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DIRETTA: #Italia5Stelle a Rimini: primo giorno

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CALL&CALL di Locri, Interrogazione M5s per aiutare i lavoratori

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Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per la mafia

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Cantiere Calabria: le lacrime di Oliverio per nascondere il disastro

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Cultura: grazie al M5S ‘Daspo’ per i cattivi sovrintendenti

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La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

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Il Ceta entra in vigore senza essere stato votato: paradossi della democrazia in Europa

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Roma: così tagliamo gli sprechi delle partecipate

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La democrazia e le elezioni in Sicilia

  La democrazia e le elezioni in Sicilia di Ignazio Corrao Vorrei ricordare un paio di cose a tutti. La prima cosa è di natura tecnica, ossia che le “primarie” non sono More »

DIRETTA: #Italia5Stelle a Rimini: primo giorno

Il Blog delle Stelle

 

DIRETTA: #Italia5Stelle a Rimini: primo giorno

DIRETTA: #Italia5Stelle a Rimini: primo giorno

 

Prende il via questo pomeriggio Italia 5 Stelle a Rimini! Verso le 19 inizierà la diretta streaming. Le porte verranno aperte alle ore 18, subito sarà protagonista l’area sport con un torneo amichevole che vedrà protagonisti parlamentari e attivisti. Dalle 19.20 via al palco, diversi gli interventi previsti con alcuni punti principali del programma del MoVimento 5 Stelle. Il tema portante sarà quello delle banche, di cui parlerà anche Gianluigi Paragone nel suo spettacolo ‘Gang bank’ in programma dalle ore 21.10.

Previsti poi contributi musicali di Giovanni Baglioni e di Neja, mentre dalle 23.30 fino a mezzanotte è in programma in dj set. Domani invece i cancelli apriranno alle ore 9. Fra gli altri temi trattati questo pomeriggio, oltre a quello banche, ci saranno ambiente ed energia, turismo, telecomunicazioni e informazione e sanità.

Questo il programma completo del palco di Rimini per questa sera:

Ore 19.25: Ambiente ed energia con interventi di Gianni Girotto, Davide Crippa, Luigi Gaetti e Mirko Busto
Ore 19.45: Turismo con interventi di Mattia Fantinati e Barbara Lezzi
Ore 20: Telecomunicazioni e informazione con interventi di Mirella Liuzzi e Gianluca Castaldi
Ore 20.15: Sanità con interventi di Giulia Grillo e Giovanni Endrizzi
Ore 20.30: Banche con interventi di Marco Valli, Alessio Villarosa e dell’avvocato Roberto Filograno
Ore 20.50: musica con Giovanni Baglioni
Ore 21.10: spettacolo Gang Bank di Gianluigi Paragone
Ore 22.40: musica con Neja
Ore 23.30: Dj Set

 

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#5giornia5stelle 134° puntata, 15 settembre 2017

#5giornia5stelle 134° puntata, 15 settembre 2017

Con la ripresa dell’attività parlamentare ricomincia 5giornia5stelle purtroppo con una notizia infausta: tutti i parlamentari alla loro prima legislatura hanno maturato il diritto al vitalizio. Circa 1000 euro al mese a partire dal 65esimo anno di età. Un privilegio fuori dal tempo che il Partito Democratico non ha nessuna intenzione di cancellare nonostante le dichiarazioni roboanti di Renzi e dei suoi sodali in televisione. I fatti parlano chiaro: il suo partito al Senato fa melina sulla calendarizzazione della legge che li cancella (una legge presentata dal PD!) e, se ciò non bastasse, ha fatto in modo di non accettare in tempo utile le dimissioni di un suo senatore, Cuomo, ora sindaco di Portici, proprio per fargli maturare il benefit. Segno evidente che non c’è nessuna intenzione di cancellarli. Il M5S però non si arrende. Presenta domanda ai presidenti di Camera e Senato per rinunciare al vitalizio ed appena possibile, appena andrà al governo, lo cancellerà per tutti gli altri presenti, passati e futuri.

In questa settimana il MoVimento 5 Stelle si è ritrovato in piazza per appoggiare la legge anticorruzione sul whistleblowing. Ascolteremo in merito anche le parole del presidente dell’ANAC Cantone.
Spazio poi anche per il no alla Camera alla legge Fiano, definita inutile e dannosa, sul contrasto al fascismo. Proprio sullo stesso tema dedichiamo spazio alla denuncia dei senatori pentastellati circa quanto avvenuto a Carrara dove un professore liceale ha sventolato la bandiera della Repubblica di Salò sulla vetta del Sagro, tristemente famoso per un eccidio nazifascista.

Spostiamo i nostri occhi nell’aula di Strasburgo per ascoltare i portavoce del M5S interrogare l’UE circa gli eventuali accordi con i trafficanti di uomini del mediterraneo e le denunce delle violazioni dei diritti umani nel Paese africano.

Il nostro resoconto si occupa poi degli incendi boschivi degli ultimi mesi e dei possibili conflitti di interessi di chi deve spegnerli. Dei cosiddetti “ambulanti” vittime della direttiva europea, la Bolkenstein, su cui l’esecutivo si sta muovendo in tremendo ritardo nonostante gli avvertimenti dei nostri portavoce in parlamento.

Parlamento evidentemente troppo impegnato a scambiarsi favori e poltrone. Ce ne occupiamo per fare luce su quanto sta avvenendo in queste settimane per le nomine al Coni. Chiudiamo questa edizione con il caso delle uova contaminate dal Fipronil e la battaglia per la salvaguardia della nostra salute e degli alimenti che finiscono sulle nostre tavole.

