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Percepire una pensione da 20.000 euro, se non hai versato i contributi, non è un diritto acquisito, è un privilegio rubato

Il Blog delle Stelle

 
Percepire una pensione da 20.000 euro, se non hai versato i contributi, non è un diritto acquisito, è un privilegio rubato

Percepire una pensione da 20.000 euro, se non hai versato i contributi, non è un diritto acquisito, è un privilegio rubato

di MoVimento 5 Stelle

È incredibile. Non si capisce davvero per quale motivo Pd e Forza Italia continuino a difendere a spada tratta i pensionati d’oro (chissà che ne pensano i loro elettori). Questa litania dei “diritti acquisiti” ha davvero stufato.

Percepire una pensione da 20.000 euro, se non hai versato i contributi, non è un diritto acquisito, è un privilegio rubato.
E in un Paese dove governa il MoVimento 5 Stelle i privilegi rubati non possono più esistere. Oggi ci sono deputati e senatori delle opposizioni che, pur di difendere i privilegiati, dicono che recupereremo solo 100 milioni tagliando le pensioni d’oro. Noi sappiamo che sono mooooolti di più. Facciamo una scommessa.

Se recuperiamo più di 100 milioni da questa operazione di equità sociale allora i parlamentari che si ostinano a difendere le pensioni d’oro si dimezzano lo stipendio da parlamentare e rinunciano alla pensione da privilegiati che avranno al termine del loro mandato. Si attende risposta.

 

Ecco perchè dovreste essere ORGOGLIOSI del Governo Conte

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Arresti “Villa Aurora”: Verificare la possibilità di sottrarre alla giunta regionale nomina dg

Arresti “Villa Aurora”: Verificare la possibilità di sottrarre alla giunta regionale nomina dg

Dalila Nesci

COMUNICATO STAMPA

«Gli arresti per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio nella gestione della clinica privata Villa Aurora di Reggio Calabria confermano quanto avevo denunciato da tempo. La struttura è stata usata come un bancomat a discapito del personale e dell’assistenza sanitaria nel territorio». Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, della commissione Sanità, che aveva trasmesso uno specifico esposto alla Procura di Reggio Calabria. Poi l’inchiesta. «Su nostra insistenza seguirono – ricorda la parlamentare 5stelle – tavoli in Prefettura sul futuro della clinica e dei lavoratori. Da subito capimmo che la situazione era molto pesante e lanciammo l’allarme, anche con la proposta di riattivare lì il Punto nascita, dato il perdurante sovraccarico del reparto di Ginecologia e Ostetricia nell’ospedale pubblico reggino». «Purtroppo – prosegue la parlamentare – restammo inascoltati, credo pure a causa di quell’ostracismo politico riservatoci dalle forze politiche tradizionali, spesso incapaci di cogliere la gravità dei problemi e le nefaste conseguenze dell’attendismo». «Ancora una volta – conclude Nesci – per la sanità della Calabria si registra una pagina molto drammatica, che avrebbe potuto essere evitata se alla direzione dell’Asp e dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, nella struttura commissariale per il Piano di rientro, al tavolo interministeriale di verifica e al vertice del governo regionale ci fosse stata più coscienza, razionalità e consapevolezza. Alla luce dei fatti, credo che occorra presto verificare la possibilità di sottrarre la nomina dei direttori generali alle giunte delle regioni commissariate per disavanzo che dimostrino di non volersi mettere a posto».

 

RIPARTIZIONE BUDGET OPERATORI SANITARI: FEDERLAB E ANISAP RICEVUTI DAI DEPUTATI DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI

RIPARTIZIONE BUDGET OPERATORI SANITARI: FEDERLAB E ANISAP RICEVUTI DAI DEPUTATI DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI

Dalila Nesci

COMUNICATO STAMPA

«Porteremo all’attenzione del ministro della Salute, Giulia Grillo, la vicenda della nuova ripartizione del budget agli operatori sanitari privati della Calabria decretata dal commissario Massimo Scura, al fine di individuare soluzioni che garantiscano una razionale e corretta integrazione tra pubblico e privato nel Servizio sanitario della Calabria». Lo affermano, in una nota, i parlamentari calabresi del M5s , che, a seguito delle proteste dei giorni scorsi da parte dei privati interessati, stamani hanno incontrato insieme ad altri colleghi della costituenda commissione Affari sociali alla Camera dei Deputati una delegazione delle associazioni di categoria Federlab e Anisap e rappresentanti della diagnostica per immagini. «Nello specifico si è discusso – prosegue la nota dei 5stelle – dello spostamento di milioni di euro destinati ai laboratori privati verso alcune case di cura private, che il commissario Scura ha motivato con la necessità di finanziare prestazioni di maggiore complessità, per ridurre l’emigrazione sanitaria, a dispetto di quelle a minore complessità come le analisi di laboratorio». «I parlamentari 5stelle presenti all’incontro – conclude la nota – hanno assicurato il loro pronto impegno perché la controversia in questione, su cui presto si esprimerà il Tar rispetto alla richiesta di sospensiva avanzata dai laboratori privati, sia inquadrata in profondità e risolta a vantaggio dell’utenza, nel quadro di una programmazione generale che va rivista con metodo e con una gestione ben più accorta del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria, per cui il ministro della Salute saprà intervenire con chiarezza e lungimiranza».

 

COMUNICATO STAMPA: Calabria: Sapia e Nesci (M5S) contestano nomina primario da parte del dg Mauro, “pronto nostro dossier al ministro Grillo” .

COMUNICATO STAMPA: Calabria: Sapia e Nesci (M5S) contestano nomina primario da parte del dg Mauro, “pronto nostro dossier al ministro Grillo” .

Dalila Nesci

È diventato un vizio della direzione generale dell’Asp di Cosenza conferire per transazione l’incarico di primario nell’inesistente ospedale Praia a Mare, non aperto ai cittadini ma utile a carriere di dirigenti medici. Con il collega Francesco Sapia abbiamo posto all’attenzione sulla recente deliberazione con cui il vertice dell’Asp di Cosenza ha nominato il primario della Chirurgia generale del presidio pubblico di Praia a Mare.

Il direttore generale di quell’azienda sanitaria, Raffaele Mauro, pensa di poter fare come gli pare e crede che al Ministero della Salute ci sia il vecchio Nicola Adamo, dimenticando che il Pd, che finora l’ha protetto politicamente, siede in parlamento all’opposizione. Il commissario alla Sanità regionale  sia celere nel rimediare a questa ulteriore presa per i fondelli della depressa Asp di Cosenza, che non ha fondamento giuridico e tocca proprio lo stesso Scura, in quanto deve riattivare subito l’ospedale di Praia a Mare. Posto che il Movimento 5stelle sta muovendosi perché ciò avvenga in modo da tutelare appieno il diritto alla salute, il commissario per il Piano di rientro deve intervenire con la massima solerzia su tale ennesimo abuso. Sulla gestione da parte di Mauro dei servizi sanitari pubblici nell’area del Tirreno cosentino stiamo preparando un dossier per il ministro Grillo, contenente una serie di anomalie che sembrano riconducibili a interessi politico-elettorali del Partito democratico.

 

Come utilizzano i nostri dati social

Come utilizzano i nostri dati social

di Jennifer Golbeck – Quando nacque il web, era davvero un luogo diverso, statico. Fatto di pagine create o da chi aveva uno staff o da individui esperti di informatica, per quei tempi.

Con l’avvento dei social media, il web si è completamente trasformato. Ora gran parte dei contenuti è prodotto dagli stessi utenti. Ci sono video su YouTube, articoli sui vari blog, recensioni di prodotti o post sui social media. È un luogo interattivo, dove le persone interagiscono tra loro, commentano, condividono e non si limitano più a leggere. É un mondo bidirezionale.

Facebook non è l’unico luogo in cui si possono fare queste cose ma è il più grande, ed è utile per farsi un’idea in numeri. Facebook ha oggi più di 2 miliardi di utenti. La metà degli abitanti della Terra connessi a Internet usa Facebook.

