di avviare il concordato preventivo dell’azienda.
Il “gruppo di supporto enti locali” del Movimento 5 Stelle seguì passo passo tutto l’iter, affiancandogli i migliori professionisti.
Pochi giorni fa abbiamo appreso che il concordato è stato accettato da oltre il 70% dei creditori. A distanza di un anno e mezzo, l’amministrazione 5 stelle di Livorno ha di fatto salvato la sua azienda dei rifiuti, senza più tagliare fondi al welfare e addirittura stabilizzando i lavoratori precari.

Dopo poco tempo, l’amministrazione Nogarin, con i fondi che non aveva dovuto tagliare, ha anche avviato il reddito di cittadinanza comunale.
Ovviamente nessuno ne parla, nessuno ce ne darà mai atto, perché dovrebbero negare le loro stesse menzogne, dovrebbero smentire quella campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle che è stata strumentalizzata fino alle elezioni di Roma e Torino.
Ma la vicenda dell’Aamps di Livorno dobbiamo tenerla sempre a mente. È un vero e proprio manuale per il Movimento 5 Stelle al Governo.
Quando i nostri Sindaci fanno delle scelte, gli effetti positivi di quelle decisioni saranno percepiti a distanza anche di un anno o due, quando i riflettori si saranno già spenti e le ignobili campagne contro di loro già consumate.

Ogni scelta che tende a sovvertire lo status quo, viene attaccata immediatamente: i nostri detrattori sanno che per dimostrare le nostre ragioni con i fatti, abbiamo bisogno di mesi o anni. Loro in pochi giorni schierano sedicenti professionisti, opinionisti, commentatori in tutti i Tg per darci addosso, consapevoli che la verità si affermerà solo quando i riflettori si saranno già spenti.
Di fronte a questo schifo, c’è chi è tentato dall’arretrare per fermare il battage mediatico, lasciandosi intimidire e chi invece mantiene la barra dritta andando fino in fondo.
A me queste esperienze hanno insegnato a non mollare mai. Se siamo nel giusto, il tempo ci darà ragione e i cittadini ci seguiranno.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

La verità vince sempre: MoVimento 5 Stelle prima forza politica al 30,9%

La verità vince sempre: MoVimento 5 Stelle prima forza politica al 30,9%

La verità vince sempre: MoVimento 5 Stelle prima forza politica al 30,9%

di MoVimento 5 Stelle

L’establishment è lontanissimo dalla realtà che lo circonda. Lo dimostrano i sondaggi pubblicati ieri, che non abbiamo mai guardato ma che confermano che lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini paga: il MoVimento 5 Stelle è infatti in crescita e si dimostra prima forza politica nel Paese, con il 30,9%. Questo perché la verità, in fin dei conti, vince sempre.
Prendiamo due città come Livorno e Roma, distrutte dal Pd. Nel comune toscano abbiamo fatto un miracolo salvando l’Aamps, l’azienda municipale che si occupa della raccolta dei rifiuti, con un debito di 42 milioni di euro lasciato da anni di malgoverno della sinistra. Vi ricordate? Anche in quel caso sgorgarono fiumi e fiumi di fake news, narrazioni montate ad arte che mostravano immagini di strade piene di spazzatura. E ricordate gli attacchi del Pd proprio su Livorno? Su Roma stessa storia: ci hanno lasciato una città in macerie, con un debito di circa 15 miliardi di euro e ora la vecchia politica ha persino il coraggio di ergersi a cattedra morale. Ma come, loro ci hanno messo 20 anni per affondare la Capitale e il MoVimento 5 Stelle non può avere quanto meno cinque anni di consiliatura per rimettere le cose in sesto? In Europa non c’è nessun altro caso come Roma, dove la corruzione, grazie alla compiacenza di Pd e del centrodestra, ha dilagato mangiandosi centro storico e periferie. Abbiamo trovato una macchina inceppata e ferma, che il MoVimento 5 Stelle ha finalmente rimesso in moto scegliendo la strada della realtà e bandendo qualsiasi spot elettorale. Abbiamo scelto la coerenza, quel che abbiamo sempre fatto. E oggi i dati ci dimostrano che i cittadini continuano a stare dalla nostra parte.