I saluti finali spettano a Beppe Grillo con l’augurio di vederci tutti a Rimini il prossimo finesettimana.


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5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

 

    CALL&CALL di Locri, Interrogazione M5s per aiutare i lavoratori

    CALL&CALL di Locri, Interrogazione M5s per aiutare i lavoratori

    Restare senza reddito nella Locride significa diventare potenziali “dipendenti” della ‘ndrangheta.

     

    Call locroi

    Per tutelare il personale della Call&Call di Locri (Rc), il collega M5s Davide Tripiedi e io abbiamo presentato una specifica interrogazione ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. In particolare, abbiamo chiesto se si possano evitare «gli annunciati licenziamenti dei sopraindicati 128 lavoratori» e se i ministri interrogati «non intendano assumere iniziative volte a prevedere un piano di ricollocamento» per i dipendenti che dovessero finire in disoccupazione. Nell’atto di sindacato ispettivo abbiamo precisato che, «secondo i sindacati e le Rsu che stanno seguendo la vicenda, gli annunciati licenziamenti non sono causati da crisi economiche od occupazionali dovute a mancanza di lavoro, ma dalla decisione dell’azienda e dalla volontà di Engie Italia che, per problemi a suo dire logistici, hanno deciso di abbandonare la Locride». Questa è una situazione in cui lo Stato non può temporeggiare o accettare passivamente le logiche del mercato. Occorre che i ministri competenti verifichino gli strumenti e le possibilità per salvare o ricollocare i lavoratori a rischio, perché restare senza reddito nella Locride significa diventare potenziali “dipendenti” della ‘ndrangheta. Un vero cantiere per la Calabria deve iniziare dalla salvaguardia dei posti di lavoro.

    Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per la mafia

    Il Blog delle Stelle

     
    Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per la mafia

    Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per la mafia

    di MoVimento 5 Stelle

    Il MoVimento 5 Stelle ed il suo portavoce al Senato Giarrusso rappresentano un pericolo per la mafia. A dirlo sono stati Giuseppe Graviano e Umberto Adinolfi, due pericolossisimi boss della mafia e della camorra condannati all’ergastolo e in carcere al 41bis. Giuseppe Graviano insieme al fratello maggiore Filippo, nel 1990 divenne reggente del mandamento di Brancaccio-Cianciulli. I fratelli Graviano ebbero un ruolo importante nell’organizzazione degli stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma e nell’omicidio di don Pino Puglisi . I due vennero arrestati il 27 gennaio 1994 a Milano. Graviano sta scontando l’ergastolo nel carcere di Milano ed è stato accusato da vari pentiti di essere stato lui ad azionare il telecomando dell’autobomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della scorta.

    Adinolfi è un boss e killer della camorra condannato all’ergastolo.

    Intercettati durante l’ora d’aria nel carcere di Ascoli Piceno il 12 gennaio 2016, questi atti finiscono nel processo della Trattativa Stato-Mafia e vengono pubblicati e resi noti a luglio grazie al giornalista siciliano Riccardo Lo Verso.

    Il boss della camorra Adinolfi definisce “una banda di sfegatati” il Movimento 5 Stelle mentre il boss ergastolano Graviano attacca a più riprese il senatore Mario Michele Giarrusso definito, appunto, “pericoloso”. Pericoloso perché il Movimento 5 Stelle ha smascherato e bloccato l’estensione di benefici di sconti di pena ai mafiosi che il governo Pd-Alfano voleva concedere con il beneplacito di Forza Italia.

    Quelle che potete leggere sono intercettazioni inquietanti.

    Oltre alle minacce ci sono altri particolari, che pongono interrogativi che non possono rimanere senza risposta.

    Come faceva Graviano a conoscere nei dettagli i lavori parlamentari della Commissione Giustizia, tanto da poter attaccare Mario Giarrusso? I resoconti della Commissione Giustizia sono sintetici e le sedute non sono pubbliche. Chi sono i suoi interlocutori politici?

    Graviano e Adinolfi parlano delle modifiche al 41bis (liberazione anticipata, revisione dell’ergastolo, modifiche al 41bis con alleggerimento del regime carcerario per i capo mafia). Il dialogo si svolge a gennaio 2016 mentre il provvedimento con cui il governo tenta di farsi dare la delega per la modifica del 41bis e del 4bis è successivo. Come facevano ad essere già al corrente di future azioni parlamentari?

    Queste porcherie sono state bloccate grazie all’emendamento del Movimento 5 Stelle a prima firma Giarrusso, nei confronti del quale, dopo la pubblicazione dell’articolo a giugno, prima è stata concessa la scorta e poi gli è stata successivamente revocata in maniera strana. Il portavoce del Movimento 5 Stelle ha richiesto le motivazioni per le quali da parte del Ministro Minniti è stato apposto il segreto.

    In attesa che il Governo ed il Ministro Minniti diano le dovute risposte, il Movimento 5 Stelle continuerà a combattare con ogni forza le mafie, vero e proprio cancro di questo Paese.

     

    LE INTERCETTAZIONI:

    ADINOLFI ( riferendosi al Movimento 5 Stelle): NO, SU…SO NA BANDA DI SFEGATATI
    GRAVIANO: UN ALTRO PERICOLOSO SEMPRE DI QUESTO GRUPPO SAI CHI E’? (INCOMP.) QUELLO CHEEEE… (INCOMP.)

    ADINOLFI: CHI, U PAESANO TUO? (INCOMP.) MARIO GIARRUSSO?
    GRAVIANO: U SENATORE GIARRUSSO.