Ma il punto è un altro. Su questi social le persone hanno immesso gratuitamente una quantità enorme di dati personali, tutti online. Ci sono dati sul comportamento, dati demografici e dati sulle preferenze di centinaia di milioni di persone. Tutto questo non ha precedenti nella storia.

In quanto esperta di informatica, ho creato modelli in grado di dedurre ogni tipo di informazione dai dati che la gente regala sui social.

Noi scienziati usiamo questi dati per semplificare il modo in cui le persone interagiscono online, ma esistono anche usi meno altruistici e il problema è che gli utenti non comprendono bene queste tecniche né il loro funzionamento, e se anche lo capiscono non ne hanno il controllo.

Oggi voglio parlarvi di alcune cose che siamo in grado di fare e poi voglio proporre qualche idea su come muoverci per riportare parte del controllo nelle mani degli utenti.

Target è una compagnia e ha inviato un volantino a una quindicenne con della pubblicità e dei coupon per biberon, pannolini e culle, due settimane prima che lei sapesse di essere incinta.

Come ha fatto Target a capire che questa liceale era incinta?

È venuto fuori che l’azienda ha la cronologia degli acquisti di centinaia di migliaia di clienti e calcola quello che chiamano un punteggio di gravidanza. Non rivela soltanto se una donna è incinta oppure no, ma anche la data prevista della nascita. Lo so è incredibile.

E questo lo calcolano non analizzando le cose ovvie, tipo: “sta comprando una culla o vestiti per bambini”, ma cose come “lei ha comprato più vitamine di quanto non faccia di solito”, oppure “ha comprato una borsa grande, non l’aveva mai fatto prima”, “ha prenotato un viaggio costoso o ha fatto preventivi su mete lontane e esotiche”, ecc.

Presi singolarmente, questi acquisti non sembrano poter rivelare granché, ma è un modello di comportamento che, se visto nel contesto di migliaia di altre persone, rivela molto. Questo è il tipo di lavoro che svolgiamo quando facciamo previsioni su di voi nei social media. Cerchiamo piccoli modelli di comportamento per scoprire tutta una serie di cose.

Nel mio laboratorio, insieme ai miei colleghi, abbiamo sviluppato dei modelli, con cui possiamo prevedere con precisione informazioni come le vostre preferenze politiche, il vostro tipo di personalità, il vostro genere, l’orientamento sessuale, la religione, l’età, l’intelligenza, insieme a cose come quanta fiducia avete nelle persone che conoscete e quanto sono forti le relazioni che avete con loro. Riusciamo a fare tutto questo molto bene.

E ripeto, non deriva da quelle cose che potreste considerare delle “informazioni ovvie”.

Ma cos’è che collega un contenuto totalmente irrilevante alla caratteristica che ne viene dedotta?

Per rispondere a questo dobbiamo considerare tutta una serie di teorie che ci illustrano perché si possa fare una cosa del genere. Una di queste è una teoria sociologica, si chiama “omofilia”.

Sostanzialmente dice che le persone fanno amicizia con chi è come loro o più simile a loro. É una naturale attrazione verso il simile. Per fare esempi molto semplici, se sei intelligente tenderai ad essere amico di gente intelligente e se sei giovane tenderai ad essere amico di gente giovane. È un meccanismo consolidato da centinaia di anni.

Un’altra teoria che utilizziamo è quella che descrive la diffusione delle informazioni. Cose come i video virali, i “Mi Piace” su Facebook o altre informazioni si diffondono nei social esattamente come le malattie. È una cosa che abbiamo studiato a lungo e abbiamo dei buoni modelli che lo illustrano.

Se si mettono tutte queste cose insieme, si comincerà a capire come possano accadere cose del genere.

È roba abbastanza complicata, vero? Non è facile mettersi lì a spiegarlo a un utente medio. E poi, anche sapendolo, l’utente medio cosa ci può fare?

Come fai a sapere che qualcosa che ti piace denota una tua caratteristica che non c’entra nulla con il contenuto di quella pagina che ti piace?

Gli utenti non hanno modo di controllare come venga usata questa informazione. E questo per me è un problema serio. Penso che dobbiamo ridare agli utenti un po’ di controllo sui loro dati, perché non sempre questi dati saranno utilizzati a loro vantaggio.

