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#iodicono Referendum 4 dicembre Sellia Marina Dice NO

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#5giornia5stelle 100° puntata, 2 dicembre 2016

#5giornia5stelle 100° puntata, 2 dicembre 2016 Puntata speciale e ricchissima questa prereferendaria di 5giornia5stelle, la 100esima di questo appuntamento settimanale con il resoconto delle attività del M5S in Italia ed in Europa. More »

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#OraToccaANoi M5S Vittoria Ballottaggi 2016

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Riunione Amicidibeppegrillo Sellia Marina 24-05-2016

Riunione Amicidibeppegrillo Sellia Marina 24-05-2016 Chiunque può partecipare Data 24-05-2016. Ore 19:00, Punto di incontro Negozio Affari di Famiglia SS106 Via Carroccelo Sellia Marina CZ – – – More »

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Calabria Dissestata (dissesto idrogeologico) Video

Calabria Dissestata (dissesto idrogeologico) Video parte 1   Calabria Dissestata Catanzaro 20032016 par1 from amidibeppegrilloselliamarina on Vimeo. parte 2 Calabria Dissestata Catanzaro 20032016 par2 from amidibeppegrilloselliamarina on Vimeo. Dibattito pubblico sul suolo More »

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Grazie al parlamentare M5S Paolo Parentela da Amicidibeppegrilloselliamarina

Grazie al parlamentare M5S Paolo Parentela da Amicidibeppegrilloselliamarina Il gruppo Amicidibeppegrilloselliamarina ringrazia il deputato alla camera del M5S Paolo Parentela per aver denunciato e portato in parlamento il problema dell’arsenico nei rubinetti More »

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Arsenico nell’acqua a Sellia Marina: Parentela (M5s) porta il caso in parlamento

Arsenico nell’acqua a Sellia Marina: Parentela (M5s) porta il caso in parlamento “Si deve verificare – aggiunge il parlamentare – se l’inquinamento della falda è dipeso dalla vicina discarica di San Simone More »

#iodicono Referendum 4 dicembre Sellia Marina Dice NO

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ringraziamo i cittadini che hanno difeso la Costituzione

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#5giornia5stelle 100° puntata, 2 dicembre 2016

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#5giornia5stelle 100° puntata, 2 dicembre 2016

Puntata speciale e ricchissima questa prereferendaria di 5giornia5stelle, la 100esima di questo appuntamento settimanale con il resoconto delle attività del M5S in Italia ed in Europa.

Partiamo proprio da Bruxelles dove Laura Agea, Marco Valli e protestano violentemente contro l’austerity finanziaria che rischia di incombere sulla ricostruzione delle città colpite dagli ultimi terremoti del centro italia.
Torniamo nei confini italiani per seguire il “treno tour” dei parlamentari del M5S. Alessandro Di Battista, Simone Valente e Nicola Bianchi con il sindaco di Assemini Mario Puddu, ci raccontano le impressioni di questo viaggio nell’Italia dei pendolari, delle riforme inutili e dei bisogni reali, in vista dell’ormai imminente referendum. Proprio a proposito di referendum e di campagna elettorale, a Roma, in commissione di vigilanza Rai, c’è stata l’audizione della Presidente della tv pubblica Monica Maggioni. A suo dire la RAI ha rispettato la legge della par condicio dedicando pari tempo alle forze del SI e del NO. Ascoltiamo le repliche per il M5S di Alberto Airola e del presidente della commissione Roberto Fico.
Ci spostiamo in aula di Montecitorio dove Giorgio Sorial spiega il perché del no del M5S alla legge di bilancio del governo, mentre la Presidente Boldrini annuncia che in Commissione agricoltura si registra l’approvazione della legge sul vino. Una buona legge, approvata velocemente e migliorata nei passaggi tra Camera e Senato, quasi a testimoniare la bontà del bicameralismo perfetto oggetto della riforma renziana.
Ci spostiamo di nuovo a Bruxelles per ascoltare David Borrelli che racconta l’incredibile storia del M5S al Parlamento Europeo. Poi torniamo a Roma, per la precisione nella commissione sanità di Montecitorio dove Maralucia Lorefice interroga il Ministero della Salute circa i tagli agli esami degli ipertesi.
Chiudiamo questa puntata speciale con una serie di notizie dai territori. La prima è Virginia Raggi che annuncia una piccola ma profonda rivoluzione nella raccolta differenziata di Roma Capitale. Poi tocca a Chiara Appendino annunciare la presentazione di una mozione di maggioranza al Comune di Torino per lo stop alla TAV Torino-Lione. C’è tempo ancora per una buona notizia dalla Regione Abruzzo e per Sara Marcozzi che ci racconta della restituzione dei consiglieri del M5S abruzzesi che ha dato vita ad un fondo di garanzia per il microcredito regionale. Infine chiudiamo con Alvise Maniero, uno dei primi sindaci a 5 stelle, che dal Comune di Mira ci presenta la terza edizione del bilancio comunale partecipato. I cittadini di Mira proporranno e sceglieranno come spendere i 100.000 euro di fondi a disposizione della comunità del piccolo comune del veneziano.
Si chiude così la 100^ puntata di 5giornia5stelle. Fateci un piccolo regalo: condividetela e mostratela ai vostri amici se vi piace.

5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

Mobilità in deroga, inadeguate le iniziative adottate da Oliverio

Mobilità in deroga, inadeguate le iniziative adottate da Oliverio

Amianto: la rete di spionaggio pro lobby è attiva anche in Italia?

Amianto: la rete di spionaggio pro lobby è attiva anche in Italia?

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‘Amianto-gate’, dopo lo scoop del ‘The Guardian’ che ha scoperto reti dello spionaggio industriale che si sono introdotte all’interno di campagne anti-amianto, il governo italiano approfondisca eventuali infiltrazioni nel Piano Nazionale Amianto e nella azione legislativa nazionale. Lo chiede il Movimento 5 Stelle attraverso una interrogazione dei parlamentari Alberto Zolezzi ed Angelo Tofalo.

Domande più che legittime data la lentezza di attuazione anche di principi banali quali lo stop all’estrazione, alla produzione e all’importazione di materiali contenenti amianto.

In data 8 dicembre 2016 su The Guardian è apparso un articolo in cui si fa riferimento a un’inchiesta dell’alta corte di Londra che ha evidenziato un’infiltrazione del Segretariato Internazionale per la messa al bando dell’amianto (IBAS) da parte di K2, un’agenzia di spionaggio.

Laurie Kazan Allen, il coordinatore del Segretariato con base a Londra fu avvicinata nel 2012 da DNT, una persona attualmente anonima che si finse giornalista e dichiarò che stava realizzando un documentario sui rischi dell’amianto. K2 ha dichiarato di lavorare per una compagnia straniera e di aver raccolto solo pochi dati, in realtà raccolse fra l’altro tutto il materiale della campagna per la messa al bando dell’amianto in Thailandia, uno dei principali importatori mondiali di crisotilo. Particolare allarmante:il direttore del management della K2 a Londra è l’italiano Matteo Bigazzi.

Al momento la K2 non ha reso noto il committente estero della richiesta di infiltrazione.

“La politica degli ultimi governi non appare orientata ad affrontare minimamente il problema, anche nella legge di stabilità approvata il 7 dicembre 2016 non c’è traccia di defiscalizzazione per la rimozione di amianto né della chiusura della filiera, nonostante l’approvazione in Commissione ambiente alla Camera della risoluzione bipartisan Dallai-Zolezzi e altri in data 20 maggio 2015 che chiedeva lo smaltimento a filiera corta e sostenibile delle circa 40 milioni di tonnellate di materiale contenente amianto” spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Zolezzi e Tofalo nell’interrogazione.

L’amianto è stato bandito dal settore civile in Italia con la legge 257 del 1992 che ha sancito anche il divieto di importazione; l’Italia fino ad allora era il maggiore produttore europeo di amianto” spiegano i pentastellati Zolezzi e Tofalo. “Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto Onlus i decessi da amianto sono stati circa 5.000 nel 2011 è nota l’importazione di amianto dall’India e dagli Stati Uniti su cui è stata aperta un inchiesta dalla Procura di Torino – continuano i parlamentari M5S nell’interrogazione – e presso la cava di Orune (NU) è stato estratto amianto fino a pochi mesi fa con un’inchiesta della Procura di Latina che sta valutando la commercializzazione di prodotti contenenti amianto in particolare nel settore della porcellana” concludono i pentastellati nell’interrogazione.

