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#5giornia5stelle 88° puntata, 5 agosto 2016

#5giornia5stelle 88° puntata, 5 agosto 2016 Puntata molto ricca, l’ultima prima della pausa estiva, di 5giornia5stelle, tutta dedicata alla chiusura dei lavori di Montecitorio e Palazzo Madama. Alla Camera è proseguita la More »

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#OraToccaANoi M5S Vittoria Ballottaggi 2016

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Riunione Amicidibeppegrillo Sellia Marina 24-05-2016

Riunione Amicidibeppegrillo Sellia Marina 24-05-2016 Chiunque può partecipare Data 24-05-2016. Ore 19:00, Punto di incontro Negozio Affari di Famiglia SS106 Via Carroccelo Sellia Marina CZ – – – More »

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Calabria Dissestata (dissesto idrogeologico) Video

Calabria Dissestata (dissesto idrogeologico) Video parte 1   Calabria Dissestata Catanzaro 20032016 par1 from amidibeppegrilloselliamarina on Vimeo. parte 2 Calabria Dissestata Catanzaro 20032016 par2 from amidibeppegrilloselliamarina on Vimeo. Dibattito pubblico sul suolo More »

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Grazie al parlamentare M5S Paolo Parentela da Amicidibeppegrilloselliamarina

Grazie al parlamentare M5S Paolo Parentela da Amicidibeppegrilloselliamarina Il gruppo Amicidibeppegrilloselliamarina ringrazia il deputato alla camera del M5S Paolo Parentela per aver denunciato e portato in parlamento il problema dell’arsenico nei rubinetti More »

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Arsenico nell’acqua a Sellia Marina: Parentela (M5s) porta il caso in parlamento

Arsenico nell’acqua a Sellia Marina: Parentela (M5s) porta il caso in parlamento “Si deve verificare – aggiunge il parlamentare – se l’inquinamento della falda è dipeso dalla vicina discarica di San Simone More »

#5giornia5stelle 88° puntata, 5 agosto 2016

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#5giornia5stelle 88° puntata, 5 agosto 2016

Puntata molto ricca, l’ultima prima della pausa estiva, di 5giornia5stelle, tutta dedicata alla chiusura dei lavori di Montecitorio e Palazzo Madama.
Alla Camera è proseguita la discussione sui bilanci del Palazzo. Stavolta nessuna proposta di tagli alle indennità o ai benefit è stata accolta. “Ve ne assumerete le conseguenze” tuona Alessandro Di Battista in aula. A Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro il compito di spiegarci nello specifico le richieste del MoVimento ed i benefit insopportabili che, ancora una volta, non sono stati accettati dal PD in primis, ma anche dagli altri partiti presenti in aula.

Sempre alla Camera si è parlato di contrasto al terrorismo. Se la Ministra Pinotti decide di informarci che l’Italia è in guerra, senza nessun passaggio parlamentare, il MoVimento 5 Stelle spiega le ragioni di chi avrebbe preferito non dare supporto logistico a dei bombardamenti, ma piuttosto gettare acqua sul fuoco. Nel servizio filmato ascoltiamo i membri della Commissione Affari Esteri, Maria Edera Spadoni, Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano.

Sia Camera che Senato si sono occupati di Enti locali. A Montecitorio tocca a Giorgio Sorial spiegare tutti i motivi della contrarietà al pareggio di bilancio. Le catene dell’Europa non sono accettabili a maggior ragione se non consentono di offrire ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno.

A Palazzo Madama, invece, arriva con l’ennesima fiducia il DL enti locali: Giovanna Mangili spiega che, tra le altre negatività, questo provvedimento introduce le deroghe “ad comune”, come nel caso di Catania. Un precedente molto grave che offre strade privilegiate ai Sindaci “amici” del Governo.

C’è poi spazio per la protesta vibrante di Alessio Villarosa, Dino Alberti e Daniele Pesco, a Montecitorio, contro il Ministro Padoan, reo di un doppiopesismo tanto più inaccettabile quando a farne le spese sono pensionati letteralmente truffati da criminali vestiti da banchieri. Ed infine per i discorsi a Palazzo Madama di Vito Crimi, in dichiarazione di voto sul processo amministrativo telematico e di Daniela Donno su caporalato e sprechi alimentari, due proposte di legge che hanno visto il Movimento 5 Stelle riuscire a dare un contributo importante e quindi decidere di votare favorevolmente con la maggioranza, una volta tanto.

Chiudiamo l’ultimo notiziario stagionale con una splendida notizia: lo screening prenatale è finalmente gratuito per tutti i bambini italiani. A Paola Taverna, che tanto ha dato battaglia per ottenere questo risultato, il compito di raccontarci questa novità importante per la salute dei più piccoli.
Arrivederci a settembre!

5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente – visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano – a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 – 9:30, Mercoledì 12:40 – 9:30, Giovedì 03:00 – 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10

#IoDicoNO Le Castella

#IoDicoNO Le Castella

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Economia felice

Economia felice

Economia felice

In questo momento storico, in cui un sistema economico-sociale, basato sul profitto e sulla crescita indiscriminati, che sta dominando l’intero pianeta e mina le fondamenta della vita stessa, è necessaria una presa di coscienza collettiva per promuovere un vero cambiamento culturale.

A Firenze domenica 2 Ottobre, giornata mondiale della nonviolenza, dedicata a Gandhi, si terrà VIII Conferenza e Raduno Internazionale dell’Economia della Felicità, la prima volta in Italia. Saranno presenti pensatori d’eccezione e attivisti di livello mondiale dall’India, dal Brasile, dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dalla Francia, con il sostegno e la partecipazione di innumerevoli associazioni e movimenti italiani.