Una delle strade che potremmo seguire è quella di creare leggi e linee di condotta. Osservando il procedimento legislativo al giorno d’oggi penso che sia estremamente improbabile che un gruppo di rappresentanti si metta lì a studiare questo problema e metta in atto velocemente una serie di cambiamenti alle leggi sulla tutela della proprietà intellettuale, in modo da rendere gli utenti proprietari dei propri dati.

Ma allora che possiamo fare? Abbiamo fatto molti studi per sviluppare tutti questi meccanismi per interpretare i dati personali. Dovremmo fare lo stesso per sviluppare dei meccanismi che permettano di dire all’utente: “Ecco, questo è il rischio collegato all’azione che hai appena compiuto. Mettendo “Mi Piace” su quella pagina Facebook o condividendo queste informazioni personali, hai migliorato la mia capacità di capire se fai uso di stupefacenti o meno o se ti sai relazionare bene sul posto di lavoro”.

Penso che questo possa influenzare l’inclinazione personale a condividere un’informazione, inserirla mantenendola privata o addirittura non inserirla affatto.

Potremmo anche pensare a funzionalità che permettano agli utenti di criptare i dati che inseriscono, in modo che diventino invisibili e senza valore per siti come Facebook o servizi di terze parti che lo utilizzano.

Quando parlo di queste cose, spesso la gente mi dice che se gli utenti iniziassero a mantenere privata la loro vita, tutti questi metodi sviluppati per dedurre informazioni su di loro non funzionerebbero più.

Al che io rispondo che lo spero, che lo vedo come un successo. Come scienziato, il mio obiettivo non è desumere informazioni sugli utenti, bensì migliorare il modo in cui le persone interagiscono online. A volte questo implica dedurre informazioni su di loro, ma se gli utenti non vogliono che io utilizzi alcuni dati, penso che sia un loro diritto.

Incoraggiare questo tipo di scienza e supportare i ricercatori che vogliono restituire parte di quel controllo agli utenti, sottraendolo alle aziende di social media, vuol dire che andando avanti, avremo una base di utenti informata e responsabilizzata.

Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che questo sarebbe il modo ideale di procedere.

 

Edifici come centrali elettriche: generano più energia di quanta ne consumino

Edifici come centrali elettriche: generano più energia di quanta ne consumino

Active Office è il primo ufficio britannico a produrre più energia di quella che consuma. Un progetto realizzato da Specific, Centro di ricerca per l’innovazione nel Galles. Gli scienziati di Specific assieme agli ingegneri dell’Università di Swansea hanno messo a punto una serie di soluzioni tecnologiche per trasformare l’edifico in una sorta di centrale elettrica.

Il professor Dave Worsley, direttore della ricerca per Specific e Swansea University College of Engineering, ha spiegato come il lavoro effettuato comporti un collegamento a due vie tra ricerca e applicazione del mondo reale: “La nostra ricerca si concentra sullo sviluppo di tecnologie solari e sulle tecniche di elaborazione che va dal laboratori agli edifici su vasta scala. Con il nostro programma dimostrativo di edifici stiamo testando e dimostrando il concetto di “edifici come centrali elettriche” in edifici reali, che vengono utilizzati ogni giorno.”

Active Office combina una gamma di tecnologie innovative che consentiranno di generare, immagazzinare e rilasciare energia solare in un unico sistema integrato, tra cui:

  • Un tetto curvo con celle solari integrate – che mostra la natura flessibile del pannello fotovoltaico laminato;
  • Un sistema termico fotovoltaico sulla parete sud, che è in grado di generare calore ed elettricità dal sole in un unico sistema;
  • Batterie agli ioni di litio per immagazzinare l’elettricità generata e un serbatoio d’acqua da 2.000 litri per immagazzinare il calore solare.

Questi i risultati del progetto: minori costi energetici per il consumatore, minore necessità di picco di capacità di generazione di energia centrale e associata riduzione dello stress sulla rete nazionale, con conseguente miglioramento della sicurezza energetica ed  emissioni di carbonio ridotte.