#MPS: tuteliamo i risparmiatori e applichiamo art.47 della Costituzione

#MPS: tuteliamo i risparmiatori e applichiamo art.47 della Costituzione

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La BCE non concede altro tempo al sistema bancario italiano. Monte Paschi di Siena può essere ora salvata solo da un aiuto dello Stato, in modo da non applicare il bail-in ai piccoli risparmiatori come successo un anno fa. Questo intervento dev’essere fatto a deficit, come da sempre ripete il Movimento 5 Stelle e come, finalmente, sembra si stia discutendo a livello istituzionale. Non è il momento di avere paura dell’Unione Europea e di una possibile procedura d’infrazione: le conseguenze di un bail-in disordinato sarebbero a dir poco disastrose, quasi apocalittiche considerando le dimensioni di MPS. Abbiamo il dovere di applicare l’articolo 47 della Costituzione italiana e di battere i pugni sul tavolo a Bruxelles, altri Paesi come Francia e Spagna lo hanno già fatto “fregandosene” dei problemi sul deficit. Un Governo legittimato dal popolo l’avrebbe fatto anche nel caso di Banca delle Marche, CariFerrara, Banca Etruria e CariChieti.

Le ipotesi nemmeno troppo remote di chiedere aiuto al meccanismo diabolico del MES – il famigerato fondo salva Stati – equivarrebbe a commissariare l’Italia e a consegnarci nelle mani della Troika. L’Italia ha impegnato quasi 60 miliardi nei piani europei di salvataggio, venire commissariati per una cifra inferiore alla metà di cui necessita oggi il nostro sistema bancario sarebbe paradossale. I cittadini italiani non se lo meritano, così come non si sono meritati 1000 giorni di propaganda di uno dei peggiori Governi della storia che, in eredità, ha lasciato solo macerie.

Il Movimento 5 Stelle al Governo applicherà concretamente l’art.47 in ogni forma possibile, affinché i risparmiatori siano finalmente protetti. Il caso delle 4 banche saltate e della successiva applicazione del bail-in è da considerarsi un tradimento della carta costituzionale messo in atto dai vecchi partiti, che prima hanno votato questa norma in Europa e poi l’hanno recepita in Italia.

Non abbiate paura della volontà dei cittadini #IoVoglioVotare

Non abbiate paura della volontà dei cittadini #IoVoglioVotare

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Al prossimo G7 che si terrà a Taormina l’Italia deve essere rappresentata da un governo eletto e rappresentativo del popolo italiano. Un governo fantoccio farebbe ridere tutto il mondo e ci condannerebbe ancora una volta allo stereotipo della Repubblica delle Banane. Quello di “Mister vi presto la mia faccia” sarebbe il quarto governo consecutivo non eletto dai cittadini: un governo debole alla mercé delle agenzie di rating. Per il Movimento 5 Stelle si deve votare subito dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla riforma elettorale. Ci accusano di essere populisti perché siamo gli unici che non hanno paura della volontà popolare. Anziché esaltare il ritorno della democrazia in Italia con la sconfitta nel referendum del 4 dicembre delle riforme autoritarie, sui giornali si parla esclusivamente dell’ascesa del populismo. Si abusa di questa parola perché è il mantra della loro crisi politica. Ma guardiamo in faccia la realtà. 

Il vero populista è:

Renzi. L’uomo delle mancette elettorali ha cercato di cambiare la Costituzione abolendo la scheda elettorale di una delle due Camere e regalando ai partiti la nomina dei senatori. Populista è chi ha provato più volte a comprare il consenso degli italiani con gli 80 euro o con i fondi per i Comuni campani.

Merkel. A parole promette l’accoglienza dei migranti siriani ma poi li schiavizza con il Jobs Act tedesco 2.0: 1 ora di lavoro per 1 euro di retribuzione. La Merkel parla di solidarietà ma poi costringe l’Europa a firmare un accordo con il dittatore Erdogan per fermare la rotta balcanica dei migranti fregandosene di quelli che dall’Africa del Nord partono verso l’Italia. E infatti ricorderemo il 2016 come l’anno con il record di sbarchi nella storia d’Italia. 

Juncker. Per 18 anni Primo ministro del Lussemburgo, oggi è a capo della Commissione europea Predica giustizia sociale rinnegando il fatto che lui stesso è il regista della più colossale distrazione di fondi dalle casse pubbliche di tutti i Paesi europei. Le politiche fiscali di Juncker hanno fatto arricchire il proprio Paese alle spalle degli altri partner europei, alla faccia dell’Unione e dello spirito comunitario che lui spera di rappresentare.

Obama. Vince il premio Nobel per la pace poi, nell’ombra, la sua amministrazione lavora per favorire le guerre in Libia, Ucraina e Siria. Senza dimenticare l’instabilità cronica in Iraq e Afghanistan il cui fardello lo paga principalmente l’Europa. Ha alimentato un clima di guerra fredda nei rapporti con la Russia.

Renzi, Merkel, Junker e Obama hanno perso. Il 4 dicembre hanno vinto tutti i cittadini. Adesso andiamo a votare. 

Mercurio, il voltafaccia europeo mette a rischio salute e ambiente

Mercurio, il voltafaccia europeo mette a rischio salute e ambiente

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di Piernicola Pedicini e Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

Il mercurio è una delle dieci sostanze più inquinanti al mondo. La Commissione ENVI del Parlamento europeo, grazie al lavoro del Movimento 5 Stelle, aveva deciso di eliminare definitivamente il mercurio in odontoiatria entro il 2022 e di installare separatori di amalgama per impedire allo stesso di finire nell’ambiente. Nonostante l’ampia maggioranza (55 voti a favore, 9 contro e 1 astensione), martedì scorso, a seguito dell’inaudito voltafaccia dei Socialisti e dei Verdi – che si sono alleati ancora una volta con il Partito Popolare e il Gruppo Liberale -, la posizione espressa dal Parlamento è stata completamente stravolta su tutto il pacchetto ed in particolare sull’uso dell’amalgama dentale in odontoiatria. Un perfetto esempio di superficialità e ambiguità, che di fatto delude le aspettative di quanti pensavano che avere un danno enorme alla salute e all’ambiente, provocato da un potenziale di 75 tonnellate l’anno di mercurio utilizzato per le otturazioni, equivalenti al 24% del totale utilizzo nella UE, avrebbe significato varare un accordo più serio e responsabile.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE
Ci auguriamo che nelle prossime ore vengano fatte nuove riflessioni e si ritorni alla proposta della Commissione ENVI. Questa speranza è rafforzata dai tanti firmatari della petizione www.change.org, che vogliono far pesare direttamente sul Consiglio europeo la loro opinione di liberi cittadini chiedendo d’inserire nella nuova proposta i miglioramenti di cui abbiamo parlato. Tutto ciò dovrà essere fatto da oggi alla data prevista per la prossima Conferenza delle Parti della Convenzione di Minamata che, sotto l’egida delle Nazione Unite, affronta proprio il tema del ciclo di vita del mercurio e evidenzia che questa sostanza rappresenta un problema sanitario molto diffuso e potrebbe avere effetti tossici sul sistema nervoso e immunitario, sull’apparato digerente, sui polmoni, sui reni, sulla pelle. Ed è stato riconosciuto come un pericolo ambientale riconducibile all’Alzheimer, alla sclerosi multipla e ai danni renali e cerebrali.