Sarà questa un’occasione unica per riflettere assieme per allontanarsi da un’economia della crescita guidata dalle multinazionali e muoversi verso economie locali al servizio delle persone e del pianeta. Allo stesso tempo sarà un’occasione per scoprire le iniziative che hanno luogo in tutto il mondo, fonti d’ispirazione per riappropriarsi delle nostre economie, comunità ed ambienti naturali.

Il programma include presentazioni, discorsi, tavole rotonde, con i leader mondiali della localizzazione e della decrescita: Helena Norberg Hodge, Serge Latouche, Maurizio Pallante, Rob Hopkins, Vandana Shiva, Rossano Ercolini. Interverrà inoltre Carlo Sibilia, membro del direttivo, che ha già partecipato, riscuotendo notevole successo, alla III edizione della Conferenza a Bangalore.

Le precedenti sette edizioni hanno avuto tutte un enorme successo. Sono state accolte come grandi fonti di ispirazione e come antidoto contro la rabbia e il senso di impotenza che caratterizza questo periodo.

Il cambiamento partirà dal basso, dalla partecipazione e dal contributo di ognuno. Partecipa e sostieni anche tu l’evento.

 

Nessuno ha più fiducia nel Bomba #datiIstat

Nessuno ha più fiducia nel Bomba #datiIstat

Nessuno ha più fiducia nel Bomba #datiIstat

di MoVimento 5 Stelle

I dati Istat sulla fiducia di imprese e consumatori ad agosto confermano che la cattiva salute del Pil – fermo tra aprile e giugno – non sarà passeggera. L’indice di fiducia delle imprese torna addirittura ai livelli del febbraio 2015 (99,4 dal 103 di luglio). I consumatori seguono a ruota, e nel mese corrente l’indice per le famiglie scende a 109,2 (dal 111,2 di luglio). Se consumatori e imprese navigano nel pessimismo è perché il Governo non dà segnali di voler cambiare direzione. Al di là delle battaglie retoriche contro l’austerità, infatti, il Bomba è pronto a varare l’ennesima legge di stabilità lacrime e sangue per rispettare i vincoli di bilancio europei.

Il M5S denuncia da anni l’assurdità di questi vincoli, che impediscono allo Stato persino di investire seriamente nella prevenzione sismica, con gli effetti che sempre più spesso siamo costretti a verificare. All’Italia mancano come l’ossigeno gli investimenti industriali e infrastrutturali. Senza essi le imprese non possono che affidarsi alla domanda estera, che tuttavia è in costante calo. Per questo motivo l’economia arranca: sul lato interno le famiglie italiane sono prigioniere dei contratti precari, delle ricorrenti crisi bancarie e delle privatizzazioni dei servizi fondamentali, mentre sul lato esterno rallenta l’espansione in Cina e la Grecia è pronta a ripresentare il conto della folle austerità. In questa situazione è impossibile per le imprese vendere ciò che producono, assumere nuovo personale e fare investimenti in ricerca e innovazione. Ne conseguono i licenziamenti di massa, il crollo del gettito fiscale e il fallimento delle stesse imprese.

Per tenere in piedi il bilancio pubblico mentre la base economica reale si sta dissolvendo ci sono solo due vie: investire direttamente nella ripresa economica o spremere ancor più cittadini e imprese. Il Bomba ha scelto da tempo la seconda soluzione, abbellendola con qualche inutile bonus.

Dopo la fortunata congiuntura internazionale del 2015 (petrolio in calo, euro debole e manovre monetarie di Draghi) nel 2016 il Bomba è nudo, e non può far altro che nascondere i disastri dell’economia dietro il referendum costituzionale. Sta ai cittadini italiani decidere se archiviare o meno questa pagina infelice della nostra Repubblica.

 

Le grandi manovre dietro il #Ttip e il #Ceta

Le grandi manovre dietro il #Ttip e il #Ceta

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Le parole del vice cancelliere Sigmar Gabriel, che ha definito il Ttip un negoziato fallito, fanno ben sperare ma non sono risolutive. Il sipario sul Ttip calerà solo quando gli Stati membri ritireranno il mandato negoziale alla Commissione europea e invece nell’ultimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, Juncker ha chiesto e ottenuto dai 28 Capi di Stato la conferma del loro sostegno con un voto di fiducia.

Il Movimento 5 Stelle vigilerà fino a quando non ci sarà la parola fine su questo trattato pericoloso per l’economia europea e per la salute dei cittadini. Le grandi manovre delle lobby sono appena iniziate. Se il Ttip infatti rallenta, il suo gemello – il Ceta – invece accelera. La Commissione europea vuole bypassare il Parlamento europeo e quelli nazionali per applicare provvisoriamente il Ceta a tempo indeterminato con il sì della maggioranza qualificata del Consiglio europeo, che potrebbe arrivare già in ottobre. Se fosse così, le grandi multinazionali che vogliono occupare il mercato europeo avranno mani libere: dietro al Ceta si nasconde, infatti, il grande rischio che passino dal Canada prodotti agricoli e alimentari Made in Usa, dove gli standard ambientali e sanitari sono molto bassi. A questo punto, il Ttip non servirebbe più a nulla e potrebbe essere anche abbandonato…

Tuttavia, le parole del vice cancelliere Gabriel sono importanti e seguono quelle di Hollande. Il fiato sul collo dei cittadini sta dando i primi frutti. Le manifestazioni nelle piazze di tutta Europa si sono moltiplicate e sono state molto più partecipate del previsto. Secondo un sondaggio, meno del 20% dei tedeschi è favorevole al TTIP e il prossimo 17 settembre sono annunciate nuove proteste in tantissime città tedesche.