    ADINOLFI: GIARRUSSO, MANCO LI CANI.
    GRAVIANO: QUESTO CHE DICI TU. MIIIINCHIA. SEMPRE MALE, MALE,MALE. ALLORA ERANO MESI… TU LO SAI…CHE E’ ANCHE SUCCESSO (INCOMP.) PERCHE’ CI DOVEVANO RIUSCIRE. SI ERANO FATTI DARE LA SCARCERAZIONE ANTICIPATA. DA TRE MESI A CINQUE MESI. QUELLO CHE VA DAL DUEMILADIECI AL DUEMILAQUINDICI. PER TUTTI. CHISTU U GOVERNO CI DISSI. PER TUTTI. DUEMILADIECI – DUEMILA… SULU CA (INCOMP.) IN SEI ANNI. DUEMILADIECI, DUEMILAUNDICI, DUEMILAEDODICI, DUEMILATREDICI, (INCOMP.), DUEMILAQUINDICI. (INCOMP.)

    ADINOLFI: NON L’HANNO AUMENTA…CAMBIATO.
    GRAVIANO: NO,NO.

    ADINOLFI: VALEVA PER TUTTI.
    GRAVIANO: PER TUTTI. QUESTO E’ IL DECRETO. CHI CHE ERA DEFINITIVA…CHISTA ERA A LIBERAZIONE ANTICIPATA IN QUEL PERIODO, QUINDI L’ARTICOLO 7 SCOPPOLA…SCOPPOLA. HANNO…

    ADINOLFI: (INCOMP.) DECRETO UNNI U PIGGHI (INCOMP.)
    GRAVIANO: AH?

    ADINOLFI: (INCOMP.) AVENDO U RITO ABBREVIATO.
    GRAVIANO: E CI…

    ADINOLFI: CHI CE STA A CHILLO CA RITE…LI OTTIENI. CHI NON CE STA A CHILLO CA RITE NON LI OTTIENE.
    GRAVIANO: QUESTO E’ TUTTO DA VEDERE. ALLORA CHE SUCCEDE, (INCOMP.) VIENE ANNOTATO PURE U 416 BIS

    ADINOLFI: SI.
    GRAVIANO: …CHIDDU INVECE NON…(INCOMP.)

    ADINOLFI: SI,SI,SI.
    GRAVIANO: …NO FRATTEMPO CHE FA U (INCOMP.) GIARRUSSO…A CA…(FA DEI VERSI INDECIFRABILI)

    ADINOLFI: FINORA IO HO AVUTO LA MIA OPPORTUNITA’ EPPURE MI ATTACCO A
    CHISTI CCA’… NO?
    GRAVIANO: E CHISTU CI RISSI JU’. E L’HANNO RIPORTATO DI NUOVO A TRE MESI, SOLO PER NOI.

    ADINOLFI: SOLO PER NOI. PER TUTTI QUANTI A 5 MESI.
    GRAVIANO: PERO’ VEDREMO U FATTO DI INCOSTITUZIONALITA’.

    ADINOLFI: (INCOMP.) MA NON E’ CA (INCOMP.) 5 STELLE.
    GRAVIANO: (INCOMP.) UNO PIU’ UNO FA DUE…AUMENTANO. CHE SUCCEDE? ADESSO…GLI HO DETTO (INCOMP.) INCOSTITUZIONALITA’. PERCHE’ TU LA LIBERAZIONE ANTICIPATA LA DEVI DARE A TUTTI. NON PUOI FARE…ESCLUDI ALCUNI REATI… GIUSTO? QUESTA E’ LA SITUAZIONE… ORA TI VOLEVO DIRE UN’ALTRA COSA CHE TU… CHE TU MI HAI DETTO (INCOMP.) POI NE PARLIAMO.

    ADINOLFI: U FATTO CHE TAGGIA RITTU JU’ E’ U FATTO DO RITO ABBREVIATO.
    GRAVIANO: NO. U RITO ABBREVIATO CI SONO (INCOMP.) IO HO DIVERSE SITUAZIONI. PERO’ PER ADESSO NON MI INTERESSA. IO CI STO TENTANDO LA REVISIONE. SE NON CI RIESCO POI VEDIAMO CHE COSA…IO NON SONO UN TIPO CHE RINUNZIA (INCOMP.)…PERO’ SAI IO COSA DICO? IO HO FATTO TUTTO QUELLO CHE C’ERA DA FARE.

    ADINOLFI: BRAVO!
    GRAVIANO: (INCOMP.) PAZIENZA, NON CI POSSO FARE NIENTE.

    ADINOLFI: ALLORA…RICORDATI UN PO’, RICORDATI UN PO’. NELLA LETTERA CHE IO HO SCRITTO A MIA FIGLIA…AAA…ALLA MIA FAMIGLIA…AH? CHISTI PAROLE IO GLI DISSI SU UN DISCORSO, NO? HO DETTO: L’IMPORTANTE CHE IN FUTURO OGNUNO DI NOI…OGNUNO DI NOI POTRA’ DIRE, A RAGIONE…A RAGIONE…POTRA’ DIRE…HO FATTO IL MEGLIO CHE POTEVO FARE..
    GRAVIANO: TUTTO QUELLO CHE C’ERA DA FARE… IO SONO QUESTO!

    ADINOLFI: L’IMPORTANTE E’ CHISTO…CA POI SE RAGGIUNGI UN OBIETTIVO O NON SI RAGGIUNGE, L’IMPORTANTE E’ CHE UNO NON HA TRALSACIATO NULLA.
    GRAVIANO: E’ QUESTO. IO SONO COSI’ DA SEMPRE. (INCOMP.)