IL MOVIMENTO 5 STELLE NON SI ARRENDE
L’accordo raggiunto a livello europeo per l’eliminazione del mercurio dall’ambiente è quindi assolutamente insoddisfacente. Per questo motivo il Movimento 5 Stelle voterà contro la conclusione dell’intesa raggiunta nella notte tra il 6 e 7 dicembre tra il Consiglio europeo, rappresentato dalla presidenza slovacca, e il Parlamento comunitario, rappresentato da una squadra negoziale con a capo il tedesco Stephan Eck (della GUE). Considerato quanto è avvenuto non intendiamo di certo arrenderci. L’accordo può essere migliorato a partire dal prossimo gennaio, quando si insedierà la presidenza maltese. Ora, secondo la nuova proposta, i dentisti europei potranno continuare ad usare il mercurio per le otturazioni e, solo nel 2020, la Commissione europea riesaminerà la fattibilità dell’eliminazione del mercurio per gli interventi in odontoiatria, preferibilmente entro il 2030.

Il futuro è l’intelligenza artificiale – Intervista a Jerome Glenn

Il futuro è l’intelligenza artificiale – Intervista a Jerome Glenn

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Jerome Glenn è il cofondatore di Millennium Project, la più importante fondazione al mondo che fa ricerca sul futuro. L’obiettivo del suo lavoro è migliorare le prospettive dell’umanità per costruire un futuro migliore. Esattamente il contrario dei politici italiani che con Jobs Act e riforma delle pensioni hanno svenduto il nostro futuro.

Abbiamo chiesto a Jerome Glenn quali opportunità e quali rischi porta con se la quarta rivoluzione industriale. L’intelligenza artificiale sta cambiando l’economia, la società e per certi versi anche l’identità stessa dell’uomo. Il Movimento 5 Stelle vuole governare questo fenomeno che è irreversibile. Non si può fermare! Occorre strategia e visione politica. Se oggi la politica lo rinnega rischia di regalare il futuro della nostra società a multinazionali pronte a sfruttare la tecnologia, non per ridistribuire ricchezza e benessere, ma per moltiplicare i loro affari. Per il Movimento 5 Stelle l’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Nessun cittadino deve restare indietro!

VIDEO. Ascolta e condividi l’intervista a Jerome Glenn.

1) Che cosa è la quarta rivoluzione industriale?

La dicitura “quarta rivoluzione industriale” rappresenta un’analisi relativamente superficiale di quello che sta accadendo: non si tratta solo di connettere macchine al Wi-Fi, c’è molto di più. La quarta rivoluzione industriale, l’Internet delle cose (Internet of things), è relativo ai processi produttivi: l’intera catena del valore viene collegata all’intelligenza, ma c’è molto di più. In gioco c’è il futuro. La biologia di sintesi potrebbe rappresentare una rivoluzione di portata ben più ampia rispetto alla rivoluzione industriale in sé. Di conseguenza, se le persone si concentrano solo sull’incremento della produttività nell’industrializzazione, stanno perdendo di vista molto di quello che succederà in futuro.

2) Le precedenti rivoluzioni industriali hanno cambiato il nostro modo di agire, l’economia e la società. Questa nuova rivoluzione industriale sembra, invece, incidere anche sulla stessa natura umana. È così?

È così. Esistono tre tipi di intelligenza artificiale che vengono regolarmente confuse in tutto il mondo. La confusione non aiuta la discussione, pertanto consentitemi di fare un po’ di chiarezza. Quella che abbiamo oggi è l’Intelligenza Artificiale Debole (Artificial Narrow Intelligence – ANI). Si tratta di software, come AlphaGo, beat the Go Champion oppure One in chess e il genere di sistemi intelligenti che abbiamo oggi è ristretto: non puoi trasformarlo in qualcos’altro, dovresti riprogrammarlo. Anche AlphaGo, se vuoi sostituire alla griglia 19 x 19 una da 20, devi riscrivere tutto il programma. È l’intelligenza ristretta, quella che abbiamo oggi. La seconda è l‘Intelligenza Artificiale Generale (Artificial General Intelligence – AGI), che potremo raggiungere o meno. Con questa possiamo riscrivere il codice sulla base dell’Internet delle cose. Saremo in grado di riscrivere ogni genere di altra attività in tutto il mondo e questa intelligenza sarà in grado di apprendere simultaneamente da tutto il mondo, riscrivere il proprio software e, di conseguenza, apprendere con grande rapidità. La terza è la super intelligenza artificiale (Artificial super intelligence – ASI). Essa è in grado di definire i propri obiettivi ed è quella che spaventa gli amanti della science fiction. Le persone la confondono con la prima e dicono “oddio, ci siamo, siamo già arrivati a quel genere di intelligenza di cui Hawkins e tutti gli altri hanno paura”. No, non siamo ancora arrivati a questo stadio. Ma ho menzionato questi tre tipi di intelligenza artificiale per dire che Intelligenza Artificiale Debole metterà fuori gioco molto lavoro e molta forza lavoro in tutto il mondo. Entro il 2035 l’Intelligenza Artificiale Generale metterà fuori gioco la maggior parte del lavoro, pertanto questo processo in due fasi deve essere chiaro. La normale concezione di occupazione, con un normale lavoro, stipendiato, potrebbe riguardare solo 1 miliardo di persone circa entro il 2050; il resto potrebbe lavorare per conto proprio o trovarsi in una sorta di transizione verso il lavoro in proprio. L’idea di occupazione in passato implicava che si dovesse andare da qualche parte, l’idea di avere una propria attività non era contemplata. Bisognava andare da qualche parte per lavorare; adesso non si deve necessariamente andare da qualche parte, è possibile connettersi con tutto il mondo, creare la propria vita. Questo è quello che chiamiamo self-actualizing economy. La transizione verso essa potrebbe verosimilmente richiedere una qualche forma di reddito annuo garantito, ma oggi ciò oggi non è economicamente vantaggioso. Basta dare uno sguardo alla curva a campana del costo della vita. Sappiamo che attualmente l’elettronica scende nel costo per capacità. Ma alla fine seguirà la curva, pertanto ciò significa che quello che dovevi pagare per il costo della vita potrebbe ridursi e poiché si tasseranno nuovi oggetti come robot o altri tipi di oggetti, si creerà nuova ricchezza, che potremo utilizzare per rendere economicamente sostenibile una sorta di reddito annuo base, al fine di evitare che tante persone si ritrovino per strada. Pertanto, il cambiamento culturale significa che in passato dovevi imparare a inserirti in un sistema, che ti piacesse o no, mentre in futuro dovrai verosimilmente realizzare te stesso. Il vecchio “Conosci te stesso” di Socrate diventerà il tuo mantra e meglio riuscirai a essere te stesso meglio riuscirai a trovare mercati per te in tutto il mondo. Si tratta di una concezione completamente nuova dell’economia, perché in passato identificavamo il nostro valore nella soddisfazione del nostro capo per il nostro lavoro, che fossimo economisti, medici, etc., ma molte di queste professioni saranno ridimensionate dall’intelligenza artificiale, debole e generale. Pertanto continueremo a costruire le competenze fondamentali, ma non necessariamente la professione, nello stesso modo, e il futuro sarà molto più complesso, con diversi tipi di attività economiche create dai singoli, non solo dalle aziende.

3) La quarta rivoluzione industriale porterà più benessere per tutti?

Ritengo sia importante per le persone sapere come ciò sia possibile: una cosa è avere una capacità tecnologica e un’altra è il suo utilizzo da parte delle persone. La mia prima e-mail risale al 1973 e ho sentito persone che mi dicevano: “non mi serve un computer per comunicare, ho un fax”. Davvero, lo dicevano. A volte abbiamo bisogno di molto tempo per implementare le novità. Abbiamo presentato tre diversi scenari futuri collegati a questo. Il primo si chiamava Mix bag: l’idea è che come Internet si è diffuso lentamente e in modo irregolare nel mondo, altri strumenti per attuare l'”abbondanza radicale” potrebbero richiedere un po’ di tempo prima che le persone siano in grado di utilizzarli, ma è una sfida importante per portare le persone in tutto il mondo a dire: “Va bene, in che modo è possibile mettere questi strumenti per l’abbondanza radicale a disposizione di più persone, in maniera corretta, per aiutare a ridistribuire alcuni dei mezzi di produzione?” Perciò, penso che succederà esattamente come dicono? No, perché bisogna tenere conto della natura umana e della lentezza con cui talvolta le persone cambiano.