Il concetto di “edifici come centrali elettriche” ha già dimostrato di funzionare. Proprio accanto all’Active Office c’è Active Classroom, la prima classe energetica positiva del Regno Unito. Nominato progetto dell’anno dalla RICS Wales, nel suo primo anno di attività, l’Active Classroom ha generato più di una volta e mezza l’energia consumata.

Active Office è stato progettato per essere facilmente riproducibile. È veloce da costruire, impiegando solo una settimana per l’assemblaggio, con gran parte della costruzione che si svolge fuori dal luogo in cui verrà edificato.

Kevin Bygate, direttore operativo di SPECIFIC, ha dichiarato: “Gli uffici sono enormi consumatori di energia, quindi convertirli in energia positiva ha il potenziale di tagliare le bollette e ridurre drasticamente le emissioni di carbonio”.

Trasformare i nostri edifici in centrali elettriche è un concetto che funziona, come mostra l’Active Classroom.

 

Sull’immigrazione basta prese in giro

Sull’immigrazione basta prese in giro

immigrazione_dublino_bozzaue.pngdi Laura Ferrara, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

“Sull’immigrazione basta prese in giro. Nella prima bozza che potrebbe essere firmata dai rappresentanti degli Stati membri ci sono scritti a chiare lettere gli obiettivi che la maggior parte degli Stati membri, unitamente alla Commissione europea, si sono prefissati di raggiungere da tempo:
– abolizione dei movimenti secondari dei richiedenti asilo tra Stati membri
– protezione delle frontiere esterne
Su questi due punti si concentra un’attenzione che arriva nei minimi particolari di attuazione (addirittura si vuole negare l’assistenza sociale ai richiedenti asilo per disincentivare i movimenti secondari), mentre riguardo al ricollocamento e alla solidarietà il piano si sintetizza in una frase “assicureremo un meccanismo di solidarietà effettiva tra Stati membri”. Insomma, una sintesi diplomatica della pacca sulla spalla ricevuta finora.

Ma vi è di più. Ricordate la riforma di Dublino proposta dal Parlamento europeo e annunciata come rivoluzione copernicana? Ricordate le obiezioni del Movimento 5 Stelle, nel denunciare l’introduzione dei due filtri prima di far scattare il ricollocamento? Bene, ci rispondevano con quella furba faciloneria di chi ha a cuore solo un qualcosa da sbandierare in campagna elettorale “ma le procedura filtro con le verifiche sulle possibilità, per il richiedente, di avere protezione internazionale le fa lo stesso stato membro frontaliero! Quindi il problema non si pone!”

Bene, ecco nero su bianco ciò che denunciavo, ovvero il commissariamento anche nell’esame delle domande di protezione internazionale; si legge infatti nella bozza “accogliamo la proposta del Presidente della Commissione di trasformare l’Ufficio Europeo di sostegno all’asilo in una vera e propria Autorità Europea che si occupi di valutazione dell’asilo”. Dunque, anche dell’esame delle domande. Lo ripeto per chi non fosse chiaro. Basta prese in giro!

 

Una commissione d’inchiesta sui rifiuti, grazie al MoVimento

Il Blog delle Stelle

 

Una commissione d'inchiesta sui rifiuti, grazie al MoVimento

 

Una commissione d’inchiesta sui rifiuti, grazie al MoVimento

 

 

di Giacomo Giannarelli, Portavoce Regionale M5S Toscana

Il MoVimento colpisce ancora. Vi annuncio che abbiamo attivato una Commissione d’inchiesta regionale sulle discariche sotto sequestro e sul ciclo dei rifiuti nella Regione Toscana.

Dopo aver attivato una Commissione d’inchiesta sul più grande scandalo bancario d’Italia e d’Europa, lo scandalo del Monte Paschi di Siena, oggi attiveremo questa Commissione per analizzare sia i 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani che ogni anno produciamo nella nostra regione sia i 9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che ogni anno producono i nostri distretti produttivi.

Quindi andremo a realizzare sia gli scarti del distretto tessile, sia gli scarti della marmettola del distretto lapideo, sia gli scarti del pulper delle aziende cartarie.