VIDEO. Ecco perché il Movimento 5 Stelle si oppone al Ttip, il trattato fatto su misura delle multinazionali. INFORMATI!

L’ANALISI. I portavoce al Parlamento europeo Tiziana Beghin e Dario Tamburrano spiegano le grandi manovre attorno al Ttip e il Ceta.

IL TTIP RALLENTA

“Il negoziato per il TTIP è di fatto definitivamente fallito. A pronunciare il de profundis del trattato transoceanico è stato il vice cancelliere e ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel durante un’intervista concessa alla rete televisiva pubblica Zdf.

Il rappresentante dell’SPD ha sottolineato come in 14 round negoziali non si sia trovato un accordo in nemmeno 1 dei 27 capitoli che compongono il trattato. Dice Gabriel: “Gli europei non possono capitolare di fronte alle richieste degli statunitensi”.

Sebbene in questi casi sia sempre saggio andare con i piedi di piombo, la certezza è che il castello confezionato da lobby e multinazionali sta inesorabilmente crollando!” (di Tiziana Beghin)

IL CETA ACCELERA

“Il contestatissimo trattato di libero scambio CETA fra UE e Canada – il gemello minore del TTIP – troverà presto attuazione provvisoria a tempo indeterminato (cioè anche in perpetuo) per dribblare l’indispensabile approvazione da parte dei parlamenti nazionali e del Parlamento Europeo: questo, almeno, è il piano della Commissione Europea rivelato dalla testata giornalistica Politico. Si creerà così un precedente per l’applicazione dell’indigeribile TTIP e soprattutto (come nel caso del referendum olandese sui rapporti fra UE ed Ucraina) l’Unione Europea renderà completamente ininfluente la volontà espressa dai cittadini o dai loro rappresentanti. Ovvero, seppellire la democrazia senza compilare il certificato di morte.

Come il TTIP, il CETA antepone i profitti ai cittadini e all’ambiente, apre alla privatizzazione dei servizi pubblici, permette alle grandi società di far causa ai Governi in caso di leggi contrarie ai loro interessi.

Le trattative per il CETA sono state condotte dalla Commissione Europea. Per l’entrata in vigore è richiesta l’approvazione del Consiglio UE (formato dai ministri degli Stati membri), del Parlamento Europeo e di tutti i 38 parlamenti nazionali e regionali dell’UE, poiché durante il summit UE del luglio scorso i capi di stato e di governo hanno riconosciuto che il CETA è un trattato commerciale “misto”, ovvero tocca anche materie di competenza degli Stati membri e non solo dell’UE. La Commissione Europea avrebbe preferito definire il CETA come un trattato di esclusiva competenza UE: in questo caso l’approvazione dei parlamenti nazionali e regionali non sarebbe stata necessaria.

Per applicare provvisoriamente il CETA a tempo indeterminato basterà il sì da parte della maggioranza qualificata del Consiglio UE, che potrebbe arrivare già in ottobre. In base ad un documento interno della Commissione di cui Politico.eu ha diffuso il leak, l’unico ostacolo è ora stabilire se escludere dall’applicazione provvisoria del CETA alcune parti del trattato, e quali: vari Stati vorrebbero lasciare da parte il capitolo relativo agli investimenti, che come il TTIP contiene il sistema ICS: si tratta della clausola ISDS (la possibilità di far causa ai Governi in caso di leggi che danneggiano i profitti) con ritocchi esclusivamente cosmetici.

In Italia nessuno sta parlando di tutto questo. In Germania, dove si susseguono iniziative e dimostrazioni contro il CETA, 100.000 cittadini hanno firmato un ricorso con lo scopo di far dichiarare incostituzionale il trattato”. (di Dario Tamburrano)

Spezziamo l’equazione Europa-Euro

Spezziamo l’equazione Europa-Euro

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Unire le figure di Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi con quella di Ventotene è un’assurdità, un ossimoro da non ripetere. Il Manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”, è un documento per la promozione dell’unità europea scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann tra il 1941 ed il 1944 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene, nel mar Tirreno. Accostare quello che è uno dei fondamenti dell’Unione Europea con i tre personaggi che maggiormente stanno contribuendo alla sua distruzione è stato, purtroppo, uno squallido spettacolo a cui abbiamo dovuto assistere. L’Europa immaginata nel corso della Seconda Guerra Mondiale da questi visionari parlava di sfide, di prospettive, di un futuro nel quale non ripetere gli stessi errori, un avvenire costruito mettendo da parte gli egoismi più beceri.

Oggi il confronto è impietoso: Spinelli-Renzi; Rossi-Hollande; Hirschmann-Merkel. Tre leader che non sono capaci di immaginare un futuro diverso, senza prospettive o alternative. Oggi l’Europa soffre una divisione lacerante tra Nord e Sud, una separazione che possiamo anche definire “inevitabile” per il tessuto sociale, economico, storiografico. Di questa inevitabilità l’Europa non ha voluto colpevolmente tenere conto: con la complicità dei Governi (quello italiano eletto da nessuno) le differenze sono prese a martellate da istituzioni e regolamenti creati per distruggere e separare, non per unire. Parliamo della Troika, di direttive come il bail-in, del MES o del Fiscal Compact e, naturalmente, della moneta unica. Uno strumento, quest’ultima, divenuto l’arma di ricatto perfetta e che – come ricorda Stiglitz – acuisce le differenze e mina alla radice l’intero progetto europeo.