4) La politica come cambierà? Si affermerà la democrazia diretta o arriverà una risposta dell’oligarchia delle lobby?

Una delle regole fondamentali che ho imparato in 45 anni di ricerca sul futuro è che tutto diventerà più complesso di quello che pensi. Perciò immagina che la gestione del potere si complicherà più di quanto tu non creda e poi raddoppia il risultato. In origine, l’organizzazione del potere all’interno della società era appannaggio della religione. Poi, il potere è stato rappresentato dagli Stati nazionali, con Napoleone che si impossessa della corona e si auto-incorona, giusto? La religione non è stata sostituita, c’è ancora, ma il potere del governo è cresciuto su di essa ed è diventato un nuovo tipo di potere. Oggi, le aziende stanno costruendo il potere anche al di là degli Stati nazionali, perché sono in grado di muoversi più rapidamente di essi e il potere dei singoli è destinato a crescere sul potere delle aziende. Pertanto gli individui avranno molto più potere per creare attività e azioni e coalizioni ad hoc, che potremo definire le politiche in futuro. Se per politica si intende la guida dei cittadini e la loro crescita, allora i singoli, in modo complesso e in tutto il mondo, saranno coinvolti nella politica, ma ci saranno ancora governi che definiranno le regole, ci saranno ancora le aziende che organizzeranno i sistemi di produzione e ci sarà ancora la religione, che proverà a definire il valore delle cose. Immagina tutti questi sistemi di potere insieme e potrai comprendere che cosa sta succedendo. Tuttavia, la grande variabile sarà l’individuo che diventerà molto più potente perché quando vogliamo che il governo realizzi le cose, come per esempio riparare un buco in una strada, io adesso avrò un semplicissimo sistema portatile 3D che potrà farlo e quindi perché mai dovrò rivolgermi al governo? Posso andare io e risolvere il problema, giusto? Potremo avere città o auto-guarigioni con sistemi di sensori robotizzati e sistemi di riparazione. Pertanto molte delle cose che chiediamo ai governi oggi potranno cominciare a essere realizzate dagli individui: è l’individuo che acquisisce più potere sugli altri poteri. È questa la vera rivoluzione.

LEGGI GLI APPROFONDIMENTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE SULLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.

IL MOVIMENTO 5 STELLE SOSTIENE LA #QUARTARIVOLUZIONEINDUSTRIALE

QUANDO IL MEDICO È UN ROBOT. #QUARTARIVOLUZIONEINDUSTRIALE

Anci zero tituli

Anci zero tituli

Anci zero tituli

di Laura Castelli

Noi abbiamo presentato su questa legge al senato, anche se sappiamo che non è stato discusso, un pacchetto “enti locali“. Lo stesso che avevamo presentato alla Camera, e che ha avuto uno schiaffo in faccia da parte di questo governo ricattatore. Questo pacchetto noi lo abbiamo riproposto e la dimostrazione massima di ciò che ha ottenuto l’Anci, che ha fatto in questi mesi la trattativa per i Comuni e per le città metropolitane e per le province, lo vediamo davanti agli occhi di tutti. Il risultato ottenuto da Anci è assolutamente zero. Ha fallito completamente, anzi forse è pure peggio perché ciò che arriverà dopo sarà sicuramente peggio. Si è fatto il gioco della scarpa destra prima e la scarpa sinistra dopo il voto, e l’Anci ha lasciato che questo accadesse, sulla testa dei cittadini.
Oggi i nostri comuni, i nostri enti locali, si trovano senza le norme che sono necessarie per andare avanti e assicurare i servizi essenziali ai cittadini, perché purtroppo le fa ancora questo governo. E questa è una cosa che non può essere in qualche modo giustificata da nessuno. Io non posso scusare nessuno per questo approccio utilizzato dall’Anci nei confronti di tutti i cittadini.
Decaro del partito democratico, lui stesso ha fatto dell’Anci ancora una volta lo zerbino di Renzi, e di questo governo, prestandosi al ricatto elettorale, per cui bisognava aspettare di fare le norme che interessassero i comuni, dopo la riforma costituzionale. Quindi: “Prima aspettiamo di vedere l’esito di questo referendum costituzionale”, diceva Renzi, e Decaro è stato tranquillo e buono ascoltando il ricatto del suo partito.
E oggi quello che abbiamo sono gli enti locali che sono in uno stato di paura e dramma perché non sanno come chiudere i loro bilanci, che cosa assicurare ai saldi di finanzia pubblica… Sono cose che uno pensa facciano parte della burocrazia. In realtà fanno parte della vita quotidiana perché questo significa che non possiamo spazzare la neve, questo significa che il riscaldamento nelle scuole dei nostri figli sarà spento, che gli asili non li possiamo finanziare. Questo perché? Per l’ennesimo gioco di potere.
E poi arriva il bello, cioè un Anci che ci dice che c’è ancora una trattativa in atto. Una trattativa che probabilmente porterà al Milleproroghe. Ora io voglio sapere l’Anci con chi diavolo sta trattando, esattamente. Perché in questo momento non c’è un governo! Renzi si è dimesso, il suo governo va a casa. Con chi tratta Anci? La prossima settimana faranno delle riunioni con i comuni, con i sindaci. Io voglio sapere se Anci sa, per caso, prima di Mattarella, chi prenderà il posto di Renzi!
Allora o ci dicono che sanno già chi metteranno, perché metteranno sicuramente un governo che è lo stesso che oggi sta cadendo a pezzi ed è crollato a pezzi, grazie al “no” su questo referendum, oppure non parliamo di trattativa. Perché guardate che i comuni non possono più accettare ricatti. Non devono più accettare questi ricatti. Fatti da che cosa? Da un ente come Anci che ha fatto in questi anni lo zerbino e che anche quest’ anno ha continuato a farlo! Nonostante diceva che avrebbero usato un altro metodo, un altro modo..
Quindi io vorrei una risposta. Vorrei sapere con chi è che tratta Anci in questo momento, e soprattutto con chi tratterà nelle prossime settimane, visto che nessuno ad oggi sa chi prenderà il posto di questo governo. Per queste ragioni noi siamo convinti che si bisogna andare al voto subito per evitare che gli italiani vengano presi ancora una volta in giro e perché possano scegliere una volta per tutte che cosa fare delle proprie vite. Perché, che siano scelte politiche drammatiche, che siano di responsabilità, lo sappiamo tutti. Chiunque venga avrà un grandissimo lavoro da fare. Ma gli italiani devono scegliere. Devono scegliere una volta per tutte. Perché il dramma di questi tre anni, come lo abbiamo vissuto noi, come lo hanno vissuto i cittadini, non ha eguali.

 
 

Programma Energia M5S: Scoraggiare l’uso della benzina e del gasolio

Programma Energia M5S: Scoraggiare l'uso della benzina e del gasolio

Programma Energia M5S: Scoraggiare l’uso della benzina e del gasolio

Oggi si discute il primo quesito del programma Energia del MoVimento 5 Stelle: “Sei d’accordo con lo sviluppo di politiche che scoraggiano l’uso della benzina e del gasolio?”. La settimana prossima si terrà la votazione online. Avete il tempo per informarvi e fare una scelta consapevole. Iniziamo con il contributo di Valerio Rossi Albertini, chimico fisico. Potete vedere il video sopra o leggere le sue considerazioni qui sotto. Utilizzate i commenti per discutere e segnalare link e video di approfondimento.

di Valerio Rossi Albertini

Nel Programma Energetico del Movimento 5 Stelle si parla del progressivo abbandono dei combustibili fossi, in favore di altre forme di energia più sostenibili. Le forme di energia rinnovabili.
Sappiamo che una grande quantità di energia viene consumata sia per i trasporti che per l’agricoltura. E’ il momento di capire come i singoli cittadini possano intervenire, come le politiche individuali possano consentire una progressiva transizione dalle forme energetiche convenzionali alle nuove forme energetiche rinnovabili e sostenibili. Che cosa può fare ognuno di noi per favorire questa transizione?