Audiremo i massimi esperti. Cercheremo di analizzare le migliori tecnologie disponibili nel mondo e analizzeremo la governance dei rifiuti nella nostra regione. Perché sappiamo che quella attuale ha portato solo a delle grandi inchieste, arresti e aumento dei costi per i cittadini.

E allora dalla Regione Toscana vi chiedo di seguirci, perché proprio qua, dalla terra dove è nata l’ecomafia, da una triste invenzione di Licio Gelli, abbiamo attivato questo occhio vigile e propositivo affinché anche la nostra Regione Toscana possa sposare l’economia circolare creando nuovi posti di lavoro. Seguiteci!

 
 

Finalmente sulle grandi opere scriviamo una nuova storia

Il Blog delle Stelle

 
 

di Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

È stato emozionante oggi rispondere come ministro e come vostro portavoce al primo question time della legislatura. Ma confesso che è stato anche facile, perché ho dovuto soltanto ribadire le proposte che fa da sempre il MoVimento Cinquestelle in tema di grandi opere, riportate poi nel Contratto di governo.

I nostri primi atti stanno ribaltando la logica utilizzata finora: ora il criterio è quello dell’utilità per i cittadini e per le comunità, non più quello di arricchire i soliti noti sventrando intere aree del Paese con il consueto corollario di scandali e inchieste della magistratura. Ma sia chiaro: l’obiettivo della nostra azione di governo non è dire no a tutto, bensì dire no alle opere inutili e dannose per liberare energie e risorse davvero utili al futuro del Paese, dalla messa in sicurezza del territorio alla cura e manutenzione delle reti idriche fino alla rivoluzione dell’economia circolare e a quella della mobilità sostenibile.

Partiremo dall’analisi costi-benefici di ciascun progetto per evitare, finalmente, quello che finora non si è voluto evitare: lo spreco di danaro pubblico e il proliferare di ricorsi che rallentano inesorabilmente la realizzazione delle opere, finendo per gravare sulle tasche e sulla vita dei cittadini.

Vi sembrerà strano ma è la prima volta che si procede con questo criterio. Noi lo applicheremo, come promesso, a partire dall’Alta velocità Torino-Lione, per la quale è in corso un approfondimento serio e meticoloso che tenga anche conto di un elemento importante: lo stesso Commissario di Governo ha riconosciuto che non c’è traccia del previsto aumento del traffico merci sulla direttrice, elemento questo che rappresentava il fondamento dell’intero progetto.

Tenendo ferma la barra della centralità dell’interesse pubblico, dell’utilità di ogni opera per i cittadini, riusciremo a valutare con estrema attenzione ed efficacia ogni intervento. Uno di questi è, ad esempio, il nodo dell’alta velocità a Firenze, che prevede la realizzazione di una galleria che passa esattamente sotto il centro storico e di una stazione molto impattante sulle bellezze storiche e naturalistiche dell’area. Tutto questo per guadagnare 5 minuti di percorrenza fino a Roma.

Se si aggiunge che, secondo uno studio Rfi del 2016, per la sua posizione la nuova stazione sarebbe usata dal 15% di viaggiatori in meno rispetto a Santa Maria Novella con un calo potenziale di viaggiatori del 10%, la domanda è lecita: non è il caso di valutare ipotesi alternative?

Siamo consapevoli che il nostro metodo e la nostra azione vanno in direzione ostinata e contraria rispetto ai piccoli e grandi interessi di alcuni. Ma questo è il Governo del cambiamento e nelle prossime settimane i fatti dimostreranno che su infrastrutture e grandi opere si scrive una storia radicalmente nuova.

 

Roma, per gli scrocconi della spazzatura la ricreazione è finita

Il Blog delle Stelle

 
Roma, per gli scrocconi della spazzatura la ricreazione è finita

Roma, per gli scrocconi della spazzatura la ricreazione è finita

di Virginia Raggi

Abbiamo scoperto altri 3mila “scrocconi della spazzatura”. Persone che in questi anni hanno sporcato la città non pagando mai le tasse. È terminata la mappatura delle utenze nei quartieri di Trastevere e San Lorenzo, e anche lì l’Ama, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti nella nostra città, ha trovato delle utenze fantasma.