 

SONDAGGIO – I media italiani devono chiedere scusa ai cittadini #ChiedeteciScusa

SONDAGGIO - I media italiani devono chiedere scusa ai cittadini #ChiedeteciScusa

di Beppe Grillo

E’ bastato prospettare ai media di essere sottoposti a un’operazione verità che sono subito andati con il cervello in pappa, a cominciare dal modo in cui è stato riportato il post dell’altro giorno. “Grillo vuole il tribunale del popolo“. Falso. “Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare” è quanto scritto. I giudici popolari non sono un tribunale del popolo e sono previsti dall’ordinamento italiano. Sono estratti a sorte da apposite liste cui, a patto di alcuni requisiti, chiunque può partecipare. Formano la maggioranza della composizione della Corte d’Assise e della Corte d’Assise d’Appello che sono gli organi giurisdizionali competenti a giudicare i reati più gravi, rispettivamente in primo grado e in appello. I giudici popolari possono giudicare su un omicidio e non sarebbero in grado di determinare se Grillo vuole una banca solo perchè Davide Casaleggio ha incontrato l’AD di una banca online o se una buca del 2014 può essere utilizzata per imputare una colpa a Virginia Raggi nel 2017? Non scherziamo.

I media hanno parlato di “fascismo“, di “mordacchia alla stampa“, di “illiberalismo“. Ma la proposta sanzionatoria non sono nè multe nè limitazioni della libertà di scrivere, ma semplicemente di chiedere umilmente scusa per la balla propinata e di dare alla verità la stessa evidenza che è stata data alla falsità. Cosa c’è di scandaloso in questo? Se uno sbaglia, chiedere scusa non è il minimo? E non è forse giusto chiedere che la verità venga ristabilita? Che meraviglioso gesto sarebbe se l’anchorman del tg della sera iniziasse la puntata di oggi dicendo: “Signori scusate, in questi anni abbiamo diffuso notizie false e manipolate, vi abbiamo mentito. Da oggi ci sforzeremo di fare un’informazione che sia degna di questo nome“. Dall’alto della loro arroganza non lo faranno mai e continueranno a perdere copie vendute e telespettatori fino a scomparire. Ma noi abbiamo il dovere di ristabilire la verità e pretendiamo che chi ha diffuso balle si scusi.

Oggi lanciamo un piccolo sondaggio sulle quattro balle più eclatanti degli ultimi tempi, il vincitore riceverà il “Bufalino d’oro” e inizieremo una campagna per pretendere le scuse ufficiali di chi ha diffuso la bufala. Il sondaggio è sul mio profilo Twitter di modo che chiunque possa partecipare. Le opzioni sono:
Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall’intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina), la verità è semplicemente che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l’AD di una banca online che ha ricevuto vari premi per l’innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete
Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L’Unità, qui maggiori informazioni
Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità verrà attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico

Buon voto!

Siamo tutti Francesco D’Anna

Siamo tutti Francesco D'Anna

Siamo tutti Francesco D’Anna

Oggi il nostro consigliere comunale di Bagheria, Francesco D’Anna, è stato violentemente aggredito e malmenato da due ignoti che stavano cercando di rubare del rame. Francesco li ha visti, si è fermato e gli ha intimato di smettere, minacciando di chiamare le forze dell’ordine. A quel punto i malviventi lo hanno iniziato a picchiare, colpendolo sul volto e procurandogli contusioni ad uno zigomo. A Francesco va la solidarietà e la vicinanza di tutto il M5S, di ogni singolo portavoce eletto e di ogni attivista. E’ grazie al senso civico di persone come Francesco che questo Paese può cambiare finalmente volto. Siamo accanto a lui e alla sua famiglia, augurandogli una pronta guarigione.

La Polizia Municipale di Torino incontra i cittadini nelle piazze

La Polizia Municipale di Torino incontra i cittadini nelle piazze

di Chiara Appendino

Agenti di Polizia Municipale nei punti strategici della Città di Torino per ascoltare i cittadini, prevenire e rilevare illegalità e disagi: si parte lunedì. Ogni giorno ricevo segnalazioni di degrado e accorate richieste di maggiore sicurezza, soprattutto da parte di cittadini residenti in zone decentrate di Torino. E mi colpiscono sempre, e vorrei poter aiutare tutti, subito. Ma il lavoro, quello serio ed efficace, richiede sempre tempo per essere organizzato.

Oggi posso annunciare un primo passo importante. Nelle prossime 5 settimane in ben 25 luoghi diversi di Torino sosterà l’Ufficio Mobile della Polizia Municipale: un camper con un equipaggio di 4 agenti esperti, pronti ad ascoltare e aiutare i cittadini.

Questa presenza contribuirà a migliorare le condizioni generali di sicurezza intercettando direttamente, sul posto, i problemi e dando assistenza immediata e pratica alle persone. Sarà anche utile a migliorare i rapporti tra i torinesi e gli agenti della Polizia Municipale, permettendo ai vigili di svolgere appieno il loro ruolo primario: rappresentare il primo aiuto per i cittadini, un punto di riferimento per tante loro necessità.

In questa mappa potete vedere le zone in cui si troverà l’Ufficio Mobile la prossima settimana.
Mi occuperò personalmente di aggiornarvi sull’evoluzione dell’iniziativa!

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