IL CASO EUROPA: NORVEGIA E OLANDA BANDISCONO VEICOLI A BENZINA E DIESEL
La prima osservazione è che non saremmo i pionieri di questa conversione.
In Nord Europa, in Norvegia e in Olanda, è stato intrapreso l’iter parlamentare per la messa al bando dei veicoli che sono alimentati dalle fonti tradizionali: veicoli a benzina e veicoli a diesel. Significa che è possibile, si può fare.
Non è un obiettivo velleitario, non è un’utopia. E’ a portata di mano. E’ un obiettivo che dobbiamo riuscire a centrare, quanto più rapidamente possibile.
E’ notizia di qualche giorno fa che l’ente europeo preposto alla sorveglianza del Pianeta e del Clima, ha sentenziato che nel 2015 abbiamo raggiunto e superato la soglia critica di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera.
Sono le cosiddette 400 parti per milione. Possono sembrare poche, ma in realtà innescano un processo che si chiama effetto serra che sta producendo gli sconvolgimenti climatici a cui assistiamo.
Il 2016 sarà l’anno più caldo della storia (da quando nel 1880 si è iniziato a registrare con metodi scientifici la temperatura del Pianeta).
Non è un caso isolato come alcuni sostengono: 9 anni su 16 nel 21esimo secolo sono stati i più caldi della storia.

EFFETTO SERRA: LA CAUSA DEI PROCESSI CLIMATICI VIOLENTI
Che cosa è l’effetto serra? Perché è così urgente cambiare la forma di produzione di energia?
L’effetto serra noi lo sperimentiamo spesso, pur non sapendolo.
Se parcheggiamo l’automobile in una giornata invernale, fredda ma assolata, quando ritorniamo dentro l’auto, sentiamo caldo: quello è l’effetto serra. I raggi solari sono penetrati attraverso il parabrezza e i finestrini, hanno scaldato la tappezzeria dell’abitacolo e il calore che si è prodotto non è più riuscito a sfuggire dall’interno dell’abitacolo.
La stessa dinamica avviene su scala planetaria. Nella combustione delle materie fossili (petrolio e derivati, benzina e gasolio, carbone e in misura minore i gas naturali come gpl e metano), si produce un gas che è chiamato anidride carbonica o biossido di carbonio (CO2).
L’anidride carbonica svolge la stessa funzione del parabrezza per l’abitacolo: crea uno strato all’interno dell’atmosfera attraverso il quale i raggi del sole penetrano, toccano la Terra, si convertono in calore ma non consentono a questo calore di sfuggire verso lo spazio esterno. Il calore insiste al suolo, innescando una serie di processi che stanno diventando sempre più violenti.
Alle nostre latitudini si stanno verificando delle condizioni estreme come frequenti trombe d’aria e alluvioni. Perché?
Perché i fenomeni estremi hanno questa caratteristica: di passare da un estremo all’altro. A un periodo di forte siccità segue un periodo di piogge torrenziali. L’umidità che si è accumulata a causa dell’evaporazione in atmosfera tenderà a riprecipitare in forma rovinosa ed ecco le tante alluvioni.
Se aggiungiamo la vulnerabilità del nostro territorio a causa del dissesto idrogeologico ecco che in Italia la situazione può diventare particolarmente critica.
Come possiamo fermare tutto questo? Evitarlo completamente non è possibile, possiamo ridurne gli effetti.

TRASPORTI: MOBILITA’ ELETTRICA
Primo fra tutti, visto che i trasporti sono una delle voci principali, c’è la mobilità elettrica. La conversione all’auto elettrica. L’auto elettrica oggi costa ancora tanto, indubbiamente, ma solo perché non esiste una produzione industriale abbastanza sostenuta. Altrimenti, una volta innescata l’economia di scala, il prezzo dell’auto elettrica scenderebbe. Gli analisti e gli esperti ci dicono che sarebbe più economica rispetto all’auto convenzionale.
E’ necessario costruire una rete di infrastrutture: colonnine di cariche elettriche, di generazione di quella elettricità in forma rinnovabile. La mobilità elettrica non è un capriccio, ma l’ultimo tassello di un quadro complessivo.
Immaginiamo una catena, una filiera: energia rinnovabile prodotta da fonti pulite e utilizzo pulito attraverso mezzi elettrici dell’energia prodotta.
Eliminiamo lo spreco e l’inquinamento dell’ambiente.

FERMARE L’INQUINAMENTO
Nel 2013 l’ente europeo preposto alla sorveglianza della situazione ambientale e della salute dei cittadini ha confermato che in Italia ci sono state oltre 50mila morti dovute a patologie legate all’inalazione delle polveri sottili. Nei centri urbani è la prima causa di mortalità.

Le cose da fare individualmente sono:
1) prendere coscienza che è necessario ridurre l’uso di energia
2) affidarsi al trasporto pubblico oppure privato e chi è nelle possibilità di farlo, scegliere la mobilità elettrica
3) scelte politiche: premere su tutti quelli che il potere di decidere di questa conversione energetica, che passa attraverso la politica ad intraprendere una strada che ci possa consentire di avvicinarci ai Paesi virtuosi del nord Europa.

L’Italia può essere d’esempio
La Norvegia e l’Olanda sono tra i Paesi del Nord Europa che hanno intrapreso la strada della conversione alla mobilità sostenibile, mettendo al bando, entro un periodo di tempo, tutti i quanti i veicoli a combustione interna. Come si raggiunge questo obiettivo? Nell’arco di 10 – 15 anni è possibile, attraverso una politica di incentivi e disincentivi.
Aumentando il costo del bollo e delle assicurazioni per i veicoli tradizionali e applicando sgravi fiscali per chi acquista un’auto elettrica. Possibilità per le auto elettriche di circolare all’interno dei centri urbani, nelle cosiddette zone a traffico limitato, oppure di parcheggiare sulle strisce blu gratuitamente. Esenzione permanente del bollo per i veicoli elettrici.
Il Governo centrale dovrebbe eliminare tutte quante le spese, le tasse sui veicoli elettrici. Una politica di priorità per l’auto elettrica: come esistono le strisce gialle e blu, possono esistere le strisce verdi per i veicoli elettrici. Colonnine di ricarica veloce (una volta il tempo di ricarica superava le 8 ore, oggi è possibile ricaricare un’auto in 20 minuti). Se ci fosse un accoppiamento fra i parcheggi verdi e le colonnine di ricarica, gli utenti sarebbero incoraggiati a utilizzare l’auto elettrica. Noi auspichiamo che la ricarica dell’auto elettrica possa essere gratuita.
Peserebbe sulla fiscalità generale? Sì. Ma per innescare il processo sarebbe una spesa modesta rispetto l’illuminazione pubblica, ad esempio.
Un altro grande vantaggio riguarda i costi occulti di cui non ci rendiamo conto. Mi riferisco alle patologie legate alle emissioni delle auto a combustione interna (gasolio e benzina) che incidono sulle spese sanitarie. Questi costi sono riducibili e recuperabili e potremmo utilizzare questi soldi per uno scopo più utile e nobile. Abbiamo due alternative:
1. continuare in questa maniera con i vantaggi che indubbiamente comporta: la possibilità di fare rifornimento e di poter percorre distanze lunghe (cosa che non è possibile fare oggi con l’auto elettrica perché non esistono le infrastrutture). Sapendo che tutti questi vantaggi e tutta questa comodità non saranno disponibili a lungo. Perché la situazione tenderà progressivamente a degenerare e già adesso iniziamo a patirne le conseguenze.
2. sostenere politiche che scoraggiano l’uso di benzina e gasolio a favore di di altre forme di energia più sostenibili. Le forme di energia rinnovabili.

AGRICOLTURA: SCEGLIERE GENERI AGRICOLI SOSTENIBILI
Se nel caso dei trasporti le scelte individuali possono ripercuotersi immediatamente sulle politiche di mobilità, nel caso dell’agricoltura è più difficile individuare un’azione del singolo cittadino per migliorare la situazione di produzione dei generi agricoli. Qualche cosa però si può fare: la selezione dei cibi che arrivano sulle nostre tavole. Esistono dei generi agricoli che sappiamo essere prodotti con agricoltura intensiva, con un uso massiccio di prodotti chimici come diserbanti, anticrittogamici, concimi chimici. Anche in questo caso noi possiamo orientare le scelte con un’azione collettiva che scoraggi l’utilizzo di questi prodotti chimici propendendo per altri generi agricoli. Possiamo dare un chiaro segnale alla politica e ai produttori che anche in questo caso è possibile intraprendere una strada più sostenibile e salutare.