Pensare a un futuro senza moneta unica e, al contempo, senza la distruzione dell’intero progetto europeo è oggi un atto doveroso. Il Movimento 5 Stelle rifiuta l’equazione per cui si identifica la moneta Euro con l’Unione Europea: dire che l’Europa è l’Euro è un’offesa ai processi politici che l’hanno generata, vuol dire calpestare la memoria dei padri fondatori.

Eccovi alcuni spunti dell’intervista ai portavoce Carlo Sibilia e David Borrelli comparsa su “Il Sole24Ore” lo scorso 21 agosto 2016.

«Il M5S non ha mai detto un no secco all’Europa», sostiene il deputato Carlo Sibilia, uno dei cinque componenti del direttorio. «Ci siamo presentati nel 2014 alle europee proprio per cercare di modificare alcune cose. D’altronde, se l’Europa ora non fa due più due dopo lo scossone Brexit non ci sarà molto spazio per le forze politiche che non vogliono cambiare». A Strasburgo i pentastellati hanno votato contro la risoluzione post-Brexit insieme a Farage, Le Pen e sinistra radicale. David Borrelli, co-capogruppo con Farage del gruppo Efdd, difende la scelta: «I cittadini inglesi hanno deciso di uscire dall’Europa e per noi è giusto che non sia l’Europa a decidere i tempi dell’addio: sarebbe un’ingerenza».

IL REFERENDUM
Che cosa succederebbe dunque se i Cinque Stelle andassero al governo? Sibilia conferma la volontà di dare la parola ai cittadini con un referendum consultivo «sull’adozione di una nuova moneta nell’ordinamento nazionale in sostituzione dell’euro», come proposto dal disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare presentato in Senato a giugno 2015 (atto S 1969). Il ddl, finora sostenuto soltanto dalla Lega, fa leva sugli articoli dal 139 al 144 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, che distingue tra i Paesi che hanno aderito volontariamente alla moneta unica e quelli “con deroga”, come Danimarca e Regno Unito e come tutti quelli entrati successivamente, dalla Svezia alla Romania. Secondo i Cinque Stelle, anche in assenza di una disciplina specifica sul “passo indietro”, è sempre possibile per gli Stati aderenti chiedere il passaggio al regime con deroga ai sensi dell’articolo 139 del Trattato, previa determinazione del tasso di cambio tra la nuova moneta e l’euro.

L’EUROPA NON È L’EURO
Spiega Sibilia: «Per noi la vera domanda è: vogliamo identificare l’Europa con la moneta unica? Io rifiuto questa equazione. Dire che l’Europa è l’euro è un’offesa ai processi politici che la hanno generata: significa ammettere che la moneta è un metodo di governo». Spietata la diagnosi: «Io credo che l’euro abbia fatto il suo tempo e che non ci saranno tragedie se lo abbandoniamo. È una moneta troppo forte rispetto alla nostra economia. Abbiamo perso il 26% di industria manifatturiera, abbiamo iniziato ad acquistare all’estero e a dismettere la produzione interna». Borrelli rincara: «Noi siamo per l’Europa della condivisione, il nostro programma era ed è lavorare per tornare a una comunità europea dove gli Stati si aiutino tra loro, dove ci sia libera circolazione di cittadini e merci. L’eurobond, mettere in comune il debito, vuol dire più Europa».

IL NODO DEL DEBITO
La tesi del M5S è che sia quindi possibile uscire dall’euro e lavorare per recuperare lo spirito dell’Unione delle origini. Riprendendosi la sovranità monetaria e il controllo sul debito. Osserva Sibilia: «L’Italia è strozzata da un debito pubblico a quota 2.200 miliardi. Non possiamo accettare che continui ad aumentare all’infinito perché lo dobbiamo a un gruppo di banche private che possono acquistare titoli di Stato». Secondo i Cinque Stelle, i 3.100 miliardi di interessi sul debito accumulati in trent’anni sono una «mostruosità», fondi sottratti ai servizi primari, dalle pensioni alla sanità: continuare significa smantellare lo stato sociale. Nel mirino finisce la Bce, «un privato – afferma Sibilia – che decide la quantità di euro che circola: la cessione è di fatto un prestito agli Stati a zero tassazione per i privati che la emettono. Io vorrei che l’Italia iniziasse a riassicurare il primato della politica sulla gestione economica. Non possiamo permetterci di fare riforme come il Jobs Act o come la legge Fornero perché dobbiamo rientrare nei parametri europei, rispettare i patti di stabilità e il Fiscal Compact». Che i Cinque Stelle guardano come il fumo negli occhi: «Lacci e lacciuoli – li definisce Borrelli – che asfissiano il nostro Paese».

LA BANCA PUBBLICA
La soluzione, a loro avviso, sta nel ritorno alla moneta emessa dallo Stato, con Bankitalia ripubblicizzata (una proposta di legge in tal senso è già stata presentata) che torni prestatore di ultima istanza. Gli interessi richiesti, insieme all’avanzo primario positivo – è la tesi – consentirebbero ai tassi di restare sotto controllo e di tenere a bada il panico da spread. Il resto lo farebbe la ripresa. Ma i Cinque Stelle non chiudono la porta neppure alla vecchia ipotesi di un euro a due velocità, un’alleanza dei Paesi del mediterraneo con economie simili che possano condividere politiche industriali, fiscali, immigratorie. «Lo offriamo come elemento di discussione», dice Sibilia. «Italia, Germania, Europa non sono gli Usa. Non siamo un’economia di multinazionali: in Italia il 98% del tessuto produttivo è costituito da piccole e medie imprese. Dobbiamo salvaguardarle, mentre finora le abbiamo devastate».