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    Cantiere Calabria: le lacrime di Oliverio per nascondere il disastro

    Cantiere Calabria: le lacrime di Oliverio per nascondere il disastro

    Eccovi il mio commento sulla tre giorni del Pd, l’ennesima commedia di un partito che usa l’università (pubblica) per rifarsi la faccia.

    Mario Oliverio passi ai fatti, perché di parole ne ha fatte fin troppe, lasciando la Calabria allo sbando. Non bastano i propositi annunciati dal governatore, del resto costanti nel suo mandato, per far dimenticare la vicenda dei fondi per il teatro; le nomine in sanità agevolate da leggine regionali e deliberazioni di giunta sotto Ferragosto; l’immobilismo sui 2miliardi che lo Stato deve alla sanità calabrese; il caos sul personale delle Province che doveva essere trasferito alla Regione; la mai chiarita vicenda dell’officina provinciale del Centro viabilità a San Giovanni in Fiore; i prezzolati incarichi a fedelissimi e sostenitori; i 10milioni all’anno in più che dalla Cittadella arrivano al policlinico universitario di Catanzaro senza valido protocollo d’intesa; i rovinosi roghi estivi e il ricorso ai soliti dirigenti camaleontici. Non bastano le ultime promesse di Oliverio, i suoi abbracci con il ministro Marco Minniti e le sue lacrime da libro Cuore, per nascondere l’improvvisazione amministrativa; il navigare dell’esecutivo a vista; il ritardo imperdonabile sul rilancio della Fondazione Terina; la mancanza di coraggiosi investimenti per il sistema aeroportuale; le scelte improvvide sui conti con l’estinta Fondazione Campanella; l’incapacità politica di difendere le prerogative della Regione in materia sanitaria, l’inadeguatezza nelle politiche per i trasporti, il lavoro e il sociale e l’evidente subalternità al governo Gentiloni-Renzi, che usa la Calabria come serbatoio di voti. Se vuole una seconda possibilità, Oliverio cominci a fare pulizia ai piani alti della Cittadella. Se non l’ha ancora capito, il governatore ha perduto la faccia proprio per i codici particolari e le scelte imbarazzanti partorite in quelle sedi. 

    Cultura: grazie al M5S ‘Daspo’ per i cattivi sovrintendenti

    Cultura: grazie al M5S ‘Daspo’ per i cattivi sovrintendenti

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    Ci sono due notizie che arrivano dal Senato per il mondo della cultura. Una buona e una cattiva. Quella buona porta la firma del MoVimento 5 Stelle: all’interno del disegno di legge di riforma dello spettacolo, grazie ad un emendamento di Michela Montevecchi, è stato approvato il ‘daspo’ per i sovrintendenti che hanno gestito male e portato al fallimento le Fondazioni lirico sinfoniche lirico sinfoniche.

    Quella brutta, invece, è che la maggioranza ha bocciato le altre proposte del MoVimento 5 Stelle che chiedevano una cosa molto semplice: i soprintendenti e i direttori artistici delle Fondazioni lirico sinfoniche devono essere selezionati tramite bandi pubblici ed internazionali, e deve esserci consultazione pubblica dei curricula dei partecipanti, e non solo dei vincitori.
    In questo modo si dava un taglio ai rapporti clientelari legati alla gestione delle Fondazioni partendo dagli organi apicali e sganciando la scelta del sovrintendente e del direttore artistico dalla politica.

    E invece il PD ha sprecato quest’occasione e ha consegnato definitivamente al ministro Franceschini il potere assoluto di nominarsi sovrintendenti e direttori artistici. Così, mentre il resto del mondo si affida al merito e alla competenza, da noi la politica continua ad avere mano libera sulla cultura per poterla usare a proprio piacimento e a danno dei cittadini e di chi ha fatto dell’arte e della musica la propria professione.

    Come se ciò non fosse già abbastanza grave, la maggioranza ha anche bocciato la proposta in cui si chiedeva per sovrintendenti e direttori artistici delle Fondazioni l’assenza di conflitti di interesse, ovvero che non fossero componenti di società che prestano servizi in appalto presso la Fondazione stessa, oppure di agenzie per artisti. E’ una cosa naturale ovunque, ma chissà perchè impossibile da introdurre in Italia.

    Quindi in sintesi a capo delle Fondazioni ci vogliono mettere le persone che dicono loro, e pure in conflitto di interessi, bel capolavoro!

    Un piccolo grande passo in avanti, però, si è fatto: è infatti stata approvata la proposta che prevede che un sovrintendente che abbia gestito male una Fondazione lirico sinfonica, portandola al tracollo finanziario, non possa più essere nominato per lo stesso ruolo o funzioni affini in altre Istituzioni. In questo modo si dice basta al valzer di sovrintendenti che passano da una fondazione all’altra lasciandosi dietro il dissesto.

    La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

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    La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

    La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

    di Giancarlo Cancelleri

    La prima cosa che farò, se sarò eletto presidente, sarà quella di tagliare gli stipendi dei deputati regionali e di abolire i vitalizi degli ex deputati regionali. Valgono 17 milioni di euro.

    Con quei soldi voglio farci un fondo per dare un aiuto alle giovani donne lavoratrici autonome. Una lavoratrice, troppo spesso purtroppo, deve rinuncia a diventare madre perché non può lasciare il proprio lavoro. Una cosa profondamente ingiusta, oltre che incivile, per una regione come la nostra. Quindi metteremo quei soldi al servizio di queste lavoratrici e di tutte quelle persone bisognose. Noi questo lo abbiamo già fatto nei confronti: ci siamo tagliati lo stipendio e abbiamo rinunciato alle pensioni da privilegiati. Con il MoVimento 5 Stelle al governo questa misura sarà legge per tutti.