Solo a Trastevere sono spuntati circa 1.800 scrocconi: delle oltre 8mila utenze domestiche censite il 29%, pari a 1.791, non esistevano negli elenchi di chi paga le tasse. Si tratta di cittadini che hanno vissuto sulle spalle degli altri, che non hanno portato rispetto alla loro città ma soprattutto a tutti noi romani. A San Lorenzo invece sono state censite 6.974 utenze: il 25% in più rispetto a quanto risultava nella banca dati, pari a 1.381 utenze fantasma.

Queste si vanno ad aggiungere alle oltre 47mila utenze fantasma già individuate nei Municipi VI e X dove in alcuni quartieri è partita la nuova raccolta differenziata porta a porta. Tutte insieme, sono oltre 50mila: poiché ad ogni utenza corrispondono più persone praticamente gli scrocconi sono oltre 125mila. Vi faccio un esempio per capire di cosa stiamo parlando: è come se un’intera città grande come Sassari o come Latina non pagasse il servizio di raccolta e la tassa sui rifiuti.

Questo degli scrocconi è uno scandalo a cui stiamo mettendo fine. Anche perché queste persone fantasmi non lo sono più. E ora dovranno pagare, come fanno tutti gli altri cittadini, la tassa sui rifiuti.

 
 

Reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l’impiego!

Il Blog delle Stelle

 
 

di Luigi Di Maio

Oggi sono in Lussemburgo al Consiglio dell’Unione Europea assieme a tutti gli altri ministri del lavoro dell’UE. Quello che voglio portare a questo tavolo oggi sono le preoccupazioni, le paure e le speranze dei cittadini italiani. Porto la vostra voce. Dopo anni di “non si può fare”, di “bisogna ridurre il debito con l’austerity”, adesso è finalmente arrivato il momento della cosa più sensata da fare: reddito di cittadinanza e una riforma dei centri per l’impiego. Quelli che ci sono adesso non funzionano, è chiaro. Se in Italia abbiamo 9 milioni di poveri e se i nipoti di chi ha lavorato una vita sono costretti a fuggire all’estero, c’è qualcosa che non va.

Ho incontrato Marianne Thyssen, commissaria europea per l’occupazione e gli affari sociali. Con lei ci siamo trovati d’accordo sulle emergenze da affrontare. Non avevo dubbi, proprio lei nel lontano 2014 – quando ci insediammo al Parlamento europeo – ci diede ragione sul reddito di cittadinanza, parlava addirittura di reddito universale.

C’è un altro tema di cui voglio parlare, si chiama Fondo Sociale Europeo, uno dei Fondi strutturali dell’UE, che sono dedicati al miglioramento della coesione sociale e del benessere economico in tutte le regioni dell’Unione europea. Poi parlerò anche conHubertus Heil, il ministro del lavoro tedesco: i loro centri per l’impiego sono tra quelli che funzionano meglio in Europa e da quelli vogliamo trarre ispirazione.

Non abbiamo tempo da perdere: dobbiamo accelerare, riformare i centri per l’impiego regione per regione e dare un reddito di cittadinanza agli italiani al più presto.

 
 

Indagine di bandiera sulla nave ONG Lifeline: legalità prima di tutto

Il Blog delle Stelle

 
 

di Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

È notizia di queste ore che la nave Ong Lifeline sta agendo in acque libiche fuori da ogni regola, fuori dal diritto internazionale. Hanno imbarcato circa 250 naufraghi senza avere i mezzi tecnici per poter garantire l’incolumità degli stessi naufraghi e dell’equipaggio. Non stanno collaborando con la guardia costiera Libica che, dalle prime informazioni acquisite, stava intervenendo per salvare i migranti e riportarli su suolo libico. Operazione di sua stretta competenza, trattandosi di eventi accaduti in mare libico. Non abbiamo nulla contro le ONG ma siamo e continuiamo ad essere per il rispetto della legalità. Soprattutto quando si parla di vite umane.