Di Battista #IoDicoNo #CostituzioneCoastToCoast

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Di Battista #IoDicoNo #CostituzioneCoastToCoast 

Questo il messaggio di Le Castella di ieri sera a Renzi-Boschi-Verdini-Napolitano. Noi stiamo sempre in piazza. Anche ieri piazza gremita e 2 carabinieri. Potete pensare quello che volete del M5S ma nessuno, nessuno, sta sempre in piazza come noi. Oggi Berlusconi dice “meglio Renzi del M5S”. E la Lega sta con Berlusconi. E Sel in moltissimi comuni o regioni governa con il PD. È la partitocrazia. Sono sempre d’accordo quando vedono in pericolo i loro posti di potere e i loro privilegi. Sono sempre d’accordo quando possono togliere potere ai cittadini e garantirsi la rielezione. Io stasera sarò in piazza a Soverato (alle 21.00 al Bounty Lungomare Europa). Venite con me. Sono piazze di riscatto. Sono ultime occasioni. Venite con me. Se volete potete “scortarmi” in macchina, moto, motorino o in vespa. Vi darò l’appuntamento tra poco. Sarà comunque nel pomeriggio a metà strada tra Le Castella e Soverato
Segui le attività del M5S in Parlamento: http://www.parlamentari5stelle.it

La riforma di Renzi è un’assicurazione sulla vita dei politici

La riforma di Renzi è un'assicurazione sulla vita dei politici

La riforma di Renzi è un’assicurazione sulla vita dei politici

di Alessandro Di Battista

Giro le piazze di’Italia e in tanti mi chiedono di togliere l’immunità parlamentare e inserire il vincolo di mandato. Queste sono le modifiche alla Costituzione che mi vengono più richieste. I cittadini non ne possono più di politici che non possono essere arrestati, perquisiti o intercettati senza l’autorizzazione del Parlamento. Allo stesso modo non ne possono più di parlamentari che entrano con un partito, poi cambiano idea e vanno con un altro. Tutti, ma proprio tutti mi dicono che uno che lascia il suo partito si dovrebbe dimettere. Io sono d’accordo con loro. Il M5S è d’accordo con loro infatti, se avessimo la maggioranza, proporremmo queste modifiche alla Costituzione. Ma potremmo mai realizzarle? Andiamo per gradi.
Io sono convinto che il M5S un giorno governerà il Paese. E dopo le vittorie a Roma e Torino anche i partiti sono convinti che questo potrebbe accadere. E proprio per questo “blindano” la Costituzione da possibili modifiche future che vanno contro i loro interessi. In che modo? Costruendo un Senato di nominati dai partiti. Il loro disegno è davvero diabolico. Infatti se dovessero vincere i sì non verrà eliminato il Senato, l’unica cosa che verrà eliminata sarà la scheda elettorale con la quale i cittadini votano i senatori. I senatori verranno scelti dai partiti tra i consigli regionali. Questi senatori risponderanno dunque ai partiti che li nominano, non ai cittadini che non li possono più eleggere. Inoltre ai neo-senatori i partiti regaleranno l’immunità parlamentare. E questi neo-senatori non eletti potranno modificare la Costituzione! Cioè le future riforme costituzionali che vogliono i cittadini (come detto ad esempio l’abolizione dell’immunità parlamentare o l’obbligo di dimissione per i politici che cambiano casacca) potranno passare solo grazie ai voti dei nuovi senatori nominati dai partiti. Secondo voi questi personaggi voteranno mai per l’abolizione dell’immunità parlamentare che gli è stata gentilmente regalata dai partiti che li hanno scelti? Ovviamente no!
Queste riforme costituzionali rappresentano quindi “l’assicurazione sulla vita politica” di tutti quei soggetti che nessuno voterebbe più, che hanno bisogno dell’immunità, che sono campioni di trasformismo e che senza la “nomina” da parte dei partiti sarebbero costretti a trovarsi un lavoro! Per questo e per molto altro #IoDicoNo. Io sono realmente preoccupato per la tenuta democratica del nostro Paese già colpita da leggi vergognose come la Buona Scuola, l’Italicum, il JobsAct, i salvataggi alle banche o la legge Fornero. Per questo giro l’Italia. Questa sera sarò a Corigliano Calabro. Ci vediamo alle 21.00 in Piazzetta Portofino a Schiavonea. Cerchiamo di essere in tanti! #CostituzioneCoastToCoast

 

Controlleremo carta su carta, euro su euro

Controlleremo carta su carta, euro su euro

Controlleremo carta su carta, euro su euro

Authordi Luigi Di Maio

di Luigi Di Maio

Ieri mattina sono stato ai funerali delle vittime del terremoto.
È davvero difficile immaginare che nel 2016, la terra che trema sbricioli ancora le case e uccida oltre 290 persone.
La grande dignità dei nostri concittadini, nonostante la terra abbia portato loro via tutto, mi resterà per sempre nel cuore.
Diverse persone mi hanno guardato dritto negli occhi e mi hanno affidato un messaggio: “Controllate! Controllate bene come spenderanno i soldi per la ricostruzione, non ci abbandonate, non ci lasciate soli!”
Sono grato a queste persone per la meravigliosa lezione di umanità e compostezza che mi hanno dato.
Tutti ricordavano l’incubo de L’Aquila, un cantiere fermo dal 2009 con inchieste su inchieste.
Questa volta non dovrà accadere. Controlleremo carta su carta. Euro su euro. Perchè il primo modo per onorare i nostri morti è proteggere i loro cari in vita da speculazioni, ruberie e corruttele.
Gliel’ho promesso!