Quelli che vi ho presentato sono dati scientifici. Ora tocca a voi decidere se volete continuare a sostenere una politica di incentivi delle fonti tradizionali oppure se fare pressione perché in tempi brevi si possa raggiungere una condizione più sostenibile per la produzione di energia e il suo utilizzo per il trasporto.

 
 

Pesca: abbiamo scritto le regole per salvare il mar Mediterraneo

Pesca: abbiamo scritto le regole per salvare il mar Mediterraneo

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di Marco Affronte, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa.

Siamo orgogliosi di annunciare che, dopo un lungo braccio di ferro con il Consiglio europeo, è stato trovato un accordo sul rapporto legislativo sulla “Raccolta Dati di Pesca” scritto dal Movimento 5 Stelle. Adesso si fa sul serio per salvare davvero il Mar Mediterraneo.

VIDEO. Abbiamo scritto le regole per salvare il Mar Mediterraneo. Condividi il video di Marco Affronte

“Questo regolamento negoziato in fase di trilogo costituisce la struttura per raccogliere tutti i dati scientifici legati alla pesca. Le decisioni politiche che l’Unione Europea prende e che riguardano lo sfruttamento di risorse naturali, come la pesca, devono essere basate su solide valutazioni scientifiche. Prima di prendere delle decisioni bisogna rispondere a queste domande: come stanno gli stock? Quanto pesce c’è nel mare e dove migra? Quanto ne possiamo pescare senza danneggiare la risorsa? Per avere queste valutazioni, servono i dati. Questo regolamento costruisce le basi per la raccolta dati. Per la prima volta verranno inclusi anche i dati che provengono da altri settori che impattano sull’ecosistema marino: la pesca ricreativa e l’acquacoltura. Il settore della pesca dovrà essere considerato come un sistema unito, e non solo nella sua sfaccettatura commerciale.

Come stanno le cose oggi? Attualmente i dati sono raccolti su base nazionale e si trovano dentro database anch’essi nazionali. Gli Stati membri non dialogano fra di loro e così non si conosce il reale stato di salute del nostro mare. Abbiamo ottenuto che si creino dei database regionali, in modo da avere dati più ampi e confrontabili tra loro. Ad esempio, nel mar Adriatico non ha senso valutare singolarmente quelli di Italia, Slovenia e Croazia (e magari anche Montenegro e Albania): serve un contenitore unico di dati, raccolti con le stesse modalità, che contenga una visione complessiva. Questi dati saranno a disposizione di tutti: istituzioni, ricercatori, associazioni ambientaliste e chiunque sia interessato a studiarli e valutarli. La trasparenza e la partecipazione al processo decisione per noi è un valore.

Il rapporto legislativo contiene molti altri punti. E’ un regolamento tecnico, difficile da comunicare, ma di estrema importanza per una pesca che sia sostenibile, non solo a parole, ma su basi scientifiche. La conoscenza scientifica della situazione del mare è imprescindibile per qualunque scelta di buona politica. Non si può basarsi su dati lacunosi o, ancor peggio, su sensazioni: sarebbe assurdo e pericoloso per l’equilibrio dell’ecosistema marino. E credo che i politici sarebbero irresponsabili a prendere decisioni che non siano basate su evidenze scientifiche. Lo abbiamo fatto con successo sulla taglia delle vongole, vorremmo lo si facesse per qualunque decisione da prendere”.

#StopVivisection, la Commissione ignora un milione di firme

#StopVivisection, la Commissione ignora un milione di firme

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Vi ricordate dell’iniziativa “Stop Vivisection“? Oltre un milione di cittadini provenienti da almeno un quarto degli Stati membri ha firmato questa speciale petizione. Si è arrivati al traguardo che legittima l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) e che ha il compito di indirizzare la Commissione europea a legiferare su un dato argomento. Come si sarà comportato l’esecutivo comunitario dinanzi a una mobilitazione pubblica di tale portata? Non ha fatto praticamente nulla di quanto richiesto. L’iniziativa “Stop Vivisection” aveva l’obiettivo di stimolare il dibattito sull’evidenza scientifica che non esistono specie animale che possano essere modello biologico per un’altra specie. Lo testimoniano testi importanti e numerose statistiche di cui vi abbiamo già parlato qui.

L’attuale stato della salute umana è dunque imputabile non solo alla crescente diffusione delle sostanze chimiche (300 di esse si ritrovano nel corpo umano) ma anche all’impossibilità di valutarne e controllarne gli effetti, dovuta all’uso predominante dei test su animali. Il “modello animale” produce danno su tutti i fronti: nella ricerca biomedica destinata alla cura delle malattie e nella ricerca tossicologica, destinata alla prevenzione delle stesse. In entrambi i casi essa moltiplica il danno prodotto dalle sostanze chimiche e intralcia lo sviluppo dei metodi scientifici, basati su prove di evidenza. Molti metodi innovativi sono già disponibili, ma vengono per lo più ignorati.

Ecco perché il Movimento 5 Stelle, assieme a “Stop Vivisection”, ha voluto organizzare al Parlamento europeo una contro-conferenza parallela a quella tenuta dalla Commissione europea lo stesso giorno. Vi riportiamo le principali testimonianze.

André Menache, scienziato del comitato “Stop Vivisection”:

Gianni Tamino, scienziato del comitato “Stop Vivisection”:

Candida Nastrucci, presidente di TheAlternatives:

“La visione economica dell’Europa è a matrice tedesca”, di Giulio Sapelli

“La visione economica dell’Europa è a matrice tedesca”, di Giulio Sapelli

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L’Europa sbaglia se pensa di poter influenzare il voto popolare. Non ha alcuna legittimazione democratica, i membri del Consiglio sono i capi di Stato mentre la Commissione europea è nominata dagli organi governativi, che io sappia non c’è stata alcuna costituente europea. Quindi l’Europa non ha alcuna legittimità politica. Il Parlamento europeo che dovrebbe essere l’unico ad averla, ma questo la gente non lo sa, non ha alcun potere. Infatti non si parla di leggi europee, ma direttive europee o regolamenti. Giuridicamente di possono abbandonare, ad eccezione del Trattato di Maastricht. Mentre i regolamenti come il 3% o il Fiscal Compact, che è una follia, sì. Sono frutti dell’ordoliberismo anche se la gente non sa più cos’è. Queste idee erano di una minoranza, il contrario del liberalismo è mettere in una costituzione quale deve essere la forma della politica economica e negare la democrazia. Noi abbiamo messo nella Costituzione, seguendo quella tedesca che è antidemocratica e antiliberale per eccellenza, che non dobbiamo fare debito pubblico. Ma non se n’è accorto nessuno. Cosa c’importa del deficit, il Giappone ha il 250% del debito pubblico ma il 3% di disoccupazione, io mi tengo il secondo dato. Certo che una volta persa la sovranità monetaria, se non mi comprano i titoli di Stato vado in default. Ma se posso stampare moneta o se funzionasse una forma simile a quella degli Stati Uniti tutto cambia: moneta unica ma libertà di default o libertà di aiuto“.

Perché il PD vota al Parlamento europeo nella direzione dell’austerità?
Sbagliano. Questo partito ha una falsa coscienza di sé, e non ha una teoria economica. Ha sposato le teorie dell’ordoliberalismo. Terribili e neoliberali che stanno distruggendo l’economia italiana e dell’Europa“.