A ciò va aggiunto che ad oggi non abbiamo ancora riscontri sull’effettiva appartenenza all’Olanda della nave ONG Lifeline, come anche della Seefuchs, che pure batte bandiera dei Paesi Bassi. Per questi motivi sono costretto a chiedere alla Guardia Costiera italiana di avviare un’indagine di bandiera per verificare l’effettiva corrispondenza tra il vessillo battuto dalla nave e l’appartenenza a quella stessa nazionalità. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi, ma di certo vi anticipo che il diritto del mare non permette la navigazione a navi non regolari.

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PS: Il MoVimento 5 Stelle, attraverso il collegio dei Probiviri ed il comitato di Garanzia, è l’unico titolato a valutare l’operato dei suoi eletti nelle istituzioni. Chiunque faccia affermazioni o comunicati, come ad esempio quello del meetup di Avola nei confronti del consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, fa un uso improprio e non consentito del logo, ponendosi ovviamente fuori dal Movimento. Preghiamo i giornalisti, dopo anni di avvisi come questo, di prendere visione del funzionamento del nostro Movimento.

 
 

Tribunale di Bari: smantelliamo la tendopoli

Il Blog delle Stelle

di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia

L’avevo detto e l’abbiamo fatto. Ieri il consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legge che consentirà di smantellare la ‘tendopoli’ al tribunale di Bari. È stata la mia prima visita da ministro, quella a Bari, grazie alla quale ho preso visione di una situazione a dir poco mortificante per tutti gli operatori della giustizia ma anche per tutti i cittadini.

Con il provvedimento si sospendono i termini e i procedimenti fino al prossimo 30 settembre. Ciò consentirà di poter smantellare le tensostrutture dove si celebravano solo le udienze di rinvio. Nel mentre stiamo siglando la convenzione che consentirà il trasferimento degli uffici giudiziari in altro stabile mentre è in dirittura d’arrivo l’individuazione della soluzione-ponte che porrà fine a tutta questa situazione, nata quando nell’edificio che originariamente ospitava gli uffici della Procura e del Tribunale penale si sono verificate criticità strutturali con rischio crollo e il comune di Bari ha revocato l’agibilità.

Avevo detto che non ci sarebbe stato bisogno di un commissario, perché ci sono io e lo Stato è presente e pronto a rispondere. Ecco il primo atto. Ma non abbassiamo la guardia finché l’emergenza non sarà del tutto cessata.

 

Roma vara per la prima volta nella sua storia un regolamento per la gestione dei beni confiscati alle mafie

Il Blog delle Stelle

 

Roma vara per la prima volta nella sua storia un regolamento per la gestione dei beni confiscati alle mafie. È un momento importante. Questo regolamento rappresenta un simbolo ed una occasione di svolta in una città che è stata saccheggiata dai gruppi criminali e da Mafia Capitale. È una vittoria della legalità e dei cittadini onesti che sono la maggioranza.

Il regolamento promuove la valorizzazione ed il riutilizzo di questi beni per farli divenire uno strumento di promozione e rafforzamento della cultura della legalità, della solidarietà e per favorire inserimento sociale e lavoro.

Questi beni sono soprattutto case: saranno affidate a enti senza fine di lucro, realtà che combattono la mafia, associazioni, organizzazioni di volontariato, centri di recupero e assistenza. Ma potranno essere destinate anche ad uso abitativo nell’ambito dell’Edilizia Residenziale Pubblica e per fronteggiare l’emergenza abitativa.

Lo facciamo insieme alle persone perbene perché tutti potranno sapere quali sono questi immobili: pubblicheremo una lista sul sito del Comune ed una mappa. Su questi immobili sarà sempre apposta una targa con la scritta “Bene confiscato alla criminalità organizzata – Patrimonio di Roma Capitale” in modo che tutti possano sempre ricordare che legalità e istituzioni hanno la meglio sulla criminalità.

Voglio ringraziare Valentina Vivarelli Consigliere Capitolino M5S e tutti i consiglieri del M5S, le assessore Rosalba Castiglione e Laura Baldassarre che hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo e varare questo regolamento storico per la città.

 
 
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