Il terremoto potrebbe non creare danni né vittime

Il terremoto potrebbe non creare danni né vittime

Il terremoto potrebbe non creare danni né vittime

di Samanta Di Persio*

Il 7 aprile del 2009 il blog di Beppe Grillo mi raggiunse telefonicamente per capire che cosa fosse successo a L’Aquila. Ricordo perfettamente una sensazione: nei 20 secondi in cui la terra aveva tremato aveva spazzato via passato, presente e futuro. Lo smarrimento era totale. Una lunga marcia di persone iniziò a fuggire dalla città per dirigersi verso la costa, fu inevitabile a quel punto chiedere ricovero agli hotel. Nonostante lo sciame sismico che da mesi scuoteva la città, la notte del terremoto, eravamo tutti impreparati. Dopo qualche settimana la Casaleggio Associati mi chiese di scrivere un libro, una raccolta di testimonianze. Per un mese e mezzo lavorai senza sosta perché avevo l’obiettivo di diffondere quante più informazioni possibili affinchè i crolli, i morti dell’Aquila potessero essere evitati. A settembre uscì “Ju tarramutu, la vera storia del terremoto in Abruzzo”, la prima critica fu una speculazione sul terremoto. Quindi gli speculatori non erano coloro che avevano costruito senza rispettare le norme, coloro che cambiavano i progetti delle abitazioni in corso d’opera, coloro che avevano risparmiato sul ferro, coloro che non avevano mai adeguato il piano regolatore. Il libro venne venduto a prezzo libero, molti lo hanno acquistato ad euro ZERO. Sarebbe potuto finire nelle librerie di Berlusconi, Bertolaso, Boschi, Gabrielli, Renzi, Delrio, Curcio il sindaco di L’Aquila, l’assessore alla ricostruzione ecc. Ma niente di tutto ciò: ad Amatrice, ma anche a L’Aquila perché la scossa è stata avvertita benissimo, si ripete lo stesso scenario di 7 anni e quasi cinque mesi prima.
L’improvvisazione di una popolazione non preparata, ritardo nei soccorsi, crolli perché nessuno ha mai spesso un euro per adeguare gli edifici e, se sono stati spesi, la destinazione è stata per altro.

Nel libro è presente un decalogo, copiato pari a pari a quello giapponese, con sei punti focali per la prevenzione/organizzazione contro i terremoti:

– Informativa di prevenzione su larga scala (volantini, manuali, documentazione)
– Strutture preorganizzative e visibili di cartellonistica di percorsi di emergenza
– Pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma
– Strutture globali (abitazioni, tubature cavi elettrici) antisismici
– Kit di sopravvivenza in uffici e case
– Esercitazioni cicliche antisisma

Tali banalità a L’Aquila non sono mai state attivate, anzi sono state individuate aree di raccolta dove, nella maggior parte di esse, non c’è nemmeno una fontanella. Ma non mi sono limitata ad indicare semplici regole che potrebbero salvare la vita ma anche le modalità per poter adeguare le abitazioni. Come abbiamo visto, anche ad Amatrice vi erano strutture in pietra con tetti in cemento armato, che in caso di forte scossa, schiacciano la struttura e di conseguenza uccidono. L’arch. Antonio Perrotti, nel 2009 ancora impiegato alla regione Abruzzo, spiegava, nella sua testimonianza presente in Ju tarramutu, che interventi sistematici e organici hanno dimostrato la loro efficacia:catene e reti, tetti alleggeriti, cerchiature insieme a reti in carbonio e nuove malte, ormai, possono dare grossi margini di sicurezza. In altri casi, invece, sono crollati edifici pubblici, dove c’è stato un intervento, ma restauri e ristrutturazioni sono stati fatti in base all’estetica formale e non alla tenuta statica.

Inoltre, dall’intervista del geologo Antonio Moretti, era emerso un quadro allarmante, ma una volta appreso, si poteva e doveva intervenire. Le grandi strutture sismogetiche che formano la dorsale appenninica del Centro Italia sono infatti: l’Appenino centrale (Collefiorito-Gubbio-Monti Reatini), l’Abruzzo (Aquilano-Marsica-Valle Peligna) e l’Appennino meridionale (Benevento-Irpinia-Vallo di Diano). Tutte queste strutture non sono indipendenti, ma in qualche modo collegate fra loro, come le tessere di un domino: marzo 1702 ci fu un terremoto a Benevento (X MCS), a gennaio 1703 ad Amatrice (X MCS), a febbraio nell’Aquilano (XI MCS), nel novembre 1706 a Sulmona e per finire nel novembre 1932 in Irpinia (XI MCS). La struttura si carica lentamente, roba di qualche millimetro ogni anno, poi, improvvisamente, si muove di qualche metro con grande rilascio di energia, e la deformazione così generata va a spingere sulle strutture accanto che piano piano si mettono in moto anche loro. Dunque, il rischio c’è e sappiamo perfettamente dove.

Solo l’emergenza terremoto per la sistemazione degli sfollati in tendopoli, alberghi, caserme è costata, a detta di Bertolaso, due miliardi di euro, se si fossero investiti in prevenzione? Nel 2013 avevo anche calcolato la spesa, fino ad allora, del post terremoto. Avevo calcolato che ogni nucleo familiare, 4.400, che alloggiava nel progetto case (le cosiddette new town) avrebbe potuto avere ben 180mila euro, dunque, se ognuno li avesse spesi per costruire una casa, probabilmente sarebbero anche avanzati. Ma la speculazione piace, piace prima di una tragedia ed ancora di più dopo.