    Intanto continuo a girare per la Sicilia. Stamattina siamo stati a Taormina con Luigi Di Maio per ascoltare le istanze e i suggerimenti degli albergatori, asset fondamentale della gestione di tutto il sistema turistico della Regione. Quel turismo che, nella bocca di tutti, dovrebbe essere il volano di tutta l’economia regionale e che invece, nella realtà, è abbandonato alla libera iniziativa meritoria di poche persone che non vogliono arrendersi ad uno spreco del genere. Noi siamo dalla loro parte e daremo loro tutto il supporto possibile.

    Il 5 novembre, #SceglieteilFuturo!

    #Copernico, l’Europa da un’altra prospettiva (agosto/settembre 2017)

    #Copernico, l’Europa da un’altra prospettiva (agosto/settembre 2017)

    copernico-settembre.pngSCARICA QUI COPERNICO (AGOSTO/SETTEMBRE 2017)

    Dopo la pausa estiva torna Copernico, il mensile che vi tiene informati su quello che accade in Europa. Agosto e queste prime settimane di settembre sono stati l’occasione per il concretizzarsi del piano tedesco per conquistare l’intera UE. Lo Stato dell’Unione enunciato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a Strasburgo ne è stata la riprova.

    È anche emerso lo sconcertante dato sulla disoccupazione italiana, rivisto tenendo conto degli “scoraggiati” e dei “sottoccupati”. Il numero tocca quota 40%, insostenibile per una società civile; dimostrazione che le politiche di austerità a nulla sono servite.

    Sul versante immigrazione, invece, emergono altri dubbi su quanti e quali accordi internazionali abbia firmato Matteo Renzi. Naturalmente oltre Pontus e Triton, che hanno contribuito a generare l’emergenza migranti in Italia.

    Copernico verrà distribuito gratuitamente questo fine settimana a Italia 5 Stelle!

    Il Ceta entra in vigore senza essere stato votato: paradossi della democrazia in Europa

    Il Ceta entra in vigore senza essere stato votato: paradossi della democrazia in Europa

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    Domani muore la democrazia. Il trattato di libero scambio fra Europa e Canada – il Ceta – entrerà provvisoriamente in vigore senza aspettare il sì definitivo degli Stati membri. Il Ceta è un accordo misto e le regole europee prevedono che tutti i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri debbano ratificarlo prima della sua entrata in vigore. Ma – come si sa – l’Europa è debole con i forti e forte con i deboli e dunque, pur di accontentare le multinazionali, non si aspetta nessuno e si calpestano le regole.

    Finora fra i 28 Stati membri solo Lettonia e Danimarca hanno dato il via libera definitivo. In Italia, Pd e Forza Italia hanno riesumato il patto del Nazareno e sul Ceta volano spediti verso l’approvazione. Il Senato discuterà il testo il prossimo 26 settembre. Il Belgio ha chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità del Ceta con i principi costitutivi dell’Unione Europea. In Francia è bufera su Macron perché una Commissione di nove super esperti, nominata per valutare in maniera imparziale il Trattato, ha bocciato senza appello l’accordo con il Canada (ecco il link al documento). La Commissione di saggi ha sottolineato i rischi per la nascita delle Corti arbitrati e nel campo della agricoltura su protezione animale, mangimi e antibiotici, chiedendo anche maggiore vigilanza sull’utilizzo di biotecnologie e OGM.
     
    Qui di seguito, trovate riassunte le raccomandazioni degli esperti:

    Maggiore trasparenza sulla creazione e funzionalità del forum per la cooperazione regolamentativa.

    Creazione di un Comitato nazionale per controllare l’implementazione del CETA e l’impatto che avrebbe in ambito ambientale e sanitario

    Richiesta di una dichiarazione interpretativa per la Francia da includere al testo del CETA per quanto riguarda il preciso significato che la Francia intende dare alle clausole ambientali e sanitarie presenti nell’accordo.

    Labelling del modello di produzione di prodotti d’origine animale. Il rapporto non è chiaro se tale labelling si debba applicare solo ai prodotti canadesi. In realtà, gli esperti dicono che vi è necessita di includere informazioni sull’uso di antibiotici e prodotti che aiutano la crescita, standard sul benessere animale e eventuali OGM.

    Rafforzare le procedure di certificazione e controllo per i prodotti canadesi, ad esempio il programma che certifica la carne ractopamine free.

    Maggiore reciprocità nell’accesso al mercato agricolo soprattutto in campo di autorizzazioni di vendita da parte di paesi terzi per i prodotti europei.

    Un “climate veto” per la protezione degli investimenti.

    Un accordo sul clima con il Canada, a latere dell’accordo CETA, per promuovere la “neutralità delle emissioni ad effetto serra” del CETA.

    I saggi francesi hanno ragione. Il Ceta è una schifezza e va rigettato. Basta un solo no da parte di un Parlamento di uno Stato membro e il Ceta si blocca anche se è già entrato in vigore provvisoriamente.