La visione economica di questa Europa è solo di matrice tedesca?
Si, solo che loro l’hanno camuffata e la chiamano economia sociale di mercato. Ma non c’è un testo su quest’ultima, ma un libro di un sociologo. È l’economia ordoliberista tedesca: né debito pubblico né intervento pubblico. Ma il mondo è sempre andato avanti così. Poi loro lo fanno, perché hanno speso 250 miliardi prima del 2008 per salvare le banche. Hanno nazionalizzato due volte la Commerzbank, si governa con la menzogna. E gli altri stanno li a sentirla. Se lo fa Monti sappiamo tutti da dove viene, si è incontrato con un personaggio come Napolitano che tutto è stato meno che un presidente della Repubblica indipendente, autorevole e legato al proprio Paese. Quindi c’è stato un colpo di Stato contro Berlusconi che non era più gradito. Ma scordiamoci il passato. Quali sono stati i periodi nei quali siamo cresciuti del 6-7%? Quando c’era l’impresa pubblica, quella mista. Ma in tutto il mondo c’è l’impresa mista. Le tigri asiatiche erano tutte pubbliche“.

Perché abbiamo svenduto la nostra industria pubblica?
Non abbiamo deciso noi, ma una casta rappresentata dai suoi intellettuali cosmopoliti e da una destra, quella berlusconiana, che si sono unite. Noi siamo entrati nella globalizzazione in modo subalterno, non autonomo. Ricordi sempre che chi ha provocato i drammi della liberalizzazione sregolata sono stati Blair e Clinton, è stata la sinistra che ha tradito il suo popolo. Perché governata dalla finanza, la finanza era di sinistra e l’industria di destra. Thatcher e Reagan rispetto ai primi due erano delle mammolette. Non hanno fatto i danni che hanno fatto quei due cavalieri dell’apocalisse. Soprattutto sul mercato del lavoro, con le teorie del neoschavismo. Come si fa a parlare di capitale umano quando tieni uno sei mesi e poi lo mandi via? O adesso danno i voucher, è la prima volta che il capitalismo incorpora dei meccanismi di formazione economica e sociali come lo schiavismo. Qui non si comprano le ore di lavoro, ma la vita delle persone. Questo l’ha fatta gente di sinistra o presunta tale. In Italia i vari giuslavoristi, complimenti“.

Una banca pubblica potrebbe essere una prima soluzione?
Prima bisogna avere un’idea chiara sull’Euro, se lo riformiamo e altro. Queste cose sono molto delicate, bisogna farle con perizia tecnica. Certo, bisogna riformare lo statuto della BCE in modo completo, ovvero farla diventare come la Federal Reserve. Dovremmo avere una rappresentanza dei singoli Stati all’interno, se la vogliamo ancora mantenere. Non ci sarebbe nulla di male nel tornare alle banche nazionali centrali. Anzi, dal punto di vista della regulation sarebbe anche meglio. Forse dovremmo pensare a un sistema misto, ma la Germania non vuole. Loro hanno uno spirito di dominio, credono di aver ragione. Sarà molto dura convincerli“.

Non conviene iniziare a pensare ad un’uscita ordinata dalla moneta unica?
Questa è un’ipotesi. L’importante è che si cominci a pensare ordinatamente. Non è detto che alla fine si decida di uscire, dopo la Brexit s’imponeva una riflessione scientifica e politica. La maggioranza di queste persone, gli scienziati, non hanno ambizioni ma amano l’umanità e il loro Paese. Cosa che i burocrati di Bruxelles non fanno, nemmeno sono venuti per il terremoto“.

Come vede il futuro dell’Europa?
Sono molto preoccupato per la situazione economica e per la rinascita del neofascismo e del neonazismo. Io vi ammiro perché sono nato e vissuto quando c’erano i profeti del ’68, per colpa loro ho vissuto sei mesi fuori casa. Voi non dite alla gente di sparare, ma di farsi eleggere nei comuni e nei parlamenti. E questo è un ruolo impagabile che svolgete. Perché allora quel vuoto non lo colmi nessuno, stare vicino a chi non ha speranza. Io questo ve lo riconosco in pieno“.

#FondiEuropei: workshop al Parlamento europeo

#FondiEuropei: workshop al Parlamento europeo

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L’Italia rischia di perdere 3,6 miliardi di euro di fondi europei. Al 30 settembre 2016, non è stata certificata l’87% della spesa totale che spetta al nostro Paese: restano da liquidare ancora 3.6 miliardi totali, di cui ben 3,2 nei programmi regionali e nazionali che insistono sulle regioni del Sud Italia, le regioni più povere. Se entro il 31 marzo 2017 l’Italia non presenterà gli ultimi documenti validi per ottenere i fondi europei per la programmazione 2007-2013, perderemo 3,6 miliardi di euro.

VIDEO. I fondi europei servono ai cittadini per progettare un nuovo futuro. Ecco come è andata FondiAmo.

Il Movimento 5 Stelle Europa propone sei punti per un migliore uso dei fondi.

1) programmazione basata sui veri bisogni del territorio.
2) maggiore trasparenza nei bandi.
3) presenza di un Ministero dedicato alla coesione territoriale (e non delegato alla Presidenza del Consiglio).
4) ripartizione dei target di spesa in maniera più omogenea durante la fase di programmazione per evitare ‘corsa alla spesa’ e progetti fantoccio.
5) maggiore attenzione alla scelta dei dirigenti e delle rispettive competenze. Un uomo nel posto sbagliato combina solo danni.
6) Lotta all’austerity. I fondi strutturali devono essere completamente esclusi dai paletti imposti dal Patto di stabilità, altrimenti i Comuni non troveranno mai i fondi per cofinanziare i progetti europei.

Ogni fondo prevede un obiettivo specifico e diverso dagli altri. E’ fondamentale conoscerli e saperli sfruttare al meglio. Ecco perché il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle organizza al Parlamento europeo un workshop di tre giorni rivolto ai consiglieri M5S eletti nei Comuni e nelle Regioni del Centro Italia. Si tratta di un corso intensivo di formazione e informazione sui fondi stessi, arricchito dalla partecipazione di relatori esperti di europrogettazione e di funzionari della Commissione Europea. Tutti possono seguire l’evento in live streaming.

Workshop dell’8 dicembre alle ore 15:00

Workshop dell’8 dicembre alle ore 12:00

Workshop del 7 dicembre alle ore 15:00. I fondi europei: aspetti generali. Cosme e Life

di Fabio Massimo Castaldo, Efdd – M5S Europa.

“Uno dei temi più sentiti e inerenti l’Unione Europea è senz’altro quello dei fondi. Questo, anche perché, soprattutto in Italia, spesso e volentieri restano inutilizzati o vengono sprecati. Dopo il successo della prima e della seconda edizione, questo terzo appuntamento consolida un progetto nel quale credo molto. Il workshop ‘FondiAmo’, infatti, è uno strumento importante, volto a formare un vero e proprio ponte tra le realtà locali e Bruxelles. Ho voluto trasformare la visita al Parlamento europeo, che ciascun eurodeputato può organizzare per un totale di 110 persone l’anno in un’occasione per condividere un momento di formazione.

Un percorso iniziato in Europa ma che ho ripetuto anche a livello locale. La mia idea, infatti, è stata quella di organizzare eventi che siano aperti a tutti: artigiani, agricoltori, piccoli e medi imprenditori, per fare in modo che i cittadini conoscano quegli strumenti che l’Europa fornisce per poter implementare e supportare la crescita nei territori stessi. È un obiettivo ambizioso, ma come MoVimento 5 Stelle possiamo, dobbiamo e vogliamo perseguire. Sì, perché essere al servizio dei cittadini significa anche avvicinarli alle istituzioni e rendere comprensibili e fruibili quei meccanismi che sembrano, invece, difficili e complessi”.

Chi vuole seguire tutte le attività di FondiAmo può approfondire a questo link.