*autrice del libro Ju Tarramutu, prima inchiesta sul terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009

 

Emergenza terremoto: attiviamo subito il Fondo di solidarietà dell’UE

Emergenza terremoto: attiviamo subito il Fondo di solidarietà dell’UE

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Ripartiamo dalla solidarietà e dal grande cuore degli italiani. Il Movimento 5 Stelle è a disposizione di tutti i cittadini e di tutte le Istituzioni locali, nazionali ed europee che vogliono sostenere i primi interventi di aiuto e assistenza alle famiglie delle vittime e a tutti quelli che hanno perso casa e lavoro. Stiamo collaborando con la Protezione Civile e con tutti gli uomini impegnati nelle difficili attività di ricerca e soccorso dei feriti. Allo stesso tempo, serve una risposta immediata e pronta per non aggiungere nuova sofferenza a chi ha già perso tutto. Nel 2009 per il terremoto in Abruzzo sono stati stanziati aiuti europei pari a 493,8 milioni di euro. Per quello in Emilia-Romagna del 2012 670 milioni. Ecco perché chiediamo subito:

1) APPELLO A GOVERNO E REGIONI
Le Istituzioni italiane devono presentare quanto prima una domanda di aiuto alla Commissione europea. Il Fondo di solidarietà europeo è un contributo straordinario che – fuori dal bilancio comunitario – viene erogato dai Paesi europei ai territori vittima di una calamità naturale come il terremoto. La domanda di contributo deve essere avanzata entro 12 settimane dall’evento. Prima ci si attiva, prima arrivano gli aiuti. I passi successivi alla richiesta d’aiuto prevedono: 1) una valutazione della domanda da parte della Commissione europea 2) una proposta della Commissione a Consiglio e Parlamento europeo che la votano 3) approvazione ed erogazione dell’importo da parte delle Istituzioni comunitarie.

2) APPELLO ALL’EUROPA
L’aiuto europeo viene quantificato sulla base dell’entità del danno provocato dal terremoto e non tiene in considerazione del numero delle vittime. La Commissione europea fissa delle soglie che si basano su una valutazione “asettica” del disastro e sul PIL della zona. Per quanto riguarda l’Italia la soglia calcolata è di 3,3 miliardi di euro. Per le catastrofi gravi con danni ingenti e superiori a questa soglia, il Fondo si solidarietà ha sempre funzionato bene. Se invece il terremoto viene considerato come ‘regionale’ o con danni medi, allora gli aiuti stanziati non superano l’1,5% del PIL della Regione colpita. Purtroppo, più un territorio è povero, meno aiuti arrivano. Il paradosso europeo è questo: se un terremoto provoca molte vittime ma i danni sono lievi o le strutture danneggiate di poco valore, gli aiuti europei si riducono o addirittura possono non essere autorizzati.

Non c’è tempo da perdere, ma dobbiamo stare attenti a non commettere gli errori del passato. Lo Stato e gli enti locali sono responsabili dell’utilizzo dei fondi, che devono essere utilizzati esclusivamente per le operazioni d’emergenza, per mettere in sicurezza le infrastrutture e fornire alloggi temporanei alle vittime. Bisogna superare le gravi carenze di trasparenza riscontrate in passato e migliorare il sistema di monitoraggio ex post per le spese.

Il Movimento 5 Stelle, in un progetto di parere approvato dalla Commissione per il controllo dei bilanci, ha invitato la Commissione europea a semplificare e migliorare le procedure in occasione della revisione del Fondo di solidarietà dell’UE. Il Movimento 5 Stelle è con i cittadini e non con chi cerca di trasformare le tragedie in affari.

iPhone 7? Costerà 20 miliardi di evasione ai contribuenti europei

iPhone 7? Costerà 20 miliardi di evasione ai contribuenti europei

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Siamo tutti pronti ad accogliere sul mercato il nuovo iPhone 7? Sarà meglio prepararsi adeguatamente visto che il melafonino di Apple potrebbe costare ai contribuenti europei circa 20 miliardi di Euro e, per i soli italiani, 381 milioni. L’azienda di Cupertino, infatti, è una delle tante multinazionali individuate dalla Commissione europea a godere di accordi fiscali privilegiati con alcuni Stati membri dell’UE. Questo scandalo è divenuto palese grazie al Lussemburgo del presidente Jean-Claude Juncker, ma attanaglia altri paesi come l’Irlanda (il caso in questione) e l’Olanda, che gode anche di un surplus eccessivo mai sanzionato.

Ora, però, gli americani si sarebbero arrabbiati. Secondo il Tesoro, l’USA si starebbe schierando apertamente dalla parte di Cupertino, accusando la Commissione europea di volersi erigere ad “autorità fiscale sovranazionale”. Dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo. È assurdo e ingiustificabile, infatti, che esistano ancora paradisi fiscali legalizzati all’interno dell’UE. Non si può rimanere fermi a guardare aziende multimilionarie che spostano i loro profitti in paesi cuscinetto (costruiti ad hoc per evadere le tasse e danneggiare la stessa Unione di cui fanno parte).

Ma il reale problema è un altro: questa pratica danneggia in particolare l’Italia, dove il numero e la concentrazione di PMI è altissima, quasi quanto la pressione fiscale che grava su di esse. Invece di lottare contro un sistema elusivo che premia Olanda e Lussemburgo (solo per fare due esempi), il Governo italiano in Europa non ha mai fatto nulla. I Paesi di cui sopra, inoltre, beneficiano dei proventi dell’evasione due volte. Primo: incassano i soldi tramite accordi fiscali privilegiati. Secondo: scoperto l’inganno, la Commissione Europea sanziona le multinazionali, costringendole a risarcire sempre quegli Stati che hanno beneficiato e incoraggiato il trattamento fiscale agevolato. Un meccanismo che, invece di vietare, incentiva nuovi accordi futuri per aggirare il fisco dei paesi “diligenti”.