    VUOI SAPERNE DI PIÙ SULLE CONSEGUENZE DEL CETA?
    LEGGI QUI:

    UNA MINACCIA PER L’AGRICOLTURA

    Roma: così tagliamo gli sprechi delle partecipate

    Il Blog delle Stelle

     
    Roma: così tagliamo gli sprechi delle partecipate

    Roma: così tagliamo gli sprechi delle partecipate

     

    di Virginia Raggi

    È una giornata speciale per i cittadini di Roma. In campagna elettorale mi ero impegnata a ridurre gli sprechi delle aziende partecipate del Comune di Roma, che erano state utilizzate dalla politica come un bancomat, come strumenti per consolidare il consenso, per moltiplicare poltrone e clientele.

    Finalmente posso dire che quel progetto diventa realtà, con il Piano di riordino e razionalizzazione delle partecipate di Roma Capitale che oggi abbiamo presentato. Ho ringraziato l’assessore Massimo Colomban per il lavoro svolto nel corso di un anno e che – ne sono certa – verrà portato avanti con lo stesso impegno dal suo successore.
    Noi tagliamo sprechi e poltrone. Rendiamo più efficienti le società partecipate del Campidoglio, riducendole da 31 a 11 e producendo risparmi immediati per 90 milioni di euro. Tagliamo i rami secchi che hanno zavorrato per anni i bilanci di Roma Capitale producendo progressivamente il mostruoso debito che conosciamo.

    Tutto questo ha un solo scopo: offrire servizi efficienti e di qualità ai cittadini. Solo con l’applicazione del Piano che oggi abbiamo presentato siamo in grado di produrre, da subito, benefici economici per le casse del Campidoglio per una cifra di 90 milioni di euro: 80 milioni dalle cessioni di aziende e 10 milioni di euro l’anno dai risparmi gestionali.

    Ma non ci fermiamo: riorganizzare le partecipate vuol dire anche renderle più efficienti e competitive, ed è già stato avviato un lavoro mirato a migliorare i processi interni alle aziende, le loro performance industriali ed economiche. Questo lavoro passa anche attraverso il risanamento di Atac che abbiamo già annunciato, l’efficientamento di Ama, lo sviluppo di sinergie e operazioni strategiche tra tutte le partecipate.
    Il fine è quello di liberare risorse che appartengono ai cittadini romani. Così noi tutti potremo avere società moderne, dinamiche e produttive, di cui andare orgogliosi.

    La democrazia e le elezioni in Sicilia

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    La democrazia e le elezioni in Sicilia

    La democrazia e le elezioni in Sicilia

    di Ignazio Corrao

    Vorrei ricordare un paio di cose a tutti. La prima cosa è di natura tecnica, ossia che le “primarie” non sono un obbligo di legge ma una facoltà, democratica, esercitata nelle elezioni regionali siciliane solo ed esclusivamente dal M5S. Nessuno ha speso una singola parola e ha fatto casi mediatici sulla totale e squallida ASSENZA DI DEMOCRAZIA in tutti gli altri concorrenti, sul modo in cui vengono composte le liste di Musumeci, di Micari o del democraticissimo Fava (che anche loro, come candidati presidenti, non sono stati scelti da nessun iscritto ma sono frutto di accordi di segreterie).

    Come vengono scelti i loro candidati ve lo dico io e vi chiedo di ricordarlo a tutti: le (numerose) liste di tutti i candidati vengono realizzate con la squallida logica del “quanti voti porta”.
    Assistiamo ad una continua transumanza da sinistra a destra, che va avanti nel silenzio generale. Tutto viene scelto sulla base di accordi, promesse, spartizione di potere e di poltrone. Tutto. Anche il giorno dopo le elezioni continuerà la transumanza dentro l’Assemblea regionale siciliana a seconda della convenienza del momento.
    Il popolo della destra e della sinistra di questa situazione si indigna? Qualche tesserato fa ricorso per non aver potuto partecipare? Qualcuno crea casi mediatici?

    No, a tutti va benissimo così.
    Il m5s invece è l’unico che ha scelto i suoi 62 candidati all’Assemblea (una sola lista, non le liste della spesa come gli altri) e il candidato Presidente tra “cittadini normali” in una consultazione tra gli iscritti.
    La potete girare come vi pare ma la sostanza non cambia, l’unica lista ad essere stata composta con delle primarie tra cittadini normali, in un panorama politico a dir poco squallido, è anche l’unica lista ad essere attaccata, e a me sinceramente mi girano fortissimamente le p….

    Di cosa parlano i giornali e le TV? Del fatto che gli altri fanno tutto sotto banco e di nascosto? No, ma di come devono essere fatte le primarie del m5s e che dobbiamo candidare nella nostra unica lista i nostri oppositori.
    La seconda cosa è invece di natura teorica o filosofica. Ma voi vi vorreste mai candidare con un partito di cui non condividete nulla? Perché dovrei voler candidarmi con qualcosa che schifo e che attacco sempre pubblicamente? Fareste ricorso se casa pound o rifondazione comunista vi escludono dalle loro liste?

    A me sembra che il tema della democrazia interna non interessa minimamente o addirittura non esista quando riguarda gli altri mentre diventa centralissimo solo se riguarda il metodo di scelta del m5s.
    Ritengo totalmente assurdo che una persona che detesta e attacca di continuo un determinato partito o movimento (ad esempio Saviano con noi) voglia candidarsi con quel partito o movimento oppure pretenda che un giudice (come è accaduto con il ricorso da parte di uno che fa parte di un gruppetto che ci attacca di continuo) gli conceda di far parte di una lista regionale che rappresenta un progetto ed una speranza per un intero popolo.