Il MoVimento 5 Stelle: un corpo solo, un’anima sola

di Beppe Grillo

La visione del MoVimento 5 Stelle è una ed è quella decisa dagli iscritti certificati in Rete in conformità con le regole e i principi fondanti fissati dai garanti.
Il programma del MoVimento 5 Stelle viene deciso dagli iscritti che saranno chiamati a esprimersi online.
Il candidato premier del MoVimento 5 Stelle sarà un candidato premier portavoce che proporrà agli italiani il programma di governo 5 Stelle votato in Rete. Chi si candiderà a premier o a parlamentare non si candida a proporre un suo programma, ma si impegna a rendere fattivo il programma deciso in Rete dalla nostra comunità.
Nel MoVimento 5 Stelle non esistono correnti: abbiamo bisogno di idee condivise, non di opinioni divisive.
Chi vuole partecipare alla scrittura del nostro programma di governo e all’individuazione delle persone che lo attueranno, lasci da parte le questioni personali e l’interesse particolare e si rimbocchi le maniche per remare nella direzione che deciderà la nostra comunità. Altrimenti si faccia da parte. Dobbiamo essere uniti e compatti. Un corpo solo, un’anima sola.

Sulla legge elettorale #NonFartiFregare: non vogliono votare perchè vogliono la pensione

Sulla legge elettorale #NonFartiFregare: non vogliono votare perchè vogliono la pensione

Sulla legge elettorale #NonFartiFregare: non vogliono votare perchè vogliono la pensione

di Movimento 5 Stelle

Il M5S ha appena depositato a Montecitorio una proposta di legge che estende i principi del sistema elettorale vigente per la Camera anche al Senato. In questo modo, il giorno dopo che la Consulta si sarà pronunciata, avremo già una legge elettorale per entrambi i rami del Parlamento. Chi propon

Sulla legge elettorale non farti fregare! Partiti e giornali scrivono di tutto, ma la verità è una. Il M5S ha proposto da subito una sua legge elettorale, il Democratellum, ma i partiti hanno chiaramente detto che non la voteranno mai. Abbiamo sempre denunciato i rischi connessi al combinato disposto tra l’Italicum e la riforma costituzionale di Renzi; ora che gli italiani hanno bocciato quella riforma, i rischi maggiori che potevano derivare dall’Italicum sono venuti meno. Il 24 gennaio la Corte Costituzionale, grazie ai ricorsi presentati anche dal M5S a Torino e a Messina, Genova e Perugia, si pronuncerà proprio sull’Italicum e dai suoi rilievi uscirà fuori un ‘Legalicum depurato dai vizi di incostituzionalità che abbiamo denunciato.
I principi indicati dalla Consulta, daranno vita automaticamente alla nuova legge elettorale per la Camera (il Legalicum) e saranno applicati anche per il Senato. Chi oggi attacca il M5S per questa richiesta vuole intascarsi la pensione d’oro, impedire che gli italiani si scelgano un governo con un programma chiaro e imporre al Paese un nuovo governo non eletto.

e altro vuole imporre al Paese l’ennesimo governo non eletto che riproporrà le solite manovre lacrime e sangue per arrivare fino a settembre 2017 quando i parlamentari matureranno la pensione d’oro. L’Italia è in ginocchio: l’economia cresce la metà di quelle europee, 18 milioni di cittadini sono a rischio povertà e la disoccupazione è oltre il 20% se si contano anche gli inattivi. Gli italiani devono essere chiamati a scegliere sul loro futuro con libere elezioni il prima possibile.

 

Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro

di Beppe Grillo

Sono assediato in casa da tre giorni dalle tv per interviste che non voglio rilasciare. Quello che voglio dire ve lo dico qui.

Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro.

Mentre sono alle prese con le mie domande fondamentali, come Chance il Giardiniere di “Oltre il Giardino“, su cosa ne sarà dell’enorme quantità di “tempo libero” oppure “non occupato” che avanzerà nel mondo robotizzato, ho visto una cosa oscura all’orizzionte, un orizzonte basso e cupo. I pupazzi-chiaccheroni hanno bisogno di un nemico ingiusto, di un persecutore. L’unico modo per giustificarsi, sia nella sconfitta che per l’immorale sostegno a propositi così bizzarri verso la nostra costituzione, è che ci sia qualcosa di terribile oltre lo steccato. Possono i grandi opinionisti dire “abbiamo scherzato”’? Non ho mai sentito nessuno di loro riconoscere una volta, una sola, di essersi sbagliati. E adesso sono tutti lì, i sacerdoti proclamati dall’emittenza, a cercare un nuovo modo di tenere bassa la testa della gente. Non sono bastate tutte le televisioni e praticamente tutti i giornali pro SI, neppure le brochure del travestito morale per gli italiani all’estero mandate con i nostri soldi. E allora… cosa fanno? Lasciano perdere le grandi banche, quel sistema che gli ha messo a posto figli e nipoti e dicono: “avevamo scherzato, oppure, ci siamo sbagliati; la crisi non centra nulla con la costituzione”.
Dobbiamo aspettarci la prossima mossa che è certa secondo me: demonizzarci, a me e al “nostro popolo“, mentre inventeranno un trucco di “legge” elettorale affinchè il M5S non possa mai superare il livello di “guardia”. E da dove verrà l’ispirazione a questi guru dell’informazione per proseguire il lavoro di Mannarizzazione di Grillo? Dalla loro temporanea “disoccupazione”.
Infatti, mentre i bravi ragazzi di Firenze aggiungono perle plastificate alla loro collana di fallimenti, nascosti dentro il parco giochi di JP-Morgan, sono in centinaia proprio gli intellettuali di quella pseudosinistra al sapor di filo interdentale ad essere pericolosamente disoccupati in questo momento. Prima del 60/40 erano accomunati da uno sforzo traditore che, misteriosamente, riempiva i loro piccoli cuori: illudere gli italiani che cambiare la costituzione secondo i voleri della Merkell e delle grandi banche sarebbe stata una gran cosa; e ora… sono pesantemente disoccupati e confusi: smettere quella “lotta” di due anni perché trascinati a terra dalle urne, come beccacce prese al laccio, soltanto per quel 60/40 potrebbe sembrargli poco; e questo perchè non hanno mai rispettato la democrazia. Il loro sforzo traditore, accompagnato da “tanta cultura” e “tanta attenzione ai contenuti” dove si dissolverà? Da quel caravanserraglio bagaglino, tenuto insieme da trucchetti improvvisaticci; adesso che non devono più sostenere ideologicamente lo stupro della costituzione… cosa cominceranno a dire dalle loro poltronette nei Talk Show?

Adesso hanno bisogno di un nemico: il Grillo Mannaro, già improbabilmente etichettato come populista, fascista, ignorante, ma… se è così come è possibile che M5S non ne sbaglia una nel riconoscere cosa c’è nel cuore degli italiani e dargli voce? C’è solo una risposta: Grillo è un tiranno in pectore. Forse esagero come sempre ma c’è già uno che mi dipinge così da sempre: il badante della nipote di Mubarak… lui in queste cose è geniale…

Vi ricordare la fase in cui il berlusconismo si è autoinfiltrato nei valori tipici della sinistra? Non era un vaccino; era piuttosto una grande strategia comunicativa che ha creato confusione al punto che tanti lavoratori e studenti hanno votato lo psiconano. Così lui conosce al meglio il metodo della dissimulazione degli intenti. Lo pratica così rigorosamente che non sa più riconoscere neppure i suoi di intenti: il grande venditore si scaglierà si scaglierà di nuovo su di me, contro trascinandosi dietro la frustrazione degli intellettuali da Talk Show. E’ gente che, mentre ,Il surplus tedesco vola verso la Cina e la loro bilancia è in attivo, mentre le nostre imprese si sminuzzano oppure scappano dall’euro come la fiat resta concentrata “sui populismi”. Una dissimulazione che evidentemente non funziona più, oppure non ha mai davvero funzionato: il loro premio è sempre e solo stata la pazienza degli italiani.
Non hanno ancora cercato di calarmi seriamente la maschera da Grillo Mannaro perché non capiscono che cosa sia un comico professionista. Lo confondevano con un ignorante e generico “buffone”. Non rifaranno più questo errore, adesso è l’ora di farmi passare come grillo mannaro ma non ci riusciranno.
Il MoVimento 5 Stelle intanto sta percorrendo la sua strada. Abbiamo iniziato la discussione del programma di governo con l’energia, continueremo con gli altri temi, e in seguito sceglieremo online il candidato premier, la squadra di governo e i candidati al Parlamento. Noi ci siamo. Partecipate! Vogliamo idee!

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