Le lacune dell’esecutivo italiano è fin troppo evidente. Il mostruoso caso lussemburghese è scoppiato proprio quando il Governo Renzi era al massimo del suo “splendore”, ovvero subito dopo le europee seduto in sella della presidenza semestrale del Consiglio. I suoi segugi a Bruxelles hanno scagionato Juncker, mentre il PD compatto nel gruppo dei Socialisti e Democratici ha sempre impedito l’istituzione di una vera commissione con poteri di inchiesta, proponendo – e ottenendo – una sterile commissione senza alcun vero potere. Finché questo Governo non eletto guiderà l’Italia i problemi delle PMI italiane non saranno mai risolti.

Vespa, Delrio e i terremoti che creano lavoro

Vespa, Delrio e i terremoti che creano lavoro

Vespa, Delrio e i terremoti che creano lavoro

di Dario De Falco*

Non volevo crederci quando ieri sera mi hanno invitato a guardare questo video.
Ma purtroppo ho dovuto constatare con i miei occhi che, l’altra sera a #PortaaPorta, il #terremoto sia diventato il volano dell’economia.
Bruno Vespa: “Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare”;
Graziano Del Rio: “Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL”;
Bruno Vespa: “Darà lavoro ad un sacco di gente”.
Menomale che in studio, Armando Zambrano, Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, ha detto che, con i soldi impiegati per riparare i danni dei terremoti, avremmo potuto mettere in sicurezza la stragrande maggioranza dei fabbricati che hanno dei problemi.
Allora, forse, avremmo potuto evitare anche le stragi di tanti innocenti. E questo viene prima di qualsiasi economia perché la vita umana ha un valore inestimabile. Non ce lo dimentichiamo.

*consigliere comunale MoVimento 5 Stelle Pomigliano d’Arco

 

Al Lido di Licola pensando ai terremotati

Al Lido di Licola pensando ai terremotati

Al Lido di Licola pensando ai terremotati

di Laura Castelli, MoVimento 5 Stelle Camera

Oggi l’evento al Lido di Licola sarà incentrato sulla solidarietà. Non ci sarà nessun comizio politico ma mettiamo a disposizione le nostre forze per dare una mano alle persone colpite dal sisma. Vi chiediamo di portare beni di prima necessità che in coordinamento con la Protezione Civile faremo arrivare ai territori colpiti. Servono coperte, cibo in scatola, latte in polvere, biscotti, omogeneizzati, disinfettante, medicine da banco, pannolini e assorbenti.

Un conto corrente per i terremotati

Un conto corrente per i terremotati

di Virginia Raggi, sindaco di Roma

L’amministrazione di Roma Capitale, a seguito del tragico evento del 24 Agosto, ha deciso di aprire un conto corrente dedicato alla rinascita del territorio colpito dal terremoto di Amatrice.
Ognuno di noi potrà contribuire con un concreto gesto di solidarietà alla rinascita di Amatrice con una donazione a questo numero di conto corrente:
IT 94 F 02008 05117 000104430239
con causale “ROMA ADOTTA AMATRICE“.
Ringrazio ancora una volta tutti coloro che attualmente sono impegnati nei soccorsi e chi finora si è prodigato nella raccolta dei beni di prima necessità.
C’è bisogno dell’aiuto di tutti, non lasciamo soli i nostri amici: adottiamo Amatrice.

Terremoto, gli incassi dei musei di Torino alle vittime del sisma

Terremoto, gli incassi dei musei di Torino alle vittime del sisma

di Chiara Appendino, sindaco M5S di Torino

In merito al terremoto che ha colpito il Centro Italia la scorsa notte, riporto qui un comunicato della Città, invitando tutta la cittadinanza a cogliere l’occasione questa domenica per far visita ai nostri musei.

“Il sistema culturale torinese e piemontese si mobilita in aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto che nella scorsa notte ha sconvolto numerose comunità nell’Italia Centrale: dopo un rapido consulto fra gli assessori competenti della Città di Torino e della Regione Piemonte, è stato congiuntamente stabilito di devolvere alle vittime del sisma gli incassi realizzati dai rispettivi musei nella giornata di domenica 28 agosto.

Da parte regionale, l’assessore Antonella Parigi ha raccolto la piena adesione delle presidenti del Consorzio La Venaria e del Castello di Rivoli, che metteranno a disposizione le entrate derivanti dalle visite alla Reggia e al Museo d’Arte Contemporanea.

Analogamente, l’assessore cittadino Francesca Leon si è immediatamente accordata con la presidente della Fondazione Torino Musei, affinché tutti i musei civici – Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e del Borgo e Rocca Medievale – partecipino alla raccolta fondi, a cui hanno aderito anche il Mibact con i Musei Reali, insieme a Museo Nazionale del Cinema, Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, La Venaria Reale, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Museo Nazionale della Montagna, Museo Ettore Fico, Museo Civico Pietro Micca, Museo Diffuso della Resistenza, PAV, Palazzo Falletti di Barolo, Museo della Sindone, Museo Nazionale dell’Automobile, Juventus Museum e la Fondazione Merz.

Al contempo, un invito viene anche rivolto a tutti i cittadini, perché utilizzino l’ultima domenica di agosto per compiere un importante gesto di solidarietà attraverso la fruizione dei nostri beni culturali: proprio in un momento come questo, in cui anche il patrimonio artistico e architettonico del Paese è stato duramente colpito, è importante ribadire il ruolo della cultura mettendola a disposizione di chi sta subendo questa immane tragedia”.

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