    Come disse allora il profeta Fassino, la democrazia consente a chiunque di raggruppare delle persone con idee simili (o senza idee come la gran parte di chi ci attacca), creare il proprio partito politico, raccogliere delle firme (autentiche), partecipare alle elezioni e fare il protagonista se se ne hanno le capacità, troppo facile cercare visibilità sul lavoro altrui senza aver mai fatto o dimostrato nulla.
    Per quale oscura ragione delle persone che passano le proprie giornate ad attaccare e schernire il m5s devono pretendere di candidarsi con quel simbolo che tanto disprezzano?

    C’è un detto che dice “dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”.
    Noi sapevamo benissimo che la battaglia che abbiamo davanti sarebbe stata durissima, perché oltre a degli avversari che dispongono di un sistema tentacolare e devastante dovevamo guardarci anche dal fuoco amico, il fuoco dei tanti individualisti (quelli che il m5s è bellissimo se ci sono loro davanti altrimenti fa schifo tutto), quelli che vanno sempre contro a prescindere (a meno che non sono loro le prime donne), il fuoco di quelli che a parole vorrebbero cambiare la propria terra e chiudere con il passato ma che in pratica, cercando di ostacolare qualsiasi reale cambiamento, sono gli alleati più efficaci del vecchio sistema.

    Lo sapevamo allora e lo sappiamo ora, per questo andiamo avanti sempre più convinti, chiedendo a tutta la gente onesta e di buona volontà di darci una mano. Il 5 novembre è una occasione di riscatto per un intero popolo, quello siciliano.
    Qui c’è da remare con tutte le nostre forze nella stessa direzione. Se non facciamo di tutto per cogliere l’opportunità di cambiare tutto con Giancarlo Cancelleri Presidente il giorno dopo avremo sempre gli stessi al potere e ci mangeremo le mani.

    P.s. Resto fedele ai principi del V-day, per me tutta sta gente al servizio di questo sistema marcio, anche quelli che lo sono inconsapevolmente (il che è ancora più grave) se ne devono andare tutti dritti affanc…
    Per aspera ad Astra
    #CancelleriPresidente
    #SceglieteIlFuturo

    Domani si vota il candidato premier del MoVimento 5 Stelle

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    Domani si vota il candidato premier del MoVimento 5 Stelle

    di MoVimento 5 Stelle

    Domani, giovedì 21 settembre, sarai chiamato a votare su Rousseau per scegliere il Candidato Premier del MoVimento 5 Stelle e designando Capo della forza politica che depositerà il programma elettorale sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle per le prossime elezioni.

    La lista dei candidati che sarà sottoposta alla votazione degli iscritti è la seguente:

    Cicchetti Vincenzo
    Di Maio Luigi
    Fattori Elena
    Frallicciardi Andrea Davide
    Ispirato Domenico
    Novi Gianmarco
    Piseddu Nadia
    Zordan Marco

    Ogni iscritto al sito www.movimento5stelle.it entro la data del 1 gennaio 2017, abilitato ad accedere a Rousseau, maggiore d’età e che abbia certificato la sua identità tramite il caricamento di un proprio documento, potrà esprimere un solo voto a favore di un solo candidato.

    I risultati della votazione saranno depositati presso due notai alla chiusa della votazione stessa, e saranno resi pubblici sabato 23 settembre dal palco di Italia 5 Stelle.

    Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

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    Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

    Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

    immagine: la rinuncia alla pensione da privilegiati di Giancarlo Cancelleri, candidato presidente in Sicilia, e di tutti i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Sicilia

    di MoVimento 5 Stelle

    In questi giorni fiumi di inchiostro vengono sprecati sui giornali, nel misero tentativo di screditare il MoVimento 5 Stelle. Dalla Sicilia fino alle nostre votazioni per il candidato premier, l’atteggiamento di una certa stampa è deplorevole e violento. Usano le loro penne come dei manganelli e pretendono che i cittadini e il MoVimento 5 Stelle, che è al loro fianco, se ne stiano fermi e immobili, senza batter ciglio.

    Noi respingiamo ogni forma di violenza, ma ci arroghiamo il diritto quantomeno di replicare da un blog all’ennesima notizia falsa riportata nel pomeriggio dall’agenzia Ansa. Secondo quella che viene considerata la prima agenzie di notizie in Italia, il MoVimento 5 Stelle non sarebbe obbligato a raccogliere le firme a supporto delle liste per le Regionali in Sicilia. A propria ragione, l’Ansa cita l’articolo 13 della legge numero 29 del 1951, ma commette – senza preoccuparsene nè verificare – un errore mastodontico dando una lettura della questione totalmente fuorviante. Il MoVimento 5 stelle infatti non ha mai detto di essere obbligato alla raccolta firme per la presentazione delle liste nei diversi collegi provinciali, bensì per la lista regionale, il cosiddetto listino del presidente, che, secondo quanto previsto invece all’articolo 14 bis delle legge 29 del 1951, articolo che l’Ansa però sembra ignorare, prescrive la raccolta da 1800 a 3600 firme anche per chi, come noi, ha rappresentanza parlamentare all’interno delle istituzioni.

    Eccoli dunque, i “professionisti dell’informazione“, titolari del sapere assoluto e mai pronti a chiedere scusa, anche quando commettono un errore che rischia di condizionare falsamente l’opinione pubblica. Siedono sempre su un gradino sopra agli altri, i finti miti dell’imparzialità. Che da quando siamo entrati in Parlamento fanno a corsa per inventarsi notizie a qualunque costo sulla pelle del Movimento 5 Stelle. Anche quando di notizia, come in questo caso, non c’è assolutamente traccia.

    Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

    Banche venete: tra silenzi e complicità

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    Banche venete: tra silenzi e complicità

    Banche venete: tra silenzi e complicità

     

    di MoVimento 5 Stelle

    Ci avevano raccontato che il bail-in doveva servire a non mettere più a repentaglio risorse pubbliche per salvare le banche in crisi. Risultato? I partiti si sono resi conto, dopo averla votata, che la procedura per il cosiddetto “salvataggio interno” destabilizzava la fiducia dei risparmiatori e rischiava di far saltare il sistema. Dunque, hanno cercato ogni mezzo per aggirare le nuove norme europee.

    Dopo la (mezza) risoluzione delle quattro banche e la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi (e pensare che hanno sempre considerato uno scandalo l’idea della rinazionalizzazione di alcune banche, avanzata dal M5S), ecco esplodere lo scandalo delle due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

    Saltate a seguito della gestione sciagurata dei due “padroni”, i due satrapi, rispettivamente Gianni Zonin e Vincenzo Consoli, sono state cancellate dalla scena economica veneta: le parti “buone” sono state rilevate da Intesa Sanpaolo a un euro, mentre le parti “cattive” sono finite alla struttura di liquidazione, in attesa che la Sga (ex Banco Napoli) del Tesoro riesca a recuperare quanto più possibile dai circa 19 miliardi di crediti deteriorati che le sono stati affidati dai liquidatori.

    Ma Intesa si è già presa circa 5 miliardi soldi pubblici senza colpo ferire, oltre alla possibilità di pescare dal cesto solamente ciò che le andava a genio delle due venete fatte a pezzi. E altri 12 miliardi di danari dei cittadini sono in pericolo sottoforma di garanzie pubbliche sugli Npl e sui rischi legali. Che ne è stato del principio per cui i contribuenti non devono pagare per i crimini dei banchieri (tutti per lo più inquisiti solo per il lieve reato di ostacolo alla vigilanza)?

    Mutui “baciati” per gonfiare illecitamente il capitale, prestiti folli agli amici degli amici, moduli mifid taroccati per turlupinare i piccoli risparmiatori con le obbligazioni tossiche. La storia recente di PopVicenza e Veneto Banca è fatta di una tragica e letale commistione tra finanza spregiudicata, imprenditoria parassitaria, politica senza scrupoli in cerca di consenso. Potentati attecchiti come tumori che hanno inquinato tutta la vita pubblica dell’importante area del Nord-Est, condizionando persino il comportamento di investigatori e magistrati.

    Il MoVimento 5 Stelle ha lottato, nella solitudine propria dell’unica forza politica mai coinvolta in scandali bancari, contro un sistema criminale che ha potuto prosperare anche grazie alle distrazioni e le complicità della vigilanza di Bankitalia.

    Ora Intesa sta integrando le due venete nella propria struttura territoriale. Ma ci sarà un pesante taglio di sportelli bancari e di personale. Mentre si teme una riduzione del credito erogato al sistema delle imprese e si paventano altri esborsi pubblici legati all’escussione delle garanzie sui crediti deteriorati.

    Ne abbiamo parlato oggi, alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in via della Dogana Vecchia 29 a Roma con i nostri portavoce Laura Bottici, Enrico Cappelletti, Emanuele Cozzolino, Mario Giarrusso, Gianni Girotto e Alessio Villarosa. Con loro l’ex magistrato Cecilia Carreri, che ha avuto a che fare da vicino con il sistema di potere di Zonin, e il presidente Adusbef Antonio Tanza. Perché uno scandalo del genere non può e non deve mai finire nell’ombra.

    Il direttore del quotidiano Il Tempo e i rapporti con Mafia Capitale

    Il Blog delle Stelle

    21 Settembre 2017
    Il direttore del quotidiano Il Tempo e i rapporti con Mafia Capitale

    di MoVimento 5 Stelle

    Gian Marco Chiocci, direttore de “Il Tempo”, quotidiano romano dedito al fango quotidiano contro il MoVimento 5 Stelle e l’amministrazione di Virginia Raggi, va verso il processo nell’inchiesta “Mafia Capitale” con l’accusa di favoreggiamento.

    Secondo gli inquirenti che hanno chiuso le indagini, il direttore de “Il Tempo” avrebbe aiutato Massimo Carminati “a eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria che procedeva nei suoi confronti per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e di corruzione, comunicandogli, per il tramite di Salvatore Buzzi, di avere appreso in ambienti giudiziari della indagine a suo carico e di attività di intercettazione e di riprese video in corso”.

    Proprietario de Il Tempo è il parlamentare super assenteista (99,5% di assenze) Antonio Angelucci (Forza Italia) , nonché imprenditore plurindagato nel settore della sanità privata romana.

    Giancarlo Cancelleri era, è e sarà il candidato presidente del MoVimento 5 Stelle #SceglieteIlFuturo

    Il Blog delle Stelle

     
     

    di Giancarlo Cancelleri

    Alla luce del decreto del Tribunale civile di Palermo, il MoVimento 5 Stelle annuncia che esercitando un suo diritto farà ricorso per far valere le proprie ragioni. I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che “nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio” riguardo “all’an della celebrazione” e “alla modalità di svolgimento” delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare.

    Alla prima udienza dell’8 agosto la causa poteva essere decisa immediatamente ma la difesa del ricorrente ha chiesto un rinvio che il Tribunale ha concesso al 29 agosto. In tale udienza, con un Giudice diverso, la causa è stata nuovamente rinviata al 6 settembre, quando è stata tenuta da un altro giudice ancora. Quest’ultima si è riservata ed ha sciolto la riserva il 12 settembre rinviando la causa al 18 settembre. Oggi siamo fuori tempo massimo.

    La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